Subpage under development, new version coming soon!
Subject: America's Cup
hanno speso miliardi per costruire due barche che hanno usato per due regate
follia
follia
senza contare che hanno impiegato mesi per sfidarsi a colpi di carte bollate.... Si vede proprio che dovevano buttarli in qualche modo.
senza contare che hanno impiegato mesi
due anni di dispute legali, non pochi mesi :-)
due anni di dispute legali, non pochi mesi :-)
ma hanno cambiatio la formula? prima non c'era quella fase in cui gareggiavano akltre imbarcazioni e poi la migliore sfidava òla dententrice? ma è stata modificata la forumla?
altra vergogna ;)
poi si capisce perchè alcuni team abbandonano...
poi si capisce perchè alcuni team abbandonano...
Le regole della Coppa America sono molto particolari, e lasciano al detentore un potere enorme riguardo molteplici aspetti.
Estrapolo da questo blog, e successivamente da questo articolo:
Data la particolare natura di questa antica competizione (il cui regolamento è governato unicamente da un documento risalente a 150 anni fa, il cosiddetto Deed of Gift ) è necessario che sfidanti e detentori trovino un accordo su come gestire le regate
...diversi partecipanti (tra i quali spicca appunto BMW Oracle) avevano denunciato sin dalle primissime fasi di organizzazione della edizione 2009 (poi rimandata) un atteggiamento “prepotente” di Alinghi, che sembrava intenzionata a voler decidere in proprio su tutti i punti più importanti. Di qui le udienze, le minacce, i comunicati e le dilazioni subite dall'evento, che nel frattempo ha perso molti dei suoi partecipanti, stancati dai continui cambi e da problemi finanziari legati all'impossibilità di stabilire programmi sulla base di scadenze certe.
Le cause principali dello schifo visto quest'anno, da quel che ho capito, risiedono in questo (mi corregga chi ne sa di più):
1) Le regole base della competizione concedono un enorme potere decisionale al detentore della Coppa, per esempio riguardo la scelta della classe di imbarcazione, il luogo di svolgimento, date, modalità della selezione dei partecipanti.
2) Questa era la proposta originale di Alinghi:
La competizione si articola in quattro fasi: act, trial, regate per la selezione sfidanti e match di coppa. Le prime regate inizieranno a giugno 2008, e serviranno ad assegnare bonus per le vele utilizzabili in seguito. I trial, che sostituiscono la vecchia Louis Vuitton Cup, partiranno a maggio 2009, divisi in due gironi eliminatori e poi nelle semifinali, a loro volta pensate come Round Robin tra le migliori sei barche. Il team vincente passa direttamente in finale, mentre il secondo e il terzo devono affrontarsi per conquistare il posto. Queste sono le regate di selezione: la barca più forte potrà infine duellare contro Alinghi dal 18 luglio per la coppa.
La novità più rilevante è che Alinghi parteciperà ai trial: questo significa che il defender, anziché restare isolato e allenarsi per conto proprio, come avveniva nella Vuitton Cup, potrà confrontarsi con i diversi concorrenti, valutando con maggiore precisione le rispettive prestazioni. I risultati di Alinghi non modificheranno la classifica degli sfidanti; e il defender, non potendo disputare i match finali della selezione, correrà le regate parallele riservate ai team sconfitti (le "secondary series"). Alinghi, dunque, ha escogitato una formula che permette al defender di gareggiare il più a lungo possibile con i challenger, traendone i relativi benefici.
3) Alinghi voleva introdurre una nuova classe di barche ancora più grandi e veloci, molto costose, cosa che ha portato alla defezione di tantissimi team (tra cui gli italiani):
Contraddizioni e incognite
Alinghi evidenzia i due obiettivi essenziali del nuovo formato: garantire a tutti i partecipanti un maggior numero di regate e ridurre i costi, limitando il numero di vele per ciascun team e proibendo i test comparativi tra due imbarcazioni (sostituiti dalle regate di allenamento, gestite dalla società organizzatrice ACM). L'idea del risparmio, però, contrasta con l'introduzione delle nuove barche, più grandi e veloci. Alinghi giustifica l'idea con la volontà di realizzare un evento ancora più spettacolare e combattuto del 2007. La proposta lanciata da Mascalzone Latino, di correre con gli scafi esistenti, è caduta nel vuoto.
Il nuovo formato delle regate, inoltre, è sviluppato per una base di almeno 10 concorrenti, mentre adesso sono solo cinque con l'abbandono di molti team, tra cui quelli italiani. Il giudice Herman Cahn potrebbe rivoluzionare le sorti della coppa: se Oracle vincesse la causa, tutti i protocolli di Alinghi diventerebbero come carta straccia. A quel punto, mancando un accordo tra defender e primo sfidante, si dovrebbe gareggiare in base alle disposizioni del "Deed of gift". Sarebbe così un match al meglio di tre prove tra Alinghi e Oracle, che ha già scelto un catamarano come barca challenger.
Alla fine hanno vinto i challenger in tribunale, per cui è tutto saltato. Qualcuno addossa la colpa della porcheria solo a Oracle, ma a mio avviso pure Alinghi ci ha messo molto del suo.
O riportano la sfida su barche più umane, o vedremo la battaglia solo tra due team nei prossimi anni.
(edited)
Estrapolo da questo blog, e successivamente da questo articolo:
Data la particolare natura di questa antica competizione (il cui regolamento è governato unicamente da un documento risalente a 150 anni fa, il cosiddetto Deed of Gift ) è necessario che sfidanti e detentori trovino un accordo su come gestire le regate
...diversi partecipanti (tra i quali spicca appunto BMW Oracle) avevano denunciato sin dalle primissime fasi di organizzazione della edizione 2009 (poi rimandata) un atteggiamento “prepotente” di Alinghi, che sembrava intenzionata a voler decidere in proprio su tutti i punti più importanti. Di qui le udienze, le minacce, i comunicati e le dilazioni subite dall'evento, che nel frattempo ha perso molti dei suoi partecipanti, stancati dai continui cambi e da problemi finanziari legati all'impossibilità di stabilire programmi sulla base di scadenze certe.
Le cause principali dello schifo visto quest'anno, da quel che ho capito, risiedono in questo (mi corregga chi ne sa di più):
1) Le regole base della competizione concedono un enorme potere decisionale al detentore della Coppa, per esempio riguardo la scelta della classe di imbarcazione, il luogo di svolgimento, date, modalità della selezione dei partecipanti.
2) Questa era la proposta originale di Alinghi:
La competizione si articola in quattro fasi: act, trial, regate per la selezione sfidanti e match di coppa. Le prime regate inizieranno a giugno 2008, e serviranno ad assegnare bonus per le vele utilizzabili in seguito. I trial, che sostituiscono la vecchia Louis Vuitton Cup, partiranno a maggio 2009, divisi in due gironi eliminatori e poi nelle semifinali, a loro volta pensate come Round Robin tra le migliori sei barche. Il team vincente passa direttamente in finale, mentre il secondo e il terzo devono affrontarsi per conquistare il posto. Queste sono le regate di selezione: la barca più forte potrà infine duellare contro Alinghi dal 18 luglio per la coppa.
La novità più rilevante è che Alinghi parteciperà ai trial: questo significa che il defender, anziché restare isolato e allenarsi per conto proprio, come avveniva nella Vuitton Cup, potrà confrontarsi con i diversi concorrenti, valutando con maggiore precisione le rispettive prestazioni. I risultati di Alinghi non modificheranno la classifica degli sfidanti; e il defender, non potendo disputare i match finali della selezione, correrà le regate parallele riservate ai team sconfitti (le "secondary series"). Alinghi, dunque, ha escogitato una formula che permette al defender di gareggiare il più a lungo possibile con i challenger, traendone i relativi benefici.
3) Alinghi voleva introdurre una nuova classe di barche ancora più grandi e veloci, molto costose, cosa che ha portato alla defezione di tantissimi team (tra cui gli italiani):
Contraddizioni e incognite
Alinghi evidenzia i due obiettivi essenziali del nuovo formato: garantire a tutti i partecipanti un maggior numero di regate e ridurre i costi, limitando il numero di vele per ciascun team e proibendo i test comparativi tra due imbarcazioni (sostituiti dalle regate di allenamento, gestite dalla società organizzatrice ACM). L'idea del risparmio, però, contrasta con l'introduzione delle nuove barche, più grandi e veloci. Alinghi giustifica l'idea con la volontà di realizzare un evento ancora più spettacolare e combattuto del 2007. La proposta lanciata da Mascalzone Latino, di correre con gli scafi esistenti, è caduta nel vuoto.
Il nuovo formato delle regate, inoltre, è sviluppato per una base di almeno 10 concorrenti, mentre adesso sono solo cinque con l'abbandono di molti team, tra cui quelli italiani. Il giudice Herman Cahn potrebbe rivoluzionare le sorti della coppa: se Oracle vincesse la causa, tutti i protocolli di Alinghi diventerebbero come carta straccia. A quel punto, mancando un accordo tra defender e primo sfidante, si dovrebbe gareggiare in base alle disposizioni del "Deed of gift". Sarebbe così un match al meglio di tre prove tra Alinghi e Oracle, che ha già scelto un catamarano come barca challenger.
Alla fine hanno vinto i challenger in tribunale, per cui è tutto saltato. Qualcuno addossa la colpa della porcheria solo a Oracle, ma a mio avviso pure Alinghi ci ha messo molto del suo.
O riportano la sfida su barche più umane, o vedremo la battaglia solo tra due team nei prossimi anni.
(edited)
Da Repubblica.it
Alla fine quello che rimane è un sapore di totale inutilità: i due armatori hanno devastato la Coppa America, speso 400 milioni di euro in tre anni, ingaggiato i migliori velisti del mondo, i migliori progettisti sul mercato, hanno fatto ricorso alle migliori strutture e ai materiali più ricercati, e alla fine hanno offerto uno spettacolo sportivo complessivamente di una noia terrificante. Per fortuna la velocità dei due catamarani e l'insensatezza della formula (alla meglio delle tre regate) ha fatto sì che tutto durasse molto poco.
....e aggiungerei che in confronto alle passate edizioni non l'ha seguita quasi nessuno
Alla fine quello che rimane è un sapore di totale inutilità: i due armatori hanno devastato la Coppa America, speso 400 milioni di euro in tre anni, ingaggiato i migliori velisti del mondo, i migliori progettisti sul mercato, hanno fatto ricorso alle migliori strutture e ai materiali più ricercati, e alla fine hanno offerto uno spettacolo sportivo complessivamente di una noia terrificante. Per fortuna la velocità dei due catamarani e l'insensatezza della formula (alla meglio delle tre regate) ha fatto sì che tutto durasse molto poco.
....e aggiungerei che in confronto alle passate edizioni non l'ha seguita quasi nessuno
Anche se sti catamarani non mi piacciono proprio, perlomeno c'è il ritorno di LunaRossa in grande stile
Luna Rossa, in Coppa con l'anima «nera»
Accettata l'iscrizione all'America's Cup. Accordo con New Zealand per progettare e realizzare il catamarano
MILANO - L'accoglienza, anche molto calorosa, era attesa. Luna Rossa è stata accettata tra gli sfidanti per la 34esima America's Cup dal Golden Gate Yacht Club di San Francisco, circolo velico del defender, Bmw Oracle di Larry Ellison. Gareggerà in rappresentanza del Circolo della Vela Sicilia di Palermo: «E' un vero onore poter lanciare una sfida all’America’s Cup con un team prestigioso e amato come Luna Rossa - dice il presidente Agostino Randazzo -. Voglio ringraziare Patrizio Bertelli sia per averci prescelto sia per le motivazioni che hanno animato questa sua scelta». Motivazioni riconfermate oggi dallo stesso Bertelli: «Ritengo importante, in un momento come questo, sottolineare l’unita del nostro Paese anche sul piano culturale e sportivo».
DALLE SPIE ALLA COLLABORAZIONE - Meno facile da prevedere, invece, era l'alleanza tecnica e strategica che il rinato team targato Prada ha nel frattempo stretto con i «kiwi» di Team New Zealand, storici avversari della finale dell'edizione 200o della Coppa America ad Auckland e nella finale di Vuitton Cup a Valencia 2007. Un tempo ancora non lontano, la Coppa America era ricca di intrighi, spionaggi, passaggi furtivi di progetti da un team all'altro. E c'erano anche vincoli stringenti sul luogo di costruzione di ogni singola parte dell'imbarcazione. Con il contorno di ricorsi, dispute legali, liti e sentenze. Poteva capitare che anche un mostro sacro come Dennis Conner si dovesse far da parte per un a pala di timone non realizzata negli Usa. Una tradizione proseguita fino alla vigilia dell'ultima edizione dell'America's Cup, la prima tra multiscafi, Alinghi lamentava tentativi di spionaggio nelle acque davanti a Genova da parte di «spie» di Oracle.
ALA RIGIDA - La Coppa America del futuro spazza via le regole del passato e con esse buona parte del «sale» che ha insaporito racconti, storie e leggende nella lunga storia del trofeo. E per questo ora Luna Rossa Challenge 2013 (questo il nome ufficiale della sfida italiana) e il sindacato Emirates Team New Zealand, possono lavorare insieme. Come recita il comunicato diffuso dalla stessa organizzazione dell'America's Cup, «hanno firmato un accordo di collaborazione fino al 31 dicembre 2012 che comprende il totale accesso alla progettazione e ai dati delle prestazioni di Emirates Team New Zealand in questo periodo». Un modo, per la squadra messa in piedi da Patrizio Bertelli, di recuperare rapidamente il gap con chi era entrato in lizza lo scorso hanno ha già cominciato a confrontarsi con i catamarani, nuovo scafo di coppa scelto dal detentore. Per ora, nelle serie preparatorie che arriveranno anche in Italia (venezia e Napoli) vanno in acqua in configurazione ridotta (45 piedi). Ma la Vuitton Cup e la Coppa America 2013 saranno disputate su catamarani più grandi (72 piedi) la cui realizzazione richiede molte competenze specifiche, in particolare per quanto riguarda l'ala rigida, la vela principale.
BERTELLI - In base all'accordo, «gli scafi dell’ AC 72’ Luna Rossa saranno costruiti in Italia e tutti gli altri componenti verranno costruiti in Nuova Zelanda in stretta collaborazione con Emirates Team New Zealand». Anche la base operativa e sportiva principale sarà in Nuova Zelanda: «Luna Rossa prevede l’apertura di una base ad Auckland per gli allenamenti congiunti, la partecipazione a tutti gli eventi del circuito America’s Cup World Series (ACWS) con i catamarani ad ala rigida classe AC 45’ e il varo del catamarano ad ala rigida AC 72’ che partecipera all’America’s Cup». Solo dalla primavera 2013 il team trasferirà a San Francisco, sede delle regate. Patrizio Bertelli è molto soddisfatto: «Sono certo che la collaborazione con Emirates Team New Zealand darà ottimi risultati, consentendo a entrambi i team uno sviluppo più rapido ed efficace sia sul piano tecnico sia su quello sportivo». Ma soddisfatti sono anche i neozelandesi, cui l'unione dello sforzo tecnologico serve a controbattere il vantaggio del defender nello sviluppo dell'imbarcazione. «L'accordo rappresenta per noi un ulteriore passo verso l’obiettivo di dare al nostro team anche un ruolo di fornitore di tecnologie e servizi di altissimo livello» dice l'ex skipper e ora ad di Team New Zealand, Grant Dalton. E il presidente Matteo De Nora aggiunge: «Luna Rossa è il team velico straniero più amato e rispettato in Nuova Zelanda, sin da quando si aggiudicò la Louis Vuitton Cup. Questo accordo non farà che accrescere il valore tecnico dei team. Ci aspettiamo una stretta collaborazione a terra e una forte e leale rivalità in mare».
Luna Rossa, in Coppa con l'anima «nera»
Accettata l'iscrizione all'America's Cup. Accordo con New Zealand per progettare e realizzare il catamarano
MILANO - L'accoglienza, anche molto calorosa, era attesa. Luna Rossa è stata accettata tra gli sfidanti per la 34esima America's Cup dal Golden Gate Yacht Club di San Francisco, circolo velico del defender, Bmw Oracle di Larry Ellison. Gareggerà in rappresentanza del Circolo della Vela Sicilia di Palermo: «E' un vero onore poter lanciare una sfida all’America’s Cup con un team prestigioso e amato come Luna Rossa - dice il presidente Agostino Randazzo -. Voglio ringraziare Patrizio Bertelli sia per averci prescelto sia per le motivazioni che hanno animato questa sua scelta». Motivazioni riconfermate oggi dallo stesso Bertelli: «Ritengo importante, in un momento come questo, sottolineare l’unita del nostro Paese anche sul piano culturale e sportivo».
DALLE SPIE ALLA COLLABORAZIONE - Meno facile da prevedere, invece, era l'alleanza tecnica e strategica che il rinato team targato Prada ha nel frattempo stretto con i «kiwi» di Team New Zealand, storici avversari della finale dell'edizione 200o della Coppa America ad Auckland e nella finale di Vuitton Cup a Valencia 2007. Un tempo ancora non lontano, la Coppa America era ricca di intrighi, spionaggi, passaggi furtivi di progetti da un team all'altro. E c'erano anche vincoli stringenti sul luogo di costruzione di ogni singola parte dell'imbarcazione. Con il contorno di ricorsi, dispute legali, liti e sentenze. Poteva capitare che anche un mostro sacro come Dennis Conner si dovesse far da parte per un a pala di timone non realizzata negli Usa. Una tradizione proseguita fino alla vigilia dell'ultima edizione dell'America's Cup, la prima tra multiscafi, Alinghi lamentava tentativi di spionaggio nelle acque davanti a Genova da parte di «spie» di Oracle.
ALA RIGIDA - La Coppa America del futuro spazza via le regole del passato e con esse buona parte del «sale» che ha insaporito racconti, storie e leggende nella lunga storia del trofeo. E per questo ora Luna Rossa Challenge 2013 (questo il nome ufficiale della sfida italiana) e il sindacato Emirates Team New Zealand, possono lavorare insieme. Come recita il comunicato diffuso dalla stessa organizzazione dell'America's Cup, «hanno firmato un accordo di collaborazione fino al 31 dicembre 2012 che comprende il totale accesso alla progettazione e ai dati delle prestazioni di Emirates Team New Zealand in questo periodo». Un modo, per la squadra messa in piedi da Patrizio Bertelli, di recuperare rapidamente il gap con chi era entrato in lizza lo scorso hanno ha già cominciato a confrontarsi con i catamarani, nuovo scafo di coppa scelto dal detentore. Per ora, nelle serie preparatorie che arriveranno anche in Italia (venezia e Napoli) vanno in acqua in configurazione ridotta (45 piedi). Ma la Vuitton Cup e la Coppa America 2013 saranno disputate su catamarani più grandi (72 piedi) la cui realizzazione richiede molte competenze specifiche, in particolare per quanto riguarda l'ala rigida, la vela principale.
BERTELLI - In base all'accordo, «gli scafi dell’ AC 72’ Luna Rossa saranno costruiti in Italia e tutti gli altri componenti verranno costruiti in Nuova Zelanda in stretta collaborazione con Emirates Team New Zealand». Anche la base operativa e sportiva principale sarà in Nuova Zelanda: «Luna Rossa prevede l’apertura di una base ad Auckland per gli allenamenti congiunti, la partecipazione a tutti gli eventi del circuito America’s Cup World Series (ACWS) con i catamarani ad ala rigida classe AC 45’ e il varo del catamarano ad ala rigida AC 72’ che partecipera all’America’s Cup». Solo dalla primavera 2013 il team trasferirà a San Francisco, sede delle regate. Patrizio Bertelli è molto soddisfatto: «Sono certo che la collaborazione con Emirates Team New Zealand darà ottimi risultati, consentendo a entrambi i team uno sviluppo più rapido ed efficace sia sul piano tecnico sia su quello sportivo». Ma soddisfatti sono anche i neozelandesi, cui l'unione dello sforzo tecnologico serve a controbattere il vantaggio del defender nello sviluppo dell'imbarcazione. «L'accordo rappresenta per noi un ulteriore passo verso l’obiettivo di dare al nostro team anche un ruolo di fornitore di tecnologie e servizi di altissimo livello» dice l'ex skipper e ora ad di Team New Zealand, Grant Dalton. E il presidente Matteo De Nora aggiunge: «Luna Rossa è il team velico straniero più amato e rispettato in Nuova Zelanda, sin da quando si aggiudicò la Louis Vuitton Cup. Questo accordo non farà che accrescere il valore tecnico dei team. Ci aspettiamo una stretta collaborazione a terra e una forte e leale rivalità in mare».
Accordo con New Zeland????????? È come se una Ferrari corresse con motore McLaren...... Pazzesco!!!!!
Oracle prima, Team Korea seconda.... luna rossa (swordfish) seguita da luna rossa (piranha) tagliano ora il traguardo per ultime. Svezia ritirata per rottura della vela pochi secondi prima della partenza.
lo skipper di luna rossa appena arrivato ha consegnato una retina piena di frutti di mare ai giudici ecco spiegato il grande ritardo :D
lo skipper di luna rossa appena arrivato ha consegnato una retina piena di frutti di mare ai giudici ecco spiegato il grande ritardo :D
Non avendo mai visto Napoli, sono rimasto incantato dallo scenario della città sullo sfondo del campo di regata. Ed era pure una brutta giornata. Chissà col sole che spettacolo.
Non avendo mai visto Napoli,
Dajeee vecio scendi!!
Non sai cosa ti perdi! :)
Dajeee vecio scendi!!
Non sai cosa ti perdi! :)