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Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
se io dico che in un certo punto hai detto una sciocchezza e lo documento puntualmente è una cosa di cui dovresti essermi grato
se tu come al solito generalizzi ecco che stai attaccando la persona
se tu come al solito generalizzi ecco che stai attaccando la persona
è una cosa di cui dovresti essermi grato
e´esattamente quel che ti ho detto. mi sento addirittura meglio
e´esattamente quel che ti ho detto. mi sento addirittura meglio
A giudicare dagi articoli del c.p. postati da Baluba non direi che funzioni esattamente così.
Vediamo se interviene qualcuno che ne capisce più di me...
Vediamo se interviene qualcuno che ne capisce più di me...
Per favore continuate il dialogo a due via skmail, dubito che interessi agli altri utenti del forum
io non voglio continuare per niente, ha solo da evitare attacchi alla persona e limitarsi al topic
il 270 cp e il d.lgs 43/1948 non possono essere confusi nè l'uno ingloba l'altro
Art. 270.
Associazioni sovversive.
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette e idonee a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l'ordinamento politico e giuridico dello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
D.Lgs. 14 febbraio 1948, n. 43.
“Divieto delle associazioni di carattere militare”
1. Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali
perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni.
è impossibile non capire che si tratta di ambiti differenti
e il caso della "Guardia Nazionale padana" ai fini processuali non rientra assolutamente nel primo ma entra con tutte le scarpe nel secondo.
è quello che sostenevo!
Art. 270.
Associazioni sovversive.
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette e idonee a sovvertire violentemente gli ordinamenti economici o sociali costituiti nello Stato ovvero a sopprimere violentemente l'ordinamento politico e giuridico dello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.
D.Lgs. 14 febbraio 1948, n. 43.
“Divieto delle associazioni di carattere militare”
1. Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali
perseguono, anche indirettamente, scopi politici, è punito con la reclusione da uno a dieci anni.
è impossibile non capire che si tratta di ambiti differenti
e il caso della "Guardia Nazionale padana" ai fini processuali non rientra assolutamente nel primo ma entra con tutte le scarpe nel secondo.
è quello che sostenevo!
dirige associazioni di carattere militare
ora spiegatemi la gerarchia militare della guardia padana.........
ora spiegatemi la gerarchia militare della guardia padana.........
uno dice : oggi comando io!
un altro dice : ok, ma domani tocca a me se no non vengo
tutti gli altri : ok, basta che poi ci facciamo un goccetto da bepi
:P
un altro dice : ok, ma domani tocca a me se no non vengo
tutti gli altri : ok, basta che poi ci facciamo un goccetto da bepi
:P
mi proporrò con il ruolo di maresciallo di campo, così dal bepi bevo per primo io.
Proveremo contro un muro... chi di noi ce l'ha più duro!
cit: Manola
cit: Manola
Blog | di Paolo Flores d'Arcais
4 ottobre 2010
Arriva il papa, Costituzione sospesa
Che il ducetto bestemmiatore sia disposto a tutto per riconquistarsi l’omertà della Chiesa gerarchica può apparire scontato. Che il suo ministro degli interni – di un partito che celebrava i riti pagani celtici! – fosse pronto, con analogo bacio della pantofola clericale, a calpestare i diritti costituzionali più elementari dei cittadini di Palermo, sarà solo l’ennesimo “stupro della Costituzione” che giustamente Di Pietro ha addebitato a questo regime ogni giorno più infame.
Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo dello Stato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.
Ieri, infatti, a Palermo sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne questo sito non ha ancora protestato nessuno. Eppure è un vero e proprio “stupro della Costituzione” che venga rimosso uno striscione con cui dei cittadini volevano “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altri mezzo di diffusione” (articolo 21 della Costituzione italiana, teoricamente non ancora abrogato). Quello striscione sarebbe stato un diritto anche qualora vi fosse stato scritto “Abbasso Ratzinger!” in tutte le sue articolazioni e varianti, sia chiaro. Invece riportava semplicemente una frase del vangelo di Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, parole che per Ratzinger dovrebbero essere le parole stesse di Dio, ma che solerti funzionari del governo del bestemmiatore e del celtico hanno fatto rimuovere, facendo intervenire addirittura i vigili del fuoco.
E non basta: nella libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, di quelle poche librerie (vale per tutta l’Italia) che sono ancora centri di vita culturale anziché meri supermarket del libro, era affisso un ironico cartello che diceva “I love Milingo” [vedi video youtube qui annesso]. La polizia lo ha tolto, senza alcun mandato di alcun magistrato, violando non solo l’articolo 21 ma anche l’articolo 14, della Costituzione, che recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.
Di fronte a tutto questo non è accettabile il silenzio, i furbi “distinguo”, le tiepide “prese di distanza”. E se gli intellettuali corrivi tacciono, lanciamo dai siti web una raccolta di firme.
Non solo. Chi ha ordinato di togliere striscioni e cartelli ha commesso un reato. E in Italia l’azione penale è obbligatoria. Ci domandiamo cosa aspetti la procura di Palermo ad aprire una inchiesta per individuare i responsabili di tali prevaricazioni, i mandanti – in tutta la loro catena gerarchica, perché i poliziotti obbediscono ai prefetti e i prefetti al ministro dell’interno e al primo ministro bestemmiatore – di questa inammissibile violazioni delle nostre libertà più elementari.
4 ottobre 2010
Arriva il papa, Costituzione sospesa
Che il ducetto bestemmiatore sia disposto a tutto per riconquistarsi l’omertà della Chiesa gerarchica può apparire scontato. Che il suo ministro degli interni – di un partito che celebrava i riti pagani celtici! – fosse pronto, con analogo bacio della pantofola clericale, a calpestare i diritti costituzionali più elementari dei cittadini di Palermo, sarà solo l’ennesimo “stupro della Costituzione” che giustamente Di Pietro ha addebitato a questo regime ogni giorno più infame.
Ma che di fronte a tanta enormità i giornali che si definiscono “indipendenti” non facciano titoli di scatola, che i loro editorialisti sempre pronti a sbandierare i “valori liberali” facciano spallucce, che le opposizioni Pd e altri Casini neppure si accorgano dello scempio compiuto, che il Capo dello Stato, che rappresenta l’unità della nazione sotto il vincolo della Costituzione, faccia lo gnorri, tutto questo lascia esterrefatti e agghiacciati.
Ieri, infatti, a Palermo sono state sospese le libertà costituzionali, e tranne questo sito non ha ancora protestato nessuno. Eppure è un vero e proprio “stupro della Costituzione” che venga rimosso uno striscione con cui dei cittadini volevano “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altri mezzo di diffusione” (articolo 21 della Costituzione italiana, teoricamente non ancora abrogato). Quello striscione sarebbe stato un diritto anche qualora vi fosse stato scritto “Abbasso Ratzinger!” in tutte le sue articolazioni e varianti, sia chiaro. Invece riportava semplicemente una frase del vangelo di Matteo, 21,13: “La mia casa è casa di preghiera ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri”, parole che per Ratzinger dovrebbero essere le parole stesse di Dio, ma che solerti funzionari del governo del bestemmiatore e del celtico hanno fatto rimuovere, facendo intervenire addirittura i vigili del fuoco.
E non basta: nella libreria “Altroquando”, una delle librerie storiche di Palermo, di quelle poche librerie (vale per tutta l’Italia) che sono ancora centri di vita culturale anziché meri supermarket del libro, era affisso un ironico cartello che diceva “I love Milingo” [vedi video youtube qui annesso]. La polizia lo ha tolto, senza alcun mandato di alcun magistrato, violando non solo l’articolo 21 ma anche l’articolo 14, della Costituzione, che recita: “Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale”.
Di fronte a tutto questo non è accettabile il silenzio, i furbi “distinguo”, le tiepide “prese di distanza”. E se gli intellettuali corrivi tacciono, lanciamo dai siti web una raccolta di firme.
Non solo. Chi ha ordinato di togliere striscioni e cartelli ha commesso un reato. E in Italia l’azione penale è obbligatoria. Ci domandiamo cosa aspetti la procura di Palermo ad aprire una inchiesta per individuare i responsabili di tali prevaricazioni, i mandanti – in tutta la loro catena gerarchica, perché i poliziotti obbediscono ai prefetti e i prefetti al ministro dell’interno e al primo ministro bestemmiatore – di questa inammissibile violazioni delle nostre libertà più elementari.
ora spiegatemi la gerarchia militare della guardia padana.........
mah, chiedetela a loro, oppure andate a leggervi i fascicoli delle indagini. Di sicuro c'era una divisa, cosa vietata dalla legge appena abolita. Ed era portata avanti a un partito di governo.
Oltretutto cercare di coprire un errore di sottovalutazione con della facile ironia mi sembra un errore piuttosto grosso. Vi ricordo che la Lega ha già fatto approvare diverse leggi anticostituzionali, tanto per dirne una.
mah, chiedetela a loro, oppure andate a leggervi i fascicoli delle indagini. Di sicuro c'era una divisa, cosa vietata dalla legge appena abolita. Ed era portata avanti a un partito di governo.
Oltretutto cercare di coprire un errore di sottovalutazione con della facile ironia mi sembra un errore piuttosto grosso. Vi ricordo che la Lega ha già fatto approvare diverse leggi anticostituzionali, tanto per dirne una.
Allora dieko facciamo a capirci, vuoi scommettere che se osservavamo le varie federazioni di giovani comunisti trovavamo una struttura militare? Con capizona e varie ed eventuali. La divisa? I boy scouts ce l'hanno, alcuni seguono anche filoni politici (vatti a vedere chi era il fondatore). Ora cosa facciamo: inseguiamo i fantasmi perchè lo dice Travaglio?
La Danimarca entro il 2050 dirà addio ai combustibili fossili
Il premier Rasmussen: «Presenteremo un piano che riguarderà ogni settore della società. Con scelte difficili»
COPENAGHEN - Petrolio e altri combustibili fossili? La Sirenetta risponde «no grazie». La Danimarca ambisce infatti a raggiungere entro il 2050 la piena indipendenza dai combustibili fossili. L'obiettivo è indicato in un rapporto predisposto dalla Commissione governativa danese sul clima. «Il mio governo studierà le raccomandazioni del rapporto molto da vicino, e presenterà un percorso con una data per liberarci dai combustibili fossili», ha dichiarato il primo ministro danese Lars Rasmussen. «Saremo uno dei primi Paesi al mondo. Un piano per una transizione come questa toccherà ogni settore della società, e implicherà scelte molto difficili».
PROGETTI - Attualmente la Danimarca produce 3 mila megawatt eolici, in gran parte con impianti offshore, che dovrebbero salire a 18 mila MW nei prossimi 40 anni. Le tasse sull'energia prodotta da combustibili fossili dovrebbe crescere da 5 corone danesi (attualmente 0,67 euro) per gigajoule a 50 entro il 2030. Altri interventi dovrebbero riguardare l'introduzione di punti di ricarica per auto elettriche e il miglioramento del sistema di distribuzione dell'energia con l'installazione in tutte le case di contatori «intelligenti». Una prima rete di ricarica dedicata alle auto elettriche dovrebbe partire l'anno prossimo in contemporanea con Israele. «L'obiettivo è possibile», ha sottolineato il premier Rassmussen, «anche se ha implicazioni sul piano del debito e dei posti di lavoro vanno analizzate. Ma sappiamo che dobbiamo partire ora per raggiungerlo».
SCENARI - Secondo il rapporto della Commissione sul clima, la discesa dei costi per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, insieme alla crescita dei prezzi dei combustibili fossili renderanno «sorprendentemente limitato» il costo della conversione dell’attuale modello produttivo a uno scenario di sostenibilità energetica. Inoltre la limitazione dei consumi concorrerà significativamente al raggiungimento di questo risultato.
RISCALDAMENTO DOMESTICO - Per arrivare agli obiettivi prefissati, fondamentale è il ruolo giocato dal riscaldamento domestico, specie in un Paese dal clima sicuramente non favorevole come la Danimarca. Il rapporto della Commissione sottolinea l'importanza dell'energia ricavata dalle biomasse e il contributo che altre fonti rinnovabili, come il solare, il geotermico e le pompe di calore potranno dare alle reti di teleriscaldamento.
viene da chiedersi...italia dove sei?
Il premier Rasmussen: «Presenteremo un piano che riguarderà ogni settore della società. Con scelte difficili»
COPENAGHEN - Petrolio e altri combustibili fossili? La Sirenetta risponde «no grazie». La Danimarca ambisce infatti a raggiungere entro il 2050 la piena indipendenza dai combustibili fossili. L'obiettivo è indicato in un rapporto predisposto dalla Commissione governativa danese sul clima. «Il mio governo studierà le raccomandazioni del rapporto molto da vicino, e presenterà un percorso con una data per liberarci dai combustibili fossili», ha dichiarato il primo ministro danese Lars Rasmussen. «Saremo uno dei primi Paesi al mondo. Un piano per una transizione come questa toccherà ogni settore della società, e implicherà scelte molto difficili».
PROGETTI - Attualmente la Danimarca produce 3 mila megawatt eolici, in gran parte con impianti offshore, che dovrebbero salire a 18 mila MW nei prossimi 40 anni. Le tasse sull'energia prodotta da combustibili fossili dovrebbe crescere da 5 corone danesi (attualmente 0,67 euro) per gigajoule a 50 entro il 2030. Altri interventi dovrebbero riguardare l'introduzione di punti di ricarica per auto elettriche e il miglioramento del sistema di distribuzione dell'energia con l'installazione in tutte le case di contatori «intelligenti». Una prima rete di ricarica dedicata alle auto elettriche dovrebbe partire l'anno prossimo in contemporanea con Israele. «L'obiettivo è possibile», ha sottolineato il premier Rassmussen, «anche se ha implicazioni sul piano del debito e dei posti di lavoro vanno analizzate. Ma sappiamo che dobbiamo partire ora per raggiungerlo».
SCENARI - Secondo il rapporto della Commissione sul clima, la discesa dei costi per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili, insieme alla crescita dei prezzi dei combustibili fossili renderanno «sorprendentemente limitato» il costo della conversione dell’attuale modello produttivo a uno scenario di sostenibilità energetica. Inoltre la limitazione dei consumi concorrerà significativamente al raggiungimento di questo risultato.
RISCALDAMENTO DOMESTICO - Per arrivare agli obiettivi prefissati, fondamentale è il ruolo giocato dal riscaldamento domestico, specie in un Paese dal clima sicuramente non favorevole come la Danimarca. Il rapporto della Commissione sottolinea l'importanza dell'energia ricavata dalle biomasse e il contributo che altre fonti rinnovabili, come il solare, il geotermico e le pompe di calore potranno dare alle reti di teleriscaldamento.
viene da chiedersi...italia dove sei?
la prima regola non scritta che sarebbe però da abolire è di seguire tutto ciò che dice travaglio :D
(edited)
(edited)
uhm, ma la Maersk? se s'incazza pesa per un bel percentile d'economia danese...