Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!

Subject: America's Cup

2010-02-12 21:27:48
e per chi voglia rivivere le "storie" sul bompresso e sulle chiglie strane di una volta...(1992)

link
2010-02-12 22:44:54
a balà, e dai che pignolo!

lo so benissimo che la coppa america era fatta da DUE barche

ma ho anche scritto prima che parecchie barche lottavano per una coppa (ecco, il nome era la luis vuitton cup) per decidere CHI era lo sfidante!

sta coppa non è stata disputata, mi pare
2010-02-12 23:02:05
a balà, e dai che pignolo!

è importante non è una distinzione da poco


sta coppa non è stata disputata, mi pare

non è le prima volta che succede, se non ci sono organizzazioni che si sentono all'altezza per via di regolamenti che prevedono clausole troppo onerose
2010-02-12 23:14:52
e allora l'avevo detto prima, se non leggi tutto non è colpa mia ^__________^

cmq io mi ricordo che da taaaaanti anni si disputava. e soprattutto era più lungo il periodo di attesa tra una versione e l'altra
2010-02-12 23:22:17
lascia perdere, sono riusciti a trasformare l'America's Cup in una merdata

spero che affoghino tutti coi loro miliardi


condivido.

Esisteva la LV Cup, esistevano barche che sembravano barche, c'era competizione, c'èra pathos, c'era lo spirito nazionale, c'era... c'era una bella competizione da guardare, da seguire e da soffrire.

Oggi abbiamo 2 catamarani che si sfidano al meglio delle 3: coppa iniziata oggi e finita dopodomani dopo ben 3 giorni di gara (!!!!) e 2 anni di avvocati e tribunali (!!!).

Grazie, ma questo pseudo-sport da miliardari rincoglioniti non mi interessa più.
2010-02-12 23:23:12
quoto ...


certo se quoto il marione ... vuordì che quello che sto a fumà non è bono!
2010-02-12 23:24:42
certo se quoto il marione ... vuordì che quello che sto a fumà non è bono!

in realtà io ho quotato eridon, percui diciamo che per la proprietà transitiva tu hai quotato Eridon, così lasciamo in pace il pusher ;-))))
2010-02-12 23:24:58
ottimo!!
2010-02-13 02:03:06
se penso alle notti che ho passato a seguire la coppa america quella vera... per settimane di fila
2010-02-13 08:48:36
quoto eridon :D

mi ricordo perfino i tempi di azzurra, anche se le prime nottate le ho fatte col moro di venezia e poi la mitica luna rossa..........
2010-02-13 09:03:24
purtroppo però a mammaRai non glienefregava una mazza della competizione... solo TMC aveva visto bene...


p.s.: me le ricordo pure io le notti insonni ad aspettare il vento che non veniva...

bei tempi!!!
Idem!!! ... pure le mattine alle 6.00 ---- quanto mi divertivo ... prendevo il libro e mettevo la coppa america ...ogni tanto alzavo gl'occhi .. dove stanno? bene ... e ricominciavo a leggere .... lasciando leggermente alzata la cronaca per vedere se magari cambiava il vento ... tutto questo in compagnia di mia madre ...
che tristezza di sport che è diventato...
2010-02-13 16:02:53
da patito di questo sport voglio postarvi il perche' di tutto questo con la morte nell'anima, ho sempre amato la coppa, quella vera, ho passato notti insonni per vedermela, sempre, hai tempi di Azzurra avevo un motivo particolare poi, Massimo Galli è un mio amico d'infanzia, e ho ancora una sua incerata che mi ha regalato ancor prima di entrare nel team, quando gareggiava sul lago di Arona... bei tempi in cui era il vento a farla da padrone...

ROMA, 9 febbraio - L’edizione 2010 dell’America’s Cup segnerà profondamente una nuova svolta nella storia della competizione come fu nel 1988 perché darà origine a un significativo ritocco o addirittura a una nuova formula di stazza per le barche utilizzate.

Per 132 anni l’America’s Cup è stata saldamente nelle mani statunitensi fino a quando il 26 settembre 1983 Austalia II, condotta da John Bentrand, riuscì a sconfiggere Liberty di Dennis Conner trasferendo di continente e di emisfero la competizione.

La 26esima edizione si disputò in Australia a Perth nel 1987 dove un Dennis Conner - che doveva riscattare l’onta della sconfitta - non ebbe eccessive difficoltà a riportare a casa la coppa, non più per lo Yacht Club di New York, che lo aveva scaricato, ma per quello di San Diego.

Fu proprio il 17 luglio del 1987 mentre Conner si godeva meritatamente il trionfo senza nemmeno pensare a come avrebbe voluto l’edizione successiva che il San Diego Yacht Club si vide consegnare la sfida di Michael Fay a nome di uno sperduto yacht club neozelandese. Sfruttando i vuoti legali del vecchio Deed of Gift del 1857 e la mancanza di un protocollo fra sfidanti e defender Fay dichiarò di voler regatare con una barca di 90 piedi - la massima stazza consentita dall’atto di donazione - togliendo di mezzo le più piccole ed economiche barche di 12 piedi stazza internazionale adottate per la coppa dal secondo dopoguerra.

L’intento era chiaro mettere in difficoltà Conner che non avrebbe avuto tempo di raccogliere i fondi necessari per costruire una barca del genere mentre i neozelandesi avevano già un progetto che si apprestavano a realizzare in un cantiere.

Ebbe immediato inizio un duro scontro legale: l’8 agosto San Diego Yacht Club respinse la sfida, il 31 agosto Michael Fay chiese al tribunale di New York di obbligare San Diego ad accettare la sfida; la tesi fu accolta con sentenza del 25 novembre successivo. Fu a questo punto che studiando bene le carte a sua disposizione Dennis Conner ribaltò a sua favore la situazione annunciando nel gennaio 1988 che avrebbe gareggiato con un catamarano, molto più veloce ed economico.

Di fronte ad un'opinione pubblica internazionale sempre più sconcertata dal profilarsi di una gara assurda fra un monoscafo di 37 metri di lunghezza e un catamarano di 18 metri, i ricorsi legali andarono avanti: Fay chiamò di nuovo in causa il tribunale di New York che però non dette una risposta in tempi sufficienti e le regate della 27esima America’s Cup si svolsero fra le due imbarcazioni diversissime con un risultato scontato.

La situazione era talmente tesa che non fu possibile trovare un accordo su nessun aspetto e il Deed of Gift del 1857 fu rispettato alla lettera fino nei percorsi delle regate: un bastone di 20 miglia ed un triangolo di 39 miglia. Sul palco della premiazione si sfiorò la rissa con Conner che rivolgendosi a Bruce Farr (progettista nella barca neozelandese) disse «fuori dal palco: questo è il posto dei vincitori non dei dannati perdenti!»

Le vertenze legali non terminarono perché nel marzo del 1989 il tribunale di New York stabilì che San Diego yacht Club doveva essere squalificato. La sentenza definitiva giunse solo il 26 aprile del 1990 quando San Diego e Conner furono riconosciuti come legittimi vincitori.

L’utilizzo del catamarano di Conner fu ammessa e ritenuta non contrastante al Deed of Gift del 1857 da tribunale di New York in quanto John Cox Stevens – armatore della goletta America che aveva vinto la prima volta la coppa nel 1851 – conosceva il catamarano e ne possedeva uno. Quindi se i fondatori della regata avessero voluto vietarne l’uso lo avrebbero fatto esplicitamente. Ecco il motivo che spiega l’adozione dei multiscafi quando defender e challenger litigano su tutto come Alinghi e BMW Oracle.



Inoltre c'e' da considerare che con l'avvento dei motori l'equipaggio e' stato parecchio ridimensionato il fattore umano sta scomparendo come nella formula 1.
che tristezza.... non la guardo piu'
2010-02-13 16:15:55
COME I MOTORI?!?!?!?!?!?!
2010-02-13 16:32:07
motori che eseguono manovre no motori con eliche lol