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Subject: [POLITICA]

2010-08-12 13:19:35
mah..
a me fa anche piacere perchè a mio parere è un mistificatore di professione,
ma i reati d'opinione restano una brutta cosa.

Per me non va mai condannato uno che esprime un'idea per quanto stupida ed offensiva,
almeno fino a che non causa un danno..
2010-08-12 14:00:18
Secondo me Bossi ha ragione, parlando di federalismo, a definire lo stato "delinquente".
Giannino a radio 24 continua a definirlo "corruttore" da mesi. Lo fa in una maniera sicuramente più articolata di Bossi al comizio, ma il succo è lo stesso.
E imho non conta niente se uno è ministro, presidente della repubblica, assessore addetto alle attività varie ed eventuali o l'ultimo barbone o carcerato d'Italia che occupa il gradino più basso della scala sociale. Mi risulta ancora, sempre parlando di costituzione, che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge.
2010-08-12 14:02:27
un regalino x algir, che è un po' che non si sente :-P


Quando Capezzone era Radicale: “Berlusconi è come Wanna Marchi”

“Vi chiamate Popolo della libertà ma di libertà vi è rimasta solo quella vigilata. Dite di tenere alla famiglia ed essere contro il divorzio ma avete due famiglie e siete tutti divorziati. Volete mandare in carcere i ragazzi per sei spinelli ma se viene un cane poliziotto a Montecitorio si arrende il cane”.

Parola dell’antico Daniele Capezzone, ieri segretario dei Radicali italiani (2001-2006), oggi portavoce del Pdl. Dal palco della manifestazione promossa da Arcigay e Arcilesbiche “anima e core” di colui che un tempo definiva “lo sciancatore di Arcore”.

Le frasi celebri di Daniele Capezzone contro Berlusconi si sprecano dopo che il quotidiano online “FFwebmagazine” ha ripreso alcuni dei suoi discorsi fatti prima di dare l’adesione al Popolo della libertà (9 febbraio 2008) e dopo essere stato anche deputato della Rosa nel Pugno (2006-2008).

Partiamo dall’11 dicembre 2004. Capezzone sulla sentenza di condanna nei confronti di Marcello Dell’Utri: “In nessun paese al mondo avremmo un premier così. Per essere chiaro, voglio prescindere dall’esito dei processi di ieri e di oggi, e perfino, se possibile, dalla rilevanza penale dei fatti che sono emersi. Ma è però incontrovertibile che Silvio Berlusconi, prescrizione o no, abbia pagato o fatto pagare magistrati. Così come da Palermo, quale che sia la qualificazione giuridica di questi fatti, emergono fatti e comportamenti oscuri di cui qualcuno, Berlusconi in testa, dovrà assumersi la responsabilità politica”.

Al congresso dei Radicali del 29 ottobre 2005 invece: “L’Italia non può permettersi altri cinque anni di governo di Silvio Berlusconi: non sarebbero ecosostenibili”. In questa legislatura Berlusconi ha avuto a disposizione una maggioranza parlamentare amplissima (“più 100 deputati e più 50 senatori”): eppure, le riforme non si sono viste. Dall’economia alla giustizia è enorme il divario tra le promesse di cinque anni fa e le cose effettivamente realizzate. Per non parlare di ciò che è accaduto sul terreno dei diritti civili, con un’autentica aggressione contro le libertà personali: contro il divorzio breve (eppure, anche tanti leader del centrodestra sono tutti divorziati), contro l’aborto, contro i pacs, contro la fecondazione assistita e la libertà di ricerca scientifica, fino all’ultimo tentativo di sbattere in carcere i ragazzi per qualche spinello”. Da ricordare anche: “Berlusconi è come Wanna Marchi (1 aprile 2006). Mentre, nel 2003, sulle leggi ad personam: “Tre anni fa i Radicali proposero tre referendum che avrebbero cambiato il sistema giudiziario. Ci fu chi si oppose legittimamente, ma Berlusconi invitò a non votare perché tanto lui avrebbe fatto le riforme. In questi tre anni non è stato fatto nulla, solo leggi di interesse personale, che non funzioneranno e che molto probabilmente verranno dichiarate incostituzionali”.
2010-08-12 14:04:49
Secondo me Bossi ha ragione, parlando di federalismo, a definire lo stato "delinquente".


ma non è lui stesso al governo ora? e non sono i piccoli imprenditori del nord ad essersi lamentati con Bossi sul fatto che in due anni al governo non ha cambiato nulla? voglio dire che "governo ladro" è uno slogan che parte dalla Sicilia e arriva in Veneto. il federalismo va anche bene, ma non quello di Bossi che è un latrocinio delle ragioni del nord verso il sud (vedere la cedolare sugli affitti e quali sono le regioni che ne traggono i maggiori benefici).
2010-08-12 14:06:58
hehe.... se non si fa il federalismo non è certo colpa di Bossi!
2010-08-12 14:10:09
il federalismo va anche bene, ma non quello di Bossi che è un latrocinio delle ragioni del nord verso il sud (vedere la cedolare sugli affitti e quali sono le regioni che ne traggono i maggiori benefici).

oppure vedere il libro "sacco del nord"
2010-08-12 14:11:32
hehe.... se non si fa il federalismo non è certo colpa di Bossi!

ma lo facessero pure, ma non con le condizioni attuali in cui l'economia del nord ha bisogno di sussidi per evitare l'emigrazione della produzione nell'est europa e quella del sud in mano ai reinvestimenti dei proventi del mercato della droga da parte delle mafie.
2010-08-12 14:17:43
l'economia del nord ha bisogno di sussidi per evitare l'emigrazione della produzione nell'est europa

Precisiamo: i politici hanno bisogno di sussidi per evitare l'emigrazione della produzione nell'est europa e in questo modo ottenere voti. L'economia del nord casomai ha bisogno di immigrati per sopperire alla scarsa prolificità interna.
2010-08-12 14:18:19
oppure vedere il libro "sacco del nord"


con rispetto parlando ma considero Ricolfi una persona di parte che elabora studi per avvalorare le tesi che gli permettono di ricoprire i ruoli che occupa (Osservatorio Nord Ovest). alla pari dei tanti Osservatori per il sud che hanno mangiato fondi allo stato per anni.
2010-08-12 14:22:31
Pero' ha ragione.
La maggior parte delle spese delle regioni riguardano la sanità.
Al sud ci sono le regioni più indebitate e spendaccione. Al nord ci sono gli ospedali migliori (chi non ha mai sentito qualcuno che dal sud è andato al nord per fare un'operazione, alzi la mano) e le spese più efficienti.
Secondo una statistica, se solo tutti gli ospedali d'Italia fossero mediamente efficienti come quelli lombardi, si risparmierebbero 16 miliardi di euro all'anno! Praticamente, ecco servita la manovra fiscale.
2010-08-12 16:24:06
a proposito di sanità lombarda...

LA PRESTAZIONE
di Alberto Nerazzini

La Lombardia è la regione più popolosa e più ricca del Paese, con un bilancio pari a quello di un piccolo stato e una sanità che da sola costa quasi 17 miliardi di euro.

Un sistema unico in Italia, fondato sulla libertà di scelta e sulla parità tra pubblico e privato, introdotto tredici anni fa. Ancora oggi è proprio la riforma della sanità il cavallo di battaglia del Presidente Formigoni che, dopo la recente rielezione, si avvia verso il compimento del suo personale e incontrastato ventennio di governo. Ed è sempre la sanità lombarda quella portata a modello dal premier Berlusconi.

L’inchiesta realizzata da Alberto Nerazzini entra nelle contraddizioni di una regione e del suo sistema sanitario. I protagonisti sono gli ospedali, quelli di Milano e quelli di provincia, pubblici e privati; sono i medici che protestano e i medici di Comunione e Liberazione; gli scandali, le inchieste della Procura e le eccellenze. E infine c’è la storia di Giuseppe Rotelli, il numero uno della sanità privata in Italia che, mentre i magistrati indagano le sue strutture più importanti, diventa il secondo azionista del gruppo RCS – Corriere della Sera.

report
2010-08-12 16:38:27
Pero' ha ragione.
La maggior parte delle spese delle regioni riguardano la sanità.
Al sud ci sono le regioni più indebitate e spendaccione. Al nord ci sono gli ospedali migliori (chi non ha mai sentito qualcuno che dal sud è andato al nord per fare un'operazione, alzi la mano) e le spese più efficienti.
Secondo una statistica, se solo tutti gli ospedali d'Italia fossero mediamente efficienti come quelli lombardi, si risparmierebbero 16 miliardi di euro all'anno! Praticamente, ecco servita la manovra fiscale.


questo è vero, ma ci sono anche altre variabili in gioco, tipo i guadagni del nord dai flussi migratori dal sud che si sono di nuovo accentuati in questi anni. per me il limite è dividere l'italia in nord e sud. sarebbe più onesto dividere l'italia tra onesti e truffatori.
2010-08-13 13:48:20
De Magistris: “Mi candido a premier
Se Tonino dice sì”

Bisogna fare le primarie di coalizione, il Pd deve accettare la sfida. Serve una figura che segni la discontinuità con il passato
“La situazione politica sta precipitando verso le elezioni e l’Italia dei Valori deve esprimere al più presto una squadra di centrosinistra alternativa a Silvio Berlusconi per poi lanciare un proprio candidato per le primarie di coalizione. Se il partito mi appoggiasse, io non mi tirerei indietro. Serve un uomo nuovo in grado di attirare i giovani, gli astensionisti e di parlare direttamente con gli elettori”. Parola di Luigi De Magistris.


Non le sembra prematuro parlare oggi di elezioni?
L’offerta di Berlusconi a Fini di ripartire dai quattro punti del programma mi sembra strumentale. Berlusconi si prepara alle elezioni mentre dall’altro lato mi sembrano fermi. Il Pd ha paura del voto e si accontenterebbe persino di un governo Tremonti.


È favorevole all’apertura di Di Pietro ad un esecutivo di transizione per cambiare la legge elettorale?
Tutti vorremmo un governo di fedeltà costituzionale in grado di intervenire sul conflitto di interessi e sulla legge elettorale in pochi mesi per poi andare a votare. Ma non mi sembra un’ipotesi probabile. Già sento Berlusconi e Bossi che gridano al golpe dei partiti contro gli elettori. Una posizione formalmente sbagliata perché la nostra resta una democrazia parlamentare ma anche una posizione politicamente molto redditizia.


E quindi siete favorevoli ad andare a votare subito?
Dobbiamo prepararci a questa eventualità. Il mio partito deve prendere la guida del centrosinistra. Abbiamo i numeri per farlo sull’economia e sulla politica estera, come sulla legalità l’Idv in questi mesi ha guidato un’opposizione vera e dura. Il Pd continua a essere incerto sul da farsi, tentato dal Terzo polo di Casini e Rutelli. Intanto l’Italia dei Valori non può stare ferma ma deve lanciare subito una squadra che unisca l’Idv, la parte migliore del Pd, Vendola, la sinistra e i movimenti. Dobbiamo cominciare a girare l’Italia tutti insieme per mostrare che c’è un’alternativa.


Di cosa c’è bisogno nel centrosinistra per battere Berlusconi?
Innanzitutto la credibilità delle persone. Io sono convinto che in questo momento l’Italia ci chiede più trasparenza, più onestà e più legalità. E queste parole d’ordine devono viaggiare sulle gambe di persone credibili.


Pensa sia possibile un’alleanza con i finiani?
No. Io avevo previsto un anno fa quello che sta accadendo: Rutelli, Casini e Fini si uniscono e creano il polo dei moderati per puntare al dopo-Berlusconi. Questa per l’Italia è un’eventualità sciagurata. Fini e Casini hanno sostenuto tutte le peggiori leggi ad personam e se il Paese scegliesse il Terzo polo sarebbe una normalizzazione. Il fronte che va da Vendola a Casini può essere utile solo in questa legislatura per fare la riforma elettorale e la legge sul conflitto di interessi. Poi basta, ognuno per la sua strada. Comunque è un’ipotesi poco praticabile nel concreto. Secondo me l’alleanza con i finiani resterà un sogno del Pd e non si realizzerà mai.


Qual è lo scenario per le prossime elezioni e come si deve presentare il centrosinistra?
Io vedo tre schieramenti: il polo del vecchio centrodestra con il Pdl e la Lega Nord; il Terzo polo di Rutelli e Casini, magari con una parte dei finiani e poi ci siamo noi. Ci vuole una coalizione che unisca Italia dei Valori, Vendola, la sinistra e il popolo dei movimenti.


E il Partito democratico?
Il Pd deve decidere a breve se stare con noi o con il Terzo polo di Casini e Rutelli. Altrimenti l’Italia dei Valori deve lanciare un’Opa, per usare un termine economico, un’offerta pubblica per conquistare l’elettorato in libera uscita a sinistra. Non possiamo farci spiegare da Ciriaco De Mita come dobbiamo costruire l’alternativa a Berlusconi con Lorenzo Cesa e Totò Cuffaro. Mi viene da pensare a Nanni Moretti. Lui implorava di dire qualcosa di sinistra. Noi dobbiamo dire qualcosa di forte. Di sinistra e di centro.


Come si dovrebbe scegliere il candidato del centrosinistra?
Entro la fine dell’anno il centrosinistra deve esprimere il suo candidato. Bisogna fare le primarie di coalizione e il Pd deve accettare questa sfida.


Qual è secondo lei l’identikit del candidato che può battere Berlusconi?
Primo: non deve essere un uomo del passato, bruciato dalle sue precedenti esperienze politiche. Il suo volto deve trasmettere un segnale di forte discontinuità all’elettorato e deve essere una persona in grado di parlare sia con il centro liberale che con la sinistra estrema; secondo: deve essere un personaggio credibile per la sua storia personale; terzo: deve saper comunicare con l’elettorato e con i movimenti nelle piazze e anche su Internet. Giochiamo una partita truccata dal dominio televisivo del premier. Non possiamo concedere nessun vantaggio all’avversario. Il nostro candidato deve essere in grado di sostenere il confronto mediatico.


Cosa pensa dei nomi in campo per le primarie di coalizione: Chiamparino, Bersani, Bonino e Vendola?
Senza dubbio Vendola tra questi è il migliore ma non è un uomo nuovo. Anche la sua esperienza di governo in Puglia è stata segnata da luci e ombre. Bersani e Chiamparino sono persone stimate ma non segnano una discontinuità e potrebbero essere percepite come conservatrici.


E Luigi De Magistris come lo vede?
Io credo che la riflessione sul punto non spetti a me ma al partito. Io sono disponibile. In questa situazione di emergenza anche chi non aveva immaginato una simile possibilità deve mettersi in gioco. Antonio Di Pietro deve scegliere se correre in prima persona per le primarie o se scegliere di puntare su di me. Comunque un esponente dell’Idv deve correre per le primarie di coalizione. Intanto però dobbiamo lavorare insieme per costruire una squadra che si muova in una logica di coalizione.


Chi sono i vostri interlocutori possibili nel Pd?
Sicuramente Ignazio Marino ma anche gli europarlamentari Rita Borsellino, Debora Serracchiani e Rosario Crocetta.


E tra i finiani e i centristi?
Non mi sembra il caso di correre dietro a Bocchino, Cesa o Cuffaro.


Gianfranco Fini dovrebbe dimettersi?
Certamente non dovrebbe lasciare la presidenza della Camera solo perché ha litigato con Berlusconi. Sulla questione di Montecarlo le sue risposte non mi hanno convinto ma aspetterei i risultati dell’indagine della magistratura che il presidente della Camera, con grande senso istituzionale, ha accolto favorevolmente, per emettere un giudizio definitivo.

da Il Fatto Quotidiano del 12 agosto 2010
2010-08-14 03:02:54
un sogno...

Una multa da record del mondo
L'ammenda di 928.770,45 euro a un trentasettenne svedese per aver guidato a 290 chilometri all'ora


fotografato da un autovelox sull’autostrada A12 tra Berna e Losanna

MILANO - Il detentore del nuovo record, un trentasettenne svedese, non sarà certo così fiero della propria prestazione che gli costerà 928.770,45 euro. E, conoscendo la leggendaria precisione svizzera, c’è da credere che pagherà anche i 45 centesimi.

FOTOCAMERA DI ULTIMA GENERAZIONE - Venerdì scorso, l’uomo è stato fotografato da un autovelox sull’autostrada A12 tra Berna e Losanna mentre viaggiava a 290 chilometri all’ora. Se lungo l’autostrada non fosse stata presente una camera di ultima generazione, lo svedese non si sarebbe trovato a dovere pagare l’ingente contravvenzione. Infatti, i modelli più vecchi erano in grado di rilevare le velocità fino a 200 km/h. Un poliziotto ha dichiarato che non sono mai state registrate velocità superiori nella storia della Svizzera.

MULTE PROGRESSIVE RISPETTO AL REDDITO - L’entità della multa è stata determinata, secondo la legislazione elvetica, tenendo presente il reddito dello spericolato guidatore e l’eccedenza rispetto al limite di velocità.

ALTRI RECORD - Fino a oggi, il dispendioso primato apparteneva ad Anssi Vanjoki, boss di Nokia, multato di 116mila euro per eccesso di velocità in sella alla sua Harley Davidson nei pressi di Helsinki. Il sistema di attribuzione delle contravvenzioni finlandese ricalca quello svizzero per quanto riguarda il reddito del multato. Tanto è vero che Vanjoki era successivamente riuscito a ottenere una riduzione della maxi-multa in nome del tracollo che aveva subito il suo reddito.


corriere
2010-08-14 09:58:27

“La multa per divieto di sosta non la pago, sono un parlamentare io!”: dice Giuseppe Consolo del XXX

di Milena Bertagnin

riporto questa notizia che stranamente non è stata data nei telegiornali…

Andare al lavoro, girare ore per trovare un parcheggio e poi, a fine giornata, trovare l’amara sorpresa della multa sul cruscotto. È un destino che accomuna milioni di abitanti delle grandi città, le persone che accettano il rischio della contravvenzione con rassegnazione. Non la pensa così, però, Giuseppe Consolo, che di “mestiere” fa il deputato nelle fila del XXX. Martedì 12 maggio alla Camera ha preso la parola per denunciare un fatto che giudica “increscioso”: “Ogni giorno a noi parlamentari arrivano notifiche di violazioni del codice della strada, frutto di un atteggiamento pretestuoso. Noi qui veniamo a lavorare non a bighellonare!”

Lo scandalo, secondo il deputato, che ha chiesto di sollecitare il Comune di Roma ad intervenire, è che la sua auto, come quella di altri colleghi, non ha ancora il contrassegno indispensabile per accedere alle zone a traffico limitato come quella di Montecitorio. Non solo: ai deputati arrivano multe per sosta vietata e passaggio nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. E così a sostenere l’istanza di Consolo si sono schierati due colleghi di partito: Gabriella Carlucci e Domenico Di Virgilio”.

Ironica la replica di Francesco Barbato dell’XXX che esorta i parlamentari multati a risolvere il problema prendendo il tram. Chi non l’ha presa con humor è Angelo Giuliani, comandante dei Vigili Urbani di Roma che ha ricordato a chi le leggi le fa che “noi applichiamo delle norme che valgono per tutti, parlamentari e non”. Ancora più duro il direttore del Gruppo intervento traffico Carlo Buttarelli: “Il problema è l’arroganza di chi ritiene di dover assolvere al proprio mandato parcheggiando in doppia fila”.

La replica di Consolo, se possibile, è più goffa della sortita: “Non ce l’avevo con i vigili ma con gli ausiliari del traffico” ovvero i famigerati controllori delle strisce blu. Come se gli ausiliari non avessero diritto a fare il loro dovere. Come se, quello che vale per i comuni mortali non si dovesse applicare a chi fa parte della Casta.
2010-08-14 10:31:09
Le strane casse vuote di Paolino, fratello Paperino


“Non chiamatemi più Berluschino”, implorava tanti anni fa in un’intervista sul settimanale “Il Mondo”. Niente da fare: Paolo Berlusconi, nato 13 anni dopo Silvio, resta il fratello minore. Anche nei business, perfino nella percezione delle imprese erotiche. Per non parlare della politica: il fratello maggiore è a Palazzo Chigi, lui ha solo l’ex moglie, Mariella Bocciardo, a Montecitorio. Utile, però, al Grande Fratello. È Paolo che si carica del Giornale quando la legge Mammì, nel 1990, impedisce a Silvio di possedere tre reti tv e anche un quotidiano.[] E quando viene arrestato nel 1994, con l’accusa di aver pagato tangenti alla Guardia di finanza, non riesce a convincere fino in fondo di essere, neppure in quella occasione, il protagonista assoluto: ai magistrati resta il dubbio che il fratellino si fosse prestato a coprire qualcuno più grande di lui.[/b]

Se poi Silvio è Gastone, il papero Disney fortunato a cui vanno tutte bene, Paolo è Paolino Paperino: non gliene va dritta una. Investe nelle discariche e, anche grazie all’emergenza rifiuti decretata nel 1995 dall’amico presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni, la sua Simec accumula tonnellate di rifiuti nella maxipattumiera di Cerro, ricavandoci ben 243 miliardi di lire. Ma poi, nel 2002, arrivano i magistrati e scoprono il trucco: falsi in bilancio, false fatturazioni, truffa e corruzione. Seguono patteggiamento parziale, condanna a 2 anni e 1 mese, indulto, pagamento di multa record: 49 milioni di euro.

Poi Paolino si butta sulla tecnologia, acquisendo il gruppo Solari. Con una buona carta in mano: la commercializzazione dei decoder per il digitale terrestre e per Mediaset Premium. Ma incappa in cattive compagnie: socio di minoranza della sua Solari.com è Giovanni Cottone, sospettato di essere uomo vicino alle cosche. Non basta: gli affari vanno male e l’azienda salta. Un amico di Paolo e suo socio di minoranza, Fabrizio Favata, racconta di operazioni poco chiare, di gestione dissennata e di un fratello maggiore costretto, alla fine, a metterci di tasca sua 100 milioni di euro per impedire un crac duro, ma soprattutto pericoloso. Chissà: Favata è stato poi arrestato con l’accusa di essere un ricattatore, dopo essere andato in giro a spifferare di aver portato ai fratelli Berlusconi la famosa intercettazione segreta di Fassino (“Siamo padroni di una banca?”) comparsa a fine 2005 sulla prima pagina del “Giornale”. Paolo è invece indagato per ricettazione, nell’ipotesi che abbia ricevuto quella intercettazione, e per millantato credito, per avere incassato 560 mila euro portati da Favata a rate mensili nel suo ufficio al Giornale.

Il quotidiano oggi non riesce ad aggiustare i conti. Perde soldi da tre anni: 17,7 milioni di euro nel 2009, 22,7 nel 2008, 23,2 nel 2007. Perdita complessiva nel triennio: 63,6 milioni. I ricavi sono scesi da 70,2 a 69 milioni. Non sono bastati i tagli: i dipendenti sono passati dai 260 del 2005 ai 195 di oggi. La società editrice del “Giornale” ha inoltre appena rescisso il contratto con la Sies, che ha mandato a casa una decina di persone impegnate nella preparazione tipografica del quotidiano. E ha chiuso dal 1 agosto le pagine della cronaca romana, tentando (inutilmente) di mettere in ferie forzate i giornalisti che ci lavoravano. Non vanno bene le vendite: meno 4 per cento i ricavi in edicola nel primo trimestre 2010, malgrado la direzione di Vittorio Feltri abbia accresciuto le copie vendute, rispetto al 2009 di Maurizio Belpietro. Ancor peggio la raccolta pubblicitaria. Ha tentato di fare miracoli la nuova concessionaria, Visibilia 2: cioè Daniela Santanchè, protagonista di scoppiettanti cene con gli imprenditori grandi investitori pubblicitari, presente il condirettore Alessandro Sallusti. Nessun imbarazzo per il doppio (o triplo) ruolo di Santanché, concessionaria di pubblicità e sottosegretario del governo Berlusconi, né per i simpatici appelli finali a investire nel giornale, facendo contento Feltri, ma soprattutto Silvio. Di Paolo non parlano mai: resta il Berluschino, il fratello condannato a restare minore.

da il Fatto Quotidiano del 13 agosto 2010




si impegna, ma il fratello è irraggiungibile