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Subject: [POLITICA]
Mi ricordo male, o una volta Ciampi rifiutò Previti ministro?
ma non per le idee politiche..
non per le sue dichiarazioni..
perchè era stato l'avvocato di B. (presdelcons) e lo volevano mettere alla giustizia..
ma non per le idee politiche..
non per le sue dichiarazioni..
perchè era stato l'avvocato di B. (presdelcons) e lo volevano mettere alla giustizia..
TW LeU
segnalo qualche forma di vita intelligente tra le ceneri della sinistra, ma è sommersa dalla spazzatura.
segnalo qualche forma di vita intelligente tra le ceneri della sinistra, ma è sommersa dalla spazzatura.
Aiutami a ricordare con quale partito si è candidato questa deputata:
https://twitter.com/lauraboldrini/status/1000814655693053952
o questo senatore:
https://twitter.com/PietroGrasso/status/1000816870176493568
(edited)
https://twitter.com/lauraboldrini/status/1000814655693053952
o questo senatore:
https://twitter.com/PietroGrasso/status/1000816870176493568
(edited)
"controllo di legittimità"
il buon vecchio onida in 3 parole 30 significati diversi
il buon vecchio onida in 3 parole 30 significati diversi
controllo di legittimità significa controllo del fatto che una cosa sia coerente con le leggi.
mi si dica la "legge" violata allora.
mi si dica la "legge" violata allora.
appunto...
io onida lo conosco "bene" e ti posso garantire che dietro quel "legittimità" c'è un mondo tondo che ci gira intorno (cit.)
io onida lo conosco "bene" e ti posso garantire che dietro quel "legittimità" c'è un mondo tondo che ci gira intorno (cit.)
A me continua a sembrare una sfida a chi ce l’ha più duro tra Salvini e Mattarella.
Con il 32% dei voti M5S buttato nel cesso.
Con il 32% dei voti M5S buttato nel cesso.
Danilo Toninelli, a poche ore dalla rinuncia di Conte al mandato da Presidente del Consiglio dei Ministri, pubblica sulla sua pagina Facebook uno screenshot tratto dal testo della Costituzione di Costantino Mortati.
Il post di Toninelli ha solo questo commento:
Questo è Costantino Mortati da “Istituzioni di diritto pubblico”, quello che la Costituzione l’ha scritta.
Il testo che lo accompagna dice:
Il Presidente della Repubblica ha un ristretto margine di discrezionalità nella scelta del Presidente del Consiglio (mentre non ne ha alcuno nella scelta dei ministri, formalmente demandata al Presidente del Consiglio).
Siamo di fronte a un grande classico della disinformazione politica italiana. Omettere elementi per fare indignare al meglio i propri follower. Il testo pubblicato sembra dare ragione a chi sostiene che il Presidente della Repubblica non possa fare quello che invece ha fatto. L’indignazione nasce spontanea se spinta da post come questo.
L’omissione
Peccato che si ometta completamente una seconda parte da quel testo:
Un ruolo attivo e propositivo può tuttavia essere assunto con somma cautela, dal Presidente della Repubblica (quale “magistratura di influenza”) in caso di “crisi del sistema” e può coinvolgere, in misura più o meno ampia… Occorre però tenere conto che il condizionamento dei partiti nella indicazione dei futuri ministri non può giungere a scuotare del tutto il potere di autonoma proposta da parte del Presidente incaricato come richiede l’art.92, comma, II Cost.
Ovvero, il Presidente della Repubblica ha il diritto di non concordare con la scelta proposta. Come è già successo. Senza che i vecchi partiti spingessero il popolo all’indignazione di piazza.
I precedenti:
Uno dei casi più noti fu nel 1994, quando Oscar Luigi Scalfaro non accettò come Ministro della Giustizia l’avvocato Cesare Previti. Non ci fu rivolta popolare, Berlusconi accettò la decisione, propose Previti come Ministro della Difesa e la cosa fu accettata da Scalfaro.
Ma anche Pertini si oppose a suo tempo alla proposta fatta da Cossiga di avere Clelio Darida alla Difesa, Ciampi si oppose a Maroni alla Giustizia, e Napolitano si oppose alla proposta avanzata da Renzi di avere Matteo Gratteri come Ministro della Giustizia (questo nel 2014, non mille anni fa).
LEGGI ANCHE: E in Italia?
Avete visto i presidenti del Consiglio a cui i presidenti della Repubblica hanno detto no cercare di sobillare il popolo? Convincerlo che era in atto un sopruso da parte del Presidente? No, hanno accettato e hanno cercato la mediazione proponendo altri nomi per quelle cariche.
Conclusioni e opinioni
Oggi invece assistiamo a un serio tentativo di istigazione alla rivolta. Politici neoeletti che evidentemente della storia della Repubblica italiana conoscono solo le basi che cercano di spingere i propri elettori a scendere in piazza.
A me onestamente questo preoccupa, perché mai come oggi la categoria degli elettori è facilmente suggestionabile. Un tempo, basando ciò che sapevano di quel che avveniva su ciò che diffondevano giornali e media, perlomeno c’era una mediazione. Oggi sono i politici (anche quelli inesperti) a comunicare direttamente e in tempo reale all’elettorato, fomentando, indignando, raccontando mezze verità. E il popolo purtroppo non ha elementi sufficienti per capire.
Nel frattempo, raccontando ulteriori sciocchezze ci sono svariate pagine che stanno cercando di indignare contro il nostro Presidente della Repubblica, ma che forse, per una volta, ne pagheranno le dovute conseguenze...
Non credo sia necessario aggiungere altro.
Il post di Toninelli ha solo questo commento:
Questo è Costantino Mortati da “Istituzioni di diritto pubblico”, quello che la Costituzione l’ha scritta.
Il testo che lo accompagna dice:
Il Presidente della Repubblica ha un ristretto margine di discrezionalità nella scelta del Presidente del Consiglio (mentre non ne ha alcuno nella scelta dei ministri, formalmente demandata al Presidente del Consiglio).
Siamo di fronte a un grande classico della disinformazione politica italiana. Omettere elementi per fare indignare al meglio i propri follower. Il testo pubblicato sembra dare ragione a chi sostiene che il Presidente della Repubblica non possa fare quello che invece ha fatto. L’indignazione nasce spontanea se spinta da post come questo.
L’omissione
Peccato che si ometta completamente una seconda parte da quel testo:
Un ruolo attivo e propositivo può tuttavia essere assunto con somma cautela, dal Presidente della Repubblica (quale “magistratura di influenza”) in caso di “crisi del sistema” e può coinvolgere, in misura più o meno ampia… Occorre però tenere conto che il condizionamento dei partiti nella indicazione dei futuri ministri non può giungere a scuotare del tutto il potere di autonoma proposta da parte del Presidente incaricato come richiede l’art.92, comma, II Cost.
Ovvero, il Presidente della Repubblica ha il diritto di non concordare con la scelta proposta. Come è già successo. Senza che i vecchi partiti spingessero il popolo all’indignazione di piazza.
I precedenti:
Uno dei casi più noti fu nel 1994, quando Oscar Luigi Scalfaro non accettò come Ministro della Giustizia l’avvocato Cesare Previti. Non ci fu rivolta popolare, Berlusconi accettò la decisione, propose Previti come Ministro della Difesa e la cosa fu accettata da Scalfaro.
Ma anche Pertini si oppose a suo tempo alla proposta fatta da Cossiga di avere Clelio Darida alla Difesa, Ciampi si oppose a Maroni alla Giustizia, e Napolitano si oppose alla proposta avanzata da Renzi di avere Matteo Gratteri come Ministro della Giustizia (questo nel 2014, non mille anni fa).
LEGGI ANCHE: E in Italia?
Avete visto i presidenti del Consiglio a cui i presidenti della Repubblica hanno detto no cercare di sobillare il popolo? Convincerlo che era in atto un sopruso da parte del Presidente? No, hanno accettato e hanno cercato la mediazione proponendo altri nomi per quelle cariche.
Conclusioni e opinioni
Oggi invece assistiamo a un serio tentativo di istigazione alla rivolta. Politici neoeletti che evidentemente della storia della Repubblica italiana conoscono solo le basi che cercano di spingere i propri elettori a scendere in piazza.
A me onestamente questo preoccupa, perché mai come oggi la categoria degli elettori è facilmente suggestionabile. Un tempo, basando ciò che sapevano di quel che avveniva su ciò che diffondevano giornali e media, perlomeno c’era una mediazione. Oggi sono i politici (anche quelli inesperti) a comunicare direttamente e in tempo reale all’elettorato, fomentando, indignando, raccontando mezze verità. E il popolo purtroppo non ha elementi sufficienti per capire.
Nel frattempo, raccontando ulteriori sciocchezze ci sono svariate pagine che stanno cercando di indignare contro il nostro Presidente della Repubblica, ma che forse, per una volta, ne pagheranno le dovute conseguenze...
Non credo sia necessario aggiungere altro.
Questo l'ha scritto il gioielliere "esperto informatico" del team anti-bufale della boldrini?
A questo livello siamo?
A questo livello siamo?
bene, fatta cottarelli
ora
fiducia si (per senso di responsabilità......): legge di bilancio e voto inizio 19
fiducia no (più provabile e giusto): si rivota a settembre con sta legge
mio caro mattarella, cosa fai se 5stelle raggiungono il 41%? ricominci con sta manfrina? andiamo avanti in eterno finchè non ottieni una maggioranza che piace all'europa? Qua siamo in dittatura. altroche
ora
fiducia si (per senso di responsabilità......): legge di bilancio e voto inizio 19
fiducia no (più provabile e giusto): si rivota a settembre con sta legge
mio caro mattarella, cosa fai se 5stelle raggiungono il 41%? ricominci con sta manfrina? andiamo avanti in eterno finchè non ottieni una maggioranza che piace all'europa? Qua siamo in dittatura. altroche
Giochino: indovina chi l'ha scritto...
In teoria i problemi italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall’euro.
[...]
Se abbandonassimo l’euro, potremmo finanziare il debito pubblico in scadenza non aumentando le tasse o tagliando la spesa, ma stampando nuove lire.
[...]
Quindi, l’uscita dall’euro potrebbe effettivamente risolvere anche il problema del deficit e del debito pubblico, ma solo attraverso un’ondata inflazionistica che imporrebbe ai detentori di titoli di stato una “tassa da inflazione”.
No. Non è Savona, né Bagnai, né Borghi, né Salvini.
In teoria i problemi italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall’euro.
[...]
Se abbandonassimo l’euro, potremmo finanziare il debito pubblico in scadenza non aumentando le tasse o tagliando la spesa, ma stampando nuove lire.
[...]
Quindi, l’uscita dall’euro potrebbe effettivamente risolvere anche il problema del deficit e del debito pubblico, ma solo attraverso un’ondata inflazionistica che imporrebbe ai detentori di titoli di stato una “tassa da inflazione”.
No. Non è Savona, né Bagnai, né Borghi, né Salvini.