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Subject: Stefano Cucchi
oggi c'è gente in isolamento da oltre 10 anni, inaccettabile
che collaborino.
nessuno dice che il BOSS mafioso debba essere incarcerato con le stesse modalità del ladro di polli, infatti esistono in tutti gli stati carceri di massima sicurezza e carceri circondariali
quindi?
un regime carcerario soft aiuterebbe a combattare l'omertà?
che collaborino.
nessuno dice che il BOSS mafioso debba essere incarcerato con le stesse modalità del ladro di polli, infatti esistono in tutti gli stati carceri di massima sicurezza e carceri circondariali
quindi?
un regime carcerario soft aiuterebbe a combattare l'omertà?
oggi c'è gente in isolamento da oltre 10 anni, inaccettabile
che collaborino.
come vedi per te il fine giustifica i mezzi, per quanto inumani essi siano
nessuno dice che il BOSS mafioso debba essere incarcerato con le stesse modalità del ladro di polli, infatti esistono in tutti gli stati carceri di massima sicurezza e carceri circondariali
quindi?
un regime carcerario soft aiuterebbe a combattare l'omertà?
mai parlato di regime carcerario soft
ho solo parlato di rispetto dei diritti umani
che collaborino.
come vedi per te il fine giustifica i mezzi, per quanto inumani essi siano
nessuno dice che il BOSS mafioso debba essere incarcerato con le stesse modalità del ladro di polli, infatti esistono in tutti gli stati carceri di massima sicurezza e carceri circondariali
quindi?
un regime carcerario soft aiuterebbe a combattare l'omertà?
mai parlato di regime carcerario soft
ho solo parlato di rispetto dei diritti umani
come vedi per te il fine giustifica i mezzi, per quanto inumani essi siano
che collaborino. i magistrati servono a quello.
ho solo parlato di rispetto dei diritti umani
fai una petizione per far sparire il 41bis. se non rispetta i diritti umani sarà un attimo farla accettare. poi trovami il modo di scardinare la mafia. sarà facile senza il 41bis. visto che coinvolgi il rispetto dei diritti umani nel 41bis mi sembra ovvio che saprai anche come farli rispettare per quei cittadini che subiscono le cosche mafiose ogni giorno.
che collaborino. i magistrati servono a quello.
ho solo parlato di rispetto dei diritti umani
fai una petizione per far sparire il 41bis. se non rispetta i diritti umani sarà un attimo farla accettare. poi trovami il modo di scardinare la mafia. sarà facile senza il 41bis. visto che coinvolgi il rispetto dei diritti umani nel 41bis mi sembra ovvio che saprai anche come farli rispettare per quei cittadini che subiscono le cosche mafiose ogni giorno.
fai una petizione per far sparire il 41bis. se non rispetta i diritti umani sarà un attimo farla accettare. poi trovami il modo di scardinare la mafia. sarà facile senza il 41bis. visto che coinvolgi il rispetto dei diritti umani nel 41bis mi sembra ovvio che saprai anche come farli rispettare per quei cittadini che subiscono le cosche mafiose ogni giorno.
irrilevante
1) il fine non giustifica i mezzi
2) 23 anni di 41bis e sei ancora convinto che sia utilissimo usare la violenza contro i carcerati per mafia, che invece le sue sconfitte le ha subite per mezzo di attività solerte investigativa, uso dei pentiti, ecc
irrilevante
1) il fine non giustifica i mezzi
2) 23 anni di 41bis e sei ancora convinto che sia utilissimo usare la violenza contro i carcerati per mafia, che invece le sue sconfitte le ha subite per mezzo di attività solerte investigativa, uso dei pentiti, ecc
2) 23 anni di 41bis e sei ancora convinto che sia utilissimo usare la violenza contro i carcerati per mafia, che invece le sue sconfitte le ha subite per mezzo di attività solerte investigativa, uso dei pentiti, ecc
ah.....eccolo....
secondo te, la attività investigativa si è svolta senza la minaccia o l'utilizzo del 41bis? secondo te il "pentimento" non è scaturito anche grazie al fatto che se hai 40 ergastoli ti conviene collaborare per evitare di passarli in isolamento? secondo te una realtà come la mafia (e non ladri di caramelle) sempre vicina al potere politico, sempre in fase di rinnovamento, sempre più orientata alla crescita può essere sconfitta senza la partecipazione di una attività carceraria che porti alla collaborazione?
dimenticavo.....è tutto irrilevante e relativo.
(edited)
ah.....eccolo....
secondo te, la attività investigativa si è svolta senza la minaccia o l'utilizzo del 41bis? secondo te il "pentimento" non è scaturito anche grazie al fatto che se hai 40 ergastoli ti conviene collaborare per evitare di passarli in isolamento? secondo te una realtà come la mafia (e non ladri di caramelle) sempre vicina al potere politico, sempre in fase di rinnovamento, sempre più orientata alla crescita può essere sconfitta senza la partecipazione di una attività carceraria che porti alla collaborazione?
dimenticavo.....è tutto irrilevante e relativo.
(edited)
ah.....eccolo....
secondo te, la attività investigativa si è svolta senza la minaccia o l'utilizzo del 41bis?
si
secondo te il "pentimento" non è scaturito anche grazie al fatto che se hai 40 ergastoli ti conviene collaborare per evitare di passarli in isolamento?
ovviamente no, perchè il 41bis non viene attribuito per soddisfare le voglie del PM
secondo te una realtà come la mafia (e non ladri di caramelle) sempre vicina al potere politico, sembra in fase di rinnovamento, sempre più orientata alla crescita può essere sconfitta senza la partecipazione di una attività carceraria che porti alla collaborazione?
si, certo
e di sicuro 23 anni di 41bis non son serviti in tal senso, se non a farci additare dal mondo civile come dei torturatori
dimenticavo.....è tutto irrilevante e relativo.
no, non tutto
ci sono le questioni importanti per esempio i diritti umani e quelli non sono relativi
non si può dichiararsi pietosi con Stefano Cucchi e girarsi dall'altra parte per tutti gli altri maltrattamenti, e non ha alcuna importanza il fine che si persegue con tali mezzi
si, certo
e di sicuro 23 anni di 41bis non son serviti in tal senso, se non a farci additare dal mondo civile come dei torturatori
oh.....quindi tu SAI con ESATTEZZA che ruolo ha avuto il 41 bis (inteso come collaborazione) nella lotta alla mafia. Sei nel sismi o nella dia per caso?
ti racconterò una storiella di qualche settimana fa....lui è un commercialista (che conosco bene) accusato di una quantità spaventosa di reati finanziari e non solo (usura ed estorsione ad esempio). ne ha fatte d'ogni e quando la finanza (dopo l'arresto) lo portava in ufficio (insieme al magistrato) gli chiedeva spiegazioni su alcune pratiche.
"non lo so ditemelo voi" gli rispondeva sempre lui con l'arroganza che lo aveva sempre distinto
Il magistrato si è incazzato - giustamente - perchè non vedeva in lui nè collaborazione nè tantomeno pentimento per chiarire la sua posizione.
lui è stato fiondato nella casa circondariale per qualche settimana finchè, udite udite, non comincia ad aprire il sacco e le varie gattate cominciano a venire a galla (con gli amichetti vari)
detto fatto. domiciliari.
e questo tizio era una mezza sega che faceva le sgommate in porsche in centro.
pensa te senza il 41 bis cosa tiri fuori da totò riina.
e di sicuro 23 anni di 41bis non son serviti in tal senso, se non a farci additare dal mondo civile come dei torturatori
oh.....quindi tu SAI con ESATTEZZA che ruolo ha avuto il 41 bis (inteso come collaborazione) nella lotta alla mafia. Sei nel sismi o nella dia per caso?
ti racconterò una storiella di qualche settimana fa....lui è un commercialista (che conosco bene) accusato di una quantità spaventosa di reati finanziari e non solo (usura ed estorsione ad esempio). ne ha fatte d'ogni e quando la finanza (dopo l'arresto) lo portava in ufficio (insieme al magistrato) gli chiedeva spiegazioni su alcune pratiche.
"non lo so ditemelo voi" gli rispondeva sempre lui con l'arroganza che lo aveva sempre distinto
Il magistrato si è incazzato - giustamente - perchè non vedeva in lui nè collaborazione nè tantomeno pentimento per chiarire la sua posizione.
lui è stato fiondato nella casa circondariale per qualche settimana finchè, udite udite, non comincia ad aprire il sacco e le varie gattate cominciano a venire a galla (con gli amichetti vari)
detto fatto. domiciliari.
e questo tizio era una mezza sega che faceva le sgommate in porsche in centro.
pensa te senza il 41 bis cosa tiri fuori da totò riina.
oh.....quindi tu SAI con ESATTEZZA che ruolo ha avuto il 41 bis (inteso come collaborazione) nella lotta alla mafia. Sei nel sismi o nella dia per caso?
no, non SO con ESATTEZZA così come NON LO SAI TE
in compenso SO che sono passati 23 anni con una legge PROVVISORIA e la mafia è ancora la
e l'aneddoto è OT
no, non SO con ESATTEZZA così come NON LO SAI TE
in compenso SO che sono passati 23 anni con una legge PROVVISORIA e la mafia è ancora la
e l'aneddoto è OT
certo che non lo so. ma almeno non vaneggio su torture, massacri, impiccagioni, lubjianka etc.
ma se viene ancora applicata nella sua provvisorietà EVIDENTEMENTE qualcosa produce.
altrimenti un qualsiasi governo la avrebbe tolta per non sentirsi accusato di torture, mica per altro.
ma se viene ancora applicata nella sua provvisorietà EVIDENTEMENTE qualcosa produce.
altrimenti un qualsiasi governo la avrebbe tolta per non sentirsi accusato di torture, mica per altro.
certo che non lo so. ma almeno non vaneggio su ....
ok,
tanto in questo forum finisce sempre così con chi dissente con il coro
buona continuazione con il monologo, non sono interessato a parlare con chi insulta l'interlocutore
ok,
tanto in questo forum finisce sempre così con chi dissente con il coro
buona continuazione con il monologo, non sono interessato a parlare con chi insulta l'interlocutore
senti, basterebbe vedere la puntata di Annozero che sto vedendo per pensare al 41bis come a un buffetto sulle guancia per questa gente, criminali onnipotenti anche e soprattutto quandi si riesce ad assicurarli all giustizia.
senti, basterebbe vedere la puntata di Annozero che sto vedendo per pensare al 41bis come a un buffetto sulle guancia per questa gente, criminali onnipotenti anche e soprattutto quandi si riesce ad assicurarli all giustizia.
la sto vedendo e conferma quello che penso
la sto vedendo e conferma quello che penso
criminali onnipotenti anche e soprattutto quandi si riesce ad assicurarli all giustizia.
esatto
esatto
già che c'eri potevi aggiustarla un po', sfaticato: fai per caso il magistrato?
BAH
mettete in carcere gli assassini, vergogna
“Cucchi morì per malnutrizione”
“I medici ne hanno causato il decesso”
La perizia della Corte d’assise: «ucciso da una sindrome sostenuta dalla mancanza (o grande carenza)
di alimenti e liquidi».
roma
Stefano Cucchi è morto per «inanazione», ovvero sindrome sostenuta da mancanza (o grande carenza) di alimenti e liquidi. In parole povere: morte per malnutrizione. Invece se il personale sanitario che ha avuto in cura Cucchi avesse deciso per un trasferimento ed un trattamento immediato in terapia intensiva «probabilmente» questi due passaggi «avrebbero ancora consentito di recuperare il paziente». Ma «i medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini non si sono mai resi conto di essere (e fin dall’inizio) di fronte ad un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l’intervento di nutrizionisti (o altri specialisti in materia) e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso». Lo scrivono i periti incaricati dalla terza Corte di assise di Roma di stabilire le cause della morte di Cucchi, avvenuta il 21 ottobre del 2009 nel reparto giudiziario dell’ospedale Sandro Pertini a pochi giorni dal suo arresto. I periti scrivono che «per univoco convergere dei dati anamnestico clinici e delle risultanze anatomopatologiche», il decesso è avvenuto per quelle cause.
Nell’impietosa relazione di 190 pagine i periti scrivono che «in questo contesto pare anche inutile perdersi in discussioni sulla causa ultima del decesso. Se vale a dire esso sia da ricondursi terminalmente ad un disturbo del ritmo cardiaco, piuttosto che della funzionalità cerebrale, trattandosi di ipotesi entrambe valide ed ugualmente sostenibili. Questo anche in considerazione del fatto che il decesso (vuoi per causa ultima cardiaca, vuoi per causa ultima cerebrale) intervenne nelle prime ore della mattinata del 22 ottobre quando, quanto meno a partire da due-tre giorni prima, già si era instaurato il catabolismo proteico, indice come abbiamo visto sopra di una prognosi `a breve´ sicuramente infausta». Quanto al quadro traumatico osservato, questo «si accorda sia con un’aggressione, sia con una caduta accidentale, né vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva». I riscontri clinici riferibili alle lesioni - dicono i periti - «risalgono al pomeriggio del 16 ottobre 2009 e non contrastano con un’epoca di produzione di poco anteriore». Secondo i sei periti incaricati dalla terza Corte d’assise di Roma, «in mani esperte l’allarme rosso era in atto con gli esami del 19 ottobre 2009 e che da questo momento Cucchi, per avere un trattamento appropriato, doveva essere trasferito in una struttura di terapia intensiva». In sostanza, «un trasferimento ed un trattamento immediato - rilevano gli esperti riferendosi al personale sanitario che ha avuto in cura Cucchi - avrebbero probabilmente ancora consentito di recuperare il paziente. È intuibile che se il trasferimento del paziente fosse stato rimandato le di lui possibilità di sopravvivenza si sarebbero proporzionalmente e progressivamente ridotte, fino a raggiungere livelli molto bassi in data 20 ottobre ed ad annullarsi in data 21 ottobre». Per la morte di Cucchi sono imputati tre agenti della polizia penitenziaria e nove tra medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini.
«Tutti i sanitari del reparto di medicina protetta del Pertini - precisano gli esperti - ebbero una condotta colposa, a titolo di imperizia, sia di negligenza quando non di mancata osservanza di disposizioni comportamentali codificate». «La sera del 17 ottobre 2009 Stefano Cucchi - si legge nella relazione - presentava uno stato di denutrizione importante che, di fronte alla di lui manifesta volontà di digiunare e di astenersi dal cibo, doveva immediatamente allertare i medici curanti. Anche pochi giorni di ulteriore astensione da alimenti e liquidi costituivano rischio concreto di un irreversibile aggravamento delle di lui condizioni. Il pericolo di vita del paziente si rende poi manifesto il 19 ottobre: in questo momento un trattamento terapeutico appropriato avrebbe consentito probabilmente il recupero di Cucchi». Inoltre, «non avendo consapevolezza della patologia di cui Cucchi è affetto, venne pure a mancare da parte dei sanitari del reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini una adeguata e corretta informazione al paziente sul suo stato di salute e sulla prognosi a breve inevitabilmente infausta, nel caso egli avesse persistito nel rifiutare cibi e liquidi». «Il medico - si legge nel documento di 190 pagine - di fronte ad un paziente che rifiuti di nutrirsi e bere è grandemente coinvolto sotto il profilo deontologico ed etico; e lo è particolarmente quando il rifiuto è una forma di protesta del detenuto, che ritenga di non aver altro modo per far valere le proprie richieste». «Nello sciopero della fame - concludono i periti - la libertà di scelta, per essere libera, deve essere informata, vale a dire formarsi solo sulla scorta di una corretta ed esaustiva informazione da parte del medico».
mettete in carcere gli assassini, vergogna
“Cucchi morì per malnutrizione”
“I medici ne hanno causato il decesso”
La perizia della Corte d’assise: «ucciso da una sindrome sostenuta dalla mancanza (o grande carenza)
di alimenti e liquidi».
roma
Stefano Cucchi è morto per «inanazione», ovvero sindrome sostenuta da mancanza (o grande carenza) di alimenti e liquidi. In parole povere: morte per malnutrizione. Invece se il personale sanitario che ha avuto in cura Cucchi avesse deciso per un trasferimento ed un trattamento immediato in terapia intensiva «probabilmente» questi due passaggi «avrebbero ancora consentito di recuperare il paziente». Ma «i medici del reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini non si sono mai resi conto di essere (e fin dall’inizio) di fronte ad un caso di malnutrizione importante, quindi non si sono curati di monitorare il paziente sotto questo profilo, né hanno chiesto l’intervento di nutrizionisti (o altri specialisti in materia) e, non trattando il paziente in maniera adeguata, ne hanno determinato il decesso». Lo scrivono i periti incaricati dalla terza Corte di assise di Roma di stabilire le cause della morte di Cucchi, avvenuta il 21 ottobre del 2009 nel reparto giudiziario dell’ospedale Sandro Pertini a pochi giorni dal suo arresto. I periti scrivono che «per univoco convergere dei dati anamnestico clinici e delle risultanze anatomopatologiche», il decesso è avvenuto per quelle cause.
Nell’impietosa relazione di 190 pagine i periti scrivono che «in questo contesto pare anche inutile perdersi in discussioni sulla causa ultima del decesso. Se vale a dire esso sia da ricondursi terminalmente ad un disturbo del ritmo cardiaco, piuttosto che della funzionalità cerebrale, trattandosi di ipotesi entrambe valide ed ugualmente sostenibili. Questo anche in considerazione del fatto che il decesso (vuoi per causa ultima cardiaca, vuoi per causa ultima cerebrale) intervenne nelle prime ore della mattinata del 22 ottobre quando, quanto meno a partire da due-tre giorni prima, già si era instaurato il catabolismo proteico, indice come abbiamo visto sopra di una prognosi `a breve´ sicuramente infausta». Quanto al quadro traumatico osservato, questo «si accorda sia con un’aggressione, sia con una caduta accidentale, né vi sono elementi che facciano propendere per l’una piuttosto che per l’altra dinamica lesiva». I riscontri clinici riferibili alle lesioni - dicono i periti - «risalgono al pomeriggio del 16 ottobre 2009 e non contrastano con un’epoca di produzione di poco anteriore». Secondo i sei periti incaricati dalla terza Corte d’assise di Roma, «in mani esperte l’allarme rosso era in atto con gli esami del 19 ottobre 2009 e che da questo momento Cucchi, per avere un trattamento appropriato, doveva essere trasferito in una struttura di terapia intensiva». In sostanza, «un trasferimento ed un trattamento immediato - rilevano gli esperti riferendosi al personale sanitario che ha avuto in cura Cucchi - avrebbero probabilmente ancora consentito di recuperare il paziente. È intuibile che se il trasferimento del paziente fosse stato rimandato le di lui possibilità di sopravvivenza si sarebbero proporzionalmente e progressivamente ridotte, fino a raggiungere livelli molto bassi in data 20 ottobre ed ad annullarsi in data 21 ottobre». Per la morte di Cucchi sono imputati tre agenti della polizia penitenziaria e nove tra medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini.
«Tutti i sanitari del reparto di medicina protetta del Pertini - precisano gli esperti - ebbero una condotta colposa, a titolo di imperizia, sia di negligenza quando non di mancata osservanza di disposizioni comportamentali codificate». «La sera del 17 ottobre 2009 Stefano Cucchi - si legge nella relazione - presentava uno stato di denutrizione importante che, di fronte alla di lui manifesta volontà di digiunare e di astenersi dal cibo, doveva immediatamente allertare i medici curanti. Anche pochi giorni di ulteriore astensione da alimenti e liquidi costituivano rischio concreto di un irreversibile aggravamento delle di lui condizioni. Il pericolo di vita del paziente si rende poi manifesto il 19 ottobre: in questo momento un trattamento terapeutico appropriato avrebbe consentito probabilmente il recupero di Cucchi». Inoltre, «non avendo consapevolezza della patologia di cui Cucchi è affetto, venne pure a mancare da parte dei sanitari del reparto di medicina protetta dell’ospedale Sandro Pertini una adeguata e corretta informazione al paziente sul suo stato di salute e sulla prognosi a breve inevitabilmente infausta, nel caso egli avesse persistito nel rifiutare cibi e liquidi». «Il medico - si legge nel documento di 190 pagine - di fronte ad un paziente che rifiuti di nutrirsi e bere è grandemente coinvolto sotto il profilo deontologico ed etico; e lo è particolarmente quando il rifiuto è una forma di protesta del detenuto, che ritenga di non aver altro modo per far valere le proprie richieste». «Nello sciopero della fame - concludono i periti - la libertà di scelta, per essere libera, deve essere informata, vale a dire formarsi solo sulla scorta di una corretta ed esaustiva informazione da parte del medico».