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Subject: Vegetariani
ovvero (come dimostrato dall'esempio delle patate al forno)
però tu estrapoli da un singolo caso una regola.
al contrario, io invito a non crearsi delle regole preconcette spesso errate come quella: "cibo locale=meno inquinamento"
Prendiamo le cose nella sua generalità, e io sfido chiunque a trovare uno stile di vita alimentare meno impattante in termini ambientali del consumare solo cibi vegetariani e prodotti quanto più vicino possibile.
come ampiamente detto, non è così
alcuni cibi vegetariani hanno un pesante impatto ambientale per via dell'uso di antiparassitari, eccessivo utilizzo di risorse idriche, conservazione, uso di serre, ecc.
impostando il discorso in quel modo si rischia di essere colti in fallo continuamente
Poi sulla singola serata potrò anche uscirne sconfitto perchè mi metto a cuocere 2 ore la peperonata mentre il bisteccaro al sangue la prepara in 2 minuti (risparmiando energia e co2 sul totale), ma sulla totalità dei pasti di tutti i giorni inquino meno io.
ecco, sull'ultima frase si può genericamente essere d'accordo, ma la semplificazione indotta dalla equazione "vegetale=meno inquinamento" è rischiosa
se si vuole DAVVERO puntare alla riduzione dell0'inquinamento la via sarebbe quella di un mantenimento di un ecosistema in equilibrio vegetale/animale con un parco prelievo di risorse
per esempio un frutteto in cui pascolano galline, tacchini, qualche pecora, maiali, ecc il giorno in cui mangio la frutta di stagione e ogni tanto tali animali inquino complessivamente meno che a cibarmi di sola frutta prodotta in un frutteto/lager privo perfino di insetti
infatti il primo frutteto non ha antiparassitari (o n misura minima) non ha conservazione per lungo tempo deila frutta e gli animali forniscono in modo naturale un controllo del numero degli insetti e un concime naturale e equilibrato,, concime che nel secondo frutteto viene prodotto da fabbriche chimiche, ecc. ecc.
[i]Poi ognuno libero di scegliere, ma che almeno sapendo anche cosa si porta dietro con quella particolare scelta.. /i]
cosa, appunto quasi impossibile da conoscere con esattezza
(edited)
però tu estrapoli da un singolo caso una regola.
al contrario, io invito a non crearsi delle regole preconcette spesso errate come quella: "cibo locale=meno inquinamento"
Prendiamo le cose nella sua generalità, e io sfido chiunque a trovare uno stile di vita alimentare meno impattante in termini ambientali del consumare solo cibi vegetariani e prodotti quanto più vicino possibile.
come ampiamente detto, non è così
alcuni cibi vegetariani hanno un pesante impatto ambientale per via dell'uso di antiparassitari, eccessivo utilizzo di risorse idriche, conservazione, uso di serre, ecc.
impostando il discorso in quel modo si rischia di essere colti in fallo continuamente
Poi sulla singola serata potrò anche uscirne sconfitto perchè mi metto a cuocere 2 ore la peperonata mentre il bisteccaro al sangue la prepara in 2 minuti (risparmiando energia e co2 sul totale), ma sulla totalità dei pasti di tutti i giorni inquino meno io.
ecco, sull'ultima frase si può genericamente essere d'accordo, ma la semplificazione indotta dalla equazione "vegetale=meno inquinamento" è rischiosa
se si vuole DAVVERO puntare alla riduzione dell0'inquinamento la via sarebbe quella di un mantenimento di un ecosistema in equilibrio vegetale/animale con un parco prelievo di risorse
per esempio un frutteto in cui pascolano galline, tacchini, qualche pecora, maiali, ecc il giorno in cui mangio la frutta di stagione e ogni tanto tali animali inquino complessivamente meno che a cibarmi di sola frutta prodotta in un frutteto/lager privo perfino di insetti
infatti il primo frutteto non ha antiparassitari (o n misura minima) non ha conservazione per lungo tempo deila frutta e gli animali forniscono in modo naturale un controllo del numero degli insetti e un concime naturale e equilibrato,, concime che nel secondo frutteto viene prodotto da fabbriche chimiche, ecc. ecc.
[i]Poi ognuno libero di scegliere, ma che almeno sapendo anche cosa si porta dietro con quella particolare scelta.. /i]
cosa, appunto quasi impossibile da conoscere con esattezza
(edited)
cosa, appunto quasi impossibile da conoscere con esattezza
azz. caro Baluba, sei proprio tenace... :)
Se leggi tutto il mio discorso vedi che parlo di cibi locali e aggiungo ora anche bio (cosa che a vegetariani dovrebbe piacere assai).
Aggiungo che anche il modo di cucinare può essere più o meno impattante ma ragionando in linea generale la ragione è mia.
Continui a fissarti sul singolo ramo secco senza notare la rigogliosa foresta che c'è attorno.
Prendi la cosa più sul discorso complessivo senza citarmi casi sporadici (serre e pesticidi.. che se noti escludevo pure io nel mio post).
Sintetizzando, mangiare vegetariano (il vegetale tendenzialmente è energeticamente più efficiente della carne) , mangiare locale (meno inquinamento da trasporto), mangiare prodotti di stagione (meno serre e fertilizzanti) , mangiare bio (meno pesticidi e simili), sono tutte scelte tra loro collegate e coorenti con uno spirito di vita più eco-sostenibile.
E smentire questa catena di affermazioni, (a meno che di fissarsi sull'eccezione e trascurando la "regola"), IMHO è difficile.
(edited)
azz. caro Baluba, sei proprio tenace... :)
Se leggi tutto il mio discorso vedi che parlo di cibi locali e aggiungo ora anche bio (cosa che a vegetariani dovrebbe piacere assai).
Aggiungo che anche il modo di cucinare può essere più o meno impattante ma ragionando in linea generale la ragione è mia.
Continui a fissarti sul singolo ramo secco senza notare la rigogliosa foresta che c'è attorno.
Prendi la cosa più sul discorso complessivo senza citarmi casi sporadici (serre e pesticidi.. che se noti escludevo pure io nel mio post).
Sintetizzando, mangiare vegetariano (il vegetale tendenzialmente è energeticamente più efficiente della carne) , mangiare locale (meno inquinamento da trasporto), mangiare prodotti di stagione (meno serre e fertilizzanti) , mangiare bio (meno pesticidi e simili), sono tutte scelte tra loro collegate e coorenti con uno spirito di vita più eco-sostenibile.
E smentire questa catena di affermazioni, (a meno che di fissarsi sull'eccezione e trascurando la "regola"), IMHO è difficile.
(edited)
ecco, sull'ultima frase si può genericamente essere d'accordo, ma la semplificazione indotta dalla equazione "vegetale=meno inquinamento" è rischiosa
beh, è quello che dicevo pure io :P
beh, è quello che dicevo pure io :P
cosa, appunto quasi impossibile da conoscere con esattezza
azz. caro Baluba, sei proprio tenace... :)
Se leggi tutto il mio discorso vedi che parlo di cibi locali e aggiungo ora anche bio (cosa che a vegetariani dovrebbe piacere assai).
anche tu sei tenace :)
ti ho già fatto notare che nno sempre il cibo locale è più ecologico di un cibo che arriva da lontano e qeusto avviene in una miriade di casi, non solo per le fragole vietnamite
tanto per proseguire negli esempi, le arance le coltiveresti in piemonte? no di certo!
allora che fai? cancelli le arance e tutti gli agrumi dalla dieta?
in realtà fare i conti non è mai semplice, e con ogni probabilità è proprio concettualmente errato
Sintetizzando, mangiare vegetariano (il vegetale tendenzialmente è energeticamente più efficiente della carne) , mangiare locale (meno inquinamento da trasporto), mangiare prodotti di stagione (meno serre e fertilizzanti) , mangiare bio (meno pesticidi e simili), sono tutte scelte tra loro collegate e coorenti con uno spirito di vita più eco-sostenibile.
E smentire questa catena di affermazioni, (a meno che di fissarsi sull'eccezione e trascurando la "regola"), IMHO è difficile.
la regola di per se potrebbe essere giusta, l'applicazione della stessa è praticamente impossibile e tendenzialmente produce mostri, come la fallimentare coltivazione della soia nelle campagne piemontesi con contributi UE a fondo perduto e i contadini che lasciano marcire la soia nei campi dato che a casua del rendimento basso costa meno quella importata dall'oriente
(edited)
azz. caro Baluba, sei proprio tenace... :)
Se leggi tutto il mio discorso vedi che parlo di cibi locali e aggiungo ora anche bio (cosa che a vegetariani dovrebbe piacere assai).
anche tu sei tenace :)
ti ho già fatto notare che nno sempre il cibo locale è più ecologico di un cibo che arriva da lontano e qeusto avviene in una miriade di casi, non solo per le fragole vietnamite
tanto per proseguire negli esempi, le arance le coltiveresti in piemonte? no di certo!
allora che fai? cancelli le arance e tutti gli agrumi dalla dieta?
in realtà fare i conti non è mai semplice, e con ogni probabilità è proprio concettualmente errato
Sintetizzando, mangiare vegetariano (il vegetale tendenzialmente è energeticamente più efficiente della carne) , mangiare locale (meno inquinamento da trasporto), mangiare prodotti di stagione (meno serre e fertilizzanti) , mangiare bio (meno pesticidi e simili), sono tutte scelte tra loro collegate e coorenti con uno spirito di vita più eco-sostenibile.
E smentire questa catena di affermazioni, (a meno che di fissarsi sull'eccezione e trascurando la "regola"), IMHO è difficile.
la regola di per se potrebbe essere giusta, l'applicazione della stessa è praticamente impossibile e tendenzialmente produce mostri, come la fallimentare coltivazione della soia nelle campagne piemontesi con contributi UE a fondo perduto e i contadini che lasciano marcire la soia nei campi dato che a casua del rendimento basso costa meno quella importata dall'oriente
(edited)
lol
ma nessuno vuole coltivare i fichi d'india in valle d'aosta e mirtilli in marocco :D
semplicemente quando si può scegliere se comprare arance siciliane o americane, è FORSE più ecologico scegliere quelle siciliane
ma nessuno vuole coltivare i fichi d'india in valle d'aosta e mirtilli in marocco :D
semplicemente quando si può scegliere se comprare arance siciliane o americane, è FORSE più ecologico scegliere quelle siciliane
ecco, sull'ultima frase si può genericamente essere d'accordo, ma la semplificazione indotta dalla equazione "vegetale=meno inquinamento" è rischiosa
Beh nel 99% dei casi è vegetale = meno inquinamento.
Beh nel 99% dei casi è vegetale = meno inquinamento.
baluba non accetta l'equazione 99% = sempre :D
lol
ma nessuno vuole coltivare i fichi d'india in valle d'aosta e mirtilli in marocco :D
questo lo dici te :)
ho fatto l'esempio della soia perchè è uno tra i tanti
semplicemente quando si può scegliere se comprare arance siciliane o americane, è FORSE più ecologico scegliere quelle siciliane
appunto FORSE è più ecologico, ma in realtà non lo sappiamo
le arance nordafricane sono più ecologiche di quelle italiane? lo sai te? puoi affermarlo con certezza? io no, non lo so.
Posso decidere di comprare quelle italiane per sciovinismo o perchè le reputo di qualità superiore ma sull'impatto ecologico in realtà molto semplicemente non abbiamo proprio i mezzi per giudicare
l'esempio dell'inchiesta inglese sull'insalata keniota è illuminante in merito, chi avrebbe mai detto PRIMA che l'impatto ecologico dell'insalata importata per via aerea dal Kenia era inferiore a quella coltivata in serra in UK? io no di certo e sfido chiunque a dire che lo avrebbe detto prima.
E proprio l'insalata può servire da caso esemplificativo
Ormai nei supermercati si trova ovunque l'insalata già pulita in sacchetti di plastica
Quella proviene da coltivazioni idroponiche in serra e cioè coltivate i9n ambiente controllato e senza la terra e spesso arriva da aziende agricole distanti centinaia di km dal supermercato in qeustione
siamo in grado di giurare che l'impatto ecologico di tale insalata è superiore a quella "tradizionale" proveniente da coltivazioni nella provincia? io non credo proprio
ma nessuno vuole coltivare i fichi d'india in valle d'aosta e mirtilli in marocco :D
questo lo dici te :)
ho fatto l'esempio della soia perchè è uno tra i tanti
semplicemente quando si può scegliere se comprare arance siciliane o americane, è FORSE più ecologico scegliere quelle siciliane
appunto FORSE è più ecologico, ma in realtà non lo sappiamo
le arance nordafricane sono più ecologiche di quelle italiane? lo sai te? puoi affermarlo con certezza? io no, non lo so.
Posso decidere di comprare quelle italiane per sciovinismo o perchè le reputo di qualità superiore ma sull'impatto ecologico in realtà molto semplicemente non abbiamo proprio i mezzi per giudicare
l'esempio dell'inchiesta inglese sull'insalata keniota è illuminante in merito, chi avrebbe mai detto PRIMA che l'impatto ecologico dell'insalata importata per via aerea dal Kenia era inferiore a quella coltivata in serra in UK? io no di certo e sfido chiunque a dire che lo avrebbe detto prima.
E proprio l'insalata può servire da caso esemplificativo
Ormai nei supermercati si trova ovunque l'insalata già pulita in sacchetti di plastica
Quella proviene da coltivazioni idroponiche in serra e cioè coltivate i9n ambiente controllato e senza la terra e spesso arriva da aziende agricole distanti centinaia di km dal supermercato in qeustione
siamo in grado di giurare che l'impatto ecologico di tale insalata è superiore a quella "tradizionale" proveniente da coltivazioni nella provincia? io non credo proprio
baluba non accetta l'equazione 99% = sempre :D
no
rifiuto l'equazione semplicemente perchè non esistono dati in supporto di tale percentuale
una coltivazione di ortaggi può essere devastante per l'ambiente tanto quanto un allevamento se portata avanti "contro natura", deforestanto, depauperando il terreno e inquinando l'ambiente con antiparassitari, fitofarmaci e erbicidi
va messo in conto tutto non solo il CO2
(edited)
no
rifiuto l'equazione semplicemente perchè non esistono dati in supporto di tale percentuale
una coltivazione di ortaggi può essere devastante per l'ambiente tanto quanto un allevamento se portata avanti "contro natura", deforestanto, depauperando il terreno e inquinando l'ambiente con antiparassitari, fitofarmaci e erbicidi
va messo in conto tutto non solo il CO2
(edited)
Ah Baluba, se acquisto un kg di patate consumo x.
Se acquisto una salsiccia (a parte il procedimento di macellazione) il maiale ha mangiato y patate più di me prima di diventare salsiccia.
Se acquisto una salsiccia (a parte il procedimento di macellazione) il maiale ha mangiato y patate più di me prima di diventare salsiccia.
va messo in conto tutto non solo il CO2
infatti, ma intanto il CO2 per il trasporto viene prodotto e quindi bisogna tenerne conto...
secondo il tuo ragionamento non si può mai sapere niente...
perchè non è detto che un'auto piccola inquini meno di una grande, non è detto che un giocatore di basket alto sia più bravo di uno basso... :P
infatti, ma intanto il CO2 per il trasporto viene prodotto e quindi bisogna tenerne conto...
secondo il tuo ragionamento non si può mai sapere niente...
perchè non è detto che un'auto piccola inquini meno di una grande, non è detto che un giocatore di basket alto sia più bravo di uno basso... :P
Ah Baluba, se acquisto un kg di patate consumo x.
Se acquisto una salsiccia (a parte il procedimento di macellazione) il maiale ha mangiato y patate più di me prima di diventare salsiccia.
il maiale non viene nutrito con patate ;)
Se acquisto una salsiccia (a parte il procedimento di macellazione) il maiale ha mangiato y patate più di me prima di diventare salsiccia.
il maiale non viene nutrito con patate ;)
va messo in conto tutto non solo il CO2
infatti, ma intanto il CO2 per il trasporto viene prodotto e quindi bisogna tenerne conto...
secondo il tuo ragionamento non si può mai sapere niente...
perchè non è detto che un'auto piccola inquini meno di una grande, non è detto che un giocatore di basket alto sia più bravo di uno basso... :P
no
non è vero che secondo il mio ragionamento non si può mai sapere niente
parlando di produzione di cibo i problemi reali sono due:
1) mancanza reale di informazione sui procedimenti produttivi dal "forcone alla forchetta" come viene ben definito il percorso nel blog che ho postato sopra
2) mettere TUTTO nel conto e non solo ciò che vien comodo di volta in volta
è chiaro che se ci si limita al solo CO2 i risultati dei conti sono molto diversi da quelli che comprendono tuutti i fattori
per fare un esempio, una vite di uva fragola non necessita praticamente di alcun antiparassitario, una vite di barbera si
nel conto dell'uva raccolta l'impatto ecologico dell'antiparassitario DEVE essere considerato in caso contrario i due raccolti appaiono identici sul piano dell'impatto ecologico
infatti, ma intanto il CO2 per il trasporto viene prodotto e quindi bisogna tenerne conto...
secondo il tuo ragionamento non si può mai sapere niente...
perchè non è detto che un'auto piccola inquini meno di una grande, non è detto che un giocatore di basket alto sia più bravo di uno basso... :P
no
non è vero che secondo il mio ragionamento non si può mai sapere niente
parlando di produzione di cibo i problemi reali sono due:
1) mancanza reale di informazione sui procedimenti produttivi dal "forcone alla forchetta" come viene ben definito il percorso nel blog che ho postato sopra
2) mettere TUTTO nel conto e non solo ciò che vien comodo di volta in volta
è chiaro che se ci si limita al solo CO2 i risultati dei conti sono molto diversi da quelli che comprendono tuutti i fattori
per fare un esempio, una vite di uva fragola non necessita praticamente di alcun antiparassitario, una vite di barbera si
nel conto dell'uva raccolta l'impatto ecologico dell'antiparassitario DEVE essere considerato in caso contrario i due raccolti appaiono identici sul piano dell'impatto ecologico
per fare un esempio, una vite di uva fragola non necessita praticamente di alcun antiparassitario, una vite di barbera si
e quindi...viva l'uva fragola piemontese, abbasso quella australiana :P
e quindi...viva l'uva fragola piemontese, abbasso quella australiana :P
il maiale non viene nutrito con patate ;)
beh, è un dato che per fare 1kg di proteine di carne ci vuole circa 15kg di vegetali.
Quindi, se è vero che anche coltivare vegetali può creare danni, è difficile sostenere che allevare animali sia più ecologico visto che anche loro magnano vegetali e quindi cmq non puoi fare a meno di coltivarli.
Detto questo, tu cerchi dati, ciapa questo articolo... :)
"
Niente carne, una scelta etica
Riccardo Trespidi: «Così si salvaguardano anche ecologia ed economia globale». Il medico sarà al congresso mondiale dei vegetariani
25 luglio 2008 - Lorenza Costantino
Fonte: L'Arena di Verona
«Essere vegetariano? Una scelta strettamente personale», così la pensa la maggior parte della gente. Opinione diffusa, questa, che trova però una voce contraria in Riccardo Trespidi, medico veronese di medicina generale, presidente di «Medicina non violenta» e responsabile scientifico dell’associazione nazionale dei vegetariani, alla cui schiera appartiene da ben trent’anni.
«La decisione di non mangiare carne non è una semplice preferenza individuale», puntualizza. «Essere vegetariani significa difendere i diritti umani, prima ancora di quelli degli animali, e in più salvaguardare l’ambiente. E tutto ciò, con la certezza scientifica che la dieta vegetariana non fa male alla salute. Anzi, ci preserva da obesità, diabete, arteriosclerosi e da altre malattie cosiddette "del benessere"».
Si entra, insomma, nel campo della «Scienza nutrizionale etica», in cui la medicina s’intreccia con l’ecologia e l’economia, intese in senso globale. «Un ambito ancora poco considerato, ma sancito dal codice di deontologia medica sottoscritto nel 2006».
Proprio di questo parlerà Trespidi, unico relatore italiano, durante il 38° congresso mondiale dei vegetariani, che si terrà a Dresda tra il 27 luglio e il 3 agosto.
Qualche anticipazione. «Parliamo di diritti umani. In un mondo in cui più di un miliardo di persone vive il dramma della fame e non ha accesso all’acqua pulita», continua Trespidi, «la metà dei cereali raccolti ogni anno va a nutrire i tre miliardi di capi d’allevamento. Occorrono trentamila litri d’acqua, tra abbeveraggio della bestia e del fieno che mangia, per produrre un solo chilo di carne di manzo. Non è un controsenso?».
Del resto, la Fao è giunta da tempo a una conclusione: per riequilibrare le risorse mondiali non si può agire solo nei Paesi poveri, ma bisogna ridurre gli sprechi in quelli ricchi dove, al contrario, aumenta l’incidenza di malattie legate a un’alimentazione eccessiva.
«Se poi si parla di inquinamento ambientale», spiega ancora Trespidi, «si deve tener conto che il bestiame produce, con le sue scorie, il 18 percento dei gas serra».
E infine gli animali: «Molti di noi si ritengono persone sensibili. Basterebbe la visita a un allevamento intensivo o a un macello per non trovar più il coraggio di mangiare carne».
E finiamo con le rassicurazioni mediche: «Non ci sono dubbi. Un’alimentazione povera di carne e ricca di vegetali è una garanzia per mantenerci in buona salute. In questo modo, infatti, vengono ridotti i grassi saturi che, depositandosi nei vasi sanguigni, provocano ipertensione e infarto. La "dieta verde", invece, ci fornisce senza alcuna controindicazione tutte le sostanze che servono al nostro corpo».
A chi ispirarsi nel cammino verso il vegetarianesimo? C’è l’imbarazzo della scelta: il genio rinascimentale Leonardo da Vinci, la "grande anima" Gandhi e lo scienziato per antonomasia, Albert Einstein. E poi si starebbe in buona compagnia: in Italia, aiutati dalla dieta mediterranea, abbiamo la più alta percentuale di vegetariani d’Europa, 3 milioni secondo i dati Eurispes.
tratto da http://www.vegetariani.it/vegetariani/articles/2005.html
"L'uva fragola (detta anche Uva americana, Isabella, Raisin de Cassis) è la più antica "vite americana" introdotta in Europa ben prima che sorgesse il problema della fillossera ed ascrivibile alla specie linneana Vitis Labrusca (ma per alcuni potrebbe essere un ibrido americano tra la V. labrusca e la Vitis vinifera). In Francia si hanno le sue prime notizie nel 1820 e in Italia nel 1825."
No mi siete caduti sull'Uva :D
Cmq non lo sapevo.
No mi siete caduti sull'Uva :D
Cmq non lo sapevo.