Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
Più o meno si.
E lo sai che pur avendo il doppio del nostro costro del lavoro hanno meno problemi di delocalizzazione?
Un motivo ci sarà...
Loro hanno una produttività che noi ci sognamo.
Perché i nostri sindacati cagano il cazzo, sempre con una logica di scontro capitale-lavoro, ormai superata da 30 anni.
Finalmente, cisl e uil sembrano aver capito che non è più tempo degli scontri. Che più si aspetta ad affrontare la situazione di petto, peggio è!
Nonostante anni e anni di puttanate siamo ancora la quinta potenza manifatturiera del mondo. Prima di rovinare tutto è il caso di raccogliere la sfida della produttività.
E lo sai che pur avendo il doppio del nostro costro del lavoro hanno meno problemi di delocalizzazione?
Un motivo ci sarà...
Loro hanno una produttività che noi ci sognamo.
Perché i nostri sindacati cagano il cazzo, sempre con una logica di scontro capitale-lavoro, ormai superata da 30 anni.
Finalmente, cisl e uil sembrano aver capito che non è più tempo degli scontri. Che più si aspetta ad affrontare la situazione di petto, peggio è!
Nonostante anni e anni di puttanate siamo ancora la quinta potenza manifatturiera del mondo. Prima di rovinare tutto è il caso di raccogliere la sfida della produttività.
Loro hanno una produttività che noi ci sognamo.
Ecco, sempre a dire che i tedeschi sono migliori di noi ma io difendo a spada tratta i lavoratori italiani. Anche noi abbiamo qualcosa che i tedeschi si sognano. Il tasso di assenteismo! :P
Ecco, sempre a dire che i tedeschi sono migliori di noi ma io difendo a spada tratta i lavoratori italiani. Anche noi abbiamo qualcosa che i tedeschi si sognano. Il tasso di assenteismo! :P
Tu hai presente il salario tedesco e il costo della vita tedesco?
io ho presente la produttività marginale e le scelte dei sindacati (caso volkswagen) di far lavoarre di più senza una proporzionale crescita del salario.
ho presente che la cgil è ferma al padrone-ladrone, cioè agli anni della lotta operaia.
semplicemente anacronistico nel 2010 quando a est ci sono 1,5 miliardi di persone che, una volta sul mercato del lavoro e della produzione in maniera veramente efficente, ci faranno un culo a tromba.
io ho presente la produttività marginale e le scelte dei sindacati (caso volkswagen) di far lavoarre di più senza una proporzionale crescita del salario.
ho presente che la cgil è ferma al padrone-ladrone, cioè agli anni della lotta operaia.
semplicemente anacronistico nel 2010 quando a est ci sono 1,5 miliardi di persone che, una volta sul mercato del lavoro e della produzione in maniera veramente efficente, ci faranno un culo a tromba.
io ho presente la produttività marginale e le scelte dei sindacati (caso volkswagen) di far lavoarre di più senza una proporzionale crescita del salario.
aggiongerei anche : con risultati deisamente migliori. Basta confrontare il livello qualitativo del prodotto finito tra VW e FIAT :(
aggiongerei anche : con risultati deisamente migliori. Basta confrontare il livello qualitativo del prodotto finito tra VW e FIAT :(
io riformerei i sindacati completamente che sono per me delle corporazioni contro i lavoratori in quanto corresponsabili dell'enorme divario che esiste tra produzione\reddito\garanzie contrattuali che separa l'Italia dall'Europa che conta. da "La Stampa":
Il nostro Paese solo al 23esimo posto
della classifica Ocse. Siamo dopo Usa
Inghilterra, Francia, Grecia e Spagna
Sesto posto invece per il cuneo fiscale
ROMA
Gli italiani incassano ogni anno uno stipendio che è tra i più bassi tra i Paesi Ocse. Con un salario netto di 21.374 dollari, l’Italia si colloca al 23/o posto della classifica dei 30 paesi dell’organizzazione di Parigi. Buste paga più pesanti non solo in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, ma anche Grecia e Spagna. È quanto risulta dal rapporto Ocse sulla tassazione dei salari, aggiornato al 2008 e appena pubblicato.
La classifica riguarda il salario netto annuale di un lavoratore senza carichi di famiglia. È calcolato in dollari a parità di potere d’acquisto. Gli italiani guadagnano mediamente il 17% in meno della media Ocse. Salari italiani penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552).
Inoltre, nell’ultimo trimestre del 2008 il costo del lavoro unitario nelle economie avanzate è cresciuto dello 0,9 per cento rispetto al periodo precedente e del 2,9 per cento nel paragone su base annua. Incrementi «ampiamente determinati dai crolli della produzione reale causati dalla crisi», rileva l’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, con un comunicato.
Nei servizi i costi del lavoro unitari sono aumentati dell’1 per cento dai tre mesi precedenti e del 2,7 per cento su base annua; nell’industria sono saliti dell’1,2 per cento dal periodo precedente e del 3,9 per cento su base annua. L’Ocse rileva che si sono registrate dinamiche di incrementi simili su queste voci nel G7 e nell’area dell’euro. L’Organizzazione parigina segnala che «l’Italia ha registrato il tasso di crescita più elevato sull’industria, con un più 2,2 per cento rispetto al trimestre precedente e un incremento su base annua del 7,2 per cento».
Italia inoltre al sesto posto nella classifica sul cuneo fiscale dei 30 paesi dell’Ocse. Secondo i dati riportati nel rapporto 2008 sulla tassazione dei salari dell’organizzazione di Parigi, il cuneo fiscale, calcolato in percentuale sul costo totale del lavoro, lo scorso anno è stato pari a 46,5 punti percentuali, in crescita dello 0,25% rispetto all’anno prima. Quando si parla di cuneo fiscale si intende la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e la retribuzione netta che finisce in tasca al lavoratore.
Nella classifica che prende in considerazione un lavoratore con un reddito medio senza figli a carico, l’Italia si posiziona dopo il Belgio (56%), l’Ungheria (54%), la Germania (52%), la Francia (49,3%) e l’Austria (48,8%). Meno pressante la mano del fisco su lavoratori e imprese in Gran Bretagna (32,8%), Stati Uniti (30,1%), Portogallo (37,6%), Spagna (37,8%), solo per citarne alcuni. Scende al 36% però il cuneo fiscale del Bel Paese se si considera una famiglia monoreddito con due figli a carico: in questo caso l’Italia si attesta all’unidicesimo posto dopo Francia (42,1%) e Germania (36,4%) tra gli altri.
Il nostro Paese solo al 23esimo posto
della classifica Ocse. Siamo dopo Usa
Inghilterra, Francia, Grecia e Spagna
Sesto posto invece per il cuneo fiscale
ROMA
Gli italiani incassano ogni anno uno stipendio che è tra i più bassi tra i Paesi Ocse. Con un salario netto di 21.374 dollari, l’Italia si colloca al 23/o posto della classifica dei 30 paesi dell’organizzazione di Parigi. Buste paga più pesanti non solo in Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia, ma anche Grecia e Spagna. È quanto risulta dal rapporto Ocse sulla tassazione dei salari, aggiornato al 2008 e appena pubblicato.
La classifica riguarda il salario netto annuale di un lavoratore senza carichi di famiglia. È calcolato in dollari a parità di potere d’acquisto. Gli italiani guadagnano mediamente il 17% in meno della media Ocse. Salari italiani penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552).
Inoltre, nell’ultimo trimestre del 2008 il costo del lavoro unitario nelle economie avanzate è cresciuto dello 0,9 per cento rispetto al periodo precedente e del 2,9 per cento nel paragone su base annua. Incrementi «ampiamente determinati dai crolli della produzione reale causati dalla crisi», rileva l’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, con un comunicato.
Nei servizi i costi del lavoro unitari sono aumentati dell’1 per cento dai tre mesi precedenti e del 2,7 per cento su base annua; nell’industria sono saliti dell’1,2 per cento dal periodo precedente e del 3,9 per cento su base annua. L’Ocse rileva che si sono registrate dinamiche di incrementi simili su queste voci nel G7 e nell’area dell’euro. L’Organizzazione parigina segnala che «l’Italia ha registrato il tasso di crescita più elevato sull’industria, con un più 2,2 per cento rispetto al trimestre precedente e un incremento su base annua del 7,2 per cento».
Italia inoltre al sesto posto nella classifica sul cuneo fiscale dei 30 paesi dell’Ocse. Secondo i dati riportati nel rapporto 2008 sulla tassazione dei salari dell’organizzazione di Parigi, il cuneo fiscale, calcolato in percentuale sul costo totale del lavoro, lo scorso anno è stato pari a 46,5 punti percentuali, in crescita dello 0,25% rispetto all’anno prima. Quando si parla di cuneo fiscale si intende la differenza tra il costo del lavoro per l’impresa e la retribuzione netta che finisce in tasca al lavoratore.
Nella classifica che prende in considerazione un lavoratore con un reddito medio senza figli a carico, l’Italia si posiziona dopo il Belgio (56%), l’Ungheria (54%), la Germania (52%), la Francia (49,3%) e l’Austria (48,8%). Meno pressante la mano del fisco su lavoratori e imprese in Gran Bretagna (32,8%), Stati Uniti (30,1%), Portogallo (37,6%), Spagna (37,8%), solo per citarne alcuni. Scende al 36% però il cuneo fiscale del Bel Paese se si considera una famiglia monoreddito con due figli a carico: in questo caso l’Italia si attesta all’unidicesimo posto dopo Francia (42,1%) e Germania (36,4%) tra gli altri.
io ho presente la produttività marginale e le scelte dei sindacati (caso volkswagen) di far lavoarre di più senza una proporzionale crescita del salario.
ho presente che la cgil è ferma al padrone-ladrone, cioè agli anni della lotta operaia.
semplicemente anacronistico nel 2010 quando a est ci sono 1,5 miliardi di persone che, una volta sul mercato del lavoro e della produzione in maniera veramente efficente, ci faranno un culo a tromba.
non difenderò la cgil della quale penso che sia un mezzo vecchio superato e oramai inutile al fine della difesa del lavoratore,
però..
però mi chiedo se sia l'unica scelta possibile la rincorsa della massima produttività.
Oggi lo facciamo garantendo ancora dei diritti, ma se domattina non basta più ci facciamo tutti schiavi per correre dietro alla produttività che raggiungono le dittature?
Insomma la risposta non sarà la chiusura del sindacato old-style (che in effetti difende solo chi ha già diritti acquisiti e lascia fuori una generazione intera di lavoratori), ma non può essere neppure la accettazione piana del fatto che dobbiamo perdere ogni diritto nel lavoro!
Cosa resta? Resterebbe la Politica, ma di quella non c'è traccia, nè sui gioranli nè in parlamento.
Come mi è capitato di scrivere in seria A tempo fa: tutti parlano di giocatori e nesuno di calcio..
Lo stesso nel nostro paese pallonaro vale per la politica, noi tutti (giornali e tv per primi) parlano di politici e partiti, nessuno di politica.
E badate bene, non basterebbe neppure fare delle propostine per tappare le falle, che già sarebbe qualcosa, bisogna dare alle persone un'idea di mondo da perseguire e realizzare diverso da quello a cui andiamo incontro.. una prospettiva credibile di qualcosa di diverso.
Insomma siamo nella cacca fino al collo.
ho presente che la cgil è ferma al padrone-ladrone, cioè agli anni della lotta operaia.
semplicemente anacronistico nel 2010 quando a est ci sono 1,5 miliardi di persone che, una volta sul mercato del lavoro e della produzione in maniera veramente efficente, ci faranno un culo a tromba.
non difenderò la cgil della quale penso che sia un mezzo vecchio superato e oramai inutile al fine della difesa del lavoratore,
però..
però mi chiedo se sia l'unica scelta possibile la rincorsa della massima produttività.
Oggi lo facciamo garantendo ancora dei diritti, ma se domattina non basta più ci facciamo tutti schiavi per correre dietro alla produttività che raggiungono le dittature?
Insomma la risposta non sarà la chiusura del sindacato old-style (che in effetti difende solo chi ha già diritti acquisiti e lascia fuori una generazione intera di lavoratori), ma non può essere neppure la accettazione piana del fatto che dobbiamo perdere ogni diritto nel lavoro!
Cosa resta? Resterebbe la Politica, ma di quella non c'è traccia, nè sui gioranli nè in parlamento.
Come mi è capitato di scrivere in seria A tempo fa: tutti parlano di giocatori e nesuno di calcio..
Lo stesso nel nostro paese pallonaro vale per la politica, noi tutti (giornali e tv per primi) parlano di politici e partiti, nessuno di politica.
E badate bene, non basterebbe neppure fare delle propostine per tappare le falle, che già sarebbe qualcosa, bisogna dare alle persone un'idea di mondo da perseguire e realizzare diverso da quello a cui andiamo incontro.. una prospettiva credibile di qualcosa di diverso.
Insomma siamo nella cacca fino al collo.
sparo a caso
in spagna e in grecia c'è una disoccupazione a livelli estremi,quindi ci sono meno lavoratori e gli stipendi saranno un minimo maggiori
sarà quello no?
ripeto sparo a caso
in spagna e in grecia c'è una disoccupazione a livelli estremi,quindi ci sono meno lavoratori e gli stipendi saranno un minimo maggiori
sarà quello no?
ripeto sparo a caso
vabbè, sono dati del 2008... in mezzo è successo di tutto.
vabbè, sono dati del 2008... in mezzo è successo di tutto.
In peggio per l'Italia in meglio per altri.
http://www.ilgiornale.it/economia/locse_salari_2009_italia_23ma/salri-italia-ocse/11-05-2010/articolo-id=444614-page=0-comments=1
(fonte non certamente sindacale)
In peggio per l'Italia in meglio per altri.
http://www.ilgiornale.it/economia/locse_salari_2009_italia_23ma/salri-italia-ocse/11-05-2010/articolo-id=444614-page=0-comments=1
(fonte non certamente sindacale)
http://www.justlanded.com/italiano/Germania/Guida-Germania/Lavoro/Lavorare-in-Germania
Molti stranieri hanno bisogno di qualche tempo per adattarsi al modo di lavorare tedesco. La gente non lavora molte ore; in molti uffici, soprattutto nel settore pubblico, la giornata finisce alle 16.
Provate all'elite (catena per catene di montaggio) in qualsiasi giorno dopo le 16 e vediamo se vi rispondono. Se poi è di venerdi alla 15 son già fuori.
Ci ho avuto a che fare per lavoro, chiedete a qualsiasi metalmeccanica che importi dalla germania per farvi dire come funzona.
Il Betriebsverfassungsrecht regola la relazione tra lavoratore ed impresa sul posto di lavoro. Gli impiegati sono rappresentati dal Consiglio di Lavoro (Betriebsrat) i cui membri vengono scelti dai lavoratori. Tra le altre cose, è responsabile della protezione dei diritti dei lavoratori sul posto di lavoro. La direzione deve consultare il Betriebsrat in relazione a questioni sul personale o l'impresa. Se hai problemi sul posto di lavoro, devi consultare il tuo Betriebsrat e chiedere consiglio o aiuto.
Nelle imprese con più di 2.000 impiegati, viene applicata la co-determinazione del 1976 o Legge della Partecipazione dei Lavoratori (Mitbestimmungsgesetz). Questa legge richiede che il consiglio supervisore dell'impresa abbia un certo numero di impiegati rappresentanti. Il principio di co-determinazione dice che i sindacati e gli impiegati hanno voce e diritto di voto nelle politiche dell'impresa, oltre che avere la responsabilità della stessa.[/i]
Col piffero che c'è in Italia o sbaglio?
Questo significa che Marchionne col PIFFERO può delocalizzare in Germania: NON glielo fanno fare.
Inoltre
[i]
Le leggi che governano gli accordi collettivi permettono ad entrambe le parti (sindacati e federazioni patronali o impresari individuali) di creare i loro propri accordi lavorativi. Gli accordi lavorativi regolano gli stipendi, ore lavorative, ferie e periodi di preavviso. La maggior parte degli impiegati lavorano con un accordo lavorativo anche se negli ultimi anni sempre più imprese sono state esentate dal negoziare accordi propri.
Il contrario di ciò che si sta facendo in Italia: da noi si sta togliendo la contrattazione nazionale a favore della contrattazione aziendale con evidenti guadagni per le imprese.
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/cifre/62/il-salario-dei-lavoratori-italiani.html
qui il costo medio del lavoratore fino al 2004, dal 2004 i dati sono aggiornati con quelli sul forum.
La tabella ai netti ci soo quelli fino al 2006 (gli altri dati erano noti) in Germania il salario medio reale era di 5000 euro più alto.
Se poi si prendono 2 tabelle più sotto per vedere quanto sono pagati i laureati non c'è paragone.
Ma Andiamo avanti... i prezzi reali della germania?
Chi conosce il tedesco vada sui siti dei supermercati tedeschi e ci si diverta.
Molti stranieri hanno bisogno di qualche tempo per adattarsi al modo di lavorare tedesco. La gente non lavora molte ore; in molti uffici, soprattutto nel settore pubblico, la giornata finisce alle 16.
Provate all'elite (catena per catene di montaggio) in qualsiasi giorno dopo le 16 e vediamo se vi rispondono. Se poi è di venerdi alla 15 son già fuori.
Ci ho avuto a che fare per lavoro, chiedete a qualsiasi metalmeccanica che importi dalla germania per farvi dire come funzona.
Il Betriebsverfassungsrecht regola la relazione tra lavoratore ed impresa sul posto di lavoro. Gli impiegati sono rappresentati dal Consiglio di Lavoro (Betriebsrat) i cui membri vengono scelti dai lavoratori. Tra le altre cose, è responsabile della protezione dei diritti dei lavoratori sul posto di lavoro. La direzione deve consultare il Betriebsrat in relazione a questioni sul personale o l'impresa. Se hai problemi sul posto di lavoro, devi consultare il tuo Betriebsrat e chiedere consiglio o aiuto.
Nelle imprese con più di 2.000 impiegati, viene applicata la co-determinazione del 1976 o Legge della Partecipazione dei Lavoratori (Mitbestimmungsgesetz). Questa legge richiede che il consiglio supervisore dell'impresa abbia un certo numero di impiegati rappresentanti. Il principio di co-determinazione dice che i sindacati e gli impiegati hanno voce e diritto di voto nelle politiche dell'impresa, oltre che avere la responsabilità della stessa.[/i]
Col piffero che c'è in Italia o sbaglio?
Questo significa che Marchionne col PIFFERO può delocalizzare in Germania: NON glielo fanno fare.
Inoltre
[i]
Le leggi che governano gli accordi collettivi permettono ad entrambe le parti (sindacati e federazioni patronali o impresari individuali) di creare i loro propri accordi lavorativi. Gli accordi lavorativi regolano gli stipendi, ore lavorative, ferie e periodi di preavviso. La maggior parte degli impiegati lavorano con un accordo lavorativo anche se negli ultimi anni sempre più imprese sono state esentate dal negoziare accordi propri.
Il contrario di ciò che si sta facendo in Italia: da noi si sta togliendo la contrattazione nazionale a favore della contrattazione aziendale con evidenti guadagni per le imprese.
http://www.pmi.it/lavoro-e-imprenditoria/cifre/62/il-salario-dei-lavoratori-italiani.html
qui il costo medio del lavoratore fino al 2004, dal 2004 i dati sono aggiornati con quelli sul forum.
La tabella ai netti ci soo quelli fino al 2006 (gli altri dati erano noti) in Germania il salario medio reale era di 5000 euro più alto.
Se poi si prendono 2 tabelle più sotto per vedere quanto sono pagati i laureati non c'è paragone.
Ma Andiamo avanti... i prezzi reali della germania?
Chi conosce il tedesco vada sui siti dei supermercati tedeschi e ci si diverta.
comunque è per me irrilevante se Bonanni ha ragione o torto o se Epifani è meglio o peggio
Bonanni ieri rappresentava l'opinione di cinque milioni e mezzo di lavoratori (il numero degli iscritti alla CISL) e gli è stato impedito di parlare con la violenza, e questa volta non solo verbale
per me conta solo quello
Bonanni ieri rappresentava l'opinione di cinque milioni e mezzo di lavoratori (il numero degli iscritti alla CISL) e gli è stato impedito di parlare con la violenza, e questa volta non solo verbale
per me conta solo quello
Ci ho avuto a che fare per lavoro, chiedete a qualsiasi metalmeccanica che importi dalla germania per farvi dire come funzona.
strano, quando lavoravo come manager per una grossa azienda del settore misurazioni seguivo (all'interno della corporate a capitale italiano) anche due aziende in germania (zona hannover).
L'era propria minga cusè la question, anzi....
strano, quando lavoravo come manager per una grossa azienda del settore misurazioni seguivo (all'interno della corporate a capitale italiano) anche due aziende in germania (zona hannover).
L'era propria minga cusè la question, anzi....