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Subject: [POLITICA]
la lega non mette l'accento sulla "razza" ma sul luogo di nascita/residenza delle persone
non mi pare proprio, per la lega i bambini di extracomunitari nati in italia rimangono extracomunitari
non mi pare proprio, per la lega i bambini di extracomunitari nati in italia rimangono extracomunitari
la lega non mette l'accento sulla "razza" ma sul luogo di nascita/residenza delle persone
non mi pare proprio, per la lega i bambini di extracomunitari nati in italia rimangono extracomunitari
non essere superficiale
anche se nella tua ansia di andare contro la Lega Nord stai dando ragione a me
infatti per dar contro alla lega nord sei andato a cercare le dichiarazioni di una fascista che milita nel PDL e non è leghista, per giunta è tutto tranne che una "padana"
non mi pare proprio, per la lega i bambini di extracomunitari nati in italia rimangono extracomunitari
non essere superficiale
anche se nella tua ansia di andare contro la Lega Nord stai dando ragione a me
infatti per dar contro alla lega nord sei andato a cercare le dichiarazioni di una fascista che milita nel PDL e non è leghista, per giunta è tutto tranne che una "padana"
Troppi rimborsi, Londra taglia i privilegi ai parlamentari
Dopo lo scandalo il Governo britannico ha ridotto drasticamente i rimborsi per i deputati: dai 113 milioni del 2009 sono passati a 3,5 milioni in 4 mesi. Ma la camera ha presentato una mozione per ripristinare gli antichi privilegi
Nel regno unito lo scandalo dei rimborsi dei parlamentari ha costretto Londra a prendere provvedimenti, introducendo un forte piano di austerity. Così, in quattro mesi di applicazione, il totale dei rimborsi ammonta a 3,5 milioni contro i 113 milioni di euro complessivi dello scorso anno. In Italia invece nulla cambia. I parlamentari nostrani costano agli italiani tra i 250 e i 350 milioni di euro annui. Anche perché i controlli sono uguali a zero. Basti dire che un onorevole non deve presentare una nota spese, è sufficiente presentare gli scontrini. Insomma, alla Casta Inglese le lezioni servono, a quella italiana no. In Gran Bretagna è bastato lo scoop di un giornale a spingere Westminster a regolare i costi, nel belpaese non è servito un referendum, inutili si sono rivelati dieci anni di scandali e libri che hanno venduto milioni di copie.
I parlamentari d’oltre manica si lamentano dell’austerità introdotta. E hanno presentato una mozione per ristabilire i privilegi. I rimborsi spese faraonici avevano creato uno scandalo con vasta eco all’inizio dell’anno, quando il Daily Telegraph li aveva smascherati e pubblicati. Nel 2009 in totale i politici di Westminster avevano chiesto ai contribuenti 96 milioni di sterline (113 milioni di euro) di rimborsi spese per la loro seconda casa (che può essere nella circoscrizione dove sono stati eletti o a Londra) e per l’ufficio. Indennizzi legittimi (lo prevede la legge), ma esagerati e inappropriati, che avevano fatto infuriare gli inglesi. C’è chi aveva chiesto indietro il costo di un limone, chi di lampadine, chi del cibo per gatti o della macchina per stirare i pantaloni. E chi aveva commesso frodi a tutti gli effetti. Oggi il laburista David Chaytor è diventato il primo parlamentare condannato per crimini penali. Aveva truffato i contribuenti per 20 mila sterline. Si è dichiarato colpevole evitando l’imbarazzo di un processo e la sentenza arriverà il 7 gennaio.
Dopo lo scoop del Telegraph i politici si erano battuti il petto in contrizione, avevano chiesto scusa, David Cameron e Gordon Brown compresi, restituito il maltolto e promesso di guarire la politica dal cancro dell’avidità. Per questo è nata l’Autorità Indipendente per gli Standard Parlamentari (Ipsa), con il compito di disegnare nuove regole, più rigide, e di segnalare ogni eventuale sgarro. L’Ipsa ha appena pubblicato gli indennizzi reclamati nei primi quattro mesi del nuovo governo, in totale 3 milioni di sterline. Bruscolini se si paragonano ai 96 milioni del 2009. Le leggi draconiane funzionano. Ma non piacciono. E per una volta conservatori, laburisti e liberal democratici si sono ritrovati d’accordo su una cosa: vanno cambiate. E hanno approvato alla Camera dei Comuni una mozione che dà tempo all’Ipsa fino al primo aprile per diventare più flessibile.
La mozione è stata proposta dal deputato conservatore (e milionario) Adam Afriyie, che sostiene di immolarsi per i deputati più poveri, costretti a volte a dormire in ufficio. Il nuovo regolamento è troppo complicato, dice, e spinge molti a non reclamare nulla per timore di commettere errori e di essere esposti alla pubblica gogna. Come era successo mesi fa. Quando era saltato fuori che l’allora primo ministro Gordon Brown aveva reclamato oltre 6 mila sterline per il servizio pulizia di casa, che poi aveva girato a suo fratello. E il leader dei Tory David Cameron aveva voluto indietro 700 sterline, spese per sturare il camino. Cifre irrisorie, vero, che forse dalla prospettiva italiana fanno sorridere. Ma per gli elettori britannici sono state sufficienti a provocare indignazione e a far rotolare parecchie teste.
Dopo lo scandalo il Governo britannico ha ridotto drasticamente i rimborsi per i deputati: dai 113 milioni del 2009 sono passati a 3,5 milioni in 4 mesi. Ma la camera ha presentato una mozione per ripristinare gli antichi privilegi
Nel regno unito lo scandalo dei rimborsi dei parlamentari ha costretto Londra a prendere provvedimenti, introducendo un forte piano di austerity. Così, in quattro mesi di applicazione, il totale dei rimborsi ammonta a 3,5 milioni contro i 113 milioni di euro complessivi dello scorso anno. In Italia invece nulla cambia. I parlamentari nostrani costano agli italiani tra i 250 e i 350 milioni di euro annui. Anche perché i controlli sono uguali a zero. Basti dire che un onorevole non deve presentare una nota spese, è sufficiente presentare gli scontrini. Insomma, alla Casta Inglese le lezioni servono, a quella italiana no. In Gran Bretagna è bastato lo scoop di un giornale a spingere Westminster a regolare i costi, nel belpaese non è servito un referendum, inutili si sono rivelati dieci anni di scandali e libri che hanno venduto milioni di copie.
I parlamentari d’oltre manica si lamentano dell’austerità introdotta. E hanno presentato una mozione per ristabilire i privilegi. I rimborsi spese faraonici avevano creato uno scandalo con vasta eco all’inizio dell’anno, quando il Daily Telegraph li aveva smascherati e pubblicati. Nel 2009 in totale i politici di Westminster avevano chiesto ai contribuenti 96 milioni di sterline (113 milioni di euro) di rimborsi spese per la loro seconda casa (che può essere nella circoscrizione dove sono stati eletti o a Londra) e per l’ufficio. Indennizzi legittimi (lo prevede la legge), ma esagerati e inappropriati, che avevano fatto infuriare gli inglesi. C’è chi aveva chiesto indietro il costo di un limone, chi di lampadine, chi del cibo per gatti o della macchina per stirare i pantaloni. E chi aveva commesso frodi a tutti gli effetti. Oggi il laburista David Chaytor è diventato il primo parlamentare condannato per crimini penali. Aveva truffato i contribuenti per 20 mila sterline. Si è dichiarato colpevole evitando l’imbarazzo di un processo e la sentenza arriverà il 7 gennaio.
Dopo lo scoop del Telegraph i politici si erano battuti il petto in contrizione, avevano chiesto scusa, David Cameron e Gordon Brown compresi, restituito il maltolto e promesso di guarire la politica dal cancro dell’avidità. Per questo è nata l’Autorità Indipendente per gli Standard Parlamentari (Ipsa), con il compito di disegnare nuove regole, più rigide, e di segnalare ogni eventuale sgarro. L’Ipsa ha appena pubblicato gli indennizzi reclamati nei primi quattro mesi del nuovo governo, in totale 3 milioni di sterline. Bruscolini se si paragonano ai 96 milioni del 2009. Le leggi draconiane funzionano. Ma non piacciono. E per una volta conservatori, laburisti e liberal democratici si sono ritrovati d’accordo su una cosa: vanno cambiate. E hanno approvato alla Camera dei Comuni una mozione che dà tempo all’Ipsa fino al primo aprile per diventare più flessibile.
La mozione è stata proposta dal deputato conservatore (e milionario) Adam Afriyie, che sostiene di immolarsi per i deputati più poveri, costretti a volte a dormire in ufficio. Il nuovo regolamento è troppo complicato, dice, e spinge molti a non reclamare nulla per timore di commettere errori e di essere esposti alla pubblica gogna. Come era successo mesi fa. Quando era saltato fuori che l’allora primo ministro Gordon Brown aveva reclamato oltre 6 mila sterline per il servizio pulizia di casa, che poi aveva girato a suo fratello. E il leader dei Tory David Cameron aveva voluto indietro 700 sterline, spese per sturare il camino. Cifre irrisorie, vero, che forse dalla prospettiva italiana fanno sorridere. Ma per gli elettori britannici sono state sufficienti a provocare indignazione e a far rotolare parecchie teste.
non essere qualunquista,
non è come dici e la signora non è leghista
fare questo tipo di disinformazione non aiuta a capire perchè la gente, e soprattutto operai, artigiani egente povera in genere vota lega in massa
non è come dici e la signora non è leghista
fare questo tipo di disinformazione non aiuta a capire perchè la gente, e soprattutto operai, artigiani egente povera in genere vota lega in massa
avrò sbagliato a postare un articolo, ma l'idea della lega sugli immigrati dovrebbe essere nota a tutti ormai.
"una proposta di legge che prevede l'ammissione negli asili nido marchigiani dei figli degli immigrati solo se i genitori vivono o lavorano nelle Marche da almeno 15 anni" www.laprovinciamarche.it
se non è razzismo...
(edited)
"una proposta di legge che prevede l'ammissione negli asili nido marchigiani dei figli degli immigrati solo se i genitori vivono o lavorano nelle Marche da almeno 15 anni" www.laprovinciamarche.it
se non è razzismo...
(edited)
secondo me è innegabile che la lega abbia una componente razzista
magari non era cosi all'inizio, forse esistono leghisti antirazzisti
ma che la lega abbia atteggiamenti razzisti, xenofobi, o localisti è cosa trita e ritrita
ecco cosa dice wikipedia al riguardo:
La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), organo di esperti indipendenti del Consiglio d'Europa, in due rapporti consecutivi sulla situazione italiana, nel 2002 e nel 2006, ha denunciato come «gli esponenti della Lega Nord hanno fatto un uso particolarmente intenso della propaganda razzista e xenofoba, quantunque si debba notare che anche dei membri di altri partiti hanno usato un linguaggio politico xenofobo od in altra maniera intollerante. (...) Pertanto l'ECRI è allarmata dalla partecipazione alle coalizioni governative di partiti politici i cui membri hanno avuto ricorso alla propaganda xenofoba ed intollerante»[134]. Quattro anni dopo l'ECRI noterà «con rammarico che, da allora, alcuni membri della Lega Nord hanno intensificato l’uso di discorsi razzisti e xenofobi in ambito politico. Pur rilevando che si sono espressi in tal senso soprattutto dei rappresentanti eletti locali di questo partito, anche certi importanti leader politici a livello nazionale hanno rilasciato dichiarazioni razziste e xenofobe. Tali discorsi hanno continuato a prendere di mira essenzialmente gli immigrati extracomunitari, ma anche altri membri di gruppi minoritari, ad esempio i Rom e i Sinti». Di seguito si ricorda «che nel dicembre del 2004, Il tribunale di prima istanza di Verona ha giudicato colpevoli di incitamento all’odio razziale sei esponenti locali della Lega Nord, in relazione a una campagna organizzata per cacciare un gruppo di Sinti da un campo temporaneo sul territorio locale. Le sei persone furono condannate a sei mesi di prigione, e al pagamento di 45.000 Euro per danni morali, con divieto di partecipare a qualsiasi attività di propaganda elettorale per tre anni e di presentarsi alle elezioni nazionali e locali»[135][136].
Al momento della pubblicazione del rapporto del 2002, Bossi aveva difeso sé e la Lega bollando il giudizio dell'ECRI come «roba scritta dalla sinistra» rispolverando «le solite e vergognose calunnie. Colpi di coda della sinistra. La Lega non è razzista e non è xenofoba. Noi siamo democratici. (...) Io sono tranquillo, queste accuse le respingo al mittente. Razzista e xenofoba è la sinistra. Noi siamo in regola, non siamo Le Pen. (...) Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi»[137].
Fino al 1990 l'accusa principale è quella di un razzismo anti-meridionale[138], mossa per esempio da Gianfranco Fini, segretario dell'MSI, a seguito delle elezioni amministrative del 1988.[139]. Solo dopo si parlerà di razzismo contro l'immigrato extracomunitario, anche se ancora il 27 novembre 2003 Bossi sosteneva che nel Nord «c'è una maggioranza etnica, quella del Centro-Sud, messa insieme dal centralismo romano, che ha occupato tutti i posti chiave dello Stato, anche da noi al Nord. Siamo colonizzati»[140].
Alla fine del 1990 Mario Pirani in un editoriale su la Repubblica si interrogava sulle ragioni del successo della novità leghista considerava che il «razzismo, di cui il movimento è accusato e che spiegherebbe anche, secondo una critica facile quanto scontata, il successo incontrato, attribuibile ai demagogici slogan anti-terroni e anti-vu' cumprà. Ora, non che questi slogan non siano diffusi con disinibita improntitudine e non corrispondano a reattività emotive determinate dall' afflusso crescente di immigrati di ogni provenienza, ma, purtuttavia, non ci sembra questa la radice prima di un così ampio consenso. Se mai ne costituisce il collante che salda gli umori popolari immediati alle paure e alle insofferenze più articolate dei ceti d'impresa. Un po' come il combattentismo degli anni 20 in rapporto al fascismo»[141].
Al suo vero debutto in Parlamento nel 1992, la Lega Nord fu accostata dal settimanale francese di sinistra Le Nouvel Observateur, in un numero dedicato alle estreme destre europee, alla demagogia di Jean Marie Le Pen, all'estremismo nero di Jörg Haider, al secessinismo del Vlaams Blok, alla xenofobia di Franz Schoenhuber, al populismo di Gerhard Frey. E tuttavia, si spiegava, «la Lega rifiuta ogni assimilazione ai neofascisti, gioca su temi regionalisti venati di xenofobia»[142].
Negli stessi giorni il socialista Rino Formica sostenne che «la Lega è uguale al fascismo. Bisogna dire alto e forte che il professor Miglio propone tesi fasciste e rispolvera studi che gli furono commissionati dal signor Cefis negli anni Settanta. Allora vi era al fondo una preoccupazione politica: il timore del sorpasso e dei comunisti al governo. L'idea di rafforzare le Regioni e di tagliare a fette il Paese era un modo per assicurarsi, rispetto ad un mutamento politico profondo»[143].
Nel 1993 in Razzismi. Un vocabolario di Laura Balbo e Luigi Manconi, alla voce «leghismo» si afferma, fra l'altro, che «l'ostilità contro gli immigrati extracomunitari (così come l'ostilità contro gli immigrati meridionali fino al 1990) costituisce un tratto qualificante dell'identità della Lega e del suo discorso pubblico; il rifiuto della diversità è elemento costitutivo della subcultura leghista»[144].
In occasione del III Congresso federale, il 15 febbraio 1997, Umberto Bossi si scaglia contro l’Italia che «tratta i popoli della Padania come colonie interne da sfruttare economicamente e da assoggettare etnicamente, magari spingendovi le masse di immigrati extracomunitari che dovrebbero secondo le analisi degli illuminati di Santa Romana Chiesa raggiungere i 13 milioni di individui in pochi decenni. Evidentemente per Roma e per gli Italiani il più grave problema della Padania è che ci sono troppi Padani. La razza pura ed eletta dei romanofili pensa di poter dirigere dall’alto le terre incognite padane ridotte a colonie penali celtiche-congolesi nel nome sacro ed eterno “de Roma”»[145]. Tali affermazioni saranno commentate dall'allora cardinale Joseph Ratzinger come «cose che fanno male. Questa ideologia di una razza pura che non deve essere inquinata da altre è una malattia del cuore. La razza pura non esiste. La convivenza di diverse provenienze umane dà ricchezza culturale. Questa idea di una razza che si deve difendere mi fa pensare troppo al passato»[146].
Nel dicembre 1998 viene pubblicato e divulgato dal movimento[147] l'opuscolo degli Enti Locali Padani Federali a cura di Giorgio Mussa, Padania, Identità e Società Multirazziale[148]. Secondo alcuni le idee in esso espresse, che ricalcherebbero i 70 punti antimmigrazione del del Vlaamsblok[149][150][151], diverranno la prova di quanto la Lega Nord sia un partito xenofobo e razzista[152]. Allo stesso opuscolo si richiamerà la storica Marcella Filippa, già autrice nel 1998 per la SEI di Torino del volume Dis-crimini. Profili dell'intolleranza e del razzismo, quando sarà udita nel 2004 come consulente del Pubblico Ministero dal Tribunale di Verona nel processo, già citato nei rapporti dell'ECRI, che giudicherà colpevoli di incitamento all’odio razziale sei esponenti locali della Lega Nord[153].
In discorsi pubblici come quello di Bossi a Crema del 20 febbraio 1999, secondo Pietro Citati, vi si «avvertono gli echi di un libro, Mein Kampf di Adolf Hitler»[154]. In quell'occasione Bossi invitava i cittadini a firmare per l'abrogazione della legge Turco-Napolitano avvertendo che «il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l’idea stessa di Europa garantendo i propri interessi attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo. (...) Il disegno dei 20 potenti americani non passerà, anche se usano armi potenti come droga e televisione»[155].
Il 21 settembre 2000 viene approvata la proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulla posizione dell'Unione europea nella Conferenza mondiale contro il razzismo del 2001[156]. Per l'occasione l'eurogruppo dei Verdi europei aveva presentato un emendamento che stilava un elenco delle forze politiche razziste e xenofobe europee, includendo la Lega Nord. L'emendamento sarà respinto con 394 voti contro, 85 a favore, 12 astenuti su suggerimento del relatore della proposta di risoluzione, rammaricata «che sia stata scelta questa occasione per indicare taluni paesi e partiti attribuendo loro un ruolo particolarmente negativo. (...). Scegliere alcuni paesi, escludendone altri, implica che non è stata effettuata una valutazione complessiva della questione»[157][158].
Alla fine del febbraio 2001 nuove accuse di fascismo alla Lega arrivano dal ministro degli Esteri belga Louis Michel, per il quale «Bossi è un fascista»[159].
Alla fine del 2001 la Lega, tramite il suo ministro della Giustizia Roberto Castelli, è stata in prima fila per impedire all'Unione Europea di adottare un mandato di cattura europeo (volto a sostituire nel tempo le estradizioni all'interno della UE) meno estensivo[160]. Parlando da Radio Padania Libera l'8 dicembre 2001 Castelli spiegherà che «tra i trentadue reati proposti (che l'Italia vuole ridurre a sei, ndr) c'è quello di razzismo e xenofobia: chi decide a livello europeo chi è razzista e chi no? Chi garantisce, ad esempio, i cittadini che scenderanno in piazza domani?»[161][162]. E il giorno dopo alla manifestazione leghista No immigrati, sanatoria, terrorismo a Milano Castelli avverte i suoi compagni di partito che «se non mi fossi opposto al mandato di cattura europeo, avremmo corso il rischio di avere un vero e proprio reato di opinione su razzismo e xenofobia. Tutti voi avreste rischiato di essere arrestati da un qualsiasi magistrato europeo di sinistra, e vi assicuro che ce ne sono molti, solo perché siete qui a manifestare contro l'immigrazione clandestina»[163][164]. Poche ore dopo il governo italiano ritira ogni pretesa, con grande disappunto della Lega[165]. La decisione quadro in Italia è stata attuata con la Legge 22 aprile 2005 n. 69[166].
Nel 2002 uno speciale di Corriere.it su estrema destra e xenofobia in Europa affermava che «Bossi e altri principali esponenti leghisti hanno espresso posizioni xenofobe, omofobe e talvolta razziste (come ha sottolineato anche il secondo rapporto della Commissione europea contro l'intolleranza e il razzismo, mai smentito dal governo italiano). La Lega Nord non può comunque essere considerata un partito di estrema destra, non avendo mai assunto posizioni antisemite e nemmeno neofasciste. L'unico tratto comune con i partiti dell'estrema destra europea, a parte la xenofobia, è l'avversione all'attuale politica di integrazione dell'Unione europea»[167].
Il 25 aprile 2002 Castelli dichiara la sua contrarietà alla dichiarazione approvata all'unanimità dal Consiglio dei ministri dell'Unione Europea contro il razzismo e la xenofobia[168]. Castelli contesta che quella dichiarazione ponga anche la necessità di «armonizzare le legislazioni nazionali contro il razzismo e la xenofobia» sulla base della proposta quadro presentata dalla Commissione il 29 novembre 2001 ove «per "razzismo e xenofobia" si intende il convincimento che la razza, il colore, la discendenza, la religione o i convincimenti, l'origine nazionale ed etnica siano fattori determinanti per nutrire avversione nei confronti di singoli individui o di gruppi». Così, secondo il ministro leghista, si «rischia di sconfinare in una limitazione della libertà di pensiero. Per esempio, il reato fa riferimento anche al convincimento che un individuo si ritenga superiore a un altro. Io mi chiedo: come può un magistrato entrare nel convincimento personale di un individuo? Il punto è che stiamo viaggiando su una linea di confine molto delicata: un conto è essere razzista, e noi condanniamo il razzismo e la xenofobia, un conto è esprimere liberamente le proprie opinioni e fare lotta politica». Ma per la Commissione europea «il convincimento in sé non è considerato reato: sono solo le azioni criminose motivate da questo convincimento che vengono punite, e per le quali la motivazione razzista è considerata un'aggravante»[169].
Sempre in nome della «libertà di opinione», nel marzo 2003 Castelli porrà il veto dell'Italia al Consiglio dei ministri della Giustizia della UE sull'approvazione della decisione-quadro sul razzismo e la xenofobia[170][171].
Ancora il 2 giugno 2005 Castelli torna a porre il veto motivandolo stavolta per il «rinvio a giudizio di Oriana Fallaci per xenofobia» avvenuto una settimana prima, e perché «il Parlamento italiano intende riprendere in mano i reati d'opinione»[172]. Come in effetti accadrà con la promulgazione della Legge 24 febbraio 2006, n. 85 che ha alleggerito notevolmente anche le pene contro l'odio razziale o etnico[173][174]. L'UE arriverà a un accordo su razzismo e xenofobia solo nel novembre 2008[175].
Nel 2009 la Lega subirà nuove accuse di razzismo per i comportamenti di Matteo Salvini, deputato e capogruppo leghista in Consiglio comunale a Milano, prima (7 maggio) a causa della sua proposta (che lui stesso definisce provocatoria) di «pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi»[176] o alla «possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l'invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari»[177], e poi il (7 luglio) quando è ripreso in un video pubblicato da Repubblica Tv mentre con altri leghisti intona cori contro i napoletani alla festa di Pontida del 13 giugno precedente[178]. In entrambi i casi anche gli alleati spesso prenderanno le distanze[179][180].
Nel 2001 Anna Cento Bull e Mark Gilbert in The Lega Nord and the Northern Question in Italian Politics (Basingstoke, Palgrave) analizzando la Lega hanno sostenuto che fino al 1995 «è sostanzialmente corretto identificare la Lega con una subcultura politica contrassegnata da forti accenti populistici», ma dal 1996, cioè «dalla fondazione della Padania, in ogni caso, questa distinzione è venuta meno e oggi la Lega dovrebbe essere considerata parte della “famiglia” di estrema destra dei partiti politici» per via della sua maggiore ostilità al multiculturalismo, all’integrazione europea e alla globalizzazione (p. 106). A tal proposito Duncan McDonnell ha commentato che pur apprezzando «lo sguardo obiettivo e imparziale con cui Cento Bull e Gilbert esaminano l’argomento» ha sostenuto in modo più conciliante che «ormai si dovrebbe capire che le affermazioni della Lega non dovrebbero sempre essere prese alla lettera: le posizioni del partito, per quanto discutibili e a volte espresse grossolanamente, spesso mirano a provocare il dibattito pubblico e politico, attirando l’attenzione su questioni che sono fonte di inquietudine nelle roccaforti leghiste (e non solo)»[181].
La Lega Nord ha sempre respinto le accuse di razzismo e xenofobia definendole come «pretesti» per «demonizzare e isolare la Lega»[182]. E il 12 aprile 1996 Bossi riteneva che «il razzismo non è quello che dicono gli altri per farci passare da razzisti. Razzismo è un'altra cosa, è il controllo dell'economia dei popoli da parte di una etnia, è il controllo dell'economia degli altri»[183]. Più in là, sempre Bossi il 23 dicembre 1996 dichiarava: «Io non parlo di valore etnico, chiunque, da qualunque parte venga, può partecipare alla nascita della nazione padana. Tutti quelli che vivono in Padania, siano essi bianchi o neri o gialli, da qualsiasi parte vengano, nel '97 devono trovare la forza per fare la Padania»[184].
Dal giugno 2009 la Lega Nord vanta nel Comune di Viggiù il primo sindaco nero italiano, Sandra Maria detta Sandy Cane[185], per la quale «la Lega non è affatto razzista chiede solo che sia messo un freno all'illegalità perché ci sono troppi clandestini»[186].
Il 14 settembre 2008 dal palco della Festa dei popoli padani, il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, inveisce contro gli immigrati[187] con modi e tesi giudicate razziste prima dal quotidiano CEI Avvenire[188], poi da Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa[189] e infine dal Tribunale di Venezia che nell'ottobre 2009 condannerà Gentilini a 4 mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi per istigazione al razzismo[190][191]. Analogo provvedimento prenderà in quei giorni la Cassazione contro il sindaco leghista Flavio Tosi per i già citati episodi razzisti del 2001[192].
Posizioni sull'omosessualità
Fin dagli esordi Bossi ha pubblicamente definito l'omosessualità una devianza. Al I Congresso della Lega Lombarda, l'8 dicembre 1989, Bossi vedeva che «la società va incontro alla disgregazione, sviluppa comportamenti patologici dell'omosessualità, della devianza giovanile, della droga, crea condizioni psicologiche che favoriscono ad esempio la sterilità per cui non nascono più figli. Si realizza in altre parole la "Società deviata", asociale, egoista in cui accanto alle cose che muoiono si generano reazioni di salvezza, come i movimenti etnonazionalisti»[193].
E ancora nel settembre 1990 Bossi ammetteva a L'Europeo di aver espulso dal partito un ragazzo perché omosessuale, «un ragazzo per bene ma era omosessuale. Quanti partiti democratici hanno omosessuali dichiarati, cioè donnicciole, nei loro posti chiave? Un omosessuale è persona di tolleranza fragile, instabile»[194].
Anche Gianfranco Miglio nel 1993 confermerà su la Stampa che «gli omosessuali sono degli ammalati: è un forma di malattia largamente diffusa, di tipo genetico, e non possono essere considerati normali»[195].
Tuttavia queste prese di posizione personale non sono mai state fatte proprie dalla Lega fino alla fine degli anni Novanta. Franco Grillini, già presidente di Arcigay, disse che la Lega Nord «ha avuto un inizio laico-libertario. All’interno c’era addirittura un gruppo gay, Los Padania, Libero Orientamento Sessuale della Padania. Bossi dichiarava: “Siamo contro tutte le discriminazioni”. Maroni mi diceva che era a favore delle famiglie di fatto e delle adozioni gay. Adesso è tutto il contrario»[196].
In effetti la costituzione del Libero Orientamento Sessuale in Padania risaliva all'estate 1997, cioè «prima ancora delle donne padane o di altri gruppi» leghisti[197], e ancora nel 1998 Francesco Fante, ministro della Sanità del governo padano, dichiarava che «la Padania riterrà legittimi i matrimoni tra gay»[198].
Tutto muta fra il 1999 e il 2000, quando la Lega svolta su posizioni più filo-cattoliche[199][200] e inizia una strenua campagna a difesa della «famiglia naturale», che ha portato il movimento ad attirarsi le critiche di associazioni come l'Arcigay e affini[201].
Alla fine del 1999 scompare dal sito web della Lega il sottosito del LOS Padania creato nell'agosto 1998[202], dopo una polemica col movimento sfociata nel giugno precedente con un comunicato stampa dove il LOS prendeva «atto con stupore che, senza preavviso e delucidazioni in proposito, è stato depennato unilateralmente il link del LOS ed il novero tra le Associazioni Padane.La Lega, ne nega l'esistenza»[203].
Almeno dal 24 agosto 2000, Bossi era andato spiegando che «la famiglia eterosessuale va difesa da chi vuole creare una dittatura massonica-comunista mondiale. Se passano le famiglie omosessuali che non hanno figli è necessaria l'immigrazione, e con essa l'ideologia che riesce a scardinare l'identità dei popoli. Se ritorna invece la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia»[204]. Pochi giorni dopo, 2 settembre, il leader del Carroccio aveva minacciato «giù le mani dai bambini, massoni, framassoni e sporcaccioni non toccate i bambini. Presto ci saranno i nostri gazebo ovunque contro ciò. Presto si scatenerà la resa dei conti con l'Europa che ha voluto dare i bambini alle coppie omosessuali»[205].
Si arriva così ai gazebo contrapposti di Lega e Arcigay del 22 ottobre 2000: la prima raccoglieva le firme contro le adozioni da parte delle coppie gay[206][207], la seconda le raccoglieva contro «l'omofobia della Lega»[208] e sostenendo che «Bossi continua a seminare odio contro la componente omosessuale del Paese, insultando, diffamando e sovrapponendo in modo criminale omosessualità e pedofilia»[209].
Dure saranno le reazioni leghiste quando il 19 gennaio 2006 l'europarlamento approverà una risoluzione per tutelare i diritti e la dignità degli omosessuali[210]: il ministro Calderoli parlerà di «omoparlamento»[211] e la Padania non sarà meno tenera[212] col direttore Gianluigi Paragone che nell'editoriale Tutto cominciò misurando il pisello se la prende con «l'Europa che sta cercando di mettere il mondo sottosopra»[213].
magari non era cosi all'inizio, forse esistono leghisti antirazzisti
ma che la lega abbia atteggiamenti razzisti, xenofobi, o localisti è cosa trita e ritrita
ecco cosa dice wikipedia al riguardo:
La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), organo di esperti indipendenti del Consiglio d'Europa, in due rapporti consecutivi sulla situazione italiana, nel 2002 e nel 2006, ha denunciato come «gli esponenti della Lega Nord hanno fatto un uso particolarmente intenso della propaganda razzista e xenofoba, quantunque si debba notare che anche dei membri di altri partiti hanno usato un linguaggio politico xenofobo od in altra maniera intollerante. (...) Pertanto l'ECRI è allarmata dalla partecipazione alle coalizioni governative di partiti politici i cui membri hanno avuto ricorso alla propaganda xenofoba ed intollerante»[134]. Quattro anni dopo l'ECRI noterà «con rammarico che, da allora, alcuni membri della Lega Nord hanno intensificato l’uso di discorsi razzisti e xenofobi in ambito politico. Pur rilevando che si sono espressi in tal senso soprattutto dei rappresentanti eletti locali di questo partito, anche certi importanti leader politici a livello nazionale hanno rilasciato dichiarazioni razziste e xenofobe. Tali discorsi hanno continuato a prendere di mira essenzialmente gli immigrati extracomunitari, ma anche altri membri di gruppi minoritari, ad esempio i Rom e i Sinti». Di seguito si ricorda «che nel dicembre del 2004, Il tribunale di prima istanza di Verona ha giudicato colpevoli di incitamento all’odio razziale sei esponenti locali della Lega Nord, in relazione a una campagna organizzata per cacciare un gruppo di Sinti da un campo temporaneo sul territorio locale. Le sei persone furono condannate a sei mesi di prigione, e al pagamento di 45.000 Euro per danni morali, con divieto di partecipare a qualsiasi attività di propaganda elettorale per tre anni e di presentarsi alle elezioni nazionali e locali»[135][136].
Al momento della pubblicazione del rapporto del 2002, Bossi aveva difeso sé e la Lega bollando il giudizio dell'ECRI come «roba scritta dalla sinistra» rispolverando «le solite e vergognose calunnie. Colpi di coda della sinistra. La Lega non è razzista e non è xenofoba. Noi siamo democratici. (...) Io sono tranquillo, queste accuse le respingo al mittente. Razzista e xenofoba è la sinistra. Noi siamo in regola, non siamo Le Pen. (...) Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi»[137].
Fino al 1990 l'accusa principale è quella di un razzismo anti-meridionale[138], mossa per esempio da Gianfranco Fini, segretario dell'MSI, a seguito delle elezioni amministrative del 1988.[139]. Solo dopo si parlerà di razzismo contro l'immigrato extracomunitario, anche se ancora il 27 novembre 2003 Bossi sosteneva che nel Nord «c'è una maggioranza etnica, quella del Centro-Sud, messa insieme dal centralismo romano, che ha occupato tutti i posti chiave dello Stato, anche da noi al Nord. Siamo colonizzati»[140].
Alla fine del 1990 Mario Pirani in un editoriale su la Repubblica si interrogava sulle ragioni del successo della novità leghista considerava che il «razzismo, di cui il movimento è accusato e che spiegherebbe anche, secondo una critica facile quanto scontata, il successo incontrato, attribuibile ai demagogici slogan anti-terroni e anti-vu' cumprà. Ora, non che questi slogan non siano diffusi con disinibita improntitudine e non corrispondano a reattività emotive determinate dall' afflusso crescente di immigrati di ogni provenienza, ma, purtuttavia, non ci sembra questa la radice prima di un così ampio consenso. Se mai ne costituisce il collante che salda gli umori popolari immediati alle paure e alle insofferenze più articolate dei ceti d'impresa. Un po' come il combattentismo degli anni 20 in rapporto al fascismo»[141].
Al suo vero debutto in Parlamento nel 1992, la Lega Nord fu accostata dal settimanale francese di sinistra Le Nouvel Observateur, in un numero dedicato alle estreme destre europee, alla demagogia di Jean Marie Le Pen, all'estremismo nero di Jörg Haider, al secessinismo del Vlaams Blok, alla xenofobia di Franz Schoenhuber, al populismo di Gerhard Frey. E tuttavia, si spiegava, «la Lega rifiuta ogni assimilazione ai neofascisti, gioca su temi regionalisti venati di xenofobia»[142].
Negli stessi giorni il socialista Rino Formica sostenne che «la Lega è uguale al fascismo. Bisogna dire alto e forte che il professor Miglio propone tesi fasciste e rispolvera studi che gli furono commissionati dal signor Cefis negli anni Settanta. Allora vi era al fondo una preoccupazione politica: il timore del sorpasso e dei comunisti al governo. L'idea di rafforzare le Regioni e di tagliare a fette il Paese era un modo per assicurarsi, rispetto ad un mutamento politico profondo»[143].
Nel 1993 in Razzismi. Un vocabolario di Laura Balbo e Luigi Manconi, alla voce «leghismo» si afferma, fra l'altro, che «l'ostilità contro gli immigrati extracomunitari (così come l'ostilità contro gli immigrati meridionali fino al 1990) costituisce un tratto qualificante dell'identità della Lega e del suo discorso pubblico; il rifiuto della diversità è elemento costitutivo della subcultura leghista»[144].
In occasione del III Congresso federale, il 15 febbraio 1997, Umberto Bossi si scaglia contro l’Italia che «tratta i popoli della Padania come colonie interne da sfruttare economicamente e da assoggettare etnicamente, magari spingendovi le masse di immigrati extracomunitari che dovrebbero secondo le analisi degli illuminati di Santa Romana Chiesa raggiungere i 13 milioni di individui in pochi decenni. Evidentemente per Roma e per gli Italiani il più grave problema della Padania è che ci sono troppi Padani. La razza pura ed eletta dei romanofili pensa di poter dirigere dall’alto le terre incognite padane ridotte a colonie penali celtiche-congolesi nel nome sacro ed eterno “de Roma”»[145]. Tali affermazioni saranno commentate dall'allora cardinale Joseph Ratzinger come «cose che fanno male. Questa ideologia di una razza pura che non deve essere inquinata da altre è una malattia del cuore. La razza pura non esiste. La convivenza di diverse provenienze umane dà ricchezza culturale. Questa idea di una razza che si deve difendere mi fa pensare troppo al passato»[146].
Nel dicembre 1998 viene pubblicato e divulgato dal movimento[147] l'opuscolo degli Enti Locali Padani Federali a cura di Giorgio Mussa, Padania, Identità e Società Multirazziale[148]. Secondo alcuni le idee in esso espresse, che ricalcherebbero i 70 punti antimmigrazione del del Vlaamsblok[149][150][151], diverranno la prova di quanto la Lega Nord sia un partito xenofobo e razzista[152]. Allo stesso opuscolo si richiamerà la storica Marcella Filippa, già autrice nel 1998 per la SEI di Torino del volume Dis-crimini. Profili dell'intolleranza e del razzismo, quando sarà udita nel 2004 come consulente del Pubblico Ministero dal Tribunale di Verona nel processo, già citato nei rapporti dell'ECRI, che giudicherà colpevoli di incitamento all’odio razziale sei esponenti locali della Lega Nord[153].
In discorsi pubblici come quello di Bossi a Crema del 20 febbraio 1999, secondo Pietro Citati, vi si «avvertono gli echi di un libro, Mein Kampf di Adolf Hitler»[154]. In quell'occasione Bossi invitava i cittadini a firmare per l'abrogazione della legge Turco-Napolitano avvertendo che «il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l’idea stessa di Europa garantendo i propri interessi attraverso l’economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo. (...) Il disegno dei 20 potenti americani non passerà, anche se usano armi potenti come droga e televisione»[155].
Il 21 settembre 2000 viene approvata la proposta di risoluzione del Parlamento europeo sulla posizione dell'Unione europea nella Conferenza mondiale contro il razzismo del 2001[156]. Per l'occasione l'eurogruppo dei Verdi europei aveva presentato un emendamento che stilava un elenco delle forze politiche razziste e xenofobe europee, includendo la Lega Nord. L'emendamento sarà respinto con 394 voti contro, 85 a favore, 12 astenuti su suggerimento del relatore della proposta di risoluzione, rammaricata «che sia stata scelta questa occasione per indicare taluni paesi e partiti attribuendo loro un ruolo particolarmente negativo. (...). Scegliere alcuni paesi, escludendone altri, implica che non è stata effettuata una valutazione complessiva della questione»[157][158].
Alla fine del febbraio 2001 nuove accuse di fascismo alla Lega arrivano dal ministro degli Esteri belga Louis Michel, per il quale «Bossi è un fascista»[159].
Alla fine del 2001 la Lega, tramite il suo ministro della Giustizia Roberto Castelli, è stata in prima fila per impedire all'Unione Europea di adottare un mandato di cattura europeo (volto a sostituire nel tempo le estradizioni all'interno della UE) meno estensivo[160]. Parlando da Radio Padania Libera l'8 dicembre 2001 Castelli spiegherà che «tra i trentadue reati proposti (che l'Italia vuole ridurre a sei, ndr) c'è quello di razzismo e xenofobia: chi decide a livello europeo chi è razzista e chi no? Chi garantisce, ad esempio, i cittadini che scenderanno in piazza domani?»[161][162]. E il giorno dopo alla manifestazione leghista No immigrati, sanatoria, terrorismo a Milano Castelli avverte i suoi compagni di partito che «se non mi fossi opposto al mandato di cattura europeo, avremmo corso il rischio di avere un vero e proprio reato di opinione su razzismo e xenofobia. Tutti voi avreste rischiato di essere arrestati da un qualsiasi magistrato europeo di sinistra, e vi assicuro che ce ne sono molti, solo perché siete qui a manifestare contro l'immigrazione clandestina»[163][164]. Poche ore dopo il governo italiano ritira ogni pretesa, con grande disappunto della Lega[165]. La decisione quadro in Italia è stata attuata con la Legge 22 aprile 2005 n. 69[166].
Nel 2002 uno speciale di Corriere.it su estrema destra e xenofobia in Europa affermava che «Bossi e altri principali esponenti leghisti hanno espresso posizioni xenofobe, omofobe e talvolta razziste (come ha sottolineato anche il secondo rapporto della Commissione europea contro l'intolleranza e il razzismo, mai smentito dal governo italiano). La Lega Nord non può comunque essere considerata un partito di estrema destra, non avendo mai assunto posizioni antisemite e nemmeno neofasciste. L'unico tratto comune con i partiti dell'estrema destra europea, a parte la xenofobia, è l'avversione all'attuale politica di integrazione dell'Unione europea»[167].
Il 25 aprile 2002 Castelli dichiara la sua contrarietà alla dichiarazione approvata all'unanimità dal Consiglio dei ministri dell'Unione Europea contro il razzismo e la xenofobia[168]. Castelli contesta che quella dichiarazione ponga anche la necessità di «armonizzare le legislazioni nazionali contro il razzismo e la xenofobia» sulla base della proposta quadro presentata dalla Commissione il 29 novembre 2001 ove «per "razzismo e xenofobia" si intende il convincimento che la razza, il colore, la discendenza, la religione o i convincimenti, l'origine nazionale ed etnica siano fattori determinanti per nutrire avversione nei confronti di singoli individui o di gruppi». Così, secondo il ministro leghista, si «rischia di sconfinare in una limitazione della libertà di pensiero. Per esempio, il reato fa riferimento anche al convincimento che un individuo si ritenga superiore a un altro. Io mi chiedo: come può un magistrato entrare nel convincimento personale di un individuo? Il punto è che stiamo viaggiando su una linea di confine molto delicata: un conto è essere razzista, e noi condanniamo il razzismo e la xenofobia, un conto è esprimere liberamente le proprie opinioni e fare lotta politica». Ma per la Commissione europea «il convincimento in sé non è considerato reato: sono solo le azioni criminose motivate da questo convincimento che vengono punite, e per le quali la motivazione razzista è considerata un'aggravante»[169].
Sempre in nome della «libertà di opinione», nel marzo 2003 Castelli porrà il veto dell'Italia al Consiglio dei ministri della Giustizia della UE sull'approvazione della decisione-quadro sul razzismo e la xenofobia[170][171].
Ancora il 2 giugno 2005 Castelli torna a porre il veto motivandolo stavolta per il «rinvio a giudizio di Oriana Fallaci per xenofobia» avvenuto una settimana prima, e perché «il Parlamento italiano intende riprendere in mano i reati d'opinione»[172]. Come in effetti accadrà con la promulgazione della Legge 24 febbraio 2006, n. 85 che ha alleggerito notevolmente anche le pene contro l'odio razziale o etnico[173][174]. L'UE arriverà a un accordo su razzismo e xenofobia solo nel novembre 2008[175].
Nel 2009 la Lega subirà nuove accuse di razzismo per i comportamenti di Matteo Salvini, deputato e capogruppo leghista in Consiglio comunale a Milano, prima (7 maggio) a causa della sua proposta (che lui stesso definisce provocatoria) di «pensare a posti, o vagoni, riservati ai milanesi»[176] o alla «possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l'invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari»[177], e poi il (7 luglio) quando è ripreso in un video pubblicato da Repubblica Tv mentre con altri leghisti intona cori contro i napoletani alla festa di Pontida del 13 giugno precedente[178]. In entrambi i casi anche gli alleati spesso prenderanno le distanze[179][180].
Nel 2001 Anna Cento Bull e Mark Gilbert in The Lega Nord and the Northern Question in Italian Politics (Basingstoke, Palgrave) analizzando la Lega hanno sostenuto che fino al 1995 «è sostanzialmente corretto identificare la Lega con una subcultura politica contrassegnata da forti accenti populistici», ma dal 1996, cioè «dalla fondazione della Padania, in ogni caso, questa distinzione è venuta meno e oggi la Lega dovrebbe essere considerata parte della “famiglia” di estrema destra dei partiti politici» per via della sua maggiore ostilità al multiculturalismo, all’integrazione europea e alla globalizzazione (p. 106). A tal proposito Duncan McDonnell ha commentato che pur apprezzando «lo sguardo obiettivo e imparziale con cui Cento Bull e Gilbert esaminano l’argomento» ha sostenuto in modo più conciliante che «ormai si dovrebbe capire che le affermazioni della Lega non dovrebbero sempre essere prese alla lettera: le posizioni del partito, per quanto discutibili e a volte espresse grossolanamente, spesso mirano a provocare il dibattito pubblico e politico, attirando l’attenzione su questioni che sono fonte di inquietudine nelle roccaforti leghiste (e non solo)»[181].
La Lega Nord ha sempre respinto le accuse di razzismo e xenofobia definendole come «pretesti» per «demonizzare e isolare la Lega»[182]. E il 12 aprile 1996 Bossi riteneva che «il razzismo non è quello che dicono gli altri per farci passare da razzisti. Razzismo è un'altra cosa, è il controllo dell'economia dei popoli da parte di una etnia, è il controllo dell'economia degli altri»[183]. Più in là, sempre Bossi il 23 dicembre 1996 dichiarava: «Io non parlo di valore etnico, chiunque, da qualunque parte venga, può partecipare alla nascita della nazione padana. Tutti quelli che vivono in Padania, siano essi bianchi o neri o gialli, da qualsiasi parte vengano, nel '97 devono trovare la forza per fare la Padania»[184].
Dal giugno 2009 la Lega Nord vanta nel Comune di Viggiù il primo sindaco nero italiano, Sandra Maria detta Sandy Cane[185], per la quale «la Lega non è affatto razzista chiede solo che sia messo un freno all'illegalità perché ci sono troppi clandestini»[186].
Il 14 settembre 2008 dal palco della Festa dei popoli padani, il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini, inveisce contro gli immigrati[187] con modi e tesi giudicate razziste prima dal quotidiano CEI Avvenire[188], poi da Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa[189] e infine dal Tribunale di Venezia che nell'ottobre 2009 condannerà Gentilini a 4 mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi per istigazione al razzismo[190][191]. Analogo provvedimento prenderà in quei giorni la Cassazione contro il sindaco leghista Flavio Tosi per i già citati episodi razzisti del 2001[192].
Posizioni sull'omosessualità
Fin dagli esordi Bossi ha pubblicamente definito l'omosessualità una devianza. Al I Congresso della Lega Lombarda, l'8 dicembre 1989, Bossi vedeva che «la società va incontro alla disgregazione, sviluppa comportamenti patologici dell'omosessualità, della devianza giovanile, della droga, crea condizioni psicologiche che favoriscono ad esempio la sterilità per cui non nascono più figli. Si realizza in altre parole la "Società deviata", asociale, egoista in cui accanto alle cose che muoiono si generano reazioni di salvezza, come i movimenti etnonazionalisti»[193].
E ancora nel settembre 1990 Bossi ammetteva a L'Europeo di aver espulso dal partito un ragazzo perché omosessuale, «un ragazzo per bene ma era omosessuale. Quanti partiti democratici hanno omosessuali dichiarati, cioè donnicciole, nei loro posti chiave? Un omosessuale è persona di tolleranza fragile, instabile»[194].
Anche Gianfranco Miglio nel 1993 confermerà su la Stampa che «gli omosessuali sono degli ammalati: è un forma di malattia largamente diffusa, di tipo genetico, e non possono essere considerati normali»[195].
Tuttavia queste prese di posizione personale non sono mai state fatte proprie dalla Lega fino alla fine degli anni Novanta. Franco Grillini, già presidente di Arcigay, disse che la Lega Nord «ha avuto un inizio laico-libertario. All’interno c’era addirittura un gruppo gay, Los Padania, Libero Orientamento Sessuale della Padania. Bossi dichiarava: “Siamo contro tutte le discriminazioni”. Maroni mi diceva che era a favore delle famiglie di fatto e delle adozioni gay. Adesso è tutto il contrario»[196].
In effetti la costituzione del Libero Orientamento Sessuale in Padania risaliva all'estate 1997, cioè «prima ancora delle donne padane o di altri gruppi» leghisti[197], e ancora nel 1998 Francesco Fante, ministro della Sanità del governo padano, dichiarava che «la Padania riterrà legittimi i matrimoni tra gay»[198].
Tutto muta fra il 1999 e il 2000, quando la Lega svolta su posizioni più filo-cattoliche[199][200] e inizia una strenua campagna a difesa della «famiglia naturale», che ha portato il movimento ad attirarsi le critiche di associazioni come l'Arcigay e affini[201].
Alla fine del 1999 scompare dal sito web della Lega il sottosito del LOS Padania creato nell'agosto 1998[202], dopo una polemica col movimento sfociata nel giugno precedente con un comunicato stampa dove il LOS prendeva «atto con stupore che, senza preavviso e delucidazioni in proposito, è stato depennato unilateralmente il link del LOS ed il novero tra le Associazioni Padane.La Lega, ne nega l'esistenza»[203].
Almeno dal 24 agosto 2000, Bossi era andato spiegando che «la famiglia eterosessuale va difesa da chi vuole creare una dittatura massonica-comunista mondiale. Se passano le famiglie omosessuali che non hanno figli è necessaria l'immigrazione, e con essa l'ideologia che riesce a scardinare l'identità dei popoli. Se ritorna invece la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia»[204]. Pochi giorni dopo, 2 settembre, il leader del Carroccio aveva minacciato «giù le mani dai bambini, massoni, framassoni e sporcaccioni non toccate i bambini. Presto ci saranno i nostri gazebo ovunque contro ciò. Presto si scatenerà la resa dei conti con l'Europa che ha voluto dare i bambini alle coppie omosessuali»[205].
Si arriva così ai gazebo contrapposti di Lega e Arcigay del 22 ottobre 2000: la prima raccoglieva le firme contro le adozioni da parte delle coppie gay[206][207], la seconda le raccoglieva contro «l'omofobia della Lega»[208] e sostenendo che «Bossi continua a seminare odio contro la componente omosessuale del Paese, insultando, diffamando e sovrapponendo in modo criminale omosessualità e pedofilia»[209].
Dure saranno le reazioni leghiste quando il 19 gennaio 2006 l'europarlamento approverà una risoluzione per tutelare i diritti e la dignità degli omosessuali[210]: il ministro Calderoli parlerà di «omoparlamento»[211] e la Padania non sarà meno tenera[212] col direttore Gianluigi Paragone che nell'editoriale Tutto cominciò misurando il pisello se la prende con «l'Europa che sta cercando di mettere il mondo sottosopra»[213].
avrò sbagliato a postare un articolo,...
come sarebbe a dire "avrò sbagliato" ?
hai sbagliato, su questo non c'è alcun dubbio
per tutto il resto è inutile discutere se continuate a non capire quale è l'origine delle devianze razziste della Lega Nord
il problema è riuscire a spiegare agli operai di una fabbrica che restano disoccupati per la sua chiusura per la concorrenza di una fabbrica cinese che gli operai cinesi hanno gli stessi loro diritti
finchè non si troveranno spiegazioni efficaci e comprensibili la Lega Nord (e altri partiti simili) prenderanno sempre più voti
del resto anche quel furbone di Di Pietro lo ha capito e ha fatto la sua brava campagna contro l' "indiscriminato afflusso di Rumeni in Italia" (contro il governo del quale faceva parte!!!!) link
la gente non capisce quanto sta avvenendo e la risposta "ignorante" è l'estremo localismo (battezzato dalla lega federalismo che non vuol dire niente), il quale a sua volta inevitabilmente sfocia in razzismo
come sarebbe a dire "avrò sbagliato" ?
hai sbagliato, su questo non c'è alcun dubbio
per tutto il resto è inutile discutere se continuate a non capire quale è l'origine delle devianze razziste della Lega Nord
il problema è riuscire a spiegare agli operai di una fabbrica che restano disoccupati per la sua chiusura per la concorrenza di una fabbrica cinese che gli operai cinesi hanno gli stessi loro diritti
finchè non si troveranno spiegazioni efficaci e comprensibili la Lega Nord (e altri partiti simili) prenderanno sempre più voti
del resto anche quel furbone di Di Pietro lo ha capito e ha fatto la sua brava campagna contro l' "indiscriminato afflusso di Rumeni in Italia" (contro il governo del quale faceva parte!!!!) link
la gente non capisce quanto sta avvenendo e la risposta "ignorante" è l'estremo localismo (battezzato dalla lega federalismo che non vuol dire niente), il quale a sua volta inevitabilmente sfocia in razzismo
la risposta "ignorante"
Su misura dell'elettorato, per l'appunto... ^_^
Su misura dell'elettorato, per l'appunto... ^_^
esatto
ma il punto è: "gli altri" sono in grado di dare una risposta accettabile e comprensibile a questi problemi, senza appiattirsi sulle posizioni leghiste?
finora non sono stati in grado di farlo, quindi è normale che la lega prenda voti
poi ci si può scagliare contro la lega e fare lunghi tazebao a dimostrazione di quanto sono brutti, sporchi e cattivi, ma senza risposte non si va da nessuna parte
ma il punto è: "gli altri" sono in grado di dare una risposta accettabile e comprensibile a questi problemi, senza appiattirsi sulle posizioni leghiste?
finora non sono stati in grado di farlo, quindi è normale che la lega prenda voti
poi ci si può scagliare contro la lega e fare lunghi tazebao a dimostrazione di quanto sono brutti, sporchi e cattivi, ma senza risposte non si va da nessuna parte
ma il punto è: "gli altri" sono in grado di dare una risposta accettabile e comprensibile a questi problemi, senza appiattirsi sulle posizioni leghiste?
No, fondamentalmente perchè nessuno vuole sentirla, un'altra risposta diversa dalla Lega.
Ho vissuto 30 anni in Veneto, ora sto a Brescia, sicuramente una cosa che accomuna questi popoli è l'odio viscerale per "il diverso".
Di qualsiasi razza, religione, provenienza, viene perennemente visto con sospetto, criticato, spesso vilipeso.
Se poi quando chiedo "perchè voti Lega?" mi sento rispondere: "Per non votare Berlusconi", allora lascio perdere, perchè se uno non capisce che Bossi pur di stare al Governo è in grado di turarsi tutte e due le narici, chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie, stando assieme all'amico Silvio, allora cosa devo spiegargli?
Per non parlare di quando gli chiedo se conoscono Biagi e D'Antona e mi rispondono "Quelli del Grande Fratello?"...
No, fondamentalmente perchè nessuno vuole sentirla, un'altra risposta diversa dalla Lega.
Ho vissuto 30 anni in Veneto, ora sto a Brescia, sicuramente una cosa che accomuna questi popoli è l'odio viscerale per "il diverso".
Di qualsiasi razza, religione, provenienza, viene perennemente visto con sospetto, criticato, spesso vilipeso.
Se poi quando chiedo "perchè voti Lega?" mi sento rispondere: "Per non votare Berlusconi", allora lascio perdere, perchè se uno non capisce che Bossi pur di stare al Governo è in grado di turarsi tutte e due le narici, chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie, stando assieme all'amico Silvio, allora cosa devo spiegargli?
Per non parlare di quando gli chiedo se conoscono Biagi e D'Antona e mi rispondono "Quelli del Grande Fratello?"...
No, fondamentalmente perchè nessuno vuole sentirla, un'altra risposta diversa dalla Lega.
Ho vissuto 30 anni in Veneto, ora sto a Brescia, sicuramente una cosa che accomuna questi popoli è l'odio viscerale per "il diverso".
Di qualsiasi razza, religione, provenienza, viene perennemente visto con sospetto, criticato, spesso vilipeso.
guarda, io non so se è così
ma io prima di accusare interi "popoli di odio viscerale per il diverso" partirei dalle risposte
sei in grado di spiegare a chi perde il lavoro a causa della concorrenza cinese che ha fatto chiudere la fabbrica dove ha lavorato venti anni, che è giusto così?
sei davvero in grado di spiegargli che se non può più continuare a pagare il mutuo e perderà la casa dove abita non è colpa dell'operaio polacco che lavora a un decimo del suo stipendio pur di campare?
e che non è neppure colpa dell'imprenditore che spesso non ha altra scelta che delocalizzare nei paesi emergenti o chiudere una attività in perdita?
se non c'è risposta è troppo facile prendersela con chi si attacca a chi qualche risposta la da, anche se è una risposta sbagliata
Ho vissuto 30 anni in Veneto, ora sto a Brescia, sicuramente una cosa che accomuna questi popoli è l'odio viscerale per "il diverso".
Di qualsiasi razza, religione, provenienza, viene perennemente visto con sospetto, criticato, spesso vilipeso.
guarda, io non so se è così
ma io prima di accusare interi "popoli di odio viscerale per il diverso" partirei dalle risposte
sei in grado di spiegare a chi perde il lavoro a causa della concorrenza cinese che ha fatto chiudere la fabbrica dove ha lavorato venti anni, che è giusto così?
sei davvero in grado di spiegargli che se non può più continuare a pagare il mutuo e perderà la casa dove abita non è colpa dell'operaio polacco che lavora a un decimo del suo stipendio pur di campare?
e che non è neppure colpa dell'imprenditore che spesso non ha altra scelta che delocalizzare nei paesi emergenti o chiudere una attività in perdita?
se non c'è risposta è troppo facile prendersela con chi si attacca a chi qualche risposta la da, anche se è una risposta sbagliata
se non c'è risposta è troppo facile prendersela con chi si attacca a chi qualche risposta la da, anche se è una risposta sbagliata
non sono d'accordo
se non si ha nulla di intelligente da dire meglio stare zitti piuttosto che dare risposte sbagliate
non sono d'accordo
se non si ha nulla di intelligente da dire meglio stare zitti piuttosto che dare risposte sbagliate
guarda balu, hai ragione su tutto (nel senso che ho letto le ultime pagine e la vedo come te)
però qui ha ragione squiz:
sei in grado di spiegare a chi perde il lavoro a causa della concorrenza cinese che ha fatto chiudere la fabbrica dove ha lavorato venti anni, che è giusto così?
erano così anche prima (con la pancia piena ed il lavoro assicurato..)
purtroppo un insieme di fattori sociali storici e culturali ha prodotto una sottocultura (o controcultura) che oramai è dominante in certi ceti sociali.
Ad oggi l'assenza di risposte alternative alle domande che giustamente poni si SOMMA a questa situazione già cristallizata e la peggiora, ma non è certo la causa..
però qui ha ragione squiz:
sei in grado di spiegare a chi perde il lavoro a causa della concorrenza cinese che ha fatto chiudere la fabbrica dove ha lavorato venti anni, che è giusto così?
erano così anche prima (con la pancia piena ed il lavoro assicurato..)
purtroppo un insieme di fattori sociali storici e culturali ha prodotto una sottocultura (o controcultura) che oramai è dominante in certi ceti sociali.
Ad oggi l'assenza di risposte alternative alle domande che giustamente poni si SOMMA a questa situazione già cristallizata e la peggiora, ma non è certo la causa..
Le risposte ci sono e sono anche piuttosto semplici.
La politica oramai non é piu´questione di ideali o diritti fondamentali. Continuando a far politica in quel modo si rischia solo di perdere i diritti che si sono gia´acquisiti.
La politica oramai e´solo una questione di efficienza dell'amministrazione. Ovvero di allocazione ottimale delle risorse pubbliche. I paesi che reggono la concorrenza della globalizzazione sono quelli dove l'amministrazione pubblica funziona.
Sbaglia di grosso chi pensa che la fortuna della lega stia nelle boutade razziste.
(attendo con ansia un bel post su come son trattati i raccoglitori di pomodori nel sud multietnico e poi vediamo se quella gente non preferisce venir su di corsa nel nord razzista)
La fortuna della lega sta piuttosto in quelle tabelle postate da caldco nelláltro post che rendono evidente lo spreco. Nella sensazione che lo stato unitario sia oramai ottimizzato per consegnare il bene pubblico direttamente alla mafia che oramai si vede sempre di piu´anche al nord.
Il federalismo, accorciando il giro delle risorse rende piu´facile il controllo. Verificare il bilancio del proprio comune e´una cosa che si puo´ancora fare e che e´alla portata di molti, il bilancio dello stato oramai non lo capisce piu´neanche chi lo scrive ed e´come una barca piena di buchi.
La politica oramai non é piu´questione di ideali o diritti fondamentali. Continuando a far politica in quel modo si rischia solo di perdere i diritti che si sono gia´acquisiti.
La politica oramai e´solo una questione di efficienza dell'amministrazione. Ovvero di allocazione ottimale delle risorse pubbliche. I paesi che reggono la concorrenza della globalizzazione sono quelli dove l'amministrazione pubblica funziona.
Sbaglia di grosso chi pensa che la fortuna della lega stia nelle boutade razziste.
(attendo con ansia un bel post su come son trattati i raccoglitori di pomodori nel sud multietnico e poi vediamo se quella gente non preferisce venir su di corsa nel nord razzista)
La fortuna della lega sta piuttosto in quelle tabelle postate da caldco nelláltro post che rendono evidente lo spreco. Nella sensazione che lo stato unitario sia oramai ottimizzato per consegnare il bene pubblico direttamente alla mafia che oramai si vede sempre di piu´anche al nord.
Il federalismo, accorciando il giro delle risorse rende piu´facile il controllo. Verificare il bilancio del proprio comune e´una cosa che si puo´ancora fare e che e´alla portata di molti, il bilancio dello stato oramai non lo capisce piu´neanche chi lo scrive ed e´come una barca piena di buchi.