Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
ESSENDO un fisico teorico che vive a Cambridge, ho vissuto la mia vita in una bolla di eccezionale privilegio. Cambridge è una città insolita, tutta incentrata su una delle grandi università del pianeta. All’interno di questa città, la comunità scientifica di cui sono entrato a far parte quando avevo vent’anni è ancora più esclusiva. E all’interno di questa comunità scientifica, il gruppo ristretto di fisici teorici internazionali con cui ho trascorso la mia vita lavorativa potrebbe a volte essere tentato di vedersi come un apogeo. In aggiunta a tutto questo, con la celebrità che mi hanno procurato i miei libri e l’isolamento imposto dalla malattia, ho la netta impressione che la mia torre d’avorio diventi sempre più alta.
Pertanto, faccio parte senza dubbio di quelle élite che recentemente, in America e in Gran Bretagna, sono oggetto di un inequivocabile rigetto. L’elettorato britannico ha deciso di uscire dall’Unione Europea, i cittadini americani hanno scelto Donald Trump come prossimo presidente.
Qualunque cosa possiamo pensare di queste decisioni, non c’è alcun dubbio, nella mente dei commentatori, che siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader.
Tutti sembrano d’accordo nel dire che è stato il momento in cui i dimenticati hanno parlato, trovando la voce per rigettare il consiglio e la guida degli esperti e delle élite di ogni latitudine.
Io non faccio eccezione a questa regola. Prima del voto sulla Brexit ho lanciato l’allarme sugli effetti negativi che avrebbe avuto per la ricerca scientifica in Gran Bretagna, ho detto che uscire dall’Unione Europea sarebbe stato un passo indietro: e l’elettorato — o almeno una parte sufficientemente ampia di esso — non si è curato del mio parere così come non si è curato del parere di tutti gli altri leader politici, sindacalisti, artisti, scienziati, imprenditori e personaggi famosi che hanno dato lo stesso consiglio inascoltato al resto del Paese.
Quello che conta adesso, molto più delle vittorie della Brexit e di Trump, è come reagiranno le élite. Dovremmo, a nostra volta, rigettare questi risultati elettorali liquidandoli come sfoghi di un populismo grossolano che non tiene in considerazione i fatti, e cercare di aggirare o circoscrivere le scelte che rappresentano? A mio parere sarebbe un terribile errore.
Le inquietudini che sono alla base di questi risultati elettorali e che concernono le conseguenze economiche della globalizzazione e dell’accelerazione del progresso tecnologico sono assolutamente comprensibili. L’automatizzazione delle fabbriche ha già decimato l’occupazione nell’industria tradizionale e l’ascesa dell’intelligenza artificiale probabilmente allargherà questa distruzione di posti di lavoro anche alle classi medie, lasciando in vita solo i lavori di assistenza personale, i ruoli più creativi o le mansioni di supervisione.
Tutto questo a sua volta accelererà la disuguaglianza economica, che già si sta allargando in tutto il mondo. Internet, e le piattaforme che rende possibili, consentono a gruppi molto ristretti di persone di ricavare profitti enormi con un numero di dipendenti ridottissimo. È inevitabile, è il progresso: ma è anche socialmente distruttivo.
Tutto questo va affiancato al crac finanziario, che ha rivelato a tutti che un numero ristrettissimo di individui che lavorano nel settore finanziario possono accumulare compensi smisurati, mentre tutti gli altri fanno da garanti e si accollano i costi quando la loro avidità ci conduce alla deriva. Complessivamente, quindi, viviamo in un mondo in cui la disuguaglianza finanziaria si sta allargando invece di ridursi, e in cui molte persone rischiano di veder scomparire non soltanto il loro tenore di vita, ma la possibilità stessa di guadagnarsi da vivere. Non c’è da stupirsi che cerchino un nuovo sistema, e Trump e la Brexit possono dare l’impressione di offrirlo.
C’è da dire anche che un’altra conseguenza indesiderata della diffusione globale di Internet e dei social media è che la natura nuda e cruda di queste disuguaglianze è molto più evidente che in passato. Per me la possibilità di usare la tecnologia per comunicare è stata un’esperienza liberatoria e positiva. Senza di essa, già da molti anni non sarei più stato in grado di lavorare.
Ma significa anche che le vite delle persone più ricche nelle parti più prospere del pianeta sono dolorosamente visibili a chiunque, per quanto povero, abbia accesso a un telefono. E visto che ormai nell’Africa subsahariana sono più numerose le persone con un telefono che quelle che hanno accesso ad acqua pulita, fra non molto significherà che quasi nessuno, nel nostro pianeta sempre più affollato, potrà sfuggire alla disuguaglianza.
Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: i poveri delle aree rurali affluiscono nelle città spinti dalla speranza, ammassandosi nelle baraccopoli. E poi spesso, quando scoprono che il nirvana promesso da Instagram non è disponibile là, lo cercano in altri Paesi, andando a ingrossare le fila sempre più nutrite dei migranti economici in cerca di una vita migliore. Questi migranti a loro volta mettono sotto pressione le infrastrutture e le economie dei Paesi in cui arrivano, minando la tolleranza e alimentando ancora di più il populismo politico.
Per me, l’aspetto veramente preoccupante di tutto questo è che mai come adesso, nella storia, è stato maggiore il bisogno che la nostra specie lavori insieme. Dobbiamo affrontare sfide ambientali spaventose: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare, il sovrappopolamento, la decimazione di altre specie, le epidemie, l’acidificazione degli oceani.
Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.
Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle. Se vogliamo avere una possibilità di riuscirci, è indispensabile che i leader mondiali riconoscano che hanno fallito e che stanno tradendo le aspettative della maggior parte delle persone. Con le risorse sempre più concentrate nelle mani di pochi, dovremo imparare a condividere molto più di quanto facciamo adesso.
Non stanno scomparendo solo posti di lavoro, ma interi settori, e dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo, e sostenerle finanziariamente mentre lo fanno. Se le comunità e le economie non riescono a sopportare gli attuali livelli di immigrazione, dobbiamo fare di più per incoraggiare lo sviluppo globale, perché è l’unico modo per convincere milioni di migranti a cercare un futuro nel loro Paese.
Possiamo riuscirci, io sono di un ottimismo sfrenato sulle sorti della mia specie: ma sarà necessario che le élite, da Londra a Harvard, da Cambridge a Hollywood,
imparino le lezioni di quest’ultimo anno. Che imparino, soprattutto, una certa umiltà.
Stephen Hawking
Pertanto, faccio parte senza dubbio di quelle élite che recentemente, in America e in Gran Bretagna, sono oggetto di un inequivocabile rigetto. L’elettorato britannico ha deciso di uscire dall’Unione Europea, i cittadini americani hanno scelto Donald Trump come prossimo presidente.
Qualunque cosa possiamo pensare di queste decisioni, non c’è alcun dubbio, nella mente dei commentatori, che siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader.
Tutti sembrano d’accordo nel dire che è stato il momento in cui i dimenticati hanno parlato, trovando la voce per rigettare il consiglio e la guida degli esperti e delle élite di ogni latitudine.
Io non faccio eccezione a questa regola. Prima del voto sulla Brexit ho lanciato l’allarme sugli effetti negativi che avrebbe avuto per la ricerca scientifica in Gran Bretagna, ho detto che uscire dall’Unione Europea sarebbe stato un passo indietro: e l’elettorato — o almeno una parte sufficientemente ampia di esso — non si è curato del mio parere così come non si è curato del parere di tutti gli altri leader politici, sindacalisti, artisti, scienziati, imprenditori e personaggi famosi che hanno dato lo stesso consiglio inascoltato al resto del Paese.
Quello che conta adesso, molto più delle vittorie della Brexit e di Trump, è come reagiranno le élite. Dovremmo, a nostra volta, rigettare questi risultati elettorali liquidandoli come sfoghi di un populismo grossolano che non tiene in considerazione i fatti, e cercare di aggirare o circoscrivere le scelte che rappresentano? A mio parere sarebbe un terribile errore.
Le inquietudini che sono alla base di questi risultati elettorali e che concernono le conseguenze economiche della globalizzazione e dell’accelerazione del progresso tecnologico sono assolutamente comprensibili. L’automatizzazione delle fabbriche ha già decimato l’occupazione nell’industria tradizionale e l’ascesa dell’intelligenza artificiale probabilmente allargherà questa distruzione di posti di lavoro anche alle classi medie, lasciando in vita solo i lavori di assistenza personale, i ruoli più creativi o le mansioni di supervisione.
Tutto questo a sua volta accelererà la disuguaglianza economica, che già si sta allargando in tutto il mondo. Internet, e le piattaforme che rende possibili, consentono a gruppi molto ristretti di persone di ricavare profitti enormi con un numero di dipendenti ridottissimo. È inevitabile, è il progresso: ma è anche socialmente distruttivo.
Tutto questo va affiancato al crac finanziario, che ha rivelato a tutti che un numero ristrettissimo di individui che lavorano nel settore finanziario possono accumulare compensi smisurati, mentre tutti gli altri fanno da garanti e si accollano i costi quando la loro avidità ci conduce alla deriva. Complessivamente, quindi, viviamo in un mondo in cui la disuguaglianza finanziaria si sta allargando invece di ridursi, e in cui molte persone rischiano di veder scomparire non soltanto il loro tenore di vita, ma la possibilità stessa di guadagnarsi da vivere. Non c’è da stupirsi che cerchino un nuovo sistema, e Trump e la Brexit possono dare l’impressione di offrirlo.
C’è da dire anche che un’altra conseguenza indesiderata della diffusione globale di Internet e dei social media è che la natura nuda e cruda di queste disuguaglianze è molto più evidente che in passato. Per me la possibilità di usare la tecnologia per comunicare è stata un’esperienza liberatoria e positiva. Senza di essa, già da molti anni non sarei più stato in grado di lavorare.
Ma significa anche che le vite delle persone più ricche nelle parti più prospere del pianeta sono dolorosamente visibili a chiunque, per quanto povero, abbia accesso a un telefono. E visto che ormai nell’Africa subsahariana sono più numerose le persone con un telefono che quelle che hanno accesso ad acqua pulita, fra non molto significherà che quasi nessuno, nel nostro pianeta sempre più affollato, potrà sfuggire alla disuguaglianza.
Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti: i poveri delle aree rurali affluiscono nelle città spinti dalla speranza, ammassandosi nelle baraccopoli. E poi spesso, quando scoprono che il nirvana promesso da Instagram non è disponibile là, lo cercano in altri Paesi, andando a ingrossare le fila sempre più nutrite dei migranti economici in cerca di una vita migliore. Questi migranti a loro volta mettono sotto pressione le infrastrutture e le economie dei Paesi in cui arrivano, minando la tolleranza e alimentando ancora di più il populismo politico.
Per me, l’aspetto veramente preoccupante di tutto questo è che mai come adesso, nella storia, è stato maggiore il bisogno che la nostra specie lavori insieme. Dobbiamo affrontare sfide ambientali spaventose: i cambiamenti climatici, la produzione alimentare, il sovrappopolamento, la decimazione di altre specie, le epidemie, l’acidificazione degli oceani.
Insieme, tutti questi problemi ci ricordano che ci troviamo nel momento più pericoloso nella storia dello sviluppo dell’umanità. Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta. Forse fra qualche secolo avremo creato colonie umane fra le stelle, ma in questo momento abbiamo un solo pianeta, e dobbiamo lavorare insieme per proteggerlo.
Per farlo è necessario abbattere le barriere interne ed esterne alle nazioni, non costruirle. Se vogliamo avere una possibilità di riuscirci, è indispensabile che i leader mondiali riconoscano che hanno fallito e che stanno tradendo le aspettative della maggior parte delle persone. Con le risorse sempre più concentrate nelle mani di pochi, dovremo imparare a condividere molto più di quanto facciamo adesso.
Non stanno scomparendo solo posti di lavoro, ma interi settori, e dobbiamo aiutare le persone a riqualificarsi per un nuovo mondo, e sostenerle finanziariamente mentre lo fanno. Se le comunità e le economie non riescono a sopportare gli attuali livelli di immigrazione, dobbiamo fare di più per incoraggiare lo sviluppo globale, perché è l’unico modo per convincere milioni di migranti a cercare un futuro nel loro Paese.
Possiamo riuscirci, io sono di un ottimismo sfrenato sulle sorti della mia specie: ma sarà necessario che le élite, da Londra a Harvard, da Cambridge a Hollywood,
imparino le lezioni di quest’ultimo anno. Che imparino, soprattutto, una certa umiltà.
Stephen Hawking
ho letto "essendo un fisico teorico che vive a cambridge" e clic sono uscito dal thread:D poi ci ho ripensato e ho sbagliato:D:D:D
scherzi a parte molto interessante e ben scritto.
p.s. da umile ignorante dissento su "Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta" è reale solo la seconda parte di questa frase,abbiamo la teconologia per annientare la nostra specie ,la terra ha vissuto milioni di anni senza di noi penso possa farlo ancora.
(edited)
scherzi a parte molto interessante e ben scritto.
p.s. da umile ignorante dissento su "Possediamo la tecnologia per distruggere il pianeta su cui viviamo, ma non abbiamo ancora sviluppato la capacità di fuggire da questo pianeta" è reale solo la seconda parte di questa frase,abbiamo la teconologia per annientare la nostra specie ,la terra ha vissuto milioni di anni senza di noi penso possa farlo ancora.
(edited)
Nel 2030 si stima che i mari non avranno più pesce.
Nei mari e nei suoli sotterriamo scorie radioattive e abbiamo un problema reale perché più produciamo e più creiamo rifiuti.
Il nostro stile alimentare non è sostenibile perché non segue più il ritmo naturale del pianeta.
Oltre a questo abbiamo delle bombe capaci di porre fine all'esistenza della razza umana nel giro di giorni o ore.
Per me dice bene
Ed è solo una parte del problema
(edited)
Nei mari e nei suoli sotterriamo scorie radioattive e abbiamo un problema reale perché più produciamo e più creiamo rifiuti.
Il nostro stile alimentare non è sostenibile perché non segue più il ritmo naturale del pianeta.
Oltre a questo abbiamo delle bombe capaci di porre fine all'esistenza della razza umana nel giro di giorni o ore.
Per me dice bene
Ed è solo una parte del problema
(edited)
il mio commento è estremamente negativo.
Faccio la lista:
1 prima di tutto:
non sei un politologo, nè un economista, quindi in questi ambiti spari vaccate quanto un contadino sopra un trattore..
SPECIFICALO ESPRESSAMENTE. Gli intellettuali dimenticano regolarmente il fatto che fuori dal loro ambito sono degli ignoranti.
2essere elite:
non è vero, il massimo a cui hai avuto accesso son dei soldini per la ricerca ed un po' di notorietà.
Elite è POTERE. Tu potere non ne hai.
3rabbia:
siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader
le inquietudini [...] sono comprensibili
l'ipotesi che ABBIANO RAGIONE LORO non è neppure presa in considerazione.
Disgustoso atto implicito di affermazione di superiorità intellettuale (farlocca)
4teorie economiche/politiche farlocche:
-effetti negativi brexit sulle ricerche
-automazione= disoccupazione
-IA = concentrazione della ricchezza
-diffuzione tecnologie = effetto di dimostrazione amplificato che implica immigrazione di massa..
UNA FRACCA DI CAGATE.
5assenza di un'affermazione ideologica.
il mercato produce questo, va corretto o no?
e poi manca la risposta alla domanda CHI DEVE FARE COSA (lo stato fa le regole redistributive o il ricco fa la carità?)
6conclusione: umiltà
l'umiltà è la chiosa finale di una non-proposta che segue ad una non-analisi.
COSA SIGNIFICA? niente. in pratica il nulla più assoluto, ma fa tanto progressista..
Io francamente di chiacchere al vento ne ho lette troppe. Vorrei ricominciare a leggere un pochino di sostanza, ma soprattutto vorrei un po' più di responsabilità nel fare discorsi di questa importanza.
Faccio la lista:
1 prima di tutto:
non sei un politologo, nè un economista, quindi in questi ambiti spari vaccate quanto un contadino sopra un trattore..
SPECIFICALO ESPRESSAMENTE. Gli intellettuali dimenticano regolarmente il fatto che fuori dal loro ambito sono degli ignoranti.
2essere elite:
non è vero, il massimo a cui hai avuto accesso son dei soldini per la ricerca ed un po' di notorietà.
Elite è POTERE. Tu potere non ne hai.
3rabbia:
siamo di fronte a un grido di rabbia da parte di persone che si sono sentite abbandonate dai loro leader
le inquietudini [...] sono comprensibili
l'ipotesi che ABBIANO RAGIONE LORO non è neppure presa in considerazione.
Disgustoso atto implicito di affermazione di superiorità intellettuale (farlocca)
4teorie economiche/politiche farlocche:
-effetti negativi brexit sulle ricerche
-automazione= disoccupazione
-IA = concentrazione della ricchezza
-diffuzione tecnologie = effetto di dimostrazione amplificato che implica immigrazione di massa..
UNA FRACCA DI CAGATE.
5assenza di un'affermazione ideologica.
il mercato produce questo, va corretto o no?
e poi manca la risposta alla domanda CHI DEVE FARE COSA (lo stato fa le regole redistributive o il ricco fa la carità?)
6conclusione: umiltà
l'umiltà è la chiosa finale di una non-proposta che segue ad una non-analisi.
COSA SIGNIFICA? niente. in pratica il nulla più assoluto, ma fa tanto progressista..
Io francamente di chiacchere al vento ne ho lette troppe. Vorrei ricominciare a leggere un pochino di sostanza, ma soprattutto vorrei un po' più di responsabilità nel fare discorsi di questa importanza.
Punto 1.
Pensa a un utente di Sokker che diritto ha di giudicare il pensiero di un altro :)
Pensa a un utente di Sokker che diritto ha di giudicare il pensiero di un altro :)
non sarei così drastico pupe...
il messaggio subliminale che vuole far passare, secondo me, è quello:
"inutile avere il consenso dei gruppi di harvard e cambridge, quando poi la gente va a votare ti pialla"
che è un pò quello che si ho sempre detto, la cornutazza ammmeeericana ha buon gioco a raccontarle a Yale o ai radical chic, poi a votare ci vanno anche altri.
Il problema è il distacco feroce tra una parte di popolazione (che pretende di decidere di guadagnare e di concedersi tutto) e il resto delle persone che devono remare.
Che è poi il discorso del referendum, secondo me renzi pensava ad una affluenza del 45-50% (che sulla sua persona poteva far infilare il filotto), quando poi vanno a votare il 70-75% delle persone (anche coloro che sono stanchi di una certa classe politica) ti fottono.
lui sta cercando di dire che brexit, trump et similia sono figli degli stessi che hanno cercato di fermarli, senza quel distacco ideologico e sociale chiuso negli ambienti chic il voto sarebbe stato differente. In pratica, se per anni fai il cazzaro non puoi pretendere in 6 mesi di raccogliere frutti perchè ti invitano alla sorbona o a oxford, la strada la devi macinare prima, le suole devi consumarle sempre, se smetti di correre sei finito.
Riavvicinamento.
L'esempio - inascoltato da renzi - è quello italiano; se incontri e ottieni il supporto della delegazione degli industriali di bacedasco terme (per esempio) frega un cazzo a nessuno, alle urne si presentano anche gli operai di quegli industriali. Sorridere davanti ai leaders europei fa solo danni, torna a camminare per le strade e a capire il senso di una situazione che sta sfuggendo di mano, verosimilmente avrai risultati maggiori.
il messaggio subliminale che vuole far passare, secondo me, è quello:
"inutile avere il consenso dei gruppi di harvard e cambridge, quando poi la gente va a votare ti pialla"
che è un pò quello che si ho sempre detto, la cornutazza ammmeeericana ha buon gioco a raccontarle a Yale o ai radical chic, poi a votare ci vanno anche altri.
Il problema è il distacco feroce tra una parte di popolazione (che pretende di decidere di guadagnare e di concedersi tutto) e il resto delle persone che devono remare.
Che è poi il discorso del referendum, secondo me renzi pensava ad una affluenza del 45-50% (che sulla sua persona poteva far infilare il filotto), quando poi vanno a votare il 70-75% delle persone (anche coloro che sono stanchi di una certa classe politica) ti fottono.
lui sta cercando di dire che brexit, trump et similia sono figli degli stessi che hanno cercato di fermarli, senza quel distacco ideologico e sociale chiuso negli ambienti chic il voto sarebbe stato differente. In pratica, se per anni fai il cazzaro non puoi pretendere in 6 mesi di raccogliere frutti perchè ti invitano alla sorbona o a oxford, la strada la devi macinare prima, le suole devi consumarle sempre, se smetti di correre sei finito.
Riavvicinamento.
L'esempio - inascoltato da renzi - è quello italiano; se incontri e ottieni il supporto della delegazione degli industriali di bacedasco terme (per esempio) frega un cazzo a nessuno, alle urne si presentano anche gli operai di quegli industriali. Sorridere davanti ai leaders europei fa solo danni, torna a camminare per le strade e a capire il senso di una situazione che sta sfuggendo di mano, verosimilmente avrai risultati maggiori.
a mio parere da queste analisi sfugge sempre la cosa più semplice ma potente.
Che hanno ragione gli elettori.
Ed hanno torto le autoproclamate elite intellettuali.
I giornalisti, i commentatori, i politologi, i dirigenti/manager, i ricercatori (quando parlano al di fuori del proprio ambito di specializzazione), i professori (idem), i professionisti (idem) si ritengono intellettualmente più capaci del resto della popolazione, ma si sbagliano!!!!
sono spessissimo succubi di pregiudizi e soprattutto del principio di autorità, ciò li rende spesso meno capaci di interpretare la realtà!
Che hanno ragione gli elettori.
Ed hanno torto le autoproclamate elite intellettuali.
I giornalisti, i commentatori, i politologi, i dirigenti/manager, i ricercatori (quando parlano al di fuori del proprio ambito di specializzazione), i professori (idem), i professionisti (idem) si ritengono intellettualmente più capaci del resto della popolazione, ma si sbagliano!!!!
sono spessissimo succubi di pregiudizi e soprattutto del principio di autorità, ciò li rende spesso meno capaci di interpretare la realtà!
ma ci mancherebbe, la democrazia è stato il passaggio determinante.
quello che leggo è un pò l'appello di una persona che, secondo me, aveva captato (tra gli studenti, le famiglie, i finanziatori) un malessere che nessuno ha voluto ascoltare. se poi lui ero contro la brexit sono - sinceramente - cavoli suoi, non mi riguarda, ma credo che abbia fatto presente i sintomi di una strategia che si stava sgretolando quando, paradossalmente, riavvicinando quella frattura anche la democrazia avrebbe potuto offrire soluzioni differenti.
è un ragionamento logico
quello che leggo è un pò l'appello di una persona che, secondo me, aveva captato (tra gli studenti, le famiglie, i finanziatori) un malessere che nessuno ha voluto ascoltare. se poi lui ero contro la brexit sono - sinceramente - cavoli suoi, non mi riguarda, ma credo che abbia fatto presente i sintomi di una strategia che si stava sgretolando quando, paradossalmente, riavvicinando quella frattura anche la democrazia avrebbe potuto offrire soluzioni differenti.
è un ragionamento logico
bella è bella, poi però si arriva qui...
ma sarà necessario che le élite...
e insomma LOL; quando mai può accadere una cosa simile in natura ?
(edited)
ma sarà necessario che le élite...
e insomma LOL; quando mai può accadere una cosa simile in natura ?
(edited)
La Merkel dichiara:
- investimenti per ridurre gli immigrati
- divieto del burqa
Cool
- investimenti per ridurre gli immigrati
- divieto del burqa
Cool
Per me si sta cagando addosso la wurstel.....
Se continua a rompere la fava con il suo dottrinismo la spediscono su Marte....si è correttamente rimessa ad ascoltare la base...
Se continua a rompere la fava con il suo dottrinismo la spediscono su Marte....si è correttamente rimessa ad ascoltare la base...
renzie si è dimesso
adesso faranno una legge per impedire ai 5S di vincere (sicuro), poi elezioni?
prima di settembre 2017 quando scatteranno le pensioni per i parlamentari?
vedremo
adesso faranno una legge per impedire ai 5S di vincere (sicuro), poi elezioni?
prima di settembre 2017 quando scatteranno le pensioni per i parlamentari?
vedremo
Se continua a rompere la fava con il suo dottrinismo la spediscono su Marte
Sara' interessante capire quando parte la prima colonia nello spazio come sara' la costituzione e la tipologia di governo
Sara' interessante capire quando parte la prima colonia nello spazio come sara' la costituzione e la tipologia di governo