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Subject: [POLITICA]
Berlusconi, atterraggio d'emergenza a Linate
edit:
Problemi tecnici per aereo Berlusconi costretto ad atterraggio d'emergenza
Sul velivolo diretto a Bruxelles è stato rilevato un problema a un finestrino, che ha costretto il pilota ad atterrare a Linate. Bonaiuti: "È tutto tranquillo"
MILANO - Un problema tecnico ha costretto il volo di Stato diretto a Bruxelles con a bordo Silvio Berlusconi ad un atterraggio di emergenza allo scalo di Milano Linate. L'aereo è atterrato regolarmente ed attualmente si sta cercando un velivolo sostitutivo per far raggiungere la capitale belga al presidente del Consiglio.
Il problema, riguardante un finestrino del cockpit, è stato rilevato mentre l'aereo era in volo nell'aria di Zurigo. Da qui la decisione di un atterraggio di emergenza a Linate senza comunque alcun problema per i passeggeri. "È tutto tranquillo", ha spiegato il vicesegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che era a bordo insieme al premier. "Ora si attende un altro aereo per proseguire il viaggio fino a Bruxelles", ha concluso.
(edited)
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Problemi tecnici per aereo Berlusconi costretto ad atterraggio d'emergenza
Sul velivolo diretto a Bruxelles è stato rilevato un problema a un finestrino, che ha costretto il pilota ad atterrare a Linate. Bonaiuti: "È tutto tranquillo"
MILANO - Un problema tecnico ha costretto il volo di Stato diretto a Bruxelles con a bordo Silvio Berlusconi ad un atterraggio di emergenza allo scalo di Milano Linate. L'aereo è atterrato regolarmente ed attualmente si sta cercando un velivolo sostitutivo per far raggiungere la capitale belga al presidente del Consiglio.
Il problema, riguardante un finestrino del cockpit, è stato rilevato mentre l'aereo era in volo nell'aria di Zurigo. Da qui la decisione di un atterraggio di emergenza a Linate senza comunque alcun problema per i passeggeri. "È tutto tranquillo", ha spiegato il vicesegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che era a bordo insieme al premier. "Ora si attende un altro aereo per proseguire il viaggio fino a Bruxelles", ha concluso.
(edited)
Azienda? Quale azienda?
Nel suo curriculum ufficiale sul sito dell’Agcom, il nuovo commissario Antonio Martusciello spiega di essere stato dirigente di Poste Italiane, ma curiosamente glissa sul suo passato in Fininvest, preferendo un più generico “settore dei media”.
E’ ufficiale: i primi a vergognarsi del conflitto d’interessi sono loro.
piovonorane
Nel suo curriculum ufficiale sul sito dell’Agcom, il nuovo commissario Antonio Martusciello spiega di essere stato dirigente di Poste Italiane, ma curiosamente glissa sul suo passato in Fininvest, preferendo un più generico “settore dei media”.
E’ ufficiale: i primi a vergognarsi del conflitto d’interessi sono loro.
piovonorane
Il consiglio dei ministri è unanime: Roma capitale!!!
ehm.... scusate..... prima la capitale d'Italia qual era???
ehm.... scusate..... prima la capitale d'Italia qual era???
la mia domanda non era "la prima capitale d'Italia qual era?", ma "prima la capitale d'Italia qual era?"
:P
:P
uffa.... quando faccio domande retoriche, poi non rispondetemi con risposte retoriche, altrimenti poi mi tocca spiegare tutto. Periò mettetevi nei panni di uno che deve spiegare le barzellette che racconta... :P
La Lega ci mette il marchio
Il "Sole delle alpi" della scuola di Adro non è un simbolo locale: è stato registrato nel 1999 dal Carroccio.
Oltre duemila firme al nostro appello.
Hanno aderito anche Farefuturo, Vendola e Diliberto
“La Lega non c’entra” ripete Oscar Lancini, il sindaco di Adro. “Quello non è un simbolo leghista, il sole delle Alpi è sempre stato un simbolo del paese”. Per questo, spiega, compare in ogni angolo della scuola pubblica che ha recentemente inaugurato. Dall’ingresso al tetto, dai banchi ai bagni. Su muri, porte, posacenere e cartelli. Campeggia persino sulle finestre, dove una fila di bambini stilizzati si tengono per mano uniti dal simbolo. Ma per Lancini quel simbolo non è affatto di parte né tanto meno il logo del Carroccio. E invece lo è. Dal 1999 Il sole delle Alpi è un marchio registrato dalla società editoriale Nord Scarl che controlla l’universo mediatico del Carroccio, dal quotidiano La Padania alla radio di via Bellerio, ed è presieduta dal quartier generale leghista: Federico Bricolo, Roberto Cota, Rosy Mauro, Stefano Stefani, Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni. Per citare l’attuale cda. Nata, ovviamente, sotto la guida del “capo” Umberto Bossi, che ne è stato sindaco dal primo giorno. Insomma quel simbolo è roba loro.
Nel 1999 Editoriale Nord Scarl ottiene la registrazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi della descrizione verbale del logo: “Sole delle alpi costituito da sei (raggi) disposti all’interno di un cerchio il cui raggio fornisce la cadenzatura dell’intera costituzione. I vertici dei sei petali intersecano i vertici di un ipotetico esagono iscritto nel cerchio”. Nel 2001 viene registrato, sempre dalla stessa società, il “marchio figurativo”, cioè il simbolo vero e proprio, tale e quale quello che oggi invade ogni angolo della scuola di Adro. La prima richiesta di registrazione risale al 1996, quando tra i sindaci figura anche il Senatùr e l’editoriale pubblicava “Soldi sporchi al Nord”, un libro di denuncia contro imprenditori diventati miliardari grazie ai rapporti con il crimine organizzato. Nel testo, ampio spazio era dedicato a Marcello Dell’Utri mentre Silvio Berlusconi si conquistò addirittura l’intero ultimo capitolo, dall’eloquente titolo “Berlusconi è mafioso? Diciassette buone occasioni”. Sulla copertina ancora non c’era il sole delle Alpi. Perché ancora dovevano impossessarsene. Infatti se l’Alberto da Giussano è stato copiato dal simbolo delle biciclette Legnano, e poi spacciato come liberatore e guida del popolo Padano, il sole a sei punte è un antico emblema euroasiatico diffuso dal VI secolo avanti Cristo, e presente in India come nel Nord Europa, oltre che in alcune chiese tra Toscana e Puglia, a Ischia e a Roma. Ma è piaciuto così tanto in via Bellerio da spingere i leghisti a registrarlo come marchio. Difficile dunque sostenere che non sia un simbolo del carroccio, come fa il sindaco di Adro. L’Editoriale Nord se ne è appropriata, registrandolo. E’ un marchio, cioè un segno distintivo di chi lo registra, protetto dal diritto perché è un bene privato.
Con la registrazione del marchio hanno ribadito che quella è roba loro, mica di un paese perso nella provincia bresciana. Ora dalla scuola il marchio dovrebbe essere rimosso, considerato che il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ha ribadito che i simboli politici devono essere tenuti fuori dagli istituti scolastici. O la Lega magari potrebbe denunciare la scuola. Improbabile, considerato che è dedicata a Gianfranco Miglio, da sempre ideologo del Carroccio. E Umberto Bossi si è dimenticato di essere proprietario del marchio, tanto che ieri con una dichiarazione pubblica ha dato ragione al sindaco di Adro: “E’ un simbolo del nord, di quella gente”, ha detto. Così, visto che né dal ministero né dal quartier generale padano nessuno muove un dito, nonostante le polemiche degli ultimi giorni, ilfattoquotidiano.it ha pensato che forse vale la pena agire. Sul sito del giornale abbiamo lanciato una raccolta firme che ha già raccolto 20mila adesioni e 12mila condivisioni sui socialnetwork. Vogliamo cancellare i simboli padani da una scuola pubblica. Ancora più rimuovere il marchio della Lega.
Clicca qui per aderire alla petizione
Da Il Fatto Quotidiano del 17 settembre 2010
Il "Sole delle alpi" della scuola di Adro non è un simbolo locale: è stato registrato nel 1999 dal Carroccio.
Oltre duemila firme al nostro appello.
Hanno aderito anche Farefuturo, Vendola e Diliberto
“La Lega non c’entra” ripete Oscar Lancini, il sindaco di Adro. “Quello non è un simbolo leghista, il sole delle Alpi è sempre stato un simbolo del paese”. Per questo, spiega, compare in ogni angolo della scuola pubblica che ha recentemente inaugurato. Dall’ingresso al tetto, dai banchi ai bagni. Su muri, porte, posacenere e cartelli. Campeggia persino sulle finestre, dove una fila di bambini stilizzati si tengono per mano uniti dal simbolo. Ma per Lancini quel simbolo non è affatto di parte né tanto meno il logo del Carroccio. E invece lo è. Dal 1999 Il sole delle Alpi è un marchio registrato dalla società editoriale Nord Scarl che controlla l’universo mediatico del Carroccio, dal quotidiano La Padania alla radio di via Bellerio, ed è presieduta dal quartier generale leghista: Federico Bricolo, Roberto Cota, Rosy Mauro, Stefano Stefani, Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni. Per citare l’attuale cda. Nata, ovviamente, sotto la guida del “capo” Umberto Bossi, che ne è stato sindaco dal primo giorno. Insomma quel simbolo è roba loro.
Nel 1999 Editoriale Nord Scarl ottiene la registrazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi della descrizione verbale del logo: “Sole delle alpi costituito da sei (raggi) disposti all’interno di un cerchio il cui raggio fornisce la cadenzatura dell’intera costituzione. I vertici dei sei petali intersecano i vertici di un ipotetico esagono iscritto nel cerchio”. Nel 2001 viene registrato, sempre dalla stessa società, il “marchio figurativo”, cioè il simbolo vero e proprio, tale e quale quello che oggi invade ogni angolo della scuola di Adro. La prima richiesta di registrazione risale al 1996, quando tra i sindaci figura anche il Senatùr e l’editoriale pubblicava “Soldi sporchi al Nord”, un libro di denuncia contro imprenditori diventati miliardari grazie ai rapporti con il crimine organizzato. Nel testo, ampio spazio era dedicato a Marcello Dell’Utri mentre Silvio Berlusconi si conquistò addirittura l’intero ultimo capitolo, dall’eloquente titolo “Berlusconi è mafioso? Diciassette buone occasioni”. Sulla copertina ancora non c’era il sole delle Alpi. Perché ancora dovevano impossessarsene. Infatti se l’Alberto da Giussano è stato copiato dal simbolo delle biciclette Legnano, e poi spacciato come liberatore e guida del popolo Padano, il sole a sei punte è un antico emblema euroasiatico diffuso dal VI secolo avanti Cristo, e presente in India come nel Nord Europa, oltre che in alcune chiese tra Toscana e Puglia, a Ischia e a Roma. Ma è piaciuto così tanto in via Bellerio da spingere i leghisti a registrarlo come marchio. Difficile dunque sostenere che non sia un simbolo del carroccio, come fa il sindaco di Adro. L’Editoriale Nord se ne è appropriata, registrandolo. E’ un marchio, cioè un segno distintivo di chi lo registra, protetto dal diritto perché è un bene privato.
Con la registrazione del marchio hanno ribadito che quella è roba loro, mica di un paese perso nella provincia bresciana. Ora dalla scuola il marchio dovrebbe essere rimosso, considerato che il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ha ribadito che i simboli politici devono essere tenuti fuori dagli istituti scolastici. O la Lega magari potrebbe denunciare la scuola. Improbabile, considerato che è dedicata a Gianfranco Miglio, da sempre ideologo del Carroccio. E Umberto Bossi si è dimenticato di essere proprietario del marchio, tanto che ieri con una dichiarazione pubblica ha dato ragione al sindaco di Adro: “E’ un simbolo del nord, di quella gente”, ha detto. Così, visto che né dal ministero né dal quartier generale padano nessuno muove un dito, nonostante le polemiche degli ultimi giorni, ilfattoquotidiano.it ha pensato che forse vale la pena agire. Sul sito del giornale abbiamo lanciato una raccolta firme che ha già raccolto 20mila adesioni e 12mila condivisioni sui socialnetwork. Vogliamo cancellare i simboli padani da una scuola pubblica. Ancora più rimuovere il marchio della Lega.
Clicca qui per aderire alla petizione
Da Il Fatto Quotidiano del 17 settembre 2010
Il consiglio dei ministri è unanime: Roma capitale!!!
...e poi parlano di riforme...
...e poi parlano di riforme...
oh, finalmente qualcuno ha capito il mio intervento! :)
ehm.... scusate..... prima la capitale d'Italia qual era???
San Vittore ^_^
San Vittore ^_^
Di Girolamo ex senatore Pdl condannato in patteggiamento a 5 anni per l'affare Fastweb-Telecom Sparkle... come non era una persecuzione e patteggia?
http://www.repubblica.it/politica/2010/09/17/news/di_girolamo_patteggia-7180519/
http://www.repubblica.it/politica/2010/09/17/news/di_girolamo_patteggia-7180519/