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Subject: Scelte ecologiche e sane
algir to
akiro [del]
segnalo il blog di questo eccellente programma radiofonico: effetto dinamo
ideale per trovare informazioni aggiornate e consigli operativi nel campo delle opzioni sostenibili. Per radio:
La trasmissione, in onda tutti i lunedì dalle 12 al 12,30, è ripresa da 10 radio italiane del circuito Popolare Network e da 6 radio europee di Austria, Francia Germania, Irlanda, Spagna Ungheria che gestiscono la campagna a livello nazionale oltre ai network locali che coinvolgono altre 300 radio.
ideale per trovare informazioni aggiornate e consigli operativi nel campo delle opzioni sostenibili. Per radio:
La trasmissione, in onda tutti i lunedì dalle 12 al 12,30, è ripresa da 10 radio italiane del circuito Popolare Network e da 6 radio europee di Austria, Francia Germania, Irlanda, Spagna Ungheria che gestiscono la campagna a livello nazionale oltre ai network locali che coinvolgono altre 300 radio.
da algir, momentaneamente indisponibile sul forum ^^
http://falacosagiusta.terre.it/
è questo weekend, la consiglio tantissimo per acquisti vari e per informarsi in una delle tante presentazioni e tavole rotonde.
http://falacosagiusta.terre.it/
è questo weekend, la consiglio tantissimo per acquisti vari e per informarsi in una delle tante presentazioni e tavole rotonde.
altra fiera interessante:
Fiera per lo sviluppo ecosostenibile del territorio e l'efficienza energetica
Fiera per lo sviluppo ecosostenibile del territorio e l'efficienza energetica
(lo sto monopolizzando...)
Lampade a basso consumo: 30 centimetri bastano
07-04-2010
L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera suggerisce di non stare a meno di 30 centimetri dalle lampade a basso consumo. Un consiglio condivisibile, peraltro del tutto compatibile con le normali modalità d’uso. Il rischio è legato a possibili danni per la salute dovuti ai campi elettromagnetici.
Dal 2012 via le vecchie lampadine
Dal primo settembre scorso in tuttala Ue è stata vietata la vendita di
lampadine tradizionali da 100 watt. Ed è solo il primo passo. Entro il 2012 tutte la lampadine a incandescenza spariranno. Qualcuno si è posto il problema che le lampade a fluorescenza possano provocare o aggravare problemi di salute, in particolare per gli occhi.
Uno studio ha misurato i campi elettromagnetici
Uno studio svizzero ha misurato a quale distanza da una lampada a basso consumo i campi elettromagnetici generati scendono al di sotto della soglia minima di intensità raccomandata per evitare rischi per la salute. La distanza è risultata essere 30 centimetri: se si sta più vicini alla lampada, l’intensità aumenta, fino a superare in alcuni casi i livelli consigliati. Per questo le autorità svizzere, a titolo prudenziale, raccomandano di mantenersi a una certa distanza, soprattutto se le lampade stanno accese a lungo, come quelle da scrivania.
La Ue le ha promosse
Il Comitato scientifico sui nuovi rischi della Commissione europea aveva già analizzato tutti i possibili problemi per la salute legati alle lampadine fluorescenti, concludendo che non comportano problemi particolari.
Era stato segnalato un possibile rischio di emicrania provocata dal tremolio della luce: lo studio lo esclude, se la lampadina funziona normalmente. L’unico possibile rischio individuato è dovuto alla componente ultravioletta (Uv) e azzurra della luce emessa, che potrebbe essere dannosa solo per un numero estremamente limitato di persone con problemi di sensibilità anomala alla luce.
Il consiglio era di evitare di stare a meno di 20 cm di distanza da una lampadina fluorescente per lunghi periodi, per evitare l’assorbimento eccessivo di raggi Uv.
Ora, con le nuove osservazioni, la distanza consigliabile si allunga di dieci centimetri.
Lampade a basso consumo: 30 centimetri bastano
07-04-2010
L’Ufficio federale della sanità pubblica svizzera suggerisce di non stare a meno di 30 centimetri dalle lampade a basso consumo. Un consiglio condivisibile, peraltro del tutto compatibile con le normali modalità d’uso. Il rischio è legato a possibili danni per la salute dovuti ai campi elettromagnetici.
Dal 2012 via le vecchie lampadine
Dal primo settembre scorso in tuttala Ue è stata vietata la vendita di
lampadine tradizionali da 100 watt. Ed è solo il primo passo. Entro il 2012 tutte la lampadine a incandescenza spariranno. Qualcuno si è posto il problema che le lampade a fluorescenza possano provocare o aggravare problemi di salute, in particolare per gli occhi.
Uno studio ha misurato i campi elettromagnetici
Uno studio svizzero ha misurato a quale distanza da una lampada a basso consumo i campi elettromagnetici generati scendono al di sotto della soglia minima di intensità raccomandata per evitare rischi per la salute. La distanza è risultata essere 30 centimetri: se si sta più vicini alla lampada, l’intensità aumenta, fino a superare in alcuni casi i livelli consigliati. Per questo le autorità svizzere, a titolo prudenziale, raccomandano di mantenersi a una certa distanza, soprattutto se le lampade stanno accese a lungo, come quelle da scrivania.
La Ue le ha promosse
Il Comitato scientifico sui nuovi rischi della Commissione europea aveva già analizzato tutti i possibili problemi per la salute legati alle lampadine fluorescenti, concludendo che non comportano problemi particolari.
Era stato segnalato un possibile rischio di emicrania provocata dal tremolio della luce: lo studio lo esclude, se la lampadina funziona normalmente. L’unico possibile rischio individuato è dovuto alla componente ultravioletta (Uv) e azzurra della luce emessa, che potrebbe essere dannosa solo per un numero estremamente limitato di persone con problemi di sensibilità anomala alla luce.
Il consiglio era di evitare di stare a meno di 20 cm di distanza da una lampadina fluorescente per lunghi periodi, per evitare l’assorbimento eccessivo di raggi Uv.
Ora, con le nuove osservazioni, la distanza consigliabile si allunga di dieci centimetri.
Posso solo segnalare, senza nessun dato scientifico, che a sfiga... questi ultimi tre mesi ho dovuto cambiare mille mila lampadine nuove perchè son durate 2 mesi e poi si son rotte? ed è impossibile chiedere un rimborso sulla garanzia tanto decantata?
Spero sia stata solo sfiga... ne avrò cambiate 5 in casa di quelle semi nuove....
Che bolle...
Spero sia stata solo sfiga... ne avrò cambiate 5 in casa di quelle semi nuove....
Che bolle...
Spero sia stata solo sfiga... ne avrò cambiate 5 in casa di quelle semi nuove....
secondo me no
se le lampadine non erano tutte provenienti da una stessa partita difettosa, con buone probabilità hai un problema di impianto elettrico generale e/o sbalzi di tensione
secondo me no
se le lampadine non erano tutte provenienti da una stessa partita difettosa, con buone probabilità hai un problema di impianto elettrico generale e/o sbalzi di tensione
No l'impianto è stato controllato, è per quello che mi incarognisco per sta cosa... perchè ora le lampade costano 10-20 euro l'una... e non è un giochino cambiarle come prima
se l'impianto è stato controllato, resta comunque la forte possibilità che ci siano sbalzi di tensione (o una tensione eccessiva) sull'energia che ti viene erogata dalla cabina
l'enel si impegna a fornire energia a 220Volt +/- 10%
se ti arriva in modo costante a 240Volt anzichè a 220Volt gli apparecchi meno protetti come le lampadine, alimentatori, ecc. tenderanno a surriscaldarsi e partiranno uno dietro l'altro
l'enel si impegna a fornire energia a 220Volt +/- 10%
se ti arriva in modo costante a 240Volt anzichè a 220Volt gli apparecchi meno protetti come le lampadine, alimentatori, ecc. tenderanno a surriscaldarsi e partiranno uno dietro l'altro
Utilizzando la fonte d'energia per riscaldare direttamente un ambiente o acqua ad uso sanitario (ACS) risulta più conveniente orientarsi su quella a più basso costo.
Dipende
PUNTO DI VISTA ECONOMICO) Ammesso di voler generare ..diciamo.. tutto il calore da nulla/zero, sembrerebbe vero.
Tuttavia va sempre considerato il rendimento del sistema che si va ad impiegare. Il rendimento o l'efficienza rappresentano degli indici che ci dicono quanta energia primaria (gas, elettricità) viene realmente convertita/trasformata in energia nella forma finale voluta (in questo caso.. "caldo") e, conseguentemente quindi, quanta se ne perde "per strada" in qualche modo.
Generalmente un sistema "elettrico" (stufa, radiatore elettrico ad olio, boiler per ACS) ha un rendimento molto, molto alto. Lo stesso non si può dire per un sistema a combustione dove parecchia energia può essere dispersa: o veicolata con i gas di scarico, o nella formazione di composti (sottoprodotti di combustione) non utili al funzionamento (spesso inquinanti), ecc.. Non a caso i sistemi che tendono ad esempio a recuperare calore dai gas di scarico (condensazione, ecc.) ottengono dei rendimenti più alti, che.. sempre nel caso di generare calore dal nulla.. tendono a posizionare i costi su differenze confrontabili con quelli riscontrabili nelle fonti energetiche primarie.
Ad esempio confrontando uno scaldabagno a gas di vecchia generazione, avente un rendimento supposto dell'80%, con un boiler elettrico (considerando per semplicità a 100% di rendimento) e assumendo un fattore "1 a 2" tra costi gas ed elettricità , otteniamo un rapporto "1 a 1,6" o "1.25 a 2" secondo da dove si guarda.. ovvero l'energia più "cara" ci costerebbe solo 1,6 volte in più, anzichè il doppio, per via del rendimento. Conseguentemente in alcune situazioni, vuoi per questioni di fasce, utilizzo saltuario, ecc., questa distanza potrebbe ulteriormente accorciarsi e diventare equivalente o addirittura vantaggiosa la fornitura elettrica (ancor più per esempio se è possibile rinunciare totalmente al contratto gas, se non utilizzato per riscaldamento, ecc.)
PUNTO DI VISTA AMBIENTALE) Se non si opta per sistemi ad alto rendimento (condensazione, ecc.) e rimanendo nella casistica di generare calore dal nulla, l'uso della fonte elettrica direi che è più... ecocompatibile! Infatti il metano/GPL sono di natura totalmente fossile, mentre l'energia elettrica NO. Al momento (data messaggio) ad esempio in Italia non è molto distante da 1/5 la produzione da F.E.R (** Dati energetici ufficiali ** (Italia / Europa))... Questo discorso abbraccia tutto l'inquinamento e non solo quello relativo alla produzione di anidride carbonica (biossido di carbonio - CO2): quindi anche NOx, polveri sottili, ecc.
Per il solo discorso CO2 si trovano dati che attestano l'emissione per la produzione di 1KWh elettrico ben al di sopra dei livelli prodotti dalla combustione di gas per ottenere un equivalente valore energetico (es 201g per KWh "gas" contro: 477g per KWh "elettrico" per l'Italia; 393g per KWh "elettrico" per l'EU27, ecc.).
Tuttavia molti di questi calcoli, oltre a non computare l'inquinamento delle altre sostanze, spesso non tengono conto di quanto dovuto/derivato per pompaggio, trasporto, distribuzione, ecc.
Rimanendo SOLO sul discorso economico e fatti i dovuti conti nel caso gas/elettricità nella maggioranza dei casi è più competitivo il gas. Nel caso di ristrutturazioni conviene sempre predisporsi per l'utilizzo di questa fonte.
Falso. Intanto bisogna dire che i costi per riscaldamento sono, nella maggioranza dei casi, enormemente diversi e più cospicui di quelli per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS). Conseguentemente l'eventuale maggior risparmio economico, sempre volendo produrre calore dal nulla, che ne potrebbe conseguire in un sistema di riscaldamento, potrebbe (condizionale) giustificare/recuperare nel tempo i maggiori costi d'istallazione: trasportare in giro per la casa tubi di mandata e di ritorno per l'acqua di riscaldamento (.. per non parlare dei tubi del gas primario.. e non dimenticando le opere per la veicolazione dei gas di scarico/ossigeno per la combustione...) è certamente meno semplice che trasportare elettricità (.. in molti casi già distribuita..). Tutto ciò comporta progetti, materiale, manodopera.. insomma costi!
È chiaro che se ciò costasse, ad esempio, 10.000 € .. e il risparmio fosse di 300 € all'anno... servirebbero oltre 30 anni per ritornare (economicamente) nell'investimento! (Incentivi, detrazioni, ecc. esclusi.. da un capo della "corda".. - interessi composti, controlli periodici combustioni, ecc... dall'altro)
Nel caso di sola produzione di ACS, alla luce dei calcoli precedenti pur riparametrati alla minor.. invasività.. di questi impianti, il gioco potrebbe non valer la candela .. e un semplice boiler "canonico" (vediamo in seguito quelli "non canonici"..) potrebbe essere economicamente equivalente o perfino vantaggioso!
Citazione:
Ma il risparmio (che nell'esempio sopra ho, "a caso", supposto/quantizzato in 300€) potrebbe perfino non esserci del tutto: pur tralasciando l'uso di fonti rinnovabili alternative e/o integrative (esempio "solare"), esistono sistemi "più furbi" che consentono di consumare/"pagare" meno energia di quella effettivamente necessaria per TUTTI i sistemi a combustione (gas, olio, ecc.) o a resistenza elettrica.
www.energeticambiente.it
ed io che ho sempre pensato la caldaia a condensazione il massimo, certo dopo la geotermia...
Dipende
PUNTO DI VISTA ECONOMICO) Ammesso di voler generare ..diciamo.. tutto il calore da nulla/zero, sembrerebbe vero.
Tuttavia va sempre considerato il rendimento del sistema che si va ad impiegare. Il rendimento o l'efficienza rappresentano degli indici che ci dicono quanta energia primaria (gas, elettricità) viene realmente convertita/trasformata in energia nella forma finale voluta (in questo caso.. "caldo") e, conseguentemente quindi, quanta se ne perde "per strada" in qualche modo.
Generalmente un sistema "elettrico" (stufa, radiatore elettrico ad olio, boiler per ACS) ha un rendimento molto, molto alto. Lo stesso non si può dire per un sistema a combustione dove parecchia energia può essere dispersa: o veicolata con i gas di scarico, o nella formazione di composti (sottoprodotti di combustione) non utili al funzionamento (spesso inquinanti), ecc.. Non a caso i sistemi che tendono ad esempio a recuperare calore dai gas di scarico (condensazione, ecc.) ottengono dei rendimenti più alti, che.. sempre nel caso di generare calore dal nulla.. tendono a posizionare i costi su differenze confrontabili con quelli riscontrabili nelle fonti energetiche primarie.
Ad esempio confrontando uno scaldabagno a gas di vecchia generazione, avente un rendimento supposto dell'80%, con un boiler elettrico (considerando per semplicità a 100% di rendimento) e assumendo un fattore "1 a 2" tra costi gas ed elettricità , otteniamo un rapporto "1 a 1,6" o "1.25 a 2" secondo da dove si guarda.. ovvero l'energia più "cara" ci costerebbe solo 1,6 volte in più, anzichè il doppio, per via del rendimento. Conseguentemente in alcune situazioni, vuoi per questioni di fasce, utilizzo saltuario, ecc., questa distanza potrebbe ulteriormente accorciarsi e diventare equivalente o addirittura vantaggiosa la fornitura elettrica (ancor più per esempio se è possibile rinunciare totalmente al contratto gas, se non utilizzato per riscaldamento, ecc.)
PUNTO DI VISTA AMBIENTALE) Se non si opta per sistemi ad alto rendimento (condensazione, ecc.) e rimanendo nella casistica di generare calore dal nulla, l'uso della fonte elettrica direi che è più... ecocompatibile! Infatti il metano/GPL sono di natura totalmente fossile, mentre l'energia elettrica NO. Al momento (data messaggio) ad esempio in Italia non è molto distante da 1/5 la produzione da F.E.R (** Dati energetici ufficiali ** (Italia / Europa))... Questo discorso abbraccia tutto l'inquinamento e non solo quello relativo alla produzione di anidride carbonica (biossido di carbonio - CO2): quindi anche NOx, polveri sottili, ecc.
Per il solo discorso CO2 si trovano dati che attestano l'emissione per la produzione di 1KWh elettrico ben al di sopra dei livelli prodotti dalla combustione di gas per ottenere un equivalente valore energetico (es 201g per KWh "gas" contro: 477g per KWh "elettrico" per l'Italia; 393g per KWh "elettrico" per l'EU27, ecc.).
Tuttavia molti di questi calcoli, oltre a non computare l'inquinamento delle altre sostanze, spesso non tengono conto di quanto dovuto/derivato per pompaggio, trasporto, distribuzione, ecc.
Rimanendo SOLO sul discorso economico e fatti i dovuti conti nel caso gas/elettricità nella maggioranza dei casi è più competitivo il gas. Nel caso di ristrutturazioni conviene sempre predisporsi per l'utilizzo di questa fonte.
Falso. Intanto bisogna dire che i costi per riscaldamento sono, nella maggioranza dei casi, enormemente diversi e più cospicui di quelli per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS). Conseguentemente l'eventuale maggior risparmio economico, sempre volendo produrre calore dal nulla, che ne potrebbe conseguire in un sistema di riscaldamento, potrebbe (condizionale) giustificare/recuperare nel tempo i maggiori costi d'istallazione: trasportare in giro per la casa tubi di mandata e di ritorno per l'acqua di riscaldamento (.. per non parlare dei tubi del gas primario.. e non dimenticando le opere per la veicolazione dei gas di scarico/ossigeno per la combustione...) è certamente meno semplice che trasportare elettricità (.. in molti casi già distribuita..). Tutto ciò comporta progetti, materiale, manodopera.. insomma costi!
È chiaro che se ciò costasse, ad esempio, 10.000 € .. e il risparmio fosse di 300 € all'anno... servirebbero oltre 30 anni per ritornare (economicamente) nell'investimento! (Incentivi, detrazioni, ecc. esclusi.. da un capo della "corda".. - interessi composti, controlli periodici combustioni, ecc... dall'altro)
Nel caso di sola produzione di ACS, alla luce dei calcoli precedenti pur riparametrati alla minor.. invasività.. di questi impianti, il gioco potrebbe non valer la candela .. e un semplice boiler "canonico" (vediamo in seguito quelli "non canonici"..) potrebbe essere economicamente equivalente o perfino vantaggioso!
Citazione:
Ma il risparmio (che nell'esempio sopra ho, "a caso", supposto/quantizzato in 300€) potrebbe perfino non esserci del tutto: pur tralasciando l'uso di fonti rinnovabili alternative e/o integrative (esempio "solare"), esistono sistemi "più furbi" che consentono di consumare/"pagare" meno energia di quella effettivamente necessaria per TUTTI i sistemi a combustione (gas, olio, ecc.) o a resistenza elettrica.
www.energeticambiente.it
ed io che ho sempre pensato la caldaia a condensazione il massimo, certo dopo la geotermia...
ed io che ho sempre pensato la caldaia a condensazione il massimo, certo dopo la geotermia...
l'articolo sinceramente non mi piace
il perchè è molto semplice, nella sua "semplificazione" si sofferma (per esempio) sul costo e sulla dispersione (spreco) di energia/soldi per trasportare l'acqua calda dalla caldaia ai termosifoni senza quantificare l'enorme spreco di energia per trasportare l'energia elettrica dalla centrale alla casa
l'ideale sarebbe utilizzare SOLO energia elettrica autoprodotta con pannelli solari e/o energia elettrica prodotta da centrali con sistemi analoghi
ma se l'energia elettrica la produco bruciando idrocarburi e poi la trasporto a casa per ritrasformarla in calore commetto una bestialità perchè ho sprechi (in termini di inquinamento/soldi) molto più alti
l'articolo sinceramente non mi piace
il perchè è molto semplice, nella sua "semplificazione" si sofferma (per esempio) sul costo e sulla dispersione (spreco) di energia/soldi per trasportare l'acqua calda dalla caldaia ai termosifoni senza quantificare l'enorme spreco di energia per trasportare l'energia elettrica dalla centrale alla casa
l'ideale sarebbe utilizzare SOLO energia elettrica autoprodotta con pannelli solari e/o energia elettrica prodotta da centrali con sistemi analoghi
ma se l'energia elettrica la produco bruciando idrocarburi e poi la trasporto a casa per ritrasformarla in calore commetto una bestialità perchè ho sprechi (in termini di inquinamento/soldi) molto più alti
Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti
Dal 20 al 28 novembre 2010 la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un' iniziativa rivolta in modo particolare a pubbliche amministrazioni e enti locali, associazioni e ONG, produttori, industria e mondo delle imprese, istituti scolastici. Chiunque tra questi soggetti decida di partecipare attivamente alla Settimana promuovendo e organizzando un'azione virtuosa volta alla riduzione dei rifiuti o al riutilizzo dei beni diventerà “project developer”, cioè portatore di progetto. Prorogato al 5 novembre 2010 il termine per l'invio delle iscrizioni! (per scaricare la Carta di partecipazione e la Scheda di adesione consulta la sezione Documenti)
menorifiuti
I nostri suggerimenti per la riduzione dei rifiuti
I principi a cui si ispirano gli impegni e le azioni della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Criteri di validazione delle azioni Clicca qui
Idee per le azioni dei project developer (adesioni ufficiali) per la Settimana per la riduzione dei rifiuti Iniziative di prevenzione e riduzione dei rifiuti Clicca qui
Riduzione dei rifiuti - Cosa posso fare? Un piccolo manuale per ridurre la produzione domestica di rifiuti
Come consumatori è importante intervenire con le nostre scelte di acquisto, ponendo attenzione sia al volume che alla qualità degli imballaggi. I rifiuti infatti rappresentano un costo a carico della società in cui viviamo, e non bisogna dimenticare che le scelte dei consumatori influenzano fortemente le scelte produttive a monte della catena.
Vi proponiamo alcuni criteri per ridurre considerevolmente la vostra produzione di rifiuti domestica, grazie alle scelte di acquisto.
• Preferisci prodotti con poco imballaggio - Ci sono prodotti in cui gran parte dell’imballaggio è utilizzata per scopi promozionali o di marketing,che è inutile per il consumatore ma che a volte può incidere significativamente sul prezzo.
• Preferisci prodotti concentrati - Diluendo in acqua i prodotti concentrati riduci notevolmente il volume dell’imballaggio e al momento dell’acquisto non paghi il costo dell’acqua, del maggior imballaggio e dei trasporti ad esso associati.
• Preferisci prodotti “formato famiglia” - Sono più convenienti dei prodotti monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio inferiore per unità di prodotto rispetto alle confezioni più piccole.
• Preferisci prodotti con contenuto ricaricabile - Ogni volta che utilizzi una ricarica (refill) per un prodotto risparmi all’ambiente un imballaggio molto più voluminoso da smaltire, senza contare che questi prodotti sono spesso più economici.
• Scegli imballaggi costituiti da un solo materiale - Un imballaggio costituito da più di un materiale non è differenziabile, anche se i singoli materiali che lo compongono lo sono; per questo è meglio evitare l’acquisto di prodotti con imballaggi multimateriale.
• Non abusare di prodotti “usa e getta” - La cultura dell’”usa e getta” si è molto diffusa nella nostra società, soprattutto per l’apparente economicità e praticità. Non vengono però spesso considerati i costi sociali e gli impatti ambientali correlati a un uso non consapevole di questi prodotti (bicchieri, piatti e posate, rasoi, macchine fotografiche, batterie…). Limitandone l’acquisto a situazioni particolari si riduce notevolmente il volume dei rifiuti prodotti in ambito domestico.
• Per fare la spesa preferisci... - … ai sacchetti di plastica, quelli di carta o ancor meglio di tessuto che potrai utilizzare per molti anni. Ridurrai il numero di sacchetti di plastica in circolazione, che spesso sono tra i rifiuti abbandonati nell’ambiente e che vengono portati dal vento e dal mare in ogni angolo del nostro pianeta.
E ancora (dal sito Eco dalle Città):
Notizie sulla riduzione dei rifiuti Leggi
Pannolini: torniamo a quelli lavabili
Si risparmierebbe una tonnellata di rifiuti per ogni bimbo Clicca qui
Riduzione in video
Ridurre, riusare, compostare, fare acquisti sostenibili. Diverse declinazioni di uno stesso concetto: la riduzione dei rifiuti prodotti. Una raccolta di brevi filmati che illustrano buone pratiche ed esempi virtuosi Clicca qui
Ridurre i rifiuti in casa, le istruzioni in "Go fato un sogno" il film della rete OltreCambiereti di Venezia
Dall'acqua in bottiglia ai detergenti fino alla gestione dei bambini. Proponiamo quattro estratti dal mediometraggio di "Go fato un sogno" realizzato dalla rete Oltrecambiersti a sostegno del Manuale per le prevenzione dei rifiuti a livello domestico Clicca qui
I consigli dell'ex assessore all'Ambiente della Regione Piemonte, Nicola De Ruggiero: "Compostaggio domestico e prodotti sfusi"
"Da tempo in famiglia beviamo solo acqua del rubinetto, facciamo il compost e utilizziamo solo borse di tela" Clicca qui
Dal 20 al 28 novembre 2010 la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti
La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti è un' iniziativa rivolta in modo particolare a pubbliche amministrazioni e enti locali, associazioni e ONG, produttori, industria e mondo delle imprese, istituti scolastici. Chiunque tra questi soggetti decida di partecipare attivamente alla Settimana promuovendo e organizzando un'azione virtuosa volta alla riduzione dei rifiuti o al riutilizzo dei beni diventerà “project developer”, cioè portatore di progetto. Prorogato al 5 novembre 2010 il termine per l'invio delle iscrizioni! (per scaricare la Carta di partecipazione e la Scheda di adesione consulta la sezione Documenti)
menorifiuti
I nostri suggerimenti per la riduzione dei rifiuti
I principi a cui si ispirano gli impegni e le azioni della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti. Criteri di validazione delle azioni Clicca qui
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Riduzione dei rifiuti - Cosa posso fare? Un piccolo manuale per ridurre la produzione domestica di rifiuti
Come consumatori è importante intervenire con le nostre scelte di acquisto, ponendo attenzione sia al volume che alla qualità degli imballaggi. I rifiuti infatti rappresentano un costo a carico della società in cui viviamo, e non bisogna dimenticare che le scelte dei consumatori influenzano fortemente le scelte produttive a monte della catena.
Vi proponiamo alcuni criteri per ridurre considerevolmente la vostra produzione di rifiuti domestica, grazie alle scelte di acquisto.
• Preferisci prodotti con poco imballaggio - Ci sono prodotti in cui gran parte dell’imballaggio è utilizzata per scopi promozionali o di marketing,che è inutile per il consumatore ma che a volte può incidere significativamente sul prezzo.
• Preferisci prodotti concentrati - Diluendo in acqua i prodotti concentrati riduci notevolmente il volume dell’imballaggio e al momento dell’acquisto non paghi il costo dell’acqua, del maggior imballaggio e dei trasporti ad esso associati.
• Preferisci prodotti “formato famiglia” - Sono più convenienti dei prodotti monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio inferiore per unità di prodotto rispetto alle confezioni più piccole.
• Preferisci prodotti con contenuto ricaricabile - Ogni volta che utilizzi una ricarica (refill) per un prodotto risparmi all’ambiente un imballaggio molto più voluminoso da smaltire, senza contare che questi prodotti sono spesso più economici.
• Scegli imballaggi costituiti da un solo materiale - Un imballaggio costituito da più di un materiale non è differenziabile, anche se i singoli materiali che lo compongono lo sono; per questo è meglio evitare l’acquisto di prodotti con imballaggi multimateriale.
• Non abusare di prodotti “usa e getta” - La cultura dell’”usa e getta” si è molto diffusa nella nostra società, soprattutto per l’apparente economicità e praticità. Non vengono però spesso considerati i costi sociali e gli impatti ambientali correlati a un uso non consapevole di questi prodotti (bicchieri, piatti e posate, rasoi, macchine fotografiche, batterie…). Limitandone l’acquisto a situazioni particolari si riduce notevolmente il volume dei rifiuti prodotti in ambito domestico.
• Per fare la spesa preferisci... - … ai sacchetti di plastica, quelli di carta o ancor meglio di tessuto che potrai utilizzare per molti anni. Ridurrai il numero di sacchetti di plastica in circolazione, che spesso sono tra i rifiuti abbandonati nell’ambiente e che vengono portati dal vento e dal mare in ogni angolo del nostro pianeta.
E ancora (dal sito Eco dalle Città):
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