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Subject: [POLITICA]
dal blog di Massimo Gramellini
Razzista sarà lei
La campagna pubblicitaria dove i frontalieri piemontesi e lombardi del Canton Ticino vengono raffigurati come topi famelici che divorano il formaggio svizzero non è affatto razzista. Lo ha spiegato chi l’ha commissionata, un politico locale che è presidente dell’Udc e di nome fa Pierre, ma con Casini per fortuna non c’entra niente.
Anche Ciarrapico ha respinto con sdegno l’etichetta di antisemita: in fondo al Senato aveva soltanto detto che tutti gli ebrei sono dei Giuda. Persino Berlusconi, fra un attacco ai giudici e una barzelletta blasfema su Rosi Bindi, ha trovato il tempo per raccontarne una sulla tirchieria degli ebrei (originale, vero?), ma nemmeno lui è razzista. E nemmeno Bossi, che ha dato dei «porci» ai romani. Era una battuta: di Boldi, per la precisione. (Qualcuno l’aveva attribuita a Obelix, che però ha smentito. Lui diceva «Sono pazzi questi romani». Era un raffinato, Obelix). E chi vuol cacciare i rom in quanto rom? Guai a ricordargli il precedente di Hitler: si offende. Come quel professore di musica che su Facebook si augura lo sterminio dei disabili. «Nazista io? Inconcepibile».
Forse è il momento di tracciare una linea nel discorso pubblico. Di qua razzismo, di là goliardia. E’ che non si capisce bene dove vogliano collocarla, questa linea, gli arzilli avanzi del Bagaglino. Per loro dileggiare una comunità non esprime pregiudizio, ma incontenibile simpatia. Per me il confine resta il rispetto della dignità di ogni individuo. Ma sono un vecchio topo liberale, non faccio testo (e non mangio neanche il formaggio).
Razzista sarà lei
La campagna pubblicitaria dove i frontalieri piemontesi e lombardi del Canton Ticino vengono raffigurati come topi famelici che divorano il formaggio svizzero non è affatto razzista. Lo ha spiegato chi l’ha commissionata, un politico locale che è presidente dell’Udc e di nome fa Pierre, ma con Casini per fortuna non c’entra niente.
Anche Ciarrapico ha respinto con sdegno l’etichetta di antisemita: in fondo al Senato aveva soltanto detto che tutti gli ebrei sono dei Giuda. Persino Berlusconi, fra un attacco ai giudici e una barzelletta blasfema su Rosi Bindi, ha trovato il tempo per raccontarne una sulla tirchieria degli ebrei (originale, vero?), ma nemmeno lui è razzista. E nemmeno Bossi, che ha dato dei «porci» ai romani. Era una battuta: di Boldi, per la precisione. (Qualcuno l’aveva attribuita a Obelix, che però ha smentito. Lui diceva «Sono pazzi questi romani». Era un raffinato, Obelix). E chi vuol cacciare i rom in quanto rom? Guai a ricordargli il precedente di Hitler: si offende. Come quel professore di musica che su Facebook si augura lo sterminio dei disabili. «Nazista io? Inconcepibile».
Forse è il momento di tracciare una linea nel discorso pubblico. Di qua razzismo, di là goliardia. E’ che non si capisce bene dove vogliano collocarla, questa linea, gli arzilli avanzi del Bagaglino. Per loro dileggiare una comunità non esprime pregiudizio, ma incontenibile simpatia. Per me il confine resta il rispetto della dignità di ogni individuo. Ma sono un vecchio topo liberale, non faccio testo (e non mangio neanche il formaggio).
Fantastico, il governo sta cancellando il reato di banda armata!
NB: sempre per quanto riguarda il mio giudizio sulla Lega che è un partito di fatto neonazista, per me.
Lodo Lega, la banda
armata non è più reato
di Marco Travaglio
Dopo tante leggi ad personam/s per Silvio B.,
eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in
nome della par condicio. La norma è ben
nascosta in un decreto omnibus che entra in
vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo
“Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto
comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la
numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello
che puniva col carcere da 1 a 10 anni “ch i u n q u e
promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di
carattere militare, le quali perseguono, anche
indirettamente, scopi politici” e si organizzano per
compiere “azioni di violenza o minaccia”. Il trucco c’è e
si vede: un provvedimento che abroga una miriade di
vecchie norme inutili viene usato per camuffare la
depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo,
attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha
regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è
accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa
Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione
normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è
venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei
nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di
depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo
politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14
anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega
Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il
Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una
formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale
Pa d a n a ”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i
guardiani della secessione. Processo che fino a qualche
mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio,
Speroni e altri cinque alti dirigenti che erano
parlamentari all’epoca dei fatti, fra i quali naturalmente
Calderoli. In origine, i capi di imputazione formulati dal
procuratore Guido Papalia sulla scorta di indagini della
Digos e di copiose intercettazioni telefoniche, in cui
molti protagonisti parlavano di fucili e armi varie, erano
tre: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e
all’integrità dello Stato, costituzione di una struttura
paramilitare fuorilegge. Ma i primi due, con un’a l t ra
“legge ad Legam”, furono di fatto depenalizzati (restano
soltanto in caso di effettivo uso della violenza) nel 2005
dal centrodestra ai tempi del secondo governo
Berlusconi. Restava in piedi il terzo, quello cancellato dal
decreto La Russa-Calderoli. I leader leghisti rinviati a
giudizio si erano già salvati dal processo grazie al solito
voto impunitario del Parlamento, che li aveva dichiarati
“insindaca bili”, come se costituire una banda
paramilitare rientrasse fra i reati di opinione degli eletti
dal popolo. Papalia ricorse alla Corte costituzionale con
due conflitti di attribuzioni fra poteri dello Stato contro
la Camera, ma non riuscì a ottenere ragione. Restavano
imputate 36 persone, fra le quali Giampaolo Gobbo,
segretario della Liga Veneta e sindaco di Treviso e il
deputato Matteo Bragantini. Ma ieri, nella prima udienza
del processo al Tribunale di Verona, si è alzata
l’avvocatessa Patrizia Esposito segnalando ai giudici che
anche il reato superstite sta per evaporare: basta
aspettare il 9 ottobre e tutti gli imputati dovranno essere
assolti per legge. Stupore generale: nessuno se n’e ra
accorto. Al Tribunale non è rimasto che prenderne atto
e rinviare il dibattimento al 19 novembre, in attesa
dell’entrata in vigore del decreto. Dopodiché il processo
riposerà in pace per sempre. Le camicie verdi e i loro
mandanti possono dormire sonni tranquilli. Il Partito
dell’Amore, sempre pronto a denunciare il “clima di
odio che può degenerare in violenza”, ha depenalizzato
la banda armata. Per l’“associazione a delinquere dei
ma gistrati” denunciata da B., invece, si procederà
quanto prima alla fucilazione.
NB: sempre per quanto riguarda il mio giudizio sulla Lega che è un partito di fatto neonazista, per me.
Lodo Lega, la banda
armata non è più reato
di Marco Travaglio
Dopo tante leggi ad personam/s per Silvio B.,
eccone una per i fedelissimi di Umberto B., in
nome della par condicio. La norma è ben
nascosta in un decreto omnibus che entra in
vigore fra pochi giorni, il 9 ottobre: il Dl 15.3.2010 n. 66
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio col titolo
“Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto
comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la
numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello
che puniva col carcere da 1 a 10 anni “ch i u n q u e
promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di
carattere militare, le quali perseguono, anche
indirettamente, scopi politici” e si organizzano per
compiere “azioni di violenza o minaccia”. Il trucco c’è e
si vede: un provvedimento che abroga una miriade di
vecchie norme inutili viene usato per camuffare la
depenalizzazione di un reato gravissimo e, purtroppo,
attualissimo. Chissà se il capo dello Stato, che ha
regolarmente firmato anche questo decreto, se n’è
accorto. L’idea si deve, oltreché al ministro della Difesa
Ignazio La Russa, anche al titolare della Semplificazione
normativa, il leghista Roberto Calderoli. Che cos’è
venuto in mente a questi signori, fra l’altro nel pieno dei
nuovi allarmi su un possibile ritorno del terrorismo, di
depenalizzare le bande militari e paramilitari di stampo
politico? Forse l’esistenza di un processo in corso da 14
anni a Verona a carico di politici e attivisti della Lega
Nord sparsi fra il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e il
Veneto, accusati di aver organizzato nel 1996 una
formazione paramilitare denominata “Guardia Nazionale
Pa d a n a ”, con tanto di divisa: le celebri Camicie Verdi, i
guardiani della secessione. Processo che fino a qualche
mese fa vedeva imputati anche Bossi, Maroni, Borghezio,
Speroni e altri cinque alti dirigenti che erano
parlamentari all’epoca dei fatti, fra i quali naturalmente
Calderoli. In origine, i capi di imputazione formulati dal
procuratore Guido Papalia sulla scorta di indagini della
Digos e di copiose intercettazioni telefoniche, in cui
molti protagonisti parlavano di fucili e armi varie, erano
tre: attentato alla Costituzione, attentato all’unità e
all’integrità dello Stato, costituzione di una struttura
paramilitare fuorilegge. Ma i primi due, con un’a l t ra
“legge ad Legam”, furono di fatto depenalizzati (restano
soltanto in caso di effettivo uso della violenza) nel 2005
dal centrodestra ai tempi del secondo governo
Berlusconi. Restava in piedi il terzo, quello cancellato dal
decreto La Russa-Calderoli. I leader leghisti rinviati a
giudizio si erano già salvati dal processo grazie al solito
voto impunitario del Parlamento, che li aveva dichiarati
“insindaca bili”, come se costituire una banda
paramilitare rientrasse fra i reati di opinione degli eletti
dal popolo. Papalia ricorse alla Corte costituzionale con
due conflitti di attribuzioni fra poteri dello Stato contro
la Camera, ma non riuscì a ottenere ragione. Restavano
imputate 36 persone, fra le quali Giampaolo Gobbo,
segretario della Liga Veneta e sindaco di Treviso e il
deputato Matteo Bragantini. Ma ieri, nella prima udienza
del processo al Tribunale di Verona, si è alzata
l’avvocatessa Patrizia Esposito segnalando ai giudici che
anche il reato superstite sta per evaporare: basta
aspettare il 9 ottobre e tutti gli imputati dovranno essere
assolti per legge. Stupore generale: nessuno se n’e ra
accorto. Al Tribunale non è rimasto che prenderne atto
e rinviare il dibattimento al 19 novembre, in attesa
dell’entrata in vigore del decreto. Dopodiché il processo
riposerà in pace per sempre. Le camicie verdi e i loro
mandanti possono dormire sonni tranquilli. Il Partito
dell’Amore, sempre pronto a denunciare il “clima di
odio che può degenerare in violenza”, ha depenalizzato
la banda armata. Per l’“associazione a delinquere dei
ma gistrati” denunciata da B., invece, si procederà
quanto prima alla fucilazione.
a prescindere dall'inutilità strutturale per la società di alcuni leghisti questa notizia è una cazzata pazzesca.
si parla di ordinamento militare, non credo che al quaeda abbia intenzione di farsi riconoscere come gruppo militare e che le "temibilissime" camicie verdi padane (gente che frequenta più le osterie di paese che neanche i gruppi d'assalto militari) abbiano intenzione di dichiararsi tali.
travaglio ha scritto una vaccata che era retaggio della paura di ricostruzione del partito fascista.
nel 2010 penso che non ci sia più bisogno.
si parla di ordinamento militare, non credo che al quaeda abbia intenzione di farsi riconoscere come gruppo militare e che le "temibilissime" camicie verdi padane (gente che frequenta più le osterie di paese che neanche i gruppi d'assalto militari) abbiano intenzione di dichiararsi tali.
travaglio ha scritto una vaccata che era retaggio della paura di ricostruzione del partito fascista.
nel 2010 penso che non ci sia più bisogno.
in effetti per proteggere lo stato bastano e avanzano art.283 e 284 del codice penale
Art. 283
- Attentato contro la costituzione dello Stato -
Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
Articolo così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art. 284
- Insurrezione armata contro i poteri dello Stato -
Chiunque promuove un'insurrezione armata contro i poteri dello Stato è punito con l'ergastolo e, se l'insurrezione avviene, con la morte (1).
Coloro che partecipano alla insurrezione sono puniti con la reclusione da tre a quindici anni; coloro che la dirigono, con la morte (1).
La insurrezione si considera armata anche se le armi sono soltanto tenute in un luogo di deposito.
(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
Art. 283
- Attentato contro la costituzione dello Stato -
Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
Articolo così modificato dalla L. 11 novembre 1947, n. 1317.
Art. 284
- Insurrezione armata contro i poteri dello Stato -
Chiunque promuove un'insurrezione armata contro i poteri dello Stato è punito con l'ergastolo e, se l'insurrezione avviene, con la morte (1).
Coloro che partecipano alla insurrezione sono puniti con la reclusione da tre a quindici anni; coloro che la dirigono, con la morte (1).
La insurrezione si considera armata anche se le armi sono soltanto tenute in un luogo di deposito.
(1) La pena di morte è stata soppressa e sostituita con l'ergastolo.
si parla di ordinamento militare, non credo che al quaeda abbia intenzione di farsi riconoscere come gruppo militare e che le "temibilissime" camicie verdi padane (gente che frequenta più le osterie di paese che neanche i gruppi d'assalto militari) abbiano intenzione di dichiararsi tali.
travaglio ha scritto una vaccata che era retaggio della paura di ricostruzione del partito fascista.
nel 2010 penso che non ci sia più bisogno.
tu pensi che siano persone più use a frequentare osterie che altro.
L'articolo abrogato parla del reato di creazione di bande armate con fini anche solo vagamente politici. Non mi sembra che sia un discorso legato solo ai rimasugli di paura del fascismo, è proprio che una cosa del genere non dev'essere permessa.
(edited)
travaglio ha scritto una vaccata che era retaggio della paura di ricostruzione del partito fascista.
nel 2010 penso che non ci sia più bisogno.
tu pensi che siano persone più use a frequentare osterie che altro.
L'articolo abrogato parla del reato di creazione di bande armate con fini anche solo vagamente politici. Non mi sembra che sia un discorso legato solo ai rimasugli di paura del fascismo, è proprio che una cosa del genere non dev'essere permessa.
(edited)
L'articolo abrogato parla del reato di creazione di bande armate con fini anche solo vagamente politici. Non mi sembra che sia un discorso legato solo ai rimasugli di paura del fascismo, è proprio che una cosa del genere non dev'essere permessa.
dieko, ha ragione Pinkerton
l'articolo è ridondante, la banda armata è comunque vietata
esistono altri articoli del codice penale che la vietano, senza mettere di mezzo la politica
per esempio:
art. 306 c.p.
Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell'articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per ciò solo, alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.
Per il solo fatto di partecipare alla banda armata, la pena è della reclusione da tre a nove anni.
I capi o i sovventori della banda armata soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori
dieko, ha ragione Pinkerton
l'articolo è ridondante, la banda armata è comunque vietata
esistono altri articoli del codice penale che la vietano, senza mettere di mezzo la politica
per esempio:
art. 306 c.p.
Quando, per commettere uno dei delitti indicati nell'articolo 302, si forma una banda armata, coloro che la promuovono o costituiscono od organizzano, soggiacciono, per ciò solo, alla pena della reclusione da cinque a quindici anni.
Per il solo fatto di partecipare alla banda armata, la pena è della reclusione da tre a nove anni.
I capi o i sovventori della banda armata soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori
Ma allora come mai l'avvocato invoca il nuovo articolo per scampare alla condanna ?
Art. 284
Aspetta aspetta, ma c'è ancora la pena di morte in Italia????
Aspetta aspetta, ma c'è ancora la pena di morte in Italia????
Dieko, Balù ti ha già risposto, il consiglio che posso darti io nel mio piccolo è quello di non credere a tutte le vaccate che le "grandi firme" ti vendono. Anche loro devono vendere copie
Ma allora come mai l'avvocato invoca il nuovo articolo per scampare alla condanna ?
perchè gli altri articoli parlano di "banda ARMATA", quindi se non ci sono le armi non c'è reato
il reato abrogato invece sta sul "vago" e parla di "organizzazioni paramilitari" rimettendone nei fatti al giudice la determinazione, il che significa che con un giudice particolarmente severo anche un campo di BoyScout potrebbe essere visto come un reato da carcere
nel caso della ronde padane,ecc le armi non ci sono
perchè gli altri articoli parlano di "banda ARMATA", quindi se non ci sono le armi non c'è reato
il reato abrogato invece sta sul "vago" e parla di "organizzazioni paramilitari" rimettendone nei fatti al giudice la determinazione, il che significa che con un giudice particolarmente severo anche un campo di BoyScout potrebbe essere visto come un reato da carcere
nel caso della ronde padane,ecc le armi non ci sono
Art. 284
Aspetta aspetta, ma c'è ancora la pena di morte in Italia????
si e no
ovvero il codice in alcuni punti parla di pena di morte, ma essendo stata abolita, non viene applicata
Aspetta aspetta, ma c'è ancora la pena di morte in Italia????
si e no
ovvero il codice in alcuni punti parla di pena di morte, ma essendo stata abolita, non viene applicata
Infatti, a questo punto anche monaci zen con armi sono banda armata
E l'episodio del processo in questione non riguarda una banda armata ? Forse ricordo male ma non erano quelli dell'autoblindo ?
non sono ancora convinto.
“Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto
comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la
numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello
che puniva col carcere da 1 a 10 anni “ch i u n q u e
promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di
carattere militare, le quali perseguono, anche
indirettamente, scopi politici” e si organizzano per
compiere “azioni di violenza o minaccia”.
Questi atteggiamenti quale legge li punisce?
“Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto
comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la
numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello
che puniva col carcere da 1 a 10 anni “ch i u n q u e
promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di
carattere militare, le quali perseguono, anche
indirettamente, scopi politici” e si organizzano per
compiere “azioni di violenza o minaccia”.
Questi atteggiamenti quale legge li punisce?
I Vescovi contro Berlusconi per una bestemmia
Francamente, quest'uomo mi terrorizza sempre più per la sua mancanza di buon senso, e soprattutto di senso del ruolo che occupa.
Francamente, quest'uomo mi terrorizza sempre più per la sua mancanza di buon senso, e soprattutto di senso del ruolo che occupa.
E l'episodio del processo in questione non riguarda una banda armata ? Forse ricordo male ma non erano quelli dell'autoblindo ?
no
quelli sono stati condannati al carcere, uno dei "serenissimi" nel carcere ci morì ...
e comunque non era un autoblindo, ma un trattore con paratie di legno, poco più di un carro da carnevale
no
quelli sono stati condannati al carcere, uno dei "serenissimi" nel carcere ci morì ...
e comunque non era un autoblindo, ma un trattore con paratie di legno, poco più di un carro da carnevale