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Subject: [POLITICA]

2010-09-12 12:23:42

Lama 30 anni fa parlò NONOSTANTE sul palco piovessero BULLONI perchè forte delle sue ragioni e della sua coscienza pulita. Bonanni che ha la coda di paglia e la coscienza non sporca ma lurida se ne è scappato. Lama non ha MAI svenduto nessuno, Bonanni è il serco della confindustria.


la tua lode alla violenza non fa altro che riportare alla memoria una delle pagine più tristi della storia italiana, con la violenta contestazione a Lama si chiuse nei fatti l'epoca delle manifestazioni pacifiche e si aprì la guerriglia urbana che bruciò una generazione

se ora siamo così arretrati in europa è anche grazie al fatto che l'arma democratica delle manifestazioni politiche è in italia ostaggio dei violenti
2010-09-12 12:24:47
Comunque continua pensare che le idee altrui vanno sempre prima ascoltate a prescindere.

No. Come detto essere liberali non significa essre tolleranti con gli intolleranti.

Io uno che era socio di mafiosi lo fischio a prescindere fino a quando si dimette da senatore.
2010-09-12 12:27:19
Lama 30 anni fa parlò NONOSTANTE sul palco piovessero BULLONI perchè forte delle sue ragioni e della sua coscienza pulita. Bonanni che ha la coda di paglia e la coscienza non sporca ma lurida se ne è scappato. Lama non ha MAI svenduto nessuno, Bonanni è il serco della confindustria.

la tua lode alla violenza non fa altro che riportare alla memoria una delle pagine più tristi della storia italiana, con la violenta contestazione a Lama si chiuse nei fatti l'epoca delle manifestazioni pacifiche e si aprì la guerriglia urbana che bruciò una generazione


Non hai capito una fava di quello che volevo dire.

Ho LODATO Lama per la sua onestà intellettuale e di coscienza e ho detto che Bonanni è un venduto. Se avesse avuto la coscienza pulita sarebbe rimasto su quel palco a parlare.

Per le tue idee li prendi dei rischi, ma per soldi non te li prendi in questi casi.
(edited)
2010-09-12 12:31:21
A me sorge anche una domanda. perchè questi contestatori a prescindere non si organizzano una manifestazione in cui fischiare tutto e tutti e llanciare oggetti vari verso dei fantocci appositamente preparati?
non è mica vietato, basta che chiedano l'autorizazione e poi facciano quello che vogliono senza andare a disturbare chi desidera promuovere e portare avanti dibattici democratici con personaggi graditi o meno al prossimo.
2010-09-12 12:31:26
personalmente credo che ci sia da fare emergere un punto chiave:
la visibilità.

Se le contestazioni pacifiche e le manifestazioni di dissenso non violente ricevessero una copertura mediatica ed una eco pari alle parole dei contestati non ci sarebbe alcuna scusante a determinati comportamenti.

Così non è..
e allora come valutare i fatti accaduti?
Con equilibrio, secondo me, affermando che è sempre un errore impedire a qualcuno di parlare, ma rivendicando il fatto che se la democrazia non funziona in un senso non si può poi pretendere che funzioni nell'altro. Affermando quindi che chi , pur sbagliando, esercita una violenza, sta in qualche modo reagendo alla compressione della sfera dei suoi diritti.

Nle caso di specie, sono sincero, ho trovato tale contestazione di una stupidità devastante, è servita solo a rafforzare mediaticamente la figura dei contestati..
:|
2010-09-12 12:32:48
Bonanni è un venduto. Se avesse avuto la coscienza pulita sarebbe rimasto su quel palco a parlare.

Per le tue idee li prendi dei rischi,....


stai solo scrivendo scemenze, su questo piano è inutile parlare

ragionando con questo metro distorto allora quello più puro di tutti è il terrorista che affronta la polizia con la pistola in pugno perchè "non ha paura"

mettere a repentaglio la propria (e altrui) vita non c'entra un tubo con l'avere o meno ragione, al massimo è sintomo di incoscienza

2010-09-12 12:38:42
ragionando con questo metro distorto allora quello più puro di tutti è il terrorista che affronta la polizia con la pistola in pugno perchè "non ha paura"

No il più puro fu LAMA che forte delle sue idee fece il suo discorso.

La paura NON c'entra un fico secco, non girare la pizza.

Ho detto che LAMA credeva in quello che faceva e aveva la coscienza a posto.

Bonanni invece non ha fatto certo gli interessi dei lavoratori. Vai in giro tra la gente e chiedi.

mettere a repentaglio la propria (e altrui) vita non c'entra un tubo con l'avere o meno ragione, al massimo è sintomo di incoscienza

No. significa credere fermamente in quello che fai. Gandhi era forse incosciente?

Fede che non arriverà MAI dal denaro.
2010-09-12 13:16:00
No. significa credere fermamente in quello che fai.

appunto

come i terroristi che non esistano a rischiare la vita (propria e altrui) perchè "credono" di avere ragione

questo non vuol dire che hanno ragione e neppure che sono in buona fede

vuol solo dire che sono fanatici, o ben che vada degli incoscienti, oppure semplicemente non si accorgono del rischio che stanno correndo

Bonanni ha fatto benissimo a lasciare il palco senza fare l'eroe, se un secondo razzo lo avesse accecato non avrebbe cambiato il valore delle sue idee di un millimetro
2010-09-12 13:22:40
Bonanni ha fatto benissimo a lasciare il palco senza fare l'eroe, se un secondo razzo lo avesse accecato non avrebbe cambiato il valore delle sue idee di un millimetro

Ha fatto bene a lasciare il palco anche perchè così facendo ha evitato un'eventuale escalation dei disordini.
mettiamoci pure che abbandonare il palco è anche una civile espressione del dissenso verso la contestazione portata avanti a quel modo. Un muro contro muro è da oltranzisti irrispettosi del pensiero altrui e implica una ricerca voluta dello scontro...
2010-09-12 13:52:48
La corruzione? Ecco come sconfiggerla

In Senato da marzo è fermo un disegno di legge inadatto contro il malaffare. Il Fatto, in collaborazione con alcuni giuristi, presenta un nuovo testo più rigoroso
Il 1° marzo scorso il Consiglio dei ministri annunciava solennemente di avere approvato il testo del disegno di legge governativo per una legge anticorruzione. Doveva essere la risposta della maggioranza alle nuove Tangentopoli (l’ultima, quella intorno alla Protezione civile) esplose nei primi mesi dell’anno un po’ in tutta Italia e ai dati agghiaccianti forniti dalla Banca Mondiale e poi dalla Corte dei Conti, secondo cui le tangenti, con tutto l’indotto, impongono ai cittadini italiani una tassa occulta di 50-60 miliardi di euro all’anno. Cifra record in Europa, quasi il decuplo del costo della corruzione stimato dal centro studi Luigi Einaudi nel 1992, l’anno di Mani Pulite. Ma il testo, scritto dal ministro Angelino Alfano e dunque molto deludente, si è subito arenato in commissione al Senato e lì riposa in pace, nonostante i propositi di rilanciarlo più volte dichiarati dal Pdl all’esplodere di ogni nuovo scandalo, dal caso Scajola all’affaire P3. “Il Senato – giurava Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori del Pdl, al Corriere della sera il 20 maggio – licenzierà il provvedimento verso metà giugno”. Ma non precisava di quale anno.

L’altro giorno, a Mirabello, Gianfranco Fini ha domandato sarcastico al Cavaliere che fine abbia fatto la legge anticorruzione. Silenzio di tomba. Silenzio anche da Renato Schifani, che pure presiede il Senato dove langue il ddl. Del resto, sempre al Senato, è stata insabbiata la legge di iniziativa popolare presentata da Beppe Grillo con 350 mila firme di altrettanti cittadini per stabilire l’ineleggibilità dei condannati.

Il Fatto quotidiano ha deciso di proporre un nuovo testo, molto più rigoroso e penetrante di quello governativo. E di interpellare i rappresentanti dei partiti nel dibattito “Convivere con la corruzione”, domenica mattina alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, con Antonio Di Pietro (Idv), Claudio Fava (Sinistra e libertà), Fabio Granata (Futuro e Libertà) e Matteo Renzi (Pd). Lì si discuterà e si vedrà chi ci sta: potrebbe perfino emergere una maggioranza disposta ad approvarlo in tempi brevi, se – come dichiarano – il Pd, l’Idv, l’Udc e i finiani vogliono fare sul serio contro la corruzione, sfidando su un terreno tanto cruciale e “popolare” la Lega e il Pdl. All’incontro dovrebbe partecipare anche il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, grande esperto di reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione.

Il testo che abbiamo elaborato con l’aiuto di giuristi, magistrati e altri esperti non ha richiesto grandi sforzi di fantasia. E’ stato sufficiente seguire alcune linee direttrici.

1) Prevedere finalmente il recepimento della Convenzione penale del Consiglio d’Europa sulla corruzione, sottoscritta a Strasburgo dagli stati membri nel 1999 e mai ratificata dall’Italia.

2) Introdurre nuove fattispecie di reato per sanzionare i più moderni crimini dei colletti bianchi nell’èra della globalizzazione (come l’autoriciclaggio,la corruzione fra privati, il traffico di influenze illecite).

3) Ripristinare il falso in bilancio sciaguratamente abolito, di fatto, dal secondo governo Berlusconi nel 2001-2002.

4) Mettere mano al sistema della prescrizione (che in questo testo viene affrontata solo in parte): l’ideale sarebbe arrestarne la decorrenza al momento dell’esercizio dell’azione penale, cioè della richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm. Oggi, grazie alla legge ex-Cirielli, la corruzione si prescrive 7 anni e mezzo dopo che è stata commessa, e quella giudiziaria dopo 10 (prima scattava dopo 15 anni).

5) Cogliere il meglio dalla miriade di proposte e disegni di legge giacenti in Parlamento e ivi insabbiati da varie legislature (due del Pd, uno dell’Idv, uno quasi preistorico dei Verdi e persino uno dell’ex ministro della Giustizia Clemente Mastella, nato dal lavoro di una commissione istituita nel 2006 dal governo Prodi-2, di cui facevano parte magistrati di Mani Pulite come Piercamillo Davigo e lo stesso Greco).

6) L’idea di partenza è quella avanzata per la prima volta a Cernobbio nel settembre del 1994, in piena Tangentopoli, dal pool Mani Pulite e da un gruppo di giuristi e docenti universitari (fra i quali l’attuale presidente dell’Unione Camere penali, Oreste Dominioni, all’epoca legale di Berlusconi). La proposta Cernobbio era articolata in tre punti. A) Legislazione premiale per incentivare il “pentitismo” anche in questo tipo di reati, cioè per incoraggiare il corruttore o il corrotto che va spontaneamente a confessare e a denunciare i suoi complici, “prima che la notizia di reato sia stata iscritta a suo nome e comunque entro tre mesi dalla commissione del fatto”. Sempreché restituisca il maltolto fino all’ultima lira. E con la sanzione automatica della decadenza e dell’interdizione dai pubblici uffici. In pratica, si rompe il vincolo di omertà fra corruttore e corrotto e si innesca una corsa a chi arriva prima a denunciare se stesso e l’altro per guadagnarsi l’impunità. L’obiettivo era quello di far emergere gran parte del sommerso di Tangentopoli, evitando ricatti e veleni. B) I reati di corruzione e concussione diventano uno solo: è vietato offrire e dare soldi a un pubblico funzionario, non importa se costretti o spontaneamente, né in cambio di quale favore lecito o illecito. C) Linea dura con chi arriva fuori tempo massimo, o non confessa tutto, o viene colto con le mani nel sacco; custodia cautelare obbligatoria per corrotti e corruttori, come per i mafiosi, con sostanziosi aumenti delle pene. Sedici anni fa la proposta suscitò reazioni entusiastiche da An e dalla Lega.

Ignazio La Russa stuzzicò i forzisti perplessi: “Che il progetto Di Pietro potesse essere sconosciuto a Forza Italia mi sembra poco credibile, anzi resto convinto che i vertici ne fossero informati: vi hanno collaborato alcuni avvocati vicini a loro…” (per esempio Dominioni, allora difensore di Berlusconi). Maroni e Tremonti incontrarono i pm promotori e alla fine il primo parlò di “iniziativa interessante da discutere fra magistrati e governo”.

Che cos’è cambiato da allora a oggi, a parte il fatto che allora Tangentopoli ci costava 6-7 miliardi l’anno e oggi dieci volte tanto? Ecco dunque la proposta di legge in 10 articoli che Il Fatto mette a disposizione di tutte le forze politiche interessate a prevenire e a combattere per davvero la corruzione. Per evitare di scendere in eccessivi tecnicismi, non tutti gli articoli sono già esplicitati in forma di articolato legislativo: lo sono soltanto quelli che ci paiono irrinunciabili. Tutti e dieci, comunque, sono aperti a integrazioni e suggerimenti. Purchè migliorativi e non peggiorativi.

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Articolo per articolo, la proposta di legge sulla corruzione


Le quattro brutte storie delle cricche italiane
2010-09-12 16:28:02
forse perchè intendeva che si possono fischiare le idee altrui dopo averle ascoltate?

ma Schifani e Bonanni già li conoscevano, mica sono usciti da sotto un fungo 5 giorni fa.
2010-09-12 16:35:08
Nle caso di specie, sono sincero, ho trovato tale contestazione di una stupidità devastante, è servita solo a rafforzare mediaticamente la figura dei contestati..

No, no. E' un errore parlare sopra all'altro in un dialogo. In un incontro pubblico in cui tu parli e gli altri ascoltano ti prendi i tuoi fischi.
Ma si può essere liberi solo di applaudire?!?!?!?!
Quando mai avete sentito qualcuno arrabbiato, qualche polemica perché durante le sue parole veniva continuamente applaudito in maniera fragorosa e assordante dal pubblico con continui "Bravo!!".
2010-09-12 18:18:24
In un incontro pubblico in cui tu parli e gli altri ascoltano ti prendi i tuoi fischi.

Non li hanno neppure fatti parlare.

Questa è violenza becera, questo è fascismo, proprio quello che di sicuro tu combatteresti se fosse rivolto nei tuoi confronti.
Io contesto questo modo di fare politica, perchè tu zittiresti con la violenza chiunque che non sia della tua idea.

(edited)
2010-09-12 18:33:43
ma Schifani e Bonanni già li conoscevano, mica sono usciti da sotto un fungo 5 giorni fa.

Ah, per cui si evince che già sapessero cosa avrebbe detto?
Caspita che veggenti!
2010-09-12 20:41:54
Ah, per cui si evince che già sapessero cosa avrebbe detto?
Caspita che veggenti!


e poi mica è solo quello
non si trattava di comizi politici

si trattava di dibattiti aperti con domande e risposte del pubblico, un pubblico composito e spesso che era giunto a torino da città anche lontane

arrivano 50 energumeni e impediscono il dibattito perchè LORO non vogliono sentire, anzi meglio, perchè vogliono IMPEDIRE il dibattito

non mi interessa come si autodefiniscono, se di volta in volta grillini, notav o sociopatici, quello che li accomuna è l'assoluta megalomania, loro si sentono più importanti degli altri, loro son quelli informati, gli altri non capiscono niente e quindi non contano...
2010-09-12 22:34:04
A lezione di Lega in provincia di Brescia
Ad Adro la scuola statale è “padana”

Ad inaugurarla il sindaco che lasciò i bambini senza mensa. E che oggi dice: "Abbiamo fissato i crocefissi ai muri. Nessuno li può spostare"

Il simbolo della Lega sul cestino della raccolta differenziata, sullo zerbino d’ingresso, sui cartelli messi nel giardino, sul tetto e soprattutto impresso sui banchi. Sulle vetrate dell’ingresso della scuola materna, una decorazione di bambini uniti tra loro dal simbolo del partito di Umberto Bossi. Ieri è stata inaugurata la prima scuola padana. Un fatto senza precedenti che un polo scolastico italiano venisse pubblicamente definito federalista e leghista.


La benedizione del ministro Gelmini
Tutto ciò è accaduto ad Adro (il paese della vicenda della mensa del “non paghi non mangi”) con il beneplacito del ministro Mariastella Gelmini che in un messaggio, oltre ad esprimere vivo apprezzamento personale, ha parlato di “modello di riferimento. Un progetto encomiabile che crea benessere ed entusiasmo”. Materna, elementare e scuola media con le mense dedicate alla figura di Gianfranco Miglio, di cui c’è anche una raffigurazione all’ingresso del nuovo complesso realizzato con soldi di donazioni private fatte al Comune.


Nome, cibo e simboli made in Padania
Sulla facciata principale dell’edificio campeggia la scritta “Polo scolastico Gianfranco Miglio” nonostante non sia ancora pervenuto il permesso dell’Ufficio provinciale scolastico, nonostante le norme prevedano che il nome vada deciso dal collegio dei docenti e successivamente approvato dal consiglio comunale. L’ultimo passaggio poi spetterebbe alla Prefettura che deve comunicare l’intitolazione al ministero degli Interni. Tutto bypassato ad Adro nonostante, nelle scorse settimane, i rappresentanti della minoranza avessero presentato un esposto agli uffici del palazzo del governo di Brescia. La risposta è stata che ci sono tanti altri comuni che hanno problemi di questo genere. Così, chi ieri era ad Adro ha assistito a una scena che ha riportato all’epoca delle inaugurazioni delle scuole fasciste. Dove il sentire comune, l’appartenenza politica e ideologica hanno ampiamente superato i confini di un luogo deputato alla formazione civile oltre che culturale dei bambini e dei ragazzi. Davvero tanta gente ad ascoltare i discorsi da campagna elettorale dell’onorevole leghista Davide Caparini, dell’assessore regionale (della Lega, ovviamente) alle Attività sportive Monica Rizzi. Poi il sindaco di Adro Oscar Lancini (che nel suo intervento ha detto di aver fissato i crocefissi al muro con delle viti per impedire che vengano rimossi o spostati, ASCOLTA L’AUDIO) e sul palco anche il parroco di Adro e il curato che ha benedetto la costruzione. Poco importa che il primo cittadino riguardo alla gestione mensa abbia già promesso: “A tavola si siede soltanto chi paga” e ancora: “Verrà servito menu padano e chi non vuole mangiare carne di maiale se ne può stare a casa”. Pasti della tradizione bresciana e chi, per motivi religiosi, non potrà mangiare pranzerà altrove. “I crocifissi li abbiamo avvitati alle pareti così nessuno potrà magari nasconderli dietro la cartina geografica”. Le ragioni della Chiesa al servizio della Lega nei discorsi in cui sono stati citati il papa bresciano Giovanni Montini, Giovanni Paolo II e pure il cardinale Carlo Maria Martini. Tutti a spiegare che quello sarà il luogo della crescita delle nuove generazioni e che Miglio, prima di essere ideologo leghista, era un uomo di scuola. Finiti i discorsi, la visita degli ambienti marchiati con quei simboli di partito sbattuti in faccia tutti i giorni agli alunni di quella scuola. Ovunque, anche sui piccoli totem dove ci sono le indicazioni delle aule, singolarmente intitolate ai benefattori che hanno contribuito alla realizzazione spendendo 6 milioni di euro: che sì, lo hanno finanziato da privati, ma nell’ambito di una grande operazione urbanistica. Tra il pubblico anche un rappresentante dell’ordine dei frati dei Carmelitani che gestiscono una scuola parificata (dalle elementari alle superiori) frequentata dalla Adro “bene” e che confina con la scuola pubblica italiana caratterizzata dal simbolo pagano leghista del “sole delle Alpi”. Sacro e profano insieme.

La Santa Alleanza con le camicie verdi
Come accaduto qualche giorno fa a Pontoglio, a pochi chilometri da Adro, dove il parroco e il curato hanno annunciato che verrà introdotto il divieto di accesso all’oratorio a chi non parla l’italiano. Accesso negato quindi a gruppetti di stranieri che parlano un lingua straniera “incomprensibile” per gli italiani e per le altre etnie. I genitori giovani e ragazzini non hanno problemi di integrazione. A non volere integrarsi, sono solo alcune “sacche” di stranieri.

di Elisabetta Reguitti

Da Il Fatto Quotidiano del 12 settembre 2010