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Subject: [POLITICA]
beh, intanto per commentare il discorso ha invitato Feltri e Travaglio
sto vedendo :)
peccato me li sono perso
ultimamente guardo sempre il TG di Mentana
peccato me li sono perso
ultimamente guardo sempre il TG di Mentana
Credo che Feltri e Travaglio siano sinonimo di pluralismo!
(edited)
(edited)
non mi piace ne uno ne l'altro, ma sono senza due dubbio due voci importanti del giornalismo :)
Condivido Baluba!
Volete sapere come NON si fa un telegiornale?
Mettete ora su RAI 1!
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Non c'è nient'altro da aggiungere.
E' una constatazione talmente lampante che chiunque dotato di un minimo di buon senso ci arriva.
Ottima anche la scelta delle parole: "squadristi" è il termine perfetto per definire questi signori.
gli squadristi come li chiamate voi avevano chiesto di partecipare al dibattito e fare 2 domande semplici semplici, ma il partito democratico ha impedito ai due gruppi di entrare alla manifestazione e fare domande. Penso che la bagarre sia nata dopo questo impedimento.
Nel partito democratico c'è una gestione della sicurezza fatta da persone che prendono a pugni chi sta semplicemente urlando il suo dissenso.
Poi il fatto che si generalizzi a bella posta ed in maniera mistificatoria contro dei cittadini comuni che, a differenza dei primi fascisti, pongono delle domande argomentate e vengono continuamente bistrattati, ignorati, portati in caserma ed insultati e quindi sfociano, sbagliando, in manifestazioni esagerate dà la cifra di certo conformismo.
Oltretutto mi sembra un'ottima mossa convocare Schifani a parlare alla festa del Pd il giorno prima della rottura del Pdl. Veramente una mossa astuta di questi dilettanti della politica ed esperti del malaffare.
l'archiviazione in istruttoria è un assoluzione, in quanto non ci sono neppure elementi per proseguire le indagini e arricare a imbastire un processo
no
no
Poi il fatto che si generalizzi a bella posta ed in maniera mistificatoria ....
ah si?
beh, per fortuna ANCHE nell'IDV c'è ancora qualcuno che pensa con la propria testa
Corriere
«Mi autosospendo dal partito, tonino non lo riconosco più»
Arlacchi lascia l’Idv :«Di Pietro insegue Grillo e fa il cattivo maestro»
Il sociologo eurodeputato: «Sbagliato zittire Schifani. I partiti hanno responsabilità nell’educazione politica»
«Ho deciso di autosospendermi dal partito. Così non si può andare avanti». Pino Arlacchi, eurodeputato dell’Idv, ragiona a voce alta sulla contestazione a Renato Schifani avvenuta sabato alla Festa nazionale del Pd. Ma soprattutto sulle dichiarazioni rilasciate subito dopo da Antonio Di Pietro a sostegno dei manifestanti. La goccia che, per quanto riguarda il sociologo amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tra le figure di spicco dell’antimafia, ha fatto traboccare il vaso: «La sua deriva estremista mi preoccupa da tempo, ma questa sua ultima presa di posizione mi ha spinto ad autosospendermi». Per Arlacchi, infatti, è profondamente sbagliato quanto accaduto a Torino. E prova a spiegare perché: «Sono lontano anni luce da Renato Schifani, mi batto da una vita contro gli ambienti geopolitici da cui proviene il presidente del Senato. Non l’avrei invitato a nessun dibattito, inutile dirlo. Però - e qui è il punto - fino a che non ci saranno prove certe emerse da procedure democratiche e nel pieno rispetto dei suoi diritti costituzionali, Schifani non può essere etichettato e additato al pubblico ludibrio come mafioso e non può essere né insultato né zittito. Se si trova in un’occasione pubblica ha il diritto di parlare. Vale per qualunque cittadino. Chi ignora queste cose, distrugge la credibilità di ogni lotta per la legalità». Non piace, ad Arlacchi, «questo tipo di antimafia intollerante e demagogica. Primitiva, direi. Che nulla ha a che fare con quella storica. Se c’è un merito del movimento antimafia italiano, me lo lasci dire, è quello di aver sempre rifiutato qualunque forma di protesta violenta e incivile. Dalla sua nascita, negli Anni 40, fino a quando negli Anni 90 è diventato movimento di massa, era ben presente un filo comune: nessuna concessione alla violenza fisica e verbale. È sempre stato un movimento democratico guidato da persone illuminate che hanno saputo incanalare la giusta incazzatura della gente nell’alveo democratico». Il contrario, secondo il professor Arlacchi, «di questo nuovo metodo di farsi giustizia da sé. Un’autogiustizia primitiva e inaccettabile». Perché mai, ricorda, «neanche nei momenti più difficili, abbiamo pensato di privare dei suoi diritti un criminale. Abbiamo saputo costruire dei miracoli come il maxiprocesso senza torcere un capello ai mafiosi. Questo è il grande patrimonio dell’antimafia che bisogna maneggiare con cura. I ragazzi con le agende rosse? Non li capisco. Anche perché probabilmente Paolo Borsellino non aveva proprio nulla di segreto in quella sua agendina: lui e Giovanni Falcone odiavano i diari, è noto. Ma indipendentemente da questo, a chi sta protestando dico: continuate ad arrabbiarvi e manifestare, però nel rispetto delle regole e della democrazia. E leggete più libri, oltre ai giornali e agli atti giudiziari». Ecco perché invita il leader dell’Idv a cambiare rotta: «Il rischio è che diventi un cattivo maestro. I partiti hanno una responsabilità nell’educazione politica alla quale non ci si può sottrarre. Invece Di Pietro non lo riconosco più. Mani pulite è stato un altro grande esempio di democrazia che si è fatta sentire. Però i processi non si sono mai svolti su Facebook e sui giornali ma nei tribunali». Il perché di questa trasformazione del leader idv Arlacchi lo intravede nel timore che «forse ha di Beppe Grillo e dei suoi consensi. In modo ingiustificato, secondo me. Inseguire quelle posizioni estreme, gliel’ho detto più volte, non paga. E allontana il progetto di rendere l’Idv un grande partito di popolo capace di parlare a tutti. Si sta cacciando in un cul de sac. Per questo mi autosospendo. E finché non vedo un’inversione di rotta non torno indietro».
ah si?
beh, per fortuna ANCHE nell'IDV c'è ancora qualcuno che pensa con la propria testa
Corriere
«Mi autosospendo dal partito, tonino non lo riconosco più»
Arlacchi lascia l’Idv :«Di Pietro insegue Grillo e fa il cattivo maestro»
Il sociologo eurodeputato: «Sbagliato zittire Schifani. I partiti hanno responsabilità nell’educazione politica»
«Ho deciso di autosospendermi dal partito. Così non si può andare avanti». Pino Arlacchi, eurodeputato dell’Idv, ragiona a voce alta sulla contestazione a Renato Schifani avvenuta sabato alla Festa nazionale del Pd. Ma soprattutto sulle dichiarazioni rilasciate subito dopo da Antonio Di Pietro a sostegno dei manifestanti. La goccia che, per quanto riguarda il sociologo amico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tra le figure di spicco dell’antimafia, ha fatto traboccare il vaso: «La sua deriva estremista mi preoccupa da tempo, ma questa sua ultima presa di posizione mi ha spinto ad autosospendermi». Per Arlacchi, infatti, è profondamente sbagliato quanto accaduto a Torino. E prova a spiegare perché: «Sono lontano anni luce da Renato Schifani, mi batto da una vita contro gli ambienti geopolitici da cui proviene il presidente del Senato. Non l’avrei invitato a nessun dibattito, inutile dirlo. Però - e qui è il punto - fino a che non ci saranno prove certe emerse da procedure democratiche e nel pieno rispetto dei suoi diritti costituzionali, Schifani non può essere etichettato e additato al pubblico ludibrio come mafioso e non può essere né insultato né zittito. Se si trova in un’occasione pubblica ha il diritto di parlare. Vale per qualunque cittadino. Chi ignora queste cose, distrugge la credibilità di ogni lotta per la legalità». Non piace, ad Arlacchi, «questo tipo di antimafia intollerante e demagogica. Primitiva, direi. Che nulla ha a che fare con quella storica. Se c’è un merito del movimento antimafia italiano, me lo lasci dire, è quello di aver sempre rifiutato qualunque forma di protesta violenta e incivile. Dalla sua nascita, negli Anni 40, fino a quando negli Anni 90 è diventato movimento di massa, era ben presente un filo comune: nessuna concessione alla violenza fisica e verbale. È sempre stato un movimento democratico guidato da persone illuminate che hanno saputo incanalare la giusta incazzatura della gente nell’alveo democratico». Il contrario, secondo il professor Arlacchi, «di questo nuovo metodo di farsi giustizia da sé. Un’autogiustizia primitiva e inaccettabile». Perché mai, ricorda, «neanche nei momenti più difficili, abbiamo pensato di privare dei suoi diritti un criminale. Abbiamo saputo costruire dei miracoli come il maxiprocesso senza torcere un capello ai mafiosi. Questo è il grande patrimonio dell’antimafia che bisogna maneggiare con cura. I ragazzi con le agende rosse? Non li capisco. Anche perché probabilmente Paolo Borsellino non aveva proprio nulla di segreto in quella sua agendina: lui e Giovanni Falcone odiavano i diari, è noto. Ma indipendentemente da questo, a chi sta protestando dico: continuate ad arrabbiarvi e manifestare, però nel rispetto delle regole e della democrazia. E leggete più libri, oltre ai giornali e agli atti giudiziari». Ecco perché invita il leader dell’Idv a cambiare rotta: «Il rischio è che diventi un cattivo maestro. I partiti hanno una responsabilità nell’educazione politica alla quale non ci si può sottrarre. Invece Di Pietro non lo riconosco più. Mani pulite è stato un altro grande esempio di democrazia che si è fatta sentire. Però i processi non si sono mai svolti su Facebook e sui giornali ma nei tribunali». Il perché di questa trasformazione del leader idv Arlacchi lo intravede nel timore che «forse ha di Beppe Grillo e dei suoi consensi. In modo ingiustificato, secondo me. Inseguire quelle posizioni estreme, gliel’ho detto più volte, non paga. E allontana il progetto di rendere l’Idv un grande partito di popolo capace di parlare a tutti. Si sta cacciando in un cul de sac. Per questo mi autosospendo. E finché non vedo un’inversione di rotta non torno indietro».
Poi il fatto che si generalizzi a bella posta ed in maniera mistificatoria contro dei cittadini comuni che, a differenza dei primi fascisti, pongono delle domande argomentate e vengono continuamente bistrattati, ignorati, portati in caserma ed insultati e quindi sfociano, sbagliando, in manifestazioni esagerate dà la cifra di certo conformismo.
con tutto il rispetto dieko; ti esprimi come un post sessantottino politicamente represso.
il tuo intervento sembra una velina di un gruppo extraparlamentare di sinistra di metà anni '70.
forse nel trovare parole più semplici per la condanna del gesto si troverebbe anche la possibilità di farsi ascoltare un pò di più dai cittadini comuni
con tutto il rispetto dieko; ti esprimi come un post sessantottino politicamente represso.
il tuo intervento sembra una velina di un gruppo extraparlamentare di sinistra di metà anni '70.
forse nel trovare parole più semplici per la condanna del gesto si troverebbe anche la possibilità di farsi ascoltare un pò di più dai cittadini comuni
con tutto il rispetto dieko; ti esprimi come un post sessantottino politicamente represso.
il tuo intervento sembra una velina di un gruppo extraparlamentare di sinistra di metà anni '70.
forse nel trovare parole più semplici per la condanna del gesto si troverebbe anche la possibilità di farsi ascoltare un pò di più dai cittadini comuni
boh, io non conosco quello che scrivevano i 68ini.
Comunque non mi offendo, per carità!
Mi viene però da pensare che forse hai qualche pregiudizio pregresso mentre leggi quel che scrivo.
Comunque quello che mi pare vi sfugga è che quelle sono persone normalissime, che però si informano e sono veramente arrabbiate (giustamente).
il tuo intervento sembra una velina di un gruppo extraparlamentare di sinistra di metà anni '70.
forse nel trovare parole più semplici per la condanna del gesto si troverebbe anche la possibilità di farsi ascoltare un pò di più dai cittadini comuni
boh, io non conosco quello che scrivevano i 68ini.
Comunque non mi offendo, per carità!
Mi viene però da pensare che forse hai qualche pregiudizio pregresso mentre leggi quel che scrivo.
Comunque quello che mi pare vi sfugga è che quelle sono persone normalissime, che però si informano e sono veramente arrabbiate (giustamente).
Comunque quello che mi pare vi sfugga è che quelle sono persone normalissime, che però si informano e sono veramente arrabbiate (giustamente).
non ci sfugge nulla di tutto ciò
e allora?
che cosa c'entra tutto ciò con il cercare (riuscendoci) di impedire un libero dibattito organizzato da altri?
perchè, ma forse ti sfugge, e di quello che si sta parlando e non del fatto che siano o non siano persone normali, del resto anche i fascisti dichiarati sono persone normalissime
nessuno (tranne Emilio Fede che non conta) ha detto che non siano persone normali, quello che è certo è che organizzare squadracce per impedire i comizi politici è proprio l'esempio lampante di fascismo
a loro non piace essere definiti squadristi? bene, che non lo facciano.
(edited)
non ci sfugge nulla di tutto ciò
e allora?
che cosa c'entra tutto ciò con il cercare (riuscendoci) di impedire un libero dibattito organizzato da altri?
perchè, ma forse ti sfugge, e di quello che si sta parlando e non del fatto che siano o non siano persone normali, del resto anche i fascisti dichiarati sono persone normalissime
nessuno (tranne Emilio Fede che non conta) ha detto che non siano persone normali, quello che è certo è che organizzare squadracce per impedire i comizi politici è proprio l'esempio lampante di fascismo
a loro non piace essere definiti squadristi? bene, che non lo facciano.
(edited)
ah si?
beh, per fortuna ANCHE nell'IDV c'è ancora qualcuno che pensa con la propria testa
io ho detto che hanno sbagliato, hanno esagerato. Tu li hai paragonati ai primi fascisti. Questo senza ombra di dubbio è voler demonizzare quello che certa parte del Pd vede come un acerrimo nemico, peggio anche di Berlusconi.
beh, per fortuna ANCHE nell'IDV c'è ancora qualcuno che pensa con la propria testa
io ho detto che hanno sbagliato, hanno esagerato. Tu li hai paragonati ai primi fascisti. Questo senza ombra di dubbio è voler demonizzare quello che certa parte del Pd vede come un acerrimo nemico, peggio anche di Berlusconi.
non ho pregiudizi, sono limitanti del pensiero
però i luoghi comuni (fascisti, caserme etc.) sembrano uscire da voci di una politica che, in cuor mio, speravo avesse finito il suo ciclo.
se non lasciare parlare un politico invitato è sintomo di "giustizia sociale" allora c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella società in cui viviamo, perchè la giustizia a furor di popolo non riesce mai a migliorare le cose.
però i luoghi comuni (fascisti, caserme etc.) sembrano uscire da voci di una politica che, in cuor mio, speravo avesse finito il suo ciclo.
se non lasciare parlare un politico invitato è sintomo di "giustizia sociale" allora c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella società in cui viviamo, perchè la giustizia a furor di popolo non riesce mai a migliorare le cose.
Tu li hai paragonati ai primi fascisti.
fascista è chi si comporta da fascista
impedire i dibattiti politici altrui è attività fascista
Questo senza ombra di dubbio è voler demonizzare quello che certa parte del Pd vede come un acerrimo nemico, peggio anche di Berlusconi.
è esattamente il contrario
l'attività di Grillo e DI Pietro è costantemente contro il PD, perchè sanno che è da li che possono erodere voti
ecco spiegata la gazzarra alla festa del Partito Democratico
fascista è chi si comporta da fascista
impedire i dibattiti politici altrui è attività fascista
Questo senza ombra di dubbio è voler demonizzare quello che certa parte del Pd vede come un acerrimo nemico, peggio anche di Berlusconi.
è esattamente il contrario
l'attività di Grillo e DI Pietro è costantemente contro il PD, perchè sanno che è da li che possono erodere voti
ecco spiegata la gazzarra alla festa del Partito Democratico
se non lasciare parlare un politico invitato è sintomo di "giustizia sociale" allora c'è qualcosa di profondamente sbagliato nella società in cui viviamo, perchè la giustizia a furor di popolo non riesce mai a migliorare le cose.
ecco
ecco