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Subject: [POLITICA]

2010-10-23 18:45:59

scherzi a parte deve prima superare l'iter parlamentare (ed eventuale referendum popolare se non raggiunge i 2/3 della maggioranza) prima di diventare efficace in qualità di norma di rango costituzionale.


infatti sono convinto che il sì di fini sia un'abile concessione che tiene conto di questi "ostacoli" e potrebbe quindi essere ininfluente. Tra l'altro manca anche la Corte Costituzionale nell'iter di approvazione eventuale.

Molto più pericolose le leggi su intercettazioni e provesso breve
2010-10-23 18:49:08
movimenti di estrema destra aumentano il loro consenso in tutta europa con la stessa ricetta,

ma dai su pupe, sempre a voler far entrare la politica nel calcio... non sono di destra, son ragaaaaazzzi......
2010-10-25 17:18:43
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/25/il-blocco-del-parlamento-un-altro-pezzo-di-stato-repubblicano-che-cade/73518/

che bello vedere il coro all'opera. VERGOGNA!!!! (:PPPP)

a parte gli scherzi vi consiglio vivamente la lettura dell'intervista al link che ho riportato. Furio Colombo racconta come e perché il Parlamento è bloccato per 20 giorni.

Questo lo trovo di una gravità senza precedenti. Peggio di tutte le pastette mafiose e la distruzione della giustizia di Berlusconi.
2010-10-25 19:48:36
2010-10-26 11:02:31
ad ulteriore conferma e magari da una fonte non schifata a priori da molti.

Camere paralizzate, in un anno 10 leggi
Dal 1° gennaio l'Aula di Montecitorio si è riunita 126 volte, il Senato 92

Il caso L'attività è ridotta al minimo. Le cause? Pochi soldi, priorità e tempi dettati dal governo


ROMA - Alla Camera dicono che succede, qualche volta. Succede quando arriva la Finanziaria, che adesso si chiama «legge di stabilità». Allora si ferma tutto, in religiosa attesa che la commissione Bilancio partorisca. Ecco spiegato perché almeno per tutta la prossima settimana le luci dell'Aula di Montecitorio resteranno spente. Con il risultato che molti deputati, come ha sottolineato ieri sul Messaggero Marco Conti, potranno godersi un periodo di ferie supplementari.
Quella spiegazione «ufficiale», tuttavia, non spiega perché da tempo, ormai, i parlamentari non si ammazzano di lavoro. La verità è che non c'è il becco di un quattrino. Ma soprattutto che è il governo a dettare tempi, modi e priorità. Eppure, nonostante le difficoltà economiche, gli argomenti non mancherebbero. La commissione Giustizia della Camera, per esempio, ha praticamente concluso l'esame di un provvedimento antiusura già approvato dal Senato. Che però, senza apparenti motivazioni, procede lentissimo. Come anche il disegno di legge anticorruzione, approvato dal Consiglio dei ministri otto mesi or sono, e ora parcheggiato nelle commissioni di Palazzo Madama. A motori spenti. In questo caso però una ragione c'è. Si deve assicurare una corsia preferenziale al Lodo Alfano.

Per rendersi conto dell'apatia nella quale sono immerse le Camere è sufficiente dare uno sguardo ai calendari. Il Senato sarà impegnato nella discussione di mozioni sulla politica agricola comune, poi di risoluzioni, interrogazioni e interpellanze. Invece la Camera, quando la vacanzina sarà finita, dovrà fare i conti con le norme di «sostegno agli agrumeti caratteristici». Senza contare il trasferimento della Consob da Roma a Milano, preteso dalla Lega. Tutto questo, naturalmente, sempre che l'esecutivo non decida di sconvolgere il ruolino di marcia. Ma nemmeno il governo «del fare» di Silvio Berlusconi, che pure ha appena ripromesso una raffica di riforme, sembra percorso da un frenetico attivismo. Per dirne una, è da 117 giorni che aspettiamo la nomina del presidente Consob. Se non si riesce a fare quella, figuriamoci la riforma fiscale...


Cinque mesi sono passati da quando il presidente della Camera Gianfranco Fini sbottò pubblicamente («a meno che il governo non presenti qualche decreto c'è il rischio di una paralisi dell'attività legislativa della Camera!»), scandalizzato per il fatto che il lavoro dei parlamentari era ormai limitato a due giorni la settimana, e nulla è cambiato. Nei 298 giorni trascorsi dal primo gennaio l'assemblea di Montecitorio si è riunita 126 volte. Quella di Palazzo Madama ancora meno: 92.


Il 18 ottobre la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato una legge approvata l'8 ottobre scorso, l'ultimo dei 74 provvedimenti entrati e usciti dal Parlamento quest'anno. In quel numero sono compresi 18 decreti legge del governo e altri tre provvedimenti di routine, sempre di fonte governativa, come la legge comunitaria. Poi ci sono le 17 leggi di conversione di altrettanti decreti. Quindi 22 ratifiche di trattati internazionali: atti dovuti. Ne restano dunque 14, fra cui ci sono però anche provvedimenti nati da disegni di legge governativi. Per esempio quello del ministro dell'Interno Roberto Maroni sulla nuova disciplina antimafia. Delle dodici leggi «superstiti» fanno poi parte provvedimenti a uso e consumo dei partiti e della politica, come la legge sul legittimo impedimento che ha consentito al premier di non partecipare per motivi istituzionali ai processi che lo vedono imputato, o come la sanatoria delle liste elettorali per le Regionali. Ne restano dunque una decina. Una pattuglia sparuta, nella quale, oltre a provvedimenti di indubbio spessore sociale, come le disposizioni a favore dei malati terminali, dei sordociechi, o degli alunni dislessici, troviamo per esempio una legge che consente di nominare un finanziere comandante delle Fiamme Gialle, una norma sul personale dell'agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie...

La carestia legislativa farà senza dubbio contento il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, immortalato mentre inceneriva con un lanciafiamme migliaia di provvedimenti inutili. Eppure anche nel suo partito, la Lega Nord, qualcuno ha masticato amaro. L'avvocato messinese Matteo Brigandì, fiero delle 199 cause vinte in difesa del suo leader Umberto Bossi, con coraggio leonino ha annunciato un giorno il gesto clamoroso: «Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare. Le Camere sono state svuotate di ogni loro funzione. Non hanno più alcun potere di iniziativa legislativa e sono state messe nella condizione di fare solo il notaio del governo». È decaduto dall'incarico il 30 luglio 2010. Giusto poche ore dopo essere stato eletto nel Csm dal Parlamento. Per inciso, Brigandì era stato uno dei proponenti del legittimo impedimento.

Sergio Rizzo
26 ottobre 2010


corriere
2010-10-26 11:03:54
io mi candiderei, ci metterei il massimo impegno: 200 giorni lavorativi all'anno, 8h al giorno !!!!

votatemi!!!!!!!!!!
2010-10-26 20:19:34
Algir non è riuscito più a trattenersi...



Capezzone aggredito a Roma
"Colpito da un pugno al viso"


ROMA - Daniele Capezzone, portavoce nazionale del Pdl, è stato aggredito a pochi metri dalla sede di via dell'Umiltà da uno sconosciuto, che gli ha sferrato un pugno al viso e poi si è dileguato. Lo riferisce Gregorio Fontana, deputato del Popolo della libertà tra i primi ad soccorrere il collega insieme al coordinatore nazionale, Denis Verdini.

Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia, Capezzone è stato subito soccorso e portato via in ambulanza. "Si tratta di un fatto gravissimo, sintomo di un clima avvelenato e di tensione che condanniamo", dice Fontana. Raggiunto telefonicamente, dal portavoce del partito poche parole: "Sono stato aggredito, mi hanno dato un pugno...".

Immediato l'attestato di vicinanza dal gruppo parlamentare Pdl alla Camera . "Esprimiamo una totale solidarietà a Daniele Capezzone e rileviamo - dice il capogruppo Cicchitto- che l'atmosfera peggiora sempre di più a causa dell'esistenza di uno squadrismo di sinistra che accentua col passare del tempo la sua arroganza e la sua aggressività. Il noto network dell'odio sta producendo effetti nefasti sempre più' visibili".

Arriva poi la solidarietà di Renato Brunetta: "Da tempo metteva in guardia il Paese da un clima politico avvelenato, che tanti seminatori di odio non esitano ad alimentare con un linguaggio violento. Purtroppo (per lui e per tutti noi) anche questa volta ha avuto ragione".

Dello stesso tenore le parole di Sandro Bondi: "Che cosa deve ancora accadere affinchè cessi il clima di odio contro di noi alimentato da una parte della sinistra e dell'informazione ideologizzata?".

Per il Pd parla il vicepresidente del Senato Vannino Chiti, secondo il quale "la violenza deve essere sempre messa al bando e condannata con fermezza. In nessun caso è accettabile che la diversità di opinione sfoci in atteggiamenti di questa gravità. A Capezzone va la mia solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione". Poi anche Dario Franceschini, che "a nome di tutto il gruppo del Pd" esprime solidarietà "alla vittima di una ignobile aggressione che condanniamo con fermezza. Inviterei anche gli esponenti di maggioranza che si sono subito affrettati a dire che la responsabilità è di uno squadrismo di sinistra e di un network dell'odio a riflettere prima di parlare".

Nichi Vendola ha inviato al parlamentare aggredito un telegramma. "La solidarietà di Sinistra Ecologia Libertà, con l'augurio di una pronta guarigione, e la certezza che le forze dell'ordine faranno luce su questo gesto odioso di cui è stato vittima il portavoce del Pdl".

(26 ottobre 2010)
2010-10-26 22:06:59
Se a uno venisse voglia di esprimere solidarietà, legge i commenti deliranti di Cicchitto e compagnia e la voglia gli passa.
2010-10-26 22:56:18
ma veramente....!
quante storie per un pugno in faccia! chissà quanti ne ha presi a scuola, il capezzone.
(edited)
2010-10-26 22:59:28
Cioè ?
E' normale che la gente si prenda a pugni in faccia?
2010-10-26 23:12:10
non sappiamo nemmeno il perchè.
2010-10-26 23:34:22
Capezzone, don't worry:
L'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia... (cit.)
2010-10-26 23:53:22
Il premier e la minorenne. Indagine della procura a Milano

Aperto un fascicolo sulla storia di una ragazza marocchina, attualmente ospite di una comunità protetta, che avrebbe frequentato Berlusconi. La minore faceva parte del giro di Lele Mora
Chi gli sta vicino racconta che Silvio Berlusconi è da qualche giorno nervoso, preoccupato. Non soltanto per le vicende della politica italiana: c’è una storia, sottotraccia, che lo angustia più d’ogni conflitto dentro il Pdl, più delle vicissitudini del lodo Alfano, più dei rapporti con il capo dello Stato. Una ragazza, appena diciottenne, sta raccontando di avere avuto incontri con lui quando era ancora minorenne.

Un nuovo caso Noemi Letizia? No, una vicenda ancor più spinosa, perché questa volta la ragazza racconta fatti, incontri, contesto, particolari. Fa i nomi di protagonisti e comprimari. La storia ha, per ora, contorni molto indefiniti. La ragazza, la chiameremo “Ruby”, è di nazionalità marocchina e in questo momento sarebbe ospite di una comunità protetta.

Ma fino a qualche tempo fa faceva parte del giro di Lele Mora, che si vanta di essere un vecchio amico di Silvio Berlusconi ed è rimasto vicino al suo ambiente anche dopo le sue disavventure finanziarie (il crac della sua Lm management) e giudiziarie (da cui è uscito con un proscioglimento). La sua auto ha continuato a varcare i cancelli della villa di Arcore: a bordo, un sorridente Lele di solito accompagnato da un paio di ragazze.
“Ruby”, dunque, era in contatto con Mora. Faceva serate in discoteca, sperando di farsi notare per entrare alla grande nel mondo della moda o della tv. Poi avrebbe avuto il contatto ravvicinato (o i contatti ravvicinati) con Silvio Berlusconi. Questo, almeno, è ciò che racconta.

Secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, i suoi racconti sono ora al vaglio dei magistrati della Procura della Repubblica di Milano: dichiarazioni tutte da verificare, perché non prive di smagliature e vistose contraddizioni. Potrebbero essere un tentativo di ricatto, una trappola, una storia inquinata. Oppure un confuso tentativo di farsi ascoltare, lanciato da una ragazza finita in una storia più grande di lei. Soltanto verifiche scrupolose permetteranno di capire che cosa c’è di vero nei racconti di “Ruby”.

Per ora, in questa vicenda scivolosa, di certo c’è solamente il fatto che una ragazza sta parlando. Il contesto è quello emerso negli ultimi diciotto mesi: a partire dalla primavera del 2009, quando il presidente del Consiglio partecipò in una discoteca di Casoria alla festa per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia; e Veronica Lario, moglie di Berlusconi, definì “ciarpame senza pudore” la candidatura di alcune giovani ragazze nelle liste del Pdl alle elezioni europee, ma soprattutto accennò a “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica”. Poi scoppiò lo scandalo delle notti con Patrizia D’Addario e altre ragazze a Palazzo Grazioli, a Roma, e delle feste estive a villa Certosa, in Sardegna.

Un uomo politico alla guida del Paese ha il dovere di non rendersi ricattabile con i suoi comportamenti. Le cronache di questi mesi hanno dovuto invece registrare più d’una polemica attorno allo stile di vita del presidente del Consiglio. Questo oggettivamente lo espone, al di là di ogni valutazione morale, a pressioni e ricatti. Se poi quello che racconta “Ruby” fosse vero, sarebbe possibile anche ipotizzare reati. Avere rapporti sessuali con minorenni tra i 14 e i 18 anni configura infatti il reato di violenza sessuale, se il rapporto è avvenuto approfittando dell’inferiorità fisica o psicologica del minore. Se poi la minore è stata pagata con denaro “o altra utilità”, dice il codice, scatta il reato di prostituzione minorile, che punisce l’adulto che quei rapporti sessuali ha preteso.

Ma tutto questo potrebbe essere un’inutile esercitazione. Nessuno per ora è in grado di dire se ciò che la ragazza racconta sia la verità. Le verifiche, delicate e difficili, sono in corso.

Da Il Fatto Quotidiano del 26/10/2010

Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha smentito nel pomeriggio l’esistenza di denunce e fascicoli contro Silvio Berlusconi. Il Fatto Quotidiano, in realtà, non ha mai parlato di denuncia contro il premier. Conferma invece l’esistenza di una indagine in corso sui presunti rapporti di una ragazza minorenne di origine marocchina legata al giro di Lele Mora con Silvio Berlusconi. Ulteriori dettagli saranno pubblicati sul quotidiano di domani. Intanto alle 19 e 51 l’agenzia di stampa Agi ha confermato l’esistenza del fascicolo in carico al sostituto procuratore Antonio Sangermano
2010-10-26 23:54:09
non sappiamo nemmeno il perchè.

giusto!

si trova sempre un valido motivo per giustificare un po' di botte

lo dicevano anche gli squadristi del fascio
2010-10-27 00:18:09
Cioè ?
E' normale che la gente si prenda a pugni in faccia?


no, nessuno se lo augura. Certo che anche stavolta è scappato. Scappano sempre.
2010-10-27 00:37:08
Se a uno venisse voglia di esprimere solidarietà, legge i commenti deliranti di Cicchitto e compagnia e la voglia gli passa.



sono solidale allo sconosciuto.