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Subject: sigarette elettroniche
Quindi è normale già a 16 anni alzarsi la mattina e fasi le canne?
dipende dalla concezione di normale
per me non è manco normale svegliarsi alle 4 e mezza di mattina per andare a fare jogging tutte le notti ma conosco gente che lo fa
poi non credo che ci sia gente che si alza alla mattina per farsi le canne, sicuramente è meno di quella che si alza di notte a fumare sigarette, o a quella che fa il classico sigaretta+caffè (e cesso), o quelli che si fanno un cicchetto di whiskey la sera che fa più male di una canna
per me non è manco normale svegliarsi alle 4 e mezza di mattina per andare a fare jogging tutte le notti ma conosco gente che lo fa
poi non credo che ci sia gente che si alza alla mattina per farsi le canne, sicuramente è meno di quella che si alza di notte a fumare sigarette, o a quella che fa il classico sigaretta+caffè (e cesso), o quelli che si fanno un cicchetto di whiskey la sera che fa più male di una canna
al contrario mi sembra di sgravarli da compiti che non sono loro.
I ragazzi sono liberi di ascoltare o meno, ma trovo che sia bello che ci sia qualcuno che ci prova a dargli degli insegnamenti di vita.
io contesto questa visione del ruolo dell'insegnante. Il mestiere è spiegare e verificare la conoscenza acquisita, il resto è vita privata dello studente.
1. sei rimasto ancorato ad un'idea di insegnamento vecchia di a almeno un secolo in cui insegnare significa semplicemente "spiegare" senza preoccuparsi di far in modo che gli alunni imparino. Un'idea secondo cui un insegnante potrebbe essere sostituito da un video della spiegazione.
2. l'insegnante ha il dovere di stimolare l'apprendimento di tutti gli alunni, anche quelli che preferiscono drogarsi, quindi è quantomeno suo dovere fargli capire che sotto l'effetto delle droghe non è detto che si impari meglio.
3. la scuola deve garantire a tutti gli studenti il diritto all'istruzione, se in una classe ci sono degli alunni che, sotto l'effetto di droga impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, questi ledono il diritto all'istruzione dei compagni. Potranno ritenersi fighi, ma di fatto danneggiano i compagni di classe.
4. L'insegnante ha il dovere:
- di educare l'alunno alla legalità
- di prepararlo all'inserimento al lavoro e crearsi un progetto di vita
- di formare l'alunno sugli aspetti che riguardano la sicurezza
Queste (del punto 4) le ho prese a caso dai documenti ufficiali del ministero della pubblica istruzione, ovvero ciò a cui dobbiamo attenerci noi insegnanti per svolgere il nostro mestiere. Queste in particolare le ho tratte dalle indicazioni nazionali per gli istuti professionali e per i tecnici.
Comunque anche nelle indicazioni per i licei trovi riferimenti del genere, anzi, anche solo per il meno "professionale" di tutti, il Liceo Classico, trovi subito questo bel testo che dice:
“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”
Quindi sostenere che quando un insegnante cerca di preparare un alunno ad inserirsi nella società e nel mondo del lavoro, oppure quando cerca di insegnare a curarsi della propria sicurezza, non sta svolgendo il proprio mestiere è tecnicamente un errore, perchè quella che dici tu è proprio una delle cose che ci è ufficialmente richiesta dal ministero.
Quindi scusami, ma ci puoi accusare di tutto meno che di non fare il nostro dovere. Come è nostro dovere garantire a tutti gli alunni le possibilità di imparare.
Quanto scritto sopra sono quasi tutte cose oggettive, aggiungo un mio commento soggettivo personale: purtroppo molti genitori non si occupano dell'educazione dei propri figli, e ci troviamo in classe a doverli educare noi su cose basilari e necessarie per il normale svolgimento della vita di classe, di faccio qualche esempio:
- quando una persona (chiunque) ti parla è maleducato alzarti ed andartene, oppure darlgi le spalle, oppure urlargli sopra. Questo semplicemente perchè è una mancanza di rispetto nei confronti dell'essere umano che ti sta parlando
- talvolta bisogna saper stare concentrati su un'attività per lungo tempo, magari anche più di 1-3 minuti. Pochi alunni sono stati educati a porre attenzione, o almeno far finta, per una durata minima decente. Ora se vai a lavorare e non ti concentri, e ti distrai di continuo, a seconda di che lavoro fai puoi anche diventare un pericolo per gli altri
- ridurre un'aula o un bagno ad un porcile vuol dire mancare di rispetto a chi fa le pulizie, ma soprattutto vuol dire mancare di rispetto a se stessi in quanto utenti dell'aula e del bagno.
- esistono delle situazioni in cui è opportuno mantenere le distanze tra persone, si come atteggiamento che anche fisicamente. Se dai le pacche sulle spalle al tuo datore di lavoro o ti prendi troppa confidenza, questo potrebbe licenziarti, se per caso è una datrice di lavoro potrebbe denunciarti per molestie.
- insultare il prossimo, o usare un linguaggio scurrile non è necessariamente un comportamento figo e di valore, anzi, può portarti al licenziamento sul luogo di lavoro.
- rubare è reato
- molestare fisicamente è reato
- lo stalking è reato
- pubblicare foto, insulti, video di persone su internet è reato
- crackare software, scaricare musica illegalmente è reato
- pubblicare foto di se stessi (se minorenni) nudi o di persone minorenni nude, anche consensienti è reato: pedopornografia
- esistono malattie, anche mortali, che si diffondono sessualmente
Ho scritto solo alcune cose che molto spesso gli alunni delle superiori non sanno e che riguardano aspetti "educativi" che rientrano ufficialmente nei doveri degli insegnanti.
(edited)
(edited)
I ragazzi sono liberi di ascoltare o meno, ma trovo che sia bello che ci sia qualcuno che ci prova a dargli degli insegnamenti di vita.
io contesto questa visione del ruolo dell'insegnante. Il mestiere è spiegare e verificare la conoscenza acquisita, il resto è vita privata dello studente.
1. sei rimasto ancorato ad un'idea di insegnamento vecchia di a almeno un secolo in cui insegnare significa semplicemente "spiegare" senza preoccuparsi di far in modo che gli alunni imparino. Un'idea secondo cui un insegnante potrebbe essere sostituito da un video della spiegazione.
2. l'insegnante ha il dovere di stimolare l'apprendimento di tutti gli alunni, anche quelli che preferiscono drogarsi, quindi è quantomeno suo dovere fargli capire che sotto l'effetto delle droghe non è detto che si impari meglio.
3. la scuola deve garantire a tutti gli studenti il diritto all'istruzione, se in una classe ci sono degli alunni che, sotto l'effetto di droga impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, questi ledono il diritto all'istruzione dei compagni. Potranno ritenersi fighi, ma di fatto danneggiano i compagni di classe.
4. L'insegnante ha il dovere:
- di educare l'alunno alla legalità
- di prepararlo all'inserimento al lavoro e crearsi un progetto di vita
- di formare l'alunno sugli aspetti che riguardano la sicurezza
Queste (del punto 4) le ho prese a caso dai documenti ufficiali del ministero della pubblica istruzione, ovvero ciò a cui dobbiamo attenerci noi insegnanti per svolgere il nostro mestiere. Queste in particolare le ho tratte dalle indicazioni nazionali per gli istuti professionali e per i tecnici.
Comunque anche nelle indicazioni per i licei trovi riferimenti del genere, anzi, anche solo per il meno "professionale" di tutti, il Liceo Classico, trovi subito questo bel testo che dice:
“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”
Quindi sostenere che quando un insegnante cerca di preparare un alunno ad inserirsi nella società e nel mondo del lavoro, oppure quando cerca di insegnare a curarsi della propria sicurezza, non sta svolgendo il proprio mestiere è tecnicamente un errore, perchè quella che dici tu è proprio una delle cose che ci è ufficialmente richiesta dal ministero.
Quindi scusami, ma ci puoi accusare di tutto meno che di non fare il nostro dovere. Come è nostro dovere garantire a tutti gli alunni le possibilità di imparare.
Quanto scritto sopra sono quasi tutte cose oggettive, aggiungo un mio commento soggettivo personale: purtroppo molti genitori non si occupano dell'educazione dei propri figli, e ci troviamo in classe a doverli educare noi su cose basilari e necessarie per il normale svolgimento della vita di classe, di faccio qualche esempio:
- quando una persona (chiunque) ti parla è maleducato alzarti ed andartene, oppure darlgi le spalle, oppure urlargli sopra. Questo semplicemente perchè è una mancanza di rispetto nei confronti dell'essere umano che ti sta parlando
- talvolta bisogna saper stare concentrati su un'attività per lungo tempo, magari anche più di 1-3 minuti. Pochi alunni sono stati educati a porre attenzione, o almeno far finta, per una durata minima decente. Ora se vai a lavorare e non ti concentri, e ti distrai di continuo, a seconda di che lavoro fai puoi anche diventare un pericolo per gli altri
- ridurre un'aula o un bagno ad un porcile vuol dire mancare di rispetto a chi fa le pulizie, ma soprattutto vuol dire mancare di rispetto a se stessi in quanto utenti dell'aula e del bagno.
- esistono delle situazioni in cui è opportuno mantenere le distanze tra persone, si come atteggiamento che anche fisicamente. Se dai le pacche sulle spalle al tuo datore di lavoro o ti prendi troppa confidenza, questo potrebbe licenziarti, se per caso è una datrice di lavoro potrebbe denunciarti per molestie.
- insultare il prossimo, o usare un linguaggio scurrile non è necessariamente un comportamento figo e di valore, anzi, può portarti al licenziamento sul luogo di lavoro.
- rubare è reato
- molestare fisicamente è reato
- lo stalking è reato
- pubblicare foto, insulti, video di persone su internet è reato
- crackare software, scaricare musica illegalmente è reato
- pubblicare foto di se stessi (se minorenni) nudi o di persone minorenni nude, anche consensienti è reato: pedopornografia
- esistono malattie, anche mortali, che si diffondono sessualmente
Ho scritto solo alcune cose che molto spesso gli alunni delle superiori non sanno e che riguardano aspetti "educativi" che rientrano ufficialmente nei doveri degli insegnanti.
(edited)
(edited)
Quindi è normale già a 16 anni alzarsi la mattina e fasi le canne?
no e personalmente penso che uno che ha l'abitudine di fumarsele abbia dei seri problemi.
Questo però è diverso da imporgli qualcosa.
no e personalmente penso che uno che ha l'abitudine di fumarsele abbia dei seri problemi.
Questo però è diverso da imporgli qualcosa.
1. sei rimasto ancorato ad un'idea di insegnamento vecchia di a almeno un secolo in cui insegnare significa semplicemente "spiegare" senza preoccuparsi di far in modo che gli alunni imparino. Un'idea secondo cui un insegnante potrebbe essere sostituito da un video della spiegazione.
SI
e contesto che si debba fare di più.
2. l'insegnante ha il dovere di stimolare l'apprendimento di tutti gli alunni, anche quelli che preferiscono drogarsi, quindi è quantomeno suo dovere fargli capire che sotto l'effetto delle droghe non è detto che si impari meglio.
Stimolare come?
Cmq "fare capire che".. è diverso da imporre.
3. la scuola deve garantire a tutti gli studenti il diritto all'istruzione, se in una classe ci sono degli alunni che, sotto l'effetto di droga impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, questi ledono il diritto all'istruzione dei compagni. Potranno ritenersi fighi, ma di fatto danneggiano i compagni di classe.
Se impediscono agli altri vanno allontanati, ma questa è un'ipotesi.
cmq vale pure per lo studente scalmanato e distratto.. senza andare in cerca della droga,
se crei un problema vai allontanato.
4. L'insegnante ha il dovere:
- di educare l'alunno alla legalità
- di prepararlo all'inserimento al lavoro e crearsi un progetto di vita
- di formare l'alunno sugli aspetti che riguardano la sicurezza
ECCOLO:
tutti pregiudizi paternalistici sul ruolo di un'insegnante.
NON E' VERO!
Spiega sta cacchio di matematica e lascia a quei cittadini il diritto di formarsi come cacchio vogliono!
Chi fa come te perpetua una società moralista che produce mostri.
non mi interessa chi lo dice, può dirlo il papa, è una cazzata.
“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”
fornisci gli strumenti culturali e metodologici, senza moralismi o lezioni di vita, please.
cioè spiega sta cacchio di matematica.
Quindi sostenere che quando un insegnante cerca di preparare un alunno ad inserirsi nella società e nel mondo del lavoro, oppure quando cerca di insegnare a curarsi della propria sicurezza, non sta svolgendo il proprio mestiere è tecnicamente un errore, perchè quella che dici tu è proprio una delle cose che ci è ufficialmente richiesta dal ministero.
Qui puoi avere ragione.
Resta che è uno scandalo avere una scuola così profondamente paternalista nel III millennio, ma soprattutto resta che non c'è traccia di obbligo da parte tua di curarti del fatto che si facciano le canne.
Quanto scritto sopra sono quasi tutte cose oggettive, aggiungo un mio commento soggettivo personale: purtroppo molti genitori non si occupano dell'educazione dei propri figli, e ci troviamo in classe a doverli educare noi su cose basilari e necessarie per il normale svolgimento della vita di classe, di faccio qualche esempio
anche qui mostri una preoccupante deviazione moralista e paternalista
Ci sono regole da rispettare?
Si fanno conoscere e si applicano.
NON SI EDUCA NESSUNO.
Questo vale per quasi tutte le cose che scrivi. tranne per quelle che sono proprio affari loro (tipo la vita sessuale che spero davvero che non te ne interessi)
per concludere.
E' la vita che educa. Lo fa al meglio se le conseguenze delle scelte fatte ricadono su di noi.
Tutto il resto è paternalismo e pretesa di essere portatori di una morale superiore.
SI
e contesto che si debba fare di più.
2. l'insegnante ha il dovere di stimolare l'apprendimento di tutti gli alunni, anche quelli che preferiscono drogarsi, quindi è quantomeno suo dovere fargli capire che sotto l'effetto delle droghe non è detto che si impari meglio.
Stimolare come?
Cmq "fare capire che".. è diverso da imporre.
3. la scuola deve garantire a tutti gli studenti il diritto all'istruzione, se in una classe ci sono degli alunni che, sotto l'effetto di droga impediscono il regolare svolgimento delle lezioni, questi ledono il diritto all'istruzione dei compagni. Potranno ritenersi fighi, ma di fatto danneggiano i compagni di classe.
Se impediscono agli altri vanno allontanati, ma questa è un'ipotesi.
cmq vale pure per lo studente scalmanato e distratto.. senza andare in cerca della droga,
se crei un problema vai allontanato.
4. L'insegnante ha il dovere:
- di educare l'alunno alla legalità
- di prepararlo all'inserimento al lavoro e crearsi un progetto di vita
- di formare l'alunno sugli aspetti che riguardano la sicurezza
ECCOLO:
tutti pregiudizi paternalistici sul ruolo di un'insegnante.
NON E' VERO!
Spiega sta cacchio di matematica e lascia a quei cittadini il diritto di formarsi come cacchio vogliono!
Chi fa come te perpetua una società moralista che produce mostri.
non mi interessa chi lo dice, può dirlo il papa, è una cazzata.
“I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze sia adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sia coerenti con le capacità e le scelte personali”
fornisci gli strumenti culturali e metodologici, senza moralismi o lezioni di vita, please.
cioè spiega sta cacchio di matematica.
Quindi sostenere che quando un insegnante cerca di preparare un alunno ad inserirsi nella società e nel mondo del lavoro, oppure quando cerca di insegnare a curarsi della propria sicurezza, non sta svolgendo il proprio mestiere è tecnicamente un errore, perchè quella che dici tu è proprio una delle cose che ci è ufficialmente richiesta dal ministero.
Qui puoi avere ragione.
Resta che è uno scandalo avere una scuola così profondamente paternalista nel III millennio, ma soprattutto resta che non c'è traccia di obbligo da parte tua di curarti del fatto che si facciano le canne.
Quanto scritto sopra sono quasi tutte cose oggettive, aggiungo un mio commento soggettivo personale: purtroppo molti genitori non si occupano dell'educazione dei propri figli, e ci troviamo in classe a doverli educare noi su cose basilari e necessarie per il normale svolgimento della vita di classe, di faccio qualche esempio
anche qui mostri una preoccupante deviazione moralista e paternalista
Ci sono regole da rispettare?
Si fanno conoscere e si applicano.
NON SI EDUCA NESSUNO.
Questo vale per quasi tutte le cose che scrivi. tranne per quelle che sono proprio affari loro (tipo la vita sessuale che spero davvero che non te ne interessi)
per concludere.
E' la vita che educa. Lo fa al meglio se le conseguenze delle scelte fatte ricadono su di noi.
Tutto il resto è paternalismo e pretesa di essere portatori di una morale superiore.
Ok, ho capito quindi la tua teoria è che io NON dovrei fare il mio lavoro perchè per te è sbagliato fare quello che mi chiedono sia il contratto che il ministero della pubblica istruzione.
Chiaro, basta capirsi, però non dire che non faccio il mio lavoro in quanto io faccio esattamente ciò per cui sono pagato.
Accusi di molarismo il riferimento ai doveri istituzionali o contrattuali, beh, se è questo che pensi, allora organizza una rivoluzione contro ogni tipo di stato stato, ma non dire che gli insegnanti non fanno il loro lavoro.
Mi dai del moralista nonostante io ti abbia dimostrato con ogni ia singola frase che non è una questione di morale e che non sto facendo del moralismo, piuttosto la tua è una visione "moralista" al contrario ovvero con una morale secondo cui ogni rispetto dle prossimo e delle regole sia sbagliato: anche la tua è una morale.
Se non sia cosa significhi insegnare, e ci provi gusto ad offendere con aggettivi palesemente sbagliati ("moralista") le persone che fanno il loro dovere come da contratto e come da indicazioni ministeriali, allora direi che ogni tipo di conversazione su questo tema debba chiudersi qui.
Chiaro, basta capirsi, però non dire che non faccio il mio lavoro in quanto io faccio esattamente ciò per cui sono pagato.
Accusi di molarismo il riferimento ai doveri istituzionali o contrattuali, beh, se è questo che pensi, allora organizza una rivoluzione contro ogni tipo di stato stato, ma non dire che gli insegnanti non fanno il loro lavoro.
Mi dai del moralista nonostante io ti abbia dimostrato con ogni ia singola frase che non è una questione di morale e che non sto facendo del moralismo, piuttosto la tua è una visione "moralista" al contrario ovvero con una morale secondo cui ogni rispetto dle prossimo e delle regole sia sbagliato: anche la tua è una morale.
Se non sia cosa significhi insegnare, e ci provi gusto ad offendere con aggettivi palesemente sbagliati ("moralista") le persone che fanno il loro dovere come da contratto e come da indicazioni ministeriali, allora direi che ogni tipo di conversazione su questo tema debba chiudersi qui.
Alla tua ignoranza sul mondo della scuola aggiungo una nota: non posso allontanare un alunno dall'aula quando impedisce il regolare svolgimento della lezione perchè qualunque cosa accada mentre è fisicamente lontano dalla mia vista ricade sotto la mia responsabilità, quindi non è così facile come pensi tu, noi siamo costretti a cercare di far rispettare il diritto di tutti ad imparare perchè fisicamente non possimao allontanare gli alunni dall'aula....ma forse tu, evidentemente hai visto un altro mondo, anche a scuola.
Ok, ho capito quindi la tua teoria è che io NON dovrei fare il mio lavoro perchè per te è sbagliato fare quello che mi chiedono sia il contratto che il ministero della pubblica istruzione.
vabene,
io credo che quello che ho scritto si capisca bene, se vuoi solo fare polemica lascio perdere.
al contrario ovvero con una morale secondo cui ogni rispetto dle prossimo e delle regole sia sbagliato
questa è un'accusa ridicola.
io dico che si devono eispettare e fare rispettare le regole,
quindi siccome non c'è scritto da nessuna parte che tu ti debba interessare del fatto che l'alunno si droghi nell'intervallo o fuori dalla scuola, tu te ne devi fregare.
Se disturba, crea problemi o viola altre regole allora fai ciò che devi.
Se non sia cosa significhi insegnare
vabbè.
le persone che fanno il loro dovere come da contratto e come da indicazioni ministeriali,
con il dovuto rispetto non hai portato alcun elemento decisivo in tale senso.
hai postato una frase in cui diceva che devi fornire "gli strumenti culturali e metodologici" che non sono altro che le informazioni necessarie per capire cosa da lui ci si aspetta in determinate situazioni.
Da questo a trarre che ti devi interessare della loro salute fisica psichica e morale facendo il prf di matematica ci passa il mondo in mezzo.
Insisto che tu devi solo insegnare la matematica e lasciare a questi cittadini il diritto di autodeterminarsi. utilizzando a questo fine il tuo contributo che è solo uno degli strumenti che possono SE VOGLIONO prendere in considerazione.
Alla tua ignoranza sul mondo della scuola aggiungo una nota
faccio notare un atteggiamento ingiustamente aggressivo,
mi immagino con quale moderazione accogli le "deviazioni" dei tuoi studenti, se non riesci a portare avanti senza astio un confronto tra opinioni differenti..
non posso allontanare un alunno dall'aula quando impedisce il regolare svolgimento della lezione perchè qualunque cosa accada mentre è fisicamente lontano dalla mia vista ricade sotto la mia responsabilità, quindi non è così facile come pensi tu, noi siamo costretti a cercare di far rispettare il diritto di tutti ad imparare perchè fisicamente non possimao allontanare gli alunni dall'aula....ma forse tu, evidentemente hai visto un altro mondo, anche a scuola.
quindi non puoi mettere note sul registro e chiedere la sospensione?
Non puoi fare niente per fare rispettare le regole?
Se è così.. (effettivamente ai miei tempi, non molto tempo fa in effetti.., si mandavano fuori gli studenti dall'aula o li si portava dal preside, magari ora non si può più.. boh..)
cmq dicevo, se è così c'è un reale problema di regole,
che significa che devono essere cambiate per darti la possibilità di farle rispettare.
vabene,
io credo che quello che ho scritto si capisca bene, se vuoi solo fare polemica lascio perdere.
al contrario ovvero con una morale secondo cui ogni rispetto dle prossimo e delle regole sia sbagliato
questa è un'accusa ridicola.
io dico che si devono eispettare e fare rispettare le regole,
quindi siccome non c'è scritto da nessuna parte che tu ti debba interessare del fatto che l'alunno si droghi nell'intervallo o fuori dalla scuola, tu te ne devi fregare.
Se disturba, crea problemi o viola altre regole allora fai ciò che devi.
Se non sia cosa significhi insegnare
vabbè.
le persone che fanno il loro dovere come da contratto e come da indicazioni ministeriali,
con il dovuto rispetto non hai portato alcun elemento decisivo in tale senso.
hai postato una frase in cui diceva che devi fornire "gli strumenti culturali e metodologici" che non sono altro che le informazioni necessarie per capire cosa da lui ci si aspetta in determinate situazioni.
Da questo a trarre che ti devi interessare della loro salute fisica psichica e morale facendo il prf di matematica ci passa il mondo in mezzo.
Insisto che tu devi solo insegnare la matematica e lasciare a questi cittadini il diritto di autodeterminarsi. utilizzando a questo fine il tuo contributo che è solo uno degli strumenti che possono SE VOGLIONO prendere in considerazione.
Alla tua ignoranza sul mondo della scuola aggiungo una nota
faccio notare un atteggiamento ingiustamente aggressivo,
mi immagino con quale moderazione accogli le "deviazioni" dei tuoi studenti, se non riesci a portare avanti senza astio un confronto tra opinioni differenti..
non posso allontanare un alunno dall'aula quando impedisce il regolare svolgimento della lezione perchè qualunque cosa accada mentre è fisicamente lontano dalla mia vista ricade sotto la mia responsabilità, quindi non è così facile come pensi tu, noi siamo costretti a cercare di far rispettare il diritto di tutti ad imparare perchè fisicamente non possimao allontanare gli alunni dall'aula....ma forse tu, evidentemente hai visto un altro mondo, anche a scuola.
quindi non puoi mettere note sul registro e chiedere la sospensione?
Non puoi fare niente per fare rispettare le regole?
Se è così.. (effettivamente ai miei tempi, non molto tempo fa in effetti.., si mandavano fuori gli studenti dall'aula o li si portava dal preside, magari ora non si può più.. boh..)
cmq dicevo, se è così c'è un reale problema di regole,
che significa che devono essere cambiate per darti la possibilità di farle rispettare.
no e personalmente penso che uno che ha l'abitudine di fumarsele abbia dei seri problemi.
Questo però è diverso da imporgli qualcosa.
Hai centrato il punto.Io posso accettare un 50enne ubriacone con l'abitudine del cicchetto,ma un 15enne cannadipendente,no.Non ha senso a 15 anni doversi stonare per forza e per abitudine.E non venite fuori con discorsi tipo meglio una canna di una sigaretta.Non c'entra un piffero.
Questo però è diverso da imporgli qualcosa.
Hai centrato il punto.Io posso accettare un 50enne ubriacone con l'abitudine del cicchetto,ma un 15enne cannadipendente,no.Non ha senso a 15 anni doversi stonare per forza e per abitudine.E non venite fuori con discorsi tipo meglio una canna di una sigaretta.Non c'entra un piffero.
guarda per conto mio chiunque ha un rapporto abitudinario con una sostanza psicotropa ha un problema.
Partendo dal caffè per arrivare all'eroina, escludendo nulla!
Partendo dal caffè per arrivare all'eroina, escludendo nulla!
Vorrei comprarmi una sigaretta elettronica , consigli ?
Io ho uno dei primi modelli, fuma poco, la trovo frustrante, infatti continuo a fumare.
Quelle di ultima generazione sono molto utilizzate e mi sembrano anche soddisfacenti per gli utilizzatori.
Vedo più gente che smette in maniera tradizionale, ossia non toccando più sigarette dall'oggi al domani, invece la sigaretta elettronica è temporanea.
In bocca al lupo.
Quelle di ultima generazione sono molto utilizzate e mi sembrano anche soddisfacenti per gli utilizzatori.
Vedo più gente che smette in maniera tradizionale, ossia non toccando più sigarette dall'oggi al domani, invece la sigaretta elettronica è temporanea.
In bocca al lupo.