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Subject: FIAT Termini Imerese
Balù, come penso sai sono di Termini Imerese, e qualcosa sulla vicenda dello stabilimento diciamo che la conosco e , soparttutto la vivo, pur non essendo un dipendente Fiat.
Ti faccio solo un esempio sulla fenomenale abilità e intelligenza di coloro che attualmente sono a capo dela Fiat
Come tutti sappiamo Fiat decise di produrre a Termini Imerese (assoluta assenza di infrastrutture, mancanza del collegamento autostradale -la Palermo Messina è stata ultimata da pochi anni-, porto più vicino -Palermo- a 40 Km di distanza e intasato) solo per la miriade di contributi ed agevolazioni che in cambio lo stato gli riconobbe.
Anche su presioni Fiat, è stata completata l'autostrada, è stato addirittura creato un porto commerciale direttamente qui sul golfo della città (in seguito al quale è stata quasi del tutto devastata la spiaggia pubblica della città che era fonte di turismo).
Marchionne o chi per lui mi potrebbe allora spiegare, visto che non fanno altro che parlare di produzione dagli alti costi e non economica dal punto di vista imprenditoriale, come mai per smistare le auto che vengono qui prodotte non si usa l'autostrada completata, non si usa il porto commercilae creato, ma, udite bene, non si usa nemmeno il porto di palermo, ma, le auto, vengono trasportate a catania e da li,via mare, fanno iun giro assurdo per venire smistate nel paese.
Pare logico?
Ti faccio solo un esempio sulla fenomenale abilità e intelligenza di coloro che attualmente sono a capo dela Fiat
Come tutti sappiamo Fiat decise di produrre a Termini Imerese (assoluta assenza di infrastrutture, mancanza del collegamento autostradale -la Palermo Messina è stata ultimata da pochi anni-, porto più vicino -Palermo- a 40 Km di distanza e intasato) solo per la miriade di contributi ed agevolazioni che in cambio lo stato gli riconobbe.
Anche su presioni Fiat, è stata completata l'autostrada, è stato addirittura creato un porto commerciale direttamente qui sul golfo della città (in seguito al quale è stata quasi del tutto devastata la spiaggia pubblica della città che era fonte di turismo).
Marchionne o chi per lui mi potrebbe allora spiegare, visto che non fanno altro che parlare di produzione dagli alti costi e non economica dal punto di vista imprenditoriale, come mai per smistare le auto che vengono qui prodotte non si usa l'autostrada completata, non si usa il porto commercilae creato, ma, udite bene, non si usa nemmeno il porto di palermo, ma, le auto, vengono trasportate a catania e da li,via mare, fanno iun giro assurdo per venire smistate nel paese.
Pare logico?
benissimo
vuoi chiudere
calcoliamo i soldi ricevuti dallo stato in 100 anni stagionalizziamo il valore...li ridai indietro e poi chiudi quando ti pare
se aumentare la produttività (o meglio GLI UTILI...) vuol dire lavorare con 400 euro al mese come in polonia o serbia in italia non ce lo possiamo permettere.
se aumentare la produttività vuol dire dare un calcio nelle palle al diritto del lavoro e sul lavoro maturato in anni di sacrifici non ce lo possiamo permettere.
Con quei soldi (ipotizzo sui miliardi di euro) creiamo una nuova produzione (magari non di auto che ne abbiamo piene le scatole) e liberalizziamo finalmente il mercato della produzione delle auto con ZERO incentivi futuri alla vendita nazionale delle serbo-polacche FA (e non più FIAT visto che di italia e torino avrà ben poco) in quanto produzione straniera.
IO CI STO...vediamo se al canadese va bene così.
(modificato)
e due, prima volevo risponderti, poi mi son riletto e quindi fermato, perchè risutavo offensivo.
ma ora vado: a me va bene chiedere la restituzione, poi però occorre anche farsi restituire i soldi dello stipendio da coloro che negli ultimi 100 anni non hanno lavorato secondo i ritmi previsti dai capiturno/azienda, che hanno presentato certificati medici falsi, e cosi' via, però i soldi li chiediamo sul serio a tutti e se sono deceduti andiamo dai loro discendenti. Gli Agnelli li conosciamo tutti, ma le responsabilità ce le si deve assumere dai due lati della barricata. E se prendiamo questa china allora poi ripartiamo con gli statali, e lì si aprono le cataratte del Nilo.
vuoi chiudere
calcoliamo i soldi ricevuti dallo stato in 100 anni stagionalizziamo il valore...li ridai indietro e poi chiudi quando ti pare
se aumentare la produttività (o meglio GLI UTILI...) vuol dire lavorare con 400 euro al mese come in polonia o serbia in italia non ce lo possiamo permettere.
se aumentare la produttività vuol dire dare un calcio nelle palle al diritto del lavoro e sul lavoro maturato in anni di sacrifici non ce lo possiamo permettere.
Con quei soldi (ipotizzo sui miliardi di euro) creiamo una nuova produzione (magari non di auto che ne abbiamo piene le scatole) e liberalizziamo finalmente il mercato della produzione delle auto con ZERO incentivi futuri alla vendita nazionale delle serbo-polacche FA (e non più FIAT visto che di italia e torino avrà ben poco) in quanto produzione straniera.
IO CI STO...vediamo se al canadese va bene così.
(modificato)
e due, prima volevo risponderti, poi mi son riletto e quindi fermato, perchè risutavo offensivo.
ma ora vado: a me va bene chiedere la restituzione, poi però occorre anche farsi restituire i soldi dello stipendio da coloro che negli ultimi 100 anni non hanno lavorato secondo i ritmi previsti dai capiturno/azienda, che hanno presentato certificati medici falsi, e cosi' via, però i soldi li chiediamo sul serio a tutti e se sono deceduti andiamo dai loro discendenti. Gli Agnelli li conosciamo tutti, ma le responsabilità ce le si deve assumere dai due lati della barricata. E se prendiamo questa china allora poi ripartiamo con gli statali, e lì si aprono le cataratte del Nilo.
Pare logico?
aimè, si
perchè correttamente le aziende vengono gestite con criteri di economia dei costi, non di apparenza
ovviamente il sud-italia (o meglio buona parte del sud) è sottosviluppato rispetto al nord (o meglio a buona parte del nord)
la scelta politica scellerata di delocalizzare al sud aziende del nord a suon di incentivi statali ha sicuramente pagato molto in termini di voti, ma non ha portato a far crescere e sviluppare il territorio in modo armonico, ovvero a creare il tessuto connettivo industriale della piccola e media impresa assolutamente indispensabile a far sopravvivere i colossi industriali nel modello italiano
ti dirò di più, la scelta di delocalizzare al sud ha impoverito il nord di decine di migliaia di posti di lavoro dando invece solo un sollievo parziale e momentaneo a alcune zone del sud
con il senno di poi è facile capire il terribile errore commesso
se tali fiumi di denaro erogati sotto forma di contributi diretti ma soprattutto di sgravi fiscali e contributivo fossero stati investiti nella creazione di vere strutture efficenti di servizio alla comunità (ferrovie, porti commerciali, e anche strade), rete elettrica, rete telefonica, zone industriali attrezzate per tutte le grandi città del sud, ecc. ecc., non solo lo stato avrebbe comunque creato posti di lavoro, ma le aziende (quelle vere!) sarebbero arrivate da tutto il mondo e non solo dal nord per aprire aziende
ma questo è solo parte del problema
perchè ora non tocca solo al sud subire le conseguenze di tali scelte
quello che ha detto marchionne è vero, lui lo avrà detto per portare acqua al suo mulino, ma è vero vero vero
le aziende chiudono
chiudono al sud, ma chiudono anche al nord, nell'ex triangolo industriale Genova-Torino-Milano le aziende muoiono come le mosche ogni giorno, e anche nell'ex-miracolo del nord-est è la stessa cosa
e, nota bene, se le aziende chiudono a Torino per andare a Lione e non per andare a Varsavia, il problema è doppiamente grave, perchè non c'è neppure modo di giocarsela con gli stipendi bassi, la competizione è persa in partenza c'è un gap incolmabile per la singola azienda che voglia resistere
aimè, si
perchè correttamente le aziende vengono gestite con criteri di economia dei costi, non di apparenza
ovviamente il sud-italia (o meglio buona parte del sud) è sottosviluppato rispetto al nord (o meglio a buona parte del nord)
la scelta politica scellerata di delocalizzare al sud aziende del nord a suon di incentivi statali ha sicuramente pagato molto in termini di voti, ma non ha portato a far crescere e sviluppare il territorio in modo armonico, ovvero a creare il tessuto connettivo industriale della piccola e media impresa assolutamente indispensabile a far sopravvivere i colossi industriali nel modello italiano
ti dirò di più, la scelta di delocalizzare al sud ha impoverito il nord di decine di migliaia di posti di lavoro dando invece solo un sollievo parziale e momentaneo a alcune zone del sud
con il senno di poi è facile capire il terribile errore commesso
se tali fiumi di denaro erogati sotto forma di contributi diretti ma soprattutto di sgravi fiscali e contributivo fossero stati investiti nella creazione di vere strutture efficenti di servizio alla comunità (ferrovie, porti commerciali, e anche strade), rete elettrica, rete telefonica, zone industriali attrezzate per tutte le grandi città del sud, ecc. ecc., non solo lo stato avrebbe comunque creato posti di lavoro, ma le aziende (quelle vere!) sarebbero arrivate da tutto il mondo e non solo dal nord per aprire aziende
ma questo è solo parte del problema
perchè ora non tocca solo al sud subire le conseguenze di tali scelte
quello che ha detto marchionne è vero, lui lo avrà detto per portare acqua al suo mulino, ma è vero vero vero
le aziende chiudono
chiudono al sud, ma chiudono anche al nord, nell'ex triangolo industriale Genova-Torino-Milano le aziende muoiono come le mosche ogni giorno, e anche nell'ex-miracolo del nord-est è la stessa cosa
e, nota bene, se le aziende chiudono a Torino per andare a Lione e non per andare a Varsavia, il problema è doppiamente grave, perchè non c'è neppure modo di giocarsela con gli stipendi bassi, la competizione è persa in partenza c'è un gap incolmabile per la singola azienda che voglia resistere
infatti. non grazie a scioperi, blocchi e cazzate varie.
hanno anche loro fatto un passo indietro
semplice.
gli scioperi entrano in gioco nel momento in cui gli imprenditori non ascoltano i lavoratori, ovvio che se l'azienda ascoltasse di più i dipendenti (e nell'articolo che ho postato c'era scritto così, non solamente basta "scioperi, blocchi e cazzate varie") le cose sarebbero diverse: coinvolgendo i rappresentanti dei lavoratori nelle decisioni strategiche
hanno anche loro fatto un passo indietro
semplice.
gli scioperi entrano in gioco nel momento in cui gli imprenditori non ascoltano i lavoratori, ovvio che se l'azienda ascoltasse di più i dipendenti (e nell'articolo che ho postato c'era scritto così, non solamente basta "scioperi, blocchi e cazzate varie") le cose sarebbero diverse: coinvolgendo i rappresentanti dei lavoratori nelle decisioni strategiche
quoto senza alcun dubbio baluba
marchionne ha anche detto in una intervista che sarebbe disposto ad aumentare il salario se la produttività raggiungesse livelli decenti
io sto con marchionne e con baluba stavolta
marchionne ha anche detto in una intervista che sarebbe disposto ad aumentare il salario se la produttività raggiungesse livelli decenti
io sto con marchionne e con baluba stavolta
non credo che il che 50% degli operai siano realmente ammalati ogni volta che la Nazionale gioca
per cui dovrebbero essere anche i metalmeccanici ad ascoltare gli imprenditori
marchionne sa fare il suo lavoro e lo fa molto bene...punto
per cui dovrebbero essere anche i metalmeccanici ad ascoltare gli imprenditori
marchionne sa fare il suo lavoro e lo fa molto bene...punto
marchionne ha anche detto in una intervista che sarebbe disposto ad aumentare il salario se la produttività raggiungesse livelli decenti
questa parte delle affermazioni di marchionne io la prendo con le pinze, la parte che condivido è il fatto che se non si fa nulla sul fronte della produttività le poche grandi aziende rimaste in italia chiuderanno tutte e stop
questa parte delle affermazioni di marchionne io la prendo con le pinze, la parte che condivido è il fatto che se non si fa nulla sul fronte della produttività le poche grandi aziende rimaste in italia chiuderanno tutte e stop
non credo che il che 50% degli operai siano realmente ammalati ogni volta che la Nazionale gioca
li hai contati tutti tu?
li hai contati tutti tu?
faccio l'esempio di dove lavora mio padre (turnista a ciclo continuo) da oltre 20 anni...producono vuoti in vetro per alimenti
negli ultimi 10 anni hanno aumentato la produttività dell' 5-6 % ogni anno mantenendo la qualità elevata con gli stessi macchianari di 13 anni fa...oltre al bonus-produttività ogni anno quest'anno il gruppo (mi sembra sia francese) ha investito 12 mln di euro per rinnovare metà stabilimento e nel 2012 altri 14 mln per l'altra metà per avere una produzione GARANTITA per altri 15 - 20 anni sicuri
e quest'estate hanno assunto 6 operai e 4 ingegneri
la produttività a volte paga a quanto pare
(edited)
negli ultimi 10 anni hanno aumentato la produttività dell' 5-6 % ogni anno mantenendo la qualità elevata con gli stessi macchianari di 13 anni fa...oltre al bonus-produttività ogni anno quest'anno il gruppo (mi sembra sia francese) ha investito 12 mln di euro per rinnovare metà stabilimento e nel 2012 altri 14 mln per l'altra metà per avere una produzione GARANTITA per altri 15 - 20 anni sicuri
e quest'estate hanno assunto 6 operai e 4 ingegneri
la produttività a volte paga a quanto pare
(edited)
lo dice marchionne e nessuno lo nega...forse un po' di verità c'è
e, nota bene, se le aziende chiudono a Torino per andare a Lione e non per andare a Varsavia,
no, vanno dove costa meno la manodopera, dove c'è una bassa pressione fiscale e scarsi controlli.
no, vanno dove costa meno la manodopera, dove c'è una bassa pressione fiscale e scarsi controlli.
e, nota bene, se le aziende chiudono a Torino per andare a Lione e non per andare a Varsavia,
no, vanno dove costa meno la manodopera, dove c'è una bassa pressione fiscale e scarsi controlli.
no, non si sta parlando di quello
la delocalizzazione verso i paesi con manodopera a basso costo riguarda tutti i paesi industrializzati
ma è solo l'italia che vede continua emorraggia di aziende verso gli altri paesi industrializzati dove addirittura gli stipendi sono più alti
no, vanno dove costa meno la manodopera, dove c'è una bassa pressione fiscale e scarsi controlli.
no, non si sta parlando di quello
la delocalizzazione verso i paesi con manodopera a basso costo riguarda tutti i paesi industrializzati
ma è solo l'italia che vede continua emorraggia di aziende verso gli altri paesi industrializzati dove addirittura gli stipendi sono più alti
dal punto di vista imprenditoriale Marchionne è inappuntabile.
E lui per l'appunto fa l'imprenditore.
Considera le condizioni economiche e di mercato e verifica che per lui conviene produrre qui a queste condizioni altrimenti gli conviene chiudere.
E fa bene a dirlo chiaro.
io non credo neppure che lo Stato o gli italiani possano avanzare pretese di restituzione di alcun tipo.
la realtà è che quando si varano accordi con le aziende si deve mettere in conto che non ci sarà riconoscenza di alcun tipo, l'azienda è un' entità economica e non può e non deve andare contro ad i suoi interessi per motivazioni morali.
la questione però si complica, secondo me, su 2 punti:
1quando Marchionne da un lato, in un passaggio critico ma sottovalutato dell'intervista bolla come impossibile ogni possibilità di garantire llivelli minimi di salario/condizioni di lavoro nel mondo (adducendo una motivazione solo accennata, la concorrenza cinese, che a me non convince del tutto)
2quando l'unica ricetta che Marchionne propone è l'aumento della produttività o la chiusura.
personalmente credo che questo sia un problema politico (cioè starebbe a chi ci rappresenta di trovare delle regole per fare si che questo momento storico-economico non si porti via tutto il benessere solo perchè la competitività è altrove..)
Naturalmente non sta a Marchionne discutere di come l'Italia, l'UE o i paesi occidentali debbano organizzare la "difesa del lavoro" dall'invasione di lavoro a basso costo, è un problema non suo e che anzi probabilmente saprà sfruttare per produre utili per il suo datore di lavoro (l'azionista), però noi dobbiamo pure renderci conto che la prospettiva non può essere solo ridursi a lavorare come cinesi o restare senza lavoro.
Sul fatto che la produttività in altri paesi occidentali è superiore alla nostra si deve essere onesti intellettualmente e ammettere le GRAVI RESPONSABILITA' del sindacato italiano, in molti sensi e molti modi è stata una forza conservatrice miope e che ha difeso privilegi e ingiustizie.
D'altro canto la posizione ideologica avversa e cioè che tutto ciò che dai sindacati viene è male è altrettanto errata, dato che gli esempi tedeschi dimostrano che i risultati si possono ottenere SOLO con la collaborazione e l'incontro di esigenze.
E lui per l'appunto fa l'imprenditore.
Considera le condizioni economiche e di mercato e verifica che per lui conviene produrre qui a queste condizioni altrimenti gli conviene chiudere.
E fa bene a dirlo chiaro.
io non credo neppure che lo Stato o gli italiani possano avanzare pretese di restituzione di alcun tipo.
la realtà è che quando si varano accordi con le aziende si deve mettere in conto che non ci sarà riconoscenza di alcun tipo, l'azienda è un' entità economica e non può e non deve andare contro ad i suoi interessi per motivazioni morali.
la questione però si complica, secondo me, su 2 punti:
1quando Marchionne da un lato, in un passaggio critico ma sottovalutato dell'intervista bolla come impossibile ogni possibilità di garantire llivelli minimi di salario/condizioni di lavoro nel mondo (adducendo una motivazione solo accennata, la concorrenza cinese, che a me non convince del tutto)
2quando l'unica ricetta che Marchionne propone è l'aumento della produttività o la chiusura.
personalmente credo che questo sia un problema politico (cioè starebbe a chi ci rappresenta di trovare delle regole per fare si che questo momento storico-economico non si porti via tutto il benessere solo perchè la competitività è altrove..)
Naturalmente non sta a Marchionne discutere di come l'Italia, l'UE o i paesi occidentali debbano organizzare la "difesa del lavoro" dall'invasione di lavoro a basso costo, è un problema non suo e che anzi probabilmente saprà sfruttare per produre utili per il suo datore di lavoro (l'azionista), però noi dobbiamo pure renderci conto che la prospettiva non può essere solo ridursi a lavorare come cinesi o restare senza lavoro.
Sul fatto che la produttività in altri paesi occidentali è superiore alla nostra si deve essere onesti intellettualmente e ammettere le GRAVI RESPONSABILITA' del sindacato italiano, in molti sensi e molti modi è stata una forza conservatrice miope e che ha difeso privilegi e ingiustizie.
D'altro canto la posizione ideologica avversa e cioè che tutto ciò che dai sindacati viene è male è altrettanto errata, dato che gli esempi tedeschi dimostrano che i risultati si possono ottenere SOLO con la collaborazione e l'incontro di esigenze.
però baluba spieghiamo allora perchè succedono cose come quelle lamentate in questa celebre lettera dalla Polonia: e non si può dire che quegli operai non fossero produttivi...
"La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d'Europa e non sono ammesse rimostranze all'amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)
A un certo punto verso la fine dell'anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L'anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo "Giorno di Protesta" dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l'anno scorso.
Che cosa abbiamo ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.
In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.
E' chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.
Per noi non c'è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l'azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Lavoratori, è ora di cambiare".
"La FIAT gioca molto sporco coi lavoratori. Quando trasferirono la produzione qui in Polonia ci dissero che se avessimo lavorato durissimo e superato tutti i limiti di produzione avremmo mantenuto il nostro posto di lavoro e ne avrebbero creati degli alti. E a Tychy lo abbiamo fatto. La fabbrica oggi è la più grande e produttiva d'Europa e non sono ammesse rimostranze all'amministrazione (fatta eccezione per quando i sindacati chiedono qualche bonus per i lavoratori più produttivi, o contrattano i turni del weekend)
A un certo punto verso la fine dell'anno scorso è iniziata a girare la voce che la FIAT aveva intenzione di spostare la produzione di nuovo in Italia. Da quel momento su Tychy è calato il terrore. Fiat Polonia pensa di poter fare di noi quello che vuole. L'anno scorso per esempio ha pagato solo il 40% dei bonus, benché noi avessimo superato ogni record di produzione.
Loro pensano che la gente non lotterà per la paura di perdere il lavoro. Ma noi siamo davvero arrabbiati. Il terzo "Giorno di Protesta" dei lavoratori di Tychy in programma per il 17 giugno non sarà educato come l'anno scorso.
Che cosa abbiamo ormai da perdere?
Adesso stanno chiedendo ai lavoratori italiani di accettare condizioni peggiori, come fanno ogni volta. A chi lavora per loro fanno capire che se non accettano di lavorare come schiavi qualcun altro è disposto a farlo al posto loro. Danno per scontate le schiene spezzate dei nostri colleghi italiani, proprio come facevano con le nostre.
In questi giorni noi abbiamo sperato che i sindacati in Italia lottassero. Non per mantenere noi il nostro lavoro a Tychy, ma per mostrare alla FIAT che ci sono lavoratori disposti a resistere alle loro condizioni. I nostri sindacati, i nostri lavoratori, sono stati deboli. Avevamo la sensazione di non essere in condizione di lottare, di essere troppo poveri. Abbiamo implorato per ogni posto di lavoro. Abbiamo lasciato soli i lavoratori italiani prendendoci i loro posti di lavoro, e adesso ci troviamo nella loro stessa situazione.
E' chiaro però che tutto questo non può durare a lungo. Non possiamo continuare a contenderci tra di noi i posti di lavoro. Dobbiamo unirci e lottare per i nostri interessi internazionalmente.
Per noi non c'è altro da fare a Tychy che smettere di inginocchiarci e iniziare a combattere. Noi chiediamo ai nostri colleghi di resistere e sabotare l'azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso.
Lavoratori, è ora di cambiare".
la produttività a volte paga a quanto pare
secondo te si può continuare a produrre sempre di più sempre di più, all'infinito?
secondo te si può continuare a produrre sempre di più sempre di più, all'infinito?
si prende il discorso dalla parte sbagliata...un imprenditore vuole produrre al massimo con la minima spesa
se le spese hanno livelli ridicoli se rapportate con alla produzione reale è ovvio che qualcosa non va
marchionne mette le carte in tavola in modo chiaro e senza giri di parole
se le spese hanno livelli ridicoli se rapportate con alla produzione reale è ovvio che qualcosa non va
marchionne mette le carte in tavola in modo chiaro e senza giri di parole