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Subject: [POLITICA]
Caspita anche stavolta non siamo riusciti a liberarci di quelle zecche dei radicali...pur di esserci, anche sto giro hanno venduto il c##o al PD
solo perché c'era il PD disponibile, altrimenti lo avrebbero venduto a qualcun'altro eh
La democrazia è contarsi.
Ben venga.
Tra l'altro presentarsi e/o allearsi con un partito +europa adesso, in italia, vuol dire avere grande fiuto politico.
Ben venga.
Tra l'altro presentarsi e/o allearsi con un partito +europa adesso, in italia, vuol dire avere grande fiuto politico.
invece a mio parere c'è ancora una larga maggioranza di illusi e autorazzisti che crede che lo straniero attraversi le alpi per offrirci le figliole bionde procaci.
per offrirci le figliole bionde procaci.
dove? dove? slurp
dove? dove? slurp
i radicali restano l'unico partito-movimento che rispetto
Fondi europei: Polonia, un modello da seguire con il 97,5% di finanziamenti spesi
La Polonia ne è, in termini assoluti, il primo beneficiario netto, dopo la sua adesione all’Ue nel 2004; infatti nel periodo 2007-2013, ha ricevuto finanziamenti per 80 miliardi di euro, di cui 67,3 miliardi provenienti da fondi strutturali e di coesione, e 14 miliardi da finanziamenti per l’agricoltura e la pesca.
Dal sito del Ministero è possibile constatare che a fronte dei 74 miliardi investiti, ben il 97,5% dei fondi della programmazione 2007-2013, c’è stato un ritorno, in contratti stipulati di circa 98 miliardi di euro, con 24 miliardi di utili.
Anche nella nuova programmazione 2014-2020, la Polonia riceverà ben 82,5 miliardi di euro tra fondi strutturali e di coesione.
Dopo 10 anni di adesione all’Ue, tracciando un bilancio consultivo dell’utilizzo dei fondi europei strutturali, emerge che la Polonia è riuscita a creare più di 300mila posti di lavoro, 25 mila nuove aziende, nonché a costruire 11 mila km di strade e ponti, 1661 km di linee ferroviarie, rinnovando il parco mezzi del trasporto pubblico locale e riqualificando i quartieri periferici, aprendo nuove scuole pubbliche, un museo della scienza, ospedali digitalizzati ed una galleria del vento. Inoltre sono stati creati 40 mila km di linee internet a banda larga e fatti investimenti nel settore della ricerca scientifica e sviluppo.
“Una chiave del successo della Polonia nei fondi europei – come ha affermato il ministro dello sviluppo regionale polacco alla trasmissione Report – sta senza dubbio nell’aver creato a livello centrale un ufficio che si è occupato del coordinamento e della programmazione dei fondi, controllando passo per passo tutte le attività di regioni e provincie, verificando i progetti e lo stato di avanzamento, e che poi a sua volta ha reso conto direttamente al Governo.” (2)
Detto che probabilmente l’Europa porta luci e ombre ci sarebbe da sfruttare il momento come hanno fatto in Polonia.
Prendere quanto più possibile dai fondi e rendere il processo trasparente
Poi se vogliamo uscire, usciamo, ma le opportunità andrebbero colte
La Polonia ne è, in termini assoluti, il primo beneficiario netto, dopo la sua adesione all’Ue nel 2004; infatti nel periodo 2007-2013, ha ricevuto finanziamenti per 80 miliardi di euro, di cui 67,3 miliardi provenienti da fondi strutturali e di coesione, e 14 miliardi da finanziamenti per l’agricoltura e la pesca.
Dal sito del Ministero è possibile constatare che a fronte dei 74 miliardi investiti, ben il 97,5% dei fondi della programmazione 2007-2013, c’è stato un ritorno, in contratti stipulati di circa 98 miliardi di euro, con 24 miliardi di utili.
Anche nella nuova programmazione 2014-2020, la Polonia riceverà ben 82,5 miliardi di euro tra fondi strutturali e di coesione.
Dopo 10 anni di adesione all’Ue, tracciando un bilancio consultivo dell’utilizzo dei fondi europei strutturali, emerge che la Polonia è riuscita a creare più di 300mila posti di lavoro, 25 mila nuove aziende, nonché a costruire 11 mila km di strade e ponti, 1661 km di linee ferroviarie, rinnovando il parco mezzi del trasporto pubblico locale e riqualificando i quartieri periferici, aprendo nuove scuole pubbliche, un museo della scienza, ospedali digitalizzati ed una galleria del vento. Inoltre sono stati creati 40 mila km di linee internet a banda larga e fatti investimenti nel settore della ricerca scientifica e sviluppo.
“Una chiave del successo della Polonia nei fondi europei – come ha affermato il ministro dello sviluppo regionale polacco alla trasmissione Report – sta senza dubbio nell’aver creato a livello centrale un ufficio che si è occupato del coordinamento e della programmazione dei fondi, controllando passo per passo tutte le attività di regioni e provincie, verificando i progetti e lo stato di avanzamento, e che poi a sua volta ha reso conto direttamente al Governo.” (2)
Detto che probabilmente l’Europa porta luci e ombre ci sarebbe da sfruttare il momento come hanno fatto in Polonia.
Prendere quanto più possibile dai fondi e rendere il processo trasparente
Poi se vogliamo uscire, usciamo, ma le opportunità andrebbero colte
Sicilia, fondi Ue spesi in sagre e presepi. Bruxelles blocca rimborsi per 70 milioni
162mila euro per il presepe di Custonaci, 70mila per il giro podistico di Castelbuono, 45mila per la settimana santa di Enna e ben 315mila per "la Scala illuminata" del santo patrono di Caltagirone... Così la Regione ha impiegato risorse vincolate al finanziamento di iniziative "di grande richiamo turistico". La Commissione: "Insieme frammentato di attività sporadiche, nessuna visione strategica". E nei conti di Crocetta si apre un buco
2015
162mila euro per il presepe di Custonaci, 70mila per il giro podistico di Castelbuono, 45mila per la settimana santa di Enna e ben 315mila per "la Scala illuminata" del santo patrono di Caltagirone... Così la Regione ha impiegato risorse vincolate al finanziamento di iniziative "di grande richiamo turistico". La Commissione: "Insieme frammentato di attività sporadiche, nessuna visione strategica". E nei conti di Crocetta si apre un buco
2015
Sicilia, Regione non riesce a spenderli: l’Ue si riprende 21,5 milioni per l’agricoltura. E altri 180 sono a rischio
In 7 anni Palazzo d'Orleans non è riuscito a distribuire tutti i 2, 2 miliardi del Programma di sviluppo rurale 2007–2013. Non solo: il Tar ha annullato l'assegnazione di 320 milioni per le colture bio. Nella sua circolare, Bruxelles prevedeva distinzioni tra i diversi tipi di piantagioni: differenze assenti nel documento della Regione. Ora le 8mila aziende aggiudicatarie potrebbero essere costrette a dare indietro i 180 milioni. Il che decreterebbe la morte settore
2016
(edited)
In 7 anni Palazzo d'Orleans non è riuscito a distribuire tutti i 2, 2 miliardi del Programma di sviluppo rurale 2007–2013. Non solo: il Tar ha annullato l'assegnazione di 320 milioni per le colture bio. Nella sua circolare, Bruxelles prevedeva distinzioni tra i diversi tipi di piantagioni: differenze assenti nel documento della Regione. Ora le 8mila aziende aggiudicatarie potrebbero essere costrette a dare indietro i 180 milioni. Il che decreterebbe la morte settore
2016
(edited)
Per cui va bene dirci che l’Europa ci penalizza ma diciamo anche che non abbiamo saputo cogliere le opportunità
discorso vecchio ma sempre in voga :)
http://goofynomics.blogspot.it/2017/12/ancora-sui-fondi-europei.html
la polonia non è in una situazione paragonabile alla nostra, hanno una propria moneta ed una banca, e non credo siano contribuenti netti
http://goofynomics.blogspot.it/2017/12/ancora-sui-fondi-europei.html
la polonia non è in una situazione paragonabile alla nostra, hanno una propria moneta ed una banca, e non credo siano contribuenti netti
Sicuramente le situazioni sono differenti.
Quello che dico è che se mettiamo nel paniere l’1% del PIL e non prendiamo/investiamo poi i fondi che ci spettano il problema si amplifica.
Ed in questo caso è mala gestione italiana da sistemare fintanto che siamo dentro
Quello che dico è che se mettiamo nel paniere l’1% del PIL e non prendiamo/investiamo poi i fondi che ci spettano il problema si amplifica.
Ed in questo caso è mala gestione italiana da sistemare fintanto che siamo dentro