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Subject: [POLITICA]

2010-09-09 14:54:42
Concordo con te a patto che prendano valige e bagagli e si piazzino permanentemente davanti a Montecitorio e Palazzo Madama a manifestare l'ormai evidente disgusto raggiunto dai cittadini sul modo di fare politica in Italia.
lascino a casa fumogeni ed oggetti contundenti, si armino di cartelli e soprattutto della propria voce per farsi sentire.
E' comunque inammissibile tappare la bocca agli altri.
Mi piacerebbe proprio vedere come reagirebbe una delegazione di questa gente che, ricevuta dai rappresentanti di governo, fatti accomodare e concessa loro la parola vengano poi zittiti da Berlusconi che urla a squarciagola, Maroni che fischia e Bossi, senza voce, li prende ad ombrellate...
2010-09-09 15:45:31
una foto del palco danneggiato dal razzo che ha colpito Bonanni
poteva davvero finire molto molto molto peggio

2010-09-09 15:57:05
vabuò... ha bruciato il cartone (?) che riveste il palco; ma probabilmente solo perchè nel parapiglia è stato lasciato a terra talmente a lungo...
comunque il gesto è da vili (mi riferisco al lancio di oggetti verso persone inermi).
2010-09-09 15:58:06
vabuò... ha bruciato il cartone (?) che riveste il palco; ma probabilmente solo perchè nel parapiglia è stato lasciato a terra talmente a lungo...
comunque il gesto è da vili (mi riferisco al lancio di oggetti verso persone inermi).


Intanto se te lo prendessi in un occhio non so come va a finire
2010-09-09 15:59:27
si si... su quello non si dicute.
2010-09-09 16:12:11
il commento sull'accaduto di Michele Serra.
Adesso daranno anche a lui la patente di traditore

Diritto di parola
di MICHELE SERRA

UN FUMOGENO, corredato da una batteria di urla e insulti, lanciato addosso al "sindacalista traditore" Raffaele Bonanni nel tentativo (riuscito) di impedirgli di parlare alla festa del Pd di Torino. Per evitare di spendere parole troppo scontate e troppo azzimate, partiamo dalle motivazioni degli aggressori, ragazzi dei centri sociali: "Riteniamo inaccettabile invitare alla Festa del Pd un personaggio come Bonanni, che dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori".

Impressionante riuscire a concentrare in una sola frase, e in un solo gesto, una così deragliante prepotenza.

Primo: la festa del Pd è organizzata dal Pd, che come è ovvio invita chi ritiene più opportuno. Se uno non gradisce il cast degli oratori, va da un'altra parte. Non solo per buona educazione (che comunque non farebbe schifo) ma per rispetto delle scelte e dell'autonomia altrui: e questa non è forma, è sostanza. Oppure i centri sociali, quando organizzano le cose loro, chiedono l'approvazione del Pd o di chicchessia?

Secondo. Un dibattito pubblico nel quale tutti siano d'accordo non è solo una contraddizione in termini (i dibattiti riescono utili, e interessanti, solo se tra posizioni difformi). È anche un insulto all'intelligenza, un rituale conformista, rassicurante solo per chi ha la necessità piccolo borghese di sentirsi sempre d'accordo con chi è sempre d'accordo con lui. È da deboli avere paura delle idee altrui, da forti saperle affrontare a viso aperto. Tra sentirsi comunità (interessati alle stesse questioni) e sentirsi tribù (interessati alle stesse certezze) c'è una bella differenza: e non certo a vantaggio della tribù.

Terzo. Bonanni rappresenta milioni di lavoratori iscritti al suo sindacato. Spetta a loro e solo a loro, qualora lo decidessero, dargli la patente del "traditore". Si sa che la democrazia, nel sindacato come altrove, è una controversa, faticosa approssimazione: ma la più scalcinata delle pratiche democratiche, specie se conquistata in circa un secolo e mezzo di lotte e di repressioni come la democrazia sindacale, è mille volte meglio del presuntuoso esproprio di uno spazio pubblico (e democratico) da parte di un gruppetto che si autonomina, non si sa a quale titolo, avanguardia di classe. Di autonominati, di arroganti e di Unti ce n'è già abbastanza al governo: l'opposizione non ne sente la mancanza.

Quarto. A gongolare per l'episodio torinese (che si somma alla contestazione, meno incivile ma ugualmente sgradevole, a Schifani) sono da un lato gli aggressori che possono compiacersi delle proprie gesta; dall'altro quelli della curva opposta, come il ministro Sacconi al quale non è parso vero scaricare sulle spalle del mitissimo (fin troppo) Pd la responsabilità dell'accaduto. È matematico, ed è un calcolo antico ormai di un paio secoli: l'estremismo è una benzina che brucia le idee e le energie (a volte anche la vita, propria e altrui) e lascia campo solo alla conservazione del potere.

Nessuno è felice dell'estremismo, a parte gli estremisti, quanto i tartufi della conservazione e gli strateghi della restaurazione. Poiché l'estremismo si rinnova e si ripete, in forme diverse, di generazione in generazione, significa che quel calcolo elementare è troppo difficile da fare per i bambini iracondi che lanciano i fumogeni ai "traditori" e complicano la vita ai sindacati e agli operai che ci si riconoscono: come se non avessero già abbastanza problemi, e debolezze, e fatiche.

(09 settembre 2010)

(edited)
2010-09-09 16:19:44
Poco poco lo gambizzano


Sembra comunque un clima da guerra civile
2010-09-09 20:47:28
Sondaggio in corso su Il fatto quotidiano:


Chi di questi può fermare Berlusconi?

* Nichi Vendola (43%, 1.037 Votes)
* Beppe Grillo (24%, 578 Votes)
* Antonio Di Pietro (14%, 336 Votes)
* Gianfranco Fini (9%, 220 Votes)
* Nessuno di questi. Indica un nome nei commenti. (7%, 162 Votes)
* Pier Luigi Bersani (3%, 67 Votes)
* Marco Pannella (0%, 30 Votes)
2010-09-09 21:05:39
io preferirei Vendola
2010-09-09 21:10:20
Anche secondo me Vendola (e Chiamparino) può essere l'unico vendibile come alternativa.

Si può tranquillizzare il centrodestra perchè tanto D'alema e soci affosseranno anche loro
2010-09-09 21:17:45
la mia seconda scelta sarebbe proprio Chiamparino!
2010-09-09 21:23:17
ridere per ridere sceglierei Grillo!
2010-09-10 01:17:14
mah sinceramente mi sembra la lista dei soliti noti...io spero esca qualche politico outsider...
2010-09-10 08:33:40
mah sinceramente mi sembra la lista dei soliti noti...io spero esca qualche politico outsider...

Se si punta su un perfetto sconosciuto significa perdere prima di cominciare
2010-09-10 09:44:16
il comunicato del Centro Sociale Askatasuna - Torino, il centro sociale che ha inscenato l'assalto al palco del PD dove doveva parlare Bonanni dell'altro ieri

il neretto è nell'originale, ognuno tragga le proprie conclusioni

Comunicato del csoa Askatasuna


09.09.2010
In alto i toni! sulla contestazione a Bonanni


Contestare qualcuno è legittimo, alla festa del Pd come in qualsiasi altro luogo. Se poi la festa si tiene in una piazza, libera e di tutti, lo è ancora di più.
Se quel qualcuno è Bonanni, è giusto persino di impedirgli di parlare. Le prese di posizione che trovano spazio sui giornali e sui tg di ieri e oggi lasciano alquanto dubbiosi per le categorie che si utilizzano (attacco violento, squadrista, ritorno agli anni di piombo) e per le soluzioni (isoliamo i violenti, abbassiamo i toni). Non appena accade un fatto si apre il circo della politica, quello che foraggia i Bonanni e i Letta, quello dei salotti televisivi, quello del volemose bene.
Bonanni è il responsabile di quanto sta avvenendo nel nostro paese con la Fiat e più in generale nel mondo del lavoro. E' la sponda certa per Confindustria e Governo su qualsiasi argomento. Il sindacato che rappresenta si permette di estromettere un altro sindacato dalla contrattazione e dalla rappresentanza nonostante abbia più iscritti del suo. Quelli come Bonanni sono tra i tanti responsabili delle condizioni di vita e di lavoro che vive la gente, rappresentando gli interessi di chi non ne ha bisogno a discapito di chi lavora.
Togliere la parola a qualcuno non è una cosa così fuori dal mondo, del resto a quanti è tolta parola (e la dignità) tutti i giorni per le scelte dei vari Bonanni? I senza voce sono quelli (metalmeccanici o meno) che possono solo subire una vita di ricatti, che gente come "il nostro", avvallano e perpetrano. Zittirlo è legittimo punto e basta.

Ora sui motivi della contestazione non entriamo neanche nel merito parchè sono così tanti e chiari che ci sembra di offendere chi legge. Sui modi possiamo spendere qualche parola perché chiamati in causa più volte e nelle maniere più fantasiose. I centri sociali non sono un'entità fuori dal mondo, estromessa dalla quotidianità, con soldati pronti a combattere la prossima battaglia. Sono luoghi dove trovano spazio tutti, lavoratori, studenti o disoccupati che siano, e in quello spazio, non solo fisico, si confrontano ed esprimono le tensioni di questa società. A differenza dei partiti, i collettivi e le soggettività che trovano spazio nei centri sociali intendono la democrazia come una pratica di partecipazione diretta, senza mediatori, senza rappresentanze. I "democratici" intendono la democrazia come un insieme di regole e norme alle quali far sottostare i governati, estromettendosene ed elevandosi a rappresentanti di tutto e tutti. E visto che questa è la democrazia, ebbene si siamo anti-democrtatici. La politica per noi non è un posto di lavoro, non è una carriera alla cui aspirare, è un mezzo per mettere in pratica i bisogni collettivi che questo sistema nega con tutti i mezzi che ha disposizione. Così è normale che vadano anche i centri sociali a contestare Bonanni, perché essi sono la voce di quanti non ce l'hanno, e a differenza dei partiti, senza voler rappresentare nessuno, mettono in pratica quello che molti lavoratori avrebbero voluto fare ma che non possono fare, limitandosi a insultare Bonanni davanti alla televisione.
Altro che abbassare i toni, qui i toni sono da accendere al massimo volume! E' semplice per politici, opinionisti e sindacalisti patinati fare i discorsi che abbiamo letto sui giornali che richiamano al confronto , alla pacatezza, a tante belle parole. Ci dicono anche che così si rischia di rispolverare la figura del nemico o non quella di semplice avversario. Certo per chi fa parte della stessa cricca è normale che chi schiaccia o collaborare a schiacciare sotto i piedi i tuoi diritti minimi sia solo un avversario, come in una partita a briscola. E se gli devi dire qualcosa, glielo devi dire con gentilezza e abbassando i toni. Per noi non è così, crediamo ancora che esistano le categorie dei nemici, e questo mondo ce lo dimostra giorno dopo giorno, e siccome non partecipiamo a un torneo di carte, e la partita è la vita di tutti, indichiamo e avversiamo i nemici. Siamo di parte, e lottiamo per una parte sola di questa società: quella che lavora o non lavora, che è sottomessa a chi comanda e chi governa, quella delle fabbriche che chiudono e non sa come arrivare a fine mese. Padroni, proprietari, sindacalisti di mestiere, politici di professione, pennivendoli al soldo dei propri editori sanno far valere le loro ragioni molto bene!

Al resto delle considerazioni non diamo neanche spazio, il ritorno degli anni di piombo, la violenza estrema, lo squadrismo e tante altre parole le lasciamo al vento assieme a quelle tante altre che sentiamo in tv tutti i giorni. Avessimo mai sentito dire a Bersani parole del genere nei confronti degli squadristi veri, dei fascisti in doppiopetto, degli imprenditori delle varie cricche allora potremmo anche prenderle in considerazione.

Centro Sociale Askatasuna - Torino
2010-09-10 10:34:19
ho sempre pensato che chi pensa di autolegittimarsi rappresenta ciò che di meno democratico esista