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Subject: Sentenza sui fatti della Diaz (G8)
avendo appurato che anche la magistratura NON fa il suo dovere posso dire tranquillamente che
L'ITALIA E' UN PAESE DI M***A CHE SI REGGE SU ISTITUZIONI DI M***A E CHE E' ABITATO DA TANTA, TROPPA GENTE DI M***A
ABBIAMO UCCISO UN PAESE...ABBIAMO UCCISO LA GIUSTIZIA...ABBIAMO UCCISO IL FUTURO!
COMPLIMENTI!!!
ps...scusate il maiuscolo ma sono parole da gridare e non da dire a mezza voce.
L'ITALIA E' UN PAESE DI M***A CHE SI REGGE SU ISTITUZIONI DI M***A E CHE E' ABITATO DA TANTA, TROPPA GENTE DI M***A
ABBIAMO UCCISO UN PAESE...ABBIAMO UCCISO LA GIUSTIZIA...ABBIAMO UCCISO IL FUTURO!
COMPLIMENTI!!!
ps...scusate il maiuscolo ma sono parole da gridare e non da dire a mezza voce.
veramente ti aspettavi che non scaricassero tutto sugli esecutori materiali ?
Syd bello, non ho voglia manco di incazzarmi, l'avevo già previsto in tutto e per tutto.....
Syd bello, non ho voglia manco di incazzarmi, l'avevo già previsto in tutto e per tutto.....
preferisco non commentare questo thread. c'è però, nel leggere la sentenza, tanta amarezza.
non mi aspettavo niente più di quello che è successo, sono schifato,amareggiato,disgustato per la nostra magistratura! che l'Italia sia un paese di merda oramai ne siamo consci!:(
La Stampa
14 novembre 2008
Ma i fatti restano
Riccardo Barenghi
La storia la fanno i fatti, non le sentenze. Soprattutto quando i fatti sono sotto gli occhi di tutti, evidenti, acclarati, come nel caso della scuola Diaz di Genova. Poi, ovviamente, esistono sentenze che si possono definire storiche o esemplari ma che alla fine dei conti sono una conferma (o una smentita) dei fatti accaduti. Quella di ieri è appunto una sentenza storica, esemplare. Ma nel senso opposto.
Nel senso opposto a quello in cui normalmente si usano questi aggettivi. Perché scarica le responsabilità su coloro che hanno eseguito gli ordini, condannandoli, mentre assolve quelli che, se non hanno impartito quegli ordini, avrebbero dovuto quantomeno controllare che cosa stava accadendo e magari intervenire visto che erano presenti sul luogo del delitto.
Ma comunque non riesce a cancellare il fatto accaduto in quella notte genovese di sette anni fa, quei ragazzi innocenti pestati con una violenza inaudita mentre dormivano, trascinati via come fossero dei sacchi di spazzatura, quel lago di sangue sul pavimento, quegli imbrogli architettati dai poliziotti, le molotov portate lì dentro, i tubi Innocenti branditi come prova mentre erano materiale dei lavori in corso nella scuola, le false testimonianze, gli scaricabarile, le responsabilità negate oltre ogni ragionevole dubbio, dimostrano che quella è stata la notte più nera della Seconda Repubblica. In cui le nostre istituzioni, dal governo di Berlusconi e Fini ... al capo della polizia Gianni De Gennaro, fino a molti funzionari e all’ultimo degli agenti che hanno partecipato all’irruzione e ai pestaggi, hanno toccato il punto più basso della loro storia recente (bisogna ricordare però che un assaggio, e che assaggio, c’era stato l’anno prima a Napoli quando governava il centrosinistra guidato da Giuliano Amato). Calpestando in un colpo solo le leggi dello Stato, i diritti dei cittadini e le loro stesse divise.
Continuare a indignarsi per quei fatti, ricordandoli come fossero avvenuti ieri, ha senso non solo perché non è mai giusto dimenticare la storia, ma soprattutto perché quella storia può - potrebbe - aiutare chi governa (gli stessi di allora) a non replicare quell’orrendo copione. Finora non è successo nulla di simile, per fortuna, però ci sono condizioni analoghe nel Paese. Cortei e scioperi e manifestazioni si susseguono a un ritmo impressionante (oggi per esempio tocca all’Università e Roma sarà invasa da centinaia di migliaia di persone), come allora ci sono giovani che protestano e che non si riconoscono direttamente in un qualche partito politico. E come allora, c’è un presidente del Consiglio piuttosto allergico alle critiche e, tanto più, alle proteste di piazza, alle occupazioni delle scuole, insomma a tutto quello che esce dall’ordine costituito e che, magari, supera anche il confine della legalità.
Ed è proprio questo il problema a cui il governo deve stare più attento, ripensando a Genova, cioè il suo istinto primordiale. Quando Berlusconi evoca la polizia per sgomberare le scuole occupate o Maroni annuncia denunce contro gli studenti, quando uno come l’ex presidente Cossiga, che il gioco purtroppo lo conosce fin troppo bene, invita a seguire il suo esempio degli Anni Settanta, allora è meglio mettere le mani avanti. Un’altra Diaz, un altro Bolzaneto non dovrebbero essere più ammissibili, ma non è affatto detto che non possano capitare se il primo a innervosirsi è proprio il premier, rischiando così di innescare una reazione a catena che può contagiare facilmente quei poliziotti o carabinieri che fiutano l’aria meglio di altri e che, in un eccesso di zelo per compiacere chi comanda, si lasciano andare a violenze che in un attimo possono trasformarsi in una nuova ira di Dio. E la sentenza di ieri potrebbe spingere in questa direzione. Ma siamo convinti che non succederà, magari perché i governanti di oggi hanno imparato quella lezione, o magari solo perché la polizia è guidata da un uomo come Antonio Manganelli. Che ha già dimostrato di essere un funzionario dello Stato e non un bandierina esposta al vento della politica corrente.
14 novembre 2008
Ma i fatti restano
Riccardo Barenghi
La storia la fanno i fatti, non le sentenze. Soprattutto quando i fatti sono sotto gli occhi di tutti, evidenti, acclarati, come nel caso della scuola Diaz di Genova. Poi, ovviamente, esistono sentenze che si possono definire storiche o esemplari ma che alla fine dei conti sono una conferma (o una smentita) dei fatti accaduti. Quella di ieri è appunto una sentenza storica, esemplare. Ma nel senso opposto.
Nel senso opposto a quello in cui normalmente si usano questi aggettivi. Perché scarica le responsabilità su coloro che hanno eseguito gli ordini, condannandoli, mentre assolve quelli che, se non hanno impartito quegli ordini, avrebbero dovuto quantomeno controllare che cosa stava accadendo e magari intervenire visto che erano presenti sul luogo del delitto.
Ma comunque non riesce a cancellare il fatto accaduto in quella notte genovese di sette anni fa, quei ragazzi innocenti pestati con una violenza inaudita mentre dormivano, trascinati via come fossero dei sacchi di spazzatura, quel lago di sangue sul pavimento, quegli imbrogli architettati dai poliziotti, le molotov portate lì dentro, i tubi Innocenti branditi come prova mentre erano materiale dei lavori in corso nella scuola, le false testimonianze, gli scaricabarile, le responsabilità negate oltre ogni ragionevole dubbio, dimostrano che quella è stata la notte più nera della Seconda Repubblica. In cui le nostre istituzioni, dal governo di Berlusconi e Fini ... al capo della polizia Gianni De Gennaro, fino a molti funzionari e all’ultimo degli agenti che hanno partecipato all’irruzione e ai pestaggi, hanno toccato il punto più basso della loro storia recente (bisogna ricordare però che un assaggio, e che assaggio, c’era stato l’anno prima a Napoli quando governava il centrosinistra guidato da Giuliano Amato). Calpestando in un colpo solo le leggi dello Stato, i diritti dei cittadini e le loro stesse divise.
Continuare a indignarsi per quei fatti, ricordandoli come fossero avvenuti ieri, ha senso non solo perché non è mai giusto dimenticare la storia, ma soprattutto perché quella storia può - potrebbe - aiutare chi governa (gli stessi di allora) a non replicare quell’orrendo copione. Finora non è successo nulla di simile, per fortuna, però ci sono condizioni analoghe nel Paese. Cortei e scioperi e manifestazioni si susseguono a un ritmo impressionante (oggi per esempio tocca all’Università e Roma sarà invasa da centinaia di migliaia di persone), come allora ci sono giovani che protestano e che non si riconoscono direttamente in un qualche partito politico. E come allora, c’è un presidente del Consiglio piuttosto allergico alle critiche e, tanto più, alle proteste di piazza, alle occupazioni delle scuole, insomma a tutto quello che esce dall’ordine costituito e che, magari, supera anche il confine della legalità.
Ed è proprio questo il problema a cui il governo deve stare più attento, ripensando a Genova, cioè il suo istinto primordiale. Quando Berlusconi evoca la polizia per sgomberare le scuole occupate o Maroni annuncia denunce contro gli studenti, quando uno come l’ex presidente Cossiga, che il gioco purtroppo lo conosce fin troppo bene, invita a seguire il suo esempio degli Anni Settanta, allora è meglio mettere le mani avanti. Un’altra Diaz, un altro Bolzaneto non dovrebbero essere più ammissibili, ma non è affatto detto che non possano capitare se il primo a innervosirsi è proprio il premier, rischiando così di innescare una reazione a catena che può contagiare facilmente quei poliziotti o carabinieri che fiutano l’aria meglio di altri e che, in un eccesso di zelo per compiacere chi comanda, si lasciano andare a violenze che in un attimo possono trasformarsi in una nuova ira di Dio. E la sentenza di ieri potrebbe spingere in questa direzione. Ma siamo convinti che non succederà, magari perché i governanti di oggi hanno imparato quella lezione, o magari solo perché la polizia è guidata da un uomo come Antonio Manganelli. Che ha già dimostrato di essere un funzionario dello Stato e non un bandierina esposta al vento della politica corrente.
come sempre, la "guerra" ce la facciamo tra noi poveracci, mentre chi conta qualcosa ne esce sempre intonso.
Avanti così.
Avanti così.
a prescindere dal caso in questione che non essendo presente in quella scuola e non avendo visto le prove preferisco non commentare giusto per il gusto di farlo...
avendoli vissuti allo stadio protagonismi della polizia non mi stupirei se venissi a sapere con certezza che la vera colpevole è lei
ne però che la colpa possa essere attribuita ad entrambi le parti
mi stupisco che voi vi stupiate di tutto ciò...
questa vicenda non farebbe altro che rispecchiare la giustizia italiana e il suo funzionamento partendo dalla persona più povera d'italia a quella più ricca ( ^_^).
solo che viene messo in risalto quando fa comodo mi sembra....
l'altro giorno era l'anniversario della morte di Gabriele Sandri ma nessuno parla del poliziotto che lo ha ucciso che è tranquillamente a piede libero per esempio...e non è giustificazione che allo stadio la gente si picchia che allora bisogna dimenticare un ragazzo che era in macchina e gli arriva un proiettile in testa..
(anche alle manifestazioni si picchiano).
e non sono per niente d'accordo con rebel quando dice che tutto ciò p dovuto allo stato "fascista" italiano..
questa parola messa a caso giusto per il gusto di farlo che nel 2008 non vuole dire proprio un cazzo... in italia non è solo la polizia a non pagare,non sono solo i politici a non pagare, ma un sacco di normali delinquenti la fanno sempre franca o pagano poco per quello che hanno commesso.
un po' di tempo fa si parlava qua di quello che ha ucciso tutta la sua famiglia(mamma papà e fratello),scappa a londra per 10 anni...torna e dopo 5 anni di terapia eredita le proprietà di chi ha massacrato...
cioè rendiamocene conto...questo non è altro che un normale processo italiano secondo me.
avendoli vissuti allo stadio protagonismi della polizia non mi stupirei se venissi a sapere con certezza che la vera colpevole è lei
ne però che la colpa possa essere attribuita ad entrambi le parti
mi stupisco che voi vi stupiate di tutto ciò...
questa vicenda non farebbe altro che rispecchiare la giustizia italiana e il suo funzionamento partendo dalla persona più povera d'italia a quella più ricca ( ^_^).
solo che viene messo in risalto quando fa comodo mi sembra....
l'altro giorno era l'anniversario della morte di Gabriele Sandri ma nessuno parla del poliziotto che lo ha ucciso che è tranquillamente a piede libero per esempio...e non è giustificazione che allo stadio la gente si picchia che allora bisogna dimenticare un ragazzo che era in macchina e gli arriva un proiettile in testa..
(anche alle manifestazioni si picchiano).
e non sono per niente d'accordo con rebel quando dice che tutto ciò p dovuto allo stato "fascista" italiano..
questa parola messa a caso giusto per il gusto di farlo che nel 2008 non vuole dire proprio un cazzo... in italia non è solo la polizia a non pagare,non sono solo i politici a non pagare, ma un sacco di normali delinquenti la fanno sempre franca o pagano poco per quello che hanno commesso.
un po' di tempo fa si parlava qua di quello che ha ucciso tutta la sua famiglia(mamma papà e fratello),scappa a londra per 10 anni...torna e dopo 5 anni di terapia eredita le proprietà di chi ha massacrato...
cioè rendiamocene conto...questo non è altro che un normale processo italiano secondo me.
dico la mia: forse tecnicamente la sentenza può essere giusta. Ma il fatto che i capi di questi macellai siano promossi o siano al loro posto non la trovo accettabile né auspicabile.
algir to
Dieko [del]
forse tecnicamente la sentenza può essere giusta
insomma (aspettando zornetta e altri sokkeriani forensi)
1. lesioni personali gravi (o gravissime non ricordo): un modo di dire che hai quasi ammazzato una persona, la pena prevista è sino a 12 anni, qui la media è 2.
2. quadro probatorio rispetto ai mandanti (questore, dirigenti di PS) molto ricco e variegato, emerge una chiara volontà di non colpire.
Poi salterà fuori il solito cervellone che accuserà chi è disgustato da questa sentenza di avercela coi giudici solo quando fanno torti alla sinistra.
insomma (aspettando zornetta e altri sokkeriani forensi)
1. lesioni personali gravi (o gravissime non ricordo): un modo di dire che hai quasi ammazzato una persona, la pena prevista è sino a 12 anni, qui la media è 2.
2. quadro probatorio rispetto ai mandanti (questore, dirigenti di PS) molto ricco e variegato, emerge una chiara volontà di non colpire.
Poi salterà fuori il solito cervellone che accuserà chi è disgustato da questa sentenza di avercela coi giudici solo quando fanno torti alla sinistra.
Mi unisco al tuo sentimento di schifo verso questo schifo di paese
Dieko [del] to
algir
anche a me sembrano sbagliate le pene. Bisogna però vedere cosa può essere provato a carico delle persone. Magari, visto che la responsabilità è personale, diventano colpevoli di una gragnuola di colpi in egual misura e le pene poi sono giuste. Non so.
Questo sarebbe da studiare un po'.
Sicuro sicuro fa schifo che alcuni dei capi siano stati promossi!
Questo sarebbe da studiare un po'.
Sicuro sicuro fa schifo che alcuni dei capi siano stati promossi!
Poi salterà fuori il solito cervellone che accuserà chi è disgustato da questa sentenza di avercela coi giudici solo quando fanno torti alla sinistra.
eccomi qua
non volevo scrivere, ma questo giustizialismo forcaiolo mi indispone parecchio, anche se sono ovviamente sempre dalla parte di chi è stato picchiato e non di chi picchia
ma non accetto che si insulti in questo modo anche chi non scrive nulla
1. lesioni personali gravi (o gravissime non ricordo): un modo di dire che hai quasi ammazzato una persona, la pena prevista è sino a 12 anni, qui la media è 2.
le responsabilità sono individuali e non collettive, fino a quando gli agenti non saranno costretti come avvienen in molti altri stati europei ad avere un distintivo con un numero per la corretta identificazione non si possono dare condanne dirette per casi di percosse ma solo di complicità. a meno che si voglia punire a casaccio
in ogni caso sono stati condannati tutti gli agenti appartenenti al nucleo individuato dalle telecamere
e condannati l'agente e il vicequestore coinvolti nella faccenda delle molotov
2. quadro probatorio rispetto ai mandanti (questore, dirigenti di PS) molto ricco e variegato, emerge una chiara volontà di non colpire.
emerge una mancanza di PROVE per individuare con certezza i colpevoli, se non si conosce il colpevole non si può condannare nessuno
ovviamente c'è omertà, altrettanto ovviamente molte persone tacciono per paura, non li giustifico, ma li capisco, è gente che sa che se parla finirà come Mario Placanica, additato al mondo come mostro, che ha subito un attentato e vice costantemente sotto scorta
ma tu non puoi usare frasi come "una chiara volontà di non colpire" che sono solo merda buttata sui giudici e basta
edit:
aggiungo la dichiarazione del giudice
Gabrio Barone, giudice: «Possiamo condannare solo in base alle prove»
ascolta da Radio19
.
«Capisco il risentimento di chi è stato picchiato, ma si dovrebbero prima leggere gli atti e vedere le prove. Poi si può criticare». Il giorno dopo la discussa sentenza sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 genovese del 2001 (più sotto, tutti i dettagli), Gabrio Barone, giudice del tribunale di Genova, dà la sua versione dei fatti ai microfoni del Tg5.
«Noi – prosegue Barone – possiamo condannare solo in base alle prove. Lo dice il Codice: si condanna quando la responsabilità è accertata oltre ogni ragionevole dubbio».
Anche per questo, Barone contesta quanto affermato da alcuni degli avvocati di parte civile, cioè che la sentenza colpisca «solo in basso» (non i vertici della polizia, cioè, ma solo gli agenti): la sentenza «colpisce le persone su cui abbiamo ritenuto ci fossero prove di responsabilità».
.
(edited)
eccomi qua
non volevo scrivere, ma questo giustizialismo forcaiolo mi indispone parecchio, anche se sono ovviamente sempre dalla parte di chi è stato picchiato e non di chi picchia
ma non accetto che si insulti in questo modo anche chi non scrive nulla
1. lesioni personali gravi (o gravissime non ricordo): un modo di dire che hai quasi ammazzato una persona, la pena prevista è sino a 12 anni, qui la media è 2.
le responsabilità sono individuali e non collettive, fino a quando gli agenti non saranno costretti come avvienen in molti altri stati europei ad avere un distintivo con un numero per la corretta identificazione non si possono dare condanne dirette per casi di percosse ma solo di complicità. a meno che si voglia punire a casaccio
in ogni caso sono stati condannati tutti gli agenti appartenenti al nucleo individuato dalle telecamere
e condannati l'agente e il vicequestore coinvolti nella faccenda delle molotov
2. quadro probatorio rispetto ai mandanti (questore, dirigenti di PS) molto ricco e variegato, emerge una chiara volontà di non colpire.
emerge una mancanza di PROVE per individuare con certezza i colpevoli, se non si conosce il colpevole non si può condannare nessuno
ovviamente c'è omertà, altrettanto ovviamente molte persone tacciono per paura, non li giustifico, ma li capisco, è gente che sa che se parla finirà come Mario Placanica, additato al mondo come mostro, che ha subito un attentato e vice costantemente sotto scorta
ma tu non puoi usare frasi come "una chiara volontà di non colpire" che sono solo merda buttata sui giudici e basta
edit:
aggiungo la dichiarazione del giudice
Gabrio Barone, giudice: «Possiamo condannare solo in base alle prove»
ascolta da Radio19
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«Capisco il risentimento di chi è stato picchiato, ma si dovrebbero prima leggere gli atti e vedere le prove. Poi si può criticare». Il giorno dopo la discussa sentenza sull’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 genovese del 2001 (più sotto, tutti i dettagli), Gabrio Barone, giudice del tribunale di Genova, dà la sua versione dei fatti ai microfoni del Tg5.
«Noi – prosegue Barone – possiamo condannare solo in base alle prove. Lo dice il Codice: si condanna quando la responsabilità è accertata oltre ogni ragionevole dubbio».
Anche per questo, Barone contesta quanto affermato da alcuni degli avvocati di parte civile, cioè che la sentenza colpisca «solo in basso» (non i vertici della polizia, cioè, ma solo gli agenti): la sentenza «colpisce le persone su cui abbiamo ritenuto ci fossero prove di responsabilità».
.
(edited)
eccomi qua
non volevo scrivere, ma questo giustizialismo forcaiolo mi indispone parecchio, anche se sono ovviamente sempre dalla parte di chi è stato picchiato e non di chi picchia
ma non accetto che si insulti in questo modo anche chi non scrive nulla
insulti? dimostri solo di avere la coda di paglia.
non mi riferivo assolutamente a nessuno in particolare, e men che meno a te.
non volevo scrivere, ma questo giustizialismo forcaiolo mi indispone parecchio, anche se sono ovviamente sempre dalla parte di chi è stato picchiato e non di chi picchia
ma non accetto che si insulti in questo modo anche chi non scrive nulla
insulti? dimostri solo di avere la coda di paglia.
non mi riferivo assolutamente a nessuno in particolare, e men che meno a te.
emerge una mancanza di PROVE per individuare con certezza i colpevoli, se non si conosce il colpevole non si può condannare nessuno
c'erano prove a mazzi, e non potrebbe essere altrimenti visto che alla cosa hanno (più nolenti che volenti) assistito centinaia di persone.
c'erano prove a mazzi, e non potrebbe essere altrimenti visto che alla cosa hanno (più nolenti che volenti) assistito centinaia di persone.
sa che se parla finirà come Mario Placanica, additato al mondo come mostro, che ha subito un attentato e vice costantemente sotto scorta
invece questi sono dei mostri a tutti gli effetti.
invece questi sono dei mostri a tutti gli effetti.
insulti? dimostri solo di avere la coda di paglia.
non mi riferivo assolutamente a nessuno in particolare, e men che meno a te.
non me ne frega un accidente se non ti riferivi a nessuno in particolare, ma questo moda dell' "insulto preventivo" non è certo il modo di rivolgersi a chi scrive (o non scrive) nel forum
non mi riferivo assolutamente a nessuno in particolare, e men che meno a te.
non me ne frega un accidente se non ti riferivi a nessuno in particolare, ma questo moda dell' "insulto preventivo" non è certo il modo di rivolgersi a chi scrive (o non scrive) nel forum