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Subject: Sentenza sui fatti della Diaz (G8)

2014-01-06 17:38:12
Arrestati i dirigenti della polizia del G8 di Genova



Genova, 22 luglio 2001. Un’aula della scuola Diaz. (Alberto Giuliani, Luzphoto)

A 13 anni dal blitz della polizia nella scuola Armando Diaz di Genova, usata come dormitorio dagli attivisti del social forum durante il G8 del 2001, undici dirigenti delle forze dell’ordine sono finiti in manette. Tra fine dicembre del 2013 e inizio gennaio del 2014 sono scattati gli arresti domiciliari per i poliziotti condannati in via definitiva per l’irruzione del 21 luglio 2001 nella Diaz. Durante il blitz ci sono stati 87 feriti, alcuni gravi. I poliziotti erano accusati di aver falsificato le prove e i verbali durante il processo. La condanna per le violenze all’interno della scuola è caduta in prescrizione.

Il 31 dicembre sono stati arrestati Spartaco Mortola, ex capo della Digos di Genova, e Giovanni Luperi, ex dirigente Ucigos.

Mortola deve scontare otto mesi, Luperi un anno. Grazie al decreto “svuota carceri” gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, dopo che il tribunale di sorveglianza di Genova ha respinto la richiesta di scontare la pena ai servizi sociali. Il 30 dicembre era stato arrestato un altro dirigente della polizia: Francesco Gratteri, ex capo del servizio centrale operativo e poi del dipartimento centrale anticrimine, che dovrà scontare un anno ai domiciliari.

Nei giorni scorsi è finito agli arresti domiciliari anche l’ex capo del servizio centrale operativo della polizia Gilberto Caldarozzi, che deve scontare otto mesi.

Ai domiciliari anche Nando Dominici, ex capo della squadra mobile di Genova; Filippo Ferri, ex capo della squadra mobile di Firenze; Massimo Nucera; Salvatore Gava, ex capo della squadra mobile di Viterbo; Fabio Ciccimarra, ex capo della squadra mobile dell’Aquila e l’ispettore Maurizio Panzieri.

continua su Internazionale.it
(edited)
2014-01-06 18:37:57
bene!
2014-01-06 18:56:55
beh c'hanno messo poco
2014-01-06 19:02:21
una sentenza lampo, non c'è che dire...
2014-01-06 21:06:05
+ che altro pene ridicole, o no?

2014-01-06 21:11:55
prescrizioni varie (CHE MERDATA!!), indulti, svuotacarceri... bleah
2014-01-07 12:35:36
piccolo inciso: indulto e amnistia sono conquiste di civilta'.

a parte questo, gli escrementi sodi di forma cilindrica in questione sono comunque rovinati. "lavoro" perduto per sempre a parte, ora immagino partiranno le cause civili di risarcimento monetario dei danni, che dovranno pagarsi di tasca. e considerato che si tratta di MOLTI danni di una certa gravita' (tra l'altro anche diverse, pesanti disabilita' permanenti), spero proprio che ce ne sia abbastanza da pulire latrine per il resto della vita.

la vera domanda, secondo me, e' invece quanti anni in proporzione dovrebbero toccare a fini e scajola.
2014-01-07 13:08:33
indulto e amnistia per me sono un insulto alla legalità

hai sbagliato, paghi e vai in carcere e zitto

altrochè
2014-01-07 13:13:14
Infatti per me una persona una volta scontata la pena torna ad essere parte integrante della vita civile di uno stato, però deve scontarla
Se ammazzi 10 persone ed esci per qualche strana ragione dopo 2 mesi non penso che tu sia in grado di portare avanti una vita normale, il carcere dovrebbe servire a rieducare una persona per farla tornare ad essere un individuo civile, non è una punizione da scampare o meglio nella mia testa non dovrebbe esserlo
2014-01-07 13:15:36
piccolo inciso: indulto e amnistia sono conquiste di civilta'.

Petitio principii

la vera domanda, secondo me, e' invece quanti anni in proporzione dovrebbero toccare a fini e scajola.

Nessuno, perché indulto e amnistia sono conquiste di civiltà.
2014-01-07 14:07:08
indulto e amnistia per me sono un insulto alla legalità

hai sbagliato, paghi e vai in carcere e zitto


e questa e' la (legittima) posizione "legalitarista", o "oltranzista", o "forcaiola" a seconda di come viene declinata.

poi, ci sono tanti poi.

condizioni carcerarie oggetto di periodiche denunce internazionali di violazione dei diritti umani, per esempio. o stati che decidono di cancellare l'esistenza stessa di alcune tipologie di reato (sempre per esempio, il possesso per uso personale di modiche quantita' di droga, o il reato di clandestinita') e quindi anche delle pene che nel frattempo qualcuno in galera sta espiando (amnistia). o stati che decidono di cancellare pene collegate a reati pregressi, magari derivanti da uno "spirito del tempo" del tutto diverso da quello contemporaneo, come potrebbe essere un reato politico commesso sotto una dittatura (indulto).

rispetto alla prima questa e' una posizione almeno altrettanto legittima, tanto che la possibilita' di amnistia e indulto e' espressamente ed esplicitamente prevista dalla Costituzione, la quale li protegge addirittura dai referendum abrogativi proprio per ripararla dalle risposte di pancia del popolaccio (che in italia, giusto per ricordarlo, storicamente non ha mai fatto una vera rivoluzione, ma solo rivolte, masaniellate e "in galera li panettieri"; un popolo che si addormenta in camicia nera e si risveglia antifascista a oltranza).

avere uno stato che non si sente un leviatano e ammette implicitamente di poter sbagliare o di poter cambiare idea in materia di reati e pene e' una conquista di civilta'? secondo me (e cesare beccaria, va') si. e francamente, a guardare la lista dei posti dove amnistia e indulto non esistono mi sento confortato in questa opinione, a prescindere dall'esistenza degli agitatori di ditini che sono sempre esistiti ed esisteranno sempre.
2014-01-07 16:11:02
condizioni carcerarie oggetto di periodiche denunce internazionali di violazione dei diritti umani, per esempio.

Condivido. Costruisci nuove carceri se ce ne sono poche, e migliora le condizioni di detenzione.

o stati che decidono di cancellare l'esistenza stessa di alcune tipologie di reato (sempre per esempio, il possesso per uso personale di modiche quantita' di droga, o il reato di clandestinita') e quindi anche delle pene che nel frattempo qualcuno in galera sta espiando (amnistia).

Immagino che l'amnistia delle larghe intese sia diretta alle tipologie di reato che hai menzionato.
Vediamo le ultime quattro amnistie:

D.P.R. 9 agosto 1982, n. 525. Concessione di amnistia per reati tributari
D.P.R. 22 febbraio 1983, n. 43. Concessione di amnistia per reati tributari
D.P.R. 16 dicembre 1986, n. 865. Concessione di amnistia e indulto
D.P.R. 12 aprile 1990, n. 75. Concessione di amnistia per reati con pena reclusiva fino a 4 anni, non finanziari.


o stati che decidono di cancellare pene collegate a reati pregressi, magari derivanti da uno "spirito del tempo" del tutto diverso da quello contemporaneo, come potrebbe essere un reato politico commesso sotto una dittatura (indulto).

Vediamo lo spirito del tempo del 2006.
Indulto, il primo beneficiario è un omicida
Furbetti del quartierino e non, Wanna Marchi, Cesare Previti. E molti, molti politici
Così l'indulto salverà i "furbetti" Niente carcere per gli scandali finanziari

la quale li protegge addirittura dai referendum abrogativi proprio per ripararla dalle risposte di pancia del popolaccio

Abbasso il suffragio universale!

secondo me (e cesare beccaria, va') si. e francamente, a guardare la lista dei posti dove amnistia e indulto non esistono mi sento confortato in questa opinione, a prescindere dall'esistenza degli agitatori di ditini che sono sempre esistiti ed esisteranno sempre.

Cesare lui?

Non solamente è interesse comune che non si commettano delitti, ma che siano piú rari a proporzione del male che arrecano alla società. Dunque piú forti debbono essere gli ostacoli che risospingono gli uomini dai delitti a misura che sono contrari al ben pubblico, ed a misura delle spinte che gli portano ai delitti. Dunque vi deve essere una proporzione fra i delitti e le pene.
Capitolo Sesto


Il fine dunque non è altro che d’impedire il reo dal far nuovi danni ai suoi cittadini e di rimuovere gli altri dal farne uguali. Quelle pene dunque e quel metodo d’infliggerle deve esser prescelto che, serbata la proporzione, farà una impressione piú efficace e piú durevole sugli animi degli uomini, e la meno tormentosa sul corpo del reo.

Capitolo Dodicesimo

Quanto la pena sarà piú pronta e piú vicina al delitto commesso, ella sarà tanto piú giusta e tanto piú utile.
.
.
.
Ho detto che la prontezza delle pene è piú utile, perché quanto è minore la distanza del tempo che passa tra la pena ed il misfatto, tanto è piú forte e piú durevole nell’animo umano l’associazione di queste due idee, delitto e pena

Capitolo Diciannovesimo

Uno dei piú gran freni dei delitti non è la crudeltà delle pene, ma l’infallibilità di esse, e per conseguenza la vigilanza dei magistrati, e quella severità di un giudice inesorabile, che, per essere un’utile virtú, dev’essere accompagnata da una dolce legislazione. La certezza di un castigo, benché moderato, farà sempre una maggiore impressione che non il timore di un altro piú terribile, unito colla speranza dell’impunità;
Capitolo Ventisettesimo

Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi sian chiare, semplici, e che tutta la forza della nazione sia condensata a difenderle, e nessuna parte di essa sia impiegata a distruggerle. Fate che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini che gli uomini stessi. Fate che gli uomini le temano, e temano esse sole.
Capitolo Quarantunesimo

perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi.
Capitolo Quarantasettesimo

Nulla di personale, eh.
2014-01-07 16:34:39
Costruisci nuove carceri se ce ne sono poche, e migliora le condizioni di detenzione.

e chi nel frattempo se la becca, se la becca. non e' questo il sottinteso?

Immagino che l'amnistia delle larghe intese sia diretta alle tipologie di reato che hai menzionato.

questo e' un artificio logico-retorico che consiste nel confutare non un principio, ma la sua deviata applicazione utilitaristica. si chiama "straw man argument" e imho tu in particolare ci caschi a ripetizione (sempre niente di personale).

Abbasso il suffragio universale!

in effetti io sono per il suffragio a chiunque si sottoponga a un test di 30 domande V/F su cittadinanza e costituzione e lo superi. se non e' quello "universale" ma "meritato" me ne dolgo, ma non mi sento meno democratico.

Cesare lui?

esatto, cesare lui. quello che posti (certezza e proporzionalita' della pena) non contrasta per nulla con quello che ho detto io e che sostiene anche beccaria (inutilita' della tortura).
la grandezza di beccaria consiste proprio nella nuova (allora, non oggi, anche se sembriamo essere regrediti a tempi precedenti)idea di compatibilita' tra i due concetti.
rileggitelo quel trattato, e' sempre una lettura interessante.
2014-01-07 17:23:50
e chi nel frattempo se la becca, se la becca. non e' questo il sottinteso?

No.
Agisci sulle misure alternative, depenalizza il (ragionevolmente) depenalizzabile.
Ma ricordati sempre delle vittime dei reati, e della necessità di legalità.


questo e' un artificio logico-retorico che consiste nel confutare non un principio, ma la sua deviata applicazione utilitaristica. si chiama "straw man argument" e imho tu in particolare ci caschi a ripetizione (sempre niente di personale).


No. Al massimo si chiama "argumentum ad experientiam".
Ma non in questo caso.
L'emergenza carceri, come qualsiasi altra emergenza indotta, si crea appositamente per orientare l'opinione pubblica nella direzione di colpi di spugna e insabbiamento di inchieste/processi che altrimenti non sarebbe possibile fermare o comunque complicato rallentare. L'Italia è un paese che ha un bisogno matto di verità e giustizia.

in effetti io sono per il suffragio a chiunque si sottoponga a un test di 30 domande V/F su cittadinanza e costituzione e lo superi. se non e' quello "universale" ma "meritato" me ne dolgo, ma non mi sento meno democratico.

L'importante è prenderne atto. È già un passo in avanti.

esatto, cesare lui. quello che posti (certezza e proporzionalita' della pena) non contrasta per nulla con quello che ho detto io e che sostiene anche beccaria (inutilita' della tortura).


la grandezza di beccaria consiste proprio nella nuova (allora, non oggi, anche se sembriamo essere regrediti a tempi precedenti)idea di compatibilita' tra i due concetti.

compatibilità tra cosa, se si stava parlando di amnistia ed indulto?!
Questa si chiama mutatio controversiae.

rileggitelo quel trattato, e' sempre una lettura interessante.
Sì, condivido. Lo rileggerò.
Però, te lo dico esplicitamente, la sensazione che hai dato sia nel parlare di pancia del popolaccio che nel nominare beccaria (senza neanche citarne un passaggio) è quella del ricorso all'argumentum ad auditores.

(edited)
2014-01-07 20:27:47
Agisci sulle misure alternative, depenalizza il (ragionevolmente) depenalizzabile.
Ma ricordati sempre delle vittime dei reati, e della necessità di legalità.


perdono, ma questa è (per usare una parola in voga) una supercazzola. anzi no, è una formula autoassolutiva di maniera.
certo, depenalizziamo i reati successivi. ma a chi sta scontando una pena relativa a un reato che hai appena depenalizzato, sempre ammesso e non concesso che in italia questo sia un processo attuabile in tempi ragionevoli, che fai? gli dai l'amnistia o no?
è questo il punto, non ricordarsi "la sofferenza delle vittime" o la "necessità di legalità". a parte che nessun essere umano propriamente detto può dimenticarsene, sono proprio -tanto per dire- gli argomenti principali dei rednecks texani per sostenere pena di morte e libero possesso di armi da fuoco.

L'emergenza carceri, come qualsiasi altra emergenza indotta, si crea appositamente per orientare l'opinione pubblica nella direzione di colpi di spugna e insabbiamento di inchieste/processi che altrimenti non sarebbe possibile fermare o comunque complicato rallentare.

oddio, questa però è un po' grossa
non crederai davvero che in italia si siano creati reati demenziali come clandestinità e possesso di una quantità infima droga, o che i magistrati abusino da decenni della carcerazione preventiva, apposta per portare le carceri al collasso e di conseguenza dare il via al favolerrimo, inarrestabile movimento popolare italiano per l'indulto e l'amnistia?

compatibilità tra cosa, se si stava parlando di amnistia ed indulto?!

dai, non ci voglio credere su
secondo te, se ti rinchiudessi per anni in una cella da tre con altri cinque carcerati senza condanna definitiva, perchè sei un tossico o perchè sei un disperato arrivato su (sopravvissuto a) un barcone, si potrebbe chiamare tortura?
diciamo solo che secondo tutti gli human rights watch dell'orbe terracqueo si, e infatti l'italia per questo paga ogni anno stramulte stramilionarie a organismi sovranazionali a cui di certo frega poco di "indurre emergenze" da noi.
beccaria nel "dei delitti e delle pene" si occupa ampiamente della tortura, e ne classifica esplicitamente (tra gli altri) proprio questo tipo.

capitolo 16
Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice, né la società può toglierli la pubblica protezione, se non quando sia deciso ch'egli abbia violati i patti col quale fu accordata. Quale è dunque quel diritto, se non quello della forza, che dia la potestà ad un giudice di dare una pena ad un cittadino, mentre si dubita se sia reo o innocente? Non è nuovo questo dilemma: o il delitto è certo o incerto; se certo, non gli conviene altra pena che la stabilita dalle leggi, ed inutili sono i tormenti, perché inutile è la confessione del reo; se è incerto, è non devesi tormentare un innocente, perché tale è secondo le leggi un uomo i di cui delitti non sono provati.

e ancora
Altro ridicolo motivo della tortura è la purgazione dell'infamia... Si crede che il dolore, che è una sensazione, purghi l'infamia, che è un mero rapporto morale...Un dogma infallibile ci assicura che le macchie contratte dall'umana debolezza e che non hanno meritata l'ira eterna del grand'Essere, debbono da un fuoco incomprensibile essere purgate;

il sunto è che uno deve espiare la pena proporzionata che gli è stata assegnata, non quella supplementare che deriva dall'espiarla nelle carceri italiane.
al concetto di prescrizione e alla sua proporzionalità ai delitti è dedicato addirittura tutto il capitolo 30. e al penultimo capitolo, sai che dice?

La clemenza […] dovrebbe essere esclusa in una perfetta legislazione dove le pene fossero dolci ed il metodo di giudicare regolare e spedito. Questa verità sembrerà dura a chi vive nel disordine del sistema criminale dove il perdono e le grazie sono necessarie in proporzione dell'assurdità delle leggi e dell'atrocità delle condanne.

parla del sistema legislativo-giudiziario dell'italia di oggi. 250 anni fa.

Però, te lo dico esplicitamente, la sensazione che hai dato sia nel parlare di pancia del popolaccio che nel nominare beccaria (senza neanche citarne un passaggio) è quella del ricorso all'argumentum ad auditores.

questa in realtà è la sensazione che hai avuto tu. ma io, francamente, me ne frego della sensazione che dò o che mi danno gli altri. di solito preferisco la ciccia.
sulla pancia del popolaccio, quella è la mia ciccia. la storia è storia. e il voto te lo devi guadagnare.
su beccaria, ognuno può trovarlo open-source in rete come hai fatto tu o magari dare un'occhiata all'abbagnano-fornero del liceo. mò finisce che devo citare rino tommasi quando parlo di borg-mcenroe a wimbledon.

comunque siamo OT, se vuoi skmaila.
2014-01-08 14:35:17
perdono, ma questa è (per usare una parola in voga) una supercazzola. anzi no, è una formula autoassolutiva di maniera.
certo, depenalizziamo i reati successivi. ma a chi sta scontando una pena relativa a un reato che hai appena depenalizzato, sempre ammesso e non concesso che in italia questo sia un processo attuabile in tempi ragionevoli, che fai? gli dai l'amnistia o no?


Ma sei proprio sicuro sicuro di sapere cosa sia la "depenalizzazione" e quali sono i suoi effetti?!
E qui mi fermo, perché la discussione diventa imbarazzante.

è questo il punto, non ricordarsi "la sofferenza delle vittime" o la "necessità di legalità". a parte che nessun essere umano propriamente detto può dimenticarsene, sono proprio -tanto per dire- gli argomenti principali dei rednecks texani per sostenere pena di morte e libero possesso di armi da fuoco.

Sfumatura della reductio ad Hitlerum. Non attacca. Tra l'altro ho parlato di "vittime", non di "sofferenza delle vittime". La sofferenza è solo una parte. Forse neanche la più importante.
La riduzione poi della necessità della legalità ad argomento dei rednecks texani si commenta da sola.

Il resto lo trovo un utile esercizio di ripasso di Beccaria. Utile, ma come hai giustamente scritto, OT.