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Subject: [POLITICA]

2016-12-20 14:15:11
none.

il diritto al lavoro è una cosa.
il sussidio a patto che tu accetti qualsiasi lavoro è fondamentalmente lo stesso di dire "se non servi devi crepare".

non c'è investimento nella società.
Se si proponessero politiche attive contro la povertà e l'esclusione SENZA CONDIZIONI sarebbe una cosa differente.

Purtroppo tutto parte dalla retorica del merito (ti devi meritare di stare al mondo!!!) e sfocia nel darwinismo sociale.
Il M5S da questo punto di vista è un partito di destra, dato che pretende di usare il criterio del "merito" e non del diritto.

Purtroppo son concetti fuori moda, ma è importante ribadirli.

il pedante sicuramente argomenta meglio di me qui

e qui
2016-12-20 16:40:12
il sussidio a patto che tu accetti qualsiasi lavoro è fondamentalmente lo stesso di dire "se non servi devi crepare".

Cosa intendi per "qualsiasi lavoro", scusa?!

Purtroppo tutto parte dalla retorica del merito (ti devi meritare di stare al mondo!!!) e sfocia nel darwinismo sociale.

Cosa c'entra il merito?! Stiamo parlando di un diritto. Io sarei per erogarlo a prescindere dal lavoro (che poi è la versione autentica del reddito di base), anche se ci sarebbe da fare uno studio sulla dinamica dei prezzi indotta.

Il pedante ho provato a leggerlo, ma tira una supercazzola non indifferente. Ci riproverò quando cambierà il nick in il prolisso. Almeno uno si arma di pazienza.

(edited)
2016-12-20 17:20:33
fai lo sforzo, merita.

cmq il senso è che condizionare il sussidio a QUALCOSA annulla il concetto stesso di diritto.

un diritto ( soprattutto se inalienabile, che ne so per esempio la salute) non può essere condizionato.
( poi con il buonsenso eh.. la condizione di presentare la domanda è una cosa, la condizione di accettare di emigrare in un'altra regione ben altro..)
2016-12-21 15:09:49
2016-12-21 15:32:20
a me sembra così semplice. L'automazione massiva genera aumenti di produttività a spese dell'occupazione. Il fatto che si potrebbe lavorare molte meno ore senza intaccare i livelli di produzione e di produttività è un valore che verrà intascato solo da una % infinitesima della popolazione.
Questo è scorretto, perché la realizzazione dell'automazione è stata possibile anche grazie al sangue buttato da tutti in 250 anni di storia dell'industrializzazione e post industrializzazione. Dalle privazioni che la classe medio/bassa sta patendo negli ultimi anni, ecc ecc ecc. Insomma i robot non sono solo bulloni e circuiti assemblati e montati a spese del capitale, ma anche un punto in cui la nostra civiltà è arrivata grazie a tutte le sue parti.
Da questo, e non dalla carità, deriva il diritto al reddito integrativo per la carenza strutturale di lavoro, che si acuirà sempre di più nel futuro e porterà a danni decisivi quando l'accumulo delle generazioni passate si sarà esaurito (parlo delle case dei nostri padri e nonni, per chi ha la fortuna di averle, e i redditi da pensione degli stessi).
Infine, proprio per quanto sopra, sarebbe maggior interesse proprio di quella % privilegiata di popolazione che intascherà (sta intascando) i benefici dell'automazione, regredire parte di questi ultimi a chi, altrimenti, moterà il conflitto sociale fino alle estreme conseguenze.
In parte sta già succedendo perché i generi di prima necessità, anche ben impacchettati, sono tenuti a prezzi innaturalmente bassi, dalla distribuzione dei discount (eurospin, in's e compagnia) dove trovi un litro di latte alta digeribilità (probabilmente tarocco) a 90cent e una busta da 250g di insalata a 89cent, uno yogurt a 29cent e una bottiglia di vino decoroso, con tanto di bottiglia simil figa, a 1 euro.
Spero che ci sia la saggezza di bilanciare certe ingiustizie non solo sociali, ma anche logiche, con correttivi come il reddito di cittadinanza che, socondo me, dovrebbe essere chiamato con un nome diverso che richiami l'integrazione al reddito come risarcimento parziale di tutta la pressione e i danni che questo prograsso innaturale ci ha ingollato.
2016-12-21 15:48:45
L'automazione massiva genera aumenti di produttività a spese dell'occupazione

la premessa a mio parere è discutibile.
L'automazione genera nuovi ambiti di lavoro.
Ieri facevamo, oggi controlliamo, manuteniamo, gestiamo la compliance, riprogettiamo, studiamo, confrontiamo, usiamo, ci approvigioniamo, dismettiamo le macchine (o i sw..) che operano.

Al netto di questo, a mio parere va sempre capito che se un'azienda produce 100 e distribuisce 1 in stipendi ciò dipende dalla forza delle parti nella contrattazione, non dagli strumenti usati per produrre.
2016-12-21 16:02:12
Sono d'accordo con pupe che tra l'altro poco tempo fa ha postato un grafico con la relazione tra disoccupazione e automatizzazione.

Risultava che la nazione più automatizzata è la Corea che guarda caso è quella che ha MENO disoccupazione.

Dice bene pupe, ieri c'era il maniscalco, oggi il gommista. 100 anni fa i programmatori non esistevano. I robot che costruiscono auto nemmeno, peró qualcuno deve progettarli, costruirli, pensarli.

I lavori cambiano. La disoccupazione in Italia è data dalle politiche di austeritá che sono obbligatorie con l'euro.

Cambiare l'euro per una moneta sovrana è condizione necessaria per vedere migliorare la disoccupazione
2016-12-21 20:10:55
el pupe a felix
L'automazione massiva genera aumenti di produttività a spese dell'occupazione

la premessa a mio parere è discutibile.
L'automazione genera nuovi ambiti di lavoro.
Ieri facevamo, oggi controlliamo, manuteniamo, gestiamo la compliance, riprogettiamo, studiamo, confrontiamo, usiamo, ci approvigioniamo, dismettiamo le macchine (o i sw..) che operano.

Al netto di questo, a mio parere va sempre capito che se un'azienda produce 100 e distribuisce 1 in stipendi ciò dipende dalla forza delle parti nella contrattazione, non dagli strumenti usati per produrre.

una standing ovation per quest'uomo!!!
2016-12-21 20:18:44
Nuovi ambiti che, però, a dispetto dell'aumento della popolazione, vanno in rapporto di 1 a 10.
Non è una mia idea, è abbastanza condiviso che la richiesta di lavoro è in marcato calo e, mi pare, chiunque ne può fare anche esperienza diretta nel mondo reale.
E se in azienda da 10000 restano in 1000 certo che il potere contrattuale peggiora. Di più, anche se quei 1000 ottengono qualcosa che ne è dei 9000 che sono a spasso?
Perché è di questo che si tratta, non di lotta di classe ma di gente che non serve proprio più per tirare avanti, manco come salariati che consumano, perché la globalizzazione dà modo di scremare mercati in espansione fregandosi dell'equilibrio in quelli ristagnanti.
(edited)
(edited)
2016-12-21 20:24:33
comunque anche il modo in cui si lavora si sta evolvendo a mio avviso.....

mentre prima era molto complesso lavorare per conto proprio adesso non lo è più come un tempo....

non bisogna prendere in considerazione solo il dipendente che lavora in fabbrica.... è un lavoro bellissimo.... il problema però è che ogni volta che si parla di lavoro si finisce a discutere partendo dal preconcetto che gli unici lavoratori in italia siano gli operai :)
2016-12-21 20:29:47
Vero, ma è una questione di numeri, siamo tantissimi e tutte le forme alternative non assorbono l'esigenza e la situazione peggiora, come peggiorano le condizioni che un singolo autonomo solo di nome, ma non di fatto, può strappare a un amazon o a un Google, per i propri servigi. Immagino i traduttori da casa pagati pochi euro a pagina per un lavoro di estrema qualità svilito dalla massa di gente disperata disposta ad accettare un tozzo di pane, raffermo per giunta.
La situazione è disperata e peggiorerà.
2016-12-21 20:36:27
non la vedo in modo pessimistico come te :)

ma forse sono solo stato particolarmente fortunato nella mia vita ad incontrare persone... lungo il mio cammino... che nonostante questa forte selezione e questa carenza di lavoro tanto decantata... non solo da te... ma anche dai media... alla fine lavorano e sono molto soddisfatti di quello che fanno.

Certamente è tutto diventato più competitivo, ma non credo che questo sia un male... alla fine è giusto che sia così dato che le competenze dei più si stanno livellando verso l'alto :)
2016-12-21 22:39:01
secondo mei fatti dimostrano una realtà differente, sono le economie più avanzate e con il maggior tasso di automazione/innovazione/informatizzazione ad avere i tassi di disoccupazione più bassi.
2016-12-22 07:34:17
corretto ma limitato, andrebbe guardato il tasso di natalità....

comunque si torna sempre al punto di partenza, i paesi che hanno puntato su ricerca e sviluppo soffrono meno sulla disoccupazione (e su altri fattori)...

quindi l'italia è in pole position, ovviamente.....
2016-12-22 07:58:09
i paesi che hanno puntato su ricerca e sviluppo soffrono meno sulla disoccupazione (e su altri fattori)...

tipo?

per dire in germania gli indici di investimento sono in continuo calo..
loro hanno puntato sulla deflazione salariale.. quindi non servono investimenti per produrre profitti, basta bloccare la quota salari.
2016-12-22 10:00:36
Soffrono meno anche sulla velocità di trasformazione industriale, trovano privati che investono in ricerca con spazio per nuove assunzioni e trasformazioni industriali per esempio