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Subject: Volate RyanAir

2009-02-27 15:46:36
2009-02-27 15:48:42
io ODIO RyanAir ^_^
2009-02-27 15:50:46
ihih
2009-02-27 15:58:51
pecchè?
2009-02-27 16:06:07
per esempio:
ryan-be-fair
2009-02-27 16:08:35
e anche:

dipendenti-ryanair-senza-le-garanzie


Il SULT attacca: dipendenti Ryanair senza le garanzie del diritto italiano?

Partendo dall’assunto che Ryanair operi con personale italiano (soprattutto assistenti di volo) da basi italiane (Ciampino, Pisa e Bergamo), il Sindacato Unitario Lavoratori Trasporti (SULT) ha chiesto ad una lunga serie di autorità italiane - dagli ispettorati del lavoro fino all’antitrust - di verificare contratti e normative utilizzati dall’aggressiva low cost irlandese. Se la denuncia dovesse risultare fondata, l’iniziativa potrebbe avere un effetto dirompente paragonabile a quello che la sentenza Bosman ebbe sul calcio professionistico in Europa.
Ma facciamo un passo indietro. Molti analisti identificano nelle compagnie low cost, e segnatamente in Ryanair, una delle cause della crisi di Alitalia, così come molti vedono nell’introduzione di "requisiti di sistema" e "oneri di servizio" lo strumento più idoneo per contenere l’aggressione del mercato domestico italiano fino a dieci anni fa territorio incontrastato di Alitalia. Qualcuno si è addirittura spinto a protestare contro la scelta di questa o quella low cost di acquistare un albergo per alloggiare i propri equipaggi. Nell’attuale quadro normativo queste proteste sembrano però di corto respiro e, a parte il loro valore di sfogo, non possono dare grandi risultati. È questo probabilmente il ragionamento che ha indetto il SULT a cambiare strategia.
I lavoratori italiani di Ryanair riceverebbero, sostiene il SULT, «una retribuzione "lorda" che sembrerebbe pagata in un Paese terzo (quindi non Italia o Irlanda), senza alcuna tassazione, né contributo pensionistico, né sanitario», così come sarebbero disattese le norme italiane sulle assenze per malattia, sulle «situazioni di particolare disagio (legge 104, maternità, congedi parentali, ecc.)» e persino sulla «sicurezza e salute del lavoratori» (legge 626). Sia pur facendo precedere la denuncia da un condizionale, il SULT sostiene che sugli aerei Ryanair «in pratica si vola con assistenti di volo italiani, che volano in Italia, che per la normativa italiana non sono di fatto assistenti di volo (con relativa ed obligatoria certificazione rilasciata dal Ministero dei Trasporti per i compiti di emergenza e di primo soccorso)».
Il sindacato ha raccolto in questo senso le segnalazioni di dipendenti Ryanair che «non hanno voluto esporsi pubblicamente, in quanto intimoriti dalla possibilità di licenziamento da parte di Ryanair (i contratti di lavoro sono in gran parte di carattere interinale e comunque non soggetti alla legge italiana)».
«Tutto ciò e molto altro, se verificato dalle autorità competenti,» prosegue il SULT, «rappresenterebbe una gravissima inapplicazione e violazione delle norme e delle leggi italiane, oltre a rappresentare un elemento fortemente distorsivo della concorrenza».
La questione, osserva Dedalonews, non è del tutto nuova ed era stata da tempo esaminata anche con alcune associazioni professionali dei piloti. La difficoltà principale è legata al carattere transnazionale delle società, che hanno formalmente sede in un paese comunitario ma impiegano i singoli dipendenti in un solo paese, magari a bordo di velivoli immatricolati in un terzo. In assenza di un diritto comunitario del lavoro, tutto questo rende difficile l’identificazione del diritto nazionale applicabile quando non rende addirittura possibile il cosiddetto "forum shopping", ovvero la scelta della situazione giuridica più comoda per ciascuna situazione specifica. L’esame delle 16 autorità alle quali il SULT chiede di valutare le sue denuncie potrebbe dunque vertere sulla coerenza complessiva del quadro: può una compagnia dire di avere "base" su un aeroporto per reclamarne i relativi diritti ma averla in un paese diverso per la normativa sul lavoro?
La risposta non è né facile né immediata, al contrario delle sue conseguenze: da un lato la tutela più rigorosa dei diritti dei lavoratori e la parità delle condizioni competitive dei vari operatori, dall’altro l’interesse immediato del consumatore a pagare comunque la tariffa più bassa possibile.
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2009-02-27 16:09:43
per non parlare delle rogne che ti creano in caso di annullamento del volo.

Anche da cliente la RyanAir sarebbe da evitare..
2009-02-27 16:10:17
comunque non ci vedo nulla di fuori dal normale... nelle stazioni si paga pure a trenitalia, quindi l'idea non mi sembra parecchio originale.
2009-02-27 16:17:31
"Una cosa alla quale abbiamo pensato nel passato e a cui stiamo pensando ancora - ha detto O'Leary - è la possibilità di applicare una sorta di parchimetro alla porta del bagno dove i viaggiatori possano inserire oggi una sterlina (1,12 euro), per poi passare a un penny in futuro".

se uno ha solo euri in tasca si piscia aihmè sotto
2009-02-27 16:29:36
...magari se li fa cambiare in aereo!
2009-02-27 17:19:04
scus..excus..do you tien one monetin che I have da piscià? prest..hurry hurry
2009-02-27 17:25:13
...tropp tard....
2009-02-27 17:25:24
intanto è una delle poche vere compagnie low cost, e per chi viaggia ma non ha tanto da spendere come me sono sempre una mano santa :))
2009-02-27 17:26:43
easy jet piuttosto.

Pur avendo probabilmente molte tare comuni a ryan air, almeno in caso di annullamento non è un calcio in culo automatico..
2009-02-27 17:29:14
easy jet fa poche rotte, e non te la cavi quasi mai al di sotto dei 100 euro andata e ritorno, inoltre se non erro ti chiede un extra per ogni bagaglio, con il primo non incluso nel prezzo
2009-02-27 17:30:29
porca troia no? quei figli di buona donna mi hanno mollato a Londra e fatto ripartire il giorno dopo solo perchè la gente sul mio aereo gli stava per linciare! tutto a spese mio (della azienda), pernottamento incluso. Inqualificabili