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Subject: [POLITICA]

2010-12-05 19:06:08
ah, quindi li dai per persi e ipotizzi una sinistra di elite, costituita da studenti fuori corso, laureati in sociologia sottopagati che fanno i cocopro, ecc. ecc.

io ho scritto classe di lavoratori con un alto livello di formazione e istruzione.

banalizzi il mio pensiero perchè sai benissimo che la sfida della competizione industriale potrebbe essere vinta solo puntando sull'eccellenza e coltivando una classe lavoratrice specializzata ed evoluta
2010-12-05 19:26:29
Che ti devo dire, quelli che votano lega e che conosco personalmente di sicuro non sono razzisti.

Poi quel che si vede e si sente in televisione lo sento anch'io ma trovo che sia un po´come concludere che i laziali son tutti nazisti perche´c'é qualche testapelata allo stadio. Con movimenti che coinvolgono milioni di persone mi pare che bisogna andarci piano con le generalizzazioni e gli elementi qualificanti.

Gli elettori che conosco e votano lega son tutte persone molto semplici. Lo fanno perche´magari sentono dire che la ndrangheta sta comprando tutte le discariche della lombardia e si sta infiltrando in tutte le societa´degli acquedotti. Poi magari salta fuori che a votare quegli appalti e quei provvedimenti son stati proprio quelli che hanno eletto loro....
2010-12-05 19:33:33
io dico che sono razzisti (per convinzioe o per convenienza) i leghisti come esponenti politici.
Chi li vota lo fa soprattutto per xenofobia, che è cosa diversa dal razzismo. I razzisti veri e propri son per lo più dell'ultradestra.
2010-12-05 19:34:29
banalizzi il mio pensiero perchè sai benissimo che la sfida della competizione industriale potrebbe essere vinta solo puntando sull'eccellenza e coltivando una classe lavoratrice specializzata ed evoluta

non banalizzo il tuo pensiero, lo traduco nei fatti correnti



perchè sai benissimo che la sfida della competizione industriale potrebbe essere vinta solo puntando sull'eccellenza e coltivando una classe lavoratrice specializzata ed evoluta


ahahah
e quindi che facciamo con i migranti rumeni e marocchini che arrivano a ondate e in maggioranza han solo la quinta elementare (quando ce l'hanno)?

li consegniamo alla lega per la prossima generazione? li ricacciamo al loro paese?

quelli che oggi votano lega sono in maggioranza elettori con istruzione mediobassa

insomma quello che tu auspichi per il futuro è quanto in realtà già avviene

e poi sarei io ad avere idee superate!!! :D

la sinistra "di elite" non ha mai portato nulla di buono, la sinistra per riprendere i suoi voti del ceto medio e medio basso deve parlare al popolo, il difficile è farlo senza essere populista, ma la strada è obbligata, altrimenti continuerà a vincere la destra "sociale", prima rappresentata dalla DC e ora da PDL e Lega
2010-12-05 19:35:10
Chi li vota lo fa soprattutto per xenofobia,...

questa tua convinzione è sbagliata, fattene una ragione
2010-12-05 19:40:36
baluba se il popolo è ignorante e bue non può votare che a destra, mi spiace. Anzi nemmeno a destra, ma per la destra italiana lega pdl, la peggiore. A meno che la sinistra si metta a fare discorsi di destra. cosa che non mi pare tu abbia mai gradito.

Il popolo del ventunesimo secolo in un paese europeo evoluto dovrebbe essere un popolo evoluto, culturalmente e professionalmente, evoluto può essere anche un coltivatore diretto o chi lavora in un'impresa edile, non capisco perchè la cosa ti faccia ridere, basta guardare agli altri paesi del bocco cui apparteniamo, finchè ci apparteniamo

ahahah
e quindi che facciamo con i migranti rumeni e marocchini che arrivano a ondate e in maggioranza han solo la quinta elementare (quando ce l'hanno)?


altro esempio assurdo, moltissimi immigrati hanno titolo di studio.





(edited)
2010-12-05 19:45:19
ahahah
e quindi che facciamo con i migranti rumeni e marocchini che arrivano a ondate e in maggioranza han solo la quinta elementare (quando ce l'hanno)?

altro esempio assurdo, moltissimi immigrati hanno titolo di studio.


non è un esempio assurdo, sei te che vivi sulla luna
io conosco una marea di immigrati rumeni e marocchini, con i rumeni ci gioco a carte sul treno, molti di loro manco san scrivere

chissenefrega del titolo di studio!

la gente deve capire che siam tutti uguali e abbiamo gli stessi diritti e queste son cose che te le da il titolo di studio
2010-12-05 19:46:55
Chi li vota lo fa soprattutto per xenofobia,...

questa tua convinzione è sbagliata, fattene una ragione


ti ricordi nel programma d Iacona?

"Secondo lei perchè qui la lega è così forte?"
"Perchè qui ci sono problemi con gli immigrati"
"Ma mi fa un esempio? Lei che problemi ha avuto?"
"Io nessuno"
"E allora? Conosce qualcuno che ne ha avuti?"
"No, qui a dire il vero no, ma so che ce ne sono, basta accendere la TV"
2010-12-05 19:53:18

Chi li vota lo fa soprattutto per xenofobia,...

questa tua convinzione è sbagliata, fattene una ragione


http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/12/05/foto/i_cartelli_contro_gli_immigrati-9862335/1/
2010-12-05 19:55:26
e allora ?
che c'entra la xenofobia
gli immigrati mica sono quello che pensi te

gli immigrati son quelli che "vengono a toglierci il lavoro", quelli che "vengono a rubare", ecc

non gli frega niente se sono immigrati neri gialli o verdi o se arrivano dall'africa, dall'europa, o anche solo da 100 chilometri e son della stessa regione

hanno paura di chi gli tocca lo "status quo", chi intacca le loro certezze facendo perdere loro vantaggi sociali che ovviamente vanno a favore dei nuovi arrivati in quanto più poveri

la xenofobia c'entra come i cavoli a merenda, infatti non hanno niente da dire se gli immigrati sono ricchi svedesi o ricchi americani, sono I POVERI che gli fanno paura, perchè i poveri portano con loro la loro povertà

è inevitabile che i nuovi arrivati, in quanto miserabili, si approprino dei pochi post i all'asilo, delle borse di studio, delle case popolari, che non paghino la mensa scolastica e l'autobus della scuola

e così l'operaio o l'artigiano scopre di dover pagare il doppio, pagando nei fatti anche per loro

la xenofobia non c'entra un cavolo con tutto ciò
(edited)
2010-12-05 19:57:47
Infatti e´proprio la televisione il fulcro di tutto il problema italiano.
Quello che fa vedere e quello che non fa vedere.
Chi ha sky e si guarda le tv estere se ne rende conto, all'estero la politica e´sempre dibattito su una questione concreta, si parla di pro e di contro di cosa conviene di quanto costa.
In Italia e´sempre solo lotta ideologica tra guelfi e ghibellini, tifo in attesa di quel che sara´scritto nella finanziaria.
La verita´e´che ci chiamiamo cittadini ma siamo rimasti fondamentalmente sudditi.
2010-12-05 21:00:29
Archivio cartaceo | di Marco Travaglio

23 novembre 2010


Mastella, ora la casta lo salva dal processo

Le accuse: concussione,associazione a delinquere, truffa e peculato. Ma il Senato unito, meno l’Idv, ha detto “no”
Ricordate il processo a Clemente Mastella e famiglia (moglie, consuocero, cognato e mezza Udeur) per le lottizzazioni nelle Asl e negli enti pubblici della Campania, il mercato illegale degli appalti, la gestione allegra dei fondi pubblici al giornale Il Campanile con appartamenti romani incorporati? Bene, anzi male: il Parlamento ha deciso di abolirlo. Non Mastella: il processo. Venerdì, alla chetichella come si usa in questi casi, il Senato della Repubblica ha approvato per alzata di mano la proposta della giunta per le autorizzazioni a procedere di sollevare un conflitto di attribuzioni fra poteri dello Stato dinanzi alla Consulta contro i giudici di Napoli che osano processare l’ex ministro della Giustizia del centrosinistra, ora eurodeputato di centrodestra, senza chiedere il permesso al Parlamento. Tutti d’accordo (Pdl, Lega, Udc, Pd), tranne l’Idv. Motivo: i reati contestati a Mastella nell’udienza preliminare in corso da mesi a Napoli sarebbero stati commessi nell’esercizio delle funzioni di Guardasigilli, dunque di natura ministeriale, dunque sottoposti alla giurisdizione del Tribunale dei ministri di Napoli, ma solo previa autorizzazione a procedere del Senato. I difensori di Mastella, nell’udienza di sabato, hanno subito chiesto al gip di sospendere tutto fino a quando la Corte costituzionale non si sarà pronunciata (fra un anno o due, visti i tempi biblici della Consulta). Se il gip dovesse accogliere l’istanza di rinvio sine die, il processo morirebbe lì, con prescrizione assicurata. E non solo per Mastella, ma anche per i suoi 50 coimputati, che hanno immediatamente fatto propria la richiesta dell’ex ministro, ritenendosi attratti per contagio dalla sua speciale immunità, peraltro sconosciuta alle leggi.
La vicenda è talmente intricata che, se non se ne illustrano bene i passaggi, si rischia di non afferrare appieno la portata dello scandalo. L’inchiesta è quella avviata quattro anni fa dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che nel gennaio 2008 fece arrestare fra gli altri la signora Mastella, Sandrina Lonardo, il consuocero dei coniugi, Carlo Camilleri e un bel pezzo di Udeur campana per vari e gravissimi reati, poi notificò un avviso di garanzia all’allora ministro della Giustizia, che colse la palla al balzo per rovesciare il governo Prodi, passando armi e bagagli al centrodestra. Intanto, per competenza, il fascicolo fu trasmesso a Napoli, dove il pm Francesco Curcio proseguì le indagini, scoprì altri reati e lo scorso anno chiese i rinvii a giudizio sui quali, fra breve, dovrebbe pronunciarsi il gip Eduardo De Gregorio.
Mastella è accusato di ben nove episodi delittuosi: quattro concussioni, tre abusi d’ufficio, un’associazione per delinquere e un caso di truffa, peculato e appropriazione indebita.

1) Concussione: in combutta col consuocero Camilleri, leader dell’Udeur beneventana e con due assessori regionali, Mastella avrebbe costretto il governatore Antonio Bassolino ad “assicurare loro la nomina a Commissario dell’Area sviluppo industriale (Asi) di Benevento di una persona liberamente designata dal Mastella” per “compensare la mancata attribuzione al suo gruppo politico della carica di presidente dello Iacp di Benevento”; per coartare la volontà di Bassolino, i due assessori presero a disertare le riunioni di giunta e Mastella ad “attaccarlo strumentalmente sulla gestione dei rifiuti”.

2) Tentata concussione: Mastella e la moglie Sandrina (presidente del Consiglio regionale) avrebbero perpetrato una “costante intimidazione” e “denigrazione” contro Luigi Annunziata, direttore generale dell’ospedale San Sebastiano di Caserta per cacciarlo dal suo incarico, visto che rifiutava di “procacciare favori, appalti, posti, incarichi dirigenziali e primariati a membri dell’Udeur”.

3) Abuso d’ufficio e rivelazione di segreti d’ufficio: Mastella avrebbe “istigato” il presidente della III sezione del Tar Campania, Ugo De Maio, ad aggiustare una causa in camera di consiglio per favorire un suo protetto e svantaggiare un’altra persona.

4) Abuso d’ufficio: Mastella, assieme al solito Camilleri, avrebbe istigato un suo assessore regionale a favorire un suo raccomandato ai vertici della comunità montana del Taburno.

5) Concussione: Mastella avrebbe costretto il sindaco di Cerreto Sannita a nominare un amico dell’Udeur ad assessore ai Lavori pubblici e ad assegnare il progetto dell’area industriale allo studio ingegneristico del consuocero Camilleri, minacciando in caso contrario “il congelamento dei finanziamenti regionali destinati al Piano di insediamento produttivo di Cerreto”.

6) Abuso d’ufficio: Mastella, assieme al consuocero, al cognato Pasquale Giuditta e ad altri, avrebbe chiesto e ottenuto l’assunzione indebita all’Arpac di ben 158 raccomandati suoi e dell’Udeur, in barba alle regole sulle competenze professionali, “per coltivare interessi di natura politico clientelare”.

7) Tentata concussione: Mastella & C. avrebbero intimato al direttore generale dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli di nominare primario un loro amico a scopo esclusivamente “clientelare”; e, quando quello rifiutò, fu investito da un’interpellanza dell’Udeur in Consiglio regionale che lo dipingeva come un incapace e dunque costituiva una minaccia di “rimozione dall’incarico”.

Associazione per delinquere: Mastella, la moglie Sandra e altri avrebbero dato vita a “un’associazione per delinquere, operante prevalentemente nella regione Campania, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica amministrazione e, soprattutto, all’acquisizione del controllo delle attività pubbliche di concorso e gare pubbliche bandite dagli Enti territoriali campani, attraverso la realizzazione di reati di falsità ideologica, turbata libertà degli incanti, corruzioni, abuso di ufficio e rilevazioni del segreto di ufficio… essendo capi e promotori del sodalizio Mastella Clemente, Camilleri Carlo e Lonardo Alessandrina”.

9) Peculato, truffa e appropriazione indebita: Mastella, “al fine di procurare ingiusto vantaggio patrimoniale ai suoi congiunti Mastella Elio e Mastella Pellegrino” (i figli, che “attraverso lo schermo societario costituito dalla società Campanile srl, senza averne titolo, acquistavano dalla Scip a prezzo più basso di quello di mercato, l’immobile in Roma Largo Arenula già di proprietà dell’Inail, utilizzando anche fondi pubblici destinati al sostentamento dell’editoria”), “si appropriava indebitamente dell’intero capitale sociale del detentore del logo della testata Il Campanile Nuovo” e sarebbe riuscito persino a truffare l’Inail.
Tutti questi reati, secondo la Procura di Napoli, Mastella li avrebbe commessi “agendo in qualità di Segretario Nazionale del partito politico Udeur”. Dunque, mai come ministro. Del resto, alcuni gli vengono contestati “fino al luglio 2009”, quando non era più ministro da un anno e mezzo. E altri prima che lo diventasse. Che dice la legge sui reati commessi da un ministro? La risposta è nell’articolo 96 della Costituzione e nella legge costituzionale 1/1989 (che abolì la Commissione Inquirente), ma anche nella costante giurisprudenza della Cassazione: spetta al pm, titolare dell’azione penale, decidere se il reato commesso da chi fa il ministro è di natura “ministeriale” o ordinaria. Nel primo caso, il fascicolo passa al Tribunale dei ministri (una sezione ad hoc del Tribunale distrettuale), che però può procedere solo dopo aver avuto l’autorizzazione della Camera di appartenenza. Nel secondo, si va avanti come in un normale processo. Ma, fatta la legge, trovato l’inganno.
Il 30 luglio scorso, la Camera (tutti d’accordo, tranne l’Idv) si costituisce in giudizio dinanzi alla Consulta contro i giudici di Livorno che stanno processando il ministro Altero Matteoli (Pdl) per favoreggiamento del prefetto: l’accusa è di averlo avvertito nel 2004 delle indagini e delle intercettazioni a suo carico per una brutta storia di abusi edilizi all’isola d’Elba. Il caso Matteoli è un unicum: la Procura aveva ritenuto che il reato Matteoli l’avesse commesso in quanto (nel 2004) ministro dell’Ambiente, dunque che fosse di natura ministeriale. Ma il Tribunale dei ministri giudicò diversamente: derubricò il reato da ministeriale a comune e restituì il fascicolo al Tribunale ordinario. La Camera però decise che, prima di farlo, il Tribunale dei ministri dovesse informarla. E sollevò un conflitto di attribuzioni alla Consulta, che le diede ragione con una sentenza controversa (l’illustre consesso si spaccò a metà e il relatore si dimise per protesta): il Tribunale, prima di riprendere il processo, avrebbe dovuto chiedere il permesso a Montecitorio. A quel punto la Camera, senza che nessuno gliel’avesse chiesta, negò l’autorizzazione a procedere contro Matteoli. Il Tribunale di Livorno sollevò a sua volta un conflitto alla Consulta contro la Camera per quell’obbrobrio giuridico. E il 30 luglio scorso la Camera si costituì in giudizio contro i giudici. Spalancando la strada al ritorno all’immunità automatica, almeno per i ministri, senza neppure cambiare la legge o la Costituzione. Venerdì 19 novembre, infatti, il Senato ha trascinato alla Consulta anche il Tribunale di Livorno per salvare Mastella e i suoi cari. Richiamandosi al precedente di Matteoli che, per quanto scandaloso, precedente non è perché è un caso totalmente diverso.

Per Matteoli la Procura (poi smentita dal Tribunale dei ministri) aveva ritenuto il reato “ministeriale”. Per Mastella nessuno ha mai ventilato un’ipotesi tanto assurda: né la Procura di Napoli, né tantomeno Mastella, che in due anni di indagini e udienza non ha mai eccepito nulla del genere. Del resto, basta leggere i capi d’imputazione: tutti fatti che, comunque li si voglia giudicare, riguardano Mastella come leader dell’Udeur, non certo come ministro della Giustizia. I ministri della Giustizia non si occupano di Asl, Arpac, Aisi, comunità montane, assessori in piccoli comuni, giornali e alloggi di partito. Dunque non c’è motivo per cui la Procura o il Gip debbano investire il Tribunale dei ministri o il Senato. Tutto fila liscio fino all’11 ottobre, quando nella fase finale della discussione in udienza preliminare, la difesa Mastella scopre all’improvviso la competenza del Tribunale dei ministri, invocando il precedente fasullo di Matteoli e sostenendo la ministerialità dei reati. Il Gip ovviamente risponde picche. A quel punto il Senato entra a piedi giunti nel processo e, col voto-inciucio di venerdì, tenta di mandarlo in fumo, denunciando i giudici di Napoli alla Consulta e sostenendo che spetta al Parlamento e non ai magistrati stabilire la ministerialità o meno dei reati commessi da ministri ed ex ministri.

Il paradosso tragicomico è che, secondo la legge costituzionale 1/1989, il Parlamento “può negare l’autorizzazione a procedere” solo se il ministro inquisito “ha agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di governo”. Ecco: forse lottizzare gli enti pubblici piazzando parenti e raccomandati, concutere pubblici ufficiali, pilotare appalti a fini clientelari, intascare soldi del finanziamento pubblico all’editoria o truffare l’Inail sono condotte tipiche di un ministro della Giustizia e vanno tutelate perché finalizzate a un “preminente interesse pubblico”. Nel qual caso, bloccare il processo a Mastella è poco: bisogna erigergli un monumento equestre.

Da Il Fatto Quotidiano del 23 novembre 2010
2010-12-05 22:14:21
Da piovono rane:

Nel primo pomeriggio di giovedì 2 dicembre, in una sala di Montecitorio, si sono ritrovate due delegazioni, una dei Radicali e una del Pdl.

Per i Radicali c’erano Marco Pannella, Maria Antonietta Farina Coscioni, Elisabetta Zamparutti, Marco Beltrandi, Rita Bernardini e Matteo Mecacci; per il Pdl, Ignazio La Russa, Carlo Ciccioli, Anna Maria Bernini, Rocco Crimi e Massimo Corsaro.

Hanno parlato di un argomento che sui giornali sta emergendo a poco a poco, ma che può diventare decisivo per il voto del sulla fiducia a Berlusconi: cioè, appunto, quello che faranno i sei deputati radicali il 14 dicembre prossimo. Con i numeri in bilico, questi sei potrebbero essere decisivi per far cadere o tenere in piedi il governo.


A quanto riferisce l’onorevole Ciccioli, l’incontro è durato un’ora e mezzo e «Pannella ci ha spiegato alcune cose molto concrete» in cambio delle quali i deputati radicali potrebbero astenersi. Sono quattro, due immediate e due no.

Uno, le carceri. «Pannella», spiega Ciccioli, «ha detto che la situazione nelle carceri italiane non è più tollerabile – quest’anno ci sono stati 54 suicidi tra i detenuti e 8 tra gli agenti di custodia – e bisogna fare qualcosa subito. Ha quindi proposto un’amnistia, aggiungendo testualmente che “sarebbe una soluzione equa per i problemi di tanti compresi quelli del premier”. La Russa ha risposto che in questo momento un’amnistia è difficile, però è stato d’accordo sul principio di fare qualcosa per le carceri. Allora si è ipotizzato di prendere alcune ex caserme dismesse e di trasformarle in “carceri attenuate” per i detenuti a cui mancano solo due o tre anni per finire la pena». Non solo: «Si è parlato di dare a un radicale un sottosegretariato alle carceri», dice Ciccioli. O in questo governo («Anche se ottiene la fiducia, il premier vuole fare un rimpasto e aggregare altri all’esecutivo, del resto dopo le recenti dimissioni – i finiani, Cosentino, Brancher – ha 11 posti liberi da assegnare», spiega l’onorevole Pdl), o eventualmente in un Berlusconi bis.

Secondo punto, la Rai. «Pannella ha detto che in Rai “c’è la dittatura di Santoro” e che loro, i radicali, non vengono mai invitati a nessuna trasmissione. Ha quindi chiesto, testualmente, “la democratizzazione della Rai” e pari dignità di accesso alla televisione pubblica». La delegazione del Pdl era d’accordo. E, dice Ciccioli, «visto che il centrodestra ha la maggioranza sia in Commissione di Vigilanza sia in Consiglio di amministrazione, qualcosa potrebbe essere fatto abbastanza in fretta, anche un decreto del governo, per togliere il potere assoluto di invito ai conduttori».

Terzo, la legge elettorale: «Pannella vuole arrivare a un bipolarismo all’inglese. La Russa gli ha risposto che un ritorno almeno parziale all’uninominale è possibile».

Quarto, la riforma della giustizia: «Anche in questo caso, Pannella ha parlato di “dittatura dei pm” e ha chiesto la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti». Musica per le orecchie dei pidiellini, ovviamente.

Risultato della riunione, alla fin fine? «Presto per dirlo, anche se il clima era buono», risponde Ciccioli. «Loro si sentono umiliati dal comportamento del Pd, di cui in questi due anni sono stati alleati. Si sentono svenduti». Sì, ma alla fine che cosa faranno il 14 dicembre? «Ripeto, è presto per dirlo. Ma i radicali sono per natura pragmatici, vogliono ottenere qualcosa di concreto. Di qui al 14 ci sentiremo ancora: non più incontri formali come quello di giovedì, ma colloqui privati, di persona e al telefono. Vedremo».

I Radicali, tutti eletti nelle liste del Pd in base a un accordo raggiunto nel 2008 con l’allora segretario Veltroni, sono tre al Senato e sei alla Camera. Indiscussa, per il carisma e l’autorevolezza del leader, la loro fedeltà a Pannella: se alla fine il leader storico opterà per l’astensione, tutti e nove seguiranno le sue indicazioni.

Secondo quanto si dice dalle parti della Rosa nel Pugno, al momento nessuna decisione è stata ancora presa, ma Pannella si sente rientrato alla grande nei giochi decisivi.

Alcuni ritengono che stia giocando su due tavoli, cioè che sia andato da La Russa per costringere Bersani a dare più peso alle sue richieste politiche.

Altri pensano invece che intenda decidere come far votare i suoi solo all’ultimo, quando sarà chiaro quanti deputati voteranno la fiducia e quanti no negli altri gruppi (soprattutto il Misto): se gli equilibri saranno talmente sfavorevoli a Berlusconi da rendere inutile l’astensione dei radicali, Pannella e i suoi voteranno anche loro la sfiducia; se invece l’astensione radicale fosse decisiva per tenere in piedi l’esecutivo, Pannella potrebbe fare questo regalo al premier per passare all’incasso subito dopo, con il sottosegretariato e il resto.





Quanto c'è di vero? Che ne pensa Baluba?
2010-12-05 22:31:14
Quanto c'è di vero?

alcuni fatti sono veri

ovvero c'è una richiesta del PDL di astensione da parte dei deputati e dei senatori radicali

a tali richiesta il Pannella ha contrapposto richieste precise, che quelle elencate, pur non promettendo niente, dato che una eventuale decisione è subordinata a una decisione collegiale della segreteria del partito

del resto i problemi sollevati non sono da poco

a parte le sorti dei carcerati e degli agenti di custodia (8 suicidi anche tra loro) della quale non frega nulla a nessuno, non c'è dubbio fare una campagna elettorale con l'attuale antidemocratico sistema e andare alle elezioni con l'attuale legge elettorale non è cosa che nessuno possa augurarsi

non a caso infatti sull'argomento sono in corso incontri tra il partito radicale (in qualche modo rappresentato in parlamento) e i partiti della sinistra radicale (compresi i Verdi) che, non essendo rappresentati in parlamento non avrebbero nessuna visibilità in campagna elettorale

sulla legge elettorale per puntare all'uninominale secca c'è anche da segnalare questa iniziativa www.uninominale.it
2010-12-05 23:01:30
Se penso a cosa era la Lega ai suoi albori e al potenziale che aveva per scardinare lo status quo e lo paragono a cosa è adesso mi vien male.

agli albori?
in provincia di milano si pensava ai terroni come al male assoluto... dite che non erano tutti così quelli della lega? sarà...
2010-12-06 01:23:43
Pannella potrebbe fare questo regalo al premier per passare all’incasso subito dopo, con il sottosegretariato e il resto.

fanno schifo come e peggio di tutti gli altri contro cui dicono di battersi