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Subject: Vegetariani

2008-08-26 09:57:13
per i prodotti agricoli, l'impatto ambientale globale di un prodotto che viene dai paesi caldi è inferiore a quello di un prodotto coltivato o allevato in Italia

quindi meglio un ananas brasiliano che un mela altoadesina?
perchè?


non ho detto che sia SEMPRE meglio, nel caso specifico non saprei

quello che è stato rilevato è che a parità di prodotto in media il prodotto tropicale ha un impatto ambientale minore rispetto a un prodotto "nostrano" nonostante i costi di trasporto

nel tuo esempio della mela l'impatto ambientale a dir poco devastante è quello dovuto agli antiparassitari utilizzati e ai costi di conservazione

come ben sai le mele maturano in una stagione ben precisa, ma le trovi al supermercato tutto l'anno

questo viene ottenuto per mezzo di enormi celle frigorifere che lavorano giorno e notte 365 giorni all'anno e ovviamente tali celle sono alimentate a energia elettrica prodotta bruciando petrolio

l'impatto ambientale dell'inquinamento dovuto alla conservazione è ampiamente superiore a quello del trasporto delle derrate alimentari dai tropici
2008-08-26 09:59:05
Però è innegabile che consumare frutta e verdura di stagione, coltivati il più vicino possibile avrà sempre un'impatto ecologico minore.

potrebbe essere vero (almeno in parte) se così fosse, ma non è così

frutta e verdura fresca vengono prodotti in serra oppure conservati in celle frigorifere per essere venduti tutto l'anno
2008-08-26 10:11:54
frutta e verdura fresca vengono prodotti in serra oppure conservati in celle frigorifere per essere venduti tutto l'anno

i costi peggiori in termini ambientali (e anche economici) sta proprio nella conservazione e nella coltivazione fuori stagione (serre e quant'altro).

Farsi un bel calendarietto o andare (come al mio supermercato) in posti che vendono esclusivamente prodotti locali e di stagione, sempre ragionando in un discorso ecologico, è la scelta migliore possibile.
2008-08-26 10:15:38
frutta e verdura fresca vengono prodotti in serra oppure conservati in celle frigorifere per essere venduti tutto l'anno


perdonami, ma queste cose al sud non avvengono...o meglio, non c'è mercato
come ho già detto, io il supermercato quasi non so cos'è...la frutta e la verdura la compro esclusivamente al mercato dai produttori stessi o nel caso peggiore dopo un solo passaggio (chi la vende è andata a prenderla direttamente dal produttore)
2008-08-26 10:19:18
continuo a non capire perchè produrre nei paesi caldi sia più ecologico che nei a casa propria...
se il problema è la conservazione al fresco allora sono ancora più confuso ;)
2008-08-26 10:20:59
Siete proprio anni luce di fuori, di erba ve la siete fumata troppa.

A me questo sembra un thread assurdo.
E' come se iniziassi un post con il titolo GAY e tutti scrivessero "A me piace la f..a".. che senso ha?
Pensateci, se io fossi omosessuale che me ne frega se a voi piacessero le donne?
E che senso ha discriminare?

Comunque sia acquistare carne se per voi è ecosostenibile come concetto a me fate venire i peli dritti su tutto il corpo, vuol dire che fate finta di non sentire e non capire, ma la ciliegina sulla torta è che dite che essere vegetariani non è "eco".. ahahah

Sicuramente c'è chi è più eco e chi meno, a me non interessa neanche parlarne qui, saranno fatti vostri.


Ieri sera ho mangiato indiano, senza mangiare carne bovina, di maiale, di pollo o di pesce.
Mi sono saziato ed oggi sono qui.. vivo.
2008-08-26 10:21:57
a causa mia stiamo andando un po' OT, ma sull'argomento dell'impatto ambientale legato al trasporto e alla conservazione e alla difficoltà oggettiva di valutare i dati voglio ancora postare a titolo di documentazione lo studio ufficiale fatto dal governo britannico

gov.uk

dove si scopre che l'impatto ambientdalòe di un cespo di insalata trasportato via aerea dal kenia a Londra è minore della stessa insalata coltivata in serra

e questo tratto dall'Espresso altrettanto interessante (non fermatevi al titolo):

espresso

da cui traggo:

....Se vogliamo estremizzare il concetto, giusto per mostrare quanto sia poco sensato porre l’efficienza energetica sopra ogni altra considerazione, considerando il percorso di un alimento “dal forcone alla forchetta”, non possiamo certo escludere il modo con cui viene cucinato (è un blog di cucina scientifica questo, no? ). Questi calcoli sono stati fatti da dei ricercatori svedesi che hanno calcolato le richieste energetiche di una serie di ortaggi: produrre un 1kg di pomodori in Svezia (in serra ovviamente) costa 66 MJ/Kg mentre importarli dalla spagna “solo” 5.4 Mj/Kg. Far arrivare Fragole via aerea dal Medio Oriente 29 MJ/Kg, esattamente come cucinare al forno delle patate svedesi a Km 0. Se invece le patate vi rassegnate a bollirle e vi scordate il profumino delle patate arrosto (cosa non si fa per “la causa” :lol: ) allora consumate totalmente solo 4.7 MJ/kg.

Insomma, per l’ambiente è meglio mangiare fragole fresche arrivate via aerea che patate locali fatte arrosto.

Se il confronto vi sembra ridicolo avete perfettamente ragione, ma perché è assurdo il punto di partenza....
2008-08-26 10:23:01
...continuo a non capire perchè produrre nei paesi caldi sia più ecologico che nei a casa propria...
se il problema è la conservazione al fresco allora sono ancora più confuso ;)


prova a leggere il blog che ho appena postato sopra ^_*
2008-08-26 10:23:29
Comunque sia acquistare carne se per voi è ecosostenibile come concetto a me fate venire i peli dritti su tutto il corpo, vuol dire che fate finta di non sentire e non capire, ma la ciliegina sulla torta è che dite che essere vegetariani non è "eco".. ahahah

ma nessuno ha detto questo :)
2008-08-26 10:49:57
"ehm

l'erba non cresce sugli alberi"

Che fai analizzi parola per parola? Eddai si capisce cosa volevo dire :D

Cmq siamo OT che Imann poi se ne ha a male.
(edited)
2008-08-26 10:50:27
no, aspetta, stiamo facendo un po' di confusione :)
è ovvio che produrre pomodori in svezia è meno ecocompatibile che importarli dalla spagna ma il mio discorso era diverso
mi riferivo al fatto che non basta dire "sono vegan" e avere la coscienza a posto, perchè fragole vietnamite per il pranzo di natale sono tutto fuorchè ecocompatibili
a questo punto meglio l'uovo di casa
era solo un'osservazione riguardante l'affermazione di Kenny (vegetariano non può essere ecocompatibile)
2008-08-26 11:00:38
...no, aspetta, stiamo facendo un po' di confusione :)
è ovvio che produrre pomodori in svezia è meno ecocompatibile che importarli dalla spagna ma il mio discorso era diverso...


è meno ovvio di quanto sembri a prima vista, perchè molte cose o non le sappiamo o non le sappiamo valutare correttamente


...mi riferivo al fatto che non basta dire "sono vegan" e avere la coscienza a posto, perchè fragole vietnamite per il pranzo di natale sono tutto fuorchè ecocompatibili
a questo punto meglio l'uovo di casa...


non credo proprio che sia così
ovvero (come dimostrato dall'esempio delle patate al forno) voler metere ogni cosa sul piano della ecocompatibilità è proprio errato, se non altro perchè non siamo in grado di pesare correttamente l'impronta ecologica di ogni cosa che facciamo. Per quanto ne so potrebbe essere più ecocompatibile un cesto di fragole vietnamite di un uovo di casa
2008-08-26 11:17:02
Per quanto ne so potrebbe essere più ecocompatibile un cesto di fragole vietnamite di un uovo di casa


vabbè, come vuoi :)
io le fragole le compro direttamente in un campo vicino casa mia, non riesco proprio a capire come quelle vietnamite possano essere più ecocompatibili, ma fa niente, perlomeno il sapore lo so valutare corettamente :P
(edited)
2008-08-26 11:20:21
ovvero (come dimostrato dall'esempio delle patate al forno)

però tu estrapoli da un singolo caso una regola.

Prendiamo le cose nella sua generalità, e io sfido chiunque a trovare uno stile di vita alimentare meno impattante in termini ambientali del consumare solo cibi vegetariani e prodotti quanto più vicino possibile.

Poi sulla singola serata potrò anche uscirne sconfitto perchè mi metto a cuocere 2 ore la peperonata mentre il bisteccaro al sangue la prepara in 2 minuti (risparmiando energia e co2 sul totale), ma sulla totalità dei pasti di tutti i giorni inquino meno io.

Poi ognuno libero di scegliere, ma che almeno sapendo anche cosa si porta dietro con quella particolare scelta..
2008-08-26 11:28:38
Discorso bordeline, ma cmq interessante.

"Una gorilla ha commosso il mondo piangendo il suo piccolo e tentando di rianimarlo
Etologi e neurobiologi spiegano: "Hanno un cervello molto simile al nostro"
Emozioni nel regno animale
anche gli elefanti amano
Gli unici organi di cui sono sprovvisti sono quelli del linguaggio
di CRISTINA NADOTTI

Emozioni nel regno animale anche gli elefanti amano
SE potessero parlare ci direbbero "Mi fai male", "Sono triste", "Sono felice di vederti". Etologi e neurobiologi ne sono sempre più convinti: per quanto riguarda le emozioni l'unica cosa che differenzia animali e uomini è il modo in cui si esprimono. Agli animali mancano gli organi adatti per articolare il linguaggio e quindi per comunicare quel che provano, ma poiché possiedono vista, tatto, attività cerebrale e una buona porzione del Dna simili o, in alcuni casi, quasi uguali ai nostri, a scimmie, cani, corvi, polpi e perfino tartarughe e pesci è giusto attribuire la capacità di amare, soffrire, gioire.

Il dibattito è annoso, ma si è riacceso lo scorso 21 agosto, quando un gorilla di tre mesi, affetto da un difetto cardiaco congenito, è morto nello zoo di Münster, in Germania. Davanti ai visitatori commossi fino alle lacrime, la mamma di Claudio ha cullato e stretto al seno il cadavere per giorni, cercando disperatamente di rianimarlo. Il comportamento della gorilla Gana è stato commentato sui giornali e molti lettori hanno mandato le loro condoglianze all'animale. Di fronte a tanta empatia alcuni scienziati hanno ribadito che è un errore proiettare sugli animali sentimenti che sono solo umani. La risposta di zoologi, etologi e neurobiologi, e soprattutto dell'ultima branca dell'etologia, la neuroetologia, è stata unanime: che gli animali provino emozioni è sotto gli occhi di tutti, ma è ancora difficile provarlo scientificamente.

La valutazione scientifica delle emozioni, argomentano i sostenitori dell'uguaglianza tra uomini e animali, è molto difficile anche per gli esseri umani, quindi perché stupirsi se non si riesce a stabilire quanto dolore prova un cane sottoposto a un intervento chirurgico, cosa sente un elefante quando riconosce il vecchio compagno di zoo, o quanto è depresso un maialino che viene allontanato prematuramente dalla madre. A dirci che i mammiferi e gli uccelli possono sentire le emozioni come noi è il loro cervello, sostengono i neuroetologi, che possiede come il nostro il sistema limbico. Quest'area contiene un insieme di strutture cerebrali che sovrintendono a varie funzioni quali le emozioni, il comportamento e la memoria a lungo termine.

Chi ha un animale da compagnia obietta che non ha bisogno di conoscere la struttura cerebrale per definire vergogna quella che osserva nel suo gatto, quando l'animale non riesce ad agguantare una preda e, caduto rovinosamente, si lecca distrattamente una zampa per far finta di niente. Lo psicologo prestato all'etologia Jeffrey Moussaief Masson ha scritto tomi riportando osservazioni ed esperimenti sulle emozioni animali, fino ad affermare che un coniglio è capace di mostrare riconoscenza al gatto che lo ha salvato da un'aggressione.

Le taccole intelligenti di Lorenz sono un caposaldo nella storia dell'etologia, ma ultimamente gli studiosi hanno accertato che i corvi sono in grado di divertirsi e che percepiscono la tristezza umana manifestando solidarietà. Le emozioni non sarebbero appannaggio solo di mammiferi e uccelli: l'intelligenza dei polpi è accertata, in più questi molluschi cambiano colore non solo per mimetizzarsi ma, secondo gli scienziati, per esprimere sentimenti quali la rabbia e la gioia. Perfino i pesci rossi e le tartarughe sarebbero in grado di provare emozioni, come mostrano le loro differenti personalità e capacità di adattamento alle situazioni. Se c'è tanta resistenza ad accettare le capacità emotive degli animali dipende dal modo in cui continuiamo a servirci di loro. Ammettere che soffrono quanto noi significa smettere di ucciderli, maltrattarli, rinchiuderli, smettere, in sostanza, di considerarli inferiori a noi.

(26 agosto 2008)




ps, l'aver avuto esperienza in campagna mi fa pensare che tutto ciò sia piuttosto vero, anche per animali ritenuti erroneamente stupidi come maiali o galline...
2008-08-26 12:08:08
ovvero (come dimostrato dall'esempio delle patate al forno)

però tu estrapoli da un singolo caso una regola.


al contrario, io invito a non crearsi delle regole preconcette spesso errate come quella: "cibo locale=meno inquinamento"


Prendiamo le cose nella sua generalità, e io sfido chiunque a trovare uno stile di vita alimentare meno impattante in termini ambientali del consumare solo cibi vegetariani e prodotti quanto più vicino possibile.


come ampiamente detto, non è così
alcuni cibi vegetariani hanno un pesante impatto ambientale per via dell'uso di antiparassitari, eccessivo utilizzo di risorse idriche, conservazione, uso di serre, ecc.

impostando il discorso in quel modo si rischia di essere colti in fallo continuamente


Poi sulla singola serata potrò anche uscirne sconfitto perchè mi metto a cuocere 2 ore la peperonata mentre il bisteccaro al sangue la prepara in 2 minuti (risparmiando energia e co2 sul totale), ma sulla totalità dei pasti di tutti i giorni inquino meno io.

ecco, sull'ultima frase si può genericamente essere d'accordo, ma la semplificazione indotta dalla equazione "vegetale=meno inquinamento" è rischiosa

se si vuole DAVVERO puntare alla riduzione dell0'inquinamento la via sarebbe quella di un mantenimento di un ecosistema in equilibrio vegetale/animale con un parco prelievo di risorse

per esempio un frutteto in cui pascolano galline, tacchini, qualche pecora, maiali, ecc il giorno in cui mangio la frutta di stagione e ogni tanto tali animali inquino complessivamente meno che a cibarmi di sola frutta prodotta in un frutteto/lager privo perfino di insetti

infatti il primo frutteto non ha antiparassitari (o n misura minima) non ha conservazione per lungo tempo deila frutta e gli animali forniscono in modo naturale un controllo del numero degli insetti e un concime naturale e equilibrato,, concime che nel secondo frutteto viene prodotto da fabbriche chimiche, ecc. ecc.


[i]Poi ognuno libero di scegliere, ma che almeno sapendo anche cosa si porta dietro con quella particolare scelta.. /i]

cosa, appunto quasi impossibile da conoscere con esattezza
(edited)