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Subject: [POLITICA]
Io sostengo che per portare in tribunale qualcuno ci vogliono Prove Schiaccianti.
O le hai o non le hai. Se lo porti comunque e perdi ne paghi le conseguenze.
e se tu le reputi sufficienti inveceil giudice no?
e se erano sufficienti ma poi c'era un problema procedurale?
e se il giudice accoglie la tesi della difesa?
Il processo serve a quello, altrimenti che lo celebrano a fare?
O le hai o non le hai. Se lo porti comunque e perdi ne paghi le conseguenze.
e se tu le reputi sufficienti inveceil giudice no?
e se erano sufficienti ma poi c'era un problema procedurale?
e se il giudice accoglie la tesi della difesa?
Il processo serve a quello, altrimenti che lo celebrano a fare?
Ovvio perché io sono un idiota ...
Io sostengo che per portare in tribunale qualcuno ci vogliono Prove Schiaccianti.
O le hai o non le hai. Se lo porti comunque e perdi ne paghi le conseguenze.
Semplice e lineare. Come per tutti gli altri lavori.
Loro sono intoccabili. Al massimo li spostano da Roma a Milano o viceversa.
Magari avevano pure fatto domanda per il trasferimento.
io non dico che sei un idiota, dico che sei disinformato. E non conosci il sistema giudiziario italiano: il pm ha l'obbligo dell'azione penale, in primis. Inoltre ha la titolarità della stessa ed all'interno del procedimento deve accertare la verità.
Nel sistema che viene propagandato dai media nazionali viene descritto, e tu lo hai fatto mi pare seguendo la falsariga di tale propaganda, un sistema di polizia giudiziaria in cui il pm è l'avvocato dell'accusa che vince o perde. Il sistema italiano non è così, grazie a Dio. Ma a chi ha il potere per propagandare una magistratura libera non piace e mente di continuo.. Bisogna imparare a non fidarsi dei potenti, secondo me..
Io sostengo che per portare in tribunale qualcuno ci vogliono Prove Schiaccianti.
O le hai o non le hai. Se lo porti comunque e perdi ne paghi le conseguenze.
Semplice e lineare. Come per tutti gli altri lavori.
Loro sono intoccabili. Al massimo li spostano da Roma a Milano o viceversa.
Magari avevano pure fatto domanda per il trasferimento.
io non dico che sei un idiota, dico che sei disinformato. E non conosci il sistema giudiziario italiano: il pm ha l'obbligo dell'azione penale, in primis. Inoltre ha la titolarità della stessa ed all'interno del procedimento deve accertare la verità.
Nel sistema che viene propagandato dai media nazionali viene descritto, e tu lo hai fatto mi pare seguendo la falsariga di tale propaganda, un sistema di polizia giudiziaria in cui il pm è l'avvocato dell'accusa che vince o perde. Il sistema italiano non è così, grazie a Dio. Ma a chi ha il potere per propagandare una magistratura libera non piace e mente di continuo.. Bisogna imparare a non fidarsi dei potenti, secondo me..
Il Pontefice mette in guardia contro il potere finanziario irresponsabile che pone l'uomo in schiavitù
lo segnalo perchè per una volta dice una cosa che mi trova concorde (anche se non mi è proprio chiaro che centra lui..), cioè questa:
In particolare il Pontefice si è soffermato sulla minaccia rappresentata dai capitali anonimi definiti «una delle grandi potenze della nostra storia» e considerate una delle forme di schiavitù contemporanee, addirittura un «potere distruttore che minaccia il mondo». Il Papa ha così denunciato i rischi provenienti da un capitalismo finanziario senza freni e controlli. «I capitali anonimi pongono l'uomo in schiavitù» ha detto il Papa che poi ha aggiunto: «essi non sono più cose dell'uomo sono invece un potere anonimo al servizio del quale gli uomini si mettono, e per il quale soffrono e muoiono». «Si tratta - ha detto ancora il Papa - di un potere distruttore che minaccia il mondo».
(edited)
lo segnalo perchè per una volta dice una cosa che mi trova concorde (anche se non mi è proprio chiaro che centra lui..), cioè questa:
In particolare il Pontefice si è soffermato sulla minaccia rappresentata dai capitali anonimi definiti «una delle grandi potenze della nostra storia» e considerate una delle forme di schiavitù contemporanee, addirittura un «potere distruttore che minaccia il mondo». Il Papa ha così denunciato i rischi provenienti da un capitalismo finanziario senza freni e controlli. «I capitali anonimi pongono l'uomo in schiavitù» ha detto il Papa che poi ha aggiunto: «essi non sono più cose dell'uomo sono invece un potere anonimo al servizio del quale gli uomini si mettono, e per il quale soffrono e muoiono». «Si tratta - ha detto ancora il Papa - di un potere distruttore che minaccia il mondo».
(edited)
[i][/i]Tutti modelli economici stanno fallendo, e la forbice tra ricchi e poveri diverrà sempre più marcata. Prevedo pure io grossi conflitti sociali
Probabile. La struttura economica non trova forme di sviluppo perchè, ormai, la finanza sta dominando le scelte produttive. L'economia reale ridistribuita rappresenta l'unica via di uscita
Probabile. La struttura economica non trova forme di sviluppo perchè, ormai, la finanza sta dominando le scelte produttive. L'economia reale ridistribuita rappresenta l'unica via di uscita
Probabile. La struttura economica non trova forme di sviluppo perchè, ormai, la finanza sta dominando le scelte produttive. L'economia reale ridistribuita rappresenta l'unica via di uscita
Più che altro ci si gira intorno senza voler affrontare il vero problema... Il capitalismo così come si è evoluto è un sistema socialmente/culturalmente/economicamente "ingiusto".
La borsa ha perso totalmente il senso della propria "missione"... Quella di fornire capitali alle aziende... Accade il contrario... Le aziende vengono spolpate ed è la società intera a doversi privare delle proprie risorse a favore dei soliti noti.
E che dire della frode intellettuale della teoria della domanda e dell'offerta? Non esiste equilibrio, perché la domanda viene costantemente manipolata e l'offerta soddisfatta anche senza essere metabolizzata/metabolizzabile...
E la teoria della equa distribuzione delle risorse? La concorrenza perfetta?
Ragioniamo ancora considerando gli Stati-Nazione come gli unici "giocatori", quando in realtà a dettare le priorità economiche/sociali/culturali sono sempre più le Aziende-Stato...
Dobbiamo iniziare a ridisegnare il quadro che ci sta avanti. Spogliandoci delle convinzioni del ventesimo secolo...
Prima tra tutte, quella che progresso e sviluppo significano poter consumare sempre più. E quando abbiamo dei vuoti di coscienza sostituiamo il "sempre più" col "sempre meglio".
In realtà dobbiamo consumare meno.
(edited)
Più che altro ci si gira intorno senza voler affrontare il vero problema... Il capitalismo così come si è evoluto è un sistema socialmente/culturalmente/economicamente "ingiusto".
La borsa ha perso totalmente il senso della propria "missione"... Quella di fornire capitali alle aziende... Accade il contrario... Le aziende vengono spolpate ed è la società intera a doversi privare delle proprie risorse a favore dei soliti noti.
E che dire della frode intellettuale della teoria della domanda e dell'offerta? Non esiste equilibrio, perché la domanda viene costantemente manipolata e l'offerta soddisfatta anche senza essere metabolizzata/metabolizzabile...
E la teoria della equa distribuzione delle risorse? La concorrenza perfetta?
Ragioniamo ancora considerando gli Stati-Nazione come gli unici "giocatori", quando in realtà a dettare le priorità economiche/sociali/culturali sono sempre più le Aziende-Stato...
Dobbiamo iniziare a ridisegnare il quadro che ci sta avanti. Spogliandoci delle convinzioni del ventesimo secolo...
Prima tra tutte, quella che progresso e sviluppo significano poter consumare sempre più. E quando abbiamo dei vuoti di coscienza sostituiamo il "sempre più" col "sempre meglio".
In realtà dobbiamo consumare meno.
(edited)
bel discorso!
ma fino a quando ciò che chiamiamo economia è l'aggregazione dei comportamenti dei singoli e dei loro interessi, composti nei modi più vari e associati sulla base degli stessi interessi, una rivluzione del genere è impossibile.
A mio personale parere, ciò che impedisce questo radicale cambio di prospettiva (ma anche molti altri) è l'esistenza delle frontiere (sia tra stati sia in generale ogni forma di separazione artificiale tra gruppi di uomini o di agenti economici).
Il giorno che gli stati nazionali saranno superati, che la politica sarà una per tutti, la moneta una, le regole uguali per tutti, naturalmente sarà possibile cominciare a prendere una direzione diversa, ma fino ad allora non è assolutamente credibile che un semplice fatto di presa di coscienza possa avere un qualsiasi esito importante.
La cosa he mi deprime è che invece (in tutto il mondo) si fa la corsa al regionalismo/particolarismo e si enfatizzano le differenze.
nonostante ciò credo che il giorno in cui le frontiere saranno per sempre un ricordo non possa essere troppo lontano, solo che, per fare dei salti qualitativi l'umanità ha sempre avuto bisogno di resettare le condizioni di governo tramite la guerra..
ma fino a quando ciò che chiamiamo economia è l'aggregazione dei comportamenti dei singoli e dei loro interessi, composti nei modi più vari e associati sulla base degli stessi interessi, una rivluzione del genere è impossibile.
A mio personale parere, ciò che impedisce questo radicale cambio di prospettiva (ma anche molti altri) è l'esistenza delle frontiere (sia tra stati sia in generale ogni forma di separazione artificiale tra gruppi di uomini o di agenti economici).
Il giorno che gli stati nazionali saranno superati, che la politica sarà una per tutti, la moneta una, le regole uguali per tutti, naturalmente sarà possibile cominciare a prendere una direzione diversa, ma fino ad allora non è assolutamente credibile che un semplice fatto di presa di coscienza possa avere un qualsiasi esito importante.
La cosa he mi deprime è che invece (in tutto il mondo) si fa la corsa al regionalismo/particolarismo e si enfatizzano le differenze.
nonostante ciò credo che il giorno in cui le frontiere saranno per sempre un ricordo non possa essere troppo lontano, solo che, per fare dei salti qualitativi l'umanità ha sempre avuto bisogno di resettare le condizioni di governo tramite la guerra..
Più che altro ci si gira intorno senza voler affrontare il vero problema... Il capitalismo così come si è evoluto è un sistema socialmente/culturalmente/economicamente "ingiusto".
non mi sembra che alla contropartita, il socialismo reale, sia andata meglio.
In realtà dobbiamo consumare meno
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
non mi sembra che alla contropartita, il socialismo reale, sia andata meglio.
In realtà dobbiamo consumare meno
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
Il giorno che gli stati nazionali saranno superati, che la politica sarà una per tutti, la moneta una, le regole uguali per tutti, naturalmente sarà possibile cominciare a prendere una direzione diversa, ma fino ad allora non è assolutamente credibile che un semplice fatto di presa di coscienza possa avere un qualsiasi esito importante.
DENG
Questo è il fulcro totale di tutti i problemi.
Fino ad allora il capitalismo conoscerà crisi perchè arricchiranno qualcuno scapito degli altri e questo avviene essenzialmente con la speculazione sui cambi.
A dispetto di tutte le previsione quando il dollaro era a 1,25 sul thread di economia dissi a chiare lettere che il dollaro sarebbe sceso subito ad 1,30 e sarebbe sceso entro pochi mesi a 1,40.
Previsione totalmente azzeccata: era facile per chiunque usasse la logica degli speculatori. (rimando all'altro thread i motivi per cui l'euro scese a 1,20 per poi risalire).
Ora paradossalmente per uscire veramente dalla crisi ci sarebbe solo una soluzione ce però nel breve periodo sarebbe una catastrofe: buttare l'euro a mare.
Siccome non credo che succederà l'unica soluzione sarebbe avere una politica del lavoro di stile francese: è vietato delocalizzare e licenziare se l'azienda è in utile. E se trucchi i bilanci fai 15 anni di galera.
nonostante ciò credo che il giorno in cui le frontiere saranno per sempre un ricordo non possa essere troppo lontano, solo che, per fare dei salti qualitativi l'umanità ha sempre avuto bisogno di resettare le condizioni di governo tramite la guerra..
Credo che presto o tardi sarà l'unica soluzione a meno di governanti lungimiranti che sulla piazza non ci sono e tanto meno in Italia.
DENG
Questo è il fulcro totale di tutti i problemi.
Fino ad allora il capitalismo conoscerà crisi perchè arricchiranno qualcuno scapito degli altri e questo avviene essenzialmente con la speculazione sui cambi.
A dispetto di tutte le previsione quando il dollaro era a 1,25 sul thread di economia dissi a chiare lettere che il dollaro sarebbe sceso subito ad 1,30 e sarebbe sceso entro pochi mesi a 1,40.
Previsione totalmente azzeccata: era facile per chiunque usasse la logica degli speculatori. (rimando all'altro thread i motivi per cui l'euro scese a 1,20 per poi risalire).
Ora paradossalmente per uscire veramente dalla crisi ci sarebbe solo una soluzione ce però nel breve periodo sarebbe una catastrofe: buttare l'euro a mare.
Siccome non credo che succederà l'unica soluzione sarebbe avere una politica del lavoro di stile francese: è vietato delocalizzare e licenziare se l'azienda è in utile. E se trucchi i bilanci fai 15 anni di galera.
nonostante ciò credo che il giorno in cui le frontiere saranno per sempre un ricordo non possa essere troppo lontano, solo che, per fare dei salti qualitativi l'umanità ha sempre avuto bisogno di resettare le condizioni di governo tramite la guerra..
Credo che presto o tardi sarà l'unica soluzione a meno di governanti lungimiranti che sulla piazza non ci sono e tanto meno in Italia.
In realtà dobbiamo consumare meno
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
Le due cose possono non essere in contraddizione.
Consumare meglio spesse volte, ma non sempre, signfica consumare meno.
Basta vedere questo forum per notare che la corsa al consumismo è imperante.
Il MALE è la pubblicità.
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
Le due cose possono non essere in contraddizione.
Consumare meglio spesse volte, ma non sempre, signfica consumare meno.
Basta vedere questo forum per notare che la corsa al consumismo è imperante.
Il MALE è la pubblicità.
sucm [del] to
Eheieh
---->non mi sembra che alla contropartita, il socialismo reale, sia andata meglio.
Non ho scritto da nessuna parte che il socialismo reale sia la soluzione...
Anzi. Laddove si è tentato di applicare qualche forma più o meno annacquata di socialismo, c'erano dittature...
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
No, mi spiace, questa è una bugia istituzionalizzata per farci stare tutti (noi occidentali) meglio... Per far sì che l'orchestrina continui a suonare nonostante il Titanic vada a fondo...
Non dobbiamo consumare meglio... Dobbiamo, NECESSARIAMENTE, consumare meno... Anzi, bisognerebbe fare un passo semantico e smetterla proprio di consumare ed iniziare ad utilizzare... Le risorse del pianeta sono scarse, in esaurimento e disponibili per pochi. Quello che la Terra ci può offrire in un anno, gli Occidentali lo bruciano in meno di 6 mesi... Se guardiamo le cose con un minimo di prospettiva, è come se guadagnassimo 1k al mese e andassimo in giro con la ferrari, spendendo ogni 3 giorni per il pieno 600€... Quanto può durare questo scempio? Poco. Probabilmente meno di un secolo...
Aggiungo: se le nazioni del 3° mondo (anche se la classificazione è novecentesca e oramai priva di grande senso...) si sviluppassero come intendiamo noi, sarebbe la fine dell'ecosistema. Con questo non intendo che il benessere debba essere per pochi... Ma voglio dire che il "benessere" così come lo intendiamo, è impossibile da condividere tra 6 miliardi di persone. Forse, ripeto, forse, potrebbe essere sufficiente per 2 miliardi di persone. Forse... Per 6 miliardi, si può tranquillamente lasciare da parte l'economia ed entrare nello studio dei sistemi fisici stocastici, e il collasso è l'unico futuro... Quindi quale possono essere le soluzioni?
1) mangiare meglio (questo sì), meno carne, più frutta e verdura (e può sembrare assurdo per noi, ma già questo cambierebbe drasticamente alcuni trend economici ed ambientali).
2) favorire lo sviluppo dei trasporti pubblici (ovviamente che siano validi, efficienti e capillari) e scoraggiare l'uso dei mezzi privati di circolazione.
3) combattere il globalismo e il localismo dissennato... Alcuni esempi? C'è quello conosciuto della patata raccolta in Sicilia e fatta viaggiare a 400 km/h verso la germania, dove viene lavata, sbucciata, tagliata e fritta per poi essere spedita a 400km/h ad uno stabilimento in Liguria dove viene impacchettata e rispedita a 400km/h a Milano e a Roma da dove poi viene ridistribuita verso tutta Italia, Sicilia compresa... Per non parlare dei cibi che potremmo avere noi, che si fanno i voli transoceanici... E il localismo dissennato che porta alla moltiplicazione insensata delle strutture ospedaliere, delle università, e via dicendo... Quando si parla di alta formazione (non l'istruzione primaria) e di assistenza sanitaria di alto livello (non il pronto soccorso, of course) non ha senso che ogni singolo paese sperduto abbia la propria facoltà e il proprio ospedale con reparti poi affidati secondo logiche familistiche...
Ci sarebbero altri punti, ma per adesso mi litimo a questi.
Per quanto riguarda il capitalismo as usual, bisogna semplicemente guardare in faccia la realtà. Non segue logiche economiche, ma logiche antropologiche... Il capitalismo così come è applicato ed implementato nel 2010 è la legge del più forte... Si utilizza il capitale non per far meglio un paio di scarpe, un computer, un vino, un aereo, bensì si utilizza il capitale per accumulare capitale. Questo è il succo. E allora se il capitale non è uno strumento per far sì che chi abbia capacità artigianali, intellettive senza avere le risorse, i mezzi di produzione possa avere la propria occasione per contribuire a migliorare il mondo, ma diventa uno strumento per rastrellare risorse, esercitare un potere/ricatto politico/sociale/culturale, beh, diventa banale che la logica economica diventa completamente sopraffatta da una logica antropologica... Che fare allora? Beh, alcune cose sono ovvie, come ad esempio imporre alle banche un'utilità sociale (una banca non deve creare denaro dal denaro, e vendere prodotti finanziari come fossero pane e pasta con cui cibarsi), favorire il conflitto di interessi (già noi parliamo di conflitto di interessi, che è una logica competitiva, mentre in realtà il problema è la convergenza, la cooperazione di interessi, gli intrecci nei cda, controllati che sono controllori di se stessi, e via dicendo), rottamare l'esercito di automi "bocconiani", manager che si rigirano le industrie senza neanche sapere cosa producono, come lo producono, etc. etc. L'industriale non può non essere l'artigiano che sa cosa produce... Enzo Ferrari, Olivetti, gente capace di ragionare secondo politiche industriali e non finanziarie. Oggi cosa fa il manager? Si guarda il report dell'azienda, legge costi e ricavi, ed esegue l'algoritmo che gli hanno inculcato all'università da 30k all'anno... La forza lavoro è un costo da tagliare, i diritti sono zavorre, la precarietà l'unica soluzione per fare utili a breve termine, evitando qualsiasi analisi industriale. Direi che per adesso mi posso fermare qui...
(edited)
Non ho scritto da nessuna parte che il socialismo reale sia la soluzione...
Anzi. Laddove si è tentato di applicare qualche forma più o meno annacquata di socialismo, c'erano dittature...
in realtà dobbiamo consumare meglio per permettere alle nazioni del 3° mondo di svilupparsi
No, mi spiace, questa è una bugia istituzionalizzata per farci stare tutti (noi occidentali) meglio... Per far sì che l'orchestrina continui a suonare nonostante il Titanic vada a fondo...
Non dobbiamo consumare meglio... Dobbiamo, NECESSARIAMENTE, consumare meno... Anzi, bisognerebbe fare un passo semantico e smetterla proprio di consumare ed iniziare ad utilizzare... Le risorse del pianeta sono scarse, in esaurimento e disponibili per pochi. Quello che la Terra ci può offrire in un anno, gli Occidentali lo bruciano in meno di 6 mesi... Se guardiamo le cose con un minimo di prospettiva, è come se guadagnassimo 1k al mese e andassimo in giro con la ferrari, spendendo ogni 3 giorni per il pieno 600€... Quanto può durare questo scempio? Poco. Probabilmente meno di un secolo...
Aggiungo: se le nazioni del 3° mondo (anche se la classificazione è novecentesca e oramai priva di grande senso...) si sviluppassero come intendiamo noi, sarebbe la fine dell'ecosistema. Con questo non intendo che il benessere debba essere per pochi... Ma voglio dire che il "benessere" così come lo intendiamo, è impossibile da condividere tra 6 miliardi di persone. Forse, ripeto, forse, potrebbe essere sufficiente per 2 miliardi di persone. Forse... Per 6 miliardi, si può tranquillamente lasciare da parte l'economia ed entrare nello studio dei sistemi fisici stocastici, e il collasso è l'unico futuro... Quindi quale possono essere le soluzioni?
1) mangiare meglio (questo sì), meno carne, più frutta e verdura (e può sembrare assurdo per noi, ma già questo cambierebbe drasticamente alcuni trend economici ed ambientali).
2) favorire lo sviluppo dei trasporti pubblici (ovviamente che siano validi, efficienti e capillari) e scoraggiare l'uso dei mezzi privati di circolazione.
3) combattere il globalismo e il localismo dissennato... Alcuni esempi? C'è quello conosciuto della patata raccolta in Sicilia e fatta viaggiare a 400 km/h verso la germania, dove viene lavata, sbucciata, tagliata e fritta per poi essere spedita a 400km/h ad uno stabilimento in Liguria dove viene impacchettata e rispedita a 400km/h a Milano e a Roma da dove poi viene ridistribuita verso tutta Italia, Sicilia compresa... Per non parlare dei cibi che potremmo avere noi, che si fanno i voli transoceanici... E il localismo dissennato che porta alla moltiplicazione insensata delle strutture ospedaliere, delle università, e via dicendo... Quando si parla di alta formazione (non l'istruzione primaria) e di assistenza sanitaria di alto livello (non il pronto soccorso, of course) non ha senso che ogni singolo paese sperduto abbia la propria facoltà e il proprio ospedale con reparti poi affidati secondo logiche familistiche...
Ci sarebbero altri punti, ma per adesso mi litimo a questi.
Per quanto riguarda il capitalismo as usual, bisogna semplicemente guardare in faccia la realtà. Non segue logiche economiche, ma logiche antropologiche... Il capitalismo così come è applicato ed implementato nel 2010 è la legge del più forte... Si utilizza il capitale non per far meglio un paio di scarpe, un computer, un vino, un aereo, bensì si utilizza il capitale per accumulare capitale. Questo è il succo. E allora se il capitale non è uno strumento per far sì che chi abbia capacità artigianali, intellettive senza avere le risorse, i mezzi di produzione possa avere la propria occasione per contribuire a migliorare il mondo, ma diventa uno strumento per rastrellare risorse, esercitare un potere/ricatto politico/sociale/culturale, beh, diventa banale che la logica economica diventa completamente sopraffatta da una logica antropologica... Che fare allora? Beh, alcune cose sono ovvie, come ad esempio imporre alle banche un'utilità sociale (una banca non deve creare denaro dal denaro, e vendere prodotti finanziari come fossero pane e pasta con cui cibarsi), favorire il conflitto di interessi (già noi parliamo di conflitto di interessi, che è una logica competitiva, mentre in realtà il problema è la convergenza, la cooperazione di interessi, gli intrecci nei cda, controllati che sono controllori di se stessi, e via dicendo), rottamare l'esercito di automi "bocconiani", manager che si rigirano le industrie senza neanche sapere cosa producono, come lo producono, etc. etc. L'industriale non può non essere l'artigiano che sa cosa produce... Enzo Ferrari, Olivetti, gente capace di ragionare secondo politiche industriali e non finanziarie. Oggi cosa fa il manager? Si guarda il report dell'azienda, legge costi e ricavi, ed esegue l'algoritmo che gli hanno inculcato all'università da 30k all'anno... La forza lavoro è un costo da tagliare, i diritti sono zavorre, la precarietà l'unica soluzione per fare utili a breve termine, evitando qualsiasi analisi industriale. Direi che per adesso mi posso fermare qui...
(edited)
bel post.
belle riflessioni che condivido pienamente.
Solo che non credo che un semplice cambio culturale individuale (anche su larghissima scala) senza una riorganizzazione complessiva a livello istituzionale possa operare i cambiamenti che tu proponi e che son in effetti desiderabili.
belle riflessioni che condivido pienamente.
Solo che non credo che un semplice cambio culturale individuale (anche su larghissima scala) senza una riorganizzazione complessiva a livello istituzionale possa operare i cambiamenti che tu proponi e che son in effetti desiderabili.
Solo che non credo che un semplice cambio culturale individuale (anche su larghissima scala) senza una riorganizzazione complessiva a livello istituzionale possa operare i cambiamenti che tu proponi e che son in effetti desiderabili.
Vuoi sapere, purtroppo, quale sarà il punto singolare oltre il quale potrà avvenire una riorganizzazione complessiva a livello istituzionale?
Il collasso finanziario.
Che significa congelamento iniziale delle tredicesime, taglio dei servizi, università esclusiva per i soli Trota, screening per la prevenzione dei tumori a pagamento, acqua, luce e gas sempre più cari, precariato coatto per i nati dal '90 in poi, pensione sempre più tardi e sempre meno. E allora le strade sono due. La disperazione può diventare azione disperata o azione illuminata... Come negli scenari post-bellici.
Vuoi sapere, purtroppo, quale sarà il punto singolare oltre il quale potrà avvenire una riorganizzazione complessiva a livello istituzionale?
Il collasso finanziario.
Che significa congelamento iniziale delle tredicesime, taglio dei servizi, università esclusiva per i soli Trota, screening per la prevenzione dei tumori a pagamento, acqua, luce e gas sempre più cari, precariato coatto per i nati dal '90 in poi, pensione sempre più tardi e sempre meno. E allora le strade sono due. La disperazione può diventare azione disperata o azione illuminata... Come negli scenari post-bellici.