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Subject: [POLITICA]

2017-01-08 15:56:36
per lo stesso motivo per cui stavano con farage,
i m5s dovrebbero unirsi al gruppo della lega nord, che mi pare stia con le pen.
o ci sono altri gruppi euroscettici che possono inglobarequei 7 punti?
2017-01-08 15:57:57
Sul M5S, Bagnai aveva chiamato il bluff ancora 5 anni fa...
Ero piuttosto scettico sulla sua posizione, ma nel giro di un paio di mesi mi ero convinto.
Peccato, perché le potenzialità erano (e in parte lo sono ancora) enormi, così come per Tsipras o Podemos. Ma come dimostrano i loro flop (insieme a quello di Sanders) e come dimostrano i successi della Brexit e di Trump, le uniche forze che possono scardinare realmente il sistema arrivano da destra.
2017-01-08 16:25:59
non che il M5S sia di sinistra eh
e cmq è inevitabile che arrivino da destra, la sinistra si è venduta, quindi...
2017-01-08 16:46:24
Beh, io il M5S lo considero di sinistra. E' molto più simile alla social-democrazia nord europea che al neo-liberismo delle cosidette "sinistre" europee con il portafoglio a destra, tipo il PD...
2017-01-08 17:08:26
Ma con Farage, per quanto anche lui era per molti versi inascoltabile, potevi avere l'affinità nella (condivisibile) critica al regime burocratico europeo.
Ma poi proponi di passare al suo opposto?!
LoL!

E poi, comunque, i gruppi parlamentari non contano una sega nulla, se non sei nella maggioranza. (altro motivo per cui quel pachiderma istituzionale andrebbe fatto crollare).
2017-01-08 19:05:58
Ecco Bagnai che chiamava il bluff 3 anni fa:



L'aveva già chiamato prima, ma qui il video rende bene.
2017-01-08 19:37:10
per Diamanti: dai che ce la puoi fare! ;)



se non altro fa vedere qualche grafico, è già qualcosa rispetto al nulla solito
2017-01-09 10:50:39
Occhio, che come tutti noi umani, anche Bagnai ha detto le sue belle cappellate.
Voglio dire, quando mi capita lo ascolto sempre con interesse, ma attenzione a non cadere nel fideismo...
2017-01-09 11:12:12
com'era che prima erano contro l'euro e in 24h sono passati pro euro?
2017-01-09 11:14:34
Credo che tecnicamente si chiami avere la faccia come il culo.
2017-01-09 11:15:43
spettacolo :-)
2017-01-09 12:14:12
ho letto il messaggio sul blog di grillo.. onestamente c'è scritto qualcosa di diverso da come viene presentato..

In pratica scrivono che si associano con questi per motivi di opportunità istituzionale (perchè nel democraticissimo parlamento EU non hai diritto di parola se non sei in un gruppo..), ma restano completamente liberi di votare ciò che vogliono.
In pratica vale l'osservazione fatta a suo tempo per l'UKIP, non ti ci devi sposare, nè condividere le idee..

Il clamore che questa vicenda solleva a me lascia perplesso. Dove avete letto che il M5S è diventato a favore dell'euro? (ma pure il contrario eh.. dove sarebbe scritto?)
2017-01-09 12:28:28
Sei malvagio a prestarti da punchball per demolire il m5s!
2017-01-09 12:29:40
no son serio.
Io sul M5S ho già scritto cosa penso (male oramai)

ma su questa vicenda sono scettico, mi pare un po' deboluccia come accusa.
2017-01-09 12:31:32
Va bene, ci sto.
Mettiamo su questo teatrino dopo la pausa pranzo!
2017-01-09 14:31:03
sarà il cognome... mah...




M5s di lotta e ora di governo

di Stefano Feltri | 9 gennaio 2017

Ci sono i Cinque Stelle di lotta, ma ci sono anche i Cinque Stelle di governo. Le regole del Parlamento europeo penalizzano chi non entra in alcun gruppo parlamentare: è una scelta che forse preserva la purezza, ma che esclude di fatto dai lavori. E rende quindi la presenza a Bruxelles inutile.

Fin dal 2014, Beppe Grillo e i suoi hanno deciso che fare alleanze era inevitabile. L’accoppiata con Nigel Farage e il suo Ukip è sempre stata un po’ spuria, visto che il M5s sarà anche “populista” e “sovranista”, ma non certo anti-europeista nel modo aggressivo e distruttivo degli indipendentisti inglesi. Anzi, nel lavoro quotidiano delle commissioni i Cinque Stelle sono sempre stati molto pragmatici, perfino collaborativi, a differenza degli esponenti di altri movimenti euro-critici come la Lega Nord o il Front National di Marine Le Pen. Su diversi temi, come per esempio le barriere commerciali contro il dumping cinese, hanno addirittura costruito dei fronti trasversali che coinvolgevano anche i socialisti, prendendo l’iniziativa e guidando la campagna.

Nonostante i tentativi del post di Grillo di sostenere che con i liberali di Alde ci sono grandi affinità, comunque, la possibile alleanza con i liberali è altrettanto eterogenea almeno quanto quella con Farage. Difficile trovare la sintesi tra un movimento euroscettico e uno federalista che annovera tra i suoi membri, per esempio, Sylvie Goulard, coautrice di un libro sull’Europa con Mario Monti. E fino a poco fa c’era perfino Olli Rehn che da commissario europeo ha imposto l’austerità all’Italia nel 2011.

Tra i punti di dialogo alla base dell’intesa Alde-M5s spicca per la sua assenza, infatti, qualunque argomento europeo (Alde è contro l’austerità ma favorevole al trattato commerciale Ttip, sul quale i deputati Cinque Stelle hanno diversi gradi di scetticismo).

Rimanere con un gruppo destinato a diventare irrilevante con l’avvio della Brexit, Efdd con Farage, non aveva senso. I Verdi non hanno voluto imbarcare rappresentanti di un movimento con la fama di populista e anti-sistema. Restava l’irrilevanza dei non allineati o Alde. E il leader dei liberali, Guy Verhofstadt, è alla disperata ricerca dei voti che gli permettano di conquistare la presidenza dell’Europarlamento: ha l’appoggio del presidente uscente Martin Schulz e del capo della Commissione Ue Jean Claude Juncker. Uno dei suoi sfidanti diretti, il socialista Gianni Pittella, potrebbe finire per sostenerlo perché da solo non ha i numeri per imporsi ma ha comunque deciso di rompere la grande coalizione con i popolari (che candidano Antonio Tajani). Una coalizione di centrosinistra è possibile e si rafforza parecchio con il possibile ingresso dei 17 deputati Cinque Stelle.

Il Movimento a Bruxelles si dimostra assai più propenso a rifiutare l’isolamento per giocare da protagonista pur sapendo che qualunque scelta (presa in Italia dal vertice o dai parlamentari) causerà critiche e malcontento. La svolta verso Alde avrà due conseguenze. Primo: attenuare l’immagine anti-euro e anti-Ue del Movimento, utile evoluzione in vista delle prossime elezioni politiche in Italia, anche se Grillo dovrà contenere gli esponenti più euroscettici, da Marco Zanni fino ad Alessandro Di Battista. La seconda conseguenza è dare il segnale che, a certe condizioni, il M5s può fare alleanze con i partiti tradizionali, persino con quelli guidati da leader di puro establishment come Verhofstadt. E questo, per quanto faccia arrabbiare la base, terrorizza gli avversari italiani dei Cinque Stelle molto più della vicinanza a Farage.

di Stefano Feltri | 9 gennaio 2017