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Subject: pannelli solari, ed energia rinnovabile
Il calo degli incentivi pubblici e la concorrenza sul prezzo da parte dei produttori asiatici stanno mettendo in difficoltà gli operatori occidentali del fotovoltaico. Un trend al quale non sfugge nemmeno la Germania, la locomotiva dell'economia europea e il Paese che – con l'Italia - più ha scommesso sul settore.
Nei giorni scorsi il costruttore tedesco di pannelli solari Q-Cells ha deciso di portare i libri in tribunale (si tratta del quarto caso negli ultimi mesi), passando in poco tempo da un esempio di scuola (nel 2007 era arrivata a valere in Borsa 10 miliardi di euro), protagonista della conversione della Chemical Valley nell'ex-Germania Est, rimasta deserta dopo la caduta del Muro, ad azienda in difficoltà, a causa del taglio degli aiuti governativi e della diffusione dei pannelli solari a basso costo provenienti dalla Cina.
Ora è First Solar, colosso americano nella tecnologia del film sottile, ad annunciare la chiusura per fine anno dell'impianto a Francoforte a causa della crisi in Europa. «Un'area che non rende più profittevoli le nostre operazioni», spiega in una nota la società.
Le difficoltà del settore, infatti, non si fermano solo alla Germania. «L'intero Occidente si trova in una situazione di sovraccapacità produttiva», Ben Schuman, analista di Pacific Crest Securities. «C'è stato uno sviluppo molto rapido, ma lo scenario ora è cambiato». I governi occidentali, pressati dalla necessità di salvaguardare i bilanci, hanno ridotto il sostegno pubblico al settore. Intanto, la concorrenza crescente dalla Cina ha fatto calare del 54% in un anno il prezzo medio dei moduli, mandando fuori mercato i concorrenti che operano nei Paesi con un costo del lavoro più elevato.
Emblematico il caso di Solyndra, simbolo della "green way" di Barack Obama, che non più tardi di due anni il presidente americano ha definito un'azienda simbolo del nuovo corso dell'economia mondiale (e foraggiato con un prestito da 535 milioni di dollari, con l'obiettivo di accrescere i posti di lavoro), che lo scorso autunno è andata in bancarotta dopo aver perso rapidamente quote di mercato a vantaggio dei concorrenti asiatici.
ilsole24ore
Nei giorni scorsi il costruttore tedesco di pannelli solari Q-Cells ha deciso di portare i libri in tribunale (si tratta del quarto caso negli ultimi mesi), passando in poco tempo da un esempio di scuola (nel 2007 era arrivata a valere in Borsa 10 miliardi di euro), protagonista della conversione della Chemical Valley nell'ex-Germania Est, rimasta deserta dopo la caduta del Muro, ad azienda in difficoltà, a causa del taglio degli aiuti governativi e della diffusione dei pannelli solari a basso costo provenienti dalla Cina.
Ora è First Solar, colosso americano nella tecnologia del film sottile, ad annunciare la chiusura per fine anno dell'impianto a Francoforte a causa della crisi in Europa. «Un'area che non rende più profittevoli le nostre operazioni», spiega in una nota la società.
Le difficoltà del settore, infatti, non si fermano solo alla Germania. «L'intero Occidente si trova in una situazione di sovraccapacità produttiva», Ben Schuman, analista di Pacific Crest Securities. «C'è stato uno sviluppo molto rapido, ma lo scenario ora è cambiato». I governi occidentali, pressati dalla necessità di salvaguardare i bilanci, hanno ridotto il sostegno pubblico al settore. Intanto, la concorrenza crescente dalla Cina ha fatto calare del 54% in un anno il prezzo medio dei moduli, mandando fuori mercato i concorrenti che operano nei Paesi con un costo del lavoro più elevato.
Emblematico il caso di Solyndra, simbolo della "green way" di Barack Obama, che non più tardi di due anni il presidente americano ha definito un'azienda simbolo del nuovo corso dell'economia mondiale (e foraggiato con un prestito da 535 milioni di dollari, con l'obiettivo di accrescere i posti di lavoro), che lo scorso autunno è andata in bancarotta dopo aver perso rapidamente quote di mercato a vantaggio dei concorrenti asiatici.
ilsole24ore
in questo l'italia è all'avanguardia, avendo previsto un bonus del 10% sulla tariffa incentivante per impianti con componenti per almeno il 60% europei
la filiera dal FV italiano non produce pannelli (e del resto sarebbe difficile far concorrenza alla cina, che ricicla silicio in pannelli da decenni)
però produce elettronica di potenza (inverter), produce cavi e connettori, produce sistemi di fissaggio e strutture di sostegno
nel settore ormai in italia lavorano almeno 120.000 persone
la filiera dal FV italiano non produce pannelli (e del resto sarebbe difficile far concorrenza alla cina, che ricicla silicio in pannelli da decenni)
però produce elettronica di potenza (inverter), produce cavi e connettori, produce sistemi di fissaggio e strutture di sostegno
nel settore ormai in italia lavorano almeno 120.000 persone