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Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
meraviglioso il berlusca nella sua strenua difesa di Cosentino...
e guai a chi gli vota la sfiducia, quelli si che verranno cacciati!!!
e guai a chi gli vota la sfiducia, quelli si che verranno cacciati!!!
So questo fatto "il più meraviglioso" è stato il TG5. Volevo seguirlo apposta per vedere come affrontava l'argomento:
ieri a mezzogiorno hanno fatto un servizio di 1 minuto: "indagati Dell'Utri, Cosentino e Verdini per gli appalti sull'eolico e per aver tentato di influenzare la decisione dei giudici sul lodo Alfano. Peccato che per gli appalti sull'eolico alla fine non sono decollati, mentre il lodo Alfano è stato puntualmente dichiarato anti-costituzionale."
ieri sera notizia di 10 secondi netti: "Il PD chiede la mozione di sfiducia per Cosentino e Verdini"
oggi pomeriggio invece hanno dato risalto solo alle parole di Berlusconi che diceva che non c'è nessuna P3, di non leggere le notizie sui giornali, ecc...
ieri a mezzogiorno hanno fatto un servizio di 1 minuto: "indagati Dell'Utri, Cosentino e Verdini per gli appalti sull'eolico e per aver tentato di influenzare la decisione dei giudici sul lodo Alfano. Peccato che per gli appalti sull'eolico alla fine non sono decollati, mentre il lodo Alfano è stato puntualmente dichiarato anti-costituzionale."
ieri sera notizia di 10 secondi netti: "Il PD chiede la mozione di sfiducia per Cosentino e Verdini"
oggi pomeriggio invece hanno dato risalto solo alle parole di Berlusconi che diceva che non c'è nessuna P3, di non leggere le notizie sui giornali, ecc...
oggi dimissioni di Cosentino
sarebbe una buona notizia, se agli italiani fregasse qualcosa della questione morale...
sarebbe una buona notizia, se agli italiani fregasse qualcosa della questione morale...
oggi dimissioni di Cosentino
sarebbe una buona notizia, se agli italiani fregasse qualcosa della questione morale...
Ci avrei scommesso e avrei vinto!
E' successo perchè i Granata ha fatto finanche i nomi di chi avrebbe votato contro. Troppi. E con quella mozioni di sfiducia cadeva il governo.
Il re è nudo, ma quel che è peggio è che l'opposizione è debole.
Pensano a emendare una legge che ora potrebbero rifiutare tout-court.
sarebbe una buona notizia, se agli italiani fregasse qualcosa della questione morale...
Ci avrei scommesso e avrei vinto!
E' successo perchè i Granata ha fatto finanche i nomi di chi avrebbe votato contro. Troppi. E con quella mozioni di sfiducia cadeva il governo.
Il re è nudo, ma quel che è peggio è che l'opposizione è debole.
Pensano a emendare una legge che ora potrebbero rifiutare tout-court.
ti ricordo che il pd fu promotore di una legge sulle intercettazioni con mastella ministro
forse a loro una legge modificata, piace
forse a loro una legge modificata, piace
ma quel che è peggio è che l'opposizione è debole
zitto... zitto... che non facendo niente almeno non fà danni!!
zitto... zitto... che non facendo niente almeno non fà danni!!
ti ricordo che il pd fu promotore di una legge sulle intercettazioni con mastella ministro
forse a loro una legge modificata, piace
E che non mi ricordo? certo che mi ricordo! Era pura peggiore di questa.
forse a loro una legge modificata, piace
E che non mi ricordo? certo che mi ricordo! Era pura peggiore di questa.
ma quel che è peggio è che l'opposizione è debole
zitto... zitto... che non facendo niente almeno non fà danni!!
shh! il silenzio è d'Oro!
zitto... zitto... che non facendo niente almeno non fà danni!!
shh! il silenzio è d'Oro!
A quando in Italia?
BUENOS AIRES
Voto storico in Argentina
sì a matrimoni omosessuali
Il Senato, in diretta tv, approva la legge che autorizza le unioni tra persone dello stesso sesso. La decisione è stata preceduta da manifestazioni e incidenti davanti al Parlamento
Voto storico in Argentina sì a matrimoni omosessuali
BUENOS AIRES - L'Argentina, la cui popolazione cattolica è stimata al 91 per cento, è diventata questa mattina all'alba il primo paese dell'America latina ad autorizzare i matrimoni omosessuali in seguito a un voto storico al Senato trasmesso in diretta tv. Il voto è stato preceduto da incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, convocate da organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi all'iniziativa. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati scontri e sono volati insulti tra i gruppi a favore e quelli contrari. Per dividerli è dovuta intervenire la polizia. Il disegno di legge, sostenuto dal governo di centro-sinistra della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, è stato approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo più di 15 ore di dibattito in aula.
La discussione al Senato ha visto il confronto tra i partiti di sinistra e gruppi "kichneristi", che sostengono cioè la presidente Kirchner, e organizzazioni cattoliche, che si sono opposte alla legge approvata lo scorso 5 maggio dai deputati che consente alle coppie omosessuali di sposarsi. Claudio Morgado, responsabile dell'organismo nazionale contro le discriminazioni (Inadi), ha criticato "coloro i quali hanno invocato la 'guerra di Dio'" contro il progetto del matrimonio gay, riferendosi ai vertici della chiesa cattolica argentina. Sulla stessa piazza, i manifestanti cattolici sventolavano d'altra parte cartelli con testi quali "Né unione né adozione, uomo e donna", "Sodoma uguale Argentina", oppure "Voglio una madre e un padre".
Attualmente le nozze gay sono possibili solo in alcuni municipi, tra cui quello di Buenos Aires, pur se la decina di coppie che si sono già sposate hanno dovuto far fronte a vari ricorsi giudiziari, presentati da organizzazioni cattoliche. "E' un giorno storico", ha detto il capogruppo del partito al potere, Miguel Pichetto, ricordando che il dibattito è stato messo in calendario per il 14 luglio, giorno di commemorazione della Rivoluzione francese. "E' la prima volta che si vota per una legge a favore delle minoranze", ha aggiunto. "La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli famigliari, ha detto il capogruppo al Senato dei radicali all'opposizione, Gerardo Morales, spiegando come questa legge sia pensata per tutelare i diritti delle minoranze.
Il nuovo provvedimento modifica il codice civile: la formula "marito e moglie" sarà sostituita dal termine "i contraenti". Le coppie gay sposate potranno inoltre adottare bambini ed avere accesso a sicurezza sociale e congedo famigliare. L'Argentina è quindi diventata il primo Paese dell'America latina ad autorizzare le nozze gay, e il decimo al mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Africa del sud, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
BUENOS AIRES
Voto storico in Argentina
sì a matrimoni omosessuali
Il Senato, in diretta tv, approva la legge che autorizza le unioni tra persone dello stesso sesso. La decisione è stata preceduta da manifestazioni e incidenti davanti al Parlamento
Voto storico in Argentina sì a matrimoni omosessuali
BUENOS AIRES - L'Argentina, la cui popolazione cattolica è stimata al 91 per cento, è diventata questa mattina all'alba il primo paese dell'America latina ad autorizzare i matrimoni omosessuali in seguito a un voto storico al Senato trasmesso in diretta tv. Il voto è stato preceduto da incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, convocate da organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi all'iniziativa. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati scontri e sono volati insulti tra i gruppi a favore e quelli contrari. Per dividerli è dovuta intervenire la polizia. Il disegno di legge, sostenuto dal governo di centro-sinistra della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, è stato approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo più di 15 ore di dibattito in aula.
La discussione al Senato ha visto il confronto tra i partiti di sinistra e gruppi "kichneristi", che sostengono cioè la presidente Kirchner, e organizzazioni cattoliche, che si sono opposte alla legge approvata lo scorso 5 maggio dai deputati che consente alle coppie omosessuali di sposarsi. Claudio Morgado, responsabile dell'organismo nazionale contro le discriminazioni (Inadi), ha criticato "coloro i quali hanno invocato la 'guerra di Dio'" contro il progetto del matrimonio gay, riferendosi ai vertici della chiesa cattolica argentina. Sulla stessa piazza, i manifestanti cattolici sventolavano d'altra parte cartelli con testi quali "Né unione né adozione, uomo e donna", "Sodoma uguale Argentina", oppure "Voglio una madre e un padre".
Attualmente le nozze gay sono possibili solo in alcuni municipi, tra cui quello di Buenos Aires, pur se la decina di coppie che si sono già sposate hanno dovuto far fronte a vari ricorsi giudiziari, presentati da organizzazioni cattoliche. "E' un giorno storico", ha detto il capogruppo del partito al potere, Miguel Pichetto, ricordando che il dibattito è stato messo in calendario per il 14 luglio, giorno di commemorazione della Rivoluzione francese. "E' la prima volta che si vota per una legge a favore delle minoranze", ha aggiunto. "La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli famigliari, ha detto il capogruppo al Senato dei radicali all'opposizione, Gerardo Morales, spiegando come questa legge sia pensata per tutelare i diritti delle minoranze.
Il nuovo provvedimento modifica il codice civile: la formula "marito e moglie" sarà sostituita dal termine "i contraenti". Le coppie gay sposate potranno inoltre adottare bambini ed avere accesso a sicurezza sociale e congedo famigliare. L'Argentina è quindi diventata il primo Paese dell'America latina ad autorizzare le nozze gay, e il decimo al mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Africa del sud, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.
Botte al corteo, la verità degli aquilani
“Nessuno parli più di ‘scontri’, di ‘incidenti’”. Gli aquilani hanno in mano tre video per smontare le bugie. Sono tornati a Roma, una settimana dopo la manifestazione finita con due feriti, a dimostrare che loro di reazioni non ne hanno avute. E i manganelli si sono alzati solo da una parte, quella della polizia. Ieri, nella sala del Mappamondo, alla Camera dei deputati, hanno proiettato le immagini che danno loro ragione: mani alzate in segno di pace e volti scoperti. “Se avessimo voluto provocare, saremmo venuti a Roma così?”.
Le Forze dell’ordine sostengono che ad aver scatenato quegli “scontri” che gli aquilani non vogliono sentir nominare, non siano stati i terremotati, ma esponenti dell’area antagonista romana. Due presunti “infiltrati” si sono beccati pure una denuncia. Ma, ieri, in quei tre video le prime file erano tutte riconoscibilissime. “Vi posso dire i nomi di tutti, uno per uno”, dice Anna Lucia Bonanni, una delle voci dell’assemblea cittadina de L’Aquila. Nel primo video, il nome del “provocatore” lo conosciamo anche noi. Si chiama Giovanni Lolli, di professione deputato Pd. Parla con alcuni dirigenti della polizia. Siamo in piazza Venezia: il corteo si è appena radunato, deve ancora partire ma di fronte ha già decine di agenti in assetto antisommossa. Lolli vuole andare sotto il Parlamento assieme ai suoi concittadini. Dice al poliziotto: “Evitiamo che succeda qualcosa, mi dica lei che margini ha”. Intorno c’è gente arrabbiata, che urla, ma hanno tutti le mani alzate. Il primo manganello parte così, gratuito, mentre a due metri di distanza il sindaco Massimo Cialente sventola la fascia tricolore per cercare di farsi vedere.
Il secondo video è girato qualche centinaio di metri più in là, in via del Corso. L’atmosfera è tesa, e i manifestanti per provare a stemperarla chiamano i sindaci a rimettersi in testa al corteo. Il manganello torna a colpire qualche minuto dopo. Come reagiscono gli aquilani? Fanno due passi indietro. E un (aquilanissimo) anziano signore, con il cappello in testa, esprime tutto il suo sdegno con un lungo applauso rivolto alla polizia. Il terzo momento caldo ripreso dalle telecamere è quello davanti a Palazzo Grazioli.
Gli aquilani anche ieri, come già una settimana fa, tornano a spiegare che loro, davanti alla residenza privata del premier, ci volevano passare solo per raggiungere la sede del Senato. Avevano anche proposto alla polizia di formare un cordone sul lato destro di via del Plebiscito, in modo da rimanere a debita distanza dal portone di casa Berlusconi. Niente da fare. Anche qui mani alzate e le urla “vergogna” che salgono solo quando gridare “L’Aquila” non serve più. Tornano indietro, giro lungo per via delle Botteghe Oscure: davanti a Palazzo Grazioli, la protesta non s’ha da fare. Il perché, agli aquilani, non è difficile da capire. “Abbiamo fatto tante manifestazioni in questo anno – ricorda Giusi Pitari, pro-rettore delegato dell’Università de L’Aquila – Sappiamo benissimo come funzionano, i permessi, le autorizzazioni. I poliziotti in assetto antisommossa ci scortano perfino quando facciamo le fiaccolate per commemorare i nostri morti. Invece in via del Corso ho avuto la sensazione di finire imbottigliata. Ho avuto paura. Con tutte quelle Forze dell’ordine attorno, non avrei dovuto averne”. Il problema, prosegue Anna Lucia è che “eravamo stati scelti come simbolo del ‘miracolo’, e ora che non si può più nascondere il fallimento, il governo vuole farci stare zitti. Quello di farci passare per violenti era un teorema già costruito. Nel video abbiamo ripreso un giornalista del Tg4 che dice che nel corteo aquilano non c’era nessuno”. Invece ci sono. È che se lo riconoscessero, tutti i tg sarebbero costretti a parlare dei loro problemi: le tasse che devono ricominciare a pagare, le rate dei mutui che non si sono fermate, il bisogno di lavoro, i cantieri fermi.
Loro da quel 6 aprile si sono rimboccati le maniche, hanno superato le divisioni politiche, vogliono partecipare alla ricostruzione, hanno fatto squadra. “A L’Aquila l’unico miracolo siamo noi”.
da il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2010
qui i video
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/15/botte-al-corteola-veritadegli-aquilani/40305/
“Nessuno parli più di ‘scontri’, di ‘incidenti’”. Gli aquilani hanno in mano tre video per smontare le bugie. Sono tornati a Roma, una settimana dopo la manifestazione finita con due feriti, a dimostrare che loro di reazioni non ne hanno avute. E i manganelli si sono alzati solo da una parte, quella della polizia. Ieri, nella sala del Mappamondo, alla Camera dei deputati, hanno proiettato le immagini che danno loro ragione: mani alzate in segno di pace e volti scoperti. “Se avessimo voluto provocare, saremmo venuti a Roma così?”.
Le Forze dell’ordine sostengono che ad aver scatenato quegli “scontri” che gli aquilani non vogliono sentir nominare, non siano stati i terremotati, ma esponenti dell’area antagonista romana. Due presunti “infiltrati” si sono beccati pure una denuncia. Ma, ieri, in quei tre video le prime file erano tutte riconoscibilissime. “Vi posso dire i nomi di tutti, uno per uno”, dice Anna Lucia Bonanni, una delle voci dell’assemblea cittadina de L’Aquila. Nel primo video, il nome del “provocatore” lo conosciamo anche noi. Si chiama Giovanni Lolli, di professione deputato Pd. Parla con alcuni dirigenti della polizia. Siamo in piazza Venezia: il corteo si è appena radunato, deve ancora partire ma di fronte ha già decine di agenti in assetto antisommossa. Lolli vuole andare sotto il Parlamento assieme ai suoi concittadini. Dice al poliziotto: “Evitiamo che succeda qualcosa, mi dica lei che margini ha”. Intorno c’è gente arrabbiata, che urla, ma hanno tutti le mani alzate. Il primo manganello parte così, gratuito, mentre a due metri di distanza il sindaco Massimo Cialente sventola la fascia tricolore per cercare di farsi vedere.
Il secondo video è girato qualche centinaio di metri più in là, in via del Corso. L’atmosfera è tesa, e i manifestanti per provare a stemperarla chiamano i sindaci a rimettersi in testa al corteo. Il manganello torna a colpire qualche minuto dopo. Come reagiscono gli aquilani? Fanno due passi indietro. E un (aquilanissimo) anziano signore, con il cappello in testa, esprime tutto il suo sdegno con un lungo applauso rivolto alla polizia. Il terzo momento caldo ripreso dalle telecamere è quello davanti a Palazzo Grazioli.
Gli aquilani anche ieri, come già una settimana fa, tornano a spiegare che loro, davanti alla residenza privata del premier, ci volevano passare solo per raggiungere la sede del Senato. Avevano anche proposto alla polizia di formare un cordone sul lato destro di via del Plebiscito, in modo da rimanere a debita distanza dal portone di casa Berlusconi. Niente da fare. Anche qui mani alzate e le urla “vergogna” che salgono solo quando gridare “L’Aquila” non serve più. Tornano indietro, giro lungo per via delle Botteghe Oscure: davanti a Palazzo Grazioli, la protesta non s’ha da fare. Il perché, agli aquilani, non è difficile da capire. “Abbiamo fatto tante manifestazioni in questo anno – ricorda Giusi Pitari, pro-rettore delegato dell’Università de L’Aquila – Sappiamo benissimo come funzionano, i permessi, le autorizzazioni. I poliziotti in assetto antisommossa ci scortano perfino quando facciamo le fiaccolate per commemorare i nostri morti. Invece in via del Corso ho avuto la sensazione di finire imbottigliata. Ho avuto paura. Con tutte quelle Forze dell’ordine attorno, non avrei dovuto averne”. Il problema, prosegue Anna Lucia è che “eravamo stati scelti come simbolo del ‘miracolo’, e ora che non si può più nascondere il fallimento, il governo vuole farci stare zitti. Quello di farci passare per violenti era un teorema già costruito. Nel video abbiamo ripreso un giornalista del Tg4 che dice che nel corteo aquilano non c’era nessuno”. Invece ci sono. È che se lo riconoscessero, tutti i tg sarebbero costretti a parlare dei loro problemi: le tasse che devono ricominciare a pagare, le rate dei mutui che non si sono fermate, il bisogno di lavoro, i cantieri fermi.
Loro da quel 6 aprile si sono rimboccati le maniche, hanno superato le divisioni politiche, vogliono partecipare alla ricostruzione, hanno fatto squadra. “A L’Aquila l’unico miracolo siamo noi”.
da il Fatto Quotidiano del 15 luglio 2010
qui i video
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/15/botte-al-corteola-veritadegli-aquilani/40305/
prove di regime, evidentemente. Non mi viene in mente null'altro se non la solidarietà agli aquilani per quello che stanno passando.
Eheieh to
ALVF [del]
Alla luce dei recenti avvenimenti volevo fare qualche considerazione.
1) Che c'era dietro la rediviva P2 era logico e lo era da tempo e io stesso la chiamai p3 in tempi non sospetti su questo forum e dichiarando più volte che Berlusconi NON è affatto il puparo.
2) D'Alema ha già parlato e ha già fatto sapere agli 2amici" che lui darà il so sostegno:
cito dall'Unità
Da qui l’invito «a tutte le forze politiche» di un’assunzione di responsabilità «senza scorciatoie». E’ una situazione dalla quale non si esce «attraverso una soluzione giudiziaria, come può immaginare una certa parte dell’opposizione» oppure «attraverso una campagna moralista e giustizialista». Bisogna fare un salto di qualità politica ma «è escluso possa farlo Berlusconi» la cui «parabola politica è finita»
In pratica c'è scritto: finiani, fatelo fuori e avrete i nostri voti.
3) Nel punto 1 ho scritto che Berlusconi non è il puparo. No, il puparo è ben altri, molto più intelligente di Berlusconi, ora bisogna capire chi ne prenderà il posto e perchè e soprattutto se cadrà il governo Berlusconi.
4) Penso che sia ancora presto per fare una previsione sulla durata del governo: dipende da molti fattori: altri indagati, se gli indagati parlano, a che livello sono gli indagati. Se è come penso questo è solo l'inizio e a primavera si vota, ma ripeto è presto per dare giudizi.
I successori a questo punto sono due, e due soltanto
1) Tremonti: appoggiato dalla Lega e garanzia indispensabile sul piano internazionale, gode di ampi favori in tutto il centro destra, meno tra la gente
2) Fini: se è iniziato a cambiare qualcosa, se il Pdl è in crisi lo dobbiamo a lui e ai suoi: ci hanno messo la faccia e sono pronti a votare contro il governo sulla questione morale: granata ha fatto anche dei nomi, ergo su questo punto il governo cadrà. Tra la gente ha acquistato molti punti (berlusconiani e leghisti di ferro esclusi), tanto che farà l'en plein accaparrandosi anche molti voti di delusi dal PD.
5) Fini è sicuramente allergico a grembiulini, Tremonti invece questa sicurezza non me la dà....
1) Che c'era dietro la rediviva P2 era logico e lo era da tempo e io stesso la chiamai p3 in tempi non sospetti su questo forum e dichiarando più volte che Berlusconi NON è affatto il puparo.
2) D'Alema ha già parlato e ha già fatto sapere agli 2amici" che lui darà il so sostegno:
cito dall'Unità
Da qui l’invito «a tutte le forze politiche» di un’assunzione di responsabilità «senza scorciatoie». E’ una situazione dalla quale non si esce «attraverso una soluzione giudiziaria, come può immaginare una certa parte dell’opposizione» oppure «attraverso una campagna moralista e giustizialista». Bisogna fare un salto di qualità politica ma «è escluso possa farlo Berlusconi» la cui «parabola politica è finita»
In pratica c'è scritto: finiani, fatelo fuori e avrete i nostri voti.
3) Nel punto 1 ho scritto che Berlusconi non è il puparo. No, il puparo è ben altri, molto più intelligente di Berlusconi, ora bisogna capire chi ne prenderà il posto e perchè e soprattutto se cadrà il governo Berlusconi.
4) Penso che sia ancora presto per fare una previsione sulla durata del governo: dipende da molti fattori: altri indagati, se gli indagati parlano, a che livello sono gli indagati. Se è come penso questo è solo l'inizio e a primavera si vota, ma ripeto è presto per dare giudizi.
I successori a questo punto sono due, e due soltanto
1) Tremonti: appoggiato dalla Lega e garanzia indispensabile sul piano internazionale, gode di ampi favori in tutto il centro destra, meno tra la gente
2) Fini: se è iniziato a cambiare qualcosa, se il Pdl è in crisi lo dobbiamo a lui e ai suoi: ci hanno messo la faccia e sono pronti a votare contro il governo sulla questione morale: granata ha fatto anche dei nomi, ergo su questo punto il governo cadrà. Tra la gente ha acquistato molti punti (berlusconiani e leghisti di ferro esclusi), tanto che farà l'en plein accaparrandosi anche molti voti di delusi dal PD.
5) Fini è sicuramente allergico a grembiulini, Tremonti invece questa sicurezza non me la dà....
io mi auguro che accada quanto tu dici, ma il punto 1) di cui scrivi per me cela il problema vero, ed io, personalmente, credo che i pupari siano diversi e rappresentino Mafie, Servizi Segreti e poteri economici legati all'industria.
a proposito, Tremonti ha accusato il Sud di non saper spendere i fondi europei. per me al sud non si vogliono far spendere i soldi europei, per il semplice motivo che al sud deve esserci un unico motore economico: quello di stampo mafioso (figuriamoci se ora un pinco pallo qualunque grazie ai fondi europei inizia a dar lavoro alla gente senza niente in cambio...).
a proposito, Tremonti ha accusato il Sud di non saper spendere i fondi europei. per me al sud non si vogliono far spendere i soldi europei, per il semplice motivo che al sud deve esserci un unico motore economico: quello di stampo mafioso (figuriamoci se ora un pinco pallo qualunque grazie ai fondi europei inizia a dar lavoro alla gente senza niente in cambio...).
io mi auguro che accada quanto tu dici, ma il punto 1) di cui scrivi per me cela il problema vero, ed io, personalmente, credo che i pupari siano diversi e rappresentino Mafie, Servizi Segreti e poteri economici legati all'industria.
Condivido la tua analisi.
Io penso che la p2 non sia mai morta. Ho messo insieme 2-3 cose e da un paio d'anni stanno arrivando le notizie in tal senso. Falcone e Borsellino infatti ora è appurato sono vittime dello Stato e non solo della mafia.
a proposito, Tremonti ha accusato il Sud di non saper spendere i fondi europei. per me al sud non si vogliono far spendere i soldi europei, per il semplice motivo che al sud deve esserci un unico motore economico: quello di stampo mafioso (figuriamoci se ora un pinco pallo qualunque grazie ai fondi europei inizia a dar lavoro alla gente senza niente in cambio...).
na... sei troppo buono. La banca del sud secondo è nata per dar da mangiare alle mafie in maniera più legale. Il suo capo per adesso è Vito Lorenzo Augusto Dell'Erba io non ho notizie su di lui... vediamo un po' se salteranno fuori.
Condivido la tua analisi.
Io penso che la p2 non sia mai morta. Ho messo insieme 2-3 cose e da un paio d'anni stanno arrivando le notizie in tal senso. Falcone e Borsellino infatti ora è appurato sono vittime dello Stato e non solo della mafia.
a proposito, Tremonti ha accusato il Sud di non saper spendere i fondi europei. per me al sud non si vogliono far spendere i soldi europei, per il semplice motivo che al sud deve esserci un unico motore economico: quello di stampo mafioso (figuriamoci se ora un pinco pallo qualunque grazie ai fondi europei inizia a dar lavoro alla gente senza niente in cambio...).
na... sei troppo buono. La banca del sud secondo è nata per dar da mangiare alle mafie in maniera più legale. Il suo capo per adesso è Vito Lorenzo Augusto Dell'Erba io non ho notizie su di lui... vediamo un po' se salteranno fuori.
L'ex giudice tributario si confessa al deputato dell'Idv, Francesco Barbato, pensando di rivolgersi a un omonimo dell'Udeur
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/15/%E2%80%9Cio-e-la-p3%E2%80%9D-corruzione-globale/40312/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/15/%E2%80%9Cio-e-la-p3%E2%80%9D-corruzione-globale/40312/