Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!

Subject: FIAT Termini Imerese

2010-10-25 14:30:13
2010-10-25 14:35:57
Marchionne ha ragione da vendere e lo quoto in ogni singola parola pronunciata. Ibra e´pagato troppo, non lui.
2010-10-25 14:39:15
ibra non deve dare da mangiare a migliaia di famiglie e sinceramente di quanto prende non me ne frega un accidenti (so cavoli del suo padrone disavanzo di galera)

ma non tollero che un tizio che s'è ingrassato coi nostri soldi spari a zero su produttività e quant'altro per liberarsi le mani e andare a fare lo schiavista cinese da un'altra parte

marchionne e quelli come lui sono la feccia della società
(edited)
2010-10-25 14:41:10
per non parlare (entrando nel merito individuale) della sua remunerazione annua pari a 400 volte quella di un operaio medio quando nel '60 il suo equivalente valletta prendeva solo 20 volte rispetto l'operaio medio

lì volevo arrivare, Romiti docet
2010-10-25 14:42:50
marchionne e quelli come lui sono la feccia della società

non la penso così, in ogni caso

come non credo alla sua santificazione
2010-10-25 14:49:01

marchionne e quelli come lui sono la feccia della società


Spero vivamente che un giorno tu possa considerarmi feccia
2010-10-25 14:54:34
se nella tua vita la tua unica ambizione è diventare come marchionne ti auguro tanta fortuna.
2010-10-25 14:56:33
ue´pare che hai visto satana in persona, che ha detto di tanto malefico ?
se credi ai dati che ha presentato non puoi che dargli ragione, se pensi che abbia mentito spiegami dove l´ha fatto.
2010-10-25 15:03:21
la mia idea non si basa su 4 chiacchiere fatte in tv che sembrano essere all'improvviso il vangelo del perfetto imprenditore

le radici del mio pensiero affondano su territori un pò più ampi rispetto a un paio di dati snocciolati e a conclusioni banali sulla produttività marginale in un contesto economico piuttosto che in altri di un'azienda
2010-10-25 15:08:44
la mia idea non si basa su 4 chiacchiere fatte in tv che sembrano essere all'improvviso il vangelo del perfetto imprenditore

le radici del mio pensiero affondano su territori un pò più ampi rispetto a un paio di dati snocciolati e a conclusioni banali sulla produttività marginale in un contesto economico piuttosto che in altri di un'azienda


Accusi lui di 4 chiacchere ma non è che il tuo pensiero affondato nei territori piu ampi siano avvallati da dati certi, come puoi pretendere che crediamo a te e non a lui quando fai un ragionamento sullo stesso stile anche se agli anipodi ?
2010-10-25 15:19:53
non sono l'amministratore delegato ombra della fiat nè tantomeno la wikipedia vivente del capitalismo pertanto credo che nessuno sia in grado di dare lezioni di economia, di delocalizzazione, di diritto sindacale, di politica dei redditi, di capitalismo sociale e tanti altre varie branche che interessano o potrebbero interessare la questione

la cronistoria di questa azienda ci dice che i suoi operai (quasi tutti italiani) nella storia del gruppo hanno avuto un ruolo fondamentale, che lo stato italiano (cioè noi...coi nostri contributi) abbiamo avuto un ruolo fondamentale, che i cittadini italiani con il loro consumare beni di produzione monopolistica e quindi più appetibili economicamente prodotti da questa azienda hanno avuto un ruolo fondamentale...e si potrebbe proseguire

quindi questa azienda (e tutto quello che ad esso è collegato in termini di produzione) non è soltanto del signor Marchionne, nè tantomeno di coloro che ce l'hanno messo...sarebbe richiesto un approccio meno materialistico e opportunistico nei confronti di chi in passato e chi adesso ha contribuito in grandissima parte alle fortune di questo gruppo.
(edited)
2010-10-25 15:29:27
so che la nostra classe politica non è attendibile ma almeno dai commenti non mi sembro l'unico a pensare certe cose...poi magari ha ragione Bondi...e allora chiederemo tutti venia


ROVIGO - "Marchionne mi sembra che ieri abbia dimostrato di essere un po' più canadese che italiano, visto che è italo-canadese". All'indomani della sortita dell'ad della Fiat, il presidente della Camera tira una frecciata al manager che ha definto l'Italia "un peso" per il Lingotto 1. "Ha detto una cosa - aggiunge parlando durante un incontro con gli studenti a Rovigo - che sarebbe normale se detta da uno che non è un top manager italiano, ma è un po' paradossale che lo dica l'amministratore delegato della Fiat perchè se è ancora un grande colosso è stato perché c'è stato il contribuente italiano a garantirlo". Poi Fini allarga l'orizzonte e si occupa di crisi economica. Non minimizzando i rischi che corre il nostro Paese. "Tenere i conti pubblici sotto controllo per evitare di andare con le gambe all'aria non è un 'pallino' di questo governo, una necessità perchè altrimenti c'è la Grecia" dice il presidente della Camera.

Chi invece plaude alle parole di Marchionne è il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. Frasi che suonano come un affondo a Fini: "Se l'Italia avesse ancora una classe dirigente nazionale degna di questo nome e dei leader politici autorevoli, si interrogherebbe a fondo sulle affermazioni di Marchionne. Ignorare o peggio polemizzare con una battuta paradossale quanto allarmata di Marchionne significa far finta che i problemi non ci siano e che tutto possa continuare come nel passato. La sinistra lo può fare, tutti coloro che lavorano per il cambiamento e la modernizzazione dell'Italia no".

"Marchionne non va demonizzato" aggiunge Pier Ferdinando Casini, che si schiera dalla parte dell'ad del Lingotto. "Anche se la Fiat ha ricevuto ingenti contributi dallo Stato, ha cento ragioni, come quando parla di perdita della competitività in Italia o degli stranieri che non investono nel nostro Paese. Dice cose sacrosante - insiste il leader dell'Udc - non riesco a dargli torto. Bisogna rendersi conto della realtà, altrimenti la Fiat chiude le saracinesche delle fabbriche e va in Serbia".

"Da Marchionne parole offensive e indegne" afferma invece il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Infatti, è noto a tutti - spiega Di Pietro - che la Fiat ha sempre ricevuto denaro pubblico, così come è noto che è stata salvata, alcuni anni fa, dal sistema bancario italiano, e che la cassa integrazione attiva nelle fabbriche Fiat, da metà del 2008, è pagata dai contribuenti italiani. Insistiamo nel chiedere a Marchionne: quali sono i prodotti che si faranno in Italia, dove e in quali stabilimenti? In che modo saturerà gli stabilimenti italiani che sono fermi da mesi? Marchionne dica anche dove andrà a prendere i soldi che deve restituire al governo americano per la vicenda Chrysler e dove intende reperire le risorse per il debito Fiat, ben lontano dal pareggio dichiarato. Infine, ci piacerebbe sapere cosa succede a Termini Imerese", conclude.

Il Pd punta il dito contro "le carenze della Fiat nelle politiche per gli investimenti, nella progettazione e produzione di modelli, nell'organizzazione produttiva". Per Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro, "oltre a scaricare le responsabilità sui sindacati, Marchionne dovrebbe dire quali sono i contenuti del piano Fabbrica Italia. Il governo invece di stare a guardare dovrebbe finalmente mettere in campo una politica industriale per il settore auto. La Fiat ha sempre ricevuto denaro pubblico, così come è noto che è stata salvata, alcuni anni fa, dal sistema bancario italiano, e che la cassa integrazione attiva nelle fabbriche Fiat, da metà del 2008, è pagata dai contribuenti italiani".

Sul fronte sindacale, si fa sentire la Uil: "Il nostro Paese per la Fiat rimane uno dei migliori mercati europei. Senza l'Italia, non vedo dove la Fiat possa costruire le auto da vendere in Europa. L'importante è che Marchionne sia disposto ad accogliere le sfide, non solo a parlarne" dice il segretario Luigi Angeletti.

(25 ottobre 2010)
2010-10-25 15:39:10
quindi questa azienda (e tutto quello che ad esso è collegato in termini di produzione) non è soltanto del signor Marchionne, nè tantomeno di coloro che ce l'hanno messo...

e allora?
si tiene aperta un'azienda "alla memoria"?

se un'azienda lavora in perdita l'azienda chiude, se non chiude vuol dire che viene mantenuta dallo stato, non c'è scampo
2010-10-25 15:40:40

Sul fronte sindacale, si fa sentire la Uil: "Il nostro Paese per la Fiat rimane uno dei migliori mercati europei. Senza l'Italia, non vedo dove la Fiat possa costruire le auto da vendere in Europa. L'importante è che Marchionne sia disposto ad accogliere le sfide, non solo a parlarne" dice il segretario Luigi Angeletti.


già oggi una importante quota parte delle auto Fiat viene costruita in Polonia
2010-10-25 15:51:25
benissimo

vuoi chiudere

calcoliamo i soldi ricevuti dallo stato in 100 anni stagionalizziamo il valore...li ridai indietro e poi chiudi quando ti pare

se aumentare la produttività (o meglio GLI UTILI...) vuol dire lavorare con 400 euro al mese come in polonia o serbia in italia non ce lo possiamo permettere.
se aumentare la produttività vuol dire dare un calcio nelle palle al diritto del lavoro e sul lavoro maturato in anni di sacrifici non ce lo possiamo permettere.

Con quei soldi (ipotizzo sui miliardi di euro) creiamo una nuova produzione (magari non di auto che ne abbiamo piene le scatole) e liberalizziamo finalmente il mercato della produzione delle auto con ZERO incentivi futuri alla vendita nazionale delle serbo-polacche FA (e non più FIAT visto che di italia e torino avrà ben poco) in quanto produzione straniera.

IO CI STO...vediamo se al canadese va bene così.

(edited)
2010-10-25 15:53:27
mi sa che ti quoto ^^