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Subject: Il muro

2013-06-24 20:48:02
2013-06-25 14:21:38
ma un morto come fa a essere travolto dalla metro?

era già morto sui binari? ha preso la scossa? un infarto? ma nessuno aveva visto un morto sui binari?

ma come è possibbbbbbile :D
2013-06-25 14:25:07
ce lo avevano portato di peso ed aspettato il momento giusto :D
2013-06-25 18:59:18
2013-06-25 19:26:23
ANALFABETI D’ITALIA


Cinque italiani su cento sono analfabeti, trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice, l’abitudine alla lettura di libri non coinvolge più del venti per cento della popolazione. Alla democrazia italiana mancano le basi.
Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi. Vediamo alcuni dati, tratti da due indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli, 2000) e “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni” (Armando editore, 2006).
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi o di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat oltre il 60 per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel 20 per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’80 per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione. Questa televisione. In compenso gli italiani sono in vetta alle classifiche per uso del telefonino. Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile della minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Più vicino al rango del consumatore (o del suddito) che non del cittadino.
Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio della de-alfabetizzazione di massa e le conseguenze per la tenuta della democrazia, c’è Tullio De Mauro, linguista e lessicografo, autore tra l’altro del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET. “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, afferma De Mauro, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche, pur sempre preferibili ai totalitarismi e ai fascismi, sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del “caso Italia” sembra esserci un problema di formazione, o meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto, partecipando alle scelte collettive e documentandosi sul senso di quelle scelte?” si chiede de Mauro. Possibili rimedi? “Rafforzare la scuola pubblica, avviare un sistema di educazione continua per gli adulti, creare una fitta rete di centri di pubblica lettura”. E magari programmare un piano decennale di pedagogia di massa, con nuovi maestri Manzi al posto di Vespa e Maria De Filippi. Pura utopia…

Fonte: www.wumagazine.com
Link: http://www.wumagazine.com/index.php/wumagazine/articoli/attualita/2/
Marzo 2009
2013-06-25 19:28:57
Cinque italiani su cento sono analfabeti

3 di questi gioca a sokker, io sono uno dei tre ;)
2013-06-25 19:29:15
possibile che giochi per un obiettivo e appena ci sei vicino perdi tutti gli stimoli? boh, sokker sokker, non è che non mi piaci, anzi, è che è da troppo tempo che siamo assieme e io sono uno che deve cambiare...
2013-06-25 21:10:35
trentotto su cento leggono con difficoltà una scritta semplice

questo mi pare un attimino esagerato...
2013-06-25 23:33:28
2013-06-26 00:13:57
dò per buone le stime del linguista, trattandosi di una persona che ha speso molto più tempo di me in questo tipo di studi.
la domanda che mi pongo è: ma dove stanno quei 38-50%? prendiamo i paesini piccoli e sperduti, le persone anziane, i figli dei drogati-alcolizzati-incarcerati che non hanno mai avuto una chance - messi insieme arrivano al 38-50% (un numero ENORME)?
2013-06-26 00:41:17
Mah, penso che si intenda non soltanto leggere ma anche comprendere quanto si è letto. Però concordo sulla difficoltà ad accettare quella cifra; bisognerebbe leggere il testo che la riporta e soprattutto dare un significato oggettivo all'aggettivo "semplice"... è un pelo ambiguo :)

I futuri emarginati della società: 73 milioni di cittadini europei hanno difficoltà nella lettura e nella comprensione di un testo


C'è un' alta percentuale di cittadini europei che non sa leggere bene e non capisce il senso di un testo semplice: sono circa 73 milioni su una popolazione di 495 milioni di abitanti.

Il 6 settembre a Bruxelles l'Unione Europea prepararerà un pacchetto di contromisure, dopo che saranno arrivati i risultati definitivi del lavoro di un gruppo di studio.

Il fenomeno è diffuso: Eurostat, l'istituto statistico europeo, ha preso a campione i cittadini europei di età compresa tra i 25 e i 64 anni d'età, che non hanno completato il ciclo scolastico secondario inferiore. La nazione con più problemi è il Portogallo, con la percentuale del 50%, quella con meno problemi è la Germania, con il 2%. L'Italia si colloca tra il 10 e l'11 per cento insieme alla Francia.

L'Europa vuole intervenire anche sugli studenti adolescenti, dove, alla luce dei dati PISA, si evidenzia che uno studente su 5 ha gravi difficoltà con la lettura, peggio i maschi delle femmine. Stessa percentuale presentano gli USA, mentre brillano in lettura gli studenti della Corea di cui solo il 6% presenta difficoltà.

Il problema è molto grave anche da un punto di vista economico: chi non sa leggere e comprendere ciò che legge sarà sicuramente emarginato dal mondo del lavoro, infatti gli impieghi sottoqualificati tendono a diminuire e nel 2020 scenderanno al 15% contro l'attuale 20%.

(edited)
2013-06-26 00:50:18
Ho trovato l'analizzatore di leggibilità... le 2 righe che ho scritto sopra sono un testo DIFFICILE.

http://labs.translated.net/leggibilita-testo/
2013-06-26 08:50:46
2013-06-26 08:52:53
bello:D
2013-06-26 12:53:09
Questa per varlam, per ricollegarci al discorso di ieri:

dati OCSE
2013-06-26 14:42:27
con me sfondi la porta aperta - finisco il dottorato quest'anno, ed in vista del prossimo futuro mi sto informando da tempo sulle possibilità di continuare la carriera accademica. al momento la mia unica esperienza didattica (quella ufficiale si intende..) consiste in assistenza ai quattro corsi di laboratorio per i CdL triennale e magistrale. se fossi andata a pulire i cessi al mcdonalds alzavo più soldi per lo stesso numero di ore... e per accedere a quella posizione dovevi almeno essere laureato al secondo livello.