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Subject: ambiente

2007-12-07 16:01:55
strillo [del] to All
L'ITALIA TRA I PAESI CHE INQUINANO DI PIU' AL MONDO
BERLINO - Gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e l'Australia sono tra i paesi che inquinano di più al mondo e si impegnano meno per la protezione ambientale, ma c'é anche l'Italia tra le nazioni che emettono la maggiore quantità di gas serra nell'atmosfera e, allo stesso tempo, sono dotate di politiche climatiche "insufficienti e inadeguate".

E' quanto emerge dall'edizione 2008 dell'indice sulla performance del cambiamento climatico (CCPI), una misura utilizzata dal 2005 dall'ong tedesca Germanwatch per valutare gli sforzi dei principali paesi del mondo in fatto di controllo delle emissioni di Co2. Presentato oggi a Bali nell'ambito della Conferenza Onu sul cambiamento climatico, il rapporto vede al primo posto la Svezia con un voto di 65,6 punti nella graduatoria di 56 paesi presi in esame. La seconda posizione è andata alla Germania che, pur essendo - come l'Italia - un Paese con elevate emissioni di Co2, si impegna molto per la protezione climatica.

Risultato: l'Italia e la Germania sono entrambi tra i dieci paesi che inquinano di più (rispettivamente con quote dell'1,67% e del 3% delle emissioni globali di gas serra), ma l'Italia è al 41/mo posto della classifica complessiva (con 47 punti) rispetto al secondo posto della Germania (con 64,5 punti). Al terzo posto della graduatoria dei 56 paesi c'é l'Islanda con 62,6 punti. A livello Ue, sono andati peggio dell'Italia solo la Grecia (46,8 punti), l'Irlanda (46,4), Cipro (46) e il Lussemburgo, che é il Paese con il voto più basso (39,2 punti) tra i Ventisette. A livello globale, l'ultima in classifica è l'Arabia Saudita con 30 punti, preceduta dagli Usa (33,4), dall'Australia (35,5) e dal Canada (37,6).

Ma neanche i paesi più virtuosi soddisfano completamente Germanwatch, che nel suo rapporto osserva: "Se la protezione contro il cambiamento climatico fosse una disciplina olimpica, nessun Paese meriterebbe di salire sul podio dei vincitori". Nel caso della Svezia, ha commentato Jan Burck di Germanwatch, il Paese "gode di livelli di emissioni relativamente bassi, ma la sua performance riguardo alla politica climatica è solo su livelli medi". Per questo, ha concluso, "non vuol dire che i 'vincitori' abbiano politiche di tutela del clima straordinarie".

la conferenza di Bali per chi non lo sapesse è quella che dovrebbe portare ad un trattato migliore di quello di Tokio
2007-12-07 16:03:04
Gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e l'Australia sono tra i paesi che inquinano di più al mondo e si impegnano meno per la protezione ambientale, ma c'é anche l'Italia tra le nazioni che emettono la maggiore quantità di gas serra nell'atmosfera e, allo stesso tempo, sono dotate di politiche climatiche "insufficienti e inadeguate".



ma dai!


(l'australia con il nuovo premier si è impegnato nel programma a ratificare il trattato di Kioto!)
(edited)
2007-12-07 16:05:21
Ma neanche i paesi più virtuosi soddisfano completamente Germanwatch, che nel suo rapporto osserva: "Se la protezione contro il cambiamento climatico fosse una disciplina olimpica, nessun Paese meriterebbe di salire sul podio dei vincitori".

questa è la parte più triste :/
2007-12-07 16:11:49
scusa ma leggendo di fretta non ho letto nomi come Cina, india, indonesia....
non li contano perché essendo paesi in via di sviluppo (come li definivano oggi al tiggi 2 me pare) soo autorizzati ed inquinare ?
2007-12-07 16:12:28
in via di sviluppo ....
2007-12-07 16:14:33
si devono arrivare a inquinare ancora quanto noi ;)
(edited)
2007-12-07 16:15:54
esatto! e fino ad allora inutile riparlarne!
2007-12-07 16:22:23
Dal 2006, Germanwatch, un'organizzazione per lo sviluppo e l'ambiente, pubblica un «indice di efficacia nella lotta contro il mutamento climatico» (The climate change performance index). L'indice pubblicato venerdì prende in considerazione i 56 paesi con le maggiori emissioni di CO2. Insieme, sono responsabili del 90% delle emissioni globali.



L'indice si basa su tre indicatori: le emissioni di anidride carbonica tra il 1998 e il 2000, la variazione tra i valori di questo triennio e il periodo 2003-2005 – ciò che permette di stabilire se è in atto una tendenza all'aumento o alla diminuzione delle emissioni – e la politica climatica (nazionale ed internazionale) dei vari governi.

evidentemente secondo questa organizzazione tedesca conta di più il fatto che non eistono nel nostro paese politiche efficaci o credibili di riduzione dei gas serra.

inoltre:

ITALIA FUORI DA KYOTO

L'Italia non ce la fa a rispettare il trattato e uscirà dal Protocollo di Kyoto a partire dal 2012. L'annuncio è stato dato durante il COP10 a Buenos Aires e segna l'ennesimo fallimento italiano nel saper affrontare situazioni complesse come l'inquinamento.

Il governo motiva la sua rinuncia a Kyoto per l'assenza di Usa, Cina e India dal protocollo. In realtà, Cina e India sono esonerati dal partecipare a Kyoto in quanto classificati come paesi in via di sviluppo. Come stabilito dal Protocollo, entreranno negli accordi nel 2012. Gli Stati Uniti, invece, hanno sempre rifiutato di ratificare il Protocollo di Kyoto. E' pertanto l'assenza degli Usa a rappresentare il motivo, o la scusa, per uscire dagli accordi di Kyoto.

L'annuncio del ministro Matteoli non ha sorpreso nessuno. L'Italia ha accumulato un tale ritardo nella politica del contenimento delle emissioni da non essere facilmente recuperabile. Ciò però non giustifica la decisione di rinunciare di fronte alle difficoltà. Altri paesi, come la Germania, riescono a rispettare i parametri di Kyoto senza subire alcuna perdita di competitività nelle imprese.

Dopo aver decantato i meriti italiani nell'aver convinto la Russia a ratificare il protocollo solo pochi mesi fa, a fine settembre 2004, oggi l'Italia annuncia di non farcela. In questo modo l'Italia dimostra, indirettamente, anche l'incapacità di porsi obiettivi ambiziosi e un atteggiamento rinunciatario nei confronti delle prime avversità. E' questa l'amara riflessione a seguito della decisione di chiudere con Kyoto.

Con molta probabilità il nostro paese non riuscirà nemmeno a rispettare gli accordi del Kyoto I. Al 2004 le emissioni di gas serra sono aumentate del +9% rispetto all'obiettivo di ridurle del -6,5%. Il piano di riduzione delle emissioni presentato dall'Italia è stato tra i pochi ad essere bocciato dall'Unione Europea. Un risultato negativo, su 25 paesi solo 4 hanno visto bocciare le loro proposte: Grecia, Polonia, Rep. Ceca e Italia. Le prospettive future non sono rosee. Secondo Maria Grazia Midulla del Wwf il piano italiano prevede l'aumento del +22,8% delle emissioni nei settori interessati. Un incremento tale da vanificare qualsiasi tentativo di rispettare i parametri di Kyoto.

Nel frattempo, il ministro Matteoli ha dichiarato anche di volersi affidare ai "meccanismi flessibili", in altre parole acquistare la riduzione di emissioni dai paesi più virtuosi. La decisione migliorerà la situazione italiana del "debito" delle emissioni ma non apporterà alcuna variazione all'assetto industriale-strutturale del nostro paese, né tantomeno migliorerà la qualità dell'aria nelle nostre città. In breve, sarà soltanto un'ulteriore voce di costo nella nostra spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero.

Se l'ottimismo può salvare il nostro paese dalla crisi economica, oggi c'è da chiedersi se, come italiani, siamo ancora capaci di iniziare qualcosa e di portarla fino in fondo.

Questo 3 anni fa: da allora non ho notato, compreso l'attuale governo sostanziali cambi di indirizzo. Dunque perchè stupirsi?
(edited)
2007-12-07 16:24:12
ma quando mai abbiamo iniziato qualcosa e l'abbiamo portata fino in fondo?'

aspè siamo campioni del mondoooooooo

allora c'è speranza all'orizzonte ... mmm ...
NO! era solo smog!
(edited)
2007-12-07 16:27:35
ROMA (Reuters) - L'Italia si presenta alla conferenza di Bali sui cambiamenti climatici con molti buoni intenti, come la proposta di giungere entro il 2009 a fissare gli obiettivi di un nuovo accordo globale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, ma intanto è in forte ritardo nel rispetto degli impegni fissati dall'attuale Trattato di Kyoto.

All'interno della maggioranza di centrosinistra i Verdi e i parlamentari più vicini alle posizioni ambientaliste attaccano il ministero dell'Economia, che accusano di sottovalutare le politiche di riduzione delle emissioni di biossido di carbonio, le più perioolose per il clima.

"L'obiettivo nostro è molto semplice e nello stesso tempo ambizioso: dare il via a un pieno mandato negoziale che porti entro il 2009 a un nuovo accordo di Kyoto", ha detto oggi in una conferenza stampa il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che illustrava la posizione del governo e del Parlamento italiano sulla cosiddetta "Cop 13" in corso in questi giorni a Bali, in Indonesia.

"Ci sono oggi le condizioni perché Bali conferisca un mandato pieno e che per il 'Cop' 15 di Copenhagen, nel 2009, si arrivi a un Kyoto 'plus'", ha detto ancora il ministro, che è anche leader del Sole-che-ride, chiedendo che il nuovo trattato includa "tutti i paesi del mondo" compresi gli Usa, la Cina e l'India.

Pecoraro ha detto che l'Italia si presenta alla conferenza, che durerà fino al 13 dicembre, senza grandi risultati ma "avendo accelerato sui ritardi".

"Non abbiamo fatto molto per realizzare gli obiettivi di riduzione del CO2" previsti dal protocollo di Kyoto, che ha effetto fino al 2012, ha ammesso il ministro, addebitando i ritardi al precedente governo di centrodestra.

"Ma quest'anno è percepibile all'esterno che l'Italia sta recuperando in credibilità", ha aggiunto, citando tra l'altro il sostegno all'energia solare.

Dall'obiettivo di ridurre entro il 2012 del 6,5% le emissioni a effetto serra del 1990, l'Italia oggi è in realtà piuttosto lontana, dato che le emissioni segnano un +18% rispetto all'anno scelto dal Trattato sui cambiamenti climatici come parametro, ha detto Grazia Francescato, deputata verde e membro delle delegazione parlamentare italiana a Bali.

Secondo il ministro Pecoraro, se l'industria italiana ha migliorato la propria posizione in fatto di emissioni, il settore dei trasporti e quello dell'edilizia sono invece indietro.

PECORARO CONTRO PADOA: TRASCURA PROTOCOLLO KYOTO

Ma da Pecoraro e dal presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci (Pd) è venuto un attacco al ministero dell'Economia proprio sulla questione degli impegni per Kyoto.

"Rispetto al lavoro della Camera con la relazione sui cambiamenti climatici, questa Finanziaria non risponde a quell'impegno", ha detto Realacci, citando l'eliminazione dalla legge di spesa dell'acquisto di 1.000 nuovi treni per i pendolari e la bocciatura degli emendamenti che promuovevano la rottamazione degli elettrodomestici e altre misure per il risparmio energetico e quindi la riduzione delle emissioni.

I Verdi hanno però ripresentato un pacchetto di emendamenti - che dovrebbero essere votati oggi dalla Commissione Bilancio di Montecitorio - che puntano a inserire nella Finanziaria tali provvedimenti, come il divieto a commercializzare entro il 2010 le lampadine a incadescenza e i frigoriferi che non siano del tipo "A+", o l'eliminazione dei dispositivi di stand-by degli elettrodomestici, che secondo alcune stime producono 3 milioni di tonellate di CO2.

"Se non si farà questo, la settimana prossima la delegazione italiana a Bali sarà azzoppata", ha detto Realacci.

"Non è possibile che il ministero dell'Economia trovi delle soluzioni anche fantasiose quando gli interessa e sulle questioni relative a Kyoto ponga problemi di copertura o di altro tipo", ha concluso Pecoraro Scanio.

ma una crisi di governo sulle cose serie naturalmente non si può fare...meglio l'omofoba Binetti..
2007-12-07 16:38:18
il mio compaesano matteoli ministro dell'ambiente... m'ha sempre fatto ridere questa cosa. Un po' come mastella ministro della giustizia, insomma.
meglio stendere un velo pietoso
ma pecoraro scanio sta combinando qualcosa?
2007-12-07 16:39:34
caliamo DUE veli pietosi
:(
2007-12-07 16:42:25
bene...
2007-12-08 00:29:53
Pensa che hanno rigettato anche la proposta di legge per i contributi sull'acquisto di elettrodomestici in classe A per sostituire quelli vecchi che mangiano un sacco di corrente...
Qualche megawatt in meno ci scappava...
2007-12-08 00:38:17
scusa ma leggendo di fretta non ho letto nomi come Cina, india, indonesia....
non li contano perché essendo paesi in via di sviluppo (come li definivano oggi al tiggi 2 me pare) soo autorizzati ed inquinare ?


me lo sono chiesto anch'io, ma evidentemente in proporzione all'area geografica occupata inquinano ancora molto meno di noi occidentali.
2007-12-08 00:40:31
ma una crisi di governo sulle cose serie naturalmente non si può fare...meglio l'omofoba Binetti..

vado un attimo OT: su cosa sta questionando la Binetti in questi giorni? non sto seguendo molto, un po' disgustato.