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Subject: Scelte ecologiche e sane

2012-01-05 06:41:40
C'è pure nel mio paese un distributore di latte crudo.
Anch'io l'ho provato e devo dire che è molto buono. Poi ci sono anche gli yougurt che sono davvero niente male.
Comunque non è proprio conveniente... me lo fanno pagare un euro al litro, esclusa la bottiglia (che devo portarmi io o comprare a parte con 20cent). Al supermercato ci sono anche latte che costano 50cent.
2012-01-05 09:26:37
auto a pannelli solari

era un'idea che mi è venuta tempo fa ma naturalmente, come tante altre, qualcuno l'ha realizzata prima di me.
Peccato solo che l'hanno fatto su un'auto di lusso... quando lo faranno su una accesibile la compro, e magari quando avranno un po' più di autonomia...
2012-01-05 23:26:41
molto bella ma il pannello solare è solo sul tettuccio?
mi sa che non dev'essere molto potente
2012-01-06 01:47:43
Al supermercato ci sono anche latte che costano 50cent.

A lunga conservazione. Freschi non mi pare, già stavano a 1,30 quando ho lasciato l'Italia...

Il latte crudo io l'ho bevuto qui in Paraguay, è tutta un'altra cosa. Lo devi muovere prima di versarlo perchè c'è un dito di grasso in superficie.
2012-01-06 17:55:07
Ma sono l'unico che in tre giorni si è letto tutto il post dal 2009?
2012-01-06 18:40:02
'azz, data la mole di link e documenti postati...!

Comunque penso di si, e non perchè gli altri siano già informati ;P
2012-01-08 04:19:05
come al solito pensavo fosse una discussione nuova e verso la 16 pagina mi sono accorto che qualcosa nn tornava :)
2012-01-08 08:27:38
però è sempre attuale come discussione, ogni tanto vengono fuori innovazioni che ci possono aiutare a fare delle nuove o migliori scelte
2012-01-28 15:18:43
mi sembra un buon progetto per abbattere inquinamento e costi:

Il progetto

ambiente

Fai meno strada® fa parte di un piano imprenditoriale di medio lungo periodo chiamato Progetto Autotrasportatori Telematici (PAT) basato sulle linee guida del Piano di azione per la logistica del trasporto merci CE, COM(2007) 607 definitivo. E’ un progetto operativo finalizzato al drastico abbattimento dei costi esterni che si generano durante lo spostamento delle merci, attraverso un territorio più o meno ampio.

Analizzando i trasporti terrestri, questo l’elenco dei più rappresentativi:

Cambiamenti climatici
Inquinamento atmosferico
Scarichi in mare
Rumore
Incidenti
Congestione

Il Libro Bianco CE del 2001 e il riesame intermedio COM(2006) 314 definitivo ha calcolato questi costi; per ogni chilometro percorso da un automezzo abbiamo una forbice di valori che va da €0,08 a € 0,36; ma è una stima da aggiornare ai costi attuali.

Fai meno strada® è un progetto win-win, tutte le parti coinvolte ottengono un beneficio; identificati in una delle categorie successive otterrai molte informazioni aggiuntive.

Scopri i benefici per le aziende (scarica la brochure)
Scopri i benefici per gli autotrasportatori
Scopri i benefici per la comunità

http://www.faimenostrada.org/il-progetto/
2012-01-28 18:21:14
DECIFRARE GLI INGREDIENTI
Ecco cosa controllare nella lista degli ingredienti se volete un cosmetico davvero
naturale. Senza dimenticare che questo non esclude comunque il rischio di allergie.
Guardate la lista degli ingredienti, se
ai primi posti ci sono tanti compo-
nenti in latino significa che il prodotto
contiene molti elementi di origine naturale.
Per legge, gli ingredienti devono essere
elencati in ordine decrescente di quantità.
Anche se non sono in latino, sono
ingredienti di qualità, quindi da
valutare positivamente quando presenti:
tocopherol o tocopheryl acetate (vitamina
E), panthenol (vitamina B5), titanium
dioxide o zinc oxide, glucoside (tensioatti-
vi di origine naturale).
I cosmetici per definirsi naturali
dovrebbero essere:
- senza parabeni (i derivati dell'acido
para-hydroxybenzoic) come conservanti.
Si può tollerare una piccola quantità di etyl
e methyl paraben anche se non è naturale;
- senza antimicrobici: bht, bha e triclosan;
- senza conservanti che possono rilasciare
formaldeide: DMDM hydantoin, imidazoli-
dinyl urea, diazolidinyl urea, formaldehyde,
sodium hydroxymethylglycinate;
- senza petrolio e suoi derivati come
paraffinum liquidum;
- senza siliconi: quindi tutti gli ingredienti
che hanno un nome che termina in one o
che contengono la parola siloxane;
- senza peg (polyetylene glycols);
- senza coloranti chimici (CI più un numero);
- senza profumi chimici, ma sono
consentiti gli oli essenziali indicati con
parfum, oil e il nome latino dell'essenza.
Provate il cosmetico "naturale"
prima di acquistarlo facendovi dare
un campione gratuito. Spesso questi
prodotti sono meno piacevoli al tatto
perché privi dei componenti chimici a cui
siamo abituati nei cosmetici normali come
siliconi e peg ("l'effetto seta").
La scadenza dei cosmetici naturali è
più breve: dopo l'apertura 3 o 6 mesi,
contro i 12 mesi in media di quelli normali.

altroconsumo
2012-04-16 23:30:14
Offerte Trenta in convenzione con CO-Energia
CO-Energia 100% rinnovabile e solidale


Logo CO-EnergiaL’economia solidale si caratterizza per dar luogo a processi trasparenti, partecipati e convenienti per tutti.
L’Associazione CO-Energia, soggetto dell’Economia Solidale italiana, ha stipulato una convenzione con Trenta per la fornitura di energia da fonti rinnovabili certificate (COFER-GO).
Con la tua adesione, oltre ai vantaggi ambientali ed economici, contribuisci a sostenere e promuovere progetti di autonomia energetica con la partecipazione popolare.

L’accordo prevede:

la fornitura di energia 100% certificata rinnovabile (idroelettrica) tramite certificazione che ne garantisce la provenienza dal territorio italiano;
uno sconto, sulla sola componente energia (PE) del prezzo di riferimento di Maggior Tutela, da concordare tra CO-Energia e Trenta (quest’anno 9% o 12% per le offerte di tipo Web);
la possibilità di effettuare delle visite guidate agli impianti di produzione
l’istituzione del fondo di "Solidarietà e futuro" per progetti di economia solidale promossi dai cittadini, alimentato attraverso una maggiorazione della componente (PE) della tariffa energia applicata (a carico del cliente) del 2% (bloccato per il 2012 a 0,15 eurocent/kWh) per ogni kilowattora consumato, ovvero circa 4 euro su un consumo annuo di 2.700 kWh (consumo medio di riferimento dell'Autorità).
La stessa quota sarà versata sullo stesso fondo da parte di Trenta.

Maggiori informazioni anche sul sito di CO-Energia


trenta
2012-04-16 23:52:18
A lunga conservazione. Freschi non mi pare, già stavano a 1,30 quando ho lasciato l'Italia...

Da Lidl vendono ottimo latte fresco, microfiltrato (dura 15gg ma è latte fresco) a .69 - .75
Il crudo lo trovo in slovenia a 1.00 al litro, va bollito, dura 3-4gg ed effettivamente è molto grasso.
2012-04-17 03:04:52
Da Lidl vendono ottimo latte fresco, microfiltrato (dura 15gg ma è latte fresco) a .69 - .75

Stava a 0,49 al lidl quando ero in Italia.

Il crudo lo trovo in slovenia a 1.00 al litro, va bollito, dura 3-4gg ed effettivamente è molto grasso.

La Slovenia non fa testo e se lo compri a 1 euro ti fregano visto che a 1 euro il latte crudo lo trovi anche in Italia e vista la differenza di prezzi...
So che è grasso ma ha tutto un altro sapore.
Lo chiamano latte intero in Italia ma è una sola.
2012-04-17 09:20:29
Lo chiamano latte intero in Italia ma è una sola.

Il latte cosidetto "intero" ha una percentuale di grassi che varia (penso per legge?) tra il 3,2% ed il 4% scarso.
Ad occhio nudo non ha residui, solo una volta bollito forma la famosa "patina", dovuta all'addensarsi della poca panna residua.
Il latte crudo ha una % di grassi nettamente superiore... ecco perchè è più "buono".
C'è appunto da tener presente che è molto più grasso del latte "tradizionale", pertanto bisogna comunque consumarlo con moderazione (un bicchiere prima di andare a letto la sera equivale ad un altro piccolo pasto!)
2012-04-17 15:58:54
La legge dell'89 dice che il latte intero deve avere grassi superiori al 3,5%

Il problema è la qualità dei grassi. Io non consumo molto latte ma quando ero in Italia prendevo uno in bottiglia allo stile inglese o americano dove si vedeva una leggera patina gialla in superficie e tant'è che sulla bottiglia c'era scritto di agirate prima di consumare.

Dopo aver bevuto quel latte, e non era latte crudo, mi passò la voglia di comprare qualsiasi altra marca perchè è tutta un'altra cosa e non era latte crudo.

Qui in Paraguay ho bevuto per la prima volta il latte crudo e assicuro che il latte pastorizzato è buono giusto per cucinare alla stessa stregua di come si usa il vino più scadente per cucinare.

Però devo dire che quel latte in bottiglia che compravo in Italia si avvicinava abbastanza al sapore del latte crudo.
(edited)
2012-07-05 23:53:52
Puliti per natura
di: Isabella Fantigrossi

Un prodotto per i vetri, uno per i pavimenti, uno per i sanitari, uno anti-calcare, uno per i piatti, per le pentole più sporche, il brillantante, un detersivo per il bucato chiaro, uno per i capi scuri, un bianco più bianco e anche l’ammorbidente.
Pubblicità martellanti e la ricerca di igiene e pulizia a ogni costo ci costringono a utilizzare sempre più detersivi, uno specifico per ogni necessità. Tanto è vero che, secondo Legambiente, noi italiani siamo dei veri e propri “divoratori di detergenti”. Ognuno di noi consuma annualmente oltre 25 chili di prodotti per pulire, contro gli otto degli austriaci e i quattro degli scandinavi.
La gran parte, 12 o 13 chili, solo per lavare biancheria e vestiti. Ma sono davvero necessari tutti? E quanti di noi conoscono gli ingredienti utilizzati per fare bucato e pulizia? Molti prodotti contengono sostanze, a lungo andare, tossiche per l’ambiente e anche per la salute. Senza contare che molti detersivi specifici sono inutili, se non delle mezze truffe. Meglio, dunque, dicono gli esperti, ridurre il più possibile il numero di prodotti, imparare a riconoscere la loro composizione e cercare di sostituire i più pericolosi, magari facendo attenzione alle certificazioni.

IMPATTO AMBIENTALE
Perché dunque dovremmo stare più attenti a usare meno detersivi? «I detergenti - spiega Marco Abbiati, biologo e professore di Ecologia all’Università di Bologna - sono composti da una parte che si lega all’acqua e da una organica. Quest’ultima può dare origine a problemi di tipo ambientale». Sono i tensioattivi - sostanze in grado di togliere lo sporco - nella maggior parte sintetici, provenienti dal petrolio. «Se i detersivi arrivano a un depuratore - continua Abbiati - vengono degradati, e il loro impatto è attenuato. Ma se finiscono direttamente in acqua, si può alterare un sistema in buone condizioni, soprattutto se è in ambiente chiuso, con scarso ricambio, come possono essere un lago o una laguna».
Per la legge italiana, che ha recepito il regolamento europeo 648/2004, viene testata la biodegradabilità dei tensioattivi solo in ambiente aerobico, cioè in presenza di ossigeno. «Vuol dire che se i tensioattivi finiscono nel fango dove non c’è ossigeno, questi non vengono degradati completamente e si accumulano», spiega Fabrizio Zago, chimico industriale esperto di detersivi e cosmetici. Gli additivi, poi, quelle sostanze come i fosfati e gli sbiancanti che rendono più efficace il lavaggio, sono composti chimici attivi dal punto di vista biologico, che possono alterare lo strato di salute degli organismi. Tra i più diffusi c’è l’Edta, acido diammino tetracetico sale sodico: non è degradabile, ma non essendo un tensioattivo non è sottoposto ad alcuna regola. Quando arriva ai depositi marini, rende solubili molte sostanze nocive, come il mercurio, che altrimenti non si scioglierebbero in acqua. Oppure le zeoliti, sostanze che si aggiungono ai detersivi per il bucato, che riducono la durezza dell’acqua ma che sono completamente insolubili. «Sono responsabili di quella polverina bianca che si vede sui capi scuri stesi al sole - spiega Silvia Carlini, produttrice con la sua Officina Naturae di cosmetici e detergenti biologici e naturali - allo stesso modo si depositano nelle tubature di casa e nelle fosse biologiche come fossero sabbia e impediscono la crescita della flora e della fauna acquatica». Per nulla biodegradabili sono anche profumi come il para-diclorobenzene, aggiunto unicamente per correggere l’odore nei prodotti di pulizia per wc: non pulisce ma in compenso si accumula nei tessuti adiposi dei pesci.

RISCHIARE LA PELLE
Molte sostanze sono alla lunga pericolose per la salute. Secondo l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, alcuni sgrassatori per il forno contengono acidi che irritano la pelle anche se diluiti in acqua. Nel caso del bucato, invece, possono creare molti fastidi le molecole Bha e Bht, antiossidanti aggiunti per preservare colori e profumi. «Funzionano in modo talmente simile agli ormoni naturali che il nostro organismo tende a produrne meno e si sospetta che possano causare degli scompensi» spiega ancora Fabrizio Zago. Attenzione anche agli ammorbidenti. Come ha spiegato nella sua Guida ai detersivi bioallegri (EMI, Editrice Missionaria Italiana) Maria Teresa De Nardis, contengono additivi, profumi di sintesi, perlanti o addensanti che formano una specie di pellicola che si fissa sui tessuti ed è causa di dermatiti, pruriti e allergie. Una certa intolleranza può del resto sorgere anche quando si usano quantità eccessive di detersivo non sciacquato bene. «Le lavatrici di ultimo modello - dice Silvia Carlini - sono più efficienti perché consumano molta meno acqua. Ma così risciacquano sempre meno e sul bucato rimangono sempre più residui di detersivo». Meglio quindi, invece che risciacquare due volte e consumare troppa acqua, pretrattare le macchie con un po’ di sapone e usare poi la dose minima di detersivo.

IL BIANCO È DAVVERO PIÙ BIANCO?
Quantità a parte, chi non ha la casa piena di almeno una ventina di prodotti diversi, non tutti necessari? Anzi, alcuni davvero inutili. Quando, per esempio, compriamo un lavavetri, acquistiamo tantissima acqua, uno spruzzino con la molla e pochissimo detersivo. «Ci spingono a comprare un detersivo diverso per ogni funzione - conclude la Carlini - Ma, sgrassatori a parte, sono tutti praticamente la stessa cosa». Leggere le etichette per convincersene: un buon detergente universale per la casa e uno per il bucato, diluito in modo diverso copre tutte le esigenze. Tra i prodotti specifici, poi, ce ne sono alcuni davvero furbi. Gli sbiancanti ottici, ad esempio, «lungi dall’adoperarsi in qualsiasi azione di lavaggio e sbiancamento - racconta Maria Teresa De Nardis - si producono in una mirabolante illusione ottica, riassunta dal notissimo slogan, bianco che più bianco non si può». Aggiunti al detergente, con un semplice effetto ottico ad opera dei raggi ultravioletti, fanno apparire bianchissimo e luminoso ciò che in realtà è tendente al giallino. Insomma, non puliscono ma fanno sembrare fosforescenti i tessuti.
Allo stesso modo, racconta De Nardis, i detersivi per i capi neri. «Se si legge la composizione, non si rilevano molte differenze rispetto a un normale detersivo liquido delicato. Compare però un enzima, la cellulase, che ha la funzione di “tagliare” i pelucchi che tendono a ingrigire un capo nero». Questa sostanza, cioè, aiuta a mantenere vivo il colore scuro togliendo, però, parte del tessuto. E, tagliando tagliando, il capo si consuma più velocemente.

CHI CERTIFICA
Che fare dunque? Oltre a leggere l’etichetta, un’indicazione da seguire per scegliere un buon detersivo è guardare le certificazioni, tenendo comunque presente che non è possibile dichiarare un prodotto biodegradabile al 100 per cento perché il test sui tensioattivi ha un margine di errore di circa il 10. Si può però verificare che sia facilmente e rapidamente biodegradabile secondo la normativa internazionale OECD. Secondo questo test entro 28 giorni dall’immissione nell’impianto di depurazione una molecola deve trasformarsi in qualcosa di più semplice. Icea certifica invece i detergenti Eco Bio, che devono contenere
materie prime vegetali e aver superato un confronto con un equivalente prodotto convenzionale. Tra le certificazioni più diffuse c’è anche Ecolabel, protocollo ufficiale dell’Ue che certifica un basso impatto finale sull’ambiente - anche a livello di imballaggi - e un’ottima prestazione del detersivo. Ma che ammette però materie prime di derivazione petrolchimica e sbiancanti ottici.

estratto da "Puliti per natura" - BC 2.3 mag/giu 2012