Subpage under development, new version coming soon!
Subject: sei gay? pentiti!
per me non è giusto che quel tizio sia biondo. voglio essere io biondo! waa.... almeno gli occhi chiari cavolo!
a me basterebbe avere una bionda piuttosto che esserlo, ma vabbè, infondo non sta scritto da nessuna parte che questo è un mondo giusto... :D
a me basterebbe avere una bionda piuttosto che esserlo, ma vabbè, infondo non sta scritto da nessuna parte che questo è un mondo giusto... :D
a me basterebbe avere una bionda piuttosto che esserlo, ma vabbè, infondo non sta scritto da nessuna parte che questo è un mondo giusto... :D
la cheeeeeeeeerleader!
trovata :P mia :P
per una bionda così potrei essere pure grigio ^^
la cheeeeeeeeerleader!
trovata :P mia :P
per una bionda così potrei essere pure grigio ^^
La cherleader la soddisfi una volta e varchi le porte del paradiso.
Poi, quando lei dopo 4 ore di sesso zozzo e spinto ti chiede la quarta, varchi le porte dell'inferno.
C'è gente che muore per molto meno.
Poi, quando lei dopo 4 ore di sesso zozzo e spinto ti chiede la quarta, varchi le porte dell'inferno.
C'è gente che muore per molto meno.
La cherleader la soddisfi una volta e varchi le porte del paradiso.
Poi, quando lei dopo 4 ore di sesso zozzo e spinto ti chiede la quarta,
oddioooooooo basta!!!!!!!!
che mi vengono strani pensieri e non mi pare il caso ^^
Poi, quando lei dopo 4 ore di sesso zozzo e spinto ti chiede la quarta,
oddioooooooo basta!!!!!!!!
che mi vengono strani pensieri e non mi pare il caso ^^
Tharyl [del] to
NIC
La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo l'articolo?
Arancia Meccanica....
Arancia Meccanica....
Strani pensieri?
Quando credi di aver toccato il fondo, stai grattando solo la superficie (cit.).
Una cheerleader è per sempre.
Magari.
Quando credi di aver toccato il fondo, stai grattando solo la superficie (cit.).
Una cheerleader è per sempre.
Magari.
lei non è una cheerleader... lei è LA cheerleader :)
altro che terapie cattoliche... quelle fa tornare eterosessuali anche i + attivi gay del mondo :)
(edited)
altro che terapie cattoliche... quelle fa tornare eterosessuali anche i + attivi gay del mondo :)
(edited)
E' un vicolo cieco.
E' un biglietto di sola andata.
E' un'anguilla che sguscia.
E' la chimera che scappa.
Ma se ti butti, ti appoggio.
Senza spingertelo che mi fa ribrezzo.
E' un biglietto di sola andata.
E' un'anguilla che sguscia.
E' la chimera che scappa.
Ma se ti butti, ti appoggio.
Senza spingertelo che mi fa ribrezzo.
Quando vuoi.
Mi sembri un ragazzo con la testa sulle spalle.
Vai, socio, passami a prendere.
Mi sembri un ragazzo con la testa sulle spalle.
Vai, socio, passami a prendere.
Paura e Delirio a Las Vegas.
Guardati questo film, poi potrai dire di essere veramente pronto.
Guardati questo film, poi potrai dire di essere veramente pronto.
spiacente ma suona molto offensivo quello che hai scritto. Esprimilo in maniera diversa
La Binetti, neuropsichiatra che vuol guarire i gay
L’omosessualità è una malattia. E come tale va curata. A dirlo è la senatrice del Pd, nonché neuropsichiatra, Paola Binetti. Le risponde, dalle colonne de La Stampa, il segretario del suo partito, Walter Veltroni: «Una tesi sbagliata e pericolosa». Sbagliata, dice Veltroni, «perché l’omosessualità è una condizione umana che deve essere rispettata in quanto tale». Pericolosa, prosegue il leader del Pd, perché «asseconda il misconoscimento dei diritti delle persone omosessuali».
Veltroni accenna alle tappe compiute dal governo nella lotta alle discriminazioni: da un lato il ddl Pollastrini contro la violenza sessuale approvato dalla commissione Giustizia alla Camera. Dall’altro, l’impegno per il riconoscimento dei diritti delle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Riconoscimento, precisa Veltroni, che dovrà avvenire «con legge nazionale», visto che proprio a Roma, la città dov’è sindaco, l’istituzione di un Registro delle unioni civili è stata bocciata dalla sua stessa maggioranza.
Ma la Binetti non ci sta. E il giorno dopo, sempre dalle colonne de La Stampa, rincara la dose. Non vuole «diktat», la senatrice teo-dem. «È grave – comincia il suo intervento – che Veltroni, spinto dalle pressioni degli omosessuali, voglia soffocare il confronto su temi così importanti. No, Walter, non è con i diktat su unioni civili e omosessuali che si costruisce il partito Democratico». E a conferma della sua tesi, la Binetti rispolvera i suoi trascorsi professionali. La senatrice, che in passato non ha nascosto di usare il cilicio come forma di penitenza, altri non è che una neuropsichiatra. Una scienziata, insomma. «Ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare – azzarda – non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di integrarsi nel gruppo».
Nessuno lo mette in dubbio. Ma da una neuropsichiatra ci si aspetterebbe conforto e rassicurazioni sulla propria “normalità”, non certo di essere trattati come dei malati. Veltroni o non Veltroni, scienza o non scienza, comunque Paola Binetti non cambia idea: «La mia coscienza – dice – resta qua». E nessuno si illuda che le acque si possano calmare: «Non ho alcuna intenzione di uscire o di farmi cacciare». È una minaccia.
L’omosessualità è una malattia. E come tale va curata. A dirlo è la senatrice del Pd, nonché neuropsichiatra, Paola Binetti. Le risponde, dalle colonne de La Stampa, il segretario del suo partito, Walter Veltroni: «Una tesi sbagliata e pericolosa». Sbagliata, dice Veltroni, «perché l’omosessualità è una condizione umana che deve essere rispettata in quanto tale». Pericolosa, prosegue il leader del Pd, perché «asseconda il misconoscimento dei diritti delle persone omosessuali».
Veltroni accenna alle tappe compiute dal governo nella lotta alle discriminazioni: da un lato il ddl Pollastrini contro la violenza sessuale approvato dalla commissione Giustizia alla Camera. Dall’altro, l’impegno per il riconoscimento dei diritti delle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Riconoscimento, precisa Veltroni, che dovrà avvenire «con legge nazionale», visto che proprio a Roma, la città dov’è sindaco, l’istituzione di un Registro delle unioni civili è stata bocciata dalla sua stessa maggioranza.
Ma la Binetti non ci sta. E il giorno dopo, sempre dalle colonne de La Stampa, rincara la dose. Non vuole «diktat», la senatrice teo-dem. «È grave – comincia il suo intervento – che Veltroni, spinto dalle pressioni degli omosessuali, voglia soffocare il confronto su temi così importanti. No, Walter, non è con i diktat su unioni civili e omosessuali che si costruisce il partito Democratico». E a conferma della sua tesi, la Binetti rispolvera i suoi trascorsi professionali. La senatrice, che in passato non ha nascosto di usare il cilicio come forma di penitenza, altri non è che una neuropsichiatra. Una scienziata, insomma. «Ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare – azzarda – non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacità di integrarsi nel gruppo».
Nessuno lo mette in dubbio. Ma da una neuropsichiatra ci si aspetterebbe conforto e rassicurazioni sulla propria “normalità”, non certo di essere trattati come dei malati. Veltroni o non Veltroni, scienza o non scienza, comunque Paola Binetti non cambia idea: «La mia coscienza – dice – resta qua». E nessuno si illuda che le acque si possano calmare: «Non ho alcuna intenzione di uscire o di farmi cacciare». È una minaccia.