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Subject: ambiente

2007-12-08 00:40:31
ma una crisi di governo sulle cose serie naturalmente non si può fare...meglio l'omofoba Binetti..

vado un attimo OT: su cosa sta questionando la Binetti in questi giorni? non sto seguendo molto, un po' disgustato.
2007-12-08 00:43:24
Ma facciamo qualche ccentrale nucleare, caspita!!!
Siamo circondati da esse! Se scoppia quella della Slovenia come Cernobyl siamo fregati lo stesso, perciò tanto vale averle anche noi.

Ma poi se contiamo i morti per il nucleare (compreso Cernobyl) saranno circa cento volte di meno rispetto ai morti per il petrolio!
2007-12-08 01:36:05
c'è il problema delle scorie
2007-12-08 09:00:42
Io come sento Binetti mi disgusto e non mi informo nemmeno! Bleah!
2007-12-08 12:22:27
al di là dei grandi successi dei governi precedenti, c'è da dire una cosa che forse sfugge.

a mio parere dire "ridurre le missioni" equivale solo a dare un palliattivo, un placebo.
Ritardare l'inevitabile, di giorni? mesi? anni?


Se pensate che ogni giorno vengono immesse in atmosfera tonnellate di anidride carbonica, l'unico sistema per "tornare indietro" è quello di rendere questo saldo attualmente positivo in un "saldo negativo".

Il problema climatico è questo: l'alta concentrazione di CO2 in ppm.
Sono due termini dsu cui lavorare:
1) diminuire la quantità di CO2 prodotta
2) aumentare la quantità di ossigeno in atmosfera.

Lavorare su un solo lato mi sembra molto riduttivo.

Ho semplificato al massimo il discorso
2007-12-08 12:23:40
che qouto!
2007-12-08 12:30:09
2007-12-08 12:47:42
Ma facciamo qualche ccentrale nucleare, caspita!!!
Siamo circondati da esse! Se scoppia quella della Slovenia come Cernobyl siamo fregati lo stesso, perciò tanto vale averle anche noi.


E per favore...


perchè non provi a chiederti come mai le centrali nucleari e non per esempio, un investimento nel fotovoltaico che renderebbe la produzione di energia elettrica con costo=0 (ZERO) di emissioni di CO2?

se mi rispondi che è più conveniente il nucleare, portami delle cifre a sostegno.
2007-12-08 14:56:46
Basterebbe fare tutti i tetti coi pannelli solari...
2007-12-08 17:16:10
Basterebbe fare tutti i tetti coi pannelli solari...

con i soldi che girano nelle famiglie negli ultimi tempi la vedo dura..
2007-12-08 18:35:43
perchè non provi a chiederti come mai le centrali nucleari e non per esempio, un investimento nel fotovoltaico che renderebbe la produzione di energia elettrica con costo=0 (ZERO) di emissioni di CO2?

se mi rispondi che è più conveniente il nucleare, portami delle cifre a sostegno.


Ma ovviamente facciamo anche quelle!!!
Non vorrei dire una cavolata ma mi pare proprio che la Svezia usi più energia solare di tutta l'Italia!!! Che è sta roba???

Poi io ho detto il nucleare ma avrei potuto dirne altre 5 o 6...
Fra l'altro i sistemi per fare la fusione nucleare e produrre elio (non radioattivo) a partire dall'idrogeno ci sono... solo che non sono ancora efficienti.
Invece le scorie nucleari derivanti dalla fissione sembra che in prospettiva non siano un grosso problema, dal momento che c'è un metodo sperimentale molto promettente per accelerare di 100 volte il decadimento delle scorie (rimarrebbero radioattive per solamente 2/3 anni).
Inoltre, secondo me, le scorie nucleari nella loro totalità se anche fossero messe in condizioni di nuocere sarabbero ancora meno dannose dei gas serra.
2007-12-08 18:53:45
e poi le scorie potrebbero essere tranquillamente mandate sulla luna ... sennò perchè esisterebbe!
2010-04-21 22:58:28
Riesumiamo questo antico thread:

link1 - link2

per chi non ha voglia di leggere i link che sono molto lunghi:

Foggia – “INCOMPRENSIBILE ed inaccettabile” il parere positivo espresso dall’Ufficio Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente nei confronti delle richieste della società irlandese Petrolcetic Elsa di effettuare ricerche petrolifere nei fondali del mare compreso tra la costa del Gargano e le isole Tremiti, secondo il Wwf di Foggia. “L’industria petrolifera è un’industria inquinante in tutte le sue fasi e, pertanto, in grado di compromettere le altre opportunità del territorio che, nel caso della costa del Gargano e delle Tremiti, significano soprattutto turismo, pesca, delicati equilibri ambientali, biodiversità”. “Già la fase iniziale della ricerca petrolifera, eseguita attraverso ricognizioni sismiche con la generazione di onde sonore secondo la tecnica “Air–Gun”, è estremamente pericolosa per la fauna marina”, spiegano i rappresentanti dell’associazione ambientalista. Già nella sola fase d’esplorazione dei fondali, l’utilizzo di spari di AIR-GUN potrebbe determinare diminuzioni del pescato tra il 45% e il 70% in un raggio di quaranta miglia nautiche, circa settanta chilometri. Gli eventuali esiti positivi di questa prima fase sarebbero seguiti dalla costruzione di installazioni petrolifere e dalla perforazione del fondo marino fino a 4000 metri di profondità”. L’insediamento delle piattaforme e la successiva estrazione di petrolio potrebbero generare degli “impatti devastanti sull’ecosistema marino e delle coste nonché alle attività economiche della pesca e del turismo”. In particolare la preoccupazione deriva dal flusso continuo di inquinanti che sarebbero dispersi in mare, molti dei quali tossici (come l’idrogeno solforato, il piombo, il cromo e il mercurio) o potenti cancerogeni (come il toluene, il benzene e lo xilene). L’incremento del traffico di imbarcazioni, che circolerebbero in mare a seguito della realizzazione delle piattaforme petrolifere, determinerebbe un aumento del rischio di incidenti e di sversamento di petrolio e di altri inquinanti con ulteriori gravi conseguenze per la biodiversità marina e delle coste, con ovvie forti ripercussioni negative sul turismo. È difficile immaginare, osserva il WWF, come poter far coesistere un progetto industriale petrolifero con il turismo sostenibile.

Plastica e materiale risulta in ventre Capodoglio

Plastica e materiale risulta in ventre Capodoglio
RICERCHE E CAPODOGLI SPIAGGIATI – “Sono passati solo pochi mesi da quando l’opinione pubblica italiana ed estera trepidava per la tragica fine dei 7 capodogli spiaggiati a pochi chilometri da dove si vogliono installare le piattaforme petrolifere. La verità – ha dichiarato Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia – è che non si può pensare che tutto possa coesistere: petrolio, turismo, pesca e ambiente. Una cosa esclude necessariamente l’altra. È come volere la classica moglie ubriaca e la botte piena. I cittadini e i politici locali di ogni colore, che si stanno mobilitando in difesa del nostro mare, lo hanno ben capito. Ora è essenziale che lo comprenda anche il Ministro dell’Ambiente, bloccando simili disastrosi progetti. Diversamente ancora una volta il nostro territorio sarà consegnato agli interessi delle multinazionali.”

CGIL, “SCELTA INACCETTABILE, IL GOVERNO DISPREZZA I TERRITORI DEL SUD’ – “Una scelta inaccettabile, contro il buon senso e che denota la scarsissima considerazione che il Governo nazionale mostra per le regioni del Mezzogiorno, territori da utilizzare come discariche o ai quali succhiare risorse e che invece andrebbero sostenuti nell’azione di sviluppo economico e sociale oltre che di risanamento ambientale”. Ferma la condanna della segreteria provinciale della Cgil di Capitanata in merito al parere favorevole espresso dal Comitato nazionale di VIA alle perforazioni esplorative nel tratto di mare antistante le Isole Tremiti per la ricerca di idrocarburi. “Un intervento del genere – commenta la segretaria generale Mara De Felici – lì dove c’è un’area marina protetta, in una delle zone paesaggisticamente più importanti del paese, sono un attacco all’economia del turismo, all’ambiente, alle attività della pesca che, o è maturata in una mente contorta o sono l’ennesimo esempio del disprezzo del Governo nazionale, sbilanciato nelle sue politiche verso il Nord del Paese, per i territori e le popolazioni del Sud d’Italia”. “Mentre accordi internazionali si propongono di ridurre l’emissione di gas nell’ambiente, mentre la nostra Regione è tra quelle più avanzate nel sostegno alle fonti rinnovabili, il Governo dà il via libera alla ricerca di petrolio a pochi passi dal Gargano e dalle Tremiti. Oltre il giudizio sul merito, non va nascosto come tali operazioni portino vantaggi economici allo Stato centrale – al quale va il 30 per cento tra royalties e tasse – e pochi spiccioli alle amministrazioni del territorio sul quale ricadono tutti i rischi ambientali. Ma non c’è costo che valga la salute delle persone e l’integrità dell’ambiente”. L’appello di Mara De Felici è “a tutte le istituzioni, a tutte le forze politiche, nel far sentire la propria voce nei confronti del Governo nazionale, affinché si ravveda e torni sulla decisione presa. La Cgil sarà al fianco delle associazioni e delle popolazioni per la tutela della salute, del lavoro, dell’ambiente, contro decisioni prese dall’alto sulla pelle dei cittadini”.

LEGAMBIENTE: UNA VERGOGNA – “Tra nucleare e petrolio, si continua a pensare soluzioni inefficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e per la sicurezza energetica del nostro Paese. La società petrolifera Petroceltic Elsa potrà sondare il mare tra il Gargano e le Isole Tremiti, a 12 chilometri dall’arcipelago e a 11 dalla costa, alla ricerca del petrolio: l’ufficio Valutazione di Impatto Ambientale del ministero dell’Ambiente ha infatti espresso parere positivo alla richiesta della società irlandese. “L’unica parvenza di buon senso che il ministero ha manifestato è relativa all’obbligo per la società di dotare le navi di ricognizione di un sistema di avvistamento dei cetacei. L’area prescelta, infatti, è antistante al tratto di costa in cui nello scorso dicembre si spiaggiarono nove capodogli”. “Non si può negare che in Italia ci sia bisogno di investimenti nel settore energetico, ma di certo non nel petrolio, una fonte il cui utilizzo va in direzione opposta rispetto agli impegni presi dal nostro Paese con la firma del protocollo di Kyoto. – dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – Inoltre, sembra che a nessuno interessi l’impatto ambientale che queste operazioni comporterebbero, oltre che nella prima fase di di ricerca di idrocarburi, soprattutto in quella della costruzione di piattaforme petrolifere che trasformerebbero il territorio in un distretto petrolifero, danneggiando il turismo, la salute dei cittadini e la pesca. E’ una vergogna pensare ancora a deturpare le bellezze della nostra Regione. Le Isole Tremiti, in particolare, rappresentano una vera ricchezza per l’Italia dal momento che lì sorge una delle tre aree marine protette pugliesi”. Le compagnie petrolifere pagheranno allo Stato circa il 30% tra royalties e tasse, mentre alla nostra regione resta solo l’1%. In altri Paesi del mondo si pagano dal 30% all’80% di royalties come ricompensa per i danni ambientali. Vista la penuria di petrolio da noi, il basso costo è l’unica ragione che rende interessante la nostra area regionale agli occhi dei petrolieri. “Legambiente ribadisce l’importanza di tutelare le aree protette e incentivare la produzione e l’uso delle fonti rinnovabili. Dal dossier ‘Comuni Rinnovabili 2010′ emerge che la Puglia vanta 3,95 MW di idroelettrico, 95,19 di solare fotovoltaico, 1128,75 di eolico, 139 di biomasse e che i Comuni con il più alto numero di MW installati di eolico sono tutti pugliesi. Il comune che registra la maggiore potenza installata è Troia (FG), con i suoi 171,9 MW. Seguito da Minervino Murge (BT) con 116,4 MW e dal Comune di Sant’Agata di Puglia (FG) con 97,2 MW. Il nuovo scenario delle fonti rinnovabili sta facendo riscoprire nuove strade da intraprendere per rendere più moderno, efficiente e anche sostenibile il sistema energetico – continua Tarantini – E che dovrà passare per tanti piccoli impianti per creare una vera e propria ‘generazione distribuita’, un espediente che non si basa più su pochi grandi impianti produttivi, ma integra e connette alla rete di distribuzione elettrica una miriade di impianti di piccola o media dimensione che utilizzano fonti rinnovabili. Pertanto, dati in mano, – conclude Tarantini – non possiamo che opporci a quest’ennesimo scempio e, come ci siamo battuti contro le piattaforme petrolifere nel Mar Grande a Taranto e al largo di Monopoli, assumiamo la stessa posizione per le trivelle alle Tremiti: siamo pronti a manifestare al fianco dei cittadini e delle associazioni ambientaliste.”

IL COMITATO PER LA TUTELA DEL MARE GARGANICO: UN DANNO ENORME PER L’AMBIENTE – Ad appena pochi giorni dal “no fermo e deciso” pronunciato dal Comitato per la tutela del mare del Gargano e da numerosi esponenti politici della Capitanata, riguardo la possibilità di autorizzare alla ricerca di petrolio la società irlandese “Petroceltic Elsa” nel mare compreso tra i laghi di Lesina e di Varano e le Isole Tremiti su una superficie di 528 chilometri quadrati, “abbiamo appreso preoccupati e amareggiati, da notizie di stampa, che l’ufficio valutazione di impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente ha espresso parere positivo alla richiesta della società irlandese, subordinandolo semplicemente all’obbligo di dotare le navi di ricognizione di un sistema di avvistamento dei cetacei”. “Il nostro no – dice Michele Eugenio Di Carlo, Presidente Comitato tutela Mare del Gargano – è motivato dalla considerazione che l’attività iniziale di studi geologici esplorativi del sottosuolo minerario, attraverso prospezioni sismiche che generano onde sonore, potrebbe essere stata la causa dello spiaggiamento dei noti sette capodogli e dalla constatazione che gli eventuali esiti positivi delle prospezioni sismiche darebbero il via alla perforazione del fondo marino, fino a 4000 metri di profondità, con la costruzione di infrastrutture petrolifere lungo le linee costiere pugliesi e gravi danni all’ambiente, alla fauna e alla flora marina con negative ripercussioni per l’economia turistica e lo sviluppo sostenibile del territorio. Per questo, il Comitato per la tutela del mare del Gargano lancia un accorato appello affinché i Sindaci dei comuni del Gargano, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, le istituzioni della Capitanata, i consiglieri provinciali, regionali e i parlamentari della Capitanata, le associazioni ambientaliste locali e nazionali, l’ Associazionismo Attivo del Gargano, il mondo della cultura, la società civile, le forze produttive turistiche, il mondo sindacale, mettano in campo tutte le iniziative democratiche possibili, affinché il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nonostante il parere positivo espresso dall’ufficio di valutazione di impatto ambientale, non firmi l’autorizzazione a sondare, ai fini della ricerca di petrolio, il mare del Gargano”.

RISOLUZIONE ALLA CAMERA DI BORDO- “Il Ministro dell’Ambiente non può autorizzare i progetti di trivellazione del fondo marino tra le coste del Gargano e le Isole Tremiti, a meno di non volere assumere la responsabilità dell’inquinamento di uno specchio di mare tra i più puliti e protetti d’Europa e del declino economico di centri che vivono di turismo e pesca”. E’ la conclusione a cui giunge la risoluzione parlamentare che Michele Bordo, deputato del Partito Democratico, si appresta a presentare alla Commissione Ambiente della Camera per “scongiurare il via libera del Governo ai progetti di ricerca del petrolio a pochi chilometri dalla riserva marina delle Tremiti e dalle coste del Parco Nazionale del Gargano”. Inoltre, continua il deputato del Partito Democratico, “le perforazioni determinano effetti negativi sull’assetto geologico del fondo marino e proprio in Puglia non abbiamo bisogno di doverci preoccupare anche di questa forma di dissesto del territorio, che rischia di essere particolarmente pericoloso in una zona sismica”. Questa attività industriale necessita anche di “grandi quantità di acqua dolce, che sarà sottratta alle già esangui condotte idriche che alimentano le case, le aziende e gli alberghi della costa”. “A conti fatti e senza alcun pregiudizio nei confronti delle imprese minerarie, il bilancio di questa operazione presenta esclusivamente costi –ambientali, economici e sociali– per il nostro territorio”, conclude Bordo.

LE ISOLE TREMITI (dette anche Diomedee) sono un arcipelago dell’Adriatico, sito a 12 miglia nautiche a nord del promontorio del Gargano (Lago di Lesina) e a 24 ad est della costa molisana (Termoli).
L’arcipelago, composto dalle isole San Domino, San Nicola, Capraia, Cretaccio e Pianosa, costituisce il comune di Isole Tremiti, sotto la giurisdizione della provincia di Foggia. Il comune fa parte del Parco Nazionale del Gargano e dal 1989 è riserva marina. Per la qualità delle sue acque di balneazione, che assumono colori diversi a seconda della vegetazione presente, l’arcipelago è stato più volte insignito della Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.
2010-04-21 23:14:04
mentre si parla di federalismo, il parere della regione non conta nulla :-S

altro articolo

L' Ufficio Valutazione Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente ha espresso parere favorevole in merito alla richiesta, presentata dalla società petrolifera Petroceltic Elsa, controllata al 100% dalla irlandese Petroceltic international Plc, di effettuare trivellazioni sottomarine alla ricerca del petrolio lungo i fondali marini della Puglia, compresi tra il Gargano e le Isole Tremiti.

Per poter procedere effettivamente con le trivellazioni, tuttavia, manca ancora la firma del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, in questi ultimi giorni investita da un coro di proteste provenienti da ogni parte dopo la valutazione dell' ufficio VIA del suo Ministero, nonostante il parere contrario dell'analogo ufficio della Regione Puglia. Proteste e inviti alla prudenza che giungono non solo dalle associazioni ambientaliste o dai parlamentari dell'opposizione, ma anche da un europarlamentare del Pdl. Salvatore Tatarella, infatti, con una lettera indirizzata ieri alla Prestigiacomo ha annunciato la volontà di presentare, insieme ad altri europarlamentari pugliesi e molisani, una interrogazione presso la Commissione Europea, vista l'importanza naturalistica dei luoghi che potrebbero diventare oggetto dei futuri sondaggi marini.

La Petroceltic Elsa, infatti, ha fatto due richieste al Ministero dell' Ambiente: quella che ha avuto il parere positivio ha ad oggetto ricerche petrolifere da fare davanti al lago di Lesina, a 12 chilometri dalle Tremiti e 11 dalla costa. La seconda, ancora in itinere, riguarda un’area a 7,8 chilometri dalla foce del Fortore e a 4,5 dall’arcipelago delle Tremiti, una zona considerata, tra l'altro, un paradiso per i sub. Si tratta di porzione di mare, di profondità compresa tra i 40 ed i 150 metri, con una superfice complessiva pari a 528 chilometri quadrati.

Per autorizzare le ricognizioni, il Ministero ha preteso unicamente che le navi siano dotate di sistemi di avvistamento dei cetacei evitando, così, di mettere in funzione i sonar che potrebbero disturbare gli animali. L’area prescelta, del resto, è molto vicina a quella in cui nello scorso dicembre nove capodogli si spiaggiarono (davanti alla foce di Varano, sulla spiaggia di Capoiale) e solo due riuscirono a riprendere il mare. Con la firma del Ministro Prestigiacomo, dunque, le ricerche e le trivellazioni nella zona, ai confini di una riserva marina di inestimabile valore, non avrebbero limitazioni.

Tutto ciò ha fatto andare su tutte le furie il WWF di Foggia, che ritiene inacettabile e del tutto incomprensibile la valutazione ambientale positiva fatta dal Ministero. Secondo il Presidente Carlo Fierro: "Non si può pensare che tutto possa coesistere: petrolio, turismo, pesca e ambiente. Una cosa esclude necessariamente l'altra. E' come volere la classica moglie ubriaca e la botte piena. I cittadini e i politici locali di ogni colore, che si stanno mobilitando in difesa del nostro mare, lo hanno ben capito. Ora è essenziale che lo comprenda anche il Ministro dell'Ambiente, bloccando simili disastrosi progetti. Diversamente ancora una volta il nostro territorio sarà consegnato agli interessi delle multinazionali." Secondo il WWF, infatti, l'industria petrolifera è una industria inquinante in tutte le sue fasi, in grado di compromettere seriamente le altre opportunità e i delicati equilibri del territorio che, nel caso del Gargano e delle Tremiti, sono costituite soprattutto dalla pesca, dal turismo e dalla biodiversità marina di pesci e mammiferi.

La pericolosità per la fauna marina, ad esempio, si avrebbe fin dalle prime fasi delle ricerche petrolifere, che potrebbero avvenire attraverso ricognizioni sismiche con la generazione di onde sonore secondo la tecnica "Air-Gun", che può fare seri danni agli animali, compresi invertebrati e tartarughe marine. Anche la pesca, tuttavia, sarebbe duramente colpita, con una riduzione del pescato anche fino al 70% in un raggio di quaranta miglia nautiche, circa settanta chilometri. Forti preoccupazioni ,poi, derivano dal flusso continuo di inquinanti che sarebbero dispersi in mare, molti dei quali tossici (come l'idrogeno solforato, il piombo, il cromo e il mercurio) o potenti cancerogeni (come il toluene, il benzene e lo xilene). L'incremento del traffico di imbarcazioni, che circolerebbero in mare a seguito della realizzazione delle piattaforme petrolifere, poi, determinerebbe un aumento del rischio di incidenti e di sversamento di petrolio e di altri inquinanti con ulteriori gravi conseguenze per la biodiversità marina e delle coste, con ovvie forti ripercussioni negative sul turismo.

Sulla stessa linea del WWF si è aggiunta la presa diposizione di Legambiente, che ha definito vergognosa la sola idea di trivellare il mare a pochi metri dalla riserva marina, mentre i Verdi, per mezzo del presidente nazionale Angelo Bonelli, hanno annuciato la presentazione immediata di un esposto all' Unione Europea a cui seguiranno manifestazioni sotto il Ministero dell' Ambiente con l'obiettivo di coinvolgere anche i turisti.

Sul piano più strettamente politico, invece, sono arrivate le critiche di due senatori del PD, Roberto della Seta e Francesco Ferrante, che hanno dichiarato: ''Continua l'assalto delle trivelle petrolifere ai mari italiani, con la piena complicita' del ministero dell'Ambiente'', sottolineando che ''l' Adriatico, in particolare, pare ormai destinato a tramutarsi in una sorta di Mar del Nord, con uno skyline caratterizzato da piattaforme petrolifere a poche km dalle coste: ma i potenziali giacimenti sotto l'Adriatico - concludono - non sono certo cosi' ricchi da poter in alcun modo influire sull'indipendenza energetica del nostro Paese, e dunque non porteranno nessun vantaggio economico ai cittadini. Quello che causerebbero e' invece un danno enorme in termini ambientali, e a farne le spese sarebbe in primo luogo il turismo, che riceverebbe un colpo durissimo se di fronte a coste bellissime sorgessero mostri di acciaio che spingono sulle rive bitume e catrame''.

Del tutto contrario, poi, il commissario straordinario del Parco del Gargano, Giandiego Gatta che, sperando che il Ministro Prestigiacomo non firmi l'autorizzazione definitiva, ha annunciato di essere pronto a dar battaglia contro il provvedimento che autorizzerebbe la ricerca di combustibili. " Le isole Tremiti sono una risorsa di inestimabile valore non solo per la Capitanata e per il Gargano, di cui costituiscono la riserva marina del parco, ma per l’intero Adriatico", ha dichiarato Gatta, che ha già contattato la direzione del Ministero dell' Ambiente e non ha escluso di spostarsi su Roma per evitare che la pratica possa concludere positivamente il suo iter. "Non è pensabile che possa accadere ciò. Le Tremiti sono una perla che non può essere assolutamente scheggiata da simili interventi".

Andrea Marchetti
2010-04-21 23:18:02
è il solito scajola, ci ha provato anche in brianza e ha dovuto rinunciare, vediamo come se la cava coi pugliesi.
2010-04-21 23:18:12
è davvero uno schifo...e non lo dico solo perchè è la mia zona, lo dico perchè sono luoghi così belli dal punto di vista paesaggistico che il solo pensiero di vederli rovinati in questo modo mi fa venire il disgusto

edit:

@ algir
ho il sospetto che la brianza conti parecchio di più che la capitanata nel panorama politico ed economico italiano...
(edited)