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Subject: Il muro
"Da domani lo può tranquillamente fare perchè per quel che mi riguarda da adesso è disoccupato :P"
(edited)
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"Oh mio caro, che grande uomo che è. Le do il permesso di ascoltarlo ogni mattina, e non si preoccupi del lavoro... tanto da adesso non lo ha più"
:D
:D
*Arrivò il violinista della metro per creare l'atmosfera giusta*
@ checco e varlam
e adesso immaginiamo Joshua Bell che mentre si dirige al teatro di Boston incoccia in Sylvie Guillem che, in incognito, danza divinamente nei sotterranei della Metro. Secondo voi quali saranno le priorità del violinista con appuntamento di lavoro?
e adesso immaginiamo Joshua Bell che mentre si dirige al teatro di Boston incoccia in Sylvie Guillem che, in incognito, danza divinamente nei sotterranei della Metro. Secondo voi quali saranno le priorità del violinista con appuntamento di lavoro?
c'è chi può c'è chi non può... lui può :) se un divo fa aspettare i suoi ammiratori anche 2 ore prima di partire con il concerto (chiamato appuntamento di lavoro) sarà ancora ammirato e pagato quanto prima.
Comunque dai, io quando ci sono artisti bravi mi fermo un attimo ad aspettarli, è ormai mia abitudine...
Anche 5 minuti, possono significare molto... tutto IMHO ovviamente
5 minuti non cambiano la vita...
Anche 5 minuti, possono significare molto... tutto IMHO ovviamente
5 minuti non cambiano la vita...
io già sono sempre, SEMPRE, in ritardo di mio, a parte nel primo appuntamento con le ragazze, poi dal secondo in poi sì, se poi mi devo fermare pure per tutto ciò che è bello arrivo dopo 2 ore, perchè io mediamente piazzo un ritardo dai 10 ai 30 minuti in qualsiasi cosa (purtroppo...)
azz, pure io... ed è inutile che, per dire, mi alzi mezz'ora prima :)
Pestarono ultras e lo resero invalido al 100%. Assolti otto poliziotti di Bologna
Nel 2005 alla stazione di Verona dopo il match tra Hellas e Brescia, Paolo Scaroni fu manganellato dagli agenti del reparto mobile del capoluogo emiliano. Molte le omissioni durante le indagini, tra cui 10 minuti di video 'cancellati' in cui l'uomo viene massacrato di botte, ora acquisiti dalla Procura scaligera che aprirà un'inchiesta
Pestarono ultras e lo resero invalido al 100%. Assolti otto poliziotti di Bologna
Fu manganellato fino a essere ridotto in coma e invalido al 100 %. Ora per quel pestaggio otto poliziotti del settimo reparto mobile di Bologna sono stati assolti dal Tribunale di Verona: sette di loro per insufficienza di prove, mentre un ottavo agente, alla guida della camionetta, per non aver commesso il fatto. Tutti erano accusati di lesioni gravissime nei confronti del tifoso del Brescia, Paolo Scaroni, malmenato nel 2005 nella stazione della città veneta dopo una partita di serie A tra l’Hellas Verona e la formazione lombarda. Determinante nella decisione del giudice è stato il taglio e la manipolazione del filmato girato dalla stessa Polizia, che riprese i momenti delle violenze. Il caso, molto simile a quello di Federico Aldrovandi, rischia quindi di rimanere senza colpevoli
La vicenda era stata svelata grazie al lavoro silenzioso di una collega degli imputati, una commissaria di Polizia di stanza a Verona, che aveva sentito a lungo Paolo Scaroni quando il ragazzo, dopo il coma, aveva ripreso a parlare. La agente sfidando l’ostilità intorno a lei aveva ricostruito tutti i passaggi di quel pomeriggio di sangue. Il pestaggio avvenne all’interno della stazione il 24 settembre 2005.
Le prime relazioni ‘ufficiali’ nascosero la vicenda di Scaroni. Parlarono, nell’ordine, di scontri tra gli ultras delle due squadre, poi di una reazione della polizia a un attacco da parte degli ultras bresciani che avevano occupato i binari. La questione di Paolo, ridotto in fin di vita venne derubricata come quella di un “malore sul treno”. A rendere più difficile l’accertamento della verità inoltre, prima del rinvio a giudizio, ci s’era messo anche un pm che aveva avanzato due richieste di archiviazione perché, sosteneva, i caschi impedivano di riconoscere gli agenti picchiatori.
L’indagine scrupolosa pian piano aveva tuttavia svelato che quel pomeriggio alla stazione dei treni non c’erano ultras avversari. Non solo: gli agenti della Polizia ferroviaria spiegarono che la ‘macelleria’ era partita su iniziativa dei colleghi del reparto mobile. Ma la prova madre del pestaggio di Paolo Scaroni, quei minuti di video ripresi dalla polizia, furono cancellati. Ma da chi? Anche per la manipolazione del video ora verrà aperta un’inchiesta dalla Procura: “Il giudice – ha spiegato dopo la sentenza il legale di parte civile, Alessandro Mainardi – ha inviato gli atti alla Procura per il taglio di 10 minuti nel filmato in cui il mio assistito viene massacrato di botte”
Ma intanto chi picchiò Paolo potrebbe rimanere impunito. “Dobbiamo andare avanti, non dobbiamo mollare”, ha detto Scaroni dopo la lettura della sentenza. “La mia storia è simile a quella di Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani – aveva detto Scaroni in passato – la differenza è che io sono ancora vivo e posso parlare”. La decisione del giudice è stata accolta con cori di disapprovazione da parte di decine di ultras bresciani assiepati fuori del tribunale. La tifoseria bresciana fin da quando Scaroni lottava per la vita in ospedale, aveva iniziato a chiedere la verità su quanto era accaduto quel pomeriggio. L’avvocato di parte civile si è riservato la lettura delle motivazioni prima di valutare il ricorso in appello.
Nel 2005 alla stazione di Verona dopo il match tra Hellas e Brescia, Paolo Scaroni fu manganellato dagli agenti del reparto mobile del capoluogo emiliano. Molte le omissioni durante le indagini, tra cui 10 minuti di video 'cancellati' in cui l'uomo viene massacrato di botte, ora acquisiti dalla Procura scaligera che aprirà un'inchiesta
Pestarono ultras e lo resero invalido al 100%. Assolti otto poliziotti di Bologna
Fu manganellato fino a essere ridotto in coma e invalido al 100 %. Ora per quel pestaggio otto poliziotti del settimo reparto mobile di Bologna sono stati assolti dal Tribunale di Verona: sette di loro per insufficienza di prove, mentre un ottavo agente, alla guida della camionetta, per non aver commesso il fatto. Tutti erano accusati di lesioni gravissime nei confronti del tifoso del Brescia, Paolo Scaroni, malmenato nel 2005 nella stazione della città veneta dopo una partita di serie A tra l’Hellas Verona e la formazione lombarda. Determinante nella decisione del giudice è stato il taglio e la manipolazione del filmato girato dalla stessa Polizia, che riprese i momenti delle violenze. Il caso, molto simile a quello di Federico Aldrovandi, rischia quindi di rimanere senza colpevoli
La vicenda era stata svelata grazie al lavoro silenzioso di una collega degli imputati, una commissaria di Polizia di stanza a Verona, che aveva sentito a lungo Paolo Scaroni quando il ragazzo, dopo il coma, aveva ripreso a parlare. La agente sfidando l’ostilità intorno a lei aveva ricostruito tutti i passaggi di quel pomeriggio di sangue. Il pestaggio avvenne all’interno della stazione il 24 settembre 2005.
Le prime relazioni ‘ufficiali’ nascosero la vicenda di Scaroni. Parlarono, nell’ordine, di scontri tra gli ultras delle due squadre, poi di una reazione della polizia a un attacco da parte degli ultras bresciani che avevano occupato i binari. La questione di Paolo, ridotto in fin di vita venne derubricata come quella di un “malore sul treno”. A rendere più difficile l’accertamento della verità inoltre, prima del rinvio a giudizio, ci s’era messo anche un pm che aveva avanzato due richieste di archiviazione perché, sosteneva, i caschi impedivano di riconoscere gli agenti picchiatori.
L’indagine scrupolosa pian piano aveva tuttavia svelato che quel pomeriggio alla stazione dei treni non c’erano ultras avversari. Non solo: gli agenti della Polizia ferroviaria spiegarono che la ‘macelleria’ era partita su iniziativa dei colleghi del reparto mobile. Ma la prova madre del pestaggio di Paolo Scaroni, quei minuti di video ripresi dalla polizia, furono cancellati. Ma da chi? Anche per la manipolazione del video ora verrà aperta un’inchiesta dalla Procura: “Il giudice – ha spiegato dopo la sentenza il legale di parte civile, Alessandro Mainardi – ha inviato gli atti alla Procura per il taglio di 10 minuti nel filmato in cui il mio assistito viene massacrato di botte”
Ma intanto chi picchiò Paolo potrebbe rimanere impunito. “Dobbiamo andare avanti, non dobbiamo mollare”, ha detto Scaroni dopo la lettura della sentenza. “La mia storia è simile a quella di Federico Aldrovandi, Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani – aveva detto Scaroni in passato – la differenza è che io sono ancora vivo e posso parlare”. La decisione del giudice è stata accolta con cori di disapprovazione da parte di decine di ultras bresciani assiepati fuori del tribunale. La tifoseria bresciana fin da quando Scaroni lottava per la vita in ospedale, aveva iniziato a chiedere la verità su quanto era accaduto quel pomeriggio. L’avvocato di parte civile si è riservato la lettura delle motivazioni prima di valutare il ricorso in appello.
Un uomo si è messo all’entrata della stazione metro di Washington e ha iniziato a suonare il violino, era una fredda giornata di gennaio.Ha suonato sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo tempo si calcola che circa 1.100 persone passino dalla stazione,la maggior parte per andare a lavoro.
Viviamo in una società dove l'abito fa il monaco.
Viviamo in una società dove l'abito fa il monaco.
mi sa che ha una certa confusione in testa in fatto di manovre...
penso che, percorrendo la strada in un senso gli sia venuto in mente (...mente...scusate l'iperbole) di invertire il senso di marcia. Il video inizia mezzora dopo che gli è venuta l'idea