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Subject: [POLITICA]
I neonicotinoidi sono tossici per le api, così come tutti gli altri prodotti fitosanitari.
Conosco un paio di apicultori che la pensano molto diversamente ...
Conosco un paio di apicultori che la pensano molto diversamente ...
No , dicono che sono molto più tossici degli altri fitosanitari.
Entrambi hanno avuto danni enormi ..
Entrambi hanno avuto danni enormi ..
resta da dimostrare che lo spread sia collegato in qualche modo all'emissione di un documento di programmazione.
Poi resta da spiegare per quale motivo una democrazia dovrebbe essere schiava di un meccanismo simile, quando potrebbe semplicemente azzerarlo per decreto (il costo del debito, non il debito) rinunciando al feticcio di voi turboliberisti: l'indipendenza della banca d'italia (dal popolo).
Poi resta da spiegare per quale motivo una democrazia dovrebbe essere schiava di un meccanismo simile, quando potrebbe semplicemente azzerarlo per decreto (il costo del debito, non il debito) rinunciando al feticcio di voi turboliberisti: l'indipendenza della banca d'italia (dal popolo).
è perché non c'è miglior schiavo di quello che adora le proprie catene...
oppure che sia convinto che TINA
insomma, le solite cose
oppure che sia convinto che TINA
insomma, le solite cose
tutto normale?
Merkel: Germania si esprimerà su manovra Italia solo dopo colloqui tra Roma e Bruxelles
Merkel: Germania si esprimerà su manovra Italia solo dopo colloqui tra Roma e Bruxelles
AHAHAHAH
La vedo male per Juncker vestito di nero sopra quella terrazza. Una balaustra sarebbe opportuna :D
La vedo male per Juncker vestito di nero sopra quella terrazza. Una balaustra sarebbe opportuna :D
Questo il mondo che stanno creando...
La storia dei bambini stranieri esclusi dalle mense scolastiche a Lodi
Va avanti da diverse settimane ed è la conseguenza di una controversa delibera della nuova sindaca eletta con la Lega
(ANSA)
Da diverse settimane a Lodi, in Lombardia, una delibera emessa dalla sindaca impedisce a decine di bambini stranieri di pranzare alle mense delle scuole materne ed elementari della città e di utilizzare i relativi servizi di scuolabus. Il numero dei bambini coinvolti oscilla fra i duecento e i trecento, e ad oggi non si intravede una soluzione a breve termine. Del caso di Lodi si sono occupati diversi giornali e tv: per esempio sta circolando un approfondito servizio di Piazzapulita andato in onda due giorni fa che mette in fila dati e storie sulle famiglie coinvolte.
Tutto è iniziato nell’estate del 2017, quando la sindaca Sara Casanova – appena eletta con la Lega – firmò una delibera che modificava le regole per beneficiare delle tariffe agevolate per la mensa scolastica e l’autobus. Fino a quel momento i benefici venivano garantiti in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), un indice che tiene conto dei beni mobili e immobili e in estrema sintesi serve a stabilire la ricchezza di una famiglia. Per l’anno scolastico 2018-2019, quello iniziato poche settimane fa, la delibera prevedeva che i genitori nati fuori dall’Unione Europea dovessero presentare una ulteriore documentazione che attestava la loro nullatenenza nel paese di origine (i bambini coinvolti sono quasi tutti nati in Italia).
Nei mesi scorsi diversi genitori si sono attivati per ottenere certificati che provassero la loro situazione economica nei rispettivi paesi di origine, ma molti hanno scoperto che questo tipo di documenti è molto difficile o addirittura impossibile da ottenere. Il Comune, poi, sembra avere usato criteri molto stringenti per valutare i documenti presentati dai genitori stranieri. Hajat, una donna di origini marocchine, ha raccontato a Piazzapulita di essere andata in Marocco a sue spese per ottenere i documenti che certificano la nullatenenza del suo nucleo familiare: dopo averli trovati li ha presentati al Comune, che però li ha respinti per ragioni che Hajat dice di non aver capito. In un reportage pubblicato dal Fatto Quotidiano, il giornalista Davide Milosa scrive che «alla data del 7 settembre scorso, per il solo servizio mensa sono state presentate in Comune 132 domande: di queste 3, con documentazione ritenuta completa o ancora da valutare; 129 sono state invece rifiutate». Il Corriere della Sera scrive di almeno 318 famiglie coinvolte.
Senza le agevolazioni, queste famiglie vengono inserite nella fascia economica più alta e sono costrette a pagare 5 euro per ogni pasto, e 210 euro a trimestre per l’uso dello scuolabus: cifre che molti non si possono permettere, e che di fatto escludono i loro figli da servizi che invece vengono garantiti ai figli dei cittadini italiani. Il risultato è che in assenza dei servizi di autobus e di mensa scolastica i genitori stranieri sono costretti ad accompagnare e riprendere i figli a scuola sia al mattino sia durante i pasti, per dargli da mangiare a casa. Due scuole permettono eccezionalmente ai bambini di portarsi il cibo da casa e mangiare in aule separate dalla mensa: la possibilità di portare a scuola del cibo preparato a casa è teoricamente prevista da una recente sentenza del Consiglio di stato, che però non è ancora stata recepita dalla legge italiana.
La situazione di queste settimane ha generato diversi episodi spiacevoli, raccontate dai giornali: all’ingresso di una mensa scolastica, ad esempio, è comparsa una guardiana con il compito di controllare che solo i bambini in regola potessero accedere al pranzo. Il Corriere della Sera fa notare poi che durante la ricreazione di metà mattina lo yogurt che viene dato per merenda viene servito quasi solo ai bambini figli di genitori italiani.
In un primo momento, intervistata a settembre da Repubblica, la sindaca Casanova aveva difeso la sua delibera, spiegando: «[perché] devo agevolare io queste persone o questi stati che non producono, eventualmente, questa documentazione – che poi è tutto da verificare – a discapito invece dei cittadini che normalmente devono presentare una marea di carte e documenti e ne hanno diritto?».
La settimana scorsa il Comune ha poi approvato un ordine del giorno che prevede che ogni richiesta di agevolazioni sia riesaminata. Casanova ha spiegato al Corriere della Sera che l’impianto della delibera resta in piedi, e che chiederà ai genitori di fornire ulteriori documenti: «se non sarà possibile, verificheremo con le autorità dei Paesi d’origine il motivo per cui non si possono produrre gli atti. Non basta che siano le famiglie a dirci che i documenti non ci sono, ce lo dica il consolato o l’ambasciata. A quel punto, a istruttoria conclusa, daremo un indirizzo». Sembrano operazioni piuttosto lunghe e non è chiaro se la situazione cambierà già nelle prossime settimane.
Del caso di Lodi si stanno già occupando due associazioni molto esperte di protezione degli stranieri, come l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e il Naga: secondo il Fatto Quotidiano, le due associazioni hanno già presentato dei ricorsi civili al Tribunale di Milano per discriminazione su base etnica.
La storia dei bambini stranieri esclusi dalle mense scolastiche a Lodi
Va avanti da diverse settimane ed è la conseguenza di una controversa delibera della nuova sindaca eletta con la Lega
(ANSA)
Da diverse settimane a Lodi, in Lombardia, una delibera emessa dalla sindaca impedisce a decine di bambini stranieri di pranzare alle mense delle scuole materne ed elementari della città e di utilizzare i relativi servizi di scuolabus. Il numero dei bambini coinvolti oscilla fra i duecento e i trecento, e ad oggi non si intravede una soluzione a breve termine. Del caso di Lodi si sono occupati diversi giornali e tv: per esempio sta circolando un approfondito servizio di Piazzapulita andato in onda due giorni fa che mette in fila dati e storie sulle famiglie coinvolte.
Tutto è iniziato nell’estate del 2017, quando la sindaca Sara Casanova – appena eletta con la Lega – firmò una delibera che modificava le regole per beneficiare delle tariffe agevolate per la mensa scolastica e l’autobus. Fino a quel momento i benefici venivano garantiti in base all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), un indice che tiene conto dei beni mobili e immobili e in estrema sintesi serve a stabilire la ricchezza di una famiglia. Per l’anno scolastico 2018-2019, quello iniziato poche settimane fa, la delibera prevedeva che i genitori nati fuori dall’Unione Europea dovessero presentare una ulteriore documentazione che attestava la loro nullatenenza nel paese di origine (i bambini coinvolti sono quasi tutti nati in Italia).
Nei mesi scorsi diversi genitori si sono attivati per ottenere certificati che provassero la loro situazione economica nei rispettivi paesi di origine, ma molti hanno scoperto che questo tipo di documenti è molto difficile o addirittura impossibile da ottenere. Il Comune, poi, sembra avere usato criteri molto stringenti per valutare i documenti presentati dai genitori stranieri. Hajat, una donna di origini marocchine, ha raccontato a Piazzapulita di essere andata in Marocco a sue spese per ottenere i documenti che certificano la nullatenenza del suo nucleo familiare: dopo averli trovati li ha presentati al Comune, che però li ha respinti per ragioni che Hajat dice di non aver capito. In un reportage pubblicato dal Fatto Quotidiano, il giornalista Davide Milosa scrive che «alla data del 7 settembre scorso, per il solo servizio mensa sono state presentate in Comune 132 domande: di queste 3, con documentazione ritenuta completa o ancora da valutare; 129 sono state invece rifiutate». Il Corriere della Sera scrive di almeno 318 famiglie coinvolte.
Senza le agevolazioni, queste famiglie vengono inserite nella fascia economica più alta e sono costrette a pagare 5 euro per ogni pasto, e 210 euro a trimestre per l’uso dello scuolabus: cifre che molti non si possono permettere, e che di fatto escludono i loro figli da servizi che invece vengono garantiti ai figli dei cittadini italiani. Il risultato è che in assenza dei servizi di autobus e di mensa scolastica i genitori stranieri sono costretti ad accompagnare e riprendere i figli a scuola sia al mattino sia durante i pasti, per dargli da mangiare a casa. Due scuole permettono eccezionalmente ai bambini di portarsi il cibo da casa e mangiare in aule separate dalla mensa: la possibilità di portare a scuola del cibo preparato a casa è teoricamente prevista da una recente sentenza del Consiglio di stato, che però non è ancora stata recepita dalla legge italiana.
La situazione di queste settimane ha generato diversi episodi spiacevoli, raccontate dai giornali: all’ingresso di una mensa scolastica, ad esempio, è comparsa una guardiana con il compito di controllare che solo i bambini in regola potessero accedere al pranzo. Il Corriere della Sera fa notare poi che durante la ricreazione di metà mattina lo yogurt che viene dato per merenda viene servito quasi solo ai bambini figli di genitori italiani.
In un primo momento, intervistata a settembre da Repubblica, la sindaca Casanova aveva difeso la sua delibera, spiegando: «[perché] devo agevolare io queste persone o questi stati che non producono, eventualmente, questa documentazione – che poi è tutto da verificare – a discapito invece dei cittadini che normalmente devono presentare una marea di carte e documenti e ne hanno diritto?».
La settimana scorsa il Comune ha poi approvato un ordine del giorno che prevede che ogni richiesta di agevolazioni sia riesaminata. Casanova ha spiegato al Corriere della Sera che l’impianto della delibera resta in piedi, e che chiederà ai genitori di fornire ulteriori documenti: «se non sarà possibile, verificheremo con le autorità dei Paesi d’origine il motivo per cui non si possono produrre gli atti. Non basta che siano le famiglie a dirci che i documenti non ci sono, ce lo dica il consolato o l’ambasciata. A quel punto, a istruttoria conclusa, daremo un indirizzo». Sembrano operazioni piuttosto lunghe e non è chiaro se la situazione cambierà già nelle prossime settimane.
Del caso di Lodi si stanno già occupando due associazioni molto esperte di protezione degli stranieri, come l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e il Naga: secondo il Fatto Quotidiano, le due associazioni hanno già presentato dei ricorsi civili al Tribunale di Milano per discriminazione su base etnica.
«Questi sono qua parassitari degli italiani. Sono come le zecche dei cani». Frasi choc quelle che arrivano da un cittadino di Lodi ai microfoni di ''Piazzapulita'', il programma di La7 in onda tutti i giovedì in prima serata e condotto da Corrado Formigli, e riferite alle famiglie di quei bimbi stranieri impossibilitati a pagare le rette delle mense scolastiche.
Veramente penosa questa delibera , vergogna ....
Come se una famiglia ricca decidesse di lasciare il suo paese per godere dei buoni pasto dell' asilo di Lodi....
(edited)
Come se una famiglia ricca decidesse di lasciare il suo paese per godere dei buoni pasto dell' asilo di Lodi....
(edited)
Aspettiamo matteo e kiwi a giustificare l’operato del sindaco di Lodi. Con una vignetta ed un grafico magari. Che ci dirà che il Comune di Lodi senza le agevolazioni mensa negri potrebbe pagare il reddito di nullafacenza ai propri cittadini, mentre il Pd tace, perché in fondo, “e il PD ?”
sull'ISEE si potrebbe aprire un simposio............. anche e soprattutto per tanti Italiani
Troppo facile truccarlo (per quanto negli ultimi anni si sia fatto già tanto per limitare la cosa, come l'accesso ai conti correnti da parte dell'inps o il rifarsi alla giacenza media e non al 31.12).
resta il fatto che i lavoratori dipendenti sono sempre discriminati rispetto ad autonomi e imprenditori.
è proprio tutto il sistema ISEE da rivedere. italiani o stranieri
Troppo facile truccarlo (per quanto negli ultimi anni si sia fatto già tanto per limitare la cosa, come l'accesso ai conti correnti da parte dell'inps o il rifarsi alla giacenza media e non al 31.12).
resta il fatto che i lavoratori dipendenti sono sempre discriminati rispetto ad autonomi e imprenditori.
è proprio tutto il sistema ISEE da rivedere. italiani o stranieri
verisssimo
l'isee (non so chi l'abbia studiato) è una emerita vaccata.
per presentarlo (mia moglie versa una pensione in giappone) dovrei
- recuperare i documenti
- traduzione avente valore legale (2000 euro)
- spiegare cosa è
escludendo il suo C/C
e quel 25% di un piccolo pezzo di terra
se non presento rischio sanzioni pesantissime
per cui domando:
ma un marocchino o indiano o cinese o giapponese o antartico etc etc lo presenta corretto?
C/C e similia di casa loro?
non credo squiz non credo proprio
poi a cremona sono molti gli italiani che non pagano, nel 90% dei casi perchè non hanno neanche i soldi per mangiare...
l'isee (non so chi l'abbia studiato) è una emerita vaccata.
per presentarlo (mia moglie versa una pensione in giappone) dovrei
- recuperare i documenti
- traduzione avente valore legale (2000 euro)
- spiegare cosa è
escludendo il suo C/C
e quel 25% di un piccolo pezzo di terra
se non presento rischio sanzioni pesantissime
per cui domando:
ma un marocchino o indiano o cinese o giapponese o antartico etc etc lo presenta corretto?
C/C e similia di casa loro?
non credo squiz non credo proprio
poi a cremona sono molti gli italiani che non pagano, nel 90% dei casi perchè non hanno neanche i soldi per mangiare...