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Subject: Scienza

2009-02-07 14:25:45
apro questo tred come invito a postare ciò che leggete e ritenete rilevante dal punto di vista scientifico ...e volete portare a conoscenza degli amici del forum. Apro con questa che è scoperta che si candida al Nobel futuro...


Da staminali adulte a embrionali:
il segreto in un solo fattore
Si tratta di un gene capace di trasformare una cellula differenziata in un’altra capace di rigenerare molti tessuti


La ricetta per trasformare cellule staminali adulte in cellule simili alle staminali embrionali diventa più semplice: invece di quattro ingredienti, come aveva dimostrato due anni fa lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka, ne basta uno solo. La nuova scoperta porta la firma di biologi tedeschi ed è stata appena pubblicata sulla rivista Cell. L’ingrediente è un fattore di trascrizione, in altre parole un gene, che controlla l’attività di altri geni e si chiama Oct4: è capace di riprogrammare cellule neuronali staminali di topo e di farle diventare pluripotenti, capaci cioè, come le staminali embrionali, di trasformarsi in cellule di tessuti diversi.

I PRECEDENTI - Un passo indietro per capire meglio la portata di questo esperimento. Nel 2006 un’altra ricerca, quella appunto dei giapponesi anch’essa pubblicata su Cell, dimostrava che l’introduzione di quattro fattori di trascrizione (chiamati Oct4, Sox2,Klf4 e c-Myc) poteva trasformare cellule differenziate prelevate da topi in «cellule staminali pluripotenti indotte», in sigla iPS, con caratteristiche fisiche, genetiche e di crescita tipiche delle staminali embrionali. Il termine pluripotente si riferisce alla capacità di differenziarsi nella maggior parte di altri tipi di cellule di un organismo. La stessa ricetta si è rivelata in grado di funzionare anche con cellule umane della pelle. Studi successivi hanno poi dimostrato che non sono necessari tutti e quattro i fattori, ma che ne bastano due o tre. «Adesso – precisa Hans Scholer del Max Planck Institute for Molecular Biomedicine - noi abbiamo dimostrato che ne basta uno solo, l’Oct4. Dal punto di vista biologico questa scoperta è davvero entusiasmante». La ricerca apre la strada alla possibilità di usare cellule riprogrammate per rimpiazzare le cellule perse per malattie o traumi.

VANTAGGI – Il fattore Oct4, dunque, non solo è essenziale, ma anche sufficiente a rendere le staminali neuronali pluripotenti, senza bisogno di inserire anche c-Myc e Klf4 e questo è un vantaggio perché i fattori di trascrizione sono potenziali oncogeni che possono trasformare cellule normali in tumore. Più in generale limitare il numero di geni necessari a riprogrammare le cellule è comunque un bene perché quanto più numerosi sono i geni tanto più possono avere effetti negativi.

Adriana Bazzi
2009-02-07 14:28:53
se il mio prof leggesse questo articolo, avrebbe un secondo infarto! ^___^

non tanto perchè non sia corretto, ma perchè ci troverebbe sicuramente qualcosa di NON VERO :P
2009-02-07 14:43:36
risposta più seria:

purtroppo non posso scaricare da casa l'articolo perchè è su Cell, comunque si può leggere l'abstract:

The four transcription factors Oct4, Sox2, Klf4, and c-Myc can induce pluripotency in mouse and human fibroblasts. We previously described direct reprogramming of adult mouse neural stem cells (NSCs) by Oct4 and either Klf4 or c-Myc. NSCs endogenously express Sox2, c-Myc, and Klf4 as well as several intermediate reprogramming markers. Here we report that exogenous expression of the germline-specific transcription factor Oct4 is sufficient to generate pluripotent stem cells from adult mouse NSCs. These one-factor induced pluripotent stem cells (1F iPS) are similar to embryonic stem cells in vitro and in vivo. Not only can these cells can be efficiently differentiated into NSCs, cardiomyocytes, and germ cells in vitro, but they are also capable of teratoma formation and germline transmission in vivo. Our results demonstrate that Oct4 is required and sufficient to directly reprogram NSCs to pluripotency.

il primo neretto indica che è vero si che Oct-4 è sufficiente, ma gli altri 3 nelle staminali neuronali già ci sono...

il secondo neretto dice chiaramente il problema alla base della regolazione delle staminali embrionali, ovvero la possibilità di formazione di teratomi (sconsiglio vivamente di cercare immagini...)

magari mi farò un'idea più dettagliata leggendo l'articolo in settimana :)
2009-02-07 14:49:35
certo Druga.....il problema della teratossicità di questi geni resta, ma gli studi vanno avanti velocemente, non trovi?
Non significa che domani avremo risolto il problema, ma che ci si avvicina sempre di più.
2009-02-07 14:59:09
senza dubbio... questi studi sono pionieristici tra l'altro e molto interessanti, direi rivoluzionari, non tanto per le prospettive che pongono secondo me (che ancora sono molto lontane e da affinare molto) quanto per la scoperta dei meccanismi cardine di alcuni aspetti della biologia cellulare, che poi altro non è che la cosiddetta "ricerca pura". tali meccanismi sono alla base della conoscenza, e sono imprescindibili se si vuole progredire. fortuna che c'è qualcuno che ancora li studia. :)

il problema fondamentale, purtroppo, è che anche per quanto riguarda la ricerca ci sono le "mode": prima le staminali, poi l'ingegneria tissutale, ora le iPS (che altro non sono che un modo per aggirare le restrizioni etico-legali correlate alle staminali embrionali umane); non c'è numero di cell, o nature cell biology, o cell stem cell in cui non ci sia un articolo sulle iPS. Ste mode non mi sconfinferano tanto, o meglio non mi piace l'adattare il proprio lavoro a certe mode come molti si ostinano a fare, fermo restando che sono lavori eccezionali. staremo a vedere ;)
2009-02-07 15:03:59
è da un po' che pensavo che sarebbe da creare una federazione dedicata a natura scienza e tecnologia.. ad esempio una... NaScieTe

o ScieNaTe..



2009-02-07 15:06:58
2009-02-23 14:22:21
a proposito di staminali

quello che dicevo l'altra volta, più o meno... terribile

edit: si tratta di staminali FETALI, quindi non embrionali ma uno step poco successivo
(edited)
2009-02-23 14:37:01
letto già.....ma devono ora studiare il motivo esatto...non si sa se teratossicità o tumore già esistente nel donatore...
2009-02-23 14:42:06
mooolto interessante questa cosa....per liberarci da dipendenza estera, se ben sviluppata..


Da Galileo, il giornale di scienza

Il metano si fa con la CO2

Messo a punto un nuovo sistema in grado di convertire anidride carbonica e vapore acqueo in idrocarburi con la luce solare. Con un'efficienza 20 volte maggiore rispetto a quelli attuali

E se una soluzione ai problemi energetici arrivasse proprio dalla CO2? Niente di cui stupirsi: la molecola più nota per la sua influenza sul clima del pianeta potrebbe rivelarsi una preziosa fonte di energia, grazie alle nanotecnologie.

Nano Letters pubblica lo studio di Craig Grimes, della Pennsylvania State University, che ha guidato il suo gruppo nella realizzazione di un dispositivo in grado di convertire una miscela di CO2 e vapore acqueo in idrocarburi del tutto analoghi a quelli presenti nel metano e in altri gas naturali. La possibilità era già nota, ma il nuovo sistema riesce a sfruttare per la prima volta la luce solare - e non la sola radiazione ultravioletta - e mostra efficienze di conversione venti volte superiori a quelle raggiunte in precedenza.

Per ottenere questi risultati, i ricercatori hanno utilizzato nanoparticelle di diossido di titanio, che agiscono da catalizzatori e promuovono la conversione di anidride carbonica in metano e in altri composti organici. In particolare è stato costruito un materiale composto da nanotubi di diossido di titanio, lunghi circa 40 micrometri (milionesimi di metro) e larghi 135 nanometri (miliardesimi di metro). Esposto alla luce solare, la sua ampia superficie di contatto - su cui avviene la reazione - ha permesso di ottenere 160 microlitri di idrocarburi l'ora per grammo di nanotubi, a partire da vapore acqueo e anidride carbonica.

La messa a punto di dispositivi di questo genere apre la strada a nuovi metodi per sottrarre dall'atmosfera il principale responsabile dell'effetto serra, convertendolo peraltro in carburante di pronto utilizzo. Nonostante l'efficienza ottenuta sia molto elevata rispetto a quella di dispositivi precedenti, pensare a qualsiasi applicazione commerciale è, per ammissione stessa di Grimes, ancora prematuro: “Avviare ora una produzione sulla base del nostro prototipo condurrebbe al fallimento”. I prossimi passi per lo sviluppo di questa tecnologia sono però già chiari: “Stiamo lavorando per uniformare la risposta catalitica dei nanotubi, utilizzando nanoparticelle di rame. Questo dovrebbe aumentare di due ordini di grandezza la resa della conversione”. (l.c.)
2009-02-23 17:57:58
ma scusa, le scorregge già non eravamo capaci di farle autonomamente? e per di più senza luce
2009-02-23 18:40:30
ma scusa, le scorregge già non eravamo capaci di farle autonomamente?

certo ma nel caso di specie ottieni un carburante con eccessivo impiego di materie prime (fagioli) ed energia per produrle.
Il rapporto costo-beneficio è stimabile intorno al -100%
2009-02-23 22:33:39
non sono un chimico, ma se faccio idrocarburi (cioè carbonio + idrogeno) da CO2 e H2O mi avanza un botto di ossigeno... spero abbiano un valido separatore dell'ossigeno dagli idrocarburi altrimenti hanno solo trovato un modo per fare dei bei fuocherelli!
2009-02-23 22:48:25
non sono un chimico, ma se faccio idrocarburi (cioè carbonio + idrogeno) da CO2 e H2O mi avanza un botto di ossigeno... spero abbiano un valido separatore dell'ossigeno dagli idrocarburi altrimenti hanno solo trovato un modo per fare dei bei fuocherelli!

non basta refrigerare?

a che temperatura si innesca la combustione del metano in ambiente ad elevata saturazione di ossigeno?
2009-02-23 23:00:07
immaginando un ambiente di solo metano e ossigeno gassosi conta solo la concentrazione dei due gas, considera che sono liquidi solo a temperature molto basse (-182° C l'ossigeno e -161° C il metano) o altissime pressioni.
il punto è che cmq il metano verrà usato a temperatura e pressioni ambientali, e ci deve arrivare puro per poi essere miscelato e poi essere innescato a comando (vedi caldaia, fornello o motore a combustione interna), se arriva già miscelato e l'innesco avviene in modo inatteso ti lascio immaginare cosa succede...
2009-02-23 23:06:47
ok ok
ma il problema è al momento della produzione, è in quel momento che si rischia, dopo ovviamemte DEVONO esere separati

ma quello che non so è la temperatura di autocombustione a pressione ambiente di una atmosfera formata quasi solo da metano e ossigeno (entrambi allo stato gassoso)

la risposta ai tuoi dubbi è li
se la temperatura necessaria è relativamente alta il processo è ragionevolmente sicuro, (insomma per quanto lo possa essere maneggiare metano e ossigeno)
se la temperatura è relativamente bassa allora il pericolo diventa altissimo
(edited)