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Subject: [POLITICA]
«Sì alle espulsioni, no ai rimpatri volontari e assistiti, quasi sempre senza esito, per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita»
leggo
ma un italiano che perde il lavoro e rimane a carico del sistema sociale del paese, dove lo mandiamo? a Paperopoli?
leggo
ma un italiano che perde il lavoro e rimane a carico del sistema sociale del paese, dove lo mandiamo? a Paperopoli?
“Espelleremo chi non rientra nei requisiti di reddito minimo e dimora adeguata”. Un altro duro colpo alla ricerca universitaria.
(spinoza.it)
(spinoza.it)
infatti, la notizia l'ho letta prima da spinoza =P
“Fuori la mafia dallo Stato”. A Como Dell’Utri contestato, abbandona il palco
Il senatore azzurro era ospite del Parolario. Il suo intervento doveva ruotare attorno ai presunti diari di Mussolini
Gran pieno di pubblico, dentro e fuori il tendone nel centro di Como dove Marcello Dell’Utri avrebbe dovuto parlare dei suoi, probabilmente falsi, diari del Duce. Erano tutti lì per lui. Ma non tutti per ascoltarlo. Alcuni, giovanissimi, erano arrivati perché avevano visto su Facebook il gruppo “No a Dell’Utri a ParoLario”. Massimo e i suoi amici avevano mandato una pioggia di email e avevano autoprodotto un po’ di volantini, piccolissimi, su cui era riportata la parte finale della condanna a Dell’Utri in appello, a sette anni per “concorso nelle attività dell’associazione di tipo mafioso denominata Cosa nostra”.
Armando Torno, giornalista, saggista e amico del senatore Pdl, ha preso la parola in perfetto orario. Ma quando ha passato la parola, è partito il primo intervento non programmato dal pubblico: “Ma vi sembra giusto aver invitato qui un condannato in appello a sette anni per mafia?”. Si scatena un applauso e poi cori, slogan, canti che si fermeranno solo mezz’ora più tardi, quando Dell’Utri, sconfitto, scende dal palco e se ne va. Doveva essere uno dei tanti incontri di fine estate in riva al lago di Como, organizzato dall’associazione “ParoLario”. Invece si è tramutato in una clamorosa sconfitta per il senatore. Subito sette ragazzi del gruppo Facebook si sono schierati: avevano indossato magliette bianche su cui avevano scritto, con il nastro adesivo nero, una sola lettera dell’alfabeto. Ma visti insieme, componevano una parola: “Mafioso”. Fermàti e identificati, insieme a un amico colpevole di avere indosso una maglietta rossa. Un altro gruppo di ragazzi stende il suo striscione: “Marcello, baciamo le mani”. Un ragazzo intanto si è fatto sotto il palco sventolando un libro che voleva regalare al senatore: “Dossier Mangano” (Kaos editore). L’Anpi (l’associazione nazionale partigiani) di Como distribuiva un volantino in cui criticava la scelta di “aver invitato un condannato per mafia, noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini”.
Il locale Comitato per la difesa della Costituzione, invece, nel suo volantino non lo nominava neppure, Dell’Utri, ma faceva un elenco dei morti ammazzati, da Giorgio Ambrosoli a Carlo Alberto Dalla Chiesa, contrapposti al mafioso Vittorio Mangano, sotto il titolo “Felice il popolo che non ha bisogno di eroi”. Qualcuno di Rifondazione comunista fa partire il coro: “Bella ciao”, che unisce giovani e vecchi, antimafiosi e antifascisti. Stupiti loro stessi di essere così tanti. Rigorosi ma pacifici. Nessun gruppo organizzato da catalogare come “estremisti dei centri sociali”, solo ragazze e ragazzi in t-shirt e canottierina, o cittadini più maturi, sorridenti e felici, per questo pomeriggio di sole in riva al lago di Como.
Da Il Fatto Quotidiano del 31 agosto 2010
Il senatore azzurro era ospite del Parolario. Il suo intervento doveva ruotare attorno ai presunti diari di Mussolini
Gran pieno di pubblico, dentro e fuori il tendone nel centro di Como dove Marcello Dell’Utri avrebbe dovuto parlare dei suoi, probabilmente falsi, diari del Duce. Erano tutti lì per lui. Ma non tutti per ascoltarlo. Alcuni, giovanissimi, erano arrivati perché avevano visto su Facebook il gruppo “No a Dell’Utri a ParoLario”. Massimo e i suoi amici avevano mandato una pioggia di email e avevano autoprodotto un po’ di volantini, piccolissimi, su cui era riportata la parte finale della condanna a Dell’Utri in appello, a sette anni per “concorso nelle attività dell’associazione di tipo mafioso denominata Cosa nostra”.
Armando Torno, giornalista, saggista e amico del senatore Pdl, ha preso la parola in perfetto orario. Ma quando ha passato la parola, è partito il primo intervento non programmato dal pubblico: “Ma vi sembra giusto aver invitato qui un condannato in appello a sette anni per mafia?”. Si scatena un applauso e poi cori, slogan, canti che si fermeranno solo mezz’ora più tardi, quando Dell’Utri, sconfitto, scende dal palco e se ne va. Doveva essere uno dei tanti incontri di fine estate in riva al lago di Como, organizzato dall’associazione “ParoLario”. Invece si è tramutato in una clamorosa sconfitta per il senatore. Subito sette ragazzi del gruppo Facebook si sono schierati: avevano indossato magliette bianche su cui avevano scritto, con il nastro adesivo nero, una sola lettera dell’alfabeto. Ma visti insieme, componevano una parola: “Mafioso”. Fermàti e identificati, insieme a un amico colpevole di avere indosso una maglietta rossa. Un altro gruppo di ragazzi stende il suo striscione: “Marcello, baciamo le mani”. Un ragazzo intanto si è fatto sotto il palco sventolando un libro che voleva regalare al senatore: “Dossier Mangano” (Kaos editore). L’Anpi (l’associazione nazionale partigiani) di Como distribuiva un volantino in cui criticava la scelta di “aver invitato un condannato per mafia, noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini”.
Il locale Comitato per la difesa della Costituzione, invece, nel suo volantino non lo nominava neppure, Dell’Utri, ma faceva un elenco dei morti ammazzati, da Giorgio Ambrosoli a Carlo Alberto Dalla Chiesa, contrapposti al mafioso Vittorio Mangano, sotto il titolo “Felice il popolo che non ha bisogno di eroi”. Qualcuno di Rifondazione comunista fa partire il coro: “Bella ciao”, che unisce giovani e vecchi, antimafiosi e antifascisti. Stupiti loro stessi di essere così tanti. Rigorosi ma pacifici. Nessun gruppo organizzato da catalogare come “estremisti dei centri sociali”, solo ragazze e ragazzi in t-shirt e canottierina, o cittadini più maturi, sorridenti e felici, per questo pomeriggio di sole in riva al lago di Como.
Da Il Fatto Quotidiano del 31 agosto 2010
http://www.laprovinciadicomo.it/polls/sondaggi/422/results/
Questo il risultato del sondaggio sui lettori di un giornale della provincia di Como in merito alla questione dell'Utri - Parolario.
Evidentemente quel 12% ha fatto la voce più grossa del restante 88%, alla faccia della democrazia!
Questo il risultato del sondaggio sui lettori di un giornale della provincia di Como in merito alla questione dell'Utri - Parolario.
Evidentemente quel 12% ha fatto la voce più grossa del restante 88%, alla faccia della democrazia!
... Evidentemente quel 12% ha fatto la voce più grossa del restante 88%, alla faccia della democrazia!
bhe, ma sono esilaranti i risultati di tutti gli altri sondaggi.................
ps. guardateli, ed anche i risultati !
(edited)
ps. guardateli, ed anche i risultati !
(edited)
oserei dire che il giornale che hai postato è di dell'utri......
Diciamo che i tipi che hanno impedito a Dell'Utri di parlare sono entrati pienamente nello spirito dell'incontro: visto che si parlava di fascismo si sono comportati esattamente come facevano i fascisti.
Diciamo che i tipi che hanno impedito a Dell'Utri di parlare sono entrati pienamente nello spirito dell'incontro: visto che si parlava di fascismo si sono comportati esattamente come facevano i fascisti.
Essere liberali implica una cosa: essere intolleranti con gli intolleranti.
Se dice che Mangano è un eroe e viene condannato a 7 anni per mafia la gente ha diritto a contestarlo ovunque finchè è senatore. Quando si dimetterà da senatore sarà un fatto esclusivamente privato.
Ma finchè sarà senatore che si becchi le contestazioni.
Essere liberali implica una cosa: essere intolleranti con gli intolleranti.
Se dice che Mangano è un eroe e viene condannato a 7 anni per mafia la gente ha diritto a contestarlo ovunque finchè è senatore. Quando si dimetterà da senatore sarà un fatto esclusivamente privato.
Ma finchè sarà senatore che si becchi le contestazioni.
essere intolleranti con gli intolleranti.
non sono assolutamente d'accordo. Se ti metti sullo stesso piano di qualcuno sei come lui.
non sono assolutamente d'accordo. Se ti metti sullo stesso piano di qualcuno sei come lui.
essere intolleranti con gli intolleranti.
non sono assolutamente d'accordo. Se ti metti sullo stesso piano di qualcuno sei come lui.
No. Pensi che Gandhi fosse tollerante? Al contrario era profondamente intollerante delle ingiustizie e le combatteva con formezza e intolleranza.
Essere intollerante con gli intolleranti non è necessariamente violenza.
Sono intollerante: innanzitutto Dell'Utri è un pregiudicato che per sua stessa ammissione è andato in parlamento per non andare in galera, sono intollerante per chi defnisce un mafioso un eroe.
Essere tolleranti non significa sopportare tutto. Significa accettare il diverso entro i limiti della LEGALITA'.
Coi criminali non si è tolleranti: si mandano in GALERA.
(edited)
non sono assolutamente d'accordo. Se ti metti sullo stesso piano di qualcuno sei come lui.
No. Pensi che Gandhi fosse tollerante? Al contrario era profondamente intollerante delle ingiustizie e le combatteva con formezza e intolleranza.
Essere intollerante con gli intolleranti non è necessariamente violenza.
Sono intollerante: innanzitutto Dell'Utri è un pregiudicato che per sua stessa ammissione è andato in parlamento per non andare in galera, sono intollerante per chi defnisce un mafioso un eroe.
Essere tolleranti non significa sopportare tutto. Significa accettare il diverso entro i limiti della LEGALITA'.
Coi criminali non si è tolleranti: si mandano in GALERA.
(edited)
Essere tolleranti non significa sopportare tutto
si, sono d'accordo
molto meno d'accordo sul fatto che impedire un pubblico dibattito sia "contestazione"
si, sono d'accordo
molto meno d'accordo sul fatto che impedire un pubblico dibattito sia "contestazione"
Essere intollerante con gli intolleranti non è necessariamente violenza.
Nel video si vede che viene usata della violenza: si impedisce a qualcuno, con la forza, di prendere la parola. Chi l'ha fatto si è messo sullo stesso piano dei fascisti.
Posso dirti una cosa? Secondo me dire "bisogna essere intolleranti con gli intolleranti" è un po' come "occhio per occhio, dente per dente".
Nel video si vede che viene usata della violenza: si impedisce a qualcuno, con la forza, di prendere la parola. Chi l'ha fatto si è messo sullo stesso piano dei fascisti.
Posso dirti una cosa? Secondo me dire "bisogna essere intolleranti con gli intolleranti" è un po' come "occhio per occhio, dente per dente".
Nel video si vede che viene usata della violenza: si impedisce a qualcuno, con la forza, di prendere la parola. Chi l'ha fatto si è messo sullo stesso piano dei fascisti.
Non ho visto il video lo vedrò.
Posso dirti una cosa? Secondo me dire "bisogna essere intolleranti con gli intolleranti" è un po' come "occhio per occhio, dente per dente".
Affatto. Gandhi era violento? Non credo. però era intollerante, MOLTO intollerante.