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Subject: [POLITICA]

2010-10-19 10:13:20

il fatto che esistano persone corrotte e giornalisti venduti non c'entra un cavolo con la legittima critica

una critica è legittima quando si basa sull'equità delle informazioni a disposizione su cui poter impostare la propria critica. invece qui emerge un quadro di istigazione alla critica verso dei personaggi che sono criticabili quanto ognuno di noi, ma che qualcuno aveva interesse che venissero criticati e messi sotto i riflettori più di altri. ad esempio parlare del conto in banca di Grillo ha senso solo se si hanno a disposizione i dati su tutti i contribuenti italiani in modo da poter rapportare il suo modo di guadagnare rispetto ad altri. Ben altra cosa è fornire dati riservati di soggetti selezionati in modo che la gente possa "sciaquarsi la bocca".
2010-10-19 10:18:09
una critica è legittima quando si basa sull'equità delle informazioni a disposizione su cui poter impostare la propria critica.

ma neanche per idea
una critica è legittima quando si critica qualcosa di reale e non di immaginario

che poi da parte della finanza siano stati commessi dei reati è un'altra cosa e tali reati saranno perseguiti da chi di dovere



Ben altra cosa è fornire dati riservati di soggetti selezionati in modo che la gente possa "sciaquarsi la bocca".

qui a sciacquarti la bocca ci sei solo te
2010-10-19 10:30:31
una critica è legittima quando si critica qualcosa di reale e non di immaginario

una critica in cui i termini di paragone non sono completi è solo aria fritta. hanno lanciato un'esca e in molti hanno abboccato (te compreso). un discorso equo avrebbe necessitato di comparare tali dati con altri politici\giornalisti\parlamentari cosa che invece viene fatta solo a convenienza dell'editore di turno (e di chi lo controlla).

qui a sciacquarti la bocca ci sei solo te

hai la coda di paglia? parlo in generale e ti senti chiamato in causa... cmq noto che mantieni il tuo solito stile e attendo la tua prossima risposta sferzante (a cui non risponderò in quanto ho da lavorare). io quello che dovevo dire l'ho detto, poi a buon intenditor poche parole.
2010-10-19 10:38:11
una critica è legittima quando si critica qualcosa di reale e non di immaginario

una critica in cui i termini di paragone non sono completi è solo aria fritta.[i]

balle
aria fritta tienilo per te




[i]hanno lanciato un'esca e in molti hanno abboccato (te compreso). un discorso equo avrebbe necessitato di comparare tali dati con altri politici\giornalisti\parlamentari cosa che invece viene fatta solo a convenienza dell'editore di turno (e di chi lo controlla).


balle
non una sola volta sei riuscito a trovare falle nelle mie argomentazioni, al contrario quel che scrivi te normalmente è solo diffamazione dell'interlocutore come stai facendo in questo momento



qui a sciacquarti la bocca ci sei solo te

hai la coda di paglia? parlo in generale e ti senti chiamato in causa... cmq noto che mantieni il tuo solito stile e attendo la tua prossima risposta sferzante (a cui non risponderò in quanto ho da lavorare).


nessuna coda di paglia
non sono io quello che lancia il sasso e nasconde la mano

ancora una volta anche qui sei te a lanciare merda sugli altri e poi a incazzarti se uno schizzo ti viene restituito


io quello che dovevo dire l'ho detto, poi a buon intenditor poche parole

appunto
hai lanciato la solita palata di merda sugli altri, adesso puoi passare la pala a un altro componente del coro perchè continui l'opera

niente di diverso da quello che fai abitualmente invece di discutere NEL MERITO delle questioni
(edited)
2010-10-19 11:33:03
Ma guarda, forse il titolo è stato volutamente "sbagliato"

poichè chiunque legge negazionismi... la prima cosa che pensa è la shoah!

Di politico ci vedo ben poco... è la teoria di un tizio che la pensa in un modo

chi se lo fila se lo va a sentire


se posso dirti la mia non credo che, purtroppo, sul negazionismo del darwinismo non c'entri la politica.
Il darwinismo sta ricevendo molti attacchi da una parte politica e dalle gerarchie ecclesiastiche :(
2010-10-19 11:47:39
questo dovrebbe essere ampiamente sufficiente a scacciare ogni ombra gettata dal pessimo articolo del "fatto"

non mi sembra per niente che sia un pessimo articolo.
2010-10-19 12:29:53
questo dovrebbe essere ampiamente sufficiente a scacciare ogni ombra gettata dal pessimo articolo del "fatto"

non mi sembra per niente che sia un pessimo articolo.


io direi proprio di si
infatti invece di porre l'accento critico sulla antidarwinismo, l'intero articolo è impostato contro il Comune di Milano
2010-10-19 12:34:19
infatti invece di porre l'accento critico sulla antidarwinismo, l'intero articolo è impostato contro il Comune di Milano

Comune di Milano che, magari sbaglio, appare sempre più come una dépendance ciellina...
2010-10-19 13:38:53
Media & regime | di Redazione Il Fatto Quotidiano

19 ottobre 2010


“Pressioni da Zimbawe” e la Rai censura
anche il duo Benigni-Saviano

Dopo Annozero, il direttore generale Mauro Masi ha bloccato i contratti del comico toscano e dell'autore di Gomorra. E a Porta a Porta scatta il processo a Santoro

Roberto Benigni e Roberto Saviano che dialogano dei rapporti tra Silvio Berlusconi e la malavita in diretta su Raitre: il peggior incubo del direttore generale Mauro Masi poteva diventare realtà nel nuovo programma Vieni via con me. Testi già scritti (di cui il premio Oscar e lo scrittore di “Gomorra” vanno anche molto fieri) ed esordio previsto per l’8 novembre. Ma gli autori non hanno tenuto conto delle “pressioni da Zimbabwe” che anche questa volta il Cavaliere deve aver esercitato sui vertici di viale Mazzini. Così è arrivato, ufficiale, il veto della Rai che ha bloccato i contratti di Benigni, Antonio Albanese e Paolo Rossi, i quali erano disposti a lavorare anche a titolo gratuito.

La trattativa con il produttore Endemol, che detiene i diritti del format, va avanti da mesi, ma non è andata a buon fine perché l’azienda non voleva contrattualizzare Saviano. Lo scrittore, rappresentato proprio da Endemol, doveva debuttare da conduttore assieme a Fabio Fazio per quattro puntate pronte dallo scorso febbraio.

La notizia dell’ultima censura ex ante in casa Rai arriva in un lunedì nero per Masi. Annozero continuerà nonostante la sanzione imposta dal dg a Michele Santoro. Il conduttore di Annozero ha annunciato di aver interrotto l’appello al suo pubblico perché, come prevede la legge, la sua richiesta di accedere all’Arbitrato ha sospeso l’applicazione della sanzione fino a che un giudice deciderà. Poi il caso Report: domenica l’avvocato del premier Niccolò Ghedini ha tentato, invano, di impedire la messa in onda della trasmissione condotta da Milena Gabanelli. E la faccia di Masi a Porta a Porta parlava da sola. Pur presente in collegamento dal suo studio in viale Mazzini (una foto con Benedetto XVI e un gagliardetto della Lazio) Bruno Vespa deve sperare che Masi sia particolarmente distratto.

Perché se ogni secondo il direttore generale invoca il pluralismo e il contraddittorio, né l’uno né l’altro hanno sfiorato le poltrone bianche di Porta a Porta, dove il conduttore ha inscenato un processo di un’ora e mezza a Santoro e Annozero, senza un rappresentante del programma. Di più: la platea era sbilanciata a destra con i direttori di Panorama (Giorgio Mulè), Libero (Maurizio Belpietro), e il senatore Maurizio Gasparri (Pdl). Dall’altra parte l’ambidestro Piero Sansonetti (Calabria Ora), il morbido Matteo Colaninno (Pd) e il segretario della Fnsi, Franco Siddi.

Masi aveva l’aria dimessa di chi deve incassare, anzi si condanna a subire l’ennesima sconfitta nella battaglia contro Santoro: “Questa faccenda ha stancato me e anche voi e spero che oggi sia l’ultima volta che torni a parlare del tema. Abbiamo applicato le norme della Rai e del diritto del lavoratore, e la sanzione sarà applicata quando il percorso sarà compiuto”. A differenza del “vedremo” detto con ghigno da Gianluigi Paragone, stavolta Masi sulla presenza in video di Annozero deve arrendersi alla legge.

Ma bastava leggere il titolo di Porta a Porta – “Le regole valgono per tutti?” – per capire il tenore della puntata. E l’introduzione di Cecilia Primerano – lodata da Masi – completava l’opera: “In una televisione fatta di insulti, ci sta pure il vaff di Santoro”. Il video della metafora viene stipato in due secondi per confondere le idee. E di ripresa in ripresa, come su un ring con un pugile solo, i protagonisti hanno seminato dubbi e bugie. Hanno fatto riferimento a una sospensione di Santoro per una puntata di Samarcanda su Salvo Lima, e non è vero. E Gasparri, mentendo a sua volta, allude al suicidio del maresciallo Antonino Lombardo nei giorni successivi a Tempo Reale: due sentenze hanno già condannato chi ha tirato in ballo Santoro. Informate Vespa.
2010-10-19 13:42:38
questo dovrebbe essere ampiamente sufficiente a scacciare ogni ombra gettata dal pessimo articolo del "fatto"

non mi sembra per niente che sia un pessimo articolo.

io direi proprio di si
infatti invece di porre l'accento critico sulla antidarwinismo, l'intero articolo è impostato contro il Comune di Milano


legittimo, visto che il Comune controlla politicamente la fondazione stelline (o dovrebbe farlo) come dice testualmente Basilio Rizzo, consigliere comunale da diversi mandati
2010-10-19 13:44:03
...La trattativa con il produttore Endemol, che detiene i diritti del format, va avanti da mesi, ma non è andata a buon fine perché l’azienda non voleva contrattualizzare Saviano. Lo scrittore, rappresentato proprio da Endemol, doveva debuttare da conduttore assieme a Fabio Fazio per quattro puntate pronte dallo scorso febbraio....

quello che rende davvero poco chiaro la faccenda è che la Endemol è una società di Berlusconi ....

ovvero da come viene presentato l'articolo, appare come se la società di Berlusconi abbia progettato lo show e tentato in tutti i modi di metterlo in onda, mentre la RAI lo abbia impedito
2010-10-19 13:45:49
questo dovrebbe essere ampiamente sufficiente a scacciare ogni ombra gettata dal pessimo articolo del "fatto"

non mi sembra per niente che sia un pessimo articolo.

io direi proprio di si
infatti invece di porre l'accento critico sulla antidarwinismo, l'intero articolo è impostato contro il Comune di Milano

legittimo, visto che il Comune controlla politicamente la fondazione stelline (o dovrebbe farlo) come dice testualmente Basilio Rizzo, consigliere comunale da diversi mandati



non è legittimo per niente

dato che come abbiamo già abbondantemente visto ieri, la mostra non è patrocinata ne dal comune di milano ne dalla fondazione ed è stata fatta a pagamento, così come le altre convention private che si svolgono questa settimana
2010-10-19 14:30:11
ovvero da come viene presentato l'articolo, appare come se la società di Berlusconi abbia progettato lo show e tentato in tutti i modi di metterlo in onda, mentre la RAI lo abbia impedito

la cosa ridicola è la querelle sui compensi di Benigni e Saviano. entrambi hanno dichiarato di essere disposti a partecipare anche gratis, quindi se il problema è sui soldi la cosa non sarebbe dovuta neacnhe nascere. su Endemol poi, basta dire che la Rai ha smantellato la sua struttura interna di formazione di autori per programmi per comprare da società riconducibili a esponenti del governo del centro-destra già da oltre 10 anni. andrebbe vista anche in questa ottica la voglia di Fini e Bocchino di "privatizzare" la Rai prima che magari perdano le elezioni e gli appalti vadano altrove (per il Berlusca il danno è meno grave visto che lui possedendo le televisioni ha sempre dove collocare i prodotti Endemol e Magnolia).
2010-10-19 18:01:39
Lodo Alfano retroattivo, via libera in commissione. Bersani: «Vergogna»

La norma prevede un voto parlamentare per lo stop ai processi su fatti antecedenti l'assunzione della carica

Sì anche dei finiani. Di pietro: «Smascherato il finto ritorno alla legalità di fli»

Inchiesta su corruzione la Camera salva Lunardi

A votare a favore del rinvio degli atti sono stati i partiti di maggioranza, Pdl, Lega e Fli, contro le opposizioni di Pd, Idv e Udc.


che dire...
2010-10-19 18:04:06
contemporaneamente Granata sul suo blog all'interno di FQ scriveva



Bisogna però avere ben chiaro che due elementi sono imprescindibili e rappresentano il vero perimetro pubblico e politico della nostra nuova impresa e dello stato nascente della nostra identità: la coerenza e l’esempio.

La coerenza nei comportamenti parlamentari su “temi sensibili” come legalità e giustizia: quindi una chiusura netta a qualsiasi ulteriore legge ad personam e un impegno a viso aperto per rendere operative immediatamente rigorosissime norme anticorruzione e antimafia.


2010-10-19 18:04:40
incredibile... e la gente pure li vota