Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!
 Topic closed!!!

Subject: [POLITICA]

2010-10-27 14:39:12
Sono in parte d'accordo.
Il fatto è che la democrazia RAPPRESENTATIVA contiene in sé il germe della mala-politica...


Non sono d'accordo: se nei partiti ci sono gente che disattendono i desideri di chi li ha eletti per perseguire un loro interesse, la colpa è di chi ha scelto male come farsi rappresentare. Non è pessimo il sistema, è pessima la qualità media delle persone che lo attuano.

Non è vero di per sé che pochi decidono e tanti avallano decisioni prese. questa situazione si crea con il disinteresse e la delega in bianco che milioni di persone fanno andando a votare senza partecipare alla vita interna dei partiti o senza informarsi su chi votano.
La tua "ora al circolino" da sola sembrerebbe servire a poco. Ma va messa insieme a quella di tutti per essere una forza dirompente. Il decidere di demolire qualcosa senza prendere in mano una mazzetta (nel senso di grosso martello, neh), aspettando che crolli da sola per fatti suoi, dal mio punto di vista è incomprensibile.
Si può poi decidere dove andare, o come evolversi: ma l'impegno personale è il primo passo. E chiudo con una vecchia favola italiana poco conosciuta: i Giovani Turchi.
2010-10-27 15:37:17
Quando ci sono le elezioni, però, il tuo ruolo è quello dell'elettore e nient'altro. Quel giorno lì ti si chiede di votare e basta, le azioni individuali contano zero.

Dici bene. Finché sono individuali contano zero. Il problema è che non dovrebbero essere individuali.
Il problema è che 20 milioni di italiani o poco più vanno in cabina a scegliere se ordinare un piatto di escrementi solido o uno liquido per i successivi 3/4 anni...

A forza di turarsi il naso, abbiamo (avete) smesso di respirare.
IMHO, of course!


eh vabbè ma così non ne esci
2010-10-27 16:56:58
Il Cavaliere spiegato ai posteri
Dieci motivi per 20 anni di «regno»

Il segreto della longevità politica del premier e la pancia del Paese

Cosa pensa la maggioranza degli italiani? «è uno di noi». E chi non lo pensa, lo teme


«Berlusconi, perché?». Racconta Beppe Severgnini che nel suo girovagare per il mondo infinite volte si è sentito rivolgere quella domanda da colleghi giornalisti, amici, scrittori di diverso orientamento politico, animati da curiosità più che da preconcetti. E così, cercando una risposta per loro, ha cominciato a elencare i fattori del successo del Cavaliere. Umanità, astuzia, camaleontica capacità di immedesimarsi negli interlocutori. Virtù (o vizi?) di Berlusconi, ma anche del Paese che ha deciso di farsi rappresentare da lui. Disse una volta Giorgio Gaber: «Non ho paura di Berlusconi in sé. Ho paura di Berlusconi in me». Quella frase fa da epigrafe a «La pancia degli italiani. Berlusconi spiegato ai posteri», il libro di Beppe Severgnini in vendita da oggi, del quale pubblichiamo l'introduzione

Spiegare Silvio Berlusconi agli italiani è una perdita di tempo. Ciascuno di noi ha un'idea, raffinata in anni di indulgenza o idiosincrasia, e non la cambierà. Ogni italiano si ritiene depositario dell'interpretazione autentica: discuterla è inutile. Utile è invece provare a spiegare il personaggio ai posteri e, perché no?, agli stranieri. I primi non ci sono ancora, ma si chiederanno cos'è successo in Italia. I secondi non capiscono, e vorrebbero. Qualcosa del genere, infatti, potrebbe accadere anche a loro. Com'è possibile che Berlusconi - d'ora in poi, per brevità, B. - sia stato votato (1994), rivotato (2001), votato ancora (2008) e rischi di vincere anche le prossime elezioni? Qual è il segreto della sua longevità politica? Perché la maggioranza degli italiani lo ha appoggiato e/o sopportato per tanti anni? Non ne vede gli appetiti, i limiti e i metodi? Risposta: li vede eccome. Se B. ha dominato la vita pubblica italiana per quasi vent'anni, c'è un motivo. Anzi, ce ne sono dieci.

1) Fattore umano
Cosa pensa la maggioranza degli italiani? «Ci somiglia, è uno di noi». E chi non lo pensa, lo teme. B. vuole bene ai figli, parla della mamma, capisce di calcio, sa fare i soldi, ama le case nuove, detesta le regole, racconta le barzellette, dice le parolacce, adora le donne, le feste e la buona compagnia. È un uomo dalla memoria lunga capace di amnesie tattiche. È arrivato lontano alternando autostrade e scorciatoie. È un anticonformista consapevole dell'importanza del conformismo. Loda la Chiesa al mattino, i valori della famiglia al pomeriggio e la sera si porta a casa le ragazze. L'uomo è spettacolare, e riesce a farsi perdonare molto. Tanti italiani non si curano dei conflitti d'interesse (chi non ne ha?), dei guai giudiziari (meglio gli imputati dei magistrati), delle battute inopportune (è così spontaneo!). Promesse mancate, mezze verità, confusione tra ruolo pubblico e faccende private? C'è chi s'arrabbia e chi fa finta di niente. I secondi, apparentemente, sono più dei primi.

2) Fattore divino
B. ha capito che molti italiani applaudono la Chiesa per sentirsi meno colpevoli quando non vanno in chiesa, ignorano regolarmente sette comandamenti su dieci. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità che pretendiamo dai nostri leader. L'indignazione privata davanti all'incoerenza pubblica è il movente del voto in molte democrazie. Non in Italia. B. ha capito con chi ha a che fare: una nazione che, per evitare delusioni, non si fa illusioni. In Vaticano - non nelle parrocchie - si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi. Movimenti di ispirazione religiosa come Comunione e Liberazione preferiscono concentrarsi sui fini - futuri, quindi mutevoli e opinabili - invece che sui metodi utilizzati da amici e alleati. Per B. quest'impostazione escatologica è musica. Significa spostare il discorso dai comportamenti alle intenzioni.

3) Fattore Robinson
Ogni italiano si sente solo contro il mondo. Be', se non proprio contro il mondo, contro i vicini di casa. La sopravvivenza - personale, familiare, sociale, economica - è motivo di orgoglio e prova d'ingegno. Molto è stato scritto sull'individualismo nazionale, le sue risorse, i suoi limiti e le sue conseguenze. B. è partito da qui: prima ha costruito la sua fortuna, accreditandosi come un uomo che s'è fatto da sé; poi ha costruito sulla sfiducia verso ciò che è condiviso, sull'insofferenza verso le regole, sulla soddisfazione intima nel trovare una soluzione privata a un problema pubblico. In Italia non si chiede - insieme e con forza - un nuovo sistema fiscale, più giusto e più equo. Si aggira quello esistente. Ognuno di noi si sente un Robinson Crusoe, naufrago in una penisola affollata.

4) Fattore Truman
Quanti quotidiani si vendono ogni giorno in Italia, se escludiamo quelli sportivi? Cinque milioni. Quanti italiani entrano regolarmente in libreria? Cinque milioni. Quanti sono i visitatori dei siti d'informazione? Cinque milioni. Quanti seguono Sky Tg24 e Tg La7? Cinque milioni. Quanti guardano i programmi televisivi d'approfondimento in seconda serata? Cinque milioni, di ogni opinione politica. Il sospetto è che siano sempre gli stessi. Chiamiamolo Five Million Club. È importante? Certo, ma non decide le elezioni. La televisione - tutta, non solo i notiziari - resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia? Come nel Truman Show, il capolavoro di Peter Weir, qualcuno ci ha aiutato a pensare.

5) Fattore Hoover
La Hoover, fondata nel 1908 a New Berlin, oggi Canton, Ohio (Usa), è la marca d'aspirapolveri per antonomasia, al punto da essere diventata un nome comune: in inglese, «passare l'aspirapolvere» si dice to hoover. I suoi rappresentanti (door-to-door salesmen) erano leggendari: tenaci, esperti, abili psicologi, collocatori implacabili della propria merce. B. possiede una capacità di seduzione commerciale che ha ereditato dalle precedenti professioni - edilizia, pubblicità, televisione - e ha applicato alla politica. La consapevolezza che il messaggio dev'essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga. La certezza che l'aspetto esteriore, in un Paese ossessionato dall'estetica, resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c'è partita).

6) Fattore Zelig
Immedesimarsi negli interlocutori: una qualità necessaria a ogni politico. La capacità di trasformarsi in loro è più rara. Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani. Saggio con gli anziani. Nottambulo tra i nottambuli. Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. Milanista tra i milanisti. Milanese con i milanesi. Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani (con musica). Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto.

7) Fattore harem
L'ossessione femminile, ben nota in azienda e poi nel mondo politico romano, è diventata di pubblico dominio nel 2009, dopo l'apparizione al compleanno della diciottenne Noemi Letizia e le testimonianze sulle feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli. B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»). Le rivelazioni non l'hanno danneggiato: ha perso la moglie, ma non i voti. Molti italiani preferiscono l'autoindulgenza all'autodisciplina; e non negano che lui, in fondo, fa ciò che loro sognano. Non c'è solo l'aspetto erotico: la gioventù è contagiosa, lo sapevano anche nell'antica Grecia (dove veline e velini, però, ne approfittavano per imparare). Un collaboratore sessantenne, fedele della prima ora, descrive l'insofferenza di B. durante le lunghe riunioni: «È chiaro: teme che gli attacchiamo la vecchiaia».

8) Fattore Medici
La Signoria - insieme al Comune - è l'unica creazione politica originale degli italiani. Tutte le altre - dal feudalesimo alla monarchia, dal totalitarismo al federalismo fino alla democrazia parlamentare - sono importate (dalla Francia, dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Spagna o dagli Stati Uniti). In Italia mostrano sempre qualcosa di artificiale: dalla goffaggine del fascismo alla rassegnazione del Parlamento attuale. La Signoria risveglia, invece, automatismi antichi. L'atteggiamento di tanti italiani di oggi verso B. ricorda quello degli italiani di ieri verso il Signore: sappiamo che pensa alla sua gloria, alla sua famiglia e ai suoi interessi; speriamo pensi un po' anche a noi. «Dall'essere costretti a condurre vita tanto difficile», scriveva Giuseppe Prezzolini, «i Signori impararono a essere profondi osservatori degli uomini». Si dice che Cosimo de' Medici, fondatore della dinastia fiorentina, fosse circospetto e riuscisse a leggere il carattere di uno sconosciuto con uno sguardo. Anche B. è considerato un formidabile studioso degli uomini. Ai quali chiede di ammirarlo e non criticarlo; adularlo e non tradirlo; amarlo e non giudicarlo.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L'acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la condizione di molti elettori. L'alternativa di centrosinistra s'è rivelata poco appetitosa: coalizioni rissose, proposte vaghe, comportamenti ipocriti. L'ascendenza comunista del Partito democratico è indiscutibile, e B. non manca di farla presente. Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi - eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 - ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un'eredità pesante. Gli italiani sono realisti. Prima di scegliere ciò che ritengono giusto, prendono quello che sembra utile. Alcune iniziative di B. piacciono (o almeno dispiacciono meno dell'alternativa): abolizione dell'Ici sulla prima casa, contrasto all'immigrazione clandestina, lotta alla criminalità organizzata, riforma del codice della strada. Se queste iniziative si dimostrano un successo, molti media provvedono a ricordarlo. Se si rivelano un fallimento, c'è chi s'incarica di farlo dimenticare. Non solo: il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita. Se l'unico modo per tenere insieme un'alleanza politica è possederla, B. ne ha presto calcolato il costo (economico, politico, nervoso). Senza conoscerlo, ha seguito il consiglio del presidente Lyndon B. Johnson il quale, parlando del direttore dell'Fbi J. Edgar Hoover, sbottò: «It's probably better to have him inside the tent pissing out, than outside the tent pissing in», probabilmente è meglio averlo dentro la tenda che piscia fuori, piuttosto di averlo fuori che piscia dentro. Così si spiega l'espulsione e il disprezzo verso Gianfranco Fini, cofondatore del Popolo della libertà. Nel 2010, dopo sedici anni, l'alleato ha osato uscire dalla tenda: e non è ben chiaro quali intenzioni abbia.

10) Fattore Palio
Conoscete il Palio di Siena? Vincerlo, per una contrada, è una gioia immensa. Ma esiste una gioia altrettanto grande: assistere alla sconfitta della contrada rivale. Funzionano così molte cose, in Italia: dalla geografia all'industria, dalla cultura all'amministrazione, dalle professioni allo sport (i tifosi della Lazio felici di perdere con l'Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma). La politica non poteva fare eccezione: il tribalismo non è una tattica, è un istinto. Pur di tener fuori la sinistra, giudicata inaffidabile, molti italiani avrebbero votato il demonio. E B. sa essere diabolico. Ma il diavolo, diciamolo, ha un altro stile.

Beppe Severgnini


corriere
2010-10-27 17:04:39
2010-10-27 21:37:02
queste sì che sono manifestazioni!!
2010-10-27 21:39:46
queste sì che sono manifestazioni!!

Troppa violenza, le placcherei subito per impedir loro di far danni, tu no?
2010-10-27 22:55:53
manganelliamole
2010-10-28 00:05:15
Eridon
Troppa violenza, le placcherei subito per impedir loro di far danni, tu no?

akiro
manganelliamole

-------------------

E poi vi lamentate che si vive in un mondo violento.
Siete violenti dentro, Vergogna!!!

Da parte mia, che sono molto più democratico e civile di voi, sono portato al rispetto delle idee altrui.
Le riceverò in privato per ascoltare bene le loro ragioni
2010-10-28 00:14:52
Una per volta o tutte insieme? Non vorrei che ti affaticasse troppo tenerle a bada...
2010-10-28 00:20:26
Oddio, non ho la camera... hem l'ufficio così grande... Mi farò prestare una di queste dal mio amico... del resto si tratta di lavoro ...
2010-10-28 09:21:11
San Vitalizio

L'AVVOCATO DEL DIAVOLO - Il miracolo del voto quasi unanime dei parlamentari. Quello contro il taglio delle loro pensioni.

...

SAN VITALIZIO

Che faccia miracoli non ci son dubbi se è riuscito a ottenere una maggioranza quasi plebiscitaria alla Camera: 498 voti su 520. Ma chi è che unisce in modo così unanime i parlamentari? San Vitalizio.

Di fronte all'ordine del giorno del deputato Antonio Borghesi dell'Italia dei Valori che proponeva l'abolizione del vitalizio, che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura (prima ne bastavano due e mezzo per averne uno seppur ridotto), solo 22 onorevoli hanno detto sì al taglio.

Il secondo miracolo nel quale San Vitalizio è riuscito è quello di far scomparire la notizia dai media nazionali. Il voto risale infatti al 21 settembre scorso. Noi ne siamo venuti a conoscenza l'altro ieri attraverso un tam tam via internet rilanciatoci da una lettrice.



Quello del vitalizio è uno dei tanti privilegi della casta, che costa milioni di euro l'anno allo Stato. Infatti se i comuni cittadini per ottenere una pensione d'anzianità devono lavorate 35 anni o 40 per quella di vecchiaia. Ai parlamentari basta una legislatura per aver diritto, raggiunta l'età pensionabile a una bella pensioncina, oggi è di 3.108 euro per 5 anni di legislatura, ma arriva a oltre novemila euro al mese sopra i 25 anni in parlamento.



L'avvocato del Diavolo può dire che certo il mestiere di parlamentare se fatto con scrupolo è un lavoro impegnativo e degno di essere remunerato come quello di un alto dirigente. Ma al di là dello stipendio e dei benefit da parlamentare, perché anche il regalo della pensione. Non sarebbe più corretto versare quei contributi all'Inps o a un altra cassa previdenziale per andare a formare, come per gli altri lavoratori, il calcolo di una pensione contributiva al raggiungimento degli stessi criteri validi per i normali cittadini?

Certo lo sarebbe. Ma quando ci sono di mezzo i santi non c'è ragione che tenga, ma solo la fede.

Ebbene sì, anche l'avvocato del Diavolo di fronte a San Vitalizio si deve arrendere. Questo santo fa veramente miracoli per i suoi devoti fedeli dell'emiciclo.


verbanianews.it

per questa votazione però non c'erano molti assenti... forse per paura?
2010-10-28 13:55:10
Guardavo il tg di La7.
Diretta discorso Berlusca ad Acerra, dopo visita all'inceneritore.
Dichiarazioni del Berlusca:
1) l'inceneritore a breve funzionerà a pieno regime
2) non inquina, state tranquilli
3) pochi facinorosi, non le famiglie, stanno facendo occupazione e tafferugli.

Stacco dalla diretta, il giornalista , quasi imbarazzato, dice:

veramente l'inceneritore ha grossi problemi di funzionamento ( 3 forni, 2 fermi con problemi e quello funzionante pure danneggiato), le centraline site nelle vicinanze misurano continui sforamenti dei valori degli inquinanti, la rivolta è in estensione, bloccati compattatori anche presso altre discariche prima non interessate dalla protesta.


Era surreale, quasi comico, vedere la disinvoltura con cui sto tizio mente.
La situazione ormai è nota: internet, giornali...addirittura anche le tv cominciano a mostrare ed a dire cosa accade realmente.
Ma lui è tranquillo e sicuro....e va lì a dire: tranquilli, ci penso io.

Siamo all'assurdo.

2010-10-28 14:10:24
Ma lui è tranquillo e sicuro....e va lì a dire: tranquilli, ci penso io.

... e lo votano


Siamo all'assurdo.

appunto :)
2010-10-28 14:44:42
è il Fattore Hoover
2010-10-28 16:46:40
La situazione ormai è nota: internet, giornali...addirittura anche le tv cominciano a mostrare ed a dire cosa accade realmente.

eppure hanno applicato la ricetta anche in francia con le proteste sulle pensioni: funziona, limita i danni.
2010-10-28 18:34:15
vedi, il problema è che ci siamo disabituati al sangue, a combattere.
Troppe generazioni sazie..........