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Subject: [POLITICA]
Anche il mio termine stalinsita non arriva a caso, non preoccuparti.
se non sbaglio stalin fece cose populiste molto simili a quella di prendere le impronte ai bambini rom :)
esattamente come ogni regime populista con tendenze personalistiche e dittatoriali.
se non sbaglio stalin fece cose populiste molto simili a quella di prendere le impronte ai bambini rom :)
esattamente come ogni regime populista con tendenze personalistiche e dittatoriali.
guarda, io mi ricordo che studiavo il nazismo quando uscì la Lega e trovavo alcuni parallelismi. Poi alcune conferme le abbiamo avute, no? Più di alcune, anche
esattamente come ogni regime populista con tendenze personalistiche e dittatoriali.
ma che dici?
E' dimostrato che le impronte digitali si prendono esclusivamente ad uso statistico :D
ma che dici?
E' dimostrato che le impronte digitali si prendono esclusivamente ad uso statistico :D
ROMA
Il Senato ha approvato ieri in sesta lettura il Ddl lavoro, provvedimento omnibus composto da una cinquantina di articoli e oltre 140 commi che, dopo due anni di navigazione parlamentare e una richiesta di riesame da parte del capo dello stato, s'avvia ora alla settima lettura della Camera. Il via libera dell'aula di palazzo Madama è arrivato con 147 sì, 104 no e due astenuti.
Tre le modifiche introdotte al testo che era stato già ritoccato prima dell'estate a Montecitorio per rispondere alle preoccupazioni sollevate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Riguardano l'arbitrato, le norme per l'impugnazione dei licenziamenti e i risarcimenti ai lavoratori imbarcati sui navigli di stato deceduti o che hanno contratto malattie per essere entrati in contatto con l'amianto.
Sull'arbitrato la correzione introdotta dal relatore Maurizio Castro (Pdl) perfeziona il dispositivo licenziato a Montecitorio: si garantisce che la scelta del lavoratore di tentare la composizione davanti a un arbitro invece che dal giudice varrà per tutte le liti «nascenti dal rapporto di lavoro». Nessuna scelta volta per volta, come prevedeva l'emendamento di Cesare Damiano (Pd). Come era già previsto nel testo della Camera la firma della clausola compromissoria sull'arbitrato sarà volontaria e potrà avvenire solo al termine del periodo di prova. Dalle controversie resta escluso il licenziamento, per opporsi al quale resta il giudice, mentre nel caso dell'arbitrato per equità si dovrà tener conto, oltre che dei principi generali dell'ordinamento, anche dei principi regolatori della materia derivanti anche da obblighi comunitari.
Sui licenziamenti orali (quindi inefficaci) i termini di impugnazione restano quelli attuali, ossia cinque anni, mentre per per i cosiddetti licenziamenti invalidi (per esempio senza giusta causa) i termini di impugnazione sono di 60 giorni, e di 270 quelli per la presentazione del ricorso. Infine, per le vittime dell'amianto sui navigli di Stato è stato approvato un emendamento di Filippo Saltamartini (Pdl) che prevede lo stanziamento di cinque milioni annui a decorrere dal 2012 a questi lavoratori equiparati alle «vittime del dovere» con una clausola che elimina l'eventuale illecito penale che colpiva i comandanti delle navi facendo salvi i risarcimenti per i processi in corso (sono 87 casi).
ilsole24ore
era ora dopo 20 anni, però il fatto di annullare i processi ai comandanti che sapevano e non hanno attuato misure di sicurezza è una macchia indelebile!
ma un favore dovevano pur farlo... mica che passi il segnale che si puniscono i colpevoli!
Il Senato ha approvato ieri in sesta lettura il Ddl lavoro, provvedimento omnibus composto da una cinquantina di articoli e oltre 140 commi che, dopo due anni di navigazione parlamentare e una richiesta di riesame da parte del capo dello stato, s'avvia ora alla settima lettura della Camera. Il via libera dell'aula di palazzo Madama è arrivato con 147 sì, 104 no e due astenuti.
Tre le modifiche introdotte al testo che era stato già ritoccato prima dell'estate a Montecitorio per rispondere alle preoccupazioni sollevate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Riguardano l'arbitrato, le norme per l'impugnazione dei licenziamenti e i risarcimenti ai lavoratori imbarcati sui navigli di stato deceduti o che hanno contratto malattie per essere entrati in contatto con l'amianto.
Sull'arbitrato la correzione introdotta dal relatore Maurizio Castro (Pdl) perfeziona il dispositivo licenziato a Montecitorio: si garantisce che la scelta del lavoratore di tentare la composizione davanti a un arbitro invece che dal giudice varrà per tutte le liti «nascenti dal rapporto di lavoro». Nessuna scelta volta per volta, come prevedeva l'emendamento di Cesare Damiano (Pd). Come era già previsto nel testo della Camera la firma della clausola compromissoria sull'arbitrato sarà volontaria e potrà avvenire solo al termine del periodo di prova. Dalle controversie resta escluso il licenziamento, per opporsi al quale resta il giudice, mentre nel caso dell'arbitrato per equità si dovrà tener conto, oltre che dei principi generali dell'ordinamento, anche dei principi regolatori della materia derivanti anche da obblighi comunitari.
Sui licenziamenti orali (quindi inefficaci) i termini di impugnazione restano quelli attuali, ossia cinque anni, mentre per per i cosiddetti licenziamenti invalidi (per esempio senza giusta causa) i termini di impugnazione sono di 60 giorni, e di 270 quelli per la presentazione del ricorso. Infine, per le vittime dell'amianto sui navigli di Stato è stato approvato un emendamento di Filippo Saltamartini (Pdl) che prevede lo stanziamento di cinque milioni annui a decorrere dal 2012 a questi lavoratori equiparati alle «vittime del dovere» con una clausola che elimina l'eventuale illecito penale che colpiva i comandanti delle navi facendo salvi i risarcimenti per i processi in corso (sono 87 casi).
ilsole24ore
era ora dopo 20 anni, però il fatto di annullare i processi ai comandanti che sapevano e non hanno attuato misure di sicurezza è una macchia indelebile!
ma un favore dovevano pur farlo... mica che passi il segnale che si puniscono i colpevoli!
oh comunque la testa di B. sembra quella di Big Jim...
Ma intendi quello che c'è dentro la testa o solo quello che si vede? :D
Akiro, ti rispondo quì, perché di norma, ormai, prima che riesca a risponderti hanno già chiuso il 3d.
Sii più cauto.
la tua storia umana e lavorativa non c'entra niente, non capisco perchè la metti dentro. Qui ci si chiede una posizione su una persona che da quando è in politica ha rovinato il paese. Chi è indifferente è suo complice, le chiacchere stanno a zero.
Io sono figlio della mia vita. Ho un piede nel passato e lo sguardo aperto nel futuro (cit. - mi tengo allineato), quindi nel discorso su Berlusconi lo metto, in quanto, m'hai bollato (e mi pare che tu sia un etichettatore di professione, almeno dietro il computer, poi non so, magari nella vita reale a stento proferisci verbo ...) come sostenitore dello stesso.
Io NON LO SONO.
Soprattutto per la sua tendenza a ritagliarsi delle leggi ad hoc.
Sono peraltro convinto che noi sia la causa dei nostri mali, o comunque non la sola, a meno che non riusciate a spiegarmi come possa essere la causa della crisi mondiale, della bolla speculativa, del sovrannumero di personale nelle ASL, nelle scuole, della pochezza della litigiosa opposizione etc ... etc...
Le prime due originatesi principalmente fuori dall'Italia e da noi subite, manco peggio di altri, e le altre ... storiche cronicità del sistema italiano. Così da che ho memoria.
La mia partecipazione alle iniziative legali e scioperi della CGIL (o il viceversa?) contro il Padrone/Ladrone, la mia militanza nella sinistra, fanno di me un oppositore che ha AGITO di fatto contro un sistema e contro una certa classe ed un certo modo di pensare.
Sono di sinistra, non estremista, ma al limite progressista equilibrato, che guarda al benessere economico, fisico e culturale dei lavoratori, senza perdere di vista la situazione reale. E questo mi porta a apprezzare anche iniziative del mio avversario, se le ritengo buone.
La Vita m'ha insegnato che non esiste un Belzebù di turno (oggi Berlusca, ieri Andreotti) ma sistemi che sono più o meno funzionali, corretti, corrotti sia a destra, che al centro che a sinistra.
Ecco perché, avendo visto spesso come le cose si muovo dietro le facciate o le bandiere, non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
Non so, ma mi pare di capire che tu sia più vicino ai venti che ai trenta, e questo spiegherebbe la foga con la quale sentenzi sulle frasi e le persone.
Ma non è una grande idea, in generale, perché quando poi c'è da scendere in campo davvero, spesso, questo causa più danni che vantaggi, perché riesce ad inimicarti chi ti potrebbe sostenere, o farsi rompere la capoccia da chi sentenzia più di te, e magari prende pure un randello :-).
Ecco perché, sii più cauto.
Ciao.
(edited)
Sii più cauto.
la tua storia umana e lavorativa non c'entra niente, non capisco perchè la metti dentro. Qui ci si chiede una posizione su una persona che da quando è in politica ha rovinato il paese. Chi è indifferente è suo complice, le chiacchere stanno a zero.
Io sono figlio della mia vita. Ho un piede nel passato e lo sguardo aperto nel futuro (cit. - mi tengo allineato), quindi nel discorso su Berlusconi lo metto, in quanto, m'hai bollato (e mi pare che tu sia un etichettatore di professione, almeno dietro il computer, poi non so, magari nella vita reale a stento proferisci verbo ...) come sostenitore dello stesso.
Io NON LO SONO.
Soprattutto per la sua tendenza a ritagliarsi delle leggi ad hoc.
Sono peraltro convinto che noi sia la causa dei nostri mali, o comunque non la sola, a meno che non riusciate a spiegarmi come possa essere la causa della crisi mondiale, della bolla speculativa, del sovrannumero di personale nelle ASL, nelle scuole, della pochezza della litigiosa opposizione etc ... etc...
Le prime due originatesi principalmente fuori dall'Italia e da noi subite, manco peggio di altri, e le altre ... storiche cronicità del sistema italiano. Così da che ho memoria.
La mia partecipazione alle iniziative legali e scioperi della CGIL (o il viceversa?) contro il Padrone/Ladrone, la mia militanza nella sinistra, fanno di me un oppositore che ha AGITO di fatto contro un sistema e contro una certa classe ed un certo modo di pensare.
Sono di sinistra, non estremista, ma al limite progressista equilibrato, che guarda al benessere economico, fisico e culturale dei lavoratori, senza perdere di vista la situazione reale. E questo mi porta a apprezzare anche iniziative del mio avversario, se le ritengo buone.
La Vita m'ha insegnato che non esiste un Belzebù di turno (oggi Berlusca, ieri Andreotti) ma sistemi che sono più o meno funzionali, corretti, corrotti sia a destra, che al centro che a sinistra.
Ecco perché, avendo visto spesso come le cose si muovo dietro le facciate o le bandiere, non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
Non so, ma mi pare di capire che tu sia più vicino ai venti che ai trenta, e questo spiegherebbe la foga con la quale sentenzi sulle frasi e le persone.
Ma non è una grande idea, in generale, perché quando poi c'è da scendere in campo davvero, spesso, questo causa più danni che vantaggi, perché riesce ad inimicarti chi ti potrebbe sostenere, o farsi rompere la capoccia da chi sentenzia più di te, e magari prende pure un randello :-).
Ecco perché, sii più cauto.
Ciao.
(edited)
Apprezzo il senso generale del tuo post facendo alcune considerazioni.
Sono peraltro convinto che noi sia la causa dei nostri mali, o comunque non la sola, a meno che non riusciate a spiegarmi come possa essere la causa della crisi mondiale, della bolla speculativa, del sovrannumero di personale nelle ASL, nelle scuole, della pochezza della litigiosa opposizione etc ... etc...
Lui sicuramente non è la causa della crisi mondiale. E' colpevole invece di badare ai fatti suoi e non fare nulla di veramente efficace.
Se Berlusconi sta li la colpa è solo degli italiani in genere che cercano sempre per carattere l'uomo forte che risolve i problemi salvo poi appenderlo a testa in giù.
Berlusconi non sarà appeso perchè scapperà prima, prima o poi.
Finchè l'Italiano non sarà più civile, ossia partecipe, non furbo, non pronto a fregare il prossimo e le regole, ci saranno i Berlusconi.
L'opposizione poi ha le sue colpe.
La Vita m'ha insegnato che non esiste un Belzebù di turno (oggi Berlusca, ieri Andreotti) ma sistemi che sono più o meno funzionali, corretti, corrotti sia a destra, che al centro che a sinistra
Qui devo contestarti: Andreotti è stato mafioso e come tale andrebbe preso a calci in culo e buttato fuori dal parlamento, altro che senatore a vita.
Berlusconi dovrebbe farsi processare come tutti gli altri senza farsi leggi a comodo suo.
I suoi affari puzzano di marcio lontano 100KM e questo baterebbe in un paese normale a farlo ritirare a vita privata perenne almeno fino a quando non verrà assolto... senza cambiarsi le leggi naturalmente.
Ecco perché, avendo visto spesso come le cose si muovo dietro le facciate o le bandiere, non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
Qui sono d'accordissimo. Allo stato attuale se si caccia Berlusconi si risolve solo il probleadel conflitto d'interessi ma non certo la corruzione generalizzata di TUTTA la classe politica, destra, sinistra o centro che sia.
Solo con 3 cose può crollare questo sistema: una legge elettorale uninominale come quella che avevavo e una bella legge anti corruzione come quella uscita dalle pagine del Fatto.
Ma tu pensi veramente che questi politici votino queste due leggi? Non passerà MAI.
Bersani ieri mi ha fatto ridere parlando dello scudo fiscale: BUFFONE! Dov'erano gli assenti del PD? A raccogliere fragole? Con loro in aula NON sarebbe passato lo scudo fiscale.
Ecco che questo PD una legge anticorruzione così NON la voterà MAI.
(edited)
Sono peraltro convinto che noi sia la causa dei nostri mali, o comunque non la sola, a meno che non riusciate a spiegarmi come possa essere la causa della crisi mondiale, della bolla speculativa, del sovrannumero di personale nelle ASL, nelle scuole, della pochezza della litigiosa opposizione etc ... etc...
Lui sicuramente non è la causa della crisi mondiale. E' colpevole invece di badare ai fatti suoi e non fare nulla di veramente efficace.
Se Berlusconi sta li la colpa è solo degli italiani in genere che cercano sempre per carattere l'uomo forte che risolve i problemi salvo poi appenderlo a testa in giù.
Berlusconi non sarà appeso perchè scapperà prima, prima o poi.
Finchè l'Italiano non sarà più civile, ossia partecipe, non furbo, non pronto a fregare il prossimo e le regole, ci saranno i Berlusconi.
L'opposizione poi ha le sue colpe.
La Vita m'ha insegnato che non esiste un Belzebù di turno (oggi Berlusca, ieri Andreotti) ma sistemi che sono più o meno funzionali, corretti, corrotti sia a destra, che al centro che a sinistra
Qui devo contestarti: Andreotti è stato mafioso e come tale andrebbe preso a calci in culo e buttato fuori dal parlamento, altro che senatore a vita.
Berlusconi dovrebbe farsi processare come tutti gli altri senza farsi leggi a comodo suo.
I suoi affari puzzano di marcio lontano 100KM e questo baterebbe in un paese normale a farlo ritirare a vita privata perenne almeno fino a quando non verrà assolto... senza cambiarsi le leggi naturalmente.
Ecco perché, avendo visto spesso come le cose si muovo dietro le facciate o le bandiere, non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
Qui sono d'accordissimo. Allo stato attuale se si caccia Berlusconi si risolve solo il probleadel conflitto d'interessi ma non certo la corruzione generalizzata di TUTTA la classe politica, destra, sinistra o centro che sia.
Solo con 3 cose può crollare questo sistema: una legge elettorale uninominale come quella che avevavo e una bella legge anti corruzione come quella uscita dalle pagine del Fatto.
Ma tu pensi veramente che questi politici votino queste due leggi? Non passerà MAI.
Bersani ieri mi ha fatto ridere parlando dello scudo fiscale: BUFFONE! Dov'erano gli assenti del PD? A raccogliere fragole? Con loro in aula NON sarebbe passato lo scudo fiscale.
Ecco che questo PD una legge anticorruzione così NON la voterà MAI.
(edited)
si, a parte che non avevi detto a me "Sii più cauto"
non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
non sarà il massimo ma almeno un minimo di giustizia, dato che in una democrazia civile non dovrebbe esserci una persona che fa di tutto per farsi gli affari propri.
Il resto è più o meno condivisibile, certo che anch'io come l'altra persona, preferirei una posizione più netta piuttosto che blanda indifferenza data la posta in gioco. Inoltre il partito dell'indifferenza e degli astenuti, non se lo c..a nessuno
non credo che rimuovere Berlusconi porterà a tutti gioia, fiumi d'oro giustizia ed equità reali ed immediate.
non sarà il massimo ma almeno un minimo di giustizia, dato che in una democrazia civile non dovrebbe esserci una persona che fa di tutto per farsi gli affari propri.
Il resto è più o meno condivisibile, certo che anch'io come l'altra persona, preferirei una posizione più netta piuttosto che blanda indifferenza data la posta in gioco. Inoltre il partito dell'indifferenza e degli astenuti, non se lo c..a nessuno
Qui sono d'accordissimo. Allo stato attuale se si caccia Berlusconi si risolve solo il probleadel conflitto d'interessi ma non certo la corruzione generalizzata di TUTTA la classe politica, destra, sinistra o centro che sia.
però sai, può essere anche un segnale, magari... in questo caso se si fa un po' di pulizia, meglio non disperare a priori.
però sai, può essere anche un segnale, magari... in questo caso se si fa un po' di pulizia, meglio non disperare a priori.
Bersani ieri mi ha fatto ridere parlando dello scudo fiscale: BUFFONE! Dov'erano gli assenti del PD? A raccogliere fragole? Con loro in aula NON sarebbe passato lo scudo fiscale.
come a suo tempo avevo dimostrato con i dati e numero quell'episodio fu pura propaganda orchestrata congiuntamente dalla destra e dall'IDV per affossare il PD
i dati oggettivi dimostrarono che gli assenti ingiustificati (diciamo così) del PD si contavano sulle dita di una mano, nonostante fosse in corso DURANTE la votazione il congresso nazionale del partito.
Contemporaneamente c'era un assente ingiustificato dell'IDV che, in percentuale, incideva maggiormente degli assenti del PD, senza contare gli innumerevoli assenti della maggioranza.
In soldoni, da parte dell'IDV venne accusato il PD di assenteismo quando non solo in media è il partito di gran lunga più presente alle votazioni, ma anche in quella singola votazione era più presente dell'IDV
Ma vedo che la propaganda, come sempre del resto, ha colpito a fondo, visto che anche dopo tutto questo tempo si rivangano ancora le menzogne di allora.
come a suo tempo avevo dimostrato con i dati e numero quell'episodio fu pura propaganda orchestrata congiuntamente dalla destra e dall'IDV per affossare il PD
i dati oggettivi dimostrarono che gli assenti ingiustificati (diciamo così) del PD si contavano sulle dita di una mano, nonostante fosse in corso DURANTE la votazione il congresso nazionale del partito.
Contemporaneamente c'era un assente ingiustificato dell'IDV che, in percentuale, incideva maggiormente degli assenti del PD, senza contare gli innumerevoli assenti della maggioranza.
In soldoni, da parte dell'IDV venne accusato il PD di assenteismo quando non solo in media è il partito di gran lunga più presente alle votazioni, ma anche in quella singola votazione era più presente dell'IDV
Ma vedo che la propaganda, come sempre del resto, ha colpito a fondo, visto che anche dopo tutto questo tempo si rivangano ancora le menzogne di allora.
far fuori (politicamente, s'intende) il berlusca non risolverà TUTTI i problemi di corruzione, ma secondo me ne risolverebbe molti.
sai come si dice "taglia la testa e vedrai il corpo cadere".
sai come si dice "taglia la testa e vedrai il corpo cadere".
La Stampa
"Per le mie idee paura e minacce"
Lo sfogo di Belpietro in tivù
Milano, agguato a Belpietro
"C'è un clima di odio: che reato
ho commesso per essere ucciso?"
"Non è un caso se sotto scorta
sono i direttori di area moderata:
oltre a me anche Feltri e Fede"
MILANO
«Il clima conta. Basta navigare su certi siti per trovare minacce di morte. Tutto questo mi mette inquietudine, non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte». Il direttore di Libero Maurizio Belpietro si presenta stamani normalmente in tv, per la sua rubrica in "Mattino Cinque" di Canale 5. E parla dell’aggressione a cui è fortunatamente scampato.
«Provo un senso - dice Belpietro - di grande ingiustizia. Questo non è un Paese normale: perché da noi non si possono sostenere opinioni senza pagare con paura e minacce? Evidentemente sostenere idee contro la vulgata corrente si paga, anche con la limitazione della libertà: la scorta è una limitazione della libertà».
Così come, «non può essere un caso», fa notare, se i direttori sotto scorta come lui sono Vittorio Feltri ed Emilio Fede: «Siamo tutti dell’area moderata». Belpietro ricostruisce ancora una volta quanto accaduto nella tarda serata di ieri e sottolinea come all’aggressione abbia potuto sottrarsi solo per la decisione casuale, all’ultimo momento, da parte del suo caposcorta, di usare le scale della sua abitazione e non l’ascensore, come abitualmente fa.
«Io sono sotto scorta da 8 anni. Ieri sera sono tornato a casa intorno alle 23 -sottolinea il direttore di Libero- dopo aver chiuso il giornale. Sono salito con l’ascensore al mio appartamento insieme all’agente di scorta. Appena sono entrato in casa, ho fatto appena in tempo a chiudere la porta alle mie spalle che ho sentito tre colpi di pistola». «Ho subito chiamato la scorta, e mi è stato detto di non aprire la porta e di non uscire, con voce naturlamente concitata. La fortuna è stata che l’agente di scorta che normalmente mi accompagna fino alla porta di casa, non ha preso l’ascensore come fa di solito per andarsene, ma è sceso per le scale perchè voleva fumare una sigaretta».
E così, «l’agente era ancora sul pianerottolo del mio appartamento quando si è trovato davanti un uomo armato che, senza dire nulla, ha puntato la pistola e ha sparato. L’arma si è inceppata - ha continuato Belpietro - e l’agente ha reagito aprendo il fuoco mentre l’uomo fuggiva per le scale. Tra l’altro l’aggressore, mi ha riferito l’agente di scorta, indossava una camicia della Guardia di finanza. Probabilamente l’uomo avrebbe suonato alla mia porta poco dopo che l’agente se ne era andato. E se anche io avessi guardato dallo spiocino, cosa che non avrei fatto perchè avrei pensato fosse di nuovo la scorta, avrei comunque aperto la porta dato che avrei visto la divisa».
«In casa c’erano mia moglie, i miei suoceri e le mie figlie che dormivano e non si sono accorte di nulla». Belpietro ha ricordato che a gennaio scorso un uomo ha cercato di introdursi, spacciandosi per un altra persona, a Libero ma la scorta lo fermò e lo portò in questura dove confessò che «voleva picchiarmi». «E quello di gennaio non era un pazzo, tanto che - ha detto il direttore - non gli hanno fatto il trattamento sanitario obbligatorio».
Belpietro, che si definisce «una persona tranquilla, calma e fredda», non ha negato di sentirsi «amareggiato»: «Ieri ho pensato alle persone care, come è naturale, sono amareggiato per la mia famiglia».
"Per le mie idee paura e minacce"
Lo sfogo di Belpietro in tivù
Milano, agguato a Belpietro
"C'è un clima di odio: che reato
ho commesso per essere ucciso?"
"Non è un caso se sotto scorta
sono i direttori di area moderata:
oltre a me anche Feltri e Fede"
MILANO
«Il clima conta. Basta navigare su certi siti per trovare minacce di morte. Tutto questo mi mette inquietudine, non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte». Il direttore di Libero Maurizio Belpietro si presenta stamani normalmente in tv, per la sua rubrica in "Mattino Cinque" di Canale 5. E parla dell’aggressione a cui è fortunatamente scampato.
«Provo un senso - dice Belpietro - di grande ingiustizia. Questo non è un Paese normale: perché da noi non si possono sostenere opinioni senza pagare con paura e minacce? Evidentemente sostenere idee contro la vulgata corrente si paga, anche con la limitazione della libertà: la scorta è una limitazione della libertà».
Così come, «non può essere un caso», fa notare, se i direttori sotto scorta come lui sono Vittorio Feltri ed Emilio Fede: «Siamo tutti dell’area moderata». Belpietro ricostruisce ancora una volta quanto accaduto nella tarda serata di ieri e sottolinea come all’aggressione abbia potuto sottrarsi solo per la decisione casuale, all’ultimo momento, da parte del suo caposcorta, di usare le scale della sua abitazione e non l’ascensore, come abitualmente fa.
«Io sono sotto scorta da 8 anni. Ieri sera sono tornato a casa intorno alle 23 -sottolinea il direttore di Libero- dopo aver chiuso il giornale. Sono salito con l’ascensore al mio appartamento insieme all’agente di scorta. Appena sono entrato in casa, ho fatto appena in tempo a chiudere la porta alle mie spalle che ho sentito tre colpi di pistola». «Ho subito chiamato la scorta, e mi è stato detto di non aprire la porta e di non uscire, con voce naturlamente concitata. La fortuna è stata che l’agente di scorta che normalmente mi accompagna fino alla porta di casa, non ha preso l’ascensore come fa di solito per andarsene, ma è sceso per le scale perchè voleva fumare una sigaretta».
E così, «l’agente era ancora sul pianerottolo del mio appartamento quando si è trovato davanti un uomo armato che, senza dire nulla, ha puntato la pistola e ha sparato. L’arma si è inceppata - ha continuato Belpietro - e l’agente ha reagito aprendo il fuoco mentre l’uomo fuggiva per le scale. Tra l’altro l’aggressore, mi ha riferito l’agente di scorta, indossava una camicia della Guardia di finanza. Probabilamente l’uomo avrebbe suonato alla mia porta poco dopo che l’agente se ne era andato. E se anche io avessi guardato dallo spiocino, cosa che non avrei fatto perchè avrei pensato fosse di nuovo la scorta, avrei comunque aperto la porta dato che avrei visto la divisa».
«In casa c’erano mia moglie, i miei suoceri e le mie figlie che dormivano e non si sono accorte di nulla». Belpietro ha ricordato che a gennaio scorso un uomo ha cercato di introdursi, spacciandosi per un altra persona, a Libero ma la scorta lo fermò e lo portò in questura dove confessò che «voleva picchiarmi». «E quello di gennaio non era un pazzo, tanto che - ha detto il direttore - non gli hanno fatto il trattamento sanitario obbligatorio».
Belpietro, che si definisce «una persona tranquilla, calma e fredda», non ha negato di sentirsi «amareggiato»: «Ieri ho pensato alle persone care, come è naturale, sono amareggiato per la mia famiglia».