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Subject: [POLITICA]
ormai per colpa dei piddini ha perso di ogni significato
eh kiwi: come lo chiami uno che in ogni dove definisce ZECCHE quelli di sinistra?
vedo e noto che non muovi un tasto contro chi dà della ZECCA ad altri, per caso, dico per caso, approvi ? sei complice?
vedo e noto che non muovi un tasto contro chi dà della ZECCA ad altri, per caso, dico per caso, approvi ? sei complice?
ormai per colpa dei piddini ha perso di ogni significato
è sempre colpa di Renzi, la tua ossessione
è sempre colpa di Renzi, la tua ossessione
Ma una volta da qualche parte ho letto di figure mitologiche nel forum, aspetta, i Moderatori!!!
prima che qualcuno si faccia del male ^_^ è un sito facebook satirico/sarcastico
geniale comunque
Sinistra Moderna per l'Europa
5 h ·
CON L’ABOLIZIONE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE, LA SINISTRA TORNERA’ A VINCERE.
1. PERCHÉ SIAMO TORNATI
Questa pagina, Sinistra Moderna per l'Europa, è stata ferma per un anno.
A crearla nel 2016, è stato un gruppo di persone - svolgenti ruoli da dirigente nella Pubblica Amministrazione nonché alcuni manager del settore privato - che si riconoscono nel centrosinistra ma che, al contempo, ne avvertono i gravi limiti. Abbiamo creato questa pagina, insomma, per farle svolgere un ruolo di avanguardia teorica, ovvero per contribuire a far sì che la sinistra italiana assuma senza reticenze una prospettiva moderna, europeista e liberista.
Oggi, dinanzi alla prevedibile vittoria elettorale di formazioni politiche in tutto e per tutto fasciste, osserviamo il dibattito a sinistra vacillare pericolosamente su posizioni accondiscendenti nei confronti delle istanze di protezione sociale espresse dall’elettorato populista.
Dal momento che consideriamo queste vacillazioni estremamente pericolose, ecco che questa pagina torna ad avere ragion d’essere e, quindi, essa riprende oggi le pubblicazioni.
2. IL POPOLO È FASCISTA ED È QUINDI IL NOSTRO NEMICO
Partiamo da una semplice constatazione riguardo ai risultati elettorali del 4 marzo scorso: quasi l’80% della popolazione ha rifiutato l’offerta politica della sinistra. PD, Liberi e Uguali, Potere al Popolo e +Europa sono arrivate assieme a sfiorare a malapena il 25% (inseriamo anche PaP nell’elenco perché, sulla necessità di dissolvere gli stati-nazione e sulla deregolamentazione totale dei flussi migratori, ha posizioni in sintonia con quello che vogliono i mercati).
Questo fatto anziché essere cagione di crisi, deve diventare sprone a modificare radicalmente paradigma. Per dirla in modo semplice, dobbiamo prendere atto del fatto che le posizioni progressiste, oggi, sono inevitabilmente destinate a essere minoritarie. Dunque, il punto non è come tornare a convincere le masse ignoranti di fascio-operai e fannulloni disoccupati a votare per la sinistra, bensì come riportare la sinistra al potere bypassando quella feccia fascista ch’è oggi divenuta maggioranza della popolazione.
Dobbiamo prendere atto del fatto che, prima ancora che da Di Maio e Salvini, oggi il fascismo è rappresentato dagli operai e dalle classi povere che li votano. Queste parti della società sono, oggi, il nemico della modernità e quindi della sinistra. A questa plebe, non solo non va riconosciuta alcuna legittimità democratica ma occorre altresì – come ben suggerito da una copertina de L’Espresso alcuni giorni fa – negare loro lo status di umani.
3. PERCHÉ SIA NECESSARIO, IN QUESTA FASE, L’ACCETTARE DI ESSERE MINORANZA
Del resto, che la sinistra sarebbe divenuta minoranza non è affatto un incidente della Storia, bensì un passaggio di fase necessario. Qualcuno, cioè, lo aveva detto e previsto. Lo scopo di modernizzare le società su cui si fonda la sinistra, implica necessariamente modificare il fine ultimo della società stessa: le istituzioni devono conformarsi alle esigenze dei mercati e così devono fare tutte le articolazioni della vita sociale. Tutto ciò che invece pone – come fine della vita sociale – il popolo o i singoli umani anziché i mercati, è da considerare forza di reazione alla modernità.
Questo implica che le forme assistenzialistiche e di sperpero di denaro pubblico che vengono chiamate welfare state, debbano essere abbattute nella prospettiva di una loro totale abolizione.
Un’abolizione auspicabile non solo per ragioni di bilancio, ma anche etico-morali: una società che, come recita il Trattato di Maastricht, si fondi sulla libera circolazione di merci, capitali e persone, ha come fondamento la libertà. Al contrario, una società fondata su forme di protezione sociale, vuole regolamentare, comprimere, impedire la ricerca della felicità da parte dei singoli individui in competizione gli uni con gli altri. Va insomma detto, una volta per tutte, che quello di “protezione sociale” è un concetto fascista.
Quanto appena detto, significa che il fine della globalizzazione, dell’europeismo e della modernità, non poteva che essere l’abbattimento di quel ceto medio-basso e privilegiato creatosi nel Trentennio Sprecone del welfare state. Come disse il grandissimo e compianto Tommaso Padoa-Schioppa: “Nell’ Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere”.
4. COME TORNARE AL GOVERNO, PUR ESSENDO MINORANZA
Se la riduzione del benessere del ceto medio era un passaggio ineluttabile, va da sé ch’era altrettanto ineluttabile che le posizioni progressiste e moderne attraversassero una fase di minoranza come quella attuale. Questa condizione minoritaria, semplicemente, va accettata per quindi passare al contrattacco.
Noi di Sinistra Moderna per l’Europa, crediamo che il paradigma interpretativo corretto sia quello del filosofo americano Jason Brennan: nel suo recente libro intitolato “Contro la democrazia”, Brennan sostiene che, per impedire che le masse ignoranti continuino a votare per i populisti, semplicemente occorra restringere il diritto di voto. Occorre, secondo il filosofo americano, passare dalla democrazia all’epistocrazia, ovvero al potere dei più informati. Il vetusto strumento del suffragio universale, insomma, dev’essere superato in favore d’un diritto di voto delimitato a coloro che dispongono delle competenze necessarie per stabilire cosa sia nell’interesse del popolo (e dunque fascista e anti-moderno) e cosa, invece, sia nell’interesse dei mercati (e dunque all’insegna della libertà e della modernità).
Fortunatamente, a sinistra non siamo gli unici ad aver colto le opportunità racchiuse nella prospettiva proposta da Brennan: in una recensione, il giornalista Corrado Augias ha elogiato l’analisi del filosofo americano, mentre l’influente membro emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese – da sempre vicino al centrosinistra - ha voluto sancire l’importanza dell’argomento scrivendo addirittura la prefazione all’edizione italiana di “Contro la democrazia”.
5. PER UNA SINISTRA CHE SIA PIENAMENTE ANTI-OPERAIA E ANTI-ITALIANA
Dal momento che l’abolizione del suffragio universale richiederà numerosi passaggi, nel frattempo occorre una campagna contro-ideologica potente, volta a condannare come fascisti i concetti di “protezione sociale” e di “sovranità popolare”.
Questo perché una sinistra moderna ed europeista deve assumere un profilo radicalmente anti-operaio e anti-italiano. Sì, perché il richiamo all’Italia e all’italianità – oltre a essere da sempre fascista – rappresenta un rallentamento per la creazione degli Stati Uniti d’Europa. Occorre, al contrario, come recentemente espresso dal regista Paolo Virzì, promulgare il disprezzo per l’essere italiani e auspicare la salvezza nell’arrivo di forza-lavoro dall’Africa: giovane, competitiva, capace di adeguarsi alle esigenze dei mercati.
Avanti così, allora:
CONTRO LA CLASSE FASCIO-OPERAIA, CONTRO IL SUFFRAGIO UNIVERSALE, CONTRO IL CONCETTO FASCISTA DI “ITALIA”!
PER GLI STATI UNITI D’EUROPA, PER LA COMPETITIVITÀ, PER LA MODERNITÀ!
geniale comunque
Sinistra Moderna per l'Europa
5 h ·
CON L’ABOLIZIONE DEL SUFFRAGIO UNIVERSALE, LA SINISTRA TORNERA’ A VINCERE.
1. PERCHÉ SIAMO TORNATI
Questa pagina, Sinistra Moderna per l'Europa, è stata ferma per un anno.
A crearla nel 2016, è stato un gruppo di persone - svolgenti ruoli da dirigente nella Pubblica Amministrazione nonché alcuni manager del settore privato - che si riconoscono nel centrosinistra ma che, al contempo, ne avvertono i gravi limiti. Abbiamo creato questa pagina, insomma, per farle svolgere un ruolo di avanguardia teorica, ovvero per contribuire a far sì che la sinistra italiana assuma senza reticenze una prospettiva moderna, europeista e liberista.
Oggi, dinanzi alla prevedibile vittoria elettorale di formazioni politiche in tutto e per tutto fasciste, osserviamo il dibattito a sinistra vacillare pericolosamente su posizioni accondiscendenti nei confronti delle istanze di protezione sociale espresse dall’elettorato populista.
Dal momento che consideriamo queste vacillazioni estremamente pericolose, ecco che questa pagina torna ad avere ragion d’essere e, quindi, essa riprende oggi le pubblicazioni.
2. IL POPOLO È FASCISTA ED È QUINDI IL NOSTRO NEMICO
Partiamo da una semplice constatazione riguardo ai risultati elettorali del 4 marzo scorso: quasi l’80% della popolazione ha rifiutato l’offerta politica della sinistra. PD, Liberi e Uguali, Potere al Popolo e +Europa sono arrivate assieme a sfiorare a malapena il 25% (inseriamo anche PaP nell’elenco perché, sulla necessità di dissolvere gli stati-nazione e sulla deregolamentazione totale dei flussi migratori, ha posizioni in sintonia con quello che vogliono i mercati).
Questo fatto anziché essere cagione di crisi, deve diventare sprone a modificare radicalmente paradigma. Per dirla in modo semplice, dobbiamo prendere atto del fatto che le posizioni progressiste, oggi, sono inevitabilmente destinate a essere minoritarie. Dunque, il punto non è come tornare a convincere le masse ignoranti di fascio-operai e fannulloni disoccupati a votare per la sinistra, bensì come riportare la sinistra al potere bypassando quella feccia fascista ch’è oggi divenuta maggioranza della popolazione.
Dobbiamo prendere atto del fatto che, prima ancora che da Di Maio e Salvini, oggi il fascismo è rappresentato dagli operai e dalle classi povere che li votano. Queste parti della società sono, oggi, il nemico della modernità e quindi della sinistra. A questa plebe, non solo non va riconosciuta alcuna legittimità democratica ma occorre altresì – come ben suggerito da una copertina de L’Espresso alcuni giorni fa – negare loro lo status di umani.
3. PERCHÉ SIA NECESSARIO, IN QUESTA FASE, L’ACCETTARE DI ESSERE MINORANZA
Del resto, che la sinistra sarebbe divenuta minoranza non è affatto un incidente della Storia, bensì un passaggio di fase necessario. Qualcuno, cioè, lo aveva detto e previsto. Lo scopo di modernizzare le società su cui si fonda la sinistra, implica necessariamente modificare il fine ultimo della società stessa: le istituzioni devono conformarsi alle esigenze dei mercati e così devono fare tutte le articolazioni della vita sociale. Tutto ciò che invece pone – come fine della vita sociale – il popolo o i singoli umani anziché i mercati, è da considerare forza di reazione alla modernità.
Questo implica che le forme assistenzialistiche e di sperpero di denaro pubblico che vengono chiamate welfare state, debbano essere abbattute nella prospettiva di una loro totale abolizione.
Un’abolizione auspicabile non solo per ragioni di bilancio, ma anche etico-morali: una società che, come recita il Trattato di Maastricht, si fondi sulla libera circolazione di merci, capitali e persone, ha come fondamento la libertà. Al contrario, una società fondata su forme di protezione sociale, vuole regolamentare, comprimere, impedire la ricerca della felicità da parte dei singoli individui in competizione gli uni con gli altri. Va insomma detto, una volta per tutte, che quello di “protezione sociale” è un concetto fascista.
Quanto appena detto, significa che il fine della globalizzazione, dell’europeismo e della modernità, non poteva che essere l’abbattimento di quel ceto medio-basso e privilegiato creatosi nel Trentennio Sprecone del welfare state. Come disse il grandissimo e compianto Tommaso Padoa-Schioppa: “Nell’ Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere”.
4. COME TORNARE AL GOVERNO, PUR ESSENDO MINORANZA
Se la riduzione del benessere del ceto medio era un passaggio ineluttabile, va da sé ch’era altrettanto ineluttabile che le posizioni progressiste e moderne attraversassero una fase di minoranza come quella attuale. Questa condizione minoritaria, semplicemente, va accettata per quindi passare al contrattacco.
Noi di Sinistra Moderna per l’Europa, crediamo che il paradigma interpretativo corretto sia quello del filosofo americano Jason Brennan: nel suo recente libro intitolato “Contro la democrazia”, Brennan sostiene che, per impedire che le masse ignoranti continuino a votare per i populisti, semplicemente occorra restringere il diritto di voto. Occorre, secondo il filosofo americano, passare dalla democrazia all’epistocrazia, ovvero al potere dei più informati. Il vetusto strumento del suffragio universale, insomma, dev’essere superato in favore d’un diritto di voto delimitato a coloro che dispongono delle competenze necessarie per stabilire cosa sia nell’interesse del popolo (e dunque fascista e anti-moderno) e cosa, invece, sia nell’interesse dei mercati (e dunque all’insegna della libertà e della modernità).
Fortunatamente, a sinistra non siamo gli unici ad aver colto le opportunità racchiuse nella prospettiva proposta da Brennan: in una recensione, il giornalista Corrado Augias ha elogiato l’analisi del filosofo americano, mentre l’influente membro emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese – da sempre vicino al centrosinistra - ha voluto sancire l’importanza dell’argomento scrivendo addirittura la prefazione all’edizione italiana di “Contro la democrazia”.
5. PER UNA SINISTRA CHE SIA PIENAMENTE ANTI-OPERAIA E ANTI-ITALIANA
Dal momento che l’abolizione del suffragio universale richiederà numerosi passaggi, nel frattempo occorre una campagna contro-ideologica potente, volta a condannare come fascisti i concetti di “protezione sociale” e di “sovranità popolare”.
Questo perché una sinistra moderna ed europeista deve assumere un profilo radicalmente anti-operaio e anti-italiano. Sì, perché il richiamo all’Italia e all’italianità – oltre a essere da sempre fascista – rappresenta un rallentamento per la creazione degli Stati Uniti d’Europa. Occorre, al contrario, come recentemente espresso dal regista Paolo Virzì, promulgare il disprezzo per l’essere italiani e auspicare la salvezza nell’arrivo di forza-lavoro dall’Africa: giovane, competitiva, capace di adeguarsi alle esigenze dei mercati.
Avanti così, allora:
CONTRO LA CLASSE FASCIO-OPERAIA, CONTRO IL SUFFRAGIO UNIVERSALE, CONTRO IL CONCETTO FASCISTA DI “ITALIA”!
PER GLI STATI UNITI D’EUROPA, PER LA COMPETITIVITÀ, PER LA MODERNITÀ!
dare dei cretini agli elettori ha sempre portato piuttosto male.
Chi vota PD o zecche rosse in genere per me è molto più ignorante
la Lega ha preso il 5%, il PD il 14%
comunque per scrivere certe cose bisogna essere stronzi dentro, IMHO
comunque per scrivere certe cose bisogna essere stronzi dentro, IMHO
Chi vota PD o zecche rosse in genere per me è molto più ignorante
per me invece chi è fascista non ha capito un cazzo della vita. E chi sta zitto è complice.
per me invece chi è fascista non ha capito un cazzo della vita. E chi sta zitto è complice.