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Subject: [POLITICA]
Lo statuto è li e lo possono leggere tutti.
Come possono ascoltare tutti i comizi della Lega, le feste, ecc.
10 anni fa ai comizi parlavano di seccessione, adesso no.
Come possono ascoltare tutti i comizi della Lega, le feste, ecc.
10 anni fa ai comizi parlavano di seccessione, adesso no.
http://www.italiainformazioni.com/giornale/politica/64261/bossi-invoca-secessione-fini-querela-giornale-berlusconi-premier-teme-cospirazione-secolo-ditalia-commenta-strategia-dellinfamia.htm
http://www.ecodibergamo.it/stories/Isola/276388/
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/la-lega-attacca-con-castelli-o-federalismo-o-secessione-433071/
Ne ho presi 3 a caso, tutti del 2010.
Mi sai che sei stato disattento.
In ogni caso lo Statuto è un atto ufficiale al di là di tutte le dichiarazioni.
(edited)
http://www.ecodibergamo.it/stories/Isola/276388/
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/la-lega-attacca-con-castelli-o-federalismo-o-secessione-433071/
Ne ho presi 3 a caso, tutti del 2010.
Mi sai che sei stato disattento.
In ogni caso lo Statuto è un atto ufficiale al di là di tutte le dichiarazioni.
(edited)
ho letto diverse imprecisioni in fatto di diritto, non mi metto a dispensare lezioni ma faccio 2 precisazioni veloci:
-un processo non è una condanna! Se alcuni pm che hanno l'obbligo dell'azione penale la esercitano contro la guardia fagiana non ci trovo nulla di male, un giudice terzo deciderà se hanno o meno infranto delle regole.
-per convincere un giudice servono elementi della più varia natura, dato che ci sono linee guida (la faccio semplice) su cosa vale come prova, ma alla fine conta solo il convincimento del giudice, perciò, per capirsi, conta fino ad un certo punto cosa scrivi nell'atto costitutivo, se il pm prova che sei un gruppo paramilitare che fa attività politica secondo la definizione della legge la norma l'hai infranta e sei punito.
nel merito ribadisco che non capisco chi sostiene che sia un reato senza senso, il senso è la prevenzione del pericolo.
Nessuno si scandalizza del reato di esercizio abusivo della professione medica, perchè è evidente che pericoli può procurare.
Eppure ogni danno che si facesse sarebbe punito da altre norme.. concludiamo che è un reato politico e di opinione? no, capiamo lo spirito della norma e comprendiamo che la libertà che viene compressa (libertà di esercitare la medicina senza controlli e autorizzazioni) è inutile, anzi solo dannosa!!!
Perchè non scandalizzarsi dell'esercizio abusivo della funzione militare da parte di un'organizzazione militare?
Non capisco l'utilità di tale libertà, mentre sono evidenti i profili di pericolosità.
(edited)
-un processo non è una condanna! Se alcuni pm che hanno l'obbligo dell'azione penale la esercitano contro la guardia fagiana non ci trovo nulla di male, un giudice terzo deciderà se hanno o meno infranto delle regole.
-per convincere un giudice servono elementi della più varia natura, dato che ci sono linee guida (la faccio semplice) su cosa vale come prova, ma alla fine conta solo il convincimento del giudice, perciò, per capirsi, conta fino ad un certo punto cosa scrivi nell'atto costitutivo, se il pm prova che sei un gruppo paramilitare che fa attività politica secondo la definizione della legge la norma l'hai infranta e sei punito.
nel merito ribadisco che non capisco chi sostiene che sia un reato senza senso, il senso è la prevenzione del pericolo.
Nessuno si scandalizza del reato di esercizio abusivo della professione medica, perchè è evidente che pericoli può procurare.
Eppure ogni danno che si facesse sarebbe punito da altre norme.. concludiamo che è un reato politico e di opinione? no, capiamo lo spirito della norma e comprendiamo che la libertà che viene compressa (libertà di esercitare la medicina senza controlli e autorizzazioni) è inutile, anzi solo dannosa!!!
Perchè non scandalizzarsi dell'esercizio abusivo della funzione militare da parte di un'organizzazione militare?
Non capisco l'utilità di tale libertà, mentre sono evidenti i profili di pericolosità.
(edited)
Puoi tenerti le considerazioni sulla mia attenzione per te, per piacere???
Io non vengo a romperti i coglioni rimproverandoti di scarsa attenzione.
La lega non chiede più la seccessione da 10 anni. Gli articoli che hai postato infatti non mi contraddicono. Anzi...
Il quadro di riferimento è il seguente: Berlusconi “avverte” i suoi nemici interni mettendo in campo l’ammiraglia, Il Giornale, Fini avverte Berlusconi, attraverso Bocchino e una querela, Bossi “avverte” la sua maggioranza che se si arretra di un passo e l’asse di ferro viene sfiorato, ritorna alle barricate. Si tratta di un puzzle. Perché Berlusconi superi il conflitto con Fini deve mollare Bossi, il quale a sua volta metterebbe in crisi la maggioranza senza pensarci sopra un istante. Intanto, in attesa di eventi, perché chi vuole capire capisca, i leghisti fanno il diavolo a quattro a Venezia e adottato la strategia muscolare con il ritorno alla secessione e alla Padania libera, mentre una squadraccia verde concede un’anticipazione di ciò che potrebbe succedere nel caso in cui venisse dichiarata “guerra” all’Italia.
Azioni incontrollate e condannate dallo stato maggiore della Lega
“Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione, non perché lo chiederà la Lega, ma perché lo chiederà tutto il nord”. Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli parlando dal palco del raduno della Lega a Pontida.
________________________________________________
Comunque ti saluto perché mi è venuto in mente che non ho la minima voglia di discutere con te.
(edited)
Io non vengo a romperti i coglioni rimproverandoti di scarsa attenzione.
La lega non chiede più la seccessione da 10 anni. Gli articoli che hai postato infatti non mi contraddicono. Anzi...
Il quadro di riferimento è il seguente: Berlusconi “avverte” i suoi nemici interni mettendo in campo l’ammiraglia, Il Giornale, Fini avverte Berlusconi, attraverso Bocchino e una querela, Bossi “avverte” la sua maggioranza che se si arretra di un passo e l’asse di ferro viene sfiorato, ritorna alle barricate. Si tratta di un puzzle. Perché Berlusconi superi il conflitto con Fini deve mollare Bossi, il quale a sua volta metterebbe in crisi la maggioranza senza pensarci sopra un istante. Intanto, in attesa di eventi, perché chi vuole capire capisca, i leghisti fanno il diavolo a quattro a Venezia e adottato la strategia muscolare con il ritorno alla secessione e alla Padania libera, mentre una squadraccia verde concede un’anticipazione di ciò che potrebbe succedere nel caso in cui venisse dichiarata “guerra” all’Italia.
Azioni incontrollate e condannate dallo stato maggiore della Lega
“Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione, non perché lo chiederà la Lega, ma perché lo chiederà tutto il nord”. Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli parlando dal palco del raduno della Lega a Pontida.
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Comunque ti saluto perché mi è venuto in mente che non ho la minima voglia di discutere con te.
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ma si che ha capito :)
solo che lui vede la cosa in altro modo, prescinde dalla guardia padana e vede la regola come un paracadute generale
io invece PROPRIO perchè a causa della regola si è costruito un processo contro la guardia padana, vedo la regola con sospetto e mi chiedo come si potrebbe fare per salvare capra e cavoli senza rinunciare al paracadute
ora con una legge così fumosa è tutto in capo al procuratore, e la cosa non è proprio ottimale
su questo posso essere d'accordo con te, ammesso che il processo contro la guardia padana sia veramente come lo descrivi tu. Io non lo conosco minimamente, quindi.
solo che lui vede la cosa in altro modo, prescinde dalla guardia padana e vede la regola come un paracadute generale
io invece PROPRIO perchè a causa della regola si è costruito un processo contro la guardia padana, vedo la regola con sospetto e mi chiedo come si potrebbe fare per salvare capra e cavoli senza rinunciare al paracadute
ora con una legge così fumosa è tutto in capo al procuratore, e la cosa non è proprio ottimale
su questo posso essere d'accordo con te, ammesso che il processo contro la guardia padana sia veramente come lo descrivi tu. Io non lo conosco minimamente, quindi.
“Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione, non perché lo chiederà la Lega, ma perché lo chiederà tutto il nord”.
ROTFL!
Per la serie: crediamo ancora a babbo natale?
Dire che se non ci sarà il federalismo ci sarà la secessione con il consenso del nord è una stronzata.
Addio
ROTFL!
Per la serie: crediamo ancora a babbo natale?
Dire che se non ci sarà il federalismo ci sarà la secessione con il consenso del nord è una stronzata.
Addio
Perchè non scandalizzarsi dell'esercizio abusivo della funzione militare da parte di un'organizzazione militare?
Non capisco l'utilità di tale libertà, mentre sono evidenti i profili di pericolosità.
Alla regola, seguendo un ragionamento analogo:
Perchè punire l'associazione a delinquere e l'associazione mafiosa in assenza di altri reati?
articolo interessante di Padellaro sul Fatto
Spari nel buio
Chiariamo subito: qualunque cosa sia successa venerdì notte a Milano, nel palazzo di via Monte di Pietà, Maurizio Belpietro resta una vittima. Sentire sparare per le scale mentre sei appena entrato in casa con tua moglie sgomenta e due bimbe che dormono è un’esperienza da non augurare a nessuno (soprattutto se da otto anni sei costretto a vivere sotto scorta). Non sono parole di circostanza perché al di là delle battaglie giornalistiche c’è un comune sentimento di umanità che non dovrebbe mai venire meno. Così come non dovrebbe mai mancare il senso della misura anche in chi ritiene di aver subìto una grave intimidazione.
Il direttore di Libero esagera e parecchio quando scrive che noi del Fatto gli “vogliamo male” solo perché, subito, abbiamo registrato i tanti (troppi) interrogativi emersi nel racconto del caposcorta, unico testimone della sparatoria. Ma qui ci siamo fermati in attesa della conclusione delle indagini. Del resto, chi ha osservato: “Tra i poliziotti circola uno strano convincimento, che l’agente di tutela del direttore di Libero si sia inventato tutto”, non siamo stati noi ma il Corriere della Sera. No, caro Belpietro noi non ti vogliamo male però non puoi pretendere che tutti si straccino le vesti gridando all’attentato senza prima aver verificato la fondatezza delle notizie come ci hanno insegnato quando muovevamo i primi passi in questo mestiere.
Certo, girano tipi poco raccomandabili e i Tartaglia e i petardi contro Bonanni hanno, come si dice, lasciato il segno. Ma che dire dello scatenamento seguito alle notizie che ti riguardavano? Un enorme indice accusatore sostenuto dalle solite teste di cuoio e accompagnato dalle solite geremiadi sulle “campagne di odio della sinistra”, sui “cattivi maestri”, sui “giornali giustizialisti” e, chissà perché, sul “troppo perdonismo”. Non sorprende che gli specialisti a libro paga del premier cerchino ad ogni occasione di regolare i loro miseri conti infischiandosene della realtà dei fatti. Ma se vediamo il direttore di Libero fare della propria disavventura un’arma politica per accusare chi gli sta sulle scatole, bè sinceramente ci dispiace. Belpietro, per esempio, fa male a respingere la solidarietà di Travaglio (“lacrime di coccodrillo”) solo perché lui si è un po’ divertito a confrontare i sanguinolenti titoli di Libero con la veemente requisitoria del direttore contro chi “conduce campagne di delegittimazione e diffamazione”. Tranquillo, perché Marco non se l’è presa. È quando legge di paragoni tra Belpietro e Montanelli che non ci vede più.
Spari nel buio
Chiariamo subito: qualunque cosa sia successa venerdì notte a Milano, nel palazzo di via Monte di Pietà, Maurizio Belpietro resta una vittima. Sentire sparare per le scale mentre sei appena entrato in casa con tua moglie sgomenta e due bimbe che dormono è un’esperienza da non augurare a nessuno (soprattutto se da otto anni sei costretto a vivere sotto scorta). Non sono parole di circostanza perché al di là delle battaglie giornalistiche c’è un comune sentimento di umanità che non dovrebbe mai venire meno. Così come non dovrebbe mai mancare il senso della misura anche in chi ritiene di aver subìto una grave intimidazione.
Il direttore di Libero esagera e parecchio quando scrive che noi del Fatto gli “vogliamo male” solo perché, subito, abbiamo registrato i tanti (troppi) interrogativi emersi nel racconto del caposcorta, unico testimone della sparatoria. Ma qui ci siamo fermati in attesa della conclusione delle indagini. Del resto, chi ha osservato: “Tra i poliziotti circola uno strano convincimento, che l’agente di tutela del direttore di Libero si sia inventato tutto”, non siamo stati noi ma il Corriere della Sera. No, caro Belpietro noi non ti vogliamo male però non puoi pretendere che tutti si straccino le vesti gridando all’attentato senza prima aver verificato la fondatezza delle notizie come ci hanno insegnato quando muovevamo i primi passi in questo mestiere.
Certo, girano tipi poco raccomandabili e i Tartaglia e i petardi contro Bonanni hanno, come si dice, lasciato il segno. Ma che dire dello scatenamento seguito alle notizie che ti riguardavano? Un enorme indice accusatore sostenuto dalle solite teste di cuoio e accompagnato dalle solite geremiadi sulle “campagne di odio della sinistra”, sui “cattivi maestri”, sui “giornali giustizialisti” e, chissà perché, sul “troppo perdonismo”. Non sorprende che gli specialisti a libro paga del premier cerchino ad ogni occasione di regolare i loro miseri conti infischiandosene della realtà dei fatti. Ma se vediamo il direttore di Libero fare della propria disavventura un’arma politica per accusare chi gli sta sulle scatole, bè sinceramente ci dispiace. Belpietro, per esempio, fa male a respingere la solidarietà di Travaglio (“lacrime di coccodrillo”) solo perché lui si è un po’ divertito a confrontare i sanguinolenti titoli di Libero con la veemente requisitoria del direttore contro chi “conduce campagne di delegittimazione e diffamazione”. Tranquillo, perché Marco non se l’è presa. È quando legge di paragoni tra Belpietro e Montanelli che non ci vede più.
la legge 40 torna alla C. Costituzionale
notizia data maluccio, ma almeno si capisce che il giudice trova la questione non infondata a sufficienza da chidere l'intervento della C. Cost. I commenti del sottosegretario meritano invece un LOL per populismo e disinformazione, in particolare: dire che la norma è irragionevole non è una questione di diritto, dimostra un'ignoranza veramente grave da parte di un sottosegretario, in un paese serio per il fatto di dire certe vaccate, ci si dovrebbe dimettere..
è come se uno che fa l'allenatore non sa la regola del fuorigioco!!!
notizia data maluccio, ma almeno si capisce che il giudice trova la questione non infondata a sufficienza da chidere l'intervento della C. Cost. I commenti del sottosegretario meritano invece un LOL per populismo e disinformazione, in particolare: dire che la norma è irragionevole non è una questione di diritto, dimostra un'ignoranza veramente grave da parte di un sottosegretario, in un paese serio per il fatto di dire certe vaccate, ci si dovrebbe dimettere..
è come se uno che fa l'allenatore non sa la regola del fuorigioco!!!
ROMA - Il Pd «dovrebbe aprirsi ad un processo di allargamento e di pratica democratica persino spericolata, fondata sulla fiducia nella responsabilità e nelle decisioni degli iscritti e dei cittadini». E per battere Berlusconi servirebbe un'alleanza, seppure temporanea, con Montezemolo, che dovrebbe «compiere un atto di servizio, unilaterale, disinteressato e a termine». Lo scrive Goffredo Bettini su Il Riformista. Montezemolo, dunque, dovrebbe «mettere la sua popolarità ed esperienza a disposizione di una battaglia civile e democratica e giustificando la sua scelta con l'emergenza che l'Italia vive e che sta diventando sempre più pericolosa per il suo avvenire». «Solo in questo modo -sottolinea Bettini- c'è la possibilità che le risposte positive vengano da tutti, e spero in primo luogo dal Pd».
LA SFIDA - «Se si vota a primavera - scrive l'esponente democratico - le esigenze prioritarie cambiano radicalmente. La sfida sarebbe, come è evidente, voluta da Berlusconi, per la sua sopravvivenza politica. Sarebbe estrema e drammatica: mettendo in gioco non solo un programma di governo, ma un modo complessivo di intendere la libertà, la giustizia, la democrazia, il rapporto con il popolo. In questo quadro, e solo in questo quadro, l'ipotesi che circola (anche se smentita) di un impegno di Montezemolo potrebbe avere un grande significato e una grande presa». «Montezemolo - scrive l'esponente del Pd - non è Berlusconi. Non può fare per tante ragioni un suo partito; tranne diventare uno dei tanti, confondendosi con gli altri. Non può neppure essere il federatore dell'esistente costellazione dei leader già in campo, che hanno rapporti tra di loro assai logorati. La solitudine, che ha rivendicato, è la sua forza». «Dovrebbe compiere - continua Bettini - un atto di servizio, unilaterale, disinteressato e a termine; mettendo la sua popolarità ed esperienza a disposizione di una battaglia civile e democratica e giustificando la sua scelta con l'emergenza che l'Italia vive e che sta diventando sempre più pericolosa per il suo avvenire. Solo in questo modo c'è la possibilità che le risposte positive vengano da tutti, e spero in primo luogo dal Pd. Tutti saprebbero che l'intesa è temporanea, che in seguito ci si potrà ridividere in una situazione di normalità e in una competizione tra avversari che non si odiano e nella quale ognuno troverà gli alleati con coerenze programmatiche più profonde e strategiche. Certo questo comporta, nelle scelta che ci sta di fronte, differire ambizioni legittime ma laceranti: candidature per la leadership o prova di terzi poli decisivi. Ho l'impressione - conclude Bettini - tuttavia, che se prevarranno ancora una volta egoismi, calcoli di bottega e visioni corte, la destra populista, con o senza Berlusconi, prevarrà ancora una volta».
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le stanno pensando proprio tutte per andare sotto al 20%
LA SFIDA - «Se si vota a primavera - scrive l'esponente democratico - le esigenze prioritarie cambiano radicalmente. La sfida sarebbe, come è evidente, voluta da Berlusconi, per la sua sopravvivenza politica. Sarebbe estrema e drammatica: mettendo in gioco non solo un programma di governo, ma un modo complessivo di intendere la libertà, la giustizia, la democrazia, il rapporto con il popolo. In questo quadro, e solo in questo quadro, l'ipotesi che circola (anche se smentita) di un impegno di Montezemolo potrebbe avere un grande significato e una grande presa». «Montezemolo - scrive l'esponente del Pd - non è Berlusconi. Non può fare per tante ragioni un suo partito; tranne diventare uno dei tanti, confondendosi con gli altri. Non può neppure essere il federatore dell'esistente costellazione dei leader già in campo, che hanno rapporti tra di loro assai logorati. La solitudine, che ha rivendicato, è la sua forza». «Dovrebbe compiere - continua Bettini - un atto di servizio, unilaterale, disinteressato e a termine; mettendo la sua popolarità ed esperienza a disposizione di una battaglia civile e democratica e giustificando la sua scelta con l'emergenza che l'Italia vive e che sta diventando sempre più pericolosa per il suo avvenire. Solo in questo modo c'è la possibilità che le risposte positive vengano da tutti, e spero in primo luogo dal Pd. Tutti saprebbero che l'intesa è temporanea, che in seguito ci si potrà ridividere in una situazione di normalità e in una competizione tra avversari che non si odiano e nella quale ognuno troverà gli alleati con coerenze programmatiche più profonde e strategiche. Certo questo comporta, nelle scelta che ci sta di fronte, differire ambizioni legittime ma laceranti: candidature per la leadership o prova di terzi poli decisivi. Ho l'impressione - conclude Bettini - tuttavia, che se prevarranno ancora una volta egoismi, calcoli di bottega e visioni corte, la destra populista, con o senza Berlusconi, prevarrà ancora una volta».
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le stanno pensando proprio tutte per andare sotto al 20%
io non capisco questa ossessione del pd di cercare i voti di chi non rappresenta, a costo di lasciare i voti di chi dovrebbe rappresentare...
Se si pensa che di quel che abbiam discusso per due giorni non si trova na riga da nessuna parte mentre frotte di fotografi testate televisive e giornalistiche riprendono grandi eventi mediatici come questo viene un senso di nausea
Syd, il problema è che il pianista di arcore è difficile da mettere sotto.
Non credo che in italia vi siano persone di spessore tale da contrapporsi al suo strapotere nazionalmortadellato-mediatico. O una debacle interna totalissima (tanto poi i parlamentari se li compra) o una persona decente da contrappore.
Il pd non sa neanche dove sta di casa, credi che riesca a proporre un candidato?
Non credo che in italia vi siano persone di spessore tale da contrapporsi al suo strapotere nazionalmortadellato-mediatico. O una debacle interna totalissima (tanto poi i parlamentari se li compra) o una persona decente da contrappore.
Il pd non sa neanche dove sta di casa, credi che riesca a proporre un candidato?