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Subject: Totò riina Jr libero................
leggo dalla Stampa
La decisione accoglie la richiesta dell’avvocato Luca Cianferoni, del Foro di Firenze, che aveva presentato ricorso contro due decisioni negative dei giudici di Palermo: la prima era stata della terza sezione della Corte d’appello, che il 27 dicembre aveva inflitto otto anni e dieci mesi a Riina junior e poi ne aveva negato la scarcerazione; la seconda del tribunale del riesame, che aveva confermato questa ordinanza.
In tempi record (appena due mesi), e con il parere favorevole del procuratore generale, la seconda sezione, presieduta da Francesco Morelli, ha invece annullato senza rinvio la decisione dei giudici di merito. «Ci credevo soltanto io - dice Cianferoni - e nessun altro. Ho avuto ragione. È stato un lungo e complesso calcolo dei termini». Nella sostanza, Riina era in carcere da maggio del 2002: fu condannato a 14 anni e 6 mesi il 31 dicembre 2004; nel luglio 2006 la pena gli fu ridotta a 11 anni e otto mesi, ma il 3 luglio scorso la Cassazione annullò con rinvio la condanna; il 27 dicembre la nuova sentenza di condanna a otto anni e dieci mesi.
Secondo il difensore, si è esaurito il «termine di fase» relativo all’appello, durato complessivamente oltre due anni, ed è stato ritenuto illegittimo il recente congelamento dei termini di custodia, disposto dai giudici palermitani.
La decisione accoglie la richiesta dell’avvocato Luca Cianferoni, del Foro di Firenze, che aveva presentato ricorso contro due decisioni negative dei giudici di Palermo: la prima era stata della terza sezione della Corte d’appello, che il 27 dicembre aveva inflitto otto anni e dieci mesi a Riina junior e poi ne aveva negato la scarcerazione; la seconda del tribunale del riesame, che aveva confermato questa ordinanza.
In tempi record (appena due mesi), e con il parere favorevole del procuratore generale, la seconda sezione, presieduta da Francesco Morelli, ha invece annullato senza rinvio la decisione dei giudici di merito. «Ci credevo soltanto io - dice Cianferoni - e nessun altro. Ho avuto ragione. È stato un lungo e complesso calcolo dei termini». Nella sostanza, Riina era in carcere da maggio del 2002: fu condannato a 14 anni e 6 mesi il 31 dicembre 2004; nel luglio 2006 la pena gli fu ridotta a 11 anni e otto mesi, ma il 3 luglio scorso la Cassazione annullò con rinvio la condanna; il 27 dicembre la nuova sentenza di condanna a otto anni e dieci mesi.
Secondo il difensore, si è esaurito il «termine di fase» relativo all’appello, durato complessivamente oltre due anni, ed è stato ritenuto illegittimo il recente congelamento dei termini di custodia, disposto dai giudici palermitani.
riina jr. è detenuto da 6 anni con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e non per omicidio
ecco...allora cambia tutto...pensavo fosse un delinquente invece non lo è ;)
delinquente lo è sicuramente, le condanne le ha ricevute, ma dalla legge stessa (oltre che dal buon senso) è prevista anche una gradualità della pena a seconda del reato commesso
ecco...allora cambia tutto...pensavo fosse un delinquente invece non lo è ;)
delinquente lo è sicuramente, le condanne le ha ricevute, ma dalla legge stessa (oltre che dal buon senso) è prevista anche una gradualità della pena a seconda del reato commesso
Che tristezza sta notizia... dopo i passi da gigante che si stavano facendo nella lotta alla mafia... mah
Prima la firma in caserma, poi insieme ai familiari a spasso per la città
Il sindaco incredulo accusa: "La sua presenza ci mette in difficoltà"
Mafia, la sfida di Riina jr
A passeggio per Corleone
Mafia, la sfida di Riina jrA passeggio per Corleone
Salvatore Riina
PALERMO - Il figlio del boss Riina, scarcerato ieri per decorrenza dei termini, ha trascorso il primo giorno di libertà passeggiando per Corleone insieme ai familiari. Ha sfidato lo sguardo incredulo di qualche compaesano, salutando con sorrisi e cenni della mano gli amici che non vedeva da sei anni, da quando fu arrestato per associazione mafiosa. Il sindaco Antonino Iannazzo non esita a definire "scoraggiante" l'episodio: "Saremmo stati ben felice se fosse andato a vivere da un'altra parte", ammette con rammarico. "La sua presenza in città ci mette in difficoltà. Sarà il test effettivo per capire se Corleone ha maturato gli anticorpi contro Cosa nostra. La città non è quella che lui ha lasciato anni fa. C'è stato un cambiamento profondo ed è maturata la consapevolezza del vantaggio della legalità"
Felpa celeste, jeans e piumino bianco griffato - lo stesso che indossava ieri all'uscita dal carcere di Sulmona in Abruzzo - Salvatore Riina, "Salvuccio", figlio di zu Totò e nipote di Leoluca Bagarella, ha camminato per le strade della "sua" Corleone a testa alta. Prima, nella caserma dei carabinieri dove era andato per firmare il libro dei vigilati, ha voluto conoscere il comandante della compagnia. Unici obblighi imposti al figlio del boss, la dimora a Corleone, il divieto di frequentare pregiudicati e la firma in caserma tre volte alla settimana.
La legge lo ha scarcerato per colpa della giustizia troppo lenta ma a lui non basta e annuncia ricorso alla corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Protesta contro un'inefficienza dell'apparato giudiziario che lo ha trattenuto in "carcerazione preventiva" troppo a lungo. "E' una violazione dei diritti dell'uomo", ha tuonato il suo avvocato Antonio Malagò.
Secondo i magistrati, Salvuccio "era diventato il nuovo punto di riferimento della famiglia Riina e protagonista della riorganizzazione della cosca che egli gestisce come una vera e propria impresa". Ma la Cassazione non ha fatto in tempo a valutare se rendere definitiva la precendente condanna a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa.
Il sindaco incredulo accusa: "La sua presenza ci mette in difficoltà"
Mafia, la sfida di Riina jr
A passeggio per Corleone
Mafia, la sfida di Riina jrA passeggio per Corleone
Salvatore Riina
PALERMO - Il figlio del boss Riina, scarcerato ieri per decorrenza dei termini, ha trascorso il primo giorno di libertà passeggiando per Corleone insieme ai familiari. Ha sfidato lo sguardo incredulo di qualche compaesano, salutando con sorrisi e cenni della mano gli amici che non vedeva da sei anni, da quando fu arrestato per associazione mafiosa. Il sindaco Antonino Iannazzo non esita a definire "scoraggiante" l'episodio: "Saremmo stati ben felice se fosse andato a vivere da un'altra parte", ammette con rammarico. "La sua presenza in città ci mette in difficoltà. Sarà il test effettivo per capire se Corleone ha maturato gli anticorpi contro Cosa nostra. La città non è quella che lui ha lasciato anni fa. C'è stato un cambiamento profondo ed è maturata la consapevolezza del vantaggio della legalità"
Felpa celeste, jeans e piumino bianco griffato - lo stesso che indossava ieri all'uscita dal carcere di Sulmona in Abruzzo - Salvatore Riina, "Salvuccio", figlio di zu Totò e nipote di Leoluca Bagarella, ha camminato per le strade della "sua" Corleone a testa alta. Prima, nella caserma dei carabinieri dove era andato per firmare il libro dei vigilati, ha voluto conoscere il comandante della compagnia. Unici obblighi imposti al figlio del boss, la dimora a Corleone, il divieto di frequentare pregiudicati e la firma in caserma tre volte alla settimana.
La legge lo ha scarcerato per colpa della giustizia troppo lenta ma a lui non basta e annuncia ricorso alla corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Protesta contro un'inefficienza dell'apparato giudiziario che lo ha trattenuto in "carcerazione preventiva" troppo a lungo. "E' una violazione dei diritti dell'uomo", ha tuonato il suo avvocato Antonio Malagò.
Secondo i magistrati, Salvuccio "era diventato il nuovo punto di riferimento della famiglia Riina e protagonista della riorganizzazione della cosca che egli gestisce come una vera e propria impresa". Ma la Cassazione non ha fatto in tempo a valutare se rendere definitiva la precendente condanna a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa.
dall'ultimo rapporto della commissione antimafia
(...)Con la strage di Ferragosto a Duisburg la Germania e l’Europa scoprono
attoniti la micidiale potenza di fuoco e l’enorme potenzialità criminale di
una mafia proveniente dalle profondità remote e inaccessibili di un mondo
rurale e arcaico.
Molte cose colpiscono gli stupefatti investigatori tedeschi e l’immaginario
collettivo: la determinazione e la professionalità degli assassini, il numero e
l’età dei morti, il fatto che la strage sia stata compiuta nel cuore
dell’Europa civilizzata a migliaia di chilometri di distanza da San Luca e
un santino bruciato - indicatore inequivoco di una recente affiliazione
rituale - trovato in tasca a uno dei giovani assassinati.
Parte sotterraneo da San Luca ed erompe a Duisburg un connubio esplosivo
fra vendette ancestrali e affari milionari, un misto di faide tribali e di
spietata modernità mafiosa, producendo uno shock improvviso e micidiale
per l’opinione pubblica e per le autorità tedesche.
In realtà, però, i segni premonitori c.erano già tutti da tempo e la strage di
Ferragosto è un indicatore tragico e quasi metaforico della sottovalutazione
da parte delle autorità tedesche della „ndrangheta e del suo grado di
penetrazione e radicamento in quel paese, oltre che in Europa e nel resto
del mondo.
La presenza „ndranghetista in Germania risalente già agli anni settanta e
ottanta (quando a più riprese viene rilevata la presenza delle famiglie Farao
di Cirò in provincia di Crotone, dei Mazzaferro di Gioiosa Ionica, delle
famiglie di Reggio Calabria, delle storiche famiglie mafiose originarie di
Africo, di San Luca, di Bova Marina e di Oppido Mamertina) era ben nota
alle autorità tedesche anche solo per le richieste di assistenza giudiziaria e
investigativa della magistratura e delle forze di polizia italiane.
Già nel 2001 l’indagine dei Carabinieri convenzionalmente denominata
Luca.s aveva poi segnalato, anche alle autorità tedesche, il ristorante “Da
Bruno” davanti al quale si è verificata la strage, e in generale, il cospicuo
fenomeno del riciclaggio di denaro sporco nel settore della ristorazione, in
quel paese.
La segnalazione non aveva prodotto concreti risultati investigativi, e la
percezione che si ricava da questo scarso riscontro (a parte le carenze della
legislazione tedesca in materia di repressione del riciclaggio e, più in
generale, di aggressione dei patrimoni illeciti) è che l’atteggiamento delle
autorità tedesche fosse di rimozione del problema, considerato, in modo più
o meno inconsapevole, affare altrui.
Affare degli italiani. Affare nostro.
La strage di Duisburg, come una metafora, spiega meglio di ogni discorso,
meglio di ogni analisi, meglio di ogni riflessione, che il modello di crimine
globale, rappresentato dalla „ndrangheta, non è (solo) affare nostro.
Il 15 agosto ha rotto un tabù, ma chi fosse stato attento ai segnali, agli
indizi, alle crepe, avrebbe potuto dire anche prima che era solo questione di
tempo. Se nel sottosuolo della civilizzazione europea circolano certi fluidi
ribollenti e miasmatici, prima o poi questi fluidi salteranno fuori, non
appena si produca una crepa nella superficie.
La strage di Duisburg è stata come un geiser. Uno zampillo ribollente e
micidiale che da una fessura del suolo ha scagliato verso l’alto, finalmente
visibile a tutti, il liquido miasmatico e pericolosissimo di una criminalità
che partendo dalle profondità più remote della Calabria, si era da tempo
diffusa ovunque nel sottosuolo oscuro della globalizzazione.
La crepa nella superficie in questo caso viene da lontano. Da un altrove
inquietante e nascosto, lontano nello spazio e lontano nel tempo. (...)
da terrelibere.org
(...)Con la strage di Ferragosto a Duisburg la Germania e l’Europa scoprono
attoniti la micidiale potenza di fuoco e l’enorme potenzialità criminale di
una mafia proveniente dalle profondità remote e inaccessibili di un mondo
rurale e arcaico.
Molte cose colpiscono gli stupefatti investigatori tedeschi e l’immaginario
collettivo: la determinazione e la professionalità degli assassini, il numero e
l’età dei morti, il fatto che la strage sia stata compiuta nel cuore
dell’Europa civilizzata a migliaia di chilometri di distanza da San Luca e
un santino bruciato - indicatore inequivoco di una recente affiliazione
rituale - trovato in tasca a uno dei giovani assassinati.
Parte sotterraneo da San Luca ed erompe a Duisburg un connubio esplosivo
fra vendette ancestrali e affari milionari, un misto di faide tribali e di
spietata modernità mafiosa, producendo uno shock improvviso e micidiale
per l’opinione pubblica e per le autorità tedesche.
In realtà, però, i segni premonitori c.erano già tutti da tempo e la strage di
Ferragosto è un indicatore tragico e quasi metaforico della sottovalutazione
da parte delle autorità tedesche della „ndrangheta e del suo grado di
penetrazione e radicamento in quel paese, oltre che in Europa e nel resto
del mondo.
La presenza „ndranghetista in Germania risalente già agli anni settanta e
ottanta (quando a più riprese viene rilevata la presenza delle famiglie Farao
di Cirò in provincia di Crotone, dei Mazzaferro di Gioiosa Ionica, delle
famiglie di Reggio Calabria, delle storiche famiglie mafiose originarie di
Africo, di San Luca, di Bova Marina e di Oppido Mamertina) era ben nota
alle autorità tedesche anche solo per le richieste di assistenza giudiziaria e
investigativa della magistratura e delle forze di polizia italiane.
Già nel 2001 l’indagine dei Carabinieri convenzionalmente denominata
Luca.s aveva poi segnalato, anche alle autorità tedesche, il ristorante “Da
Bruno” davanti al quale si è verificata la strage, e in generale, il cospicuo
fenomeno del riciclaggio di denaro sporco nel settore della ristorazione, in
quel paese.
La segnalazione non aveva prodotto concreti risultati investigativi, e la
percezione che si ricava da questo scarso riscontro (a parte le carenze della
legislazione tedesca in materia di repressione del riciclaggio e, più in
generale, di aggressione dei patrimoni illeciti) è che l’atteggiamento delle
autorità tedesche fosse di rimozione del problema, considerato, in modo più
o meno inconsapevole, affare altrui.
Affare degli italiani. Affare nostro.
La strage di Duisburg, come una metafora, spiega meglio di ogni discorso,
meglio di ogni analisi, meglio di ogni riflessione, che il modello di crimine
globale, rappresentato dalla „ndrangheta, non è (solo) affare nostro.
Il 15 agosto ha rotto un tabù, ma chi fosse stato attento ai segnali, agli
indizi, alle crepe, avrebbe potuto dire anche prima che era solo questione di
tempo. Se nel sottosuolo della civilizzazione europea circolano certi fluidi
ribollenti e miasmatici, prima o poi questi fluidi salteranno fuori, non
appena si produca una crepa nella superficie.
La strage di Duisburg è stata come un geiser. Uno zampillo ribollente e
micidiale che da una fessura del suolo ha scagliato verso l’alto, finalmente
visibile a tutti, il liquido miasmatico e pericolosissimo di una criminalità
che partendo dalle profondità più remote della Calabria, si era da tempo
diffusa ovunque nel sottosuolo oscuro della globalizzazione.
La crepa nella superficie in questo caso viene da lontano. Da un altrove
inquietante e nascosto, lontano nello spazio e lontano nel tempo. (...)
da terrelibere.org
qui piu' che farsi cadere le braccia,bisognerebbe dare una controllatina ai giudici che avevano la pratica in mano e che hanno fatto decadere i termini ,con una puzza di necessita' mafiosa,di riorganizzazione.O peggio.Magari una ascoltatina alle loro telefonate.
Ah l'Italia! Il paese dove per giorni possono interrogarti e non farti vedere un avvocato! Dove ti tengono in galera fino al processo da presunto innocente! dove se hai i soldi e qualche amico politico alzi un muro di carte e non ti prendono mai!
La legge lo ha scarcerato per colpa della giustizia troppo lenta ma a lui non basta e annuncia ricorso alla corte Europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. Protesta contro un'inefficienza dell'apparato giudiziario che lo ha trattenuto in "carcerazione preventiva" troppo a lungo. "E' una violazione dei diritti dell'uomo", ha tuonato il suo avvocato Antonio Malagò.
Secondo i magistrati, Salvuccio "era diventato il nuovo punto di riferimento della famiglia Riina e protagonista della riorganizzazione della cosca che egli gestisce come una vera e propria impresa". Ma la Cassazione non ha fatto in tempo a valutare se rendere definitiva la precendente condanna a otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa.
attenzione: la condanna prevista è di otto anni e dieci mesi e riina era in carcere da quasi sei anni
aldilà del personaggio, prima che si alzasse una nuova levata di richieste per aumentare i tempi della detenzione preventiva, vorrei che si riflettesse sulla durata davvero esasegerata dei processo.
ovvero ancora un po' e la pena sarebbe stata interamente scontata prima di stabilire in modo definitivo l'effettiva colpevolezza
ricordo anche che la detenzione preventiva di innocenti oltre a essere inumana oltre una lunghezza minima, ogni anno costa milioni e milioni di Euro in risarcimenti allo stato
(edited)
attenzione: la condanna prevista è di otto anni e dieci mesi e riina era in carcere da quasi sei anni
aldilà del personaggio, prima che si alzasse una nuova levata di richieste per aumentare i tempi della detenzione preventiva, vorrei che si riflettesse sulla durata davvero esasegerata del processo.
QUOTO
Baluba quota zornetta
zornetta quota Baluba
il mondo è cambiato davvero :-)
aldilà del personaggio, prima che si alzasse una nuova levata di richieste per aumentare i tempi della detenzione preventiva, vorrei che si riflettesse sulla durata davvero esasegerata del processo.
QUOTO
Baluba quota zornetta
zornetta quota Baluba
il mondo è cambiato davvero :-)
riina jr. è detenuto da 6 anni con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e non per omicidio
io con la mafia sono forcaiolo, poi non lamentiamoci quando questo sparirà dalla circolazione per 20 anni. L'avete visto in faccia?
E poi è uscito solo per decorrenza dei termini, non perchè è innocente. Perchè non sono riusciti a processarlo. Giusto?
io con la mafia sono forcaiolo, poi non lamentiamoci quando questo sparirà dalla circolazione per 20 anni. L'avete visto in faccia?
E poi è uscito solo per decorrenza dei termini, non perchè è innocente. Perchè non sono riusciti a processarlo. Giusto?
è uscito solo per decorrenza dei termini, non perchè è innocente.
algir: tutti sono innocenti fino a quando la condanna non passa in giudicato.
L'avete visto in faccia?
:-) STRALOL ! la teoria di Lombroso è sepolta da un secolo !!!
algir: tutti sono innocenti fino a quando la condanna non passa in giudicato.
L'avete visto in faccia?
:-) STRALOL ! la teoria di Lombroso è sepolta da un secolo !!!
algir: tutti sono innocenti fino a quando la condanna non passa in giudicato.
ma infatti non era affatto innocente, avrebbe preso la terza condanna se non fosse scaduto il termine.
Lombroso non c'entra, non si tratta di tratti somatici. Si tratta di personaggio nel suo assieme.
si pero' esiste anche l'accusa per 3 omicidi volontari.
Stando almeno alla stampa.
Stando almeno alla stampa.
si pero' esiste anche l'accusa per 3 omicidi volontari.
Stando almeno alla stampa.
se fosse sotto processo per omicidio non potrebbe essere scarcerato per decorrenza dei termini per associazione mafiosa, in quanto basta una sola decorrenza dei termini non decaduta a interrompere la scarcerazione
Stando almeno alla stampa.
se fosse sotto processo per omicidio non potrebbe essere scarcerato per decorrenza dei termini per associazione mafiosa, in quanto basta una sola decorrenza dei termini non decaduta a interrompere la scarcerazione
è brutto riuppare un topic dopo 9 anni, ma è in temissima
che ne pensate della dichiarazione FOLLE della corte costituzionale?
Cosa può esserci di "dignitoso" per un animale del genere?
in modo "cattivo" e "provocatorio" mi vien da pensare che sarebbe stato molto più dignitoso se al posto di falcone e borsellino ci fossero stati questi giudici di questa corte...........
che ne pensate della dichiarazione FOLLE della corte costituzionale?
Cosa può esserci di "dignitoso" per un animale del genere?
in modo "cattivo" e "provocatorio" mi vien da pensare che sarebbe stato molto più dignitoso se al posto di falcone e borsellino ci fossero stati questi giudici di questa corte...........