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Subject: [POLITICA]
mentre a 6 mesi dall'entrata in vigore (antidemocratica) del CETA registriamo l'impennata delle importazioni e la fermata delle esportazioni di beni agricoli voglio ricordare chi lo ha sostenuto, partendo dal nuovo delfino del regime, il ministro Calenda:
ad imperitura memoria
ad imperitura memoria
Incredibile che importiamo melma e non riusciamo a esportare i nostri prodotti di qualità
già calenda, quella greca.
personaggio tra i più squallidi del panorama governativo.
abbiamo cacciato uno eletto perchè andava a puttane e abbiamo tirato in casa gente che ci manderà a puttane ma senza divertimento.
che squallore. la devastazione del dop più importante (grana padano) cui seguirà anche quella del parmigiano è solo dovuta a miopia e arroganza politica.
il loro benessere deve prevalere su ogni altra cosa
personaggio tra i più squallidi del panorama governativo.
abbiamo cacciato uno eletto perchè andava a puttane e abbiamo tirato in casa gente che ci manderà a puttane ma senza divertimento.
che squallore. la devastazione del dop più importante (grana padano) cui seguirà anche quella del parmigiano è solo dovuta a miopia e arroganza politica.
il loro benessere deve prevalere su ogni altra cosa
sono servi e spesso non ne hanno neppure la coscienza
non è incredibile, anzi è normalissimo vista la nostra situazione (ne parliamo da aaaaanni ormai)
fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/03/23/camere-napolitano-il-voto-ha-bocciato-lauto-esaltazione-del-pd-al-sud-partiti-condannati-da-clientelismo-e-corruzione/4245569/
Aprendo la seduta al Senato e inaugurando di fatto la XVIII legislatura, il presidente emerito della Repubblica ha pronunciato un discorso che suona come una bocciatura del Partito Democratico. Ad ascoltarlo sugli scranni di Palazzo Madama anche Matteo Renzi, nel suo primo giorno da parlamentare "semplice".
Il voto del 4 marzo ha “mostrato quanto poco avesse convinto l’auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza”. Un giudizio politico che porta in calce la firma di Giorgio Napolitano. Aprendo la Seduta di Palazzo Madama e inaugurando di fatto la XVIII legislatura, il presidente emerito della Repubblica ha pronunciato la parola definitiva sul modo in cui il Partito Democratico si è posto nei confronti delle esigenze dei cittadini in campagna elettorale.
“Il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre governi ha subìto una drastica sconfitta ed è stato respinto all’opposizione“, ha sentenziato Napolitano parlando a Palazzo Madama nel giorno in cui Camera e Senato si procede alla prima votazione per eleggere i presidenti. “Sulla scena politica nazionale – ha proseguito – il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il Paese”.
“Gli elettori hanno premiato straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso le posizioni di più radicale contestazione – ha proseguito l’ex capo dello Stato nella sua disanima del voto – di vera e propria rottura rispetto al passato. La contestazione è scaturita da forti motivi sociali: disuguaglianze, ingiustizie, impoverimenti e arretramenti nella condizione di vasti ceti, comprendenti famiglie del popolo e della classe media. E in modo particolare – aggiunge Napolitano – ha pesato il senso di un cronico, intollerabile squilibrio tra Nord e Sud tale da generare una dilagante ribellione nelle regioni meridionali. Sono stati condannati in blocco – anche per i troppi esempi da essi dati di clientelismo e corruzione – i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle Regioni”.
Nel risultato scaturito dalle elezioni politiche, ha proseguito Napolitano nella veste di Presidente del Senato – ha contato molto il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme”. Un discorso che è suonato ai più come una bocciatura della “narrazione” scelta nell’ultimo periodo trascorso alla guida del Partito Democratico da Matteo Renzi, in Aula a Palazzo Madama, seduto tra Francesco Bonifazi e Teresa Bellanova, nel suo primo giorno da senatore “semplice”.
“Occorre corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese – ha proseguito Napolitano – si tratta di far leva sull’interesse generale dell’Italia. Esso poggia innanzitutto sul senso, che non può mancare, di un comune destino italiano ed europeo. Per quanto anche a questo proposito – aggiunge l’ex capo dello Stato – nulla può più darsi per irreversibile o scontato”.
quindi, fatemi capire, lui rimprovera il PD (ma non solo, visto che nelle ultime legislature insieme al PD ha governato anche FI) per quello che ha fatto negli ultimi anni...
...
scusatemi...
ma lui dov'era???
alzaimer?
Aprendo la seduta al Senato e inaugurando di fatto la XVIII legislatura, il presidente emerito della Repubblica ha pronunciato un discorso che suona come una bocciatura del Partito Democratico. Ad ascoltarlo sugli scranni di Palazzo Madama anche Matteo Renzi, nel suo primo giorno da parlamentare "semplice".
Il voto del 4 marzo ha “mostrato quanto poco avesse convinto l’auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza”. Un giudizio politico che porta in calce la firma di Giorgio Napolitano. Aprendo la Seduta di Palazzo Madama e inaugurando di fatto la XVIII legislatura, il presidente emerito della Repubblica ha pronunciato la parola definitiva sul modo in cui il Partito Democratico si è posto nei confronti delle esigenze dei cittadini in campagna elettorale.
“Il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre governi ha subìto una drastica sconfitta ed è stato respinto all’opposizione“, ha sentenziato Napolitano parlando a Palazzo Madama nel giorno in cui Camera e Senato si procede alla prima votazione per eleggere i presidenti. “Sulla scena politica nazionale – ha proseguito – il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il Paese”.
“Gli elettori hanno premiato straordinariamente le formazioni politiche che hanno espresso le posizioni di più radicale contestazione – ha proseguito l’ex capo dello Stato nella sua disanima del voto – di vera e propria rottura rispetto al passato. La contestazione è scaturita da forti motivi sociali: disuguaglianze, ingiustizie, impoverimenti e arretramenti nella condizione di vasti ceti, comprendenti famiglie del popolo e della classe media. E in modo particolare – aggiunge Napolitano – ha pesato il senso di un cronico, intollerabile squilibrio tra Nord e Sud tale da generare una dilagante ribellione nelle regioni meridionali. Sono stati condannati in blocco – anche per i troppi esempi da essi dati di clientelismo e corruzione – i circoli dirigenti e i gruppi da tempo stancamente governanti in quelle Regioni”.
Nel risultato scaturito dalle elezioni politiche, ha proseguito Napolitano nella veste di Presidente del Senato – ha contato molto il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme”. Un discorso che è suonato ai più come una bocciatura della “narrazione” scelta nell’ultimo periodo trascorso alla guida del Partito Democratico da Matteo Renzi, in Aula a Palazzo Madama, seduto tra Francesco Bonifazi e Teresa Bellanova, nel suo primo giorno da senatore “semplice”.
“Occorre corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese – ha proseguito Napolitano – si tratta di far leva sull’interesse generale dell’Italia. Esso poggia innanzitutto sul senso, che non può mancare, di un comune destino italiano ed europeo. Per quanto anche a questo proposito – aggiunge l’ex capo dello Stato – nulla può più darsi per irreversibile o scontato”.
quindi, fatemi capire, lui rimprovera il PD (ma non solo, visto che nelle ultime legislature insieme al PD ha governato anche FI) per quello che ha fatto negli ultimi anni...
...
scusatemi...
ma lui dov'era???
alzaimer?
ho l'impressione che salvini abbia fatto una cazzata... vedremo
ma da ignorante........... è davvero importante scannarsi per due cariche "nobiliari" che non contano una ceppa?
io boh
io boh
ma da ignorante
da "ignorante" ad "ignorante" ^_^
secondo me, per quello che mi è riuscito capire, il presidente del senato è importante perchè sostituisce il PdR in caso di assenza (fosse anche viaggio istituzionale all'estero);
quello della camera è importante per un disegno grillino. E' la Camera che decide in autonomia il taglio dei vitalizi e tutto quanto concerne il lato economico dei deputati (e forse anche dei senatori).
ma questo è quello che ho capito/inteso io...
da "ignorante" ad "ignorante" ^_^
secondo me, per quello che mi è riuscito capire, il presidente del senato è importante perchè sostituisce il PdR in caso di assenza (fosse anche viaggio istituzionale all'estero);
quello della camera è importante per un disegno grillino. E' la Camera che decide in autonomia il taglio dei vitalizi e tutto quanto concerne il lato economico dei deputati (e forse anche dei senatori).
ma questo è quello che ho capito/inteso io...
L'Italia è una Repubblica Parlamentare. I presidenti delle Camere contano eccome.
Il Presidente della camera rappresenta la Camera e ne assicura il buon funzionamento (art. 8 reg.).
In base al regolamento, il Presidente:
sovrintende all'applicazione del regolamento presso tutti gli organi della Camera e decide sulle questioni relative alla sua interpretazione acquisendo, ove lo ritenga opportuno, il parere della Giunta per il regolamento, che presiede; emana circolari e disposizioni interpretative del regolamento; decide, sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento, sulla ammissibilità dei progetti di legge, degli emendamenti e ordini del giorno, degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo;
cura l'organizzazione dei lavori della Camera convocando la Conferenza dei presidenti di gruppo e predisponendo, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dal regolamento, il programma e il calendario (art. 23 e 24 reg.);
presiede l'Assemblea e gli organi preposti alle funzioni di organizzazione dei lavori e di direzione generale della Camera (Ufficio di presidenza, Conferenza dei presidenti di gruppo, Giunta per il regolamento); nomina i componenti degli organi interni di garanzia istituzionale (Giunta per il regolamento, Giunta delle elezioni, Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell'art. 68 Cost.);
assicura il buon andamento dell'amministrazione interna della Camera, diretta dal Segretario generale, che ne risponde nei suoi riguardi (art. 67 reg.).
confermo, non conta un caxxo. alla fine decide sempre tutto la maggioranza e il governo (con voti di fiducia ecc ecc)
Il Presidente del Senato è Presidente della Repubblica Supplente. Ok. Ma per questioni di "ordinaria amministrazione" in caso di sua assenza. tutto qua.
In Italia è una figura farlocca il Presidente della Repubblica (vgs fantoccio Mattarella detto anche Ponzio Pilato) figuriamoci camera e senato
alla fine.... la Camera deciderà pure il taglio dei vitalizi. ok. Ma sempre deve essere votata, e se non c'è la maggioranza..... ciaone
In base al regolamento, il Presidente:
sovrintende all'applicazione del regolamento presso tutti gli organi della Camera e decide sulle questioni relative alla sua interpretazione acquisendo, ove lo ritenga opportuno, il parere della Giunta per il regolamento, che presiede; emana circolari e disposizioni interpretative del regolamento; decide, sulla base dei criteri stabiliti dal regolamento, sulla ammissibilità dei progetti di legge, degli emendamenti e ordini del giorno, degli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo;
cura l'organizzazione dei lavori della Camera convocando la Conferenza dei presidenti di gruppo e predisponendo, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza prescritta dal regolamento, il programma e il calendario (art. 23 e 24 reg.);
presiede l'Assemblea e gli organi preposti alle funzioni di organizzazione dei lavori e di direzione generale della Camera (Ufficio di presidenza, Conferenza dei presidenti di gruppo, Giunta per il regolamento); nomina i componenti degli organi interni di garanzia istituzionale (Giunta per il regolamento, Giunta delle elezioni, Giunta per le autorizzazioni richieste ai sensi dell'art. 68 Cost.);
assicura il buon andamento dell'amministrazione interna della Camera, diretta dal Segretario generale, che ne risponde nei suoi riguardi (art. 67 reg.).
confermo, non conta un caxxo. alla fine decide sempre tutto la maggioranza e il governo (con voti di fiducia ecc ecc)
Il Presidente del Senato è Presidente della Repubblica Supplente. Ok. Ma per questioni di "ordinaria amministrazione" in caso di sua assenza. tutto qua.
In Italia è una figura farlocca il Presidente della Repubblica (vgs fantoccio Mattarella detto anche Ponzio Pilato) figuriamoci camera e senato
alla fine.... la Camera deciderà pure il taglio dei vitalizi. ok. Ma sempre deve essere votata, e se non c'è la maggioranza..... ciaone
e aggiungo: vogliamo dire che (per citare gli ultimi) la Boldrini e Grasso hanno avuto una ben che minima importanza nella legislatura passata? Si, liberi di sparar cazzate (la prima) e di credersi un leader politico (il secondo).
Poi il resto è andato avanti a botte di colpi di stato e voti di fiducia. E Mattarella pecorone firmava tutto.
Poi il resto è andato avanti a botte di colpi di stato e voti di fiducia. E Mattarella pecorone firmava tutto.