Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!
 Topic closed!!!

Subject: [POLITICA]

2010-12-02 14:38:18
sciò sciò
2010-12-02 14:39:45
ovviamente non è riferito a te ma all'articolo
2010-12-03 10:55:48
alcune delle chiacchiere del nostro governo svelate nel rapporto censis

http://www.repubblica.it/static/popup/2010/rapporto-censis/1.html
2010-12-03 10:57:26
ROMA - Non è stata affondata dalla crisi, anche se l'economia stenta a ripartire, ma la società italiana non può certo dirsi sana. "Si sono appiattiti i nostri riferimenti alti e nobili", rileva il Censis nel 44° Rapporto Annuale sulla situazione sociale del Paese, ma anche quelli venuti dopo, dal "primato del mercato" alla "verticalizzazione e personalizzazione del potere", si sono lasciati dietro solo una scia di delusione. Chi doveva decidere alla fine non ha deciso, e il 'carisma' del leader di turno si è rivelato solo un bluff, le promesse non sono state mantenute. Ma anche il mercato ha tradito, soprattutto i giovani, oltre alle forze sane del Paese, a chi aveva avuto il coraggio di scommettere su un'attività autonoma e su una specializzazione che appariva vincente. Cosa rimane? Solo "un'onda di pulsioni sregolate": "Non riusciamo più a individuare un dispositivo di fondo (centrale o periferico, morale o giuridico) che disciplini comportamenti, atteggiamenti, valori". Non c'è legge che tenga, ma non c'è neanche un'aspirazione autentica al meglio: rimane "il desiderio esangue", che appiattisce la società. E' l'Italia 2010 per il Censis: un paese dominato da "un inconscio collettivo, senza più legge, né desiderio". Un paese che, se vuole rinascere, spiega il direttore del Censis Giuseppe Roma, deve "ripartire dal singolo": "Bisogna ritrovare gli impulsi vitali, ritrovare le energie. Chiunque
si ponga come leader non dovrebbe presentarsi come un'offerta proliferante su tutto, ma dovrebbe avere la forza e il coraggio di ridare agli italiani il senso della loro responsabilità e della loro voglia. Dobbiamo passare dalla grande illusione degli ultimi anni alla grande passione, rimettere in campo energie positive".

Nessuna regola, solo 'pulsioni'. I sempre maggiori episodi di violenza familiare, il "bullismo gratuito", il "gusto apatico di compiere delitti comuni", persino "la tendenza a facili godimenti sessuali" (il Censis non teme di apparire moralista): cos'altro sono se non il sintomo di una "diffusa e inquietante sregolazione pulsionale"? In definitiva, ognuno agisce in base all'istinto del momento, a frenare o perlomeno a regolare le azioni non ci sono più "l'eredità risorgimentale, il laico primato dello Stato, la cultura del riformismo, la fede in uno sviluppo continuato e progressivo". L'Italia è a pieno titolo parte del mondo globalizzato, inteso come "un campo di calcio senza neppure il rilievo delle porte dove indirizzare la palla". "Siamo una società in cui gli individui vengono sempre più lasciati a se stessi, liberi di perseguire ciò che più aggrada loro senza più il quotidiano controllo di norme di tipo generale o dettate dalle diverse appartenenze a sistemi intermedi".

Oltre alla legge, declina anche il desiderio. Ma gli italiani, oltre a non riconoscere più alcun sistema di regole, non sanno neanche più desiderare. Un po' è il frutto dell'eccesso di consumismo degli anni passati. Due esempi per tutti: "Bambini obbligati a godere giocattoli mai chiesti" e "adulti coatti, più che desideranti, al sesto tipo di telefono cellulare". Possibilità ampliate anche dalla maggiore facilità di accesso al credito al consumo, cresciuto persino negli anni della crisi: +5,6 per cento nel 2008 e +4,7 per cento nel 2009, "mentre il valore delle operazioni con carte di pagamento ha raggiunto complessivamente i 252 miliardi di euro nel 2009". "Forse aveva ragione chi profetizzava che il capitalismo avrebbe trionfato con la strategia del rinforzo continuato dell'offerta - osservano i ricercatori Censis - strumento invincibile nel non dare spazio ai desideri". Ma il desiderio inappagato è una spinta formidabile, che invece in Italia adesso manca, o meglio, c'è ancora, ma è "diventato esangue, senza forza".

Leaderismo e carisma non seducono più. Calma piatta anche sul fronte della politica. Gli italiani esprimono "stanchezza verso la personalizzazione della politica", e riversano le energie residue verso l'associazionismo e il volontariato. "Leaderismo e carisma - gran parte del lessico politico di questi anni - non seducono più: quasi il 71% degli italiani ritiene che nell'attuale situazione socio-economica la scelta di dare più poteri al governo e/o al capo del governo non sia adeguata per risolvere i problemi del Paese. Il distacco è più marcato tra i giovani (75%), le donne (76,9%), le persone con titolo di studio elevato (quasi il 74% dei diplomati e oltre il 73% dei laureati) e tra i residenti del Nord-Ovest (73,6%) e del Nord-Est (73,7%)", si legge nel Rapporto.

Sgonfiamento mediatico. Cosa è successo, perché non si crede più nel ruolo risolutivo del leader politico? Perché il tanto esibito decisionismo degli ultimi anni non ha prodotto nulla, o quasi. Il Censis esamina puntigliosamente le principali decisioni assunte (e ampiamente pubblicizzate) dal governo Berlusconi, e i magrissimi risultati prodotti. Qualche esempio: social card, avrebbe dovuto alleviare i disagi dovuti alla povertà in Italia, numero di beneficiari effettivi inferiore alle attese (circa 450.000), a fronte di 830.000 richieste e una platea di riferimento annunciata di circa 1 milione e 300 mila persone; il provvedimento non è stato rifinanziato nel ddl di stabilità 2011 (che ha operato un taglio considerevole della spesa sociale). Piano casa, avrebbe dovuto rilanciare l'edilizia, si parlava di investimenti per 70 miliardi di euro, ma a oltre un anno di distanza sono state presentate solo 2.700 istanze, l'impatto economico è risultato scarsamente significativo, tanto che ieri un editoriale del Sole24Ore titolava ironicamente "Un piano casa tanto carino, senza soffitto, senza cucina". Ronde per l'ordine pubblico: bassissimo numero di domande presentate alla prefettura. E così via. Il "governo del fare" si è rivelato l'esecutivo dello "sgonfiamento non solo mediatico, ma dovuto anche alla crescente sproporzione tra l'enfasi comunicativa della fase di lancio (che il più delle volte ha nella Tv il palcoscenico preferito) e l'attenzione per il reale impatto delle iniziative di riforma".

Pubblica Amministrazione: altro che miglioramento. Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha annunciato più volte i passi in avanti della Pubblica Amministrazione, dovuti alle riforme introdotte in questi anni, ma il 47% degli italiani, rileva il Censis, non la pensa così, e riscontra al contrario un peggioramento del modo in cui funziona la PA, mentre nei 27 Paesi dell'Unione Europea è in media il 33% a dichiarare di aver percepito un peggioramento.

Tv: arretra l'ascolto, troppa parzialità per il Pdl. Gli italiani sono delusi anche dalla televisione. Tra il settembre 2009 e il giugno 2010 si registra un calo di 3,3 milioni di spettatoli (passati da 18,3 a 14,9 milioni). A diminuire in misura maggiore l'ascolto del Tg5 e del Tg1, che hanno perso un milione circa di spettatori. E' probabile che i telespettatori imputino alle reti ammiraglie una eccessiva parzialità nei confronti del governo e del Pdl, ritiene il Censis: "In totale, in un mese i notiziari Rai hanno dedicato 7 ore e 51 minuti al Pdl e 5 ore e 10 minuti al Pd (cioè 2 ore e 40 minuti in meno). Per le reti Mediaset il divario supera le tre ore.

Voglia di onestà (ma non troppo). In questa situazione di stallo, di rifiuto di valori vecchi, nuovi e recentissimi, gli italiani sembrano voler riscoprire "il piacere dell'onestà", anche se poi, al momento debito, forse schiacciati da quest'appiattimento generale, non trovano la forza o la voglia di porre in essere comportamenti 'virtuosi'. Il 44% degli italiani, secondo l'indagine del Censis, individua nell'evasione fiscale il male principale del nostro sitema, e il 60% ritiene che negli ultimi tre anni l'evasione fiscale sia aumentata. Se però il 51,7% chiede di aumentare i controlli per contrastare l'evasione, il 34,1% ammette di non richiedere scontrini o fattura quando il commerciante o il professionista non la rilasciano, tanto più se questo consente di ottenere uno sconto.

(03 dicembre 2010)
2010-12-03 17:58:38
x la serie "invasati":

«Basta soldi alla maratona
Vincono sempre gli africani»


Il consigliere leghista padovano Giovannoni: destiniamo invece i soldi agli alluvionati. Zan (Sel): frasi naziste e primitive. Giacon (Pd): si dimetta

PADOVA - «Basta soldi pubblici alla Maratona di Sant’Antonio perché a vincere sono sempre atleti africani o comunque extracomunitari in mutande». Nuova uscita choc di un esponente della Lega Nord padovana. Dopo i «rom da prendere a calci», firmata dall’ex deputato Vittorio Massimo Aliprandi, è la volta del consigliere provinciale Pietro Giovannoni che, giovedì sera, durante l’assemblea a Palazzo Santo Stefano, per la fase progettuale della 12esima edizione della Maratona di Sant’Antonio, in programma il 17 aprile 2011, ha proposto un netto taglio all’impegno finanziario degli enti pubblici. Ha proposto di «destinare altrove i fondi che, ogni anno, la Provincia trasferisce agli organizzatori della Maratona del Santo. Meglio darli ai tanti padovani colpiti dalla crisi economica o a quelli vittime dell’alluvione».

«È un fatto grave e un danno per la città di Padova e per il nostro Paese. Queste affermazioni naziste e primitive sono il segno tangibile di un fortissimo regresso sociale». Così l’assessore comunale padovano all’ambiente, Alessandro Zan, componente della presidenza nazionale di Sinistra ecologia e Libertà, commenta le frasi del consigliere provinciale leghista Pietro Giovannoni, che ha chiesto all’ente locale di interrompere il finanziamento alla Maratona di Sant’Antonio dato che i campioni partecipanti sono soprattutto «atleti africani o comunque extracomunitari». Zan, che chiede sull’episodio anche l’intervento del Capo dello Stato, Napolitano, sottolinea come «ancora una volta vengano violati i principi della nostra Costituzione». L’assessore padovano propone «che allo stesso modo in cui vengono sciolti gli organismi istituzionali per infiltrazioni mafiose debbano essere sospesi quei rappresentanti che nelle istituzioni si macchiano con incitazioni all’odio razziale».

«Sembra che sia scattata una gara odiosa e vergognosa tra Vittorio Aliprandi, consigliere comunale a Padova che tramite Facebook ha insultato il popolo Rom, e Pietro Giovannoni (Lega Nord) che in Consiglio Provinciale ha proposto di eliminare i contributi alla maratona del Santo perchè vincono sempre atleti extracomunitari». Lo afferma all'Ansa Paolo Giacon, consigliere provinciale del Partito Democratico e componente dell’Esecutivo Regionale Veneto del Pd, commentando le dichiarazioni del consigliere provinciale padovano della Lega Nord. «Una proposta assurda, xenofoba, razzista e contraria allo spirito stesso dello sport - sottolinea - in cui è il migliore che vince, indipendentemente dal colore della pelle». «Chiedo alla presidente Degani - annuncia Giacon - di dissociarsi immediatamente dalle parole di Giovannoni, al quale chiediamo immediate dimissioni perchè non rispetta l’articolo 2 della nostra Costituzione che impone il rispetto dei diritti dell’uomo e che invita alla non discriminazione delle persone sulla base del colore della pelle».

Davide D'Attino

corriere
2010-12-03 22:31:58
Roma, 3 dic. - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, lancia il nome di Gianni Letta per un futuro governo.
Dalla trasmissione '8 e mezzo' Casini afferma: "Visto che ci dicono che siamo ambiziosi, non abbiamo aspirazioni ad indicare il presidente del Consiglio. Berlusconi indichi come presidente del Consiglio chi vuole e a noi sta bene". Al termine della trasmissione i giornalisti avvicinano Casini e gli domandano se Gianni Letta andrebbe bene. Casini replica: "Non bene, benissimo". Sull'ipotesi Tremonti, Casini ad 'Otto e mezzo' dice: "Tremonti ha avuto il merito di tenere abbastanza sotto controllo i conti pubblici, ma e' sbagliata la politica dei tagli lineari. Tremonti potrebbe essere presidente del Consiglio, ma potrebbero esserlo anche altri".
2010-12-04 14:28:57
«Basta soldi alla maratona
Vincono sempre gli africani»


l'ho postata anch'io nel 3d Terroni.

Ma il 3d più adatto sarebbe stato "Ritardati mentali con responsabilità di governo"
2010-12-04 16:25:10
poi dicono che la lega non sia razzista..
2010-12-04 17:32:14
la Lega conosce il proprio elettorato
e una parte del loro elettorato che vuol sentire questi proclami
2010-12-04 17:51:17
esatto
se il tuo elettorato è razzista tu devi perseguire obiettivi razzisti
oltre che idioti
vogliano abolire anche il basket o la boxe perchè i negri eccellono i questi sport?
2010-12-04 19:49:06
esatto
se il tuo elettorato è razzista tu devi perseguire obiettivi razzisti


in realtà è semplicistico parlare di razzismo
in questi casi si deve parlare di localismo

la lega non mette l'accento sulla "razza" ma sul luogo di nascita/residenza delle persone

non a caso la lega imbastisce gli stessi discorsi anti-garibaldini e anti-unità d'italia dei neo-borbonici

il loro obiettivo è il medesimo, senonchè la Lega Nord si avvantaggia di una notevole organizzazione e buoni risultati nella gestione locale dei comuni dove ha la maggioranza

detto questo, è chiaro che pur portando avanti ragioni in parte valide a livello locale, le conclusioni tratte sono ampiamente censurabili sul piano generale
2010-12-04 20:14:10

il loro obiettivo è il medesimo, senonchè la Lega Nord si avvantaggia di una notevole organizzazione e buoni risultati nella gestione locale dei comuni dove ha la maggioranza


era così, lo pensavo anch'io. Adesso le persone per bene lì dentro non hanno più visibilità, sono mosche bianche in mezzo a squallidi buffoni e delinquenti, è un partito-spazzatura, degno alleato del partito-azienda. Un partito che in altre paesi sarebbe messo fuorilegge come batasuna in spagna.

Vedasi Metastasi, certo non una fonte tacciabile di estremismo di sinistra

fortuna che la lega con la ndrangheta non c'entrava niente


(edited)
2010-12-04 20:20:10
fortuna che la lega con la ndrangheta non c'entrava niente


la cosa c'entra poco, anzi niente con il discorso che si faceva del razzismo/localismo

comunque le mele marce ci sono dappertutto, nessuno può proclamarsi santo, la differenza tra un partito e l'altro la si vede sui provvedimenti presi nei confronti delle mele marce

in ogni caso la cosa appunto non c'entra niente con il discorso del localismo estremo portato avanti dalla lega nord
(edited)
2010-12-04 20:26:14
due facce della stessa medaglia. Dico da sempre che la lega campa sull'ignoranza, sul pregiudizio, sulla paura e solo in secondo luogo sul localismo. Chi campa su queste cose di solito sono le dittature e le organizzazioni criminali.
2010-12-04 20:34:17
due facce della stessa medaglia. Dico da sempre che la lega campa sull'ignoranza, sul pregiudizio, sulla paura e solo in secondo luogo sul localismo. Chi campa su queste cose di solito sono le dittature e le organizzazioni criminali.

sicuramente la democrazia è antitetica a un certo modo di fare politica, ma non sempre è vero il contrario, l'ignoranza talvolta è ... innocente, ovvero non c'è malizia dietro alla paura

ovviamente il localismo è legato all'ignoranza a filo doppio, ma è difficile spiegare agli operai di un'azienda che chiude per la concorrenza di un'azienda cinese che il lavoratori cinesi hanno lo stesso loro diritto di campare
2010-12-04 20:55:08
la lega non mette l'accento sulla "razza" ma sul luogo di nascita/residenza delle persone

non mi pare proprio, per la lega i bambini di extracomunitari nati in italia rimangono extracomunitari