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Subject: sigarette elettroniche
sìsì, questo intendevo. io non la uso in nessun luogo chiuso, ed avendo un bimbo ho mantenuto l'abitudine di "fumare" sul balcone. odio gli idioti che la tirano fuori in ristorante, qualcuno ha provato a farlo pure in aereo prima che le compagnie emanassero apposite direttive...
Concorde con te :)
Anche per evitare facili battibecchi, nei locali pubblici vado fuori
Anche per evitare facili battibecchi, nei locali pubblici vado fuori
che poi esiste già la legge che le vieta: vietato fumare. punto. mica recita "vietato fumare sigarette confezionate ordunque arrotolate, pipe, sigari o quant'altro eccetto invenzione future"
verissima questa annotazione, in realtà (oltre all'educazione ed al buon senso) bastano le leggi attuali.
ah, sottolineo anche l'aspetto economico: in 25 giorni ammortizzato acquisto iniziale, più batteria potenziata di ricambio, + atomizzatori di ricambio, + liquidi.
Da ora in poi, considerando il mio consumo (ma questo è ovviamente variabile da persona a persona), circa 40 centesimi di liquido al giorno (il flaconcino da 10 ml del costo di 5 euro mi dura 12/13 gg.), contro i precedenti € 4,60 delle sigarette che fumavo. se vogliamo mettiamoci qualche centesimo di corrente per la ricarica delle batterie ogni due giorni. oltre alla salute, una bella cifra in tasca su base annuale.
FERMO RESTANDO che non fumare per nulla è la cosa migliore, e che chi non fuma è caldamente invitato a non iniziare adesso perché c'è l e-sig.
ah, sottolineo anche l'aspetto economico: in 25 giorni ammortizzato acquisto iniziale, più batteria potenziata di ricambio, + atomizzatori di ricambio, + liquidi.
Da ora in poi, considerando il mio consumo (ma questo è ovviamente variabile da persona a persona), circa 40 centesimi di liquido al giorno (il flaconcino da 10 ml del costo di 5 euro mi dura 12/13 gg.), contro i precedenti € 4,60 delle sigarette che fumavo. se vogliamo mettiamoci qualche centesimo di corrente per la ricarica delle batterie ogni due giorni. oltre alla salute, una bella cifra in tasca su base annuale.
FERMO RESTANDO che non fumare per nulla è la cosa migliore, e che chi non fuma è caldamente invitato a non iniziare adesso perché c'è l e-sig.
e invece lasciare che gli studenti facciano ciò che vogliono e fare il proprio mestiere senza moralismi non è possibile?
A parte che lasciare fare agli studenti ciò che vogliono, a scuola, sarebbe per un insegnante non fare il proprio mestiere, in quanto lasciare la totale libertà è totalmente diseducativo. La scuola deve ad esempio preparare gli alunni anche ad inserirsi in un luogo di lavoro, e tu in un luogo di lavoro non ti ci puoi drogare, altrimenti ti licenziano, e quasto qualcuno deve insegnartelo.
Poi, ci provi tu a far imparare la matematica a dei ragazzini che ti guardano con lo sguardo pallato, gli occhi lucidi, ed alternano attacchi di risa ad attacchi di fame o attacchi di sonno con la testa che gli piomba sul banco senza che riescano a tenere gli occhi aprti? ....no perchè quando ci vengono in classe dopo essersi cannati la mattina prima di entrare questi sono gli effetti che vediamo. Pensa se diventasse la prassi e se li lasciassimo liberi di drogarsi a ricreazione, ma dai! ....senza considerare che sarebbe illegale.
A parte che lasciare fare agli studenti ciò che vogliono, a scuola, sarebbe per un insegnante non fare il proprio mestiere, in quanto lasciare la totale libertà è totalmente diseducativo. La scuola deve ad esempio preparare gli alunni anche ad inserirsi in un luogo di lavoro, e tu in un luogo di lavoro non ti ci puoi drogare, altrimenti ti licenziano, e quasto qualcuno deve insegnartelo.
Poi, ci provi tu a far imparare la matematica a dei ragazzini che ti guardano con lo sguardo pallato, gli occhi lucidi, ed alternano attacchi di risa ad attacchi di fame o attacchi di sonno con la testa che gli piomba sul banco senza che riescano a tenere gli occhi aprti? ....no perchè quando ci vengono in classe dopo essersi cannati la mattina prima di entrare questi sono gli effetti che vediamo. Pensa se diventasse la prassi e se li lasciassimo liberi di drogarsi a ricreazione, ma dai! ....senza considerare che sarebbe illegale.
il moralismo non c'entra niente in questo caso, è piuttosto una questione di educare al fatto che esiste una vita al di là della droga.
A parte che lasciare fare agli studenti ciò che vogliono, a scuola, sarebbe per un insegnante non fare il proprio mestiere, in quanto lasciare la totale libertà è totalmente diseducativo.
ma tu insegni o educhi?
La scuola deve ad esempio preparare gli alunni anche ad inserirsi in un luogo di lavoro, e tu in un luogo di lavoro non ti ci puoi drogare, altrimenti ti licenziano, e quasto qualcuno deve insegnartelo.
sono completamente in disaccordo. E' una visione moralista.
La scuola deve funzionare in modo meritocratico, se sai vieni premiato se non sai no superi i test.
Il resto sono affari che non riguardano gli insegnanti.
....senza considerare che sarebbe illegale.
illegale quello che fanno loro? da vedere..
lasciarli fare di sicuro no.
E' una visione moralista quella che vede un ruolo educativo da parte degli insegnanti.
Il ruolo educativo ce l'ha la realtà, se fai schifo poi ne paghi le conseguenze, non serve nessun atteggiamento paternalista da parte di chi applica le regole e fa da insegnante. Imho.
ma tu insegni o educhi?
La scuola deve ad esempio preparare gli alunni anche ad inserirsi in un luogo di lavoro, e tu in un luogo di lavoro non ti ci puoi drogare, altrimenti ti licenziano, e quasto qualcuno deve insegnartelo.
sono completamente in disaccordo. E' una visione moralista.
La scuola deve funzionare in modo meritocratico, se sai vieni premiato se non sai no superi i test.
Il resto sono affari che non riguardano gli insegnanti.
....senza considerare che sarebbe illegale.
illegale quello che fanno loro? da vedere..
lasciarli fare di sicuro no.
E' una visione moralista quella che vede un ruolo educativo da parte degli insegnanti.
Il ruolo educativo ce l'ha la realtà, se fai schifo poi ne paghi le conseguenze, non serve nessun atteggiamento paternalista da parte di chi applica le regole e fa da insegnante. Imho.
il moralismo non c'entra niente in questo caso, è piuttosto una questione di educare al fatto che esiste una vita al di là della droga.
Insisto, tu da insegnante non devi EDUCARE nessuno.
Limitati ad insegnare la tua materia e pretendere risultati, mica ti pagano per spiegare a sti ragazzini come stare al mondo.
Insisto, tu da insegnante non devi EDUCARE nessuno.
Limitati ad insegnare la tua materia e pretendere risultati, mica ti pagano per spiegare a sti ragazzini come stare al mondo.
Dalla sigaretta elettronica alla morale ce ne passa eh!
Sei troppo duro con gli insegnanti, è difficile il loro mestiere e mal retribuito. I ragazzi sono liberi di ascoltare o meno, ma trovo che sia bello che ci sia qualcuno che ci prova a dargli degli insegnamenti di vita.
Non confondiamo la scuola dell'obbligo con l'Università, alle Superiori si va sempre avanti, non esiste la meritocrazia ed i respinti sono pochi. In cambio di qualche promozione facile gli studenti possono anche sottostare a regole a volte un po' rigide e poi l'educazione qualcuno gliela spiga se non ce l'hanno già.
Sei troppo duro con gli insegnanti, è difficile il loro mestiere e mal retribuito. I ragazzi sono liberi di ascoltare o meno, ma trovo che sia bello che ci sia qualcuno che ci prova a dargli degli insegnamenti di vita.
Non confondiamo la scuola dell'obbligo con l'Università, alle Superiori si va sempre avanti, non esiste la meritocrazia ed i respinti sono pochi. In cambio di qualche promozione facile gli studenti possono anche sottostare a regole a volte un po' rigide e poi l'educazione qualcuno gliela spiga se non ce l'hanno già.
Sei troppo duro con gli insegnanti, è difficile il loro mestiere e mal retribuito.
al contrario mi sembra di sgravarli da compiti che non sono loro.
I ragazzi sono liberi di ascoltare o meno, ma trovo che sia bello che ci sia qualcuno che ci prova a dargli degli insegnamenti di vita.
io contesto questa visione del ruolo dell'insegnante. Il mestiere è spiegare e verificare la conoscenza acquisita, il resto è vita privata dello studente.
Per il resto io sono per una scuola inclusiva ma meritocratica. Inclusiva cioè che non lascia ed abbandona nessuno, meritocratica perchè chi fa di più e sa di più deve essere premiato.
Sinceramente penso l'educazione e la trasmissione dei valori non fanno parte del ruolo di una scuola pubblica.
Il tuo studente si droga nell'intervallo? se ai compiti ed alle interrogazioni va bene, non disturba in classe e non crea problemi agli altri..
dove è il problema?
una volta in arte presi un 15/15 in terza prova, con due occhi bordeaux, la prof me lo disse ridendo che avevo avuto una qualche ispirazione divina XD
A me fa specie che te lo debba dire il prof di non drogarti.A scuola e fuori.Ammetto,le canne me le sono fatte,ma non l'ho mai avuta come abitudine.C'è gente che proprio il primo pensiero della mattina è farsi una canna,sennò non inizia la giornata.Dico,ma scherziamo?
Premetto che non fumo.
Ma scusa, c'è gente che il primo pensiero della mattina è farsi 1-2 sigarette.... chi invece è farsi una canna...e così via...
Mi pare che siano entrambi strani allo stesso modo....
(edited)
Ma scusa, c'è gente che il primo pensiero della mattina è farsi 1-2 sigarette.... chi invece è farsi una canna...e così via...
Mi pare che siano entrambi strani allo stesso modo....
(edited)
Sinceramente penso l'educazione e la trasmissione dei valori non fanno parte del ruolo di una scuola pubblica
Quoto. Aggiungo un LINK interessante di cui riporto la conclusione
In conclusione, a mio parere, se si vuole “guarire” la scuola, occorre certo rintracciarne l’anima, però la “sua” anima specifica, ed in particolare i “suoi” archetipi specifici di Insegnante ed Alunno, e non considerare il primo come un assistente sociale e il secondo come un povero sbandato alla ricerca di improbabili incontri affettivi, taumaturgici risolutori di problemi di vita. Occorre cioè ricondurla alla funzione per cui è nata: la trasmissione dei saperi scolastici ( i metodi migliori di trasmissione e la loro modifica non sono un problema di educazione) e nel contempo ridare spazio, tempo, risorse alla relazione naturale e ai suoi compiti educativi. L’educazione non è compito della scuola ma dell’ambiente sociale naturale in cui la persona vive, delle relazioni che spontaneamente vi si intrecciano, secondo le affinità parentali e quelle affettive che vi nascono: è insomma nelle radici delle persone. Cercare di trovarle nella scuola o di introdurvele significa snaturarla. Se queste mancano nell’ambiente naturale, non c’è scuola che le possa sostituire, neppure se cessa di essere se stessa per trasformarsi in una sorta di “educandato”; ancor più grave è poi se, sulla base dell’idea che la scuola debba essere il puro e semplice riflesso dell’azione educativa dell’ambiente naturale o, all’opposto, contrastarlo di proposito perché non coerente con un’educazione considerata “ideale” o “perfetta” (sia questa di Stato, di confessione religiosa, di gruppo etnico, di orientamento politico-sociale etc), essa si trasforma in una sorta di riformatorio. La scuola è sempre un rischio, perché tale è la cultura che deve impartire: nessuno, se è veramente libera, può prevedere che effetti educativi comporterà. Si può solo aver fede che, se i saperi sono trasmessi in modo competente ed intellettualmente onesto (e questa è la funzione degli insegnanti) ed appresi in modo soddisfacente (e questo è il compito degli alunni), producano indirettamente effetti educativi considerati positivi per l’individuo e la società, in feconda dialettica con quelli direttamente trasmessi nella relazione naturale. Lo Stato, se inteso come organizzazione politica dei cittadini e al loro servizio, ha da una parte la funzione di garantire lo sviluppo e la libertà della cultura e la sua accessibilità a chi lo desidera, e che le scuole, da chiunque istituite o gestite, corrispondano rigorosamente a questo compito; dall’altra, di favorire concretamente il delicato sistema delle relazioni “naturali” e “spontanee” dove si compie l’educazione degli individui, a cominciare dalle famiglie.
Solo se separate, educazione e istruzione si completano a vicenda in una feconda dialettica.
Quoto. Aggiungo un LINK interessante di cui riporto la conclusione
In conclusione, a mio parere, se si vuole “guarire” la scuola, occorre certo rintracciarne l’anima, però la “sua” anima specifica, ed in particolare i “suoi” archetipi specifici di Insegnante ed Alunno, e non considerare il primo come un assistente sociale e il secondo come un povero sbandato alla ricerca di improbabili incontri affettivi, taumaturgici risolutori di problemi di vita. Occorre cioè ricondurla alla funzione per cui è nata: la trasmissione dei saperi scolastici ( i metodi migliori di trasmissione e la loro modifica non sono un problema di educazione) e nel contempo ridare spazio, tempo, risorse alla relazione naturale e ai suoi compiti educativi. L’educazione non è compito della scuola ma dell’ambiente sociale naturale in cui la persona vive, delle relazioni che spontaneamente vi si intrecciano, secondo le affinità parentali e quelle affettive che vi nascono: è insomma nelle radici delle persone. Cercare di trovarle nella scuola o di introdurvele significa snaturarla. Se queste mancano nell’ambiente naturale, non c’è scuola che le possa sostituire, neppure se cessa di essere se stessa per trasformarsi in una sorta di “educandato”; ancor più grave è poi se, sulla base dell’idea che la scuola debba essere il puro e semplice riflesso dell’azione educativa dell’ambiente naturale o, all’opposto, contrastarlo di proposito perché non coerente con un’educazione considerata “ideale” o “perfetta” (sia questa di Stato, di confessione religiosa, di gruppo etnico, di orientamento politico-sociale etc), essa si trasforma in una sorta di riformatorio. La scuola è sempre un rischio, perché tale è la cultura che deve impartire: nessuno, se è veramente libera, può prevedere che effetti educativi comporterà. Si può solo aver fede che, se i saperi sono trasmessi in modo competente ed intellettualmente onesto (e questa è la funzione degli insegnanti) ed appresi in modo soddisfacente (e questo è il compito degli alunni), producano indirettamente effetti educativi considerati positivi per l’individuo e la società, in feconda dialettica con quelli direttamente trasmessi nella relazione naturale. Lo Stato, se inteso come organizzazione politica dei cittadini e al loro servizio, ha da una parte la funzione di garantire lo sviluppo e la libertà della cultura e la sua accessibilità a chi lo desidera, e che le scuole, da chiunque istituite o gestite, corrispondano rigorosamente a questo compito; dall’altra, di favorire concretamente il delicato sistema delle relazioni “naturali” e “spontanee” dove si compie l’educazione degli individui, a cominciare dalle famiglie.
Solo se separate, educazione e istruzione si completano a vicenda in una feconda dialettica.
sono gli invasati ed esistono con ogni cosa
c'è gente che alle 5 di mattina aspetta davanti ai bar che aprano così le slot sono piene dei soldi della notte prima e se vincono vincono molto di più...
c'è gente che alle 5 di mattina aspetta davanti ai bar che aprano così le slot sono piene dei soldi della notte prima e se vincono vincono molto di più...
Quindi è normale già a 16 anni alzarsi la mattina e fasi le canne?