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Subject: [POLITICA]

2011-01-24 11:03:55
dieko, la faccenda è che quelli li eleggiamo noi..
non si scappa da questa valutazione, vuol dire che li vogliamo.. COSI'

e poi la faccenda è che non si può lamentarsi senza fare nulla,
senza avere almeno provato in prima persona l'impegno civile (manifestazioni, movimenti, partecipazione politica e via dicendo..) cosa si vuole pretendere?

La faccenda è che ci piace stare a casa col pc su sokker, però contemporaneamente pretenderemmo che GLI ALTRI risolvessero i problemiper noi..

Ma la struttura di uno stato democratico non può funzionare senza la PARTECIPAZIONE ATTIVA delle persone, che controllano, che votano, ma anche che esercitano quotidianamente la loro fettina di sovranità. Se deleghi senza controllo e senza impegno in pratica firmi una cambiale in bianco, non puoilamentarti poi che ti hanno fregato..

Io ti dico sinceramente: penso proprio di poter rivolgere i miei insulti all'alto della nostra scala sociale prima che a quelli che mi stanno di fianco.


vedi questa frase spiega molto dell'atteggiamento comune,
la tua scelta è tra predertela con gli altri oppure.. con gli altri!!!
Comincia da te stesso (ed io da me che predico bene, ma razzolo malissimo..)
Comincia ad usare tutte le armi democratiche che ti sono date, fatto TUTTO il necessario (e mettendoci del proprio, perchè senza un prezzo da pagare non c'è nulla di valore su questa terra..) vedremo se te ne avanza per lamentarti.

cmq il discorso è complesso, anche io ho delle riserve su quanto esposto da Colombo, ma le mie riserve sono di altra natura.. e mi pare di portare il discorso troppo distante e dove non interessa a nessuno.
2011-01-24 13:37:45
dieko, la faccenda è che quelli li eleggiamo noi..
non si scappa da questa valutazione, vuol dire che li vogliamo.. COSI'


Faccio una precisazione, forse anche inutile: vuol dire che la maggioranza li vuole così. E nella massa abbiamo la maggioranza di persone che sono state cresciute in un certo modo e che in un certo modo hanno portato avanti l'Italia e dall'Italia hanno ricevuto certi insegnamenti.

e poi la faccenda è che non si può lamentarsi senza fare nulla,
senza avere almeno provato in prima persona l'impegno civile (manifestazioni, movimenti, partecipazione politica e via dicendo..) cosa si vuole pretendere?

La faccenda è che ci piace stare a casa col pc su sokker, però contemporaneamente pretenderemmo che GLI ALTRI risolvessero i problemiper noi..

Ma la struttura di uno stato democratico non può funzionare senza la PARTECIPAZIONE ATTIVA delle persone, che controllano, che votano, ma anche che esercitano quotidianamente la loro fettina di sovranità. Se deleghi senza controllo e senza impegno in pratica firmi una cambiale in bianco, non puoilamentarti poi che ti hanno fregato..


assolutamente d'accordo. Io ti dico la mia: 7-8 anni fa mi hanno chiesto di candidarmi con il Pd a Pianezza (forse nemmeno si chiamava Pd). Volevano gente giovane e con la faccia da oratorio. Io rifiutai. Mi dissi: non mi butto in politica senza capirci nulla. Questi anni sono stati di "formazione autodidattica". Ora mi sento un pochetto più pronto a diventare parte attiva con la sua opinione formata, con i suoi strumenti. Secondo me stare qui a confrontarsi anche sul tema della lamentela verso chi e che cosa è già un bell'inizio. Non condividi?

vedi questa frase spiega molto dell'atteggiamento comune,
la tua scelta è tra predertela con gli altri oppure.. con gli altri!!!
Comincia da te stesso (ed io da me che predico bene, ma razzolo malissimo..)
Comincia ad usare tutte le armi democratiche che ti sono date, fatto TUTTO il necessario (e mettendoci del proprio, perchè senza un prezzo da pagare non c'è nulla di valore su questa terra..) vedremo se te ne avanza per lamentarti.


ho capito il tuo punto di vista, credo.
Mi rimprovero un sacco di cose e non sto qui a dirlo pubblicamente ogni volta che scrivo.
Sicuramente però se la mia macchina è a Gpl piuttosto che a idrogeno o a pannelli solari o ad aria compressa non è colpa mia, ma di alcuni gruppi di potere. Non si può sempre essere poveri, sfigati e pure prostrati dall'umiliazione di non aver fatto nulla. Eccheppalle. A tot potere corrisponde tot responsabilità. Questo deve essere chiaro secondo me. (vedi Spiderman)
Poi il discorso individuale è importante, io penso che sia praticolarmente importante nella ristretta cerchia delle persone con le quali vivi.

Comunque stiamo parlando di 2 aspetti complementari.


cmq il discorso è complesso, anche io ho delle riserve su quanto esposto da Colombo, ma le mie riserve sono di altra natura.. e mi pare di portare il discorso troppo distante e dove non interessa a nessuno.


vai vai a me interessa! :)
2011-01-24 13:51:32

e poi la faccenda è che non si può lamentarsi senza fare nulla,
senza avere almeno provato in prima persona l'impegno civile (manifestazioni, movimenti, partecipazione politica e via dicendo..) cosa si vuole pretendere?


questo sta a ognuno di noi, direi, confondere la sfera individuale con quella pubblica è molto poco politico come discorso

mi fa specie che tu fai la morale ai tuoi "simili", comuni mortali, per quello che fanno o non fanno, che magari qualcosa fanno, e se non lo fanno avranno le loro valide ragioni, quasi a scagionare le malefatte di una banda di mascalzoni veri, non parlo certo solo dei politici, che a vario titolo si mangiano tutto, giorno dopo giorno.
2011-01-24 15:40:52
2011-01-24 16:04:34



per spiegarci chi siamo e perchè lo siamo ci vogliono gli stranieri: repubblica

LA STAMPA ESTERA
Nyt: Italia persa tra realtà e reality
"Paese surreale e da soap opera"

Lunga analisi della corrispondente del quotidiano Usa sulla fenomenologia dello scandalo Ruby. "Come è possibile che il premier sia ancora al potere?". Ne emerge il volto delirante di un Paese confuso dalla cultura televisiva ed esausto dalla politica. Sulla stampa britannica i "dossier bunga-bunga"
di ENRICO FRANCESCHINI e RAFFAELLA MENICHINI

ROMA - "Surreale: una soap opera con protagonista Berlusconi". Viene ancora una volta dal New York Times il giudizio sull'Italia, o meglio il tentativo di spiegare la "psicologia collettiva" che si cela dietro l'altrimenti inspiegabile situazione politico-giudiziaria-scandalistica che ci sta attanagliando. Lo fa, nell'articolo che apre l'inserto settimanale Week in Review del quotidiano americano, ancora una volta con precisione e nettezza la corrispondente da Roma Rachel Donadio. Collocazione volutamente "strillata" in copertina, con titoli a caratteri di scatola, una vera citazione del clima da tabloid imperante in Italia. Una "commedia surreale e tragicomica" in cui "fatti e finzione, realtà e reality televisivo si confondono, in una terra in cui apparenza e realtà sono a lungo rimaste nebulose". "Oggi la tensione drammatica sta montando. Berlusconi appare sempre meno come il leader di una democrazia dell'Europa occidentale e sempre più come un personaggio da dramma della Roma imperiale, i cui attori sembrano incapaci di controllare il proprio destino di fronte alle più potenti correnti del fato". Un leader "prigioniero del mondo che ha creato". Un mondo, dice ancora Donadio riferendosi ai vari programmi di tronisti, in cui "donne di mezza età, audience di primaria importanza per i canali di Berlusconi e un blocco fondamentale del suo elettorato, si sdilinquiscono per i batticuori di giovani maschi" mentre "uomini anziani flirtano con showgirls dalle gambe lunghe".

E dunque la domanda ricorrente, ossessiva, ripetuta non solo dagli osservatori stranieri ma anche da tanti italiani all'estero, come dimostrano le centinaia di lettere a Repubblica.it 1: "Come è possibile, si chiedono tanti non italiani, che Berlusconi sia ancora al potere?". La corrispondente del Nyt tenta una doppia risposta, l'una più politica - la mancanza di alternativa nell'opposizione - l'altra più sociologica: "L'Italia ha una cultura della sopravvivenza, radicata nel meccanismo più classico: la rassegnazione fatalistica". E ancora, una "intrinseca cultura cattolica del perdono".

"Ultimamente, però, i dettagli di questo scandalo si stanno dimostrando eccessivi almeno per alcuni italiani, comprese migliaia di donne che, disgustate dalle intercettazioni, hanno firmato una petizione per chiedere le dimissioni di Berlusconi". E' notevole lo sforzo di "traduzione tra le sensibilità italiane e quelle americane". Donadio ci prova, evidenziando che per alcuni termini mancano persino le traduzioni. Se per "veline" non esiste la versione inglese, è difficile trovare una parola italiana per accountability: "la più vicina è responsabilità, che però non implica il concetto che ad un'azione corrispondano delle conseguenze". E non è un caso. Problemi lessicali che nascondono un abisso di cultura politica, all'apparenza. Esiste però "una parola per definire gli show delle tv berlusconiane: campy": qualcosa di così vergognosamente esagerato, kitsch e affettato da risultare comico. Come la puntata di Kalispera di Signorini, definita "grottesca".

Qualunque sia la spiegazione, il tutto "è molto italiano". Dopo tutto "è la cultura che ha inventato il Barocco con i suoi soffitti a trompe l'oeil, false porte, facciate che nascondono strati diversi e altre che non nascondono nulla. In questi anni Berlusconi ha confuso la linea tra immagine e realtà. O meglio, ha fondato una brillante carriera sulla fondamentale verità italiana che l'immagine è la realtà". E così è possibile sentirlo dire in tv: "Sono sereno e dovete esserlo anche voi, perché la verità trionfa sempre. Quale verità sia, poi, lo scoprirete restando sintonizzati su questo canale".

Ancora ampi servizi sul caso Berlusconi anche sulla stampa inglese. Oggi il Sunday Times dedica un'intera pagina alla vicenda, sotto il titolo "The bunga-bunga files" (Il dossier bunga-bunga). "Le intercettazioni rivelano le scioccanti serate organizzate dal primo ministro italiano", scrive il più diffuso trai giornali domenicali di qualità nel Regno Unito, accanto a una foto di Nicole Minetti in posa sexy. Il lungo articolo riferisce tutti i dettagli dello scandalo, soffermandosi sul fatto che il premier italiano spenderebbe "2 milioni di euro l'anno" per il suo "giro di prostituzione". "L'autorità politica del primo ministro è stata minata", conclude il Sunday Times, pur citando il parere del politologo Piero Ignazi dell'università di Bologna, secondo cui Berlusconi non si dimetterà mai di sua volontà: "L'idea di un'elegante uscita di scena non è nel suo Dna".

Anche il Sunday Telegraph pubblica stamani una pagina su Berlusconi, intitolata "Silvio potrà sopravvivere ancora una volta?", corredata dalle foto di alcune delle show-girl che hanno partecipato alle serate nella villa di Arcore. Le prove raccolte da centinaia di intercettazioni telefoniche, scrive il Telegraph, "suggeriscono che il primo ministro si comportava come un sultano che presiede sopra un harem". Il giornale osserva che Berlusconi è ora minacciato sue due fronti, quello legale e quello politico: il tentativo della procura di Milano di processarlo per prostituzione minorile e concussione, e la possibilità di ritrovarsi senza maggioranza in parlamento o comunque costretto a indire elezioni anticipate. Qualsiasi cosa accade, è la conclusione dell'articolo, "saranno cattive notizie per le autorità che si preparavano a celebrare il 150esimo anniversario dell'unità d'Italia, mentre per molti italiani i problemi di Berlusconi saranno una distrazione più interessante".

Riferendo gli ultimi sviluppi della vicenda, l'Observer aggiunge qualcosa di suo, un'intervista alla porno-star Rocco Siffreddi, che "viene in aiuto di Berlusconi e lo difende per il suo amore del sesso". Dichiara l'attore, nominato da un sondaggio come uno dei 50 più famosi dell'industria pornografica mondiale: "In qualsiasi altro paese, Berlusconi sarebbe stato costretto a dimettersi da anni, ma qui la fa franca, sebbene dovrebbe stare più attento a come si comporta". Siffreddi afferma di avere molto in comune con il premier: "Sono stato informato da fonti credibili che una volta Berlusconi disse: 'Io e Siffreddi soffriamo dello stesso problema, il priapismo'. Ma in realtà io faccio sesso la metà della metà delle volte che lo fa lui". Le conseguenze dello scandalo, commenta più seriamente l'Observer, hanno creato la crisi più grave incontrata finora da Berlusconi.

(edited)
2011-01-24 16:29:47
cmq il discorso è complesso, anche io ho delle riserve su quanto esposto da Colombo, ma le mie riserve sono di altra natura.. e mi pare di portare il discorso troppo distante e dove non interessa a nessuno.

vai vai a me interessa! :)


allora provo ad introdurre la mia idea in modo approssimativo:
la critica principale che mi sento di portare alla tesi che vorrebbe che la responsabilità è principalmente nostra come cittadini è che si da per scontato che rispettare le regole sia la scelta migliore.
Il chè non è errato in se, ma va capito.
(per esempio prendiamo farsi fare la fattura dall'idraulico e quindi essere costretti a pagarlo di più)

Dal punto di vista collettivo se tutti rispettano le regole si ha l'optimum.
Dal punto di vista individuale invece il massimo lo si raggiunge se le regole le rispettano tutti TRANNE ME!!!

Addirittura il NON-rispetto della regola è il comportamento migliore, come convenienza individuale, in entrambe le situazioni, sia che gli altri le rispettino che no, perchè in ognuno dei due casi io mi porto a casa il massimo del risultato col minimo della spesa.

Allora il comportamento dell' "italiano" (passatemi la semplificazione), non è stupido, ignorante o incivile.. è un mero calcolo di convenienza, peraltro CORRETTO!!!

Ciò com'è evidente apre la questione a valutazioni completamente diverse.
2011-01-24 17:05:48
un po' la teoria dei giochi.
Peccato che ci sia la massa critica.. :)
2011-01-24 17:08:58
cioè?
2011-01-24 17:14:52
ma sai che dicevo proprio questo ad un collega, a pranzo?
2011-01-24 17:34:06
Addirittura il NON-rispetto della regola è il comportamento migliore, come convenienza individuale, in entrambe le situazioni, sia che gli altri le rispettino che no, perchè in ognuno dei due casi io mi porto a casa il massimo del risultato col minimo della spesa.

Dieko ti dice che la cosa è vera fino a quando si rompe l'equilibrio.

Ossia NON è vero che chi persegue solo il suo tornaconto avrà comunque un guadagno. L'equilibrio di Nash ci dice che deve perseguire il suo bene e il bene del gruppo altrimenti perde. Adam Smith in pratica aveva torto :)

L'equilibrio di Nash ci dice matematicamente che B o scapperà con l'elicottero o andrà in galera se non cambia la sua strategia in quanto l'equilibrio si è rotto dovuto al cambio di strategia di Fini e al cambio di strategia della gente che fa sentire sempre di più la sua voce.
2011-01-24 17:39:36
a parte che non capisco che cosa centrano berlusconi e Fini..
la domanda resta li.
a me conviene pagare di più l'idraulico in regola, o pagare di meno in nero?
mi conviene pagarlo in nero!

Che equilibrio si deve rompere???
Che massa critica si deve creare perchè ciò non sia più vero?
(edited)
2011-01-24 17:44:02
a parte che non capisco che cosa centrano berlusconi e Fini..
la domanda resta li.
a me conviene pagare di più l'idraulico in regola, o pagare di meno in nero?
mi conviene pagarlo in nero!


No dato che lo stato incassa meno e ci smeni anche tu vedendoti alzare il ticket della mutua, l'irap e le tasse, oppure venendo acchiappato per evasione. Per cui a te in realtà conviene pagare tutto perchè domani potrebbero mancare i soldi della cassa integrazione a te che sei stato cassintegrato da 2 giorni

Guardati la teoria dei giochi e in particolare l'equilibrio di Nash su wikipedia ma soprattutto il dilemma del prigioniero.

Il tuo guadagno è solo apparente dato che ci smeni in tante altre cose.
2011-01-24 17:49:23
ecco .. il dilemma del prigioniero dimostra che la scelta giusta individualmente è quella meno conveniente dal punto di vista collettivo. non il contrario.

No dato che lo stato incassa meno e ci smeni anche tu vedendoti alzare il ticket della mutua, l'irap e le tasse, oppure venendo acchiappato per evasione. Per cui a te in realtà conviene pagare tutto perchè domani potrebbero mancare i soldi della cassa integrazione a te che sei stato cassintegrato da 2 giorni

E no. io risparmio un tot, che se pagassi andrebbe redistribuito.
A ME conviene cha a pagare siano gli altri..
dai non si può negare..

Voi fate un'operazione ulteriore, se tutti fan così allora..
ma questo non riguarda più la decisione individuale, ma il comportamento collettivo.
2011-01-24 18:11:10
il dilemma del prigioniero.


in questo caso il berlusca gioca da manuale. nega fino alla morte. c'è solo da capire chi è l'altro prigioniero...
2011-01-24 18:12:45
ecco .. il dilemma del prigioniero dimostra che la scelta giusta individualmente è quella meno conveniente dal punto di vista collettivo. non il contrario.


...casomai dimostra che tacere in due conviene...

cmq a me sembra più che siamo nel caso del "chicken game".
(edited)
2011-01-24 18:16:20
la migliore strategia a liv. INDIVIDUALE è confessare.
tacere in 2 non è una scelta che si può fare individualmente, infatti..